Trama: un killer chiamato Fantasma delle Bermuda cerca di uccidere Lupin, Jigen e Fujiko ma nel cammino si ritrova contro Goemon, intenzionato a vendicare il boss che lo aveva assunto come guardia del corpo, fatto fuori proprio dal Fantasma in questione...
Da quando è uscito Fujiko Mine to iu onna, il nome di Takeshi Koike risuona come musica nelle mie orecchie. Certo, Jigen Daisuke no Bohyou l'avevo accolto con la lacrima nell'occhio e le palpitazioni a tremila per un motivo ben preciso, che non si limitava solo al coinvolgimento di san Koike, ma anche un film interamente dedicato a Goemon, allo "spruzzo di sangue" che scaturisce dai tagli della sua spada, ha immediatamente attirato la mia attenzione, ci mancherebbe. D'altronde, quante volte abbiamo visto gli effetti della Zantetsuken, la celebre spada tagliatutto del samurai? Gente denudata, pallottole aperte in due, palazzi ridotti a pezzetti di carta, aereoplani esplosi in cielo quanti ne vogliamo e che goduria ma, in soldoni, sangue zero. Manco una goccia, credo nemmeno nella prima serie, anche se potrei sbagliare. Ora, adoro l'horror ma non sguazzo particolarmente nello splatter, quindi non ho bisogno di secchiate di rosso per poter apprezzare un'opera ma ammetto di aver provato una soddisfazione tutta particolare nel vedere la spada di Goemon spillare finalmente abbondanti spruzzi di sangue dai nemici e tagliare arti manco si ritrovasse nelle mani di O-Ren Ishii... e qui apro una bella parentesi. Katsuhito Ishii (nomen omen), l'artista dietro la meravigliosa sequenza animata di Kill Bill, è il consulente creativo di Chikemuri no Ishikawa Goemon e non deve quindi stupire che il 90% delle violentissime sequenze del mediometraggio urli QUENTINTARANTINO! (non WES ANDERSON!, ma questa la capiscono in pochi) da ogni fotogramma, né che i laidissimi yakuza con i quali si ritrova impelagato Goemon dall'inizio alla fine del film ricordino sia nelle sembianze che nelle movenze gli sgherri del boss Matsumoto. Posso anche dire con certezza che queste sequenze in particolare siano le migliori della pellicola in quanto, a differenza di Fujiko Mine to iu onna e Jigen Daisuke no Bohyou, Chikemuri no Ishikawa Goemon sa tanto di lavoro fatto in fretta e furia, con un villain principale pericoloso quanto volete ma dotato di un character design e di una presenza scenica imbarazzanti, le cui animazioni vengono riciclate più volte nella seconda parte dell'opera (i flashback mi vanno anche bene ma così, in un cartone animato breve come questo, alla quarta volta mi sento presa in giro).
P.S. Grazie a questo film ho capito, alla veneranda età di 36 anni, che Jigen è il cognome del mio amato pistolero, non il nome. Serviranno anni di psichiatra per riprendermi da questa cosa, sappiatelo.
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| Daisuke. E vabbé. Sei figo lo stesso, tranquillo. |
Se Lupin the IIIrd: Chikemuri no Ishikawa Goemon (conosciuto anche col titolo internazionale di The Blood Spray of Goemon Ishikawa e quello italiano, meno incisivo, di Lupin III: Goemon Ishikawa), cercate di recuperare almeno la serie Una donna chiamata Fujiko Mine e Jigen Daisuke no Bohyou oltre a Kill Bill vol. 1 e 2. ENJOY!




