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venerdì 2 ottobre 2015

Crossposting: Descendants (2015)

Qualche tempo fa ho notato su Facebook la pubblicità di Descendants, film TV Disney diretto dal regista Kenny Ortega che avrebbe dovuto andare in onda in Italia su Disney Channel il 3 ottobre, proprio domani. Quale occasione migliore per tornare a scrivere un bel Postcrossing con Acalia Fenders di Prevalentemente Anime e Manga?
La sua recensione di questo capolavooooro! la trovate QUI.


Trama: Belle e la Bestia si sono sposati e hanno riunito tutti i buoni dei cartoni Disney sotto l'egida del regno di Auradon, relegando i malvagi e le spalle inutili nell'Isola degli Sperduti, luogo protetto da una barriera che impedisce loro di uscire e usare la magia. Vent'anni dopo, il figlio di Belle e Bestia sta per essere incoronato re e il giovane sovrano decide di consentire a quattro ragazzi "Sperduti" di frequentare la Auradon Prep; Mal, Evie, Jay e Carlos, rispettivamente figli di Malefica, della Regina Cattiva, di Jafar e di Crudelia De Mon, varcano così la barriera, spinti a tessere turpi trame dai loro genitori...

Maccheccazz...stiamo guardando?
Di fronte alla pubblicità di Descendants immaginavo che avrei dovuto passare la serata davanti a una pezzenteria quasi insostenibile ma non credevo la Disney potesse raggiungere simili abissi di depravazione, nemmeno dopo High School Musical. Un attimo, sono ingiusta, diamo a Cesare quel che è di Cesare, almeno per un paio di righe, poi cominciamo a sparare a zero. Se provassi a mettermi nei panni di un'undicenne molto probabilmente vi direi che Descendants è una figata. Voglio dire, i genitori ormai più che crescere i figli a pane e Classici Disney li crescono a Pixar quando va bene e Masha & Orso quando va male quindi dubito che i ragazzini, privi di memoria storica come sono oltre che al 90% privi di qualsivoglia senso critico, abbiano per i vecchi villain Disney lo stesso affetto che provo io o si sentano spezzare il cuore davanti al modo terrificante in cui vengono ridotti in questo film TV; se a ciò si aggiunge che la trama di Descendants comprende piccoli problemi scolastici, primi amori, un pizzico di cattiveria e ribellione, finali a tarallucci e vino, il tutto messo in scena con attori belloccetti, mise "stilose" e qualche canzoncina piazzata nei momenti topici, va da sé che il prodotto di successo per i giovanissimi è bell'e pronto, non a caso a Londra ho visto miriadi di gadget a tema. Però mi viene anche da dire "Maledizione! ma che cazzarola vi abbiamo mai fatto noi trentenni per ritrovarci costretti a crescere i figli con della schifezza simile e a guardarla insieme a loro?" Io ripenso a mamma e papà, ai primi film che mi hanno portata a vedere (le riedizioni di Biancaneve e Cenerentola poi Bianca e Bernie, Oliver & Company, la Sirenetta, Aladdin, La Bella e la Bestia, ecc..) e ai cartoni che passavano in TV come quelli della Warner o di Hannah e Barbera e ritengo che i miei genitori potessero tranquillamente leccarsi dita e gomiti mentre noi al massimo potremo martellarci i marroni! Ma posso essere costretta a subire un'ora e mezza di pessimi cosplay, ancor peggiori effetti speciali e devastanti accessori comprati in cartoleria solo per far felice i miei pargoli? La risposta è NO. Giammai.

Oh...DUH!
Partiamo dalla trama. La trama avrebbe anche senso. Sono io la prima ad essermi sparata due stagioni e mezzo di Once Upon a Time sciogliendomi in brodo di giuggiole davanti alla rilettura delle fiabe che più avevo amato quindi perché non immaginare un seguito alle storie Disney dove i personaggi hanno avuto figli? Passi anche la scellerata decisione della Bestia di separare i buoni dai cattivi (anche se lui per primo avrebbe dovuto essere lungimirante, da che pulpito!!!!) e condannare questi ultimi a un'esistenza senza magia, è un espediente simpatico e ci sta. Però devi anche creare nuovi personaggi all'altezza e rispettare UN MINIMO quelli storici oltre a non incappare in colossali castronerie per quel che riguarda le implicazioni di una storia simile. I figli dei villain Disney, nati probabilmente per mitosi visto che ognuno di loro ha UN solo genitore, sono degli scappati di casa di indicibile tristezza e, quel che è peggio, sono il trionfo del cliché e dell'incertezza in fase di scrittura. Mal è figlia, come si evince dal nome, di Malefica e questa coppia forse è l'unica ad aver avuto un minimo di fortuna, sia per il casting (Kristin Chenoweth è esilarante e canta l'unica canzone che non mi ha fatto venire voglia di morire) che per il background: a Malefica, che fortunatamente non somiglia a quella della Jolie ma, ahilei, non ha neppure un decimo dell'eleganza di quella che mi ha deliziata in La bella addormentata nel bosco, non frega una cippa della figlia, che è cresciuta di conseguenza nell'ombra della madre, cercando di compiacerla. Mal è una ragazzina che non sa cosa fare della sua vita, è cresciuta nel culto della malvagità, conseguentemente è l'unico personaggio vagamente interessante dell'intero film. Da qui, però, l'oblio. Evie, figlia di un'inquartata ed invajassita Regina di Biancaneve, è stata convinta dalla madre che l'unica cosa importante nella vita è la bellezza e trovare un Principe che se la sposi (ci proverà col rampollo scemo di Cenerentola ma finirà col figlio nerd, santoddio!, del nano Cucciolo perché "meglio furba che gnocca"); Jay, figlio di un imbarazzante, pezzentissimo Jafar e probabilmente di Jasmine vista la figaggine, è stato assurdamente cresciuto dal padre come un emulo di Aladdin (non essendoci la magia Jafar ha pensato bene di tirare su il figlio a pane e ignoranza, ché la sottile arte dell'inganno era troppo difficile da imparare); Carlos, figlio di una Crudelia De Mon dai tratti sudamericani (ma perché????) e totalmente decerebrata, è cattivo solo perché ha paura dei cani e giuro che questo atavico terrore è tutto ciò che il giovane imbecille apporta al gruppo, privo com'è di altri pregi o difetti. I quattro scemi vengono invitati nel regno creato da Bestia e Belle, pieno di magia che NESSUNO usa "perché sennò la vita sarebbe troppo facile" e finiscono in un'orrenda scuola diretta dalla Fata Madrina che, ovviamente, non utilizza più la bacchetta per i motivi di cui sopra. Tal oggetto viene concupito però da Malefica, che incarica la figlia e i suoi lacché di recuperarlo senza immaginare che i quattro virgulti si ammorbidiranno allettati non tanto dalla bontà dei compagni di scuola (se i figli dei villain sono "rotten to the bone", come dice la canzone principale del film, quelli di Cenerentola, Aurora e Fata Madrina sono dei bastardi fatti e finiti, scemi come un tacco) quanto dalla ricchezza e dal cibo che abbondano nel regno di Auradon.

La pezzenteria in plastica
Tolto l'amore del figlio di Belle e Bestia per Mal, infatti, ciò che conquista i quattro malvagetti in erba è fondamentalmente un conforto materiale che getta una terribile ombra su questo cosiddetto regno di bontà. I cattivi non hanno magia, non mangiano dolci né frutta, sono costretti a vivere di espedienti per sopravvivere, all'inizio viene detto che persino i sidekicks delle storie Disney sono stati relegati a calci in culo nell'Isola degli Sperduti (e allora che diavolo ci fa il figlio di Cucciolo ad Auradon???) e i deboli che vivono ad Auradon, come la figlia scema della Fata Madrina, non vengono minimamente aiutati e confortati, anzi: razzismo, maldicenze e diffidenza paiono imperare in questo magico regno! Complimenti quindi agli sceneggiatori per aver trasformato l'intelligente Belle e il sensibile Bestia in due paraculi da primato, secondi per perfidia solo alla Merkel e a Putin! E come se non bastasse tutto ciò, a questa trama zeppa di terribili implicazioni e vilipendi alla storia dei cartoni Disney, bisogna aggiungere dei numeri musicali imposti dal noiosissimo Kenny Ortega che comprendono un'orrida versione hip pop dell'adorata Stia con noi (peraltro messa assolutamente fuori contesto!) e, orrore!, degli oggetti di scena imbarazzanti. Infatti, non è tanto l'interpretazione sopra le righe degli attori adulti (ribasisco che Jafar, Crudelia De Mon e la Regina Cattiva sono aberranti) o quella ancora acerba dei giovani ad affossare completamente Descendants, quanto orrori come il ponte giallo che si materializza sotto un'automobile (sembra un fotomontaggio realizzato da me con Paint), le parrucche delle ragazzine, la corona in plastica con l'effige della Bestia, l'anello di plastica del principe, la mancanza di sincrono tra il labiale e le orribili canzoni; capisco che tutto il budget sia stato speso per il drago finale ma Santo Cielo!, avete persino riciclato gli interni e gli esterni della scuola da X-Men 2, Smallville e Arrow, almeno della bigiotteria decente compratela!!! Potrei ancora andare avanti per ore, ci sarebbe anche da parlare della ragazzina in sedia a rotelle piazzata in mezzo ai numeri musicali per coinvolgere i diversamente abili o della principessa Aurora, figlia di una donna di colore eppure bianca come il latte, ma preferisco lasciare che andiate a curiosare anche nel blog di Acalia prima che arrivi l'ora fatidica. Un consiglio da amica: se i vostri figlioli volessero mai guardare 'sta boiata, portateli al cinema, insegnategli a giocare a carte, leggetegli una storia, andate a trovare i nonni, piuttosto dite che la TV non funziona e internet neppure o per mesi non vi libererete di Mal e compagnia. Oppure bevete pesante, prima di accingervi alla visione.


Di Keegan Connor Tracy, che interpreta Belle, ho già parlato QUI.

Kenny Ortega (vero nome Kenneth John Ortega) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Hocus Pocus, High School Musical ed episodi di serie come Ally McBeal e Una mamma per amica. Anche produttore, attore, sceneggiatore e compositore, ha 65 anni e due film in uscita, tra i quali il probabile remake di Dirty Dancing.


Dan Payne (vero nome Daniel Boyd Payne) interpreta Bestia. Canadese, ha partecipato a film come Watchmen, Quella casa nel bosco e a serie come Supernatural e Once Upon a Time in Wonderland. Anche stuntman, ha 43 anni e quattro film in uscita.


Kathy Najimy interpreta la Regina Cattiva. Americana, la ricordo per film come La leggenda del re pescatore, Sister Act, Hocus Pocus, Sister Act 2, La sposa di Chucky e Rat Race, inoltre ha partecipato a serie come Raven, Zack & Cody al Grand Hotel, Numb3rs, Desperates Housewives e Ugly Betty. Anche produttrice, sceneggiatrice e regista, ha 58 anni e quattro film in uscita.


Cameron Boyce, che interpreta Carlos, aveva già partecipato ai film Riflessi di paura e Un weekend da bamboccioni, il suo collega Booboo Stewart, ovvero Jay, è stato un giovane Warpath nel film X-Men: Giorni di un futuro passato e ha partecipato ai film della serie Twilight nei panni del licantropo Seth Clearwater mentre Sarah Jeffery, che interpreta Jane, l'odiosa figlia della principessa Aurora, era l'altrettanto odiosa Amy di Wayward Pines. Descendants a quanto pare è la nuova gallina dalle uova d'oro della Disney: sul sito USA della casa del topo potete infatti seguire la webserie School of Secrets, dove una non meglio specificata studentessa piazza delle telecamere nascoste per carpire i segreti degli alunni della Auradon Prep, mentre su Disney Channel sta andando in onda Wicked World, serie animata che segue appunto le vicende del film TV; inoltre, esiste anche un libro dal titolo Descendants: The Isle of the Lost, scritto da Melissa De La Cruz, prequel delle vicende narrate nel film. Detto questo, se Descendants vi fosse piaciuto provate a recuperare Once Upon A Time, potrebbe essere la serie che fa per voi! ENJOY!


martedì 24 marzo 2015

Crossposting: Cenerentola (2015)

Dopo aver parlato ieri del Classico originale Disney, il Crossposting con Prevalentemente Anime e Manga dedicato alla bella Cenerella continua con Cenerentola, diretto dal regista Kenneth Branagh.

QUI trovate il post di Acalia! ENJOY!



Trama: il padre della giovane Ella, un commerciante spesso in viaggio per lavoro, decide dopo la morte dell'amata moglie di risposarsi con un'arrampicatrice sociale che porta in dote due figlie sciocche e maleducate. Quando anche il padre muore, Ella viene ridotta a far da serva al trio di megere, che iniziano a chiamarla Cenerentola, finché un giorno la giovane non incontra il Principe...


Anastasia, Genovéffa, salutate la dignità di Branagh, laggiù...!
"Perché no?" Il senso dell'operazione che ha portato su grande schermo un live action sostanzialmente identico al classico Disney Cenerentola potrebbe interamente riassumersi in questa domanda retorica, la stessa che rivolge la protagonista al Principe Keith quando lui, giustamente, le chiede "Perché proprio delle scarpette di cristallo? (Che, povera minchietta, peseranno 27 kg l'una e saranno scomodissime?)". Ovvero, se cercavate nell'ultima opera Branaghiana un film che potesse  gettare una luce moderna o perlomeno razionale sulle dinamiche che governavano il cartone animato, poveri voi. Qualche cambiamento, per quanto minimo, effettivamente c'è, diamo a Cesare quel che è di Cesare: questa nuova Cenerentola aggiusta il tiro rendendo più plausibile sia il modo in cui viene indetto il famoso ballo conferendo un po' di spessore, indipendenza e spirito d'iniziativa ad un Principe che nel cartone originale era giusto un pezzo di carta da parati messo lì per caso, sia quello in cui detto Principe e Cenerentola si incontrano per la prima volta e si innamorano. La sceneggiatura introduce inoltre i sempre graditi intrighi di corte (ciao ciao, simpatico Granduca Monocolao, benvenuto perfido Stellan Skarsgard) e la storia di Cenerentola passa dal raccontare la giusta e legittima riappropriazione dello status sociale da parte di una fanciulla di sangue blu trasformata in servetta, al rappresentare la scalata verso il successo di una borghese sognatrice dall'animo gentile, così che tutte le bambine povere del mondo possano cantare "Ce la farò, io ce la farò" come la vecchia Raffa in TV sperando di riuscire anche loro a fare prima o poi capitolare un calciatore, un attore o un tarro di Geordie Shore. Ma queste, signori, sono quisquilie.

Ma che, davéééro??!!
Se fossi un regista dall'ego smisurato come Kenneth Branagh, non mi accontenterei di questi piccoli cambiamenti! Pretenderei invero una sceneggiatura scespiriana in grado di sviscerare i complessi sentimenti che sicuramente avranno fatto turbinare la testa di Ella non tanto davanti alla bellezza del Principe, quanto piuttosto davanti all'odio irrazionale di Matrigna e Sorellastre; se fossi stata Kenneth Branagh avrei chiesto a gran voce un confronto adulto e sul filo del rasoio tra Ella e la Matrigna, non l'ennesimo "Perché no?" rifilato alla protagonista disperata quando si decide finalmente a chiedere alla madre surrogata il motivo di tanto odio (va bene, il padre di Ella non ti amava quanto la sua defunta moglie ma tu te lo sei sposato per interesse, ti serviva una sguattera perché non potevi mantenere la servitù, la Convenzione di Ginevra nel regno non sanno nemmeno cosa sia, d'accordo, ma la cosa deve finire lì, non puoi infierire in questo modo contro sta poveraccia, a meno che non t'abbia ammazzato il gatto Lucifero!!); se fossi stata Kenneth Branagh avrei chiesto la testa dello sceneggiatore che mi avesse propinato l'ennesima apologia del coraggio e della gentilezza che spalancano le porte all'amore a prima vista, all'io ti amo "perché sì" e tutti allora decidono di cambiare le regole secolari del regno al grido di "perché no?"; se fossi stata Kenneth Branagh avrei concertato una fine spettacolare per matrigna e soprattutto sorellastre, che nella fiaba originale venivano accecate da una colomba per aver osato cercare di rientrare nelle grazie di Cenerentola durante il matrimonio col Principe. Purtroppo, non sono Kenneth Branagh e mi sono trovata così davanti una gradevole ma inutile e dimenticabile fiera del cosplay che, bene o male, ripropone piuttosto fedelmente la vecchia pellicola Disneyana.

We are men, we are men in tights!
L'ego gigantesco di Branagh si è dunque tradotto essenzialmente nella pacchianeria barocca di costumi e scenografie e nella strabordante e virilissima abbondanza di prominenti verghe maschili inguainate in attilate calzamaglie. Che, ti dirò, caro Kenneth, se anche non mi schiaffavi in faccia quegli imbarazzanti rigonfiamenti messi in ogni inquadratura andavo comunque a dormire serena, eh. La strafottente arroganza architettonica del Branagh già si poteva notare in Thor ma qui ha costretto il buon Dante Ferretti a ricostruire quadri rococò come L'altalena di Fragonard e a sfondare il set di lampadari giganteschi e stucchi come se piovessero, con l'aggiunta di orde di putti dorati vomitanti interi palazzi realizzati in CG. Io, da brava bambina, su questo aspetto ho preferito sorvolare perché speravo di rifarmi gli occhi con gli abiti. E invece, anche lì, kitsch a palate. Milena Canonero si è probabilmente data malata, Coleen Atwood si dev'essere ricordata di aver lasciato aperto il gas ed è rimasta "solo" Sandy Powell: il risultato, oltre alle tutine peniche, è stato quello di vedere le due Sorellastre ricoperte da una carta simile a quella dei cioccolatini, Cenerentola ornata di farfalle e strass manco fosse una scolaretta alla sua prima uscita in discoteca e una Fata Madrina spumosa come un Puff al formaggio e altrettanto stucchevole. Per quel che concerne il guardaroba, l'unica che si salva è l'elegantissima, meravigliosa Cate Blanchett ma anche la sua sguaiata matrigna con l'espressione alla "me cojoni" non regge il confronto con la perfida, aristocratica Lady Tremaine del cartone. In generale, c'è da dire che gli attori non sono male, anzi, sono tutti abbastanza in parte e il Principe non è neppure ottuso ed inespressivo come la maggior parte dei suoi colleghi (se ripenso al crétin di Maleficent mi sento male!) ed è un discreto figonzo ma sinceramente quello che a me ha fatto orrore più di tutto sono i cocchieri-Visitors, punta dell'iceberg di un bestiario di creature computerizzate in grado di privarmi di ogni residua poesia: l'oca antropomorfa e i ratti cavallini popoleranno i miei incubi per mesi, ve l'assicuro. Insomma, lì per lì sono uscita dal cinema divertita ma più ci penso più mi rendo conto che Cenerentola è una bella pacchianata. Non è da scomunicare come Maleficent o Biancaneve e il cacciatore, ci mancherebbe, però è fondamentalmente inutile nel suo essere una semplice riproposta "in carne e ossa" di un cartone animato degli anni '50; aggiornarlo un po' nei contenuti (non solo nella simpatica idea di creare un villaggio che è un meltin'pot di razze), magari aggiungendo qualche dettaglio che potesse non già cambiare la storia, ma perlomeno approfondire cose già risapute, non sarebbe stato male. Quel dommage!

Cenerentola sta per essere divorata.
P.S. Prima di Cenerentola c'è il corto animato Frozen Fever, una sorta di breve sequel di Frozen - Il regno di ghiaccio ambientato il giorno del compleanno di Anna. Non aggiunge nulla alla trama principale del film (per quello dovremo aspettare Frozen 2, che probabilmente uscirà a Natale nel 2017) ma è ben realizzato e da in pasto allo spettatore un branco di personaggini deliziosi, oltre a mostrare un'Elsa tenerissima, a proposito della quale avrei una domanda: ma come diavolo fa a creare dal nulla qualsiasi tipo di abito? E' la regina dei ghiacci o delle stoffe? Mah, mistero!


Del regista Kenneth Branagh ho già parlato QUI. Cate Blanchett (la matrigna), Helena Bonham Carter (la fata madrina), Stellan Skarsgård (il Granduca), Holliday Grainger (Anastasia), Derek Jacobi (il Re) e Hayley Atwell (la madre di Ella) li trovate invece ai rispettivi link.

Ben Chaplin (vero nome Benedict John Greenwood ) interpreta il padre di Ella. Inglese, ha partecipato a film come La sottile linea rossa, Lost Souls - La profezia, Birthday Girl e Dorian Gray. Ha 45 anni.


La Cenerentola Lily James fa parte del cast di Downton Abbey (come anche Sophie McShera, alias Genoveffa) e la ritroveremo sul grande schermo verso fine anno con il film tratto da Orgoglio, pregiudizio e zombie, dove interpreterà Elizabeth Bennet mentre il Principe Richard Madden è figlio del Trono di spade e aveva già partecipato al film I segreti della mente. Per la cronaca, il ruolo di Ella era stato offerto a Emma Watson, che lo ha rifiutato preferendo partecipare ad un altro film che sta già procurandomi notevoli incubi, ovvero la versione live action del mio adorato La bella e la bestia, che dovrebbe uscire nel 2017; altre candidate per la parte di Ella erano Imogen Poots, Bella Heathcote e Margot Robbie. Ci sono stati cambiamenti anche dietro la macchina da presa: la prima scelta della produzione era stato il regista di Non lasciarmi, Mark Romanek, che tuttavia ha abbandonato il progetto per "divergenze creative". Detto questo, se Cenerentola vi fosse piaciuto recuperate la Cenerentola di cui abbiamo parlato ieri, La leggenda di un amore - Cinderella, Come d'incanto e Biancaneve di Tarsem. ENJOY!

lunedì 23 marzo 2015

Crossposting: Cenerentola (1950)

Avevate nostalgia dei Crossposting? Non temete! Oggi e domani con Prevalentemente Anime e Manga ci occuperemo di un paio di pellicole dedicate alla Principessa Disney più sbadata di tutte, cominciando con Cenerentola (Cinderella), diretto nel 1950 dai registi Clyde Geronimi, Hamilton Luske e Wilfred Jackson.

QUI trovate il post di Acalia, su Prevalentemente Anime e Manga. ENJOY!


Trama: dopo la morte della madre e del padre, Cenerentola si ritrova a far da serva alla perfida matrigna e alle sciocche sorellastre. Un giorno, arriva la notizia che alla reggia ci sarà un ballo aperto a tutte le fanciulle in età da marito; matrigna e sorellastre cercano di ostacolare Cenerentola e di impedirle di andare in ogni modo ma le malvagie nulla possono contro la Fata Madrina e gli amici a quattro zampe della gentile servetta...


Cenerentola è stato il secondo film visto al cinema per me, l'anno dopo Biancaneve e i sette nani. Da quel giorno credo di averlo riguardato solo due volte, una qualche tempo fa, durante il suo primo passaggio televisivo sulla RAI e una in occasione della stesura del post che state leggendo. Alla mia veneranda età, mi aspettavo incredibili sommovimenti sopraccigliari durante la visione e invece guardare Cenerentola non mi ha annoiata per un solo istante, tanto che non mi sono neppure accorta del tempo trascorso davanti allo schermo. Razionalmente, mi rendo conto di dover ringraziare per questo la mia innata passione per Tom & Jerry e i cartoni della Warner perché Cenerentola avrebbe potuto serenamente intitolarsi GasGas & Giac vs Lucifero: la trama "principale" si consuma nell'arco di un giorno e prenderà si e no 20 minuti di pellicola, tutto il resto è un florilegio di fughe e rincorse tra gatto e topi, epiche battaglie tra canidi e felini, balletti e canzoncine di uccellini e ratèn, ancora oggi topiche (eh) ed indimenticabili, in grado di spingere a canticchiare le vecchie carampane nostalgiche come la sottoscritta. Ed effettivamente, diciamocelo, Cenerentola come personaggio fa poco. Non poco a livello "Aurora de La bella addormentata nel bosco", ché Cenerella un po' più spigliata e sveglia lo è (anche un po' più ironica, eh), ma quanto a sapersela cavare da sola, stendiamo un velo pietoso, senza i suoi amici animaletti e la Fata Smemorina la gentile signorina sarebbe ancora in soffitta a languire, mentre il Principe sarebbe diventato un tutt'uno con le colonne del Castello. Nel 1950 alla Casa del Topo non si parlava ancora di emancipazione femminile, ci mancherebbe, ma non si faceva cenno neppure a quella maschile; laddove infatti in La bella addormentata (uscito nove anni dopo) il Principe si impegnava e combatteva per la sua amata, in Cenerentola l'erede al trono si limita a sottostare ai voleri di un padre folle oltre ogni dire che, non potendone più di vederlo lì inespressivo a fissare il vuoto, decide di accasarlo, spingerlo ad innamorarsi e costringerlo a sfornargli dei vivaci pargoletti per rallegrargli la vecchiaia. Detto questo, sono più belle le storie di contorno e ben più simpatici e ben caratterizzati i comprimari, Matrigna e sorellastre incluse, rispetto ai due incolori protagonisti.


Il povero Principe, purtroppo per lui, non viene distinto neppure da un character design particolare, poveraccio, anzi per quel poco che appare è totalmente anonimo. Cenerentola invece è bellissima davvero, ha tutta l'eleganza di una diva anni '50 ed è vezzosa e gradevole sia vestita da servetta sia inguainata nell'iconico abito bianco/azzurro che le viene donato da una materna ed amorevole Fata Smemorina, personaggio che ho molto apprezzato per il tenero abbraccio con cui consola la protagonista disperata. Molto espressivi e particolari il rubizzo Re, il vessato Visconte Monocolao e le Sorellastre dai piedi giganteschi, mentre topolini, uccellini, cane e cavallo vantano lo stesso stile di disegno che le "ottantine" come me hanno imparato ad amare negli anni consumando le videocassette di Robin Hood e Gli Aristogatti; il personaggio più impressionante in assoluto, quello che rimane indelebile nella mente anche dopo una singola visione è però la "Signora Madre" Lady Tremaine, con quella inquietantissima faccia da nobildonna psicopatica alla Bette Davis e i penetranti e maligni occhi identici a quelli del gatto Lucifero. Le animazioni e i colori risultano ancora oggi molto belli e la trasformazione della carrozza a mio avviso continua a dare dei punti anche alla versione moderna mostrata da Branagh (di cui parleremo domani) mentre la visionarietà che costituirà la cifra stilistica di capolavori come Alice nel Paese delle Meraviglie (realizzato praticamente in contemporanea ma uscito l'anno dopo) si può ritrovare nell'ipnotica sequenza in cui la figura di Cenerentola viene moltiplicata all'interno di mille bolle dai colori acidi. Spezzo infine una lancia per quel doppiaggio e quegli adattamenti che all'epoca venivano giustamente considerati i migliori del mondo; la polifonia di Canta Usignol mette tuttora i brividi e quelle trillanti vocette di topini che cantano "Se sta solo un po' tranquilla c'è qualcuno che le strilla, Cenerella! Cenerella!" toccano vertici di pura genialità superata solo dalla favolosa, arcaica espressione utilizzata dal Visconte per giustificare l'improvvisa dipartita della protagonista durante la festa: "Sire, dileguòssi!". La lingua italiana si è impoverita? Ahimé, sì. Per fortuna possiamo riascoltare, oltre che rivedere, questi grandi e sempre apprezzati classici!


Dei registi Clyde Geronimi e Hamilton Luske ho già parlato ai rispettivi link.

Wilfred Jackson è uno dei tre registi della pellicola. Americano, ha diretto alcune sequenze di film come Biancaneve e i sette nani, Pinocchio, Fantasia (La notte sul Monte Calvo), Dumbo, Saludos Amigos, I racconti dello zio Tom e pellicole come Alice nel Paese delle Meraviglie, Le avventure di Peter Pan e Lilli e il vagabondo. Anche animatore e compositore, è morto nel 1988 all'età di 82 anni.


Eleanor Audley, la voce originale della matrigna Lady Tremaine, avrebbe poi incarnato un'altra storica villain Disney, la Malefica de La bella addormentata. Nonostante il film sia stato girato nel 1950, la Disney ha realizzato nel 2002 e nel 2007 (probabilmente in occasione dell'uscita dell'edizione speciale in due DVD) due seguiti usciti direttamente sul mercato dell'home video, Cenerentola II - Quando i sogni diventano realtà e Cenerentola - Il gioco del destino. Personalmente non li ho mai visti e dubito che lo farò ma se Cenerentola vi è piaciuto magari recuperateli e aggiungete, oltre al film di Kenneth Branagh di cui parleremo domani, Biancaneve e i sette nani, La bella addormentata nel bosco, La leggenda di un amore - Cinderella e Come d'incanto. ENJOY!

martedì 10 febbraio 2015

Crossposting: Lupin III vs Detective Conan - Il film (2013)

In occasione dell’uscita italiana, oggi e domani, di Lupin III vs Detective Conan: Il film (ルパン三世VS名探偵コナン THE MOVIE - Rupan Sansei VS Meitantei Conan: The Movie), diretto nel 2013 dal regista Hajime Kamegaki, io e Acalia Fenders del blog Prevalentemente Anime e Manga ci siamo riunite per un crosspost particolare… dove io starò ovviamente dalla parte di Lupin e dei suoi!!
QUI trovate il post di Acalia!!



Trama: le vite di Lupin e del Detective Conan tornano ad incrociarsi quando il ladro gentiluomo ruba una preziosa gemma detta Cherry Sapphire per conto del misterioso Alan Smithee, in combutta con l’agente del famoso e giovanissimo cantante lirico Emilio Baretti. Il ragazzo, di cui Ran e Sonoko sono fan, è stato minacciato di morte e Conan si ritrova ad indagare, solo per scoprire che la guardia del corpo del cantante… è Jigen! Riuscirà il piccolo rompiscatole a capire il comun denominatore di tutti questi misteri?


Levati. Dalle. Balle. Moccioso. 
Santiddio quanto detesto quel piccolo saputello PDF (Precisino Della Fungia per chi non è Antrista) che risponde al nome di Conan Edogawa. Se potessi credo che lo metterei nelle mani di Freddy Krueger sperando che gli tolga quel sorrisetto compiaciuto dalla faccina e anche qualche arto, già che c’è. Sicuramente è lo stesso pensiero che si agita nella mente di Jigen, Lupin e soci per tutta la durata di Lupin III vs Detective Conan: Il film anche se degli sceneggiatori poco illuminati cercheranno di convincervi del contrario instillando nel mio adorato gruppo di ladri il dubbio di avere un vago senso di paternità (o maternità, nel caso di Fujiko. Anche se la pettoruta signorina ha sicuramente ben altre mire per la testa, confermandosi così uno dei pochi personaggi impossibili da snaturare) e anche di essere una manica di dementi. Nel film in questione, infatti, non troverete traccia dell’astuzia o delle abilità che rendono Lupin e soci praticamente invincibili fin dagli anni ’70, bensì solo tre babbei in grado di farsi mettere nel sacco dall’infallibile Conan e persino dal terzetto di giovani detective in erba che ammorba sistematicamente l’anime. Neanche a dirlo, ogni “crimine” di Lupin o uso improprio delle armi da parte di Jigen viene re-direzionato inoltre verso uno scopo più o meno altruistico (“Cosa faccio con la pistola? L’eroe” dice il povero Jigen tramutatosi in tempo zero da pistolero a pistola) così che i poveri pargoli nipponici non abbiano a rimanerne scioccati e poco importa se nella prima serie di Detective Conan si assistevano a delle morti degne di un horror, mi par di capire che col passare del tempo anche questo anime si sia rammollito non poco; certo, non mancano in questo crossover temi “adulti” come il suicidio, la mafia e persino un tentativo lupinesco di accoppiarsi con Fujiko sul sedile posteriore di una macchina ma sono tutti cliché virati in bambinata, che risultano persino fastidiosi per un target adulto.

Sì, pronto? Erode? Amico mio...!
Oltre a questa sistematica scelta di snaturare Lupin, operazione che, a onor del vero, era già cominciata trent’anni fa con le ultime battute della seconda serie ma che ora sta diventando sempre più ridicola (anche perché per ogni passo avanti che mi fa Takeshi Koike arrivano prodotti come questo che ne fanno fare mille indietro), il problema di Lupin III vs Detective Conan: Il film è l’incapacità di amalgamare al meglio due universi che potenzialmente, soprattutto per i temi trattati, potrebbero anche andare d’accordo ma che, in definitiva, hanno poco da spartire, cosa che ha costretto gli sceneggiatori a fare i salti mortali per dare ai personaggi un background comune (che Fujiko e Haibara siano vecchie conoscenze ci può anche stare ma che Lupin sia stato il primo amore della poliziotta Sato è qualcosa che travalica ogni buonsenso) oppure a mettere in mezzo il film TV Lupin III vs Detective Conan. A proposito di questo primo incontro tra i due universi, non pensate di poter andare a vedere Lupin III vs Detective Conan: Il film senza averlo prima recuperato perché la pellicola è talmente zeppa di rimandi al film TV, soprattutto verso il finale, che rischiereste di capire ben poco di quello che sta succedendo sullo schermo (sono rimasta spiazzata persino io che l’avevo guardato qualche anno fa): se vi chiedete per esempio perché mai durante la presentazione dei personaggi sia Jigen a tenere in mano un cartello con su scritto "Non chiamarmi papà" e non Zenigata (spesso chiamato "paparino" da Lupin), sappiate che il motivo è interamente da ricercarsi nel finto legame nato tra Conan e il pistolero nel primo Lupin III vs Detective Conan. Pollice verso anche per il character design, che affianca personaggi disegnati con lo stile del mangaka Gosho Aoyama ad altri realizzati seguendo lo "stampo" degli ultimi TV Special di Lupin III, probabilmente considerato dagli animatori come privo di qualsivoglia tratto caratteristico e quindi adatto ad essere utilizzato per il crossover mentre in realtà l'effetto che provoca l'insieme è abbastanza straniante e poco bello a vedersi.


Ora penserete che Lupin III vs Detective Conan: Il film sia tutta fuffa ma, a onor del vero, un paio di momenti effettivamente simpatici in grado di strappare una risata anche ad una purista come me ci sono (per esempio i battibecchi tra Jigen e Conan o il momento “pausa the” che vede coinvolti Goemon e i tre mostriciattoli), le animazioni sono realizzate molto bene, soprattutto per quel che riguarda gli inseguimenti in macchina, su skateboard o in aereo, la già citata introduzione dei personaggi di Monkey Punch richiama molto quella del primo pilot della serie (però lo Zenigata che si vede in questa sequenza è stato preso paro paro da Una donna chiamata Fujiko Mine e cambia completamente aspetto nel corso della pellicola), la citazione de Il silenzio degli innocenti all'arrivo dell'FBI è talmente trash da risultare commovente e la scena post credit, che promette la realizzazione nel 2020 di un Lupin III vs Kaito Kid è geniale. Poche cosette purtroppo e da fan di Lupin mi tocca dire che l'operazione è stata un mezzo diludendo. In definitiva, ho però un unico, vero rammarico. La mala distribución italiana mi ha costretta a guardare il film in lingua originale e se, da un lato, ciò mi ha consentito di evitare il fastidioso doppiaggio di Davide Garbolino (se è ancora lui a doppiare Detective Conan, visto che non lo seguo più da anni) e apprezzare il vero contrasto tra la vocina di Conan quando si finge bambino e quella più profonda di Shinichi Kudo o del Conan "serio", dall'altro vorrei capire come sono stati resi in italiano i mille giochi di parole che infarciscono Lupin III vs Detective Conan: Il film, soprattutto quello iniziale che indica le fave come i legumi preferiti di Lupin in quanto "acidi" (sansei in giapponese, come Rupan Sansei) mentre gli altri sono alcalini: se qualcuno mi illuminasse in merito gliene sarei molto grata... sicuramente più di quanto sarà stato grato a Google Translate chi si è dovuto occupare di redigere il messaggio in italiano ricevuto da Emilio, un bellissimo biglietto anonimo con su scritto "Annulla IL spettacolo live altrimenti Emilio rischia la vita". Porca miseria, peccato! c'eravate quasi! Così imparate a prendervi così gioco di Lupin III, maledetti!

Hajime Kamegaki è il regista della pellicola. Giapponese, ha diretto film come Lupin III - La lacrima della dea, Lupin III vs Detective Conan, Lupin III - Another Page ed episodi delle serie Lupin l'incorreggibile Lupin e Una porta socchiusa ai confini del sole. Anche animatore, ha 57 anni.


Se Lupin III vs Detective Conan: Il film vi fosse piaciuto recuperate innanzitutto lo special TV Lupin III vs Detective Conan (purtroppo, se non sbaglio, inedito in Italia) e tutti i film di Lupin III di cui ho parlato QUI. ENJOY!

mercoledì 10 dicembre 2014

Crossposting - My Little Pony: Equestria Girls - Rainbow Rocks (2014)

Mirabilia! Glitter! Ponies!! Tornano i Crossposting "equestri" con Prevalentemente Anime e Manga! Oggi si parla del secondo film dedicato alle creature galoppanti della Hasbro, ovvero My Little Pony: Equestria Girls - Rainbow Rocks, diretto dai registi Jayson Thiessen e Ishi Rudell. Il post di Acalia Fenders lo trovate QUI. ENJOY!!


Trama: dopo gli eventi della prima pellicola tutto procede per il meglio a Canterlot High, almeno finché non arrivano le tre sorelle Sirene, esiliate ad Equestria e decise ad utilizzare la magia lasciata da Twilight Sparkle per ripristinare il loro potere. Le amiche umane di Twilight, questa volta aiutate da una Sunset Shimmer desiderosa di riabilitarsi, sono quindi costrette a richiamarla...


Quando io ed Acalia abbiamo saputo che avrebbero girato un seguito di Equestria Girls abbiamo prontamente deciso di immolarci per recensirlo e abbiamo anche cominciato ad utilizzare la parola "abominio" per riferirci al film. Il nostro pregiudizio è però stato fatale ed io ora sono costretta a cospargere il crine di cenere e ad ammettere che Rainbow Rocks è davvero una visione divertente, dieci spanne sopra il suo predecessore. Il motivo è da ricercare fondamentalmente nell'introduzione di un paio di personaggi nuovi che, fortunatamente, eclissano le odiose e stereotipate protagoniste elevando il prodotto dal livello "idiozia" a quello di "valido intrattenimento per le bambine" e, soprattutto, creando una trama un po' più costruttiva anche a livello "morale". Il fulcro di Rainbow Rocks è infatti il personaggio di Sunset Shimmer, malvagia monodimensionale in Equestria Girls e questa volta normalissima ragazza in cerca di riscatto, l'unica in grado di equilibrare le personalità psicopatiche delle protagoniste e ridimensionare la supposta grandiosità di Twilight Sparkle introducendo un problema comune a tutte le bambine ed adolescenti del mondo, ovvero la paura di non riuscire a soddisfare le aspettative degli altri o, ancor peggio, di non riuscire a superare i pregiudizi che le persone nutrono nei nostri confronti. La pacatezza e la profondità di Sunset Shimmer consentono allo spettatore di identificarsi col personaggio e di ridimensionare così tutte le belinate, gli isterismi ed il glitter che erano l'elemento fondamentale di Equestria Girls mentre le tre malvagie Sirene sono il pretesto per trasformare una banale lotta tra bene e male in un musical di tutto rispetto, con poche canzoni ben integrate all'interno della trama, in grado di trafiggere con una punta di nostalgia anche i cuori di noi bambine degli anni '80.


La sfida musicale tra le Mane 6 (ovvero Twilight Sparkle, Rainbow Dash, Pinkie Pie, Rarity, Fluttershy ed Applejack) e le Sirene, infatti, mi ha ricordato tantissimo la rivalità tra le Holograms e le Misfits nel cartone animato di Jem e bisogna dire che le Sirene sono talmente sfacciate, vajasse e litigiose che il paragone non è azzardato: se avessero girato Rainbow Rocks una ventina di anni fa probabilmente sarebbero state tre punkettone spettinate invece che tre fashionissime ragazzette e anche il carrozzone musicale che giunge in soccorso delle protagoniste è molto simile all'aggeggio che usava Energy per trasformare Jerrica e compagnia in Jem e le Holograms... d'altronde, la Hasbro all'epoca distribuiva i pupazzetti di Jem. Bando alle reminescenze vintage però, ché i lettori giovani nemmeno capiranno di cosa sto parlando, e arriviamo alla realizzazione di Rainbow Rocks. A differenza di Equestria Girls mi è parso che il film fosse più curato, a partire dai bellissimi titoli "pop", che riassumono la pellicola precedente, per arrivare ai colori e al character design degli umani, meno caricati (sebbene gli abiti finali delle Rainbooms siano un pugno nell'occhio) e sopportabili. Le trasformazioni delle Pony sono gradevoli, ci sono un sacco di strizzate d'occhio a chi segue la serie e anche al fandom scatenato di personaggi poco visibili ma assai amati (il pegaso strabico Derpy Hooves su tutti) e, ovviamente, le canzoni sono molto orecchiabili e carine. Personalmente, ho amato lo scontro finale, dove le schitarrate metal mi hanno ricordato molto il confronto tra Tenacious D e Satana in Tenacious D in The Pick of Destiny ma anche le altre canzoni sicuramente saranno molto apprezzate dai piccoli spettatori... o forse sono io ad essere parziale verso tutto ciò che è musical!! Insomma, dopo la stroncatura di Equestria Girls mi ritrovo a chiedere scusa in ginocchio a tutti i bronies che dovessero passare a leggere il mio blog: sono sopravvissuta ad Equestria Girls ma sono anche molto contenta di aver dato una seconda chance ai My Little Pony così da poter consigliare la visione natalizia di Rainbow Rocks che, se non erro, è già sbarcato anche sul digitale terrestre italiano (l'importante è che guardiate tutto il film... anche la scena post-credits!)!


Del co-regista Jayson Thiessen ho già parlato QUI.

Ishi Rudell è il co-regista della pellicola. Molto probabilmente canadese, è al suo primo lungometraggio da regista ma come animatore ha già lavorato per film come Giuseppe il re dei sogni, My Little Pony: Equestria Girls e serie come Pucca, My Little Pony e Pound Puppies.


Se Rainbow Rocks vi è piaciuto recuperate l'abominevole My Little Pony: Equestria Girls... ma non dite che non vi avevo avvertito! ENJOY!

martedì 10 giugno 2014

Maleficent (2014)

Come avrete capito ieri, è tempo di Crossposting! Dopo il post doppio su La bella addormentata nel bosco, io e Acalia Fenders del blog Prevalentemente Anime e Manga abbiamo deciso di completare l'opera parlando dell'ultima fatica live action della Disney, Maleficent, diretto dal regista Robert Stromberg. IL POST DI ACALIA POTETE TROVARLO QUI.


Trama: La fata Malefica, dopo un orribile tradimento, abbraccia la via dell'oscurità e maledice la figlia neonata del Re Stefano, suo acerrimo nemico. Aurora, come vuole la fiaba, cresce in bellezza, intelligenza e dolcezza... Malefica rimarrà immune al suo fascino o nel petto della strega batte ancora un cuore?


Che dire. Maleficent è ben fatto. Nonostante l'ausilio di un 3D che scurisce la fotografia e rende quasi incomprensibili alcuni passaggi, la pellicola del premio Oscar per la scenografia Robert Stromberg è, giustamente, uno spettacolo per gli occhi fatto di meravigliosi esseri fatati, terribili mostri e splendidi paesaggi di squisita irrealtà che potrebbero tranquillamente affiancarsi a quelli nati dalla mente di Tolkien. Poi, ovviamente, c'è Angelina Jolie. Come descrivere questa meravigliosa dea alata che si staglia in volo contro il tramonto, chiaro simbolo di libertà e vittoria? Come descrivere il suo aspetto regale, la caustica freddezza e la malvagia ironia che guizzano negli inquietanti occhi di Malefica o l'incredibile perfezione di una bocca che pare dipinta da un artista? Verrebbe voglia di prenderla a schiaffoni sugli zigomi da tanto è gnocca nonostante le corna che porta in testa, maledetta lei, che catalizza l'intera attenzione dello spettatore mentre qualunque altro attore utilizzato nella pellicola fa la figura della rana pescatrice, del nuovo mostro lasciato a piede libero! Come si può, infine, non apprezzare la Disney per la progressiva demolizione dell'antiquato concetto di "amore a prima vista", già cominciata col bellissimo Frozen - Il regno di ghiaccio e proseguita in questo Maleficent con il chiaro intento di espandere il concetto di "amore" a tutte le manifestazioni di affetto, che sia di coppia, fraterno o materno (ora manca giusto un'apertura alla bisessualità ma insomma, immagino questo non avverrà mai!)? Tutte gran belle cose, nevvero? Ecco, godetevele finché potete perché adesso parliamo del motivo per cui Maleficent, in definitiva, è stato per me un gran diludendo.

L'Orrore.
Ora, immaginate che Ursula, l'esilarante e terribile strega de La Sirenetta, fosse in realtà una filiforme ed apprezzatissima cantante sottomarina. Un giorno arriva Tritone e le fa bere una pozione che la rende grassa e priva di voce, solo per poter mettere sul palco una sua protetta come farebbe un qualsiasi politico italiano. Ursula, divenuta non solo inguardabile ma anche malvagia, per rovinargli la vita decide di rifarsi sulla figlia Ariel ma vedendo che, in effetti, la giovinetta è sì un po' svampitella e nescia ma fondamentalmente buona, a poco a poco si pente e decide di aiutarla a coronare il suo sogno di vivere sulla terra e sposare il principe Eric. Tritone, in tutto questo, non pago di avere rovinato la vita alla povera Ursula che si faceva i fatti suoi, non smette di tormentarla senza un motivo apparente e, così facendo, perde la sua dignità di Re, scettro, corona e compagnia cantante, col risultato che al granchio Sebastian tocca salire sul trono dopo che Tritone si è soffocato coi tentacoli di Ursula cercando di ucciderla. Bella schifezza di storia, vero? Vi sento già inveire contro una simile bruttura ma sappiate che la storia di Maleficent, il fantomatico "retroscena" che dai trailer prometteva cattiveria, malvagità, epiche battaglie e terribili esempi di giustissima vendetta, è in realtà un insieme di enormi punti interrogativi grondanti melassa. Anzi, veramente l'unico punto interrogativo è Re Stefano, il personaggio peggio scritto dell'intera storia della Disney. Uno che, senza fare troppi spoiler, si ritrova a passare dallo status di simpatico e corretto comprimario a quello di merda talmente patentata che farebbe rabbrividire Jafar, Scar, Majin-Bu e financo Mick Taylor, un uomo talmente bolso (grazie Sharlto Copley, poi torniamo a parlare di te!!), stronzo, inutile e assurdamente incarognito che più di una volta mi sono ritrovata ad allargare le braccia sconsolata esclamando "Ma perché??!! Che senso ha??!". La cosa più sciocca del film, infatti, è che per imprigionare Malefica in un bozzolo di stucchevole melassa si è deciso d'amblé di trasformare il resto del cast in una banda di bizzosi, incapaci decerebrati, a partire dalle fatine per arrivare al principe mollo, sul quale stenderei un velo pietoso.


Dici, vabbé, la storia è imbarazzante e la caratterizzazione dei personaggi, salvo Malefica e il corvo Fosco, è anche peggio ma almeno gli attori saranno bravi? Oddio, diciamo che si vede la mano di Angelina Jolie come produttrice. La futura signora Pitt, assente dallo schermo da almeno 4 anni, evidentemente dev'essersi guardata allo specchio e, in un momento di follia, dev'essersi fatta venire delle paranoie da adolescente perché il cast di contorno è formato dagli attori più brutti e mosci esistenti in circolazione. Persino Elle Fanning, normalmente capace e bellina, si limita a sfoggiare un sorriso berlusconiano per l'intera durata della pellicola, gareggiando in espressività con la muraglia spinosa creata dalla strega Malefica. Delle fatine, interpretate da attrici del calibro di Imelda Staunton e Juno Temple, non voglio nemmeno parlare, provo imbarazzo per loro poveracce, quindi mi limiterò a lanciare altri strali sulla rara bruttezza di Sharlto Copley, assolutamente inadatto ad interpretare Re Stefano, e sulla faccia morta di sonno di Brendon Thwaites, che già mi aveva convinta poco in Oculus ma che qui ridefinisce il concetto di inutile calandosi nei panni del bell(?)addormentato Filippo. E a proposito di Stefano e Filippo. Adattatori miei, sembrava di guardare un episodio di Sensualità a Corte, mancavano solo Jean Claude e Cassandra perché, purtroppo, anche il termine Fata Madrina è stato usato più e più volte: lasciare Stefan e Philip vi faceva tanto schifo? Tanto quale bambino si ricorda più i nomi usati nel cartone animato Disney? Più che altro, i bimbi e gli adulti che li accompagnano ricorderanno ancora la storia originale che, per quanto non priva di difetti, era sicuramente più bella di questa Merolata in cui il sonno di Aurora non dura nemmeno due ore e tutta la magnifica perfidia di una delle più belle villain disneyane evapora in una nube di fumo verdastro. Che peccato, che occasione sprecata. Ridatemi Julia Roberts e Charlize Theron, loro sì che erano veramente Malefiche!!

- 'zzo vuoi? Sono cattiva. Ti mangio. Roargh.
- Ma piantala, dai, mammina. Tanto non ti crede nessuno..
Di Angelina Jolie (Malefica), Elle Fanning (Aurora), Sharlto Copley (Stefano), Imelda Staunton (Giuggiola), Juno Temple (Verdelia) e Brenton Thwaites (Principe Filippo) ho già parlato ai rispettivi link.

Robert Stromberg è il regista della pellicola (subentrato a Tim Burton prima e David Yates poi), al suo primo film. Americano, è maggiormente conosciuto come responsabile degli effetti speciali e direttore della scenografia (ha vinto due Oscar, uno per Avatar e uno per Alice in Wonderland).


Sam Riley interpreta Fosco. Inglese, ha partecipato a film come Control, On the Road e Byzantium. Ha 34 anni e un film in uscita.


Vivienne Jolie - Pitt, figlia di Angelina Jolie e Brad Pitt, compare nei panni della piccola Aurora perché era l'unica bambina a non avere paura della Jolie in versione Malefica (si dice che persino gli altri figli della coppia fossero terrorizzati dalla visione). Tra gli attori "scartati" invece figurano Emma Thompson e Judi Dench, prese brevemente in considerazione per il ruolo delle fate, Jude Law (che, a mio modesto parere, come Re Stefano sarebbe stato molto ma molto meglio di Sharlto Copley) e Miranda Richardson, che avrebbe dovuto interpretare la Regina Ulla, zia di Malefica, personaggio poi eliminato dalla pellicola. Detto questo, se Maleficent vi fosse piaciuto non mancate di recuperare La bella addormentata nel bosco, Frozen - Il regno di ghiaccio e Biancaneve. ENJOY!


lunedì 9 giugno 2014

La bella addormentata nel bosco (1959)

Tornano i doppi Crossposting con Prevalentemente Anime e Manga!! Oggi e domani si parlerà della famosissima storia di Aurora e della maledizione che la colpì appena compiuti i sedici anni, cominciando ovviamente da La bella addormentata nel bosco (Sleeping Beauty), diretto nel 1959 dal regista Clyde Geronimi. QUI trovate il post di Acalia! ENJOY!


Trama: è il giorno della festa di battesimo della principessina Aurora e tutti sono stati invitati tranne la strega Malefica. Risentita, la malvagia scaglia una maledizione sulla piccina: appena compiuti i 16 anni Aurora si pungerà con un fuso e morirà. Le tre fate buone riescono tuttavia a tramutare la morte in un sonno da cui la principessa potrà svegliarsi solo grazie al bacio del vero amore...


La bella addormentata nel bosco è uno dei pochi cartoni animati Disney a non essere stato praticamente consumato dalle ripetute visioni nei giorni d'infanzia. Anzi, se devo essere sincera credo di non averlo mai visto per intero fino a un paio di giorni fa e la visione recente non mi ha portata a pentirmi di questa mancanza, sono sincera. La bella addormentata nel bosco è infatti, a mio avviso, uno dei cartoni più sciocchi mai prodotti dalla Casa del Topo. Nonostante l'apprezzabile aria vintage del character design, lo stile medievale degli sfondi di Eyvind Earle e le musiche arrangiate sulle splendide arie di Tchaikovsky, infatti, la pellicola è talmente povera di eventi interessanti e priva di protagonisti di spessore da risultare un prodotto minore. Saranno inoltre i miei 33 anni che incombono ma anche la morale di fondo l'ho trovata a dir poco imbarazzante, anzi, diciamo pure che la pellicola è priva di un messaggio positivo adatto ai piccini. Se, infatti, il Principe Filippo,vero protagonista della pellicola, deve compiere un semi-consapevole viaggio di maturazione e combattere per ottenere il tanto bramato Vero Amore, armandosi di verità e virtù (la verità incarnata da una spada che deve abbattere le barriere, infuocarsi per uccidere il nemico... la Spada de Foco, vecchio porcello Disney...), la principessa Aurora è invece una povera decerebrata che, all'età di appena 16 anni, non fa altro che sognare il Principe Azzurro che se la prenda e se la sposi e si innamora dopo un minuto del primo (letteralmente) streppone che passa per il bosco, arrivando a fare scene degne di Mario Merola quando le Fate Buone le dicono che, ciccia, tu saresti promessa ehm, tipo, dalla nascita al Principe Filippo. Unglaublich. Avessi una figlia così la riempirei di ceffoni da mane a sera ma evidentemente negli anni '60 questa stupidità quasi immorale rispecchiava la mentalità di madri e giovinette o, meglio, il modo in cui gli uomini vedevano madri e giovinette.


Capirete quindi come La bella addormentata nel bosco sia praticamente impossibile da ricordare per la Bella del titolo, la principessa Disney meno carismatica (ma forse più gnocca) di sempre. Quindi, è una gran fortuna la presenza della divina Malefica, un trionfo di malvagità, rancore e algida bellezza che non viene meno neppure quando il suo sembiante viene "rovinato" dall'aggiunta postuma di un mento assai simile a quello della strega de Il mago di Oz. Ogni comparsa di Malefica porta con sé il Caos e un pericolo palpabile che nemmeno le Fate Buone possono sconfiggere ad armi pari, e non basta la comicità dei suoi tirapiedi per renderla meno terribile agli occhi di un bambino o carismatica a quelli di un adulto. Anche le fatine buone, fortunatamente, offrono un degno ed allegro intrattenimento con le loro scaramucce e i loro goffi tentativi di salvare la piccola Aurora da un triste destino, inoltre sono tutte e tre dotate di una personalità spiccata e ben definita che le rende, ovviamente dopo Malefica, i personaggi migliori dell'intera pellicola. Un altro discorso sono invece i padri dei due futuri sposi che, nonostante siano estremamente divertenti nel corso dei loro litigi, confermano purtroppo l'impronta fondamentalmente maschilista de La bella addormentata nel bosco, dove la Regina Madre è praticamente inesistente, le Fatine svampite hanno un'utilità magica parecchio ridotta (uno dei doni fatti alla bimba è la capacità di cantare... forse era meglio donarle l'intelligenza, santo cielo!), Aurora fa la figura del baccalà e Malefica si ritrova, poveraccia, a fare del suo meglio per non soccombere alla stupidità che la circonda. Diciamo che, nonostante tutto, a lei è andata meglio che alla Jolie... ma di questo parliamo domani, è meglio!!

Clyde Geronimi (vero nome Clito Enrico Geronimi) è il regista della pellicola. Italiano, originario di Chiavenna, ha diretto film come I tre Caballeros, Cenerentola, Alice nel paese delle meraviglie, Le avventure di Peter Pan, Lilli e il Vagabondo, La carica dei 101 ed episodi delle serie Mister Magoo, The Dick Tracy Show e Spider-Man. Anche animatore, sceneggiatore e produttore, è morto nel 1989 all'età di 87 anni.


Eleanor Audley, che doppia Malefica in lingua originale, avrebbe poi prestato la voce anche alla matrigna cattiva di Cenerentola mentre Verna Felton, voce di Flora, è stata Fata Madrina in Cenerentola, zia Sarah in Lilli e il Vagabondo e Regina di cuori in Alice nel paese delle meraviglie. Detto questo, se La bella addormentata nel bosco vi fosse piaciuto, recuperate anche La bella e la bestia, La sirenetta, Cenerentola e Biancaneve e i sette nani. ENJOY!!

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