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mercoledì 4 marzo 2026

2026 Horror Challenge - Prevenge (2016)


La challenge horror di oggi voleva un film uscito nel 2016. Ho così recuperato Prevenge, diretto e sceneggiato dalla regista Alice Lowe.

Trama

Ruth, incinta e quasi in procinto di partorire, persegue una tenace vendetta verso i responsabili della morte del compagno...

RECENSIONE

Prevenge era uno di quei film che avevo nella watchlist appunto dal 2016, perché ricordo, sebbene vagamente, che in molti ne avevano parlato bene. Meglio tardi che mai, quest'anno snobbo per mancanza di tempo degli anniversari importanti, ma se non altro sono riuscita a festeggiare i dieci anni di un film che rientra nel genere "gravidanze da incubo". Ruth è molto incinta, nel senso che le manca davvero poco per partorire, ma la sua non è una gestazione tranquilla. Il suo compagno è morto il giorno esatto in cui lei ha scoperto di essere in attesa di un bambino e quando la incontriamo sta cominciando a compiere la sua vendetta, guidata da una voce inquietante ed insospettabile: quella della figlia che porta in grembo. Vittima di un doppio shock, la psiche di Ruth si è scissa, trasformando l'essere sconosciuto che porta in grembo in un'eminenza grigia dalla vocetta querula e dall'insaziabile appetito per il sangue, un'Erinni vendicativa che la spinge ad uccidere i colpevoli della morte del papà. Come dice a un certo punto l'ostetrica, Ruth non ha il controllo delle proprie azioni o, meglio, la sua razionalità è stata completamente spazzata via dal dolore, dalla paura, dalla solitudine e dagli ormoni; la maternità la terrorizza perché apre a mille possibilità sconosciute e ad un futuro incerto, a decisioni scomode che Ruth, inconsciamente, decide di evitare convincendosi di essere "posseduta" dalla figlia. La sceneggiatrice e regista Alice Lowe, che interpreta Ruth, probabilmente ha scelto di dare voce a tutta una serie di problemi sociali che una donna incinta si ritrova a dover affrontare (non ultimo quello di venire guardata con sospetto nei posti di lavoro) e anche alla sua paura di essere considerata un mero accessorio del bambino, definita solo come "madre", prima ancora che come persona. Tutto sommato, infatti, le vittime della furia vendicativa di Ruth, pur essendo deprecabili ed egoisti quanto si vuole, sono degli sfigati imbarazzanti ed è la neonata a trasformarli in mostri, dimostrando un invidiabile disprezzo verso tutto il genere umano. 

Anche in virtù dei ragionamenti adulti e sferzanti della neonata, Prevenge rientra di diritto nel genere della commedia horror. Le situazioni che Ruth si ritrova ad affrontare sono grottesche e i colpevoli della morte del compagno sono esempi di un'umanità imbarazzante, davvero troppo stupidi per vivere; gli esempi più eclatanti, e tristemente familiari, per inciso, sono il deejay quasi cinquantenne che si crede un ragazzino sciupafemmine e tratta da schifo la mamma malata di Alzheimer vivendole in casa, e la donna in carriera che si arrampica sugli specchi per "indorare" la pillola a una donna incinta e palesemente sgradita sul posto di lavoro. Ci sono anche molti momenti cupi, durante i quali la risata muore sul nascere, e il personaggio di Ruth, nella sua triste solitudine, fa molta pena nonostante il cammino sanguinoso intrapreso. Alice Lowe dosa molto bene questi due registri, senza mai esagerare in un senso o nell'altro, e stempera situazioni particolarmente pesanti con del sano splatter, talvolta catartico altre meno (in maniera assai intelligente, però, le poche persone che non meritano di morire vengono eliminate rigorosamente off screen). Come interprete, l'attrice incarna una donna senza grandi pregi o difetti, né a livello estetico né caratteriale, aiutando lo spettatore ad identificarsi con lei e ad empatizzare con la sua situazione, e il resto del cast, pieno di ottimi caratteristi, le dà man forte, aprendo squarci su una triste realtà fatta di povertà, precariato, sesso facile ma ben poco soddisfacente e squallore diffuso, con ben poco spazio per umanità e gentilezza. Come ben diceva la neonata Julie in Senti chi parla 2: "Che schifo la vita!". Forse è davvero meglio rimanere nascosti nel grembo materno e lasciare a mammà il lavoro sporco! 

CAST

Della regista e sceneggiatrice Alice Lowe, che interpreta Ruth, ho già parlato QUI mentre Kate Dickie, che interpreta Ella, la trovate QUA.

CURIOSITà

Kayvan Novak, che interpreta Tom, è uno dei protagonisti della serie What We Do in the Shadows. Il film in bianco e nero continuamente citato è Delitto senza passione, del 1934. Cercatelo, perché potrebbe trovarsi gratuitamente nell'Internet Archive. ENJOY!

martedì 26 gennaio 2021

Get Duked! (2019)

Se avete voglia di guardare una simpatica commedia vagamente spruzzata di horror, Get Ducked!, diretto e sceneggiato nel 2019 dal regista Ninian Doff, fa al caso vostro. Lo trovate su Amazon Prime Video.

Trama: quattro ragazzini disagiati vengono forzati a competere per il premio Duca di Edimburgo, che li vede costretti a campeggiare per due giorni nelle Highland scozzesi. La comparsa di gente armata di fucile trasforma un'esperienza potenzialmente noiosa in qualcosa di mortale...


Ged Duked!
è una di quelle spassose commedie nere che riescono tanto bene ad inglesi, irlandesi e scozzesi, come in questo caso. Il film avrebbe dovuto chiamarsi Boyz in the Wood, poi non se n'è fatto nulla, ma il titolo originale racchiude in sé lo stile un po' "gangsta" di uno dei personaggi, che inizia come una presa in giro di un ragazzetto benestante che vuole fare il nigga (il personaggio si fa chiamare DJ Beetroot) e poi si ritrova, con somma sorpresa, a diventare l'idolo di un gruppetto di contadini delle Highlands; la caratterizzazione del ragazzino si accompagna alla perfezione a quella degli altri tre compari di sventura, due ideali nipoti scemi dei personaggi di Trainspotting e uno che compete seriamente per il prestigioso premio in quanto nerd disadattato del gruppetto, e il mix dà il la ad una serie di gag esilaranti, scontri generazionali e prese in giro della società non solo scozzese, degnamente accompagnate dall'aspetto "horror" della pellicola. A un certo punto, infatti, i nostri cominciano a venire cacciati proprio dal Duca di Edimburgo e tra allucinogeni, poliziotti alla Hot Fuzz ed equivoci a non finire, i noiosi due giorni a spasso per le Highlands diventano una lotta per la sopravvivenza che lascerà anche il tempo ai contendenti di imparare qualcosa su loro stessi e sull'amicizia.


Il regista Ninian Doff viene dal mondo dei videoclip e si vede, perché come ho scritto sopra la musica ha un ruolo preponderante nel film, così come una serie di elementi "fantastici" ed allucinati che la fanno da padrone in parecchie sequenze; diciamo che se DJ Beetroot esistesse davvero questo film potrebbe essere un ottimo trampolino di lancio, se non altro per mandarlo in qualche contest trash come l'Eurovision, e anche all'interno della pellicola queste parentesi musicali funzionano alla grande e spiazzano, oltre a divertire. Il consiglio, ovviamente, già che il film è disponibile su Prime Video anche non doppiato (miracolo!! Signori, dovreste farlo per TUTTI i film in catalogo, ché spesso affidarsi solo al doppiaggio italiano è una sconcezza), è di sforzarsi e guardarlo in lingua originale coi sottotitoli, perché, se siete mai stati in Scozia, l'immediatezza rozza dell'accento scozzese è un di più che vi farà ripiombare negli splendidi luoghi mostrati nel film e vi renderà ancora più simpatici i giovani attori protagonisti e gli esilaranti poliziotti da operetta che si mettono sulle loro tracce. Se cercate qualcosa di divertente per una serata disimpegnata, insomma, Get Duked! è il film che fa per voi.


Di Eddie Izzard (Il duca) e Alice Lowe (Sovrintendente) ho già parlato ai rispettivi link. 

Ninian Doff è il regista e sceneggiatore della pellicola, al suo primo lungometraggio. Inglese, è anche produttore.

Kate Dickie interpreta il sergente Morag. Scozzese, ha partecipato a film come Prometheus, The Witch, Star Wars - Gli ultimi Jedi, Wildfire e a serie quali Il trono di spade. Anche produttrice, ha 50 anni e quattro film in uscita tra cui The Green Knight.


Se il film vi fosse piaciuto recuperate Killer in viaggio. ENJOY!

mercoledì 26 giugno 2013

Killer in viaggio (2012)

Qualche sera fa sono riuscita a recuperare e vedere Killer in viaggio (The Sightseers), film diretto nel 2012 dal regista Ben Wheatley e pellicola che puntavo già da quando ne avevo adocchiato l’uscita USA.


Trama: una ragazza vessata dalla madre tiranna trova finalmente l’amore della sua vita e decide di passare una vacanza in caravan assieme a lui. Peccato che l’uomo, apparentemente tanto gentile, nasconda l’indole di un killer psicopatico…


The power of love. Si potrebbe riassumere così questo Killer in viaggio, ed effettivamente la canzone dei Frankie Goes to Hollywood è parte della bellissima colonna sonora del film e accompagna una delle sue sequenze più riuscite, verso la fine. Per il resto, abbiamo per le mani una simpatica commedia nerissima che si rifà più di una volta all'indimenticabile La signora ammazzatutti di John Waters, con un protagonista "costretto" ad essere killer per imporre quell'educazione che i villici dello Yorkshire paiono aver dimenticato. A differenza del film di Waters, però, questo Killer in viaggio si fregia anche di una protagonista femminile frustrata, priva di personalità e totalmente incapace di fare alcunché, che, se all'inizio parrebbe accettare le pericolose tendenze di Chris per amore, userà in seguito il rosso barbuto come mezzo per prendersi le sue rivincite sulla vita e come modello da superare in follia. Questo è l'unico, fuorviante twist di una pellicola che, per la maggior parte della durata, segue sentieri già battuti ampiamente in precedenza e, pur essendo diretta con maestria (bellissima la scena onirica, inoltre il montaggio è sicuramente dinamico e d'effetto), riesce ad essere divertente e coinvolgente solo a tratti, proprio per colpa di questa sua prevedibilità.


I due protagonisti sono molto affiatati e la maggior parte delle gag vertono ovviamente sul loro rapporto, sulla discrepanza tra la loro apparenza dimessa e sfigata e le loro perversioni (le scene di “sesso” o le messinscene di Tina per eccitare Chris sono da primato!) e sul modo in cui, tempo due giorni, il loro legame diventa simile a quello di una coppia di sposini che si detestano, pur amandosi, reciprocamente: una sorta di Sandra e Vianello psicopatici, insomma. La sequenza più esilarante (anzi, l’unica in cui ho riso davvero pur essendomi anche sentita male) però è quella che rivela che fine abbia fatto il cane Poppy originale e perché la madre di Tina la detesti al punto di dirle che persino la sua nascita è stata un incidente. Interessante infine anche la cornice del viaggio del titolo italiano, che alterna paesaggi e luoghi a dir poco mozzafiato come il Ribblehead Viaduct ad altri più trash e squallidi come il museo dei tram o quello delle matite, così come altrettanto bello da sentire, almeno per chi ama le lingue come me, è il particolare accento dei coinvolti. A maggior ragione, Killer in viaggio sarebbe un film da vedere in lingua originale senza aspettarsi però chissà quale cult o black comedy innovativa… giusto un filmetto simpatico con cui passare la serata.

Ben Wheatley è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Kill List e The ABCs of Death (lettera U). Anche sceneggiatore, attore, produttore, addetto al montaggio e agli effetti speciali, ha 41 anni e un film in uscita.


Alice Lowe interpreta Tina ed è anche co-sceneggiatrice del film. Inglese, ha partecipato a film come Hot Fuzz, Kill List e a serie come Little Britain. Ha 36 anni e due film in uscita. 


Steve Oram interpreta Chris ed è anche co-sceneggiatore della pellicola. Inglese, ha partecipato a film come Kill List. Anche compositore, regista e produttore, ha 40 anni e due film in uscita.  

 
Se Killer in viaggio vi fosse piaciuto consiglierei la visione del già citato La signora ammazzatutti, Natural Born Killers e Una vita al massimo. ENJOY!!

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