Visualizzazione post con etichetta dan trachtenberg. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dan trachtenberg. Mostra tutti i post

venerdì 26 agosto 2022

Prey (2022)

Piano piano sto recuperando tutto ciò che di interessante e "horror" è uscito in streaming ad Agosto e oggi tocca a Prey, diretto e co-sceneggiato dal regista Dan Trachtenberg, disponibile su Disney +.


Trama: All'inizio del diciottesimo secolo, in un territorio popolato da indiani Comanche, atterra un Predator e la giovane Naru, desiderosa di diventare una vera cacciatrice, si ritrova a dovere combattere una strenua battaglia per la sopravvivenza...


Il giorno stesso dell'uscita, di Prey avevano già parlato tutti, chi inneggiando al capolavoro e chi alla becera schifezza. Io nel frattempo ero a godermi il fresco in montagna, quindi mi sono portata a casa il clima positivo nella capoccetta e mi sono presa il tempo di guardare Prey con la mia solita velocità da bradipo, ritrovandomi essenzialmente nel mezzo. Se cercate confronti con gli episodi precedenti della saga di Predator guardate pure altrove, ché a casa Bolla il film di John McTiernan è un cult ma non perché è stato visto e rivisto, au contraire: da piccola non avevo il coraggio di guardarlo e, quando mi sono fatta crescere un paio di palle, l'ho visto giusto un paio di volte, apprezzandolo come merita ma senza rimanere col desiderio di ammazzarmi di ulteriori visioni, quanto agli altri capitoli della saga ho concesso loro solo uno sguardo. Lo stesso capiterà di sicuro a Prey, prequel della saga ambientato nelle praterie popolate da Comanche ed invasori francesi, dove la protagonista Naru ambisce a diventare una cacciatrice nonostante il suo retaggio da guaritrice e si ritrova a mordere un osso ben più grosso del previsto quando un Predator atterra nelle foreste. Il titolo, abbastanza rivelatorio, sposta il fulcro della trama dal mistero dell'alieno, di cui ormai noi spettatori sappiamo praticamente tutto, al racconto di formazione attraverso cui Naru si libera dell'etichetta di "preda", di femmina debole alla quale non dev'essere permesso toccare le armi, e ironicamente sottolinea come anche chi si ritiene invincibile e potente (animali feroci o uomini, comanche o francesi, persino Predator) deve sempre fare i conti col rischio di diventare a sua volta la preda di qualcuno, soprattutto quando si tende a sottovalutare l'intelligenza e la capacità di adattamento a favore della mera forza bruta e dell'istinto.  


Nulla di particolarmente nuovo sotto il sole, sia per quanto riguarda la svolta "femminista" della trama, sia per quanto riguarda l'efferatezza di un Predator che prima studia ed affronta gli animali feroci, poi si rende conto che nessuno è feroce e arrogante come l'uomo, il che regala allo spettatore delle belle mattanze tramite armi aliene improprie ma assai efficaci. Prey scorre bene dall'inizio alla fine, si lascia guardare volentieri e non manca di tenere desta l'attenzione dello spettatore non solo tramite la natura sempre infida e mortale di Predator, ma anche grazie all'indubbio carisma della protagonista, Amber Midthunder; discendente della tribù Assiniboine e già esperta in ruoli da dura guerriera (in Legion era strepitosa e non smetterò mai di consigliarvi di guardare una delle serie di supereroi più originale e interessante di sempre), la fanciulla è praticamente perfetta per il ruolo di Naru, soprattutto grazie allo sguardo testardo e intelligente che caratterizza il personaggio. Gli altri membri del cast non sono indimenticabili allo stesso modo, salvo il delizioso cane Sarii che ruba spesso la scena a chi ha la (s)fortuna di dividerla con lui, e in generale la produzione si assesta su quel livello medio-alto tipico delle produzioni pensate per lo streaming "serio" che non riescono mai a diventare qualcosa di più di una film piacevole con cui passare una serata, neppure a livello di regia o fotografia, nonostante le coinvolgenti scene d'azione mi siano piaciute parecchio. Poiché un easter egg e i titoli di coda suggeriscono che potrebbero esserci ulteriori capitoli della saga, spero solo che il livello continui ad essere questo e non diminuisca e, soprattutto, che non si debba cominciare a studiare per godere di un film su Predator, come succede ogni volta che esce un cinecomic targato Marvel!


Del regista e co-sceneggiatore Dan Trachtenberg ho già parlato QUI.

Amber Midthunder interpreta Naru. Adorabile Kerry della serie Legion, ha partecipato a film come Hell or High Water e altre serie come. Americana, anche regista, sceneggiatrice e produttrice, ha 26 anni. 


Ovviamente Prey è un prequel che può essere visto da solo ma vi consiglierei il recupero almeno di Predator e Predator 2, poi se l'argomento vi attira aggiungete Predators e The Predator. ENJOY!


domenica 1 maggio 2016

10 Cloverfield Lane (2016)

In questi giorni è uscito in Italia 10 Cloverfield Lane, apparentemente sequel dell'acclamato Cloverfield e diretto dal regista Dan Trachtenberg.


Trama: dopo un incidente, la giovane Michelle si ritrova chiusa in un bunker di proprietà del corpulento Howard. L'uomo, convinto che il mondo esterno sia stato devastato da una catastrofe nucleare, è ben deciso a non fare uscire né lei né l'altro prigioniero del rifugio, Emmett...


Come al solito quando mi capita di vedere i film, soprattutto quando si parla di opere molto recenti, non sto a documentarmi molto in merito, non solo per evitare spoiler ma anche per non copiare involontariamente il pensiero di qualche recensore degno di tale nome. E' per questo motivo che la visione di 10 Cloverfield Lane mi ha lasciata abbastanza perplessa. Sinceramente, mi aspettavo infatti di trovarmi davanti un film "di mostri" solo parzialmente ambientato in un bunker mentre la pellicola di Dan Trachtenberg è un thriller claustrofobico dove ciò che succede all'esterno conta fino ad un certo punto. Volete la verità? In pratica 10 Cloverfield Lane è la brutta copia di The Divide, con molti meno personaggi, tra l'altro ben poco interessanti, e, peggio ancora, molta meno follia; l'ora e mezza di durata pesa come un macigno tra dialoghi di una banalità sconcertante, silenzi protratti, ambienti sempre uguali e qualche imprevisto a spezzare la precaria routine dei tre ospiti del bunker. Cloverfield era interessante e si differenziava dalla miriade di found footage realizzati fino a quel momento perché aveva il coraggio di non mostrare praticamente nulla e di forzare lo spettatore ad immaginare, coinvolgendolo in un crescendo di tensione che deflagrava in un finale cattivissimo, mentre 10 Cloverfield Lane si rifugia nella sicurezza del "già visto", mettendo in piedi una storia fatta di psicosi da operetta, sindromi di stoccolma e qualche riferimento al film di Matt Reeves (riferimenti che, se non conoscete la pellicola a menadito o se non l'avete vista giusto qualche giorno fa, sicuramente non riuscirete a cogliere, un po' com'è successo a me) gettati lì a mo' di contentino. Anche in questo caso il finale è abbastanza interessante, o per meglio dire furbo, tuttavia è un po' poco per salvare una pellicola assolutamente non necessaria.


Ora, voi direte: cavolo, c'è John Goodman. E normalmente io vi risponderei: avete ragione, l'adorato ciccionetto salva la baracca. Magari. Purtroppo anche Goodman, di solito poco meno che eccelso, stenta a far decollare un personaggio che si affossa ad ogni minuto che passa, trincerandosi dietro silenzi minacciosi oppure profondendosi in imbarazzanti siparietti atti a sbattere in faccia allo spettatore, se fosse così scemo da non averlo capito dopo le prime sequenze, che "qualcosa non va!11!1111!!!". Un po' meglio la Winstead, eroina cazzutissima con l'interessante hobby della sartoria, probabilmente l'unico motivo di interesse che un uomo potrebbe trovare guardando 10 Cloverfield Lane, ma purtroppo alla protagonista è stata affiancata una spalla di rara mollezza, un personaggio che sarebbe andato bene giusto in un film di Kevin Smith ambientato negli anni '90, magari per essere preso a ceffoni da Jay e Silent Bob. Non c'è empatia verso i protagonisti, non c'è l'ansia nel sapere quale sarà il loro destino e, quel che è peggio, nelle poche scene che dovrebbero effettivamente uccidere lo spettatore con un senso soverchiante di claustrofobia non c'è nemmeno quello. Il finale probabilmente ha consumato l'intero budget messo a disposizione dei realizzatori ma, dopo tutto ciò che è stato mostrato prima, pare davvero attaccato con la colla, giusto per svegliare un pubblico ormai addormentato dalla camurrìa. A costo di essere ripetitiva, torno a pensare a The Divide e alle splendide immagini che accompagnavano la letterale rinascita della protagonista, in un afflato di poesia e personalità di cui, ahimé, questo 10 Cloverfield Lane è dolorosamente privo.


Di John Goodman (Howard), Mary Elizabeth Winstead (Michelle) e Bradley Cooper (la voce di Ben) ho già parlato ai rispettivi link.

Dan Trachtenberg è il regista della pellicola, al suo primo lungometraggio. Americano, anche sceneggiatore e attore, ha 35 anni.


John Gallagher Jr. interpreta Emmett. Americano, ha partecipato a film come Margaret e Hush. Ha 32 anni e un film in uscita.


10 Cloverfield Lane, nato come una sceneggiatura completamente indipendente, è, a detta del produttore J.J. Abrams, un "consanguineo" di Cloverfield, al quale è collegato da un sacco di riferimenti, tuttavia non è un prequel né un sequel, quindi non è necessario guardare il film di Matt Reeves per capirlo o apprezzarlo; se comunque 10 Cloverfield Lane vi fosse piaciuto recuperatelo (anche perché pare non sia finita qui...) e aggiungete Misery non deve morire e The Divide. ENJOY!

Se vuoi condividere l'articolo