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venerdì 3 luglio 2015

Lupin III: Nome in codice Tarantola (1997)

Tra pause più o meno lunghe continua l'ambizioso tentativo di recensire tutti i film dedicati al ladro gentiluomo creato da Monkey Punch! Oggi tocca allo special TV Lupin III: Nome in codice Tarantola (ルパン三世 ワルサーP38 Rupan Sansei - Warusā P38), diretto nel 1997 dal regista Hiroyuki Yano.


Trama: Dopo che Zenigata è stato vittima di un attentato commesso con la vecchia Walther P-38 di Lupin, il ladro gentiluomo si reca coi suoi soci su un'isola di assassini dove, a causa di un tatuaggio venefico, i membri dell'organizzazione possono sopravvivere solo grazie al gas che circonda il luogo...


Siamo finalmente arrivati a parlare del nono special TV dedicato a Lupin! Nome in codice Tarantola è sicuramente uno dei miei preferiti, per parecchi motivi. Il primo è che trama non si limita al solito "prendi i soldi e scappa" condito da donzelle in pericolo che da tempo pare essere la cifra stilistica di queste produzioni ma prende una svolta inaspettatamente cupa ed "adulta", decidendo di mostrare un Lupin più serio, vendicativo e legato ai traumi di un passato che non è stato tutto rose e fiori come si potrebbe erroneamente pensare. All'inizio del film Zenigata viene colpito (e quasi ucciso) da una Walther P-38, una pistola che Lupin pensava di avere perso e legata ad un vecchissimo tradimento che ha rischiato di mandare all'altro mondo anche lui: la vendetta è un piatto da gustare freddo e al ladro gentiluomo viene finalmente offerta l'occasione di ripagare un suo vecchio socio con la stessa moneta. Effettivamente, un tesoro nascosto sull'isola degli assassini del titolo internazionale c'è ma è totalmente ininfluente ai fini della trama, che preferisce concentrarsi invece sul mistero della pistola, su inquietanti intrighi politici internazionali, efferati omicidi e concetti importanti come la libertà e le scelte consapevoli, introdotti dal delizioso e triste personaggio di Ellen. I comprimari "di lusso", come Jigen, Goemon e Fujiko, fanno ovviamente quello che ci si aspetta da loro senza mai rubare la scena a Lupin, Ellen o al misterioso assassino con la Walther P-38, la cui presenza aleggia inquietante per tutto il film, mentre Zenigata diventa l'icona stessa dello stakanovismo nipponico in una serie di sequenze che lo rendono ancora più simpatico del solito (purtroppo in questo Special TV gli viene affiancato un irritante e giovanissimo detective, uno dei pochi difetti della pellicola).


Nome in codice Tarantola è anche molto curato per quel che riguarda il character design e la regia. Gli assassini sono quasi tutti molto ben caratterizzati, con uno stile che richiama tantissime produzioni nipponiche di fine anni '90 e altrettanti videogiochi (il malvagio Gordeau ed Ellen hanno entrambi un aspetto moolto familiare!) e i personaggi principali sono assai curati e di bell'aspetto; a parte Jigen che è sempre fico e la bionda Fujiko che è dev'essere gnocca per contratto, Lupin per esempio non ha la solita faccia da scimmia ma è molto affascinante e Zenigata ha un viso che ricorda tantissimo quello degli attori dei vecchi drammi giapponesi. L'unico neo al riguardo è la rivelazione finale del volto dell'ex socio di Lupin: non faccio spoiler se non avete mai visto lo special ma diciamo che non bastano pochi accessori per cambiare completamente un volto e renderlo irriconoscibile, nemmeno in un'opera di fiction dove il protagonista è un maestro del travestimento! Per il resto, le sequenze d'azione sono di una fluidità incredibile, soprattutto per quel che riguarda i moltissimi e sanguinosi combattimenti all'arma bianca (in questo, l'assassino Jack, con quelle braccia lunghissime e la schiena gobba, è maestro) ma anche la scena iniziale, un fanservice smaccatissimo per gli amanti delle classiche scene d'inseguimento motorizzato tipiche della franchise, è talmente ben girata da mozzare il fiato. Nome in codice Tarantola è quindi uno dei pochi Special TV di Lupin che non risente del passare del tempo e, nonostante qualche piccolo e trascurabile difetto, supera indenne le molteplici visioni. In più cita con tantissimo aMMore Il castello di Cagliostro e solo per questo merita un voto più che sufficiente!

Hiroyuki Yano è il regista della pellicola. Giapponese, ha diretto episodi della serie Monster Rancher mentre per quel che riguarda Lupin III è stato aiuto regista per Lupin e il mago dei computers e ha realizzato gli storyboard per Lupin III: Una cascata di diamanti e Lupin III: Trappola mortale. Ha 55 anni.

A voi capire chi di questi sia il regista... io propendo per il pupazzo con le guanciotte!
Ovviamente, noi italiani abbiamo fatto il solito casino per quel che riguarda l'adattamento visto che la poliziotta Viki in realtà, per quanto le sembianze possano essere un po' femminee, è un uomo di nome Victor e il doppiatore nipponico è indubbiamente maschio. Tolto questo dettaglio, se Lupin III: Nome in codice Tarantola (conosciuto anche come Lupin III - Walther P38 o Lupin III - Walther P38: Nome in codice Tarantola) vi fosse piaciuto cliccate questo link e sbizzarritevi!

mercoledì 26 marzo 2014

Lupin III - Trappola mortale (1996)

Ridendo e scherzando siamo arrivati a quello che, tolto Lupin III VS Detective Conan - Il film, è l'ultimo film di Lupin uscito nelle sale cinematografiche giapponesi, Lupin III - Trappola mortale (ルパンさんせい デッド・オア・アライブ - Rupan Sansei Dead or Alive), diretto nel 1996 da Monkey Punch.


Trama: Lupin e soci vogliono rubare il tesoro di un'isola misteriosa protetta da una pericolosissima nanotecnologia. Oltre all'onnipresente ispettore Zenigata, a metter loro i bastoni tra le ruote ci penserà anche il crudele Generale Cacciateste, dittatore del regno di Zufu...


L'ultima  pellicola cinematografica di Lupin si affida ad un character design completamente rinnovato e per nulla disprezzabile e, per la sequenza iniziale e quella finale, lascia tutto nelle mani del creatore del personaggio, Monkey Punch (che, nel resto della pellicola, è stato praticamente sostituito da Hiroyuki Yano). Il risultato finale rappresenta sicuramente un salto di qualità rispetto ai due anime che lo hanno preceduto, non tanto in termini di storia quanto di animazioni: la trama è, di nuovo e purtroppo, l'equivalente di un episodio della serie tirato per le lunghe, con l'aggiunta della solita damsel in distress da aiutare e/o concupire, col risultato che le storie da seguire sono almeno due e solo una di esse riguarda il Ladro Gentiluomo e i suoi allegri compari. Se la vicenda di Oleander e del principe ribelle Panish è inopportunamente malinconica e lagnosa, d'altra parte e per fortuna quella del furto complicato da nanotecnologie e generali è movimentata, allegra e ai limiti della fisica umanamente accettata, con i personaggi che mettono al servizio della trama le loro svariate abilità. Lupin si profonde in travestimenti perfetti (che si "spellano" ad ogni esplosione!), Jigen e Goemon  sono quasi paranormali nella loro bravura con pistola e spada (e nel parare le chiappe a un capo distratto!), Fujiko mostra inedite capacità da combattente ed haker (se c'è una cosa che questa donna non riesce a fare devo ancora scoprirla!) e persino Zenigata risulta serio e competente, come giustamente dovrebbe essere nonostante gran parte degli anime lo dipingano come un isterico imbecille. Purtroppo mancano retroscena o approfondimenti su detti protagonisti e, in questo, Trappola mortale si conferma limitato come i lungometraggi che lo hanno preceduto, ancora incapace di trovare un equilibrio tra la tradizione e il rinnovamento.


Come ho detto all'inizio, però, Trappola Mortale è soprattutto molto bello da guardare. Il già citato character design di Marisuke Eguchi è particolarissimo e più vicino a quello del manga che dell'anime (lineamenti marcati, sopracciglione) soprattutto per quello che riguarda i bellissimi personaggi maschili mentre, effettivamente, se vogliamo fare i puristi Fujiko si distacca parecchio da qualunque sua altra incarnazione, tanto da risultare quasi irriconoscibile. Le scene d'azione sono una gioia per gli occhi e caratterizzate da un'animazione fluidissima e veloce, sia durante le sequenze che si concentrano sui combattimenti corpo a corpo (quello finale tra Lupin e Cacciateste è spettacolare ma anche la Fujiko versione Street Fighter non scherza!) sia durante i classici inseguimenti su mezzi in movimento, tipici della serie fin dal primo approccio Miyazakiano. In particolare, Trappola mortale si distingue per la presenza  di questa fantomatica nanotecnologia che consente di mostrare un'infinità d'armi appuntite mentre si scagliano contro i protagonisti ed introduce i primi, timidi tentativi di computer grafica, ancora un po' rozzi e mal integrati col resto dell'animazione ma pur sempre apprezzabili e indice della grandissima cura profusa nella relizzazione dell'anime, nonostante i tempi ristretti che hanno fatto impazzire Monkey Punch e lo hanno portato a giurare che MAI più si sarebbe cimentato in una simile impresa. Peccato perché, sebbene sia molto inferiore ai meravigliosi La pietra della saggezza e Il castello di Cagliostro, Trappola mortale è momentaneamente al terzo posto per quel che riguarda la mia personale classifica dei film dedicati a Lupin. Con il prossimo post inizierò a parlare degli OAV, quindi preparatevi!

Monkey Punch (vero nome Kazuhito Kato) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Leggendario creatore di Lupin III e tutto il suo universo, ha diretto anche un altro OAV dal titolo Scoopers, del 1987. Ha 77 anni.


Se Trappola Mortale vi fosse piaciuto, recuperate gli altri film di Lupin di cui ho parlato QUI e... ENJOY!!!


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