domenica 5 gennaio 2020
Star Wars: L'ascesa di Skywalker (2019)
Trama: la resurrezione dell'imperatore Palpatine mette in subbuglio Rey, ormai avviata a diventare maestro Jedi, Kylo Ren e tutte le forze positive e negative della galassia, che si preparano per la battaglia finale.
E anche questo Star Wars se lo semo levati dalle palle. Uh, che mancanza di rispetto, lo so, ma io non sono mai stata una fan della saga e ammetto di aver guardato questi ultimi episodi più per curiosità e desiderio di completezza che per altro, senza nemmeno rivederli in vista di quest'ultimo capitolo. Che, tra tutti, mi è parso quello più noioso e tutto ciò che è stato modificato e aggiustato per venire incontro al fandom maledetto era talmente evidente da balzare agli occhi persino a me che di Star Wars non capisco un pazzo. Rammentavo una certa volontà di distaccarsi dalla solita favoletta trita e ritrita della Forza ne Gli ultimi Jedi, incarnata nella figura incazzosa di un vecchio pronto a mostrare il dito medio a cani e porci, invece questo ultimo film già comincia con un terrificante "trucco della Folaga" che, onestamente, non ha sortito l'emozione sperata in chi, come me, manco ricordava a momenti chi fosse Palpatine, poi prosegue con colpi di scena perplimenti, arrampicate sugli specchi e calci rotanti in faccia alla povera cinesina Rose, relegata al ruolo di comparsa di lusso per non offendere i poveri broflakes dell'internet, con momenti che potrebbero essere MOLTO commoventi, se solo fossero stati gestiti al meglio, come l'addio definitivo alla povera Carrie Fisher (che, onestamente, mi ha distrutta dalle lacrime solo per il pensiero di Billie Lourd, costretta a rivivere su schermo la morte della madre un'altra volta). Il resto... mah, posso dire che il resto è stato noia, almeno per la prima parte del film. L'ascesa di Skywalker segue infatti uno schema ben preciso e ripetitivo: Rey e gli altri (mi dispiace Poe, mi dispiace Finn, ma il vostro arco narrativo s'è perso nei meandri delle sceneggiature e non siete mai diventati qualcosa più che comparse, in più stavolta hanno cercato pure di appiopparvi dei potenziali love interest che lasciano il tempo che trovano...) cercano qualcosa, durante la ricerca ciccia fuori Kylo Ren che porta Rey a uscire fuori di testa, Finn si intristisce, Chewbacca bestemmia nella sua lingua, tutto ricomincia da capo e di tanto in tanto salta qualche pianeta (anche lì, alla faccia del trucco della Folaga. i "guardalà" per salvare personaggi importanti da esplosioni devastanti abbondano) mentre attori della madonna come Richard E. Grant e Domnhall Gleeson fanno la figura dei pistola, soprattutto il roscio.
L'unico che esce a testa alta, finalmente, è Adam Driver, che nel frattempo sono arrivata ad apprezzare moltissimo come attore in film ben più interessanti di un franchise per bambini. Premesso che il suo personaggio è scritto col Kyulo (all'inizio forse è cattivo, poi forse meno cattivo, poi torna ad essere cattivissimo, poi a un certo punto ci pensa su e ritiene poco doveroso essere cattivo, quindi sparisce, ecc. ecc.), quel che è certo è che Adam Driver è riuscito a trasformare il Frignetta del primo capitolo in un ragazzo tormentato per cui provare pietà, anche solo per non aver mai raggiunto il carisma dei due genitori, mannaggia a lui e agli sceneggiatori. Altra persona da ringraziare tantissimo è ovviamente John Williams. Tolti tutti gli effetti speciali del mondo, il design futuristico delle astronavi, i fenomenali poteri cosmici in minuscoli spazi vitali, il cuore di Star Wars è la sua colonna sonora, in grado di rendere epica persino una soffiata di naso e di toccare i sentimenti di fan della prima ora e di spettatori casuali, inducendo persino alle lacrime, a tratti. Poi boh, che vi devo dire... io spero vivamente la finiscano qui. I primi tre Guerre Stellari erano degli ottimi film d'avventura spaziale che hanno rivoluzionato il modo di fare e recepire il cinema commerciale, quest'ultima trilogia è stata un breve viaggio carico di potenzialità e momenti emozionanti ma anche zeppa di lungaggini, perplessità e noia, pompata a dismisura da un fandom che, come giustamente leggevo su Il bar del fumetto, è uno dei più tossici presenti al mondo, capace di amare e odiare senza mezze misure con motivazioni più che risibili e nonostante questo anche troppo potente. Probabilmente, sempre per dovere di completezza, andrò a vedere anche eventuali, futuri film (anche se le parole di Lando Calrissian mi hanno fatto fare un tonfo alle balle sentito in tutta la sala, altro che tremito nella Forza), sperando in qualcosa di emozionante e "nuovo" come Rogue One ma senza sperarci troppo. I tempi di Leia, Luke e Han Solo sono finiti, lasciamo in pace Chewbacca col suo straziante dolore e guardiamo oltre, per piacere.
Del regista e co-sceneggiatore J.J. Abrams ho già parlato QUI. Carrie Fisher (Leia Organa), Mark Hamill (Luke Skywalker), Adam Driver (Kylo Ren), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Richard E. Grant (Generale Pryde), Lupita Nyong'o (Maz Kanata), Keri Russell (Zorii Bliss), Billy Dee Williams (Lando Calrissian), Greg Grunberg (Snap Wexley), Shirley Henderson (Babu Frik), Billie Lourd (Luogotenente Connix), Dominic Monaghan (Beaumont), Warwick Davis (Wicket W. Warrick) e Harrison Ford (non accreditato, è Han Solo) li trovate invece ai rispettivi link.
Il compositore John Williams è stato omaggiato con una comparsata nei panni del barista Oma Tres, Ian McDiarmid torna dopo avere interpretato l'imperatore Palpatine fin dai tempi de L'impero colpisce ancora mentre un delirio di attori famosi hanno ripreso i loro vecchi ruoli all'interno della saga (o sono tornati come voci di archivio) solo per pronunciare una frase: Hayden Christensen (Anakin Skywalker), Samuel L. Jackson (Mace Windu), Ewan McGregor (Obi Wan Kenobi, assieme alla voce dello scomparso Alec Guinness), Frank Oz (Yoda), Freddie Prinze Jr. (Kannan Jarus), James Earl Jones (Darth Vader), Andy Serkis (Snoke) e Liam Neeson (Qui-Gon Jinn). Ovviamente, se L'ascesa di Skywalker vi fosse piaciuto recuperate tutti i film legati alla saga di Guerre Stellari e se ancora non vi bastasse, per il futuro si preannuncia una trilogia tutta nuova il cui primo film dovrebbe venire scritto e diretto da Rian Johnson mentre sul canale streaming Disney + dovrebbero cicciare fuori una serie prequel di Rogue One incentrata sul personaggio di Diego Luna e una imperniata su Obi Wan Kenobi, con Ewan McGregor come protagonista. Chi vivrà vedrà ma nel frattempo... ENJOY!
martedì 19 dicembre 2017
Star Wars - Gli ultimi Jedi (2017)
Trama: mentre il Nuovo Ordine sta per sferrare l'attacco definitivo contro i Ribelli, Rey cerca di convincere Luke Skywalker a tornare in battaglia, con scarsi risultati...
Suvvia, più stringata di così con la trama non potevo essere. Di quest'ultimo Star Wars ne ho lette di ogni, nei limiti del non spoiler, e come direbbe Elio "la critica è concorde" nel definirlo una noia mortale per i primi tre quarti di durata e un trionfo meraviglioso verso il finale. Ora, sarà che io non sono una fan sfegatata della saga e questi film, gira che ti rigira, mi sembrano tutti uguali, posso dire invece con sincerità di averlo apprezzato dall'inizio alla fine, un po' come è successo con gli altri. Gli ultimi Jedi è un giusto mix di tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna di Star Wars: ci sono le battaglie nello spazio, con un inizio decisamente esplosivo e la sensazione palpabile che stavolta per i Ribelli butterà malissimo (magari non ai livelli di Rogue One ma un bel po' di tensione c'è), ci sono i flashback che cercano di scavare un po' di più sulle questioni di Forza, Lato Oscuro e Lato Chiaro, ci sono le avventure su mondi strani popolati da alieni più o meno carini (stavolta il tasso di cuterie è alto, forse è questo il problema dei fan duri e puri!), ci sono confronti molto attesi, ritorni assai graditi, momenti di Nostalgia Canaglia, momenti lacrimevoli, momenti divertenti, momenti di approfondimento psicologico, momenti di puro orrore (Adam Driver topless!! Holy fuck!!!!) e persino qualche timido tentativo di imbastire una parvenza di romanticismo. Soprattutto, c'è una bella riflessione sul mito e su un paio di figure chiave delle "leggende", non solo in ambito starwarsiano. Per tutto il film i personaggi invitano a lasciare spazio al nuovo, a non farsi condizionare dal "sentito dire" o da ciò che ormai viene dato come dogma, nel bene e nel male, e c'è l'invito a guardare al futuro non solo in chiave poetica ma anche nel senso pratico di preservare la propria vita in funzione di ciò che verrà dopo. Non è che non muoia nessuno in Gli ultimi Jedi ma viene imbastita una riflessione anche sull'utilità della morte e sul ruolo di "eroe", che non dev'essere necessariamente colui che si butta di testa in azioni spericolate alla Han Solo, perché ci sono altri modi per essere eroi. Meno spettacolari, magari meno efficaci, ma quanto basta per mantenere viva una scintilla di speranza, oscillando tra eccesso e moderazione così che l'equilibrio necessario venga mantenuto, un po' come accade con la cosiddetta Forza, anch'essa ben ridimensionata da fonti autorevoli.
C'è quindi parecchio spazio per la crescita dei personaggi in Gli ultimi Jedi, cosa che ho apprezzato tantissimo, una crescita che non si limita ai personaggi nuovi (i quali, bontà loro, dovrebbero avere ancora tanto da dire, sottoutilizzato Finn in primis) ma si estende a quelli più vecchi e più amati e sicuramente solleticherà il naso a qualche produttore furbo già pronto a finanziare prequel e quant'altro. In particolare, mi è piaciuto il lavoro di "lima" svolto sul Frignetta, che rimarrà sempre un umorale testa di minchia ma perlomeno è in qualche modo cresciuto, così come non è scontata l'evoluzione di Dameron Poe, a mio avviso destinato a grandi cose; continuo a non uscire di testa per Rey, ormai assurta a livelli di MaryStuaggine fuori scala (SPOILER applausi a scena aperta per il Frignetta, che l'ha freddata con un "te alla fine qui non c'entri una mazza, non ti credere che non sei figlia di nessuno di importante!") ma dal lato femminile c'è l'introduzione della simpatica Rose, la quale mi ha ricordato parecchio il punto di vista "normale" di un Samvise Gamgee, unico in grado di cogliere verità importanti con la sua semplicità, come per esempio il fatto che nel corso di una guerra tra "buoni" e "cattivi" chi ci guadagna non è l'una o l'altra fazione ma chi fornisce loro le armi, facendo il gesto dell'ombrello ai popoli vessati. A proposito di "popoli", molto carino, benché ridotto, il bestiario alieno e soprattutto tanto di cappello ad un regista "inesperto" come Rian Johnson, autore anche della sceneggiatura, il quale è riuscito a confezionare un paio di sequenze spettacolari ed emozionanti (SPOILER Lo specchio di Rey ma anche il bombardamento iniziale e la sconvolgente soluzione finale adottata da Holdo) e a concludere il film con un accostamento di colori classico ma sempre valido, ché sapete quanto adori vedere sporcare il bianco della neve col rosso del sang.. ehm, scusate, del terreno sotto il sale (ringrazio un illuminato utente FB per la correzione!). Solo io trovo geniale l'idea di aggirare il PG-13 e mostrare la devastazione di un campo di battaglia senza mostrare nemmeno un cadavere ma impregnando lo schermo di rosso come nemmeno Tarantino? Spero di no. Ma poi, chissenefrega di qualsiasi pensiero critico, mio o di chiunque altro. Se Mirco è andato al cinema solo per Chewbacca e i Porg, io andavo solo per vedere Carrie Fisher, la mia, la nostra Principessa per l'ultima volta. Non Benicio Del Toro e Domhnall Gleeson, sempre due bellissimi figlioli, nemmeno Mark Hamill in tutta la sua gloriosa e scazzatissima vecchiaia: solo Carrie Fisher. E il mio cuore, nonostante fosse gonfio di lacrime, con lei ha gioito e trovato la Forza.
Di Mark Hamill (Luke Skywalker e quella specie di Leprecauno alieno che infila le monete dentro BB8), Carrie Fisher (Leia Organa), Adam Driver (Kylo Ren), Daisy Ridley (Rey), John Boyega (Finn), Oscar Isaac (Poe Dameron), Andy Serkis (Snoke), Lupita Nyong'o (Maz Kanata), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Laura Dern (Vice Ammiraglio Holdo), Benicio Del Toro (DJ), Frank Oz (voce originale di Yoda), Justin Theroux (Maestro Codebreaker), Andy Nyman (Guardia della prigione), Joseph Gordon - Levitt (Voce originale di Slowen Lo), Warwick Davis (Wobidin) e Gareth Edwards (Soldato della resistenza) ho già parlato ai rispettivi link.
Rian Johnson è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Looper ed episodi di Breaking Bad. Anche attore, ha 44 anni.
Gwendoline Christie interpreta il Capitano Phasma. Inglese, famosa per essere la Brienne de Il trono di spade, ha partecipato a film come Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo, The Zero Theorem - Tutto è vanità, Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2 e Star Wars - Il risveglio della forza. Ha 39 anni e due film in uscita.
Billie Lourd interpreta il Luogotenente Connix. Americana, figlia di Carrie Fisher, la ricordo per aver partecipato alle serie Scream Queens e American Horror Story. Ha 25 anni e un film in uscita.
Joaquin Phoenix ha rifiutato il ruolo di DJ, andato così a Benicio Del Toro. A Rian Johnson è stato offerto di girare anche il prossimo Episodio IX e, benché il regista abbia declinato a causa dei tempi strettissimi di lavorazione , pare che la Lucasfilm gli abbia dato il La per una trilogia personale ambientata nell'universo di Star Wars. Nell'attesa di vedere questa nuova trilogia e che torni J.J. Abrams alla regia l'anno prossimo per l'Episodio XI, se Gli ultimi Jedi vi fosse piaciuto recuperate tutti i film legati alla saga di Guerre Stellari. ENJOY!
mercoledì 28 dicembre 2016
domenica 10 gennaio 2016
Il ritorno dello Jedi (1983)
Trama: dopo aver liberato Han Solo dalle grinfie di Jabba the Hutt, Luke Skywalker e i ribelli si ritrovano a dover distruggere una nuova Morte Nera e, per farlo, si dirigono su un pianeta abitato dai tenerosi Ewoks...
Abbiamo finito? Sì, abbiamo finito. Non bene, bisogna dire. C'è in effetti un motivo se de Il ritorno dello Jedi ricordavo solo gli Ewoks e Jabba The Hutt perché, in soldoni, tolto un inizio in cui si cerca di dare una conclusione alla vicenda del rapimento di Han Solo, il resto del film è praticamente un remake del primo episodio: c'è una Morte Nera, bisogna distruggerla. E voi direte "beh, Il risveglio della forza ripropone più o meno lo stesso schema". Ho capito ma lo ripropone meglio, figlioli. Non fraintendetemi, lo scontro finale tra Luke Skywalker e Darth Vader è epico, il finale potrebbe indurre alla lacrimuccia, vedere finalmente Jabba The Hutt (con l'aggiunta di una principessa seminuda ma questo è un discorso che vale solo per i maschietti) è qualcosa di meraviglioso e gli Ewoks mi hanno ricordato i tempi più felici della mia infanzia ma per il resto m'è calata la palpebra un minuto sì e un minuto no tanto che non saprei nemmeno come andare avanti nel post (d'altronde sono passate due settimane da quando ho rivisto Il ritorno dello Jedi) quindi riempirò lo spazio ponendo ai fan un paio di domande le cui risposte non ho voglia di cercare su Wikipedia. Innanzitutto, mi spiegate per favore perché Yoda è diventato così vecchio e malato tutto ad un tratto? Quanti anni è rimasto Han Solo sotto carbonite se nel film precedente la povera bestiola era il ritratto della salute e in quello dopo rantola manco gli fosse cascato sulla schiena di botto il suo quasi millennio di vita? Ma soprattutto, me lo spiegate cos'è 'sto lato oscuro? TUTTO mi porta al lato oscuro, porca miseria! Se uccido il nemico passo al lato oscuro, se mi arrabbio perché magari 'st'impunito ha cercato di uccidere me e i miei amici passo al lato oscuro, se ho paura perché sto per morire passo al lato oscuro, se ignoro cosa sia il lato oscuro passo al lato oscuro, se rinchiudo in un ospizio l'Imperatore perché ormai pare una mummia passo al lato oscuro... e che cosa devo fare per rimanere dal lato giusto della Forza? Che fiscali 'sti Jedi, santo cielo!! Ci credo poi che c'è gente che si stufa e soccombe...
Vabbé, comunque in tutto questo devo dire che Jabba è davvero bellissimo. Il colpo di genio della saga, ancora più della doppia supercazzola familiare fatta a Luke Skywalker, è stato quello di nominare per ben due film Jabba senza farlo vedere e poi bam! sbattere in faccia agli spettatori stupiti quel meraviglioso lumacone porco, tenutario di bordelli e cattivissimo. Anche se, nonostante il mio entusiasmo per questo essere immondo, c'è da dire che la scelta di mettere così tanti dialoghi in lingue aliene ed incomprensibili (c'è Jabba e tutto il suo codazzo, ci sono gli Ewoks, c'è ovviamente Chewbacca...) dopo un po' stufa e i concetti della Forza si perdono un po' in questo Grammelot spaziale. Anche gli Ewoks sono carini e ben realizzati, quasi ai livelli di Jabba, però riducono parecchio la potenza del capitolo finale della trilogia. Sì, sono fondamentalmente degli esseri cannibali che non esiterebbero a mangiare Han Solo ma sono anche pelosotti, tenerini e buffi, adatti ad un pubblico di bambini, e stonano con quel finale da tragedia Shakespeariana che vede confrontarsi Luke Skywalker e Darth Vader. Se dovessi quantificare il diludendo causatomi da Il ritorno dello Jedi direi che potrei paragonarlo a Mad Max oltre la sfera del tuono, con quell'aria avventurosa che pareva creata apposta per un pubblico di ragazzini. E molto probabilmente col film di Richard Marquand è stato lo stesso, magari Lucas avrà voluto allargare la sua scandalosa ed ingegnosa campagna di marketing raggiungendo anche gli spettatori più piccini, chissà! Ma poi, chissenefrega? Il post è finito e ora attendo le giuste e doverose maledizioni di chi troverà insopportabile la mia mancanza di fede e mi accuserà di non capire nulla di Cinema! Con Star Wars è tutto... ci risentiamo al 2017!
Di Mark Hamill (Luke Skywalker), Harrison Ford (Han Solo), Carrie Fisher (principessa Leia Organa), Billy Dee Williams (Lando Calrissian), David Prowse (Darth Vader), Frank Oz (Yoda) e Alec Guinness (Obi Wan Kenobi) ho già parlato ai rispettivi link.
Richard Marquand è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come La cruna dell'ago e Doppio taglio. Anche produttore, sceneggiatore e attore, è morto nel 1987 all'età di 49 anni.
Come volevasi dimostrare, visti anche gli eventi del primo film, Leia non doveva essere la sorella di Luke Skywalker, che avrebbe dovuto invece intraprendere un viaggio per ritrovarla in un'altra trilogia di film, tuttavia alla fine Lucas ha scelto di risolvere tutte le questioni in sospeso con Il ritorno dello Jedi. In fase di scrittura ci sono stati altri cambiamenti: per esempio Obi Wan sarebbe dovuto resuscitare grazie alla Forza e Luke avrebbe dovuto ereditare il casco nero di Darth Vader passando conseguentemente al Lato Oscuro, ma il più disdicevole è stato quello di utilizzare gli Ewok invece che i Wookie (una foresta zeppa di Chewbacca sarebbe stata meravigliosa!!). La regia del film era stata offerta a David Lynch e David Cronenberg, che hanno rinunciato per poter girare rispettivamente Dune e Videodrome (grazie a Dio!), sebbene la prima scelta fosse stata Steven Spielberg, che non ha potuto accettare in quanto membro della Directors Guild, dalla quale Lucas si era dimesso ai tempi del primo Guerre Stellari (Spielberg aveva suggerito Paul Verhoeven ma dopo aver visto l'esplicito Spetters ha cambiato idea...). Per concludere, nel caso voleste addentrarvi nei recuperi tutta la cronologia precedente e successiva a Il ritorno dello Jedi la trovate QUA. ENJOY!
venerdì 8 gennaio 2016
L'impero colpisce ancora (1980)
Trama: L'Impero è lungi dall'essere sconfitto e le forze ribelli vengono sopraffatte su un gelido pianeta. Han Solo, Chewbacca, la principessa Leila e il droide C-3PO fuggono e cercano aiuto presso Lando Calrissian mentre Luke Skywalker, assieme al piccolo R2-D2, va a concludere il suo addestramento dall'anziano Yoda, già maestro Jedi di Obi Wan Kenobi...
Con il secondo capitolo della saga George Lucas si chiama fuori sia dalla regia che dalla sceneggiatura (anche perché gli attori gli hanno sempre rimproverato i dialoghi puerili sebbene in realtà sia stato Lucas, anche questa volta, a scrivere le linee base del film prima che subentrasse Lawrence Kasdan a lavorare maggiormente su dialoghi, personaggi e consequenzialità della trama) ma la storia di Luke, Han e compagnia prosegue serena come se "il capo" non si fosse ritirato nelle retrovie. Il grandissimo dispiego di mezzi tecnologici, alieni, paesaggi da capogiro ed effetti speciali dell'Amadonna non è rimasto invariato e le vicende degli allegri "compagni della forza" si complicano un po', tanto che per lo spettatore poco attento o poco interessato diventa un po' arduo seguire ogni singolo passaggio. Pare siano passati tre anni dalla fine del primo film e ovviamente nel frattempo qualcosa è cambiato: Luke è diventato un pilota rispettatissimo ed è praticamente il fulcro della ribellione, Han ha ancora sulla testa la taglia di Jabba ma pare che il tempo abbia concesso lo sviluppo di un idillio tra lui e la principessa Leila (per quanto il triangolo con Luke sia ancora apparentemente in piedi, ovvio...) e comprensibilmente Darth Vader è un po' più incarognito di prima perché il giovane Skywalker è diventato un avversario temibile. Per aumentare la propria "temibilità" e tener fede alle promesse fatte ad Obi Wan Kenobi il buon Luke si reca quindi sul pianeta di Yoda e la franchise acquista di botto il personaggio più iconico dopo Darth Vader, il vecchio alienotto che parla come un sardo. Arriviamo quindi a capirci un po' di più di questa Forza, tanto potente quanto pericolosa, soprattutto arriviamo a comprendere che basta un attimo e BAM! si soccombe al Lato Oscuro. Io personalmente ho invece capito che senza Yoda, la cui presenza dura giusto una ventina di minuti scarsi, la storia smette di decollare per un po' prima di accellerare sul finale: L'impero colpisce ancora si conclude infatti con la più grossa rivelazione della storia del Cinema (roba da far vergognare Rosabella) e con un valido cliffhanger che sicuramente avrà fatto bestemmiare gli spettatori dell'epoca, che hanno dovuto aspettare quattro anni per conoscere il destino di Han Solo, cristallizzato nella carbonite.
Nel comparto tecnico, per quel poco che ne ho potuto capire io (ma che volete che ne capisca di fantascienza e astronavi???), c'è stato sicuramente un salto di qualità rispetto alla varietà degli ambienti utilizzati e L'impero colpisce ancora mi è sembrato più vario in quanto a scenografie: dalle lande ghiacciate iniziali (ubicate in Norvegia) si arriva sfruttando l'ipervelocità alla palude di Yoda e alla città sulle nuvole di Lando Calrissian, per poi ovviamente passare agli interni del Millenium Falcon, delle caverne iniziali e della cintura di asteroidi "con sorpresa". Le aggiunte al cast sono interessanti, senza dubbio. Yoda è un maestro Jedi con i controcosiddetti sebbene si presenti come un vecchietto tenerello, svampito e simpatico; la duplice natura del personaggio conferma la volontà dei realizzatori di creare una storia seria ma anche capace di imprevedibili e lievi risvolti umoristici, inoltre ancora oggi la sua natura di pupazzotto mosso e doppiato (almeno in originale) da Frank Oz risulta molto gradevole e naturale, oltre a richiamare la nostalgia per i bei tempi di Labirynth e altre pellicole simili. Anche Lando Calrissian, nonostante il suo nome esilarante, rappresenta un bell'archetipo di personaggio ambiguo ma capace di redimersi e, se solo il suo tempo sullo schermo con Han Solo non fosse così ridotto, molto probabilmente sarebbe stata una validissima aggiunta alla strana coppia "Han & Chewbe". Ovviamente non sto nemmeno a dirvi quanto sia emozionante la battaglia finale a colpi di spade laser tra Darth Vader e Luke anche se io continuo a sostenere la fondamentale dabbenaggine di quest'ultimo mentre Lord Vader è un figo, non c'è nulla da fare, cattura in toto l'essenza dell'Oscurità senza volto ed implacabile, alla quale non è possibile sfuggire. Ho già finito? Sì, tranquilli: tenetevi strette le manine e anche le spade laser che domani arriva l'ultima puntata di questi post supercazzola su Guerre Stellari!
Di Mark Hamill (Luke Skywalker), Harrison Ford (Han Solo), Carrie Fisher (principessa Leia Organa), David Prowse (Darth Vader), Frank Oz (Yoda) e Alec Guinness (Obi Wan Kenobi) ho già parlato ai rispettivi link.
Irvin Kershner (vero nome Isadore Kershner) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Occhi di Laura Mars, Mai dire mai e Robocop 2. Anche attore, produttore e sceneggiatore, è morto nel 2010, all'età di 87 anni.
Billy Dee Williams (vero nome William December Williams) interpreta Lando Calrissian. Americano, ha partecipato a film come Il ritorno dello Jedi, Batman e a serie come Sentieri, Destini, Missione Impossibile, Dynasty, That's 70s Show e Glee; inoltre, come doppiatore ha lavorato nel film Lego Movie e nelle serie Robot Chicken e The Cleveland Show. Anche sceneggiatore, ha 79 anni.
Il film ha vinto un Oscar per il miglior sonoro ma Lucas si è impegnato parecchio per cercare di assicurare una nomination anche a Frank Oz, marionettista e doppiatore di Yoda; l'Academy ovviamente ha rifiutato in quanto non si poteva parlare di attore "vero". Tra l'altro, al posto di Oz avrebbe dovuto esserci Jim Henson che però era già impegnato con le riprese di Giallo in casa Muppett. Billy Dee Williams aveva invece fatto il provino per il ruolo di Han Solo tre anni prima ed è riuscito comunque ad entrare nella saga "dalla porta di servizio" con quello di Lando Calrissian, rifiutato da Yaphet Kotto. L'"ingrato" Harrison Ford, di par suo, non aveva alcuna intenzione di girare tre film, non a caso la scelta di congelare Han Solo nella carbonite è stata (in parte) dovuta al fatto che nessuno era certo che l'attore avrebbe accettato di comparire ne Il ritorno dello Jedi e anche il famoso scambio di battute "Ti amo" "Lo so" avrebbe dovuto essere una cosa come "Ti amo" "Tienilo bene a mente, Leia, perché tornerò". Per concludere, nel caso voleste addentrarvi nei recuperi tutta la cronologia precedente e successiva a L'impero colpisce ancora la trovate QUA. ENJOY!
mercoledì 6 gennaio 2016
Guerre stellari (1977)
Trama: in una galassia lontana lontana alcuni ribelli si oppongono allo strapotere dell'Impero e tra essi c'è la Principessa Leila che viene fatta prigioniera dal malvagio Darth Vader. Due droidi riescono a fuggire con un messaggio della principessa che viene raccolto dal giovane Luke Skywalker, un allevatore che si ritroverà coinvolto in questa "guerra stellare"...
Come anticipato nella premessa, per l'uscita di Star Wars - Il risveglio della forza ho pensato di ripassare la trilogia originale e, a causa della mia cronica mancanza di tempo, ho scelto consapevolmente di bypassare i prequel girati nei primi anni del secondo millennio. Il motivo di questo "ripasso" nonché dello snobismo nei confronti della seconda trilogia è presto detto: ho visto Star Wars almeno 20 anni fa e sinceramente non sono stata folgorata sulla via di Damasco da questa prima, lontanissima visione. Nello specifico, il Guerre Stellari originale va sicuramente contestualizzato e guardato con gli occhi colmi di meraviglia di chi, più di 30 anni fa, aveva potuto ammirare sul grande schermo delle astronavi talmente dettagliate da sembrare vere, un bestiario di alieni realizzati in maniera mirabile, emozionanti battaglie a suon di spada laser e ancor più esaltanti corse sfrenate all'interno dei cunicoli della gigantesca Morte Nera ma per chi, come me, di fronte a queste cose ha la stessa reazione di Robin e Nami davanti ai cannoni laser di Franky e, per di più, si è ritrovata a disposizione solo uno schermo piccolo e sulla schiena tanti anni di effetti speciali ancor più sconvolgenti, rimane da cercare il Capolavoro solo all'interno della storia narrata. Che, onestamente, è molto semplice e linearissima (ad un certo punto anche di una noia mortale, mi spiace dirlo): un giovane allevatore viene coinvolto in una vicenda fatta di guerre, misteriosi poteri ed incredibili eroi e, com'è prevedibile, cresce diventando L'elemento risolutore della lotta tra Ribelli ed Impero, imparando a padroneggiare la Forza. Una trama questa che, complici gli infiniti parodie ed omaggi tributati all'opera di Lucas nel corso del tempo, ormai è risaputa persino dalle pietre del deserto Aborigeno e non è più così emozionante, almeno per me.
Cosa può colpire dunque gli occhi di una profana non amante della fantascienza? Beh, ovviamente i personaggi, giustamente entrati nella storia del Cinema. La strana coppia di droidi C-3PO e R2-D2 (o D-3BO e C1-P8 come li chiamano, chissà perché, in italiano), l'uno pavido, servile e logorroico e l'altro incapace di esprimersi in una lingua comprensibile ma intraprendente e simpatico, il pelosone Woki Chewbacca, lo sbruffone Han Solo, la temeraria Principessa Leila, il nobile Obi Wan Kenobi, il terrificante Darth Vader e quel pirletti di Luke Skywalker che, sinceramente, mi è sempre parso espressivo quanto un blocco di tufo, sono la spina dorsale di un film che fortunatamente punta molto sull'umanità, l'unicità e l'ironia di gran parte dei personaggi. Gli inseguimenti a bordo del Millenium Falcon o i sabotaggi alla Morte Nera non avrebbero senso senza le peculiarità di tutti questi protagonisti ed è assai apprezzabile anche il netto divario (almeno in questo capitolo) tra buoni e cattivi, Forza di Obi Wan da una parte e Lato Oscuro del carismatico Lord Vader dall'altra, con la spavalderia spocchiosa di Han Solo a fare da spartiacque e, soprattutto, a riportare con i piedi per terra questi due "stregoni" dello spazio. Tra una frase entrata ormai nel vocabolario Nerd di tutto il mondo ("Trovo insopportabile la tua mancanza di fede"), dubbi amletici (Han Solo ha sparato per primo? Dipende da quale versione del film guardate, nella mia no, il povero Han è scevro d'ambiguità, maledetto Lucas...) e spettacolari giochi di luce laser, il primo vero Guerre stellari scorre felice fino ad arrivare ad una conclusione che lascia in sospeso almeno un triangolo amoroso (as if!!) e un paio di questioni irrisolte... sicuramente nel 1977 gli spettatori saranno rimasti con un palmo di naso ma noi sappiamo che non è finita qui, vero? Al prossimo film!
Di Mark Hamill (Luke Skywalker), Harrison Ford (Han Solo), Carrie Fisher (principessa Leia Organa), Peter Cushing (Tarkin) e Alec Guinness (Obi-Wan Kenobi) ho già parlato ai rispettivi link.
George Lucas (vero nome George Walton Lucas Jr.) è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come L'uomo che fuggì dal futuro, American Graffiti, Star Wars - Episodio I: La minaccia fantasma, Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni e Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith. Anche produttore e attore, ha 71 anni.
David Prowse interpreta Darth Vader. Inglese, ha partecipato a film come 007 - Casino Royale, Arancia meccanica, L'impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi e a serie come Dottor Who, Spazio: 1999 e The Benny Hill Show. Ha 80 anni.
Nonostante il "fisico" di Darth Vader fosse quello di David Prowse, la voce era quella di James Earl Jones, futuro Mufasa de Il re leone (Lucas avrebbe voluto la voce di Orson Welles in persona). Ci sarebbero tremila retroscena da raccontare sul film ma siccome non sono una grande appassionata della serie citerò solo quelli che in qualche modo mi hanno incuriosita. Per esempio, Luke Skywalker avrebbe dovuto essere donna (o persino un nano!) mentre Han Solo era stato pensato prima come un enorme mostro verde, poi come un essere umano di colore; quando infine si è deciso di renderlo bianco, molti attori hanno rifiutato il ruolo, tra i quali James Caan, Jack Nicholson, Robert De Niro e Burt Reynolds (d'altronde, solo Spielberg era convinto che il film sarebbe stato un successone, George Lucas pensava il contrario e addirittura Brian De Palma lo ha definito "uno dei peggiori film di sempre"). Sul progetto è aleggiata inoltre per un po' di tempo anche un'aria "nipponica": Lucas avrebbe molto gradito un Obi Wan interpretato da Toshiro Mifune e persino una principessa Leia giapponese! A proposito di principesse, all'audizione per il ruolo pare si fosse presentata gente del calibro di P.J. Soles, Sissy Spacek, Nancy Allen, Farrah Fawcett, Glenn Close, Barbara Hershey, Bonnie Bedelia, Jessica Lange, Meryl Streep, Sigourney Weaver, Cybill Shepherd, Anjelica Huston, Kim Basinger, Kathleen Turner, Debra Winger, Geena Davis e persino Linda Blair. Passiamo alla cronologia di film e spin-off? Ok! Guerre stellari va visto dopo Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith e prima de L'Impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi, il cartone Star Wars: The Clone Wars, la serie animata dal medesimo nome, l'altra serie animata Star Wars Rebels e Star Wars - Il risveglio della forza. Ci sono poi tutti gli spin-off nati direttamente dalla prima trilogia, ovvero i film TV The Star Wars Holiday Special (1978), A Very Star Wars Christmas (1982), L'avventura degli Ewok (1984), Il ritorno degli Ewok (1985), The Great Heep (1986) e le serie a cartoni animati Droids (1985) ed Ewoks, entrambe del 1985. Roba da recuperare ne avete, considerata anche l'abbondanza di director's cut e versioni più o meno estese, quindi... ENJOY!
domenica 3 gennaio 2016
Star Wars - Il risveglio della forza (2015)
Trama: In una galassia lontana lontana sono passati 30 anni dalla sconfitta dell'Impero ma un'altra oscura minaccia si profila all'orizzonte, quella del Primo Ordine. Un gruppo di improbabili eroi si unisce ai membri della Resistenza per cercare colui che potrebbe riuscire a sconfiggere questo nuovo "braccio" del Lato Oscuro, ovvero quel Luke Skywalker scomparso ormai da anni..
Dopo la visione di tre pietre miliari della fantascienza mai mi sarei aspettata di entusiasmarmi maggiormente per un sequel/remake/aggiornamento piuttosto che per gli originali, eppure è successo. Sono uscita da una sala gremita felicissima di avere guardato Star Wars - Il risveglio della forza ed elucubrando come l'ultima dei nerd bibini su cosa ci riserverà la saga nel futuro prossimo venturo, altrettanto contenta di potermi confrontare col Bolluomo e con tanti amici visti dentro e fuori dal multisala. L'ultima opera di J.J. Abrams, fattosi carico di uno scomodo testimone particolarmente pesante dopo il fallimento dei prequel diretti da George Lucas in persona, è cinema d'intrattenimento nella sua massima espressione, quello che unisce le masse lasciando il nome "Star Wars" sulla bocca di tutti, anche di quelli che probabilmente non ne hanno mai sentito parlare. Il che, se da una parte è un bene (persino io mi sono emozionata vedendo scorrere su uno schermo gigante le parole "Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana..." mentre suonava il tema portante della saga), dall'altra costringe l'ignaro spettatore a dribblare tutta una serie di spoiler importantissimi che persone più o meno stronze hanno disseminato in quasi tutti i social network e la potenza dell'approccio "Abramsiano" diventa tale proprio quando riesce ad emozionare lo spettatore ANCHE quando a quest'ultimo è stato rivelato il colpo di scena più grande (per quanto telefonato anche in assenza di spoiler). Tolti gli effetti speciali eccelsi sui quali non sto a disquisire, Kadan, Abrams e compagnia sono riusciti a creare (o ricreare) una storia comprensibile, emozionante, universale e popolata da personaggi simpatici e cazzuti, mescolando il lieve umorismo della vecchia trilogia a sequenze di forte impatto emotivo capaci di rendere i nuovi personaggi (e soprattutto le loro scelte nel corso del film) assai credibili ed "umani", anche grazie a degli attori giovani ma già molto espressivi e distanti dai canoni di bellezza che vanno tanto di moda ora.
Importantissimo, ma non c'è neanche da dirlo, il "fattore nostalgia". Quelle strizzate d'occhio tanto vituperate da Leo e quella pesantissima voglia di "vintage a tutti i costi" che avevo percepito in Super 8 qui mi sono sembrate un sentito omaggio a dei personaggi iconici, per una volta non inseriti "tanto per" (a parte il braccio rosso di C-3PO, messo davvero lì solo per far sbavare i collezionisti) ma funzionali ai fini della saga; per fare un esempio banale, non avete idea di quanto abbia apprezzato la piega presa dalla storia d'amore tra Han Solo e la Principessa Leila che, se devo essere sincera, all'epoca mi era parsa talmente forzata e campata in aria da chiedermi come potessero i personaggi stare davvero insieme. L'unico, grande difetto di Star Wars - Il risveglio della forza, quello che davvero non riesco a farmi andare giù nonostante abbia letto migliaia di articoli che ne hanno giustificato l'essenza, è il Trota, quello che Leo chiama giustamente "Il Frignetta". E' vero, Darth Vader non tornerà più e io capisco la scelta di creare un wannabe cattivo che si dispera come un ragazzino di 10 anni perché non riesce ad essere come il suo idolo (che poi, idolo perché? Lo scopriremo nei prossimi capitoli, spero...) ma non accetto il casting di uno identico al figlio di Bossi, con lo sguardo fisso dell'ottuso tipico di un Herbert Ballerina qualsiasi, un essere talmente sfigato che verrebbe voglia di impalarlo con la sua spada laser triforcata. Accanto a lui, probabilmente risulterebbe carismatico persino Jar Jar Binks e non stupisce che anche un sottoutilizzato Domhnall Gleeson diventi al suo cospetto il re dei supercattivi, nonostante la faccetta tenera e simpatica che normalmente lo contraddistingue. A parte questo, a me Star Wars - Il risveglio della forza è piaciuto e mi sono divertita come una bambina: tra un inseguimento spaziale, un urlo di Chewbacca, la scoperta che Han Solo ha lo stesso taglio e colore di capelli di papà, che la principessa Leila è diventata identica a mia nonna, la visione dell'adorato Greg Grunberg, una lacrima, una risata e un insulto grosso come una casa al maledetto Kylo Ren, non vedo l'ora che esca l'Episodio VIII tra due anni e nell'attesa passo al lato buono della Forza ché quello Oscuro ormai è diventato il regno della Dilusione!
Del regista e co-sceneggiatore J.J. Abrams ho già parlato QUI. Harrison Ford (Han Solo), Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Principessa Leia), Oscar Isaac (Poe Dameron), Andy Serkis (Leader Supremo Snoke), Domhnall Gleeson (Generale Hux), Max Von Sydow (Lor San Tekka), Simon Pegg (Unkar Plutt), Warwick Davis (Wollivan) e Daniel Craig (il trooper che viene "fregato" da Rey) li trovate invece ai rispettivi link.
Adam Driver interpreta Kylo Ren. Americano, ha partecipato a film come J.Edgar, Lincoln e A proposito di Davis, inoltre ha doppiato un episodio de I Simpson. Ha 33 anni e quattro film in uscita tra cui Star Wars: Episodio VIII, che stanno girando proprio in questo periodo.
John Boyega, che interpreta Finn, aveva già partecipato al carinissimo Attack the Block; Lupita Nyong'o, che aveva vinto l'Oscar come miglior attrice non protagonista per 12 anni schiavo, interpreta invece Maz Kanata mentre pare che sotto il casco del Comandante Phasma ci sia la Brienne de Il trono di spade, Gwendoline Christie. In un piccolo ruolo compare anche la figlia di Carrie Fisher Billie Lourd, ovvero l'esilarante Chanel n.3 di Scream Queens, e persino il compositore Michael Giacchino spunta in mezzo ai troopers, dopo aver scelto di lasciare la colonna sonora a John Williams. Per quel che riguarda il "seggio vacante" del regista, Brad Bird ha rinunciato perché già impegnato con Tomorrowland mentre Matthew Vaughn ha persino lasciato il timone di X-Men - Giorni di un futuro passato a Bryan Singer per riuscire a partecipare, tuttavia ha abbandonato presto il progetto per divergenze creative. Tra quelli che non ce l'hanno fatta segnalo Michael Fassbender con Hugo Weaving (entrambi considerati per il ruolo di Kylo Ren) e Gary Oldman, il quale si è visto soffiare il cameo da Max Von Sydow mentre Elizabeth Olsen ha rifiutato la parte di Rey perché già impegnata sul set di Avengers: Age of Ultron nei panni di Scarlet. Star Wars - Il risveglio della forza andrebbe visto dopo Guerre stellari, L'Impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi, Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith, il cartone Star Wars: The Clone Wars, la serie animata dal medesimo nome e l'altra serie animata Star Wars Rebels; a seguire, arriveranno Rogue One: A Star Wars Story (il primo di una serie di film uniti in una Star Wars Anthology, ambientato poco prima degli eventi di Guerre Stellari), Star Wars: Episode VIII (nel 2017), un film dedicato ad un giovane Han Solo (nel 2018) e Star Wars: Episode IX (nel 2019). Nell'attesa, recuperate tutto il materiale disponibile e... ENJOY!
venerdì 13 maggio 2011
Scream 3 (2000)
Trama: sul set di Stab 3, l’ennesimo film tratto dai delitti di Woodsboro, cominciano a morire delle persone, e la cosa costringe la povera Sidney ad uscire dall’esilio forzato e ad affrontare un altro maniaco mascherato che vorrebbe attentare alla sua vita…
Scream 3 tocca davvero il punto più basso dell’intera saga: non c’è paura, non c’è suspance, non c’è ironia, non c’è neppure la curiosità di vedere colpo di scena finale con conseguente rivelazione dell’identità del killer, se proprio vogliamo essere sinceri. A tirare troppo la corda questa si strappa, e non basta introdurre la meraviglia tecnica del convertitore di voce, che questa volta è in grado persino di simulare le reali voci dei singoli personaggi, per fare un bel film. Scream 3 è una sorta di fiacco remake del secondo capitolo, che vorrebbe attirare lo spettatore con rivelazioni relative alla madre di Sidney, Maureen, insinuando addirittura il dubbio che il fantasma, questa volta, potrebbe essere vero e potrebbe addirittura essere lei; inoltre, la componente metacinematografica viene ulteriormente “caricata” perché, se in Scream 2 veniva introdotto il film Stab, questa volta il terzo capitolo viene ambientato proprio sul set di Stab 3, e le vittime sono proprio gli attori, che cadono come mosche seguendo l’ordine previsto dal copione.
Per quanto riguarda i punti di forza dei primi due capitoli di Scream, qui non ce n’è nemmeno uno. La scena iniziale è assurdamente fiacca e priva della tensione della storica introduzione del primo capitolo (anche se toglie di mezzo un personaggio inaspettato) e le morti che seguono non sono migliori, quasi tutte fuori campo o comunque molto sbrigative. Anche l’ironia che la faceva da padrone in Scream e Scream 2 qui viene condensata in qualche imbarazzante comparsata e battuta da avanspettacolo: la stessa presenza di Jay e Silent Bob (che peraltro adoro, non fraintendete…) è indice della tristezza a cui si sono ridotti Craven e gli sceneggiatori, ma il colpo più basso è probabilmente l’uso di un’icona sacra come Carrie Fisher per farle interpretare un’impiegatuccia che le somiglia e che “avrebbe dovuto essere la principessa Leila di Guerre Stellari, se solo quell’altra non le avesse soffiato il posto”. Ahah. Devo ridere? Mah. Certo, c’è da dire che tutti i difetti di Scream 3 sono quasi comprensibili, visto che in fondo il film è frutto di un ricatto. Infatti pare che Wes Craven sia stato praticamente costretto a girarlo per poter avere la possibilità di realizzare un film distante dalla sua usuale filmografia come La musica del cuore, un drammone musicale con Meryl Streep come protagonista. Comprensibile dunque il poco impegno, ma non per questo giustificabile. Speriamo che il quarto capitolo non sia ancora più brutto di questo.
Del regista Wes Craven (che compare anche qui in un cameo, stavolta nei panni di un visitatore degli studios), Neve Campbell, Courtney Cox e David Arquette ho già parlato qui, mentre il post su Liev Schreiber lo trovate qua. Di Lance Henricksen, che interpreta il produttore John Milton, invece, ho parlato qui.
Patrick Dempsey interpreta il detective Kincaid. La fama internazionale per questo attore è arrivata grazie alla serie Grey’s Anatomy, tuttavia aveva già partecipato prima a parecchi film, tra cui il geniale The Stuff – Il gelato che uccide e Virus letale, oltre che ad un episodio di Will & Grace. Originario del Maine, anche produttore e regista, ha 45 anni e un film in uscita.
Jenny McCarthy interpreta Kate. Ex modella e coniglietta di Playboy riciclatasi negli anni ’90 come attrice “comica” per programmi che passavano all’epoca su MTV come The Jenny McCarthy Show, ex fidanzata di Jim Carrey, tra i film a cui ha partecipato ricordo lo splendido Cosa fare a Denver quando sei morto e Scary Movie 3; ben di più le partecipazioni televisive, per serie come Baywatch, Quell’uragano di papà, Streghe, Perfetti… ma non troppo, Una pupa in libreria, My Name is Earl e Due uomini e mezzo. Americana, anche sceneggiatrice e produttrice, ha 39 anni.
Emily Mortimer interpreta Angelina Tyler. Attrice inglese, la ricordo per film come Spiriti nelle tenebre, Il Santo, Elizabeth, Notting Hill, Match Point, The Pink Panther – La pantera rosa, La pantera rosa 2 e Shutter Island, inoltre ha prestato la voce per il doppiaggio inglese de Il castello errante di Howl. Ha 40 anni e quattro film in uscita, tra cui l’Hugo Cabret di Scorsese e Cars 2.
Tra le guest star, oltre alla già citata Carrie Fisher, assieme alla premiata ditta Kevin Smith & Jason Mewes, ci sono anche il regista Roger Corman nei panni di un produttore ed Heather Matarazzo nei panni della sorella di Randy, Martha. Una marea di partecipazioni e una marea di finali: dopo miliardi di riscritture per evitare spoiler in rete, Craven ha girato anche una versione alternativa del finale, con l’unica differenza di Sydney che, prima di provare a colpire il killer, rimane per un po’ nascosta dietro a un mobile. Se siete arrivati a vedere Scream 3, probabilmente avrete visto anche i primi due episodi, in caso contrario cercateli, soprattutto il primo. Vi lascio con il trailer originale del film... ENJOY!!
martedì 15 giugno 2010
The Blues Brothers (1980)
Tempo d’estate, tempo di mondiali, tempo di finire Heroes e al cinema non passano nulla di decente nemmeno a mettersi a piangere quindi, come avete notato, le mie recensioni languono. Ciò non vuol dire che, nei ritagli di tempo, non mi veda dei film e che film! In questo post parlerò di un altro capolavoro, The Blues Brothers, girato da John Landis nel 1980.
La trama: Jake ed Elwood Blues sono due musicisti debosciati, il primo appena uscito di galera. Quando vengono a sapere che l’orfanotrofio cattolico dove sono cresciuti rischia di venire demolito perché le suore non hanno i soldi per pagare le tasse, insieme si impegnano a raccoglierli rimettendo insieme la vecchia band. Una “missione per conto di Dio” che li metterà nei casini con sbirri, neonazisti, cantanti country e un sacco di altre persone…
Come già per Animal House, un film simile non verrà mai più girato. Certo, si può cercare di avvicinarsi, ma qui siamo nel sacro terreno del cult. La storia è quella che è, un assurdo pretesto per consentire ad Aykroyd e Belushi di portare su grande schermo due loro personaggi consacrati nello show Saturday Night Live ma, ragazzi, di questi tempi chi riuscirebbe ad ottenere un simile risultato? Se si pensa a comici come Will Ferrell, Adam Sandler, Chris Rock e compagnia si arriva a livelli di pochezza spesso indecenti, filmetti che magari fanno ridere ma che sicuramente non possono diventare dei capisaldi della storia cinematografica. E invece The Blues Brothers c’è riuscito e ha fatto storia.
Non voglio entrare nel merito della critica cinematografica pura, quindi mi limiterò a dire perché The Blues Brothers piace un sacco a me. Beh, innanzitutto vogliamo parlare di quanto sono “cool” due persone conciate come Jake ed Elwood? La loro divisa ha fatto storia; nel film possono chiamarli beccamorti o simili, ma due personaggi che bucano lo schermo solo con la loro semplice e muta presenza non si trovano tutti i giorni. Lasciamo stare quando cantano, ne parlerò dopo. Basta solo citare le scene in cui vengono malmenati dalla suora, quando cercano di far più casino possibile al ristorante di lusso, quando Jake si toglie gli occhiali davanti alla sua ex promessa sposa solo per lanciarle una devastante occhiata da cucciolo (si noti che, per tutto il film, Elwood non si toglierà mai gli occhiali mentre Jake non si toglierà mai il cappello, fateci caso!), quando camminano con quell’aria costantemente indifferente e scazzata. Ok, li adoro. Così come adoro i personaggi di contorno, a partire dalla mitica suora “pinguina” con tanto di bacchetta da combattimento, per arrivare al reverendo interpretato da James Brown, ma mi fa impazzire anche il nazi che fa outing verso la fine del film e che si vede solo per un istante, per dire come ogni particolare di The Blues Brothers rimanga impresso.
Come ho detto, importantissima la musica, ovviamente, con pezzacci che hanno fatto (e continueranno a fare) storia. La Blues Brothers Band, composta da alcuni tra i migliori musicisti dell’epoca, è devastante, qualunque canzone suoni: la mia preferita, lo ammetto, rimane la sigla di Raw Hide, con Belushi che fa schioccare la frusta per deliziare una platea di bifolchi patiti della musica country in una delle scene più esilaranti della pellicola. Ma anche gli altri grandi cantanti presenti non stanno a guardare; personalmente più che alla vista di Ray Charles mi commuovo al sentire Cab Calloway cantare Minnie The Moocher al concerto, o la grande Aretha Franklin “mettere in guardia” il marito deciso ad andare coi due fratellini sulle note di Think, e ovviamente non si può dimenticare l’illuminazione divina che infonde James Brown al miscredente Jake facendo ballare tutti i fedeli presenti in chiesa. Così come non si può dimenticare che The Blues Brothers non si basa solo sui numeri musicali, ma c’è un numero incredibile di inseguimenti in macchina, uno più spettacolare (e, ammettiamolo, surreale ed impossibile) dell’altro. Normalmente non amo i film che ne fanno troppo uso, ma vedere le faccette di Jake ed Elwood mentre scappano e l’idiozia degli inseguitori che puntualmente vengono fregati mi fa sempre ridere, è qualcosa di universale e infantile come i cartoni di Tom e Jerry e della Warner. E forse è proprio la stessa cattiveria “innocente” e sovversiva che mi fa amare tanto questo film. Se, per assurdo, non l’avete mai visto dateci un’occhiata, ne vale davvero la pena!
Di John Landis e John Belushi, che interpreta Jake Blues, ho parlato nel post precedente. Anche John Candy, che qui interpreta Burton Mercer, è già stato protagonista del Bollalmanacco qui.
Dan Aykroyd interpreta Elwood Blues. L’attore canadese, che è anche sceneggiatore del film, era uno dei miei preferiti. Purtroppo, a differenza di Bill Murray che praticamente non sbaglia un film, il povero Dan è dagli anni ’90 che imbrocca una ciofeca dopo l’altra, dopo essere stato persino nominato all’Oscar come attore non protagonista per il dolcissimo A spasso con Daisy. Tra i suoi film segnalo 1941: Allarme a Hollywood, I vicini di casa, Una poltrona per due, Ai confini della realtà, Indiana Jones e il tempio maledetto, il meraviglioso Ghostbusters – Acchiappafantasmi, Ho sposato un’aliena, Ghostbusters II, Poliziotti a due zampe, il deprimentissimo e dolce Papà ho trovato un amico, Charlot, Il mio primo bacio, Casper, Due mariti per un matrimonio e l’orrenda bestemmia Blues Brothers – Il mito continua; ha partecipato a serie tv come Racconti di mezzanotte, La tata, Quell’uragano di papà, Soul Man – Casa & chiesa e La vita secondo Jim e ha inoltre prestato la voce ad uno dei personaggi del film Z la formica. L’attore ha 58 anni e tre film in uscita, tutti assai particolari: doppierà Yogi nel mix CG/live action di prossima uscita Yogi Bear, lo Spaventapasseri nell’ennesimo cartone 3D (ugh!!!) tratto da un must della letteratura infantile, Dorothy of Oz, e ovviamente lo attendo a braccia aperte nell’auspicato terzo episodio di Ghostbusters, che non vedo l’ora di vedere!
Carrie Fisher interpreta la misteriosa donna che vuol fare fuori i Blues Brothers. Quest’attrice vivrà per sempre nel ricordo di ogni appassionato di fantascienza per aver prestato il volto alla principessa Leia Organa della prima (e unicamente degna, secondo me..) trilogia di Guerre Stellari. Tra gli altri suoi film ricordo Harry ti presento Sally, Hook – Capitan Uncino, Austin Powers, Scream 3, Heartbreakers – Vizio di famiglia, Jay & Silent Bob… Fermate Hollywood! e Charlie’s Angels: Più che mai; per la tv ha lavorato in Frasier, Smallville, Weeds e come doppiatrice per Robot Chicken: Star Wars Episode II e parecchi episodi de I Griffin. Americana, ha 54 anni.
Sterminate le guest star, in campo musicale soprattutto, ma anche cinematografico: tra i cantanti che partecipano al film figura gente del calibro di James Brown, Aretha Franklin, Cab Calloway e Ray Charles, tra i registi che interpretano piccoli ruoli minori ci sono Frank Oz, Steven Spielberg e lo stesso John Landis; in aggiunta ci sono l’allora famosissima modella Twiggy (la ragazza che rimedia un improbabile quanto rozzo appuntamento da Elwood solo per essere lasciata lì ad aspettarlo inutilmente per ore..), il comico Paul “Pee – Wee Herman” Reubens e nientemeno che Mr. T quando ancora non era famoso. Del film è stato fatto un orrendo seguito, Blues Brothers – Il mito continua; praticamente un delitto consumato in famiglia dato che il regista è sempre John Landis e l’interprete principale sempre Dan Aykroyd, che cerca di sopperire alla mancanza di Belushi infilandoci ben tre nuovi Blues Brothers che non valgono nemmeno la metà del vecchio Jake Blues, nonostante uno sia un pezzo grosso come John Goodman. Il mio consiglio è quello di evitarlo come la peste e di buttarsi nella visione di qualcosa di attinente ma più degno, come I Love Radio Rock, di cui trovate la recensione qui. Vi lascio ora con il mio pezzo preferito... Raw Hide!! ENJOY!