Visualizzazione post con etichetta dream house. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dream house. Mostra tutti i post

mercoledì 8 agosto 2012

Dream House (2011)

L'estate si sta avviando verso la fine, e nell'attesa che arrivino filmoni un po' più importanti, le sale continuano a proporci riempitivi più o meno validi. Ieri sera, per esempio, sono andata a vedere il thriller Dream House, diretto nel 2011 dal regista Jim Sheridan.


Trama: Will Atenton è uno scrittore che decide di trasferirsi con la famiglia in una casetta in campagna. La vita scorre lieta, almeno finché l'uomo non scopre che l'amena dimora era stata teatro, anni prima, di una terribile strage...


Sono sincera, mi aspettavo il peggio del peggio da questo Dream House, invece nonostante tutto è un film che si lascia tranquillamente guardare. La trama è sicuramente di una banalità sconcertante, nonostante il doppio twist che sorprende lo spettatore a metà pellicola e sul finale, e sicuramente il film non si distingue per eccessiva complicatezza o ardite scelte registiche, né per la particolare bravura degli attori, ma nonostante tutto Dream House intrattiene per tutta la sua durata e riesce a catturare all'amo lo spettatore con la solita, semplicissima domanda: "cos'è davvero successo in quella casa?". Le risposte arriveranno, con un po' di pazienza e qualche scena "da Mulino Bianco" che rallenta la prima parte della pellicola, ma dalla seconda parte in poi il ritmo accelera e le domande si moltiplicano, così come vengono risolte alcune apparenti incongruenze che mi avevano fatto storcere il naso e lanciare strali contro lo sceneggiatore (la fretta, in questo caso, è cattiva consigliera!). Il risultato finale, almeno per quanto riguarda la trama, non è male ed è risolutivo, a tratti anche commovente, ma sicuramente Dream House vince per la motivazione scatenante più idiota sulla faccia della terra, un misunderstanding talmente grossolano che verrebbe voglia di prendere a badilate in faccia tutti i coinvolti.


Passando all'aspetto tecnico, sarebbe bene segnalare che il regista si è praticamente visto strappare dalle mani il film dai produttori, che lo hanno rimontato in base ai propri gusti, costringendo praticamente Sheridan e gli attori a disconoscere la pellicola. Ciò detto, nonostante Dream House sia una ghost story non ci sono praticamente effetti speciali, il che non è un male in questo caso. Le scenografie mi sono piaciute molto, soprattutto per quel che riguarda la casa del titolo, che riesce ad essere contemporaneamente calda, accogliente (vedi gli infantili ma graziosi fiori che Libby disegna sui muri) e labirintica e misteriosa (il sotterraneo dove Craig trova i mocciosi intenti a celebrare i loro rituali mi ha sconcertata lì per lì!). Gli attori, secondo me, non danno proprio il loro meglio, sebbene Craig e la Weisz si siano conosciuti e innamorati proprio sul set. La migliore tra tutti è sicuramente Rachel Weisz, nei panni di una moglie e madre la cui vita perfetta viene travolta da eventi inspiegabili e sempre più tragici, costretta a prendere consapevolezza di una realtà che sarebbe meglio ignorare; Naomi Watts, l'altra presenza femminile della pellicola, è purtroppo costretta in uno dei ruoli peggiori della sua carriera, poco meno che insignificante, mentre Daniel Craig è bravino, soprattutto quando il personaggio arriva finalmente a scoprire l'atroce verità legata agli omicidi, ma quell'espressione perennemente imbroncettata e una vaga mollezza me lo rendono un po' inviso. Infine, per quanto riguarda la presenza di ottimi caratteristi come Elias Koteas e Marton Csokas, come al solito mi spiace vederli sprecati in ruoli che non ne esaltano le qualità. Riassumendo, quindi, Dream House è un thriller soprannaturale che non stupisce né esalta, ma è comunque un valido intrattenimento ed è sicuramente ben realizzato. Se amate le ghost story un po' particolari come me non dovreste rimanerne delusi, ma se cercate emozioni forti evitate pure.


Di Daniel Craig (Will Atenton), Naomi Watts (Ann Patterson), Rachel Weisz (Libby), Elias Koteas (Boyce) e Marton Csokas (Jack Patterson) ho già parlato nei rispettivi link. 

Jim Sheridan è il regista della pellicola. Irlandese, ha diretto film "storici" come Il mio piede sinistro e Nel nome del padre. Anche produttore, sceneggiatore e attore, ha 63 anni e tre film in uscita.


Jane Alexander (vero nome Jane Quigley) interpreta la dottoressa Greeley. Americana, ha partecipato a film come Tutti gli uomini del presidente, Kramer contro Kramer, Le regole della casa del sidro, The Ring, Il mai nato e Terminator Salvation. Anche produttrice, ha 63 anni e un film in uscita.


Le due splendide bimbe protagoniste del film, Taylor e Claire Geare, avevano già interpretato la figlia di Leonardo di Caprio (in età diverse, ovviamente) nel bellissimo Inception, mentre Rachel G. Fox, che in Dream House interpreta la figlia di Naomi Watts, aveva già partecipato alla serie Desperate Housewives come figliastra di Lynette. Se il film vi fosse piaciuto, consiglio la visione di Shutter Island, Il sesto senso, Secret Window, The Others o Number 23. ENJOY!


venerdì 3 agosto 2012

WE, Bolla! del 3/08/2012

Altro venerdì atipico di un’estate atipica, almeno per me. Sia che siate già in ferie o che ci dobbiate ancora andare, spero che troviate il tempo per dare un’occhiata al solito sproloquio weekendiano della Bolla… ENJOY!

Dream House
Reazione a caldo: Oooh, questo ce piace!!!
Bolla, rifletti!: ma sì, basta che sia horror, anche se avrebbero potuto far uscire Mientres duermes, come è successo in tutta Italia già la settimana scorsa. Questo Dream House è per me un po’ un’incognita, non mi è ancora capitato di vedere trailer al riguardo e, diciamolo, Daniel Craig e Naomi Watts non mi fanno proprio impazzire. Temo inoltre una trama abusata e un po’ scontata (d’altronde, parliamo della solita casa infestata dove tempo prima era avvenuto un feroce delitto…), ma credo che come film estivo andrà benissimo.

Cena tra amici
Reazione a caldo: Biih che camurrìa
Bolla, rifletti!: no, basta DI commedie francesi!! Con tutti i film che potevate mettere, ma proprio questa cosetta? A occhio e croce mi sembrerebbe una sorta di Carnage (con ovvissimi limiti…) scatenato non da una rissa tra bambini ma addirittura dalla scelta di un nome scomodo come Adolf, non a caso il titolo originale è Le prénom, ma figurati se i distributori italiani andavano a chiamare un film “Il nome”. Detto questo, mi sa tanto che la Cena tra amici rimarrà dov’è o, al limite, ne organizzerò una io, magari in qualche sagra!

Ad agosto il cinema d’élite è chiuso, quindi per questo mese nulla… aspetto di vedere cosa regalerà la piccola e vivace saletta a settembre!

Se vuoi condividere l'articolo