Presa dall'indecisione tra Sully e Free State of Jones, alla fine ho guardato Amore e inganni (Love & Friendship), diretto e sceneggiato dal regista Whit Stillman a partire dal romanzo epistolare Lady Susan, di Jane Austen.
Trama: da poco rimasta vedova, Lady Susan Vernon fugge da un imminente scandalo nella residenza dei Manwaring e si rifugia presso la famiglia del cognato. Lì dovrà affrontare i problemi causati dalla figlia Frederica oltre a tenere a bada i pettegolezzi negativi, così da coltivare il sentimento nascente col giovane Reginald.
Ah, la meraviglia del wit inglese riportata su schermo da chi tra pettegolezzi e personaggi sopra le righe ci sguazza!!! Dopo il delizioso Damsels in Distres, Whit Stillman mi ha regalato un'altra perlina nei panni di regista e sceneggiatore, coalizzandosi con una signora che non le mandava certo a dire, ovvero la sempre gradita Jane Austen. Il risultato è una sorta di Le relazioni pericolose all'acqua di rose, con personaggi un po' più restii a compiere vere e proprie cattiverie ma fin troppo pronti ad indulgere in pettegolezzi e "manezzi pe' maià 'na figgia" e anche sé stessi, perché no. Protagonista della vicenda è l'indipendente Lady Susan Vernon, da poco vedova e costretta a procacciare buoni partiti alla figlia per non rimanere sul lastrico come la sua migliore amica, Mrs. Cross; amante del lusso, del bel vivere e, neanche a dirlo, degli uomini, Lady Susan svolazza di fiore in fiore complottando con la fidata Alicia Johnson, nascondendo il suo animo calcolatore ed infido dietro un eloquio forbito e una bellezza senza pari, per poi mostrare la propria vera natura solo alle sue corrispondenti più intime. Ad andarci di mezzo non sono tanto gli uomini, ognuno boccalone in diverse misure, quanto le donne tanto sfortunate da avere Lady Susan come rivale o madre, due condizioni che portano ad avere o un paio di corna oppure una vita pianificata dall'inizio alla fine e, ancor peggio, una reputazione pronta a crollare a seconda dei capricci della genitrice. Amori e inganni racconta quindi di una società in cui il tempo sembra essersi fermato (i protagonisti sono talmente radicati nella realtà dell'aristocrazia inglese di campagna che altri luoghi, come l'America o Londra, vengono giusto nominati come esempio di luoghi terribili) e dove l'eloquio e il sapersi vendere al meglio contano più della verità tangibile, all'interno della quale prospera innanzitutto chi riesce a volgere ogni situazione a proprio vantaggio e poi, se avrà fortuna, chi possiede davvero molteplici caratteristiche positive, a patto che i pettegolezzi e le chiacchiere non rendano le persone cieche davanti a queste ultime.
La struttura epistolare del brevissimo romanzo (un'opera giovanile della Austen pubblicata postuma), viene resa da Stillman ricreando alla perfezione situazioni e dialoghi riferiti dagli autori delle lettere e inventando praticamente da zero i dialoghi, partendo talvolta dalle stesse parole delle missive; lo stile del film ripropone invece quello di un pamphlet teatrale, con i personaggi che vengono presentati da didascalie riportanti nome, titolo nobiliare e parentela, e l'utilizzo delle scritte in sovraimpressione viene riproposto anche nel corso di alcune letture particolarmente impegnative. Essendo Amori e inganni un film composto prevalentemente da dialoghi, con pochissima azione, Stillman si è impegnato a renderli quanto più ironici e caustici possibili (ironia ripresa dalla colonna sonora, in particolare nella melodia iniziale, assai simile alla "Beethoviana" di Arancia meccanica), mentre gli attori hanno dato il bianco per quel che riguarda le caratterizzazioni dei personaggi. Vedere duettare Kate Beckinsale e Chloe Sevigny nei panni, rispettivamente, di Lady Susan e Alicia, vale già di per sé il prezzo del biglietto: i loro scambi sono a dir poco esilaranti ("Tuo marito è veramente cattivo! Ma ci risentiremo quando finalmente avrà un attacco di gotta fulminante") e le due attrici creano un'alchimia davvero particolare. Ci sono altri attori che saltano all'occhio, uno su tutti Stephen Fry (nonostante compia pochissimo basta la sua sola, inglesissima presenza a creare un personaggio indimenticabile) oppure l'ignorantissimo Sir James Martin di Tom Bennett, assai simile al più sciocco dei maschietti in Damsel in Distress, ma in generale Amori e inganni è graziato dalla presenza di caratteristi validissimi, capaci di trasportare in un attimo lo spettatore nell'universo di Jane Austen. A maggior ragione, va da sé che il film andrebbe guardato in lingua originale ma se lo programmassero dalle vostre parti non fatevelo scappare, neppure in italiano!
Del regista e sceneggiatore Whit Stillman ho già parlato QUI. Kate Beckinsale (Lady Susan Vernon), Chloe Sevigny (Alicia Johnson), Stephen Fry (Mr. Johnson) e Xavier Samuel (Reginald DeCourcy) li trovate invece ai rispettivi link.
Morfydd Clark, che interpreta Frederica, aveva già partecipato a Pride and Prejudice and Zombies assieme a Emma Greenwell (qui Catherine DeCourcy Vernon) mentre Jenn Murray, che interpreta Lady Lucy Manwaring, è già comparsa in Animali fantastici e dove trovarli nel ruolo di Chastity Barebone. Se Amore e inganni vi fosse piaciuto leggete il libro in quanto, come si dice alla fine dei titoli di coda, in esso "Susan Vernon sarà interamente vendicata" e aggiungete Emma, Ragione e sentimento, Ragazze a Beverly Hills e Damsels in Distress. ENJOY!
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martedì 6 dicembre 2016
mercoledì 24 settembre 2014
Contraband (2012)
Per staccare il cervello senza ricorrere all'horror qualche sera fa ho deciso di guardare Contraband, diretto nel 2012 dal regista Baltasar Kormákur.
Trama: un ex contrabbandiere ormai fuori dal giro è costretto a smerciare una grossa quantità di denaro falso per togliere dai guai il giovane cognato...
Contraband è un film perfetto per una serata disimpegnata. Ben lungi dall'essere un action zamarro e sguaiato dove la risata la fa da padrone, la pellicola di Kormákur è più una crime story a base di tradimenti, colpi congegnati razionalmente e drammi familiari, qualcosa che, molto probabilmente, nelle mani di uno Scorsese o persino di un Ben Affleck avrebbe potuto tranquillamente fare il balzo di qualità e diventare un'opera da consigliare e riguardare. Fissati i dovuti limiti, comunque, Contraband fa la sua bella figura: la storia dell'ex contrabbandiere Chris, costretto a tornare "al lavoro" per colpa di un ragazzino pieno di passione e stupidità e decisamente codardo è divertente e anche convincente perché il personaggio non è esageratamente cupo o troppo guascone e i suoi colleghi sono dotati ognuno di una loro peculiarità ma non rischiano di diventare delle macchiette ingestibili. La trama dosa bene i momenti d'azione, quelli più thriller ed altri maggiormente introspettivi senza troppo calcare la mano su nessuna delle varie anime della pellicola, in generale non ci sono buchi logici o incredibili forzature (o almeno a me non è sembrato di ravvisarne) e la storia scorre liscia fino alla fine, coinvolgendo lo spettatore con un twist forse non troppo originale ma comunque gradevole. Volendo essere cattivi, ovviamente, ci sarebbe da sottolineare come tutti questi pregi derivino dal fatto che Contraband non è una pellicola made in USA, bensì il remake dell'islandese Reykjavík Rotterdam, altrimenti penso ne sarebbe uscita una roba ben peggiore.
Mettiamo un attimo da parte l'inevitabile cinefilia anti-remake e parliamo degli attori, che indubbiamente sono quelli che fanno funzionare al meglio Contraband. Mark Wahlberg porta a casa un'interpretazione dignitosa e coerente con la sua natura di "manzo non esagerato" ma ovviamente il motivo per cui mi sono cimentata nella visione del film è stato la presenza dell'adorato Giovanni Ribisi, che si profonde in una performance da incredibile sociopatico e ruba la scena ad un Ben Foster bruttarello e un po' sottotono (nonostante, paradossalmente, il suo personaggio sia il più interessante di tutti!). Simpaticissimi tutti i colleghi di Wahlberg, a partire da quel Lukas Haas che rivedo sempre con piacere, e ovviamente esilarante J.K. Simmons nei panni dello stronzissimo capitano, mentre Kate Beckinsale quando viene tolta da quell'Underworld che le è tanto congeniale diventa moscia come un sacco di patate. La regia di Baltasar Kormákur per fortuna non ricerca soluzioni modaiole come ralenti o riprese sghembe ma, avvalendosi di una fotografia particolare e quasi sfumata, riesce comunque ad essere originale e riconoscibile senza condannare Contraband all'anonimato o lo spettatore al mal di testa perpetuo. Sicuramente Contraband non sarà il film del secolo ma se vi piace un genere di film dove l'azione non si traduce solo in sparatorie ed esplosioni e dove i personaggi dimostrano di avere un anima che li eleva dalla banale bidimensionalità potreste anche dargli una chance, non ve ne pentirete!
Di Mark Wahlberg (Chris Farraday), Giovanni Ribisi (Tim Briggs), Lukas Haas (Danny Raymer), Caleb Landry Jones (Andy) e J.K. Simmons (Capitano Camp) ho già parlato ai rispettivi link.
Baltasar Kormákur (vero nome Baltasar Kormákur Samper) è il regista della pellicola. Islandese, ha diretto anche Cani sciolti. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 48 anni e un film in uscita.
Kate Beckinsale (vero nome Kathrin Romany Beckinsale) interpreta Kate Farraday. Inglese, ha ricordo per film come Big Fish, Pearl Harbor, Underworld, Van Helsing, The Aviator, Cambia la tua vita con un click, Underworld: Evolution, Vacancy, Underworld - La ribellione dei Lycans e Underworld - Il risveglio. Ha 41 anni e due film in uscita.
Ben Foster (vero nome Benjamin A. Foster) interpreta Sebastian Abney. Americano, ha partecipato a film come X-Men - Conflitto finale, 30 giorni di buio e a serie come Six Feet Under, La zona morta e My Name Is Earl, inoltre ha lavorato come doppiatore nella serie Robot Chicken. Anche produttore, ha 34 anni e tre film in uscita.
Tra gli altri attori segnalo anche la presenza del fratello di Mark Wahlberg, Robert; il regista Baltasar Kormákur era invece il protagonista di Reykjavík Rotterdam, di cui Contraband, come ho già avuto modo di dire nel post, è il remake. Se il film vi fosse piaciuto magari recuperate la pellicola islandese e aggiungete anche The Town. ENJOY!
Trama: un ex contrabbandiere ormai fuori dal giro è costretto a smerciare una grossa quantità di denaro falso per togliere dai guai il giovane cognato...
Contraband è un film perfetto per una serata disimpegnata. Ben lungi dall'essere un action zamarro e sguaiato dove la risata la fa da padrone, la pellicola di Kormákur è più una crime story a base di tradimenti, colpi congegnati razionalmente e drammi familiari, qualcosa che, molto probabilmente, nelle mani di uno Scorsese o persino di un Ben Affleck avrebbe potuto tranquillamente fare il balzo di qualità e diventare un'opera da consigliare e riguardare. Fissati i dovuti limiti, comunque, Contraband fa la sua bella figura: la storia dell'ex contrabbandiere Chris, costretto a tornare "al lavoro" per colpa di un ragazzino pieno di passione e stupidità e decisamente codardo è divertente e anche convincente perché il personaggio non è esageratamente cupo o troppo guascone e i suoi colleghi sono dotati ognuno di una loro peculiarità ma non rischiano di diventare delle macchiette ingestibili. La trama dosa bene i momenti d'azione, quelli più thriller ed altri maggiormente introspettivi senza troppo calcare la mano su nessuna delle varie anime della pellicola, in generale non ci sono buchi logici o incredibili forzature (o almeno a me non è sembrato di ravvisarne) e la storia scorre liscia fino alla fine, coinvolgendo lo spettatore con un twist forse non troppo originale ma comunque gradevole. Volendo essere cattivi, ovviamente, ci sarebbe da sottolineare come tutti questi pregi derivino dal fatto che Contraband non è una pellicola made in USA, bensì il remake dell'islandese Reykjavík Rotterdam, altrimenti penso ne sarebbe uscita una roba ben peggiore.
Mettiamo un attimo da parte l'inevitabile cinefilia anti-remake e parliamo degli attori, che indubbiamente sono quelli che fanno funzionare al meglio Contraband. Mark Wahlberg porta a casa un'interpretazione dignitosa e coerente con la sua natura di "manzo non esagerato" ma ovviamente il motivo per cui mi sono cimentata nella visione del film è stato la presenza dell'adorato Giovanni Ribisi, che si profonde in una performance da incredibile sociopatico e ruba la scena ad un Ben Foster bruttarello e un po' sottotono (nonostante, paradossalmente, il suo personaggio sia il più interessante di tutti!). Simpaticissimi tutti i colleghi di Wahlberg, a partire da quel Lukas Haas che rivedo sempre con piacere, e ovviamente esilarante J.K. Simmons nei panni dello stronzissimo capitano, mentre Kate Beckinsale quando viene tolta da quell'Underworld che le è tanto congeniale diventa moscia come un sacco di patate. La regia di Baltasar Kormákur per fortuna non ricerca soluzioni modaiole come ralenti o riprese sghembe ma, avvalendosi di una fotografia particolare e quasi sfumata, riesce comunque ad essere originale e riconoscibile senza condannare Contraband all'anonimato o lo spettatore al mal di testa perpetuo. Sicuramente Contraband non sarà il film del secolo ma se vi piace un genere di film dove l'azione non si traduce solo in sparatorie ed esplosioni e dove i personaggi dimostrano di avere un anima che li eleva dalla banale bidimensionalità potreste anche dargli una chance, non ve ne pentirete!
Di Mark Wahlberg (Chris Farraday), Giovanni Ribisi (Tim Briggs), Lukas Haas (Danny Raymer), Caleb Landry Jones (Andy) e J.K. Simmons (Capitano Camp) ho già parlato ai rispettivi link.
Baltasar Kormákur (vero nome Baltasar Kormákur Samper) è il regista della pellicola. Islandese, ha diretto anche Cani sciolti. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 48 anni e un film in uscita.
Kate Beckinsale (vero nome Kathrin Romany Beckinsale) interpreta Kate Farraday. Inglese, ha ricordo per film come Big Fish, Pearl Harbor, Underworld, Van Helsing, The Aviator, Cambia la tua vita con un click, Underworld: Evolution, Vacancy, Underworld - La ribellione dei Lycans e Underworld - Il risveglio. Ha 41 anni e due film in uscita.
Ben Foster (vero nome Benjamin A. Foster) interpreta Sebastian Abney. Americano, ha partecipato a film come X-Men - Conflitto finale, 30 giorni di buio e a serie come Six Feet Under, La zona morta e My Name Is Earl, inoltre ha lavorato come doppiatore nella serie Robot Chicken. Anche produttore, ha 34 anni e tre film in uscita.
Tra gli altri attori segnalo anche la presenza del fratello di Mark Wahlberg, Robert; il regista Baltasar Kormákur era invece il protagonista di Reykjavík Rotterdam, di cui Contraband, come ho già avuto modo di dire nel post, è il remake. Se il film vi fosse piaciuto magari recuperate la pellicola islandese e aggiungete anche The Town. ENJOY!
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