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venerdì 6 novembre 2015

Tales of Halloween (2015)

Il 31 ottobre scorso a Lucca Comics è stato proiettato Tales of Halloween, antologia horror firmata da vari registi e utilizzata dalla Midnight Factory come evento speciale vietato ai minori di 18 anni. Purtroppo non ho potuto essere presente alla serata ma ho recuperato in qualche modo la pellicola...


Il film si apre con Sweet Tooth, la più classica delle “leggende metropolitane”, nella quale le persone vengono punite per la loro cattiveria ed ingordigia dando vita ad un terribile “uomo nero” affamato di dolci. Come inizio non c’è male, il piglio dell’episodio è volutamente ironico e, nonostante lo sviluppo sia ampiamente prevedibile, lo splatter e l’umorismo nero rendono l’episodio di Dave Parker uno dei più piacevoli da guardare. Segue The Night Billy Raised Hell, altra storia all’insegna dello humor nerissimo con un Barry Bostwick irriconoscibile (Frank'n'Furter sarebbe orgoglioso!!) ed incredibilmente carismatico e gigione; ciò che accomuna entrambe le storie è la presenza di un bambino che, poveraccio, si ritroverà nel guano fino al collo senza saperlo e tutto questo solo per aver dato retta ad un paio di babysitter o accompagnatori di rara inettitudine e demenza. Fino a questo momento Tales of Halloween percorre i binari della commedia horror con qualche twist splatter, il colpo basso giunge però inaspettato quando alla macchina da presa subentra Adam Gierash, che sforna uno dei segmenti più riusciti. Trick, scritto assieme alla compagna Jace Anderson, comincia come una macellata apparentemente senza senso ai danni di un gruppo di fattoni e si conclude con una rivelazione di rara pesantezza, capace di far rileggere l’intero episodio sotto una nuova, terribile luce. Dopo questa tripletta uno pensa che la qualità degli episodi vada salendo, invece Tales of Halloween subisce una brutale battuta d’arresto con l’insulso e prevedibile The Weak and the Wicked, una lotta all’ultimo sangue tra tre assassini e uno sfigato che si fa ricordare non tanto per la terrificante creatura finale, quanto per il piglio western delle prime sequenze, decisamente l’aspetto più riuscito dell’episodio. Non va meglio a Grim Grinning Ghost che, per quanto zeppo di guest star e attori adorabili, non è nulla più che un gradevole raccontino neppure troppo spaventevole, dove la brava Alex Essoe si limita a ripetere quasi ininterrottamente "Oh God. Oh Shit." ad ogni piè sospinto, seguita da un fantasma che, a mo' di Orfeo ed Euridice, non gradisce che la gente si giri a guardarlo dopo che lui ha emesso la sua risata malvagia: ora, lungi da me questionare le scelte di sceneggiatura di Axelle Carolyn, ma se il fantasma ride e io non mi giro, consapevole di averlo alle spalle, perché lui deve seguirmi fino a casa invece di plaudere alla mia saggia scelta e andare a spaccare i marroni a qualcun altro? Mistero.


Giunti a metà film cominciano ad arrivare gli episodi più particolari. Il primo è Ding Dong che, già dal titolo, richiama non solo il suono del campanello che prelude al “dolcetto o scherzetto” ma anche il famoso “Ding Dong la strega è morta” de Il mago di Oz; in effetti di streghe si parla, nella fattispecie di una fattucchiera folle interpretata dalla meravigliosa Pollyanna McIntosh, impossibilitata ad avere figli. L’episodio di Lucky McKee è un delirio particolarissimo, zeppo di immagini disturbanti, tra l’ironico e l’angosciante. Il pensiero di cosa intenda davvero la protagonista per “avere un bambino” vi perseguiterà per giorni, garantito. Segue un intermezzo simpatico, la versione Halloween di Conciati per le feste con Danny De Vito e Matthew Broderick, scritto e diretto da John Skipp, un trionfo di musica metallozza, violenza, stupidera assortita e ispirazioni per l'allestimento casalingo della prossima festa di Halloween, prima che arrivi Mike Mendez a dare il bianco con l'assurdo Friday the 31st. L'episodio è un palese omaggio alla saga Venerdì 13 e a tutti gli slasher che hanno per protagonista un bruto in pettorina armato di arnesi taglienti e dedito al massacro di giovani virgulti ma la particolarità del segmento è il suo cominciare dove gli slasher finiscono e mettere il villain contro un piccolo alieno bizzoso; il risultato è una macellata dallo stile molto nipponico, con profluvio di sangue finto e cadaveri smembrati che ricordano tanto gli antichi fasti di Sam Raimi (a proposito, Ash vs. The Evil Dead è una figata, non perdetelo), una gioia per ogni appassionato del genere. Segue la supercazzolona The Ransom of Rusty Rex, un episodio che prevede la guest appearance di un John Landis particolarmente paraculo e che vi farà venire le lacrime agli occhi dal ridere mentre a concludere le danze ci pensa Neil Marshall con Bad Seed, episodio che merita una considerazione a parte.



Pur nell'incredibile idiozia o, se vogliamo, nell'infinita genialità (dipende dai punti di vista) dell'assunto iniziale, Bad Seed è l'unico segmento meritevole di venire trasformato in un film e non solo per il cliffhanger finale. In dieci minuti Neil Marshall riesce ad imbastire un poliziesco horror che vede coinvolta una tostissima poliziotta costretta a fare i conti con prove deliranti, identikit impossibili e una sanguinosa serie di morti masticati e lo conclude con un finale che spinge a volerne di più e ad incrociare le dita perché qualcuno colga al balzo l'occasione per fargli realizzare un lungometraggio. Girato con piglio ironico, Bad Seed conta degli ottimi effetti speciali, attori assolutamente in parte e funge da "riassunto" degli episodi precedenti o, meglio, contiene molti divertentissimi riferimenti agli stessi ed è un peccato che gli sia toccato chiudere il film perché ciò rischia di affossarlo con il senso di inevitabile diludendo che accompagna i titoli di testa di Tales of Halloween. L'operazione messa in piedi dalla cosiddetta October Society, infatti, stringi stringi non è altro che un'accozzaglia di episodi più o meno riusciti capace di lasciare molto amaro in bocca e un devastante senso di inconcludenza: personalmente, ho avuto la sensazione di avere testimoniato ad un grosso spreco di talenti e guest star e mi sono ritrovata spesso a rimpiangere il più riuscito Trick'r'Treat o le vecchie, corpose antologie horror anni '70-'80, che riuscivano a coniugare strizzate d'occhi per appassionati, quantità e qualità. Detto questo, come divertissement di Halloween poteva andare peggio e una visione disimpegnata tra amici (magari non amici che odiano l'horror e si annoierebbero, true story) ci sta ma non aspettatevi chissà quale capolavoro. Ah, come al solito il divieto ai minori di 18 anni in suolo italico è una bufala ai limiti del ridicolo, ho visto scene peggiori in film V.M. 14.



Dei registi Darren Lynn Bousman (The Night Billy Raised Hell), Adam Gierash (Trick), Lucky McKee (Ding Dong), Mike Mendez (Friday the 31st), Ryan Schifrin (The Ransom of Rusty Rex) ho parlato ai rispettivi link. Anche Lisa Marie (una delle ospiti travestite dell'episodio Grimm Grinning Ghost), Lin Shaye (la madre della protagonista in Grimm Grinning Ghost), Mick Garris (un altro degli ospiti di Grimm Grinning Ghost), John Landis (Jebediah Rex in The Ransom of Rusty Rex), Clare Kramer (Lt. Karly Brant), Joe Dante (lo scienziato in Bad Seed), Pat Healy (il poliziotto di Bad Seed) e Adam Green (l'agente Carlo, che compare in più di un episodio) sono già stati nominati sul Bollalmanacco!

Dave Parker è il regista e sceneggiatore dell'episodio Sweet Tooth. Probabilmente americano, ha diretto film come Masters of Horror e Le colline sanguinano. E' anche attore e produttore.


Paul Solet è il regista dell'episodio The Weak and the Wicked. Americano, ha diretto film come Grace e l'imminente Dark Summer. Anche attore, sceneggiatore, produttore e stuntman, ha 36 anni.


Axelle Carolyn è la regista dell'episodio Grimm Grinning Ghost. Belga, moglie del regista Neil Marshall, ha diretto film come Soulmate. Soprattutto attrice, anche produttrice, ha 36 anni.


Neil Marshall è il regista dell'episodio Bad Seed. Inglese, ha diretto film come Dog Soldiers, The Descent, Doomsday ed episodi di serie come Il trono di spade, Constantine e Hannibal. Anche attore e produttore, ha 45 anni e un film in uscita.


John Skipp, regista e sceneggiatore dell'episodio This Means War, è al suo esordio cinematografico dietro la macchina da presa ma è molto conosciuto come scrittore splatterpunk. Incalcolabile la marea di guest star presenti nel film, mi limito a segnalare qui solo quelle che ho riconosciuto e amato altrimenti i trafiletti diventerebbero almeno 300: Adrienne Barbeau (ex moglie di John Carpenter, è la speaker radiofonica che introduce le storie), Booboo Stewart (Isaac nell'episodio The Weak and the Wicked, ha partecipato a Descendants), Pollyanna McIntosh (La strega in Ding Dong, ha partecipato a The Woman), Ben Woolf (Rusty Rex in The Ransom of Rusty Rex, interpretava Meep in American Horror Story Freakshow), l'amatissimo Barry Bostwick (irriconoscibile diavolo in The Night Billy Raised Hell è l'indimenticabile Brad Majors del Rocky Horror Picture Show), l'adorato Greg Grunberg (star di Alias ed Heroes, interpreta Alex Mathis nell'episodio Sweet Tooth, personaggio già apparso in Big Ass Spiders! assieme a quello di Clare Kramer), Stuart Gordon (l'uomo travestito da Sherlock Holmes nell'episodio Grimm Grinning Tooth nonché regista di Re-Animator) e Alex Essoe (protagonista di Starry Eyes, qui nei panni della ragazza inseguita dallo spettro in Grim Grinning Tooth). Detto questo, avete millamila horror da guardare anche solo per conoscere le guest star presenti, basta scorrerne la filmografia, comunque aggiungerei quella che nel tempo è diventata LA pietra miliare per Halloween, ovvero il bellissimo Trick'r Treat, volgarmente denominato La vendetta di Halloween! ENJOY


martedì 7 dicembre 2010

Abominable (2006)

Navigando sulla rete si riescono a trovare film che sono praticamente considerati già dei cult in America, mentre qui molto probabilmente nessuno li ha mai sentiti nominare. E’ il caso di Abominable, diretto nel 2006 dal regista Ryan Schifrin, che nonostante le premesse non è poi così brutto.


Trama: Preston è un paralitico costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente di montagna, dove la moglie ha perso la vita. A scopo terapeutico, anche se con estrema riluttanza, torna sul luogo della tragedia con un infermiere, solo per scoprire che i boschi della zona sono diventati il territorio di caccia di una sorta di Bigfoot.


Diciamo che raccontato così fa venire poca voglia di vederlo, per questo ero assai scettica all’inizio. Al pari degli slasher, non è che i film “di mostri” mi entusiasmino tantissimo, e l’idea stessa del bigfoot assassino mi è sempre parsa un po’ una scemenza. Proseguendo con la visione, però, ho scoperto che Abominable, pur con ovvi limiti, non è male come pensavo. Il merito va ad una trama e ad una realizzazione che uniscono clichè del genere (i boschi, la presenza che c’è, si sente, si percepisce ma non si vede) ad un’idea legata interamente al genio di Hitchcock, ovvero quella dell’uomo costretto all’immobilità che si ritrova, impotente, a fare il “guardone” armato di binocolo e a testimoniare eventi inquietanti col rischio di non essere creduto da chi dovrebbe assisterlo. In La finestra sul cortile il bel James Stewart aveva solo una gamba ingessata e sicuramente non aveva a che fare né col Bigfoot né con l’infermiere più bastardo che la storia del cinema ricordi (dopo Annie in Misery non deve morire, ma lì la questione era un po’ diversa…), ma i tempi sono cambiati, il genere anche, quindi gli sceneggiatori hanno dovuto inserire un bel po’ di limiti, esagerazioni e gore (che pure in questo caso è limitato a qualche morso ben dato) in più.


Abominable-37Ovvio che un film simile non è esente comunque da tocchi trash e scemenze assortite. La cosa che salta all’occhio è l’improponibile makeup del mostro, che ha la stessa identica faccia di Gimli ne Il Signore degli anelli ma in più è corredato di zanne e di un’altezza che supera i due metri. L’altra cosa che perplime è la sostanziale idiozia e bastardaggine di tutti i personaggi secondari coinvolti o quasi: oltre al già citato infermiere, che prende a schiaffi ubriaco fradicio il paraplegico solo per farlo smettere di parlare del bigfoot, ci sono uno sceriffo superficiale e menefreghista, un cretino con problemi respiratori che piuttosto che starsene a casa va a caccia nella foresta con la bombola d’ossigeno appresso e dulcis in fundus un gruppo di sgallettate in ritiro per un addio al nubilato messe lì apposta per fungere da carne da macello (e deliziare l’occhio dello spettatore guardone…). Corredano il tutto un paio di nomi “storici” del cinema horror e di genere, guest star come la Dee Wallace de L’Ululato, Lance Henriksen e Jeffrey Combs (protagonista della cultissima serie dei Re – Animator), a completare un cast di attori che nel complesso non sono malvagi. Insomma, Abominable è un filmetto senza pretese ma godibile e divertente, ho visto davvero di molto peggio.


Di Dee Wallace, che compare in un brevissimo cameo all’inizio, ho parlato qui.

Ryan Schifrin è il regista e sceneggiatore del film. Argentino, figlio di Lalo Schifrin (compositore assai famoso, responsabile di pezzi storici come Mission Impossible, giusto per fare un esempio), è al suo primo lungometraggio visto che gli altri tre film che ha realizzato sono dei corti. Ha 37 anni.


Matt McCoy interpreta Preston. Attore americano non troppo famoso in effetti, lo ricordo per film come Scuola di polizia V: destinazione Miami, Scuola di polizia VI: la città è assediata, La mano sulla culla e L.A. Confidential, mentre per la tv ha partecipato a episodi de La signora in giallo, Star Trek: Next Generation, Avvocati a Los Angeles, La tata, Melrose Place, N.Y.P.D., Sabrina – Vita da strega, Six Feet Under, CSI: NY e Senza traccia. Ha 52 anni.


Lance Henriksen compare nei panni del cacciatore Ziegler. Se siete cresciuti nell’epoca in cui X-Files era un must, sicuramente vi ricorderete anche di una serie assai simile ma molto meno duratura e “quotata”, ovvero Millenium, di cui lui era il protagonista. L’attore ha anche un interessante curriculum cinematografico; tra i suoi film ricordo Quel pomeriggio di un giorno da cani, Quinto potere, Incontri ravvicinati del terzo tipo, La maledizione di Damien, Pirahna paura, Terminator, Aliens – Scontro finale, La casa 7, Alien3, Super Mario Bros, Pronti a morire, Scream 3 e Il corpo di Jennifer. Ha lavorato anche come doppiatore nel Tarzan della Disney e ha partecipato a telefilm come A – Team, Racconti di mezzanotte e X – Files. Ha 70 anni e la bellezza di nove film in uscita.


Jeffrey Combs interpreta il commesso con problemi polmonari. Americano e veterano di innumerevoli produzioni horror, lo ricordo per film come il già citato Re – Animator, Re – Animator 2, Love & una 45, lo splendido Sospesi nel tempo, l’orrido Incubo finale, Il mistero della casa sulla collina, Beyond Re – Animator e All Souls Day: Dia de los muertos, mentre per la tv è comparso in Freddy’s Nightmares, Hunter, Flash, Più forte ragazzi, CSI, Masters of Horror, The 4400 e Cold Case. Ha 56 anni e cinque film in progetto, tra cui un ennesimo probabile seguito di Re – Animator dal titolo House of Re - Animator.


1809859054_6140df126fUna curiosità: Christien Tinsley, che interpreta l’infermiere Otis, è stato nominato all’Oscar per il makeup de La Passione, controverso film di Mel Gibson. Vi fosse piaciuto Abominable, consiglio di vedere Cabin Fever (per la paranoia da isolamento, appunto) oppure L’ululato, simile per ambientazioni e genere ma nettamente superiore, anche per la critica sociale che affronta. E ora vi lascio con il trailer del film.... ENJOY!!

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