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mercoledì 22 febbraio 2017

Noi e la Giulia (2015)

Non lo avevo visto al cinema ma, data la simpatia che ho sviluppato nel tempo per almeno un paio di interpreti, al primo passaggio televisivo ho guardato Noi e la Giulia, diretto e sceneggiato da Edoardo Leo partendo dal libro Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei.


Trama: tre falliti si uniscono quasi per caso nell'acquisto di un casale abbandonato e praticamente in rovina, con l'intento di trasformarlo in agriturismo. I lavori, già difficili di per sé, si complicano con l'arrivo di Sergio, al quale uno di loro deve dei soldi, e soprattutto con l'ingerenza della camorra, pronta a chiedere il pizzo a tre disperati che non hanno più il becco di un quattrino...



Ultimamente ho cominciato a dare fiducia al cinema italiano, grazie a giovani autori ed attori che non mi procurano istantaneo fastidio appena li vedo aprire bocca e che sono riusciti, in qualche modo, a ridare lustro anche a "vecchi" caratteristi che rischiavano di finire sepolti nelle ignominiose fiction televisive che infestano i palinsesti di ogni rete. I nomi che ultimamente mi portano a drizzare le antenne, accanto a quello dell'adorato Pierfrancesco Favino, sono quelli di Edoardo Leo e Stefano Fresi, apprezzatissimi nell'esilarante Smetto quando voglio e, almeno per me, rappresentanti di quella commedia italiana che non si limita a raccontare storie banali di mariuoli, coppiette in crisi o cornuti e mazziati, o peggio ancora basate su temporanei fenomeni comici, bensì ripropone in chiave grottesca i problemi della società italiana di oggi attraverso sceneggiature frizzanti e genuinamente divertenti. Questa descrizione calza perfettamente a Noi e la Giulia, storia della rivincita di tre (anzi quattro) "falliti" che, stanchi di essere presi a calci dal mondo e lasciarsi vivere prigionieri di ciò che la società definisce "importante", scelgono di fare un colpo di testa ed investire tempo e denaro in qualcosa che sperano possa realizzarli davvero, ognuno per i propri motivi: Fausto, voce narrante della pellicola, viene spinto dal padre che, in punto di morte, gli rinfaccia di non aver fatto mai nulla di bello nella vita, Claudio deve riprendersi da un matrimonio andato a monte e da un fallimento, Diego è semplicemente un cialtrone amante della bella vita che deve scappare dai suoi creditori. Uno di questi, per inciso, è il comunista di ferro Sergio il quale, introdotto inizialmente come uno dei villain della pellicola, è il personaggio che più evolve nel corso della storia, diventando parte fondamentale per la creazione dell'agriturismo e motore caotico dell'intera vicenda. Non è facile, infatti, cambiare vita e riaggiustare ciò che appare irrimediabilmente rotto, soprattutto perché in alcune zone d'Italia bisogna fare i conti con pizzo e camorra, rappresentazione di tutti gli impedimenti burocratici, legislativi, criminali e anche personali che impediscono alla generazione dei neo trentenni/quarantenni di spiccare il volo verso un roseo futuro e quando qualcuno cerca di alzare la testa, come fa Sergio spinto dall'orgoglio proletario e da un carattere poco amabile, sono cavoli amari.


L'approccio verso la realtà criminale con la quale devono fare i conti i protagonisti è quello grottesco che già mi aveva conquistata in La mafia uccide solo d'estate; i camorristi non sono persone da prendere sotto gamba e per tutta la durata della pellicola il pericolo che rappresentano è tangibile, tuttavia Edoardo Leo si premura anche di mostrare gli aspetti più ridicoli del mondo criminale, ricorrendo ad un caratterista esilarante come Carlo Buccirosso, malvivente che si lascia conquistare dalla "voglia di vincere" del quartetto di sfigati e arriva a pensare che, forse, aver preso un'altra strada nella vita non sarebbe stato poi così male. In Noi e la Giulia fanno molto dunque la bravura e la simpatia degli attori, due qualità che contribuiscono a non far scadere nella commedietta da quattro soldi una trama che, per quanto carina, presenta comunque qualche ingenuità di troppo (il personaggio di Anna Foglietta è salvato giusto dal carisma di lei e l'idea della gente che si beve la favoletta raccontata da Diego per giustificare la musica proveniente dalla Giulia sepolta è tanto tirata per i capelli) e a tratti provoca lo sbadiglio compulsivo (ma lì forse la colpa è di Mer*aset e della sua pubblicità). Argentero, Edoardo Leo, Fresi e, soprattutto, un Claudio Amendola che nei ruoli di violento mezzo criminale mi piace sempre tantissimo, formano un quartetto molto affiatato ed eterogeneo, capace di dare il via a scaramucce esilaranti per via del modo in cui cozzano le rispettive personalità ed effettivamente la parte migliore del film è quella più litigarella mentre il "secondo tempo" viene rallentato da momenti troppo belli per essere veri e anche troppo hipster/new age (scenografie e colonna sonora sono davvero carini ma i fricchettoni modaioli che ballano sulle note di Paradise mi hanno ridotta come Krysten Ritter). Ma queste, ovviamente, sono le critiche di chi nei confronti del cinema italiano arriccia sempre un po' il naso a prescindere e mi sento quindi di dire che Noi e la Giulia merita sicuramente la visione... anche se, e lo dico a beneficio di trentenni e quarantenni, nonostante il clima da commedia l'angoscia provocata dall'idea di aver gettato la propria esistenza è appena dietro l'angolo, pronta a colpire alla traditora con l'accento piemontese di Argentero. Beware!


Del regista e sceneggiatore Edoardo Leo, che interpreta anche Fausto, ho già parlato QUI. Claudio Amendola (Sergio), Stefano Fresi (Claudio) e Carlo Buccirosso (Vito) li trovate invece ai rispettivi link.

Luca Argentero interpreta Diego. Nato a Torino, ha partecipato a film come Lezioni di cioccolato, Solo un padre, Diverso da chi? e Poli opposti, inoltre ha partecipato a serie come Carabinieri. Anche produttore, ha 39 anni.


Anna Foglietta interpreta Elisa. Nata a Roma, ha partecipato a film come Nessuno mi può giudicare, Perfetti sconosciuti e a serie quali Distretto di polizia, Il commissario Rex e La mafia uccide solo d'estate. Ha 38 anni e film in uscita.


Se Noi e la Giulia vi fosse piaciuto recuperate assolutamente Smetto quando voglio. ENJOY!

giovedì 19 febbraio 2015

(Gio)WE, Bolla! del 19/02/2015

Buon giovedì a tutti! Cioé, buon giovedì mica tanto, che 50 sfumature di grigio imperversa ancora in ben due sale, facendo ri-cadere nel dimenticatoio Whiplash e scagliando nel limbo della distribuzione Mortdecai con Johnny Depp ed Ewan McGregor, in uscita oggi in tutta Italia ma non a Savona. Si bestemmia? Certo, e con gusto! ENJOY!

Noi e la Giulia
Reazione a caldo: Eh.
Bolla, rifletti!: Le sfumature imperversano ma non c'è pericolo che tolgano spazio alla fuffa! Che magari tanto fuffa non è visto che Edoardo Leo mi sta simpatico, però il trailer non mi ispirava granché... anche perché quest'accozzaglia di italiani disperati pare faccia un po' troppo il verso all'adorato Smetto quando voglio.

Shaun - Vita da pecora
Reazione a caldo: Capre! Capre! Capre!
Bolla, rifletti!: Doveva uscire la settimana scorsa quest'ennesimo trionfo di umorismo britannico in plastilina, invece no: le avventure savonesi di Shaun la pecora sono state rimandate di una settimana e relegate in fascia oraria pomeridiana, con buona pace di chi magari lavora! Guardate che questi non sono film SOLO per bambini, maledetti!

Il settimo figlio
Reazione a caldo: Volevate che mancasse la fuffa USA?
Bolla, rifletti!: Ennesimo filmaccio fracassone tratto dall'ennesima saga fantasy partorita da qualche scribacchino americano, con un cast all-star che mi pare stoni un pochetto in mezzo a tutti 'sti effetti speciali. Stavolta passo, grazie.

Speravo che almeno il cinema d'élite recuperasse Whiplash invece sono rimasta fregata...

Il segreto del suo volto
Reazione a caldo: E cos'è?
Bolla, rifletti!: Dramma tedesco ambientato dopo la seconda guerra mondiale, il film racconta la storia di una donna rimasta sfigurata nei campi di concentramento che, dopo una ricostruzione facciale che la rende irriconoscibile, torna a cercare il marito. La storia è potenzialmente interessante ma anche possibile materiale per prodotti simili alle fiction italiane, bisogna vedere se sceneggiatura, regia e soprattutto interpreti sono all'altezza!

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