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venerdì 20 marzo 2026

2026 Horror Challenge: Alligator (1980)


Il tema della Horror Challenge della settimana era "rip-off de Lo Squalo". La scelta è caduta su Alligator, diretto nel 1980 dal regista Lewis Teague.

Trama

Un cucciolo di alligatore viene gettato nelle fogne e, a causa dell'inquinamento scellerato di un laboratorio di ricerca, dopo qualche anno diventa un mostro gigante che comincia a fare scempio di esseri umani...

RECENSIONE

Aiuto. Tra Oscar e post più impellenti è passato un bel po' dalla visione di Alligator, speriamo di riuscire a portare a casa qualcosa di sensato. Allora, intanto Alligator era un film che, a meno di non essere incappata in un Effetto Mandela, veniva programmato spesso nelle TV italiane e, chissà, forse lo avevo anche già visto. Oppure, il fatto che io trovassi il tutto decisamente familiare potrebbe derivare in primis dalla struttura del film, assai simile a quella de Lo squalo o di Piranha, giusto per citarne un paio, oppure dalla leggenda metropolitana degli alligatori nelle fogne. Sia come sia, credevo che il film di Lewis Teague fosse una ciofeca, invece è un dignitoso prodotto di genere, nei limiti del budget e dell'epoca in cui è stato girato. Alligator è un eco-horror che, in primis, critica le politiche spregiudicate dei laboratori di ricerca, i quali alimentano ciò che vorrebbero cercare di combattere; in questo caso, si parla di steroidi per aumentare la dimensione degli animali da macello, che però generano inquinamento e morte, oltre ad essere portati avanti con metodi barbari e disgustosi. Oserei dire che è un alligatore che si morde la coda e, a tal proposito, mi è sembrato anche che ci fosse una critica all'inquietante usanza tutta americana di acquistare cuccioli di alligatore a mo' di souvenir, assai in voga un tempo ma ora, per fortuna, vietata. Anche perché che te ne fai di un alligatore, una volta raggiunta la dimensione anche solo di un cane, a rischio che ti sbrani? E' quello che devono aver pensato i genitori della piccola Robin, che in tempo zero glielo buttano nel gabinetto e tirano lo sciacquone. Purtroppo per gli altri cittadini, dopo qualche tempo il cucciolo, pompato dagli steroidi scaricati nelle fogne, non solo sopravvive, ma diventa un mostro grande quanto una Cadillac, il quale comincia a fare scempio di quanti siano abbastanza sconsiderati da avvicinarsi alla sua tana. A capo delle indagini viene messo David Madison, detective della omicidi  guardato con sospetto dai colleghi da quando il suo compagno di pattuglia era stato ucciso senza che lui potesse impedirlo. La nomea di visionario esaurito fa sì che, nel momento in cui David sopravvive a stento all'attacco dell'alligatore, nessuno gli creda, e ciò lo costringe ad allearsi con un'esperta di rettili per mettere fine alla minaccia zannuta, prima che il bodycount delle vittime salga sempre di più.

Come vedete, la trama del film ricalca quasi pedissequamente quella de Lo squalo, e molte delle inquadrature clou, per non parlare di alcuni stralci di colonna sonora, sono omaggi dichiarati all'opera di Spielberg. Alligator si distingue però da altri emuli per un umorismo abbastanza sopra le righe e un paio di protagonisti dotati di una personalità spiccata, in primis David Madison, interpretato da un Robert Forster ancora giovane ma già avviato verso un progressivo diradarsi della capigliatura, come sottolineato da dialoghi impietosi. Rozzo e spiccio, Madison non è un personaggio particolarmente gradevole, ma in qualche modo riesce a conquistare sia la bella di turno che il prestigio perduto, anche in virtù della demenza rara degli altri maschi alfa che gli vengono messi accanto (uno su tutti il "cacciatore bianco", beone e porco). A tal proposito, diciamo che le vittime dell'alligatore sono peggio del povero mostrone, il quale è abbastanza corretto da non divorare mai chi non se lo merita davvero e, a un certo punto, si imbarca in un godereccio "eat the rich" che non può non incontrare il plauso dello spettatore. Detto mostrone, e gli attacchi di cui si rende protagonista, purtroppo non sono proprio eccelsi. L'animatronic battezzato "Ramon" si rompeva spesso, quindi Lewis Teague è stato costretto ad ovviare riprendendolo da fermo, girandoci attorno, oppure (e purtroppo ormai sono sequenze che saltano all'occhio), utilizzando un alligatore di taglia normale lanciato su set in miniatura. Lungi dal considerarlo un difetto insormontabile, ormai mi ritrovo in quell'età per cui l'ingegno artigianale è uno degli aspetti più interessanti di un'opera, in grado di rendere dignitoso anche un b-movie dichiarato come questo, per cui devo dire che mi sono molto divertita guardando Alligator e non posso che consigliarlo, se vi piace il genere e non lo avete mai visto.

CAST

Del regista Lewis Teague ho già parlato QUI mentre Robert Forster, che interpreta David Madison, lo trovate QUA.

CURIOSITà

Sue Lyon, la Lolita di Kubrick, compare nei panni della giornalista bionda, in quello che sarebbe stato il suo ultimo film prima del ritiro dalle scene. La regia di Alligator era stata offerta a Joe Dante, che però ha rifiutato, forse perché Piranha, da lui realizzato solo due anni prima, era molto simile; a tal proposito, se Alligator vi fosse piaciuto, vi consiglio il recupero di Piranha e Lo squalo, tenendo presente che esiste anche un seguito del film, Alligator II: The Mutation, che però non ho mai visto. ENJOY!

martedì 20 agosto 2013

Cujo (1983)

Basta con le classifiche e le recensioni sdolcinate, ri-buttiamoci sull'horror vintaggio che piace tanto a noi non-giovani e parliamo di Cujo, diretto nel 1983 dal regista Lewis Teague e tratto da quell'omonimo romanzo che il re King scrisse nel 1981.

Trama: una madre e suo figlio rimangono bloccati in macchina e braccati dal san bernardo Cujo, malato di rabbia e trasformato in un'implacabile e folle assassino.


Mentre guardavo Cujo pensavo a due cose in particolare. Una era il film Penny Dreadful, un'incredibile palla dove una ragazzetta rimane bloccata in macchina a causa di un maniaco che vuole farla fuori, un'ora e mezza di noia e non ho detto gioia. L'altra era la camurriosissima serie Under The Dome, che prende uno dei romanzi migliori di King e, puntata dopo puntata, ne seleziona le cose più noiose ed inverosimili e le scodella al pubblico, buttando nel cestino qualsiasi elemento che potrebbe invece renderla più interessante. Nel 1983 il regista Lewis Teague e gli sceneggiatori Don Carlos Dunaway e Lauren Currier riuscivano invece a trarre una pellicola assolutamente dignitosa da una delle opere più angoscianti e crudeli di King mantenendone praticamente intatto lo spirito, lasciando lo spettatore con il cuore in gola a più riprese e usando in tutto due dollari e pochi effetti speciali. Poi dicono che i tempi cambiano in meglio, eh. Per carità, non voglio con questo dire che Cujo sia IL film horror per eccellenza, né la miglior trasposizione Kinghiana del mondo, però fa la sua porchissima figura nonostante siano passati 30 anni dalla sua realizzazione... e nonostante lo abbia visto in questi giorni per la prima volta!!


Non rileggo Cujo ormai da qualche anno ma mi ha fatto molto piacere che il film non si concentrasse esclusivamente sul cane del titolo ma mantenesse il parallelo tra mostri di fantasia e mostri reali senza sforare nel sovrannaturale come succedeva in parte nel romanzo. La terribile e realistica crudeltà di Cujo risiede interamente nella figura del piccolo Tad (interpretato magistralmente da un pargolo in grado di far accapponare la pelle per quanto urla e piange in maniera realistica.. secondo me il cane gli faceva davvero paura, poverino) e nei suoi normalissimi terrori infantili, come il mostro sotto il letto o il ba-bau nell'armadio. Per un bambino anche il percorso al buio dalla porta della camera al lettino è una traversata immane e zeppa di pericoli ed è bellissima la sequenza girata al ralenti dove tutto ciò che circonda Tad sembra essere grande e minaccioso. I genitori possono "ingannare" i piccoli, creare delle parole magiche per cacciare i mostri, ma cosa succede quando poi questi ultimi escono dall'armadio e minacciano fisicamente le vite dei bambini? Il senso d'impotenza di una madre indifesa viene reso perfettamente dal viso stravolto della bravissima Dee Wallace, fisicamente impossibilitata a tenere testa ad un enorme e sanguinario San Bernardo che, trasfigurato quasi in un terribile demone guardiano, impedisce a lei e al figlio di respirare aria fresca, bere, dormire, condannandoli così ad una lenta e terribile agonia.


Come il romanzo, anche il film costruisce il senso di terrore a poco a poco, preparando lo spettatore alle inevitabili sequenze clou scavando nella psicologia dei personaggi (i Cambers madre e figlio che scappano dal LORO ba-bau, il freddo e dispotico meccanico, Donna che "condanna" il figlio anche a causa delle sue scappatelle...) e trasformando il docile Cujo da San Bernando giocherellone a incubo a quattro zampe sporco, insanguinato, malato e pazzo, mentre i colori della fotografia si fanno sempre più virati su rosso, giallo e marrone a mano a mano che la macchina in cui sono rinchiusi Donna e Tad diventa prima fornace poi bara. E se anche il finale della pellicola è diverso da quello del romanzo (ma quanto diverso? A noi spettatori non è dato sapere precisamente quale sarà il destino di madre e figlio...) non importa, perché l'importante è che lo spirito del Cujo kinghiano non sia andato perduto e che lo spettatore possa soffrire e tornare a sentirsi un piccolo bimbo alle prese con mostri più grandi di lui. Per le calde sere estive e per tutti gli amanti di King, questo è un film perfetto.


Di Dee Wallace (Donna Trenton) e Ed Lauter (Joe Camber) ho già parlato ai rispettivi link.

Lewis Teague è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come L'occhio del gatto, Il gioiello del Nilo, Hazzard vent'anni dopo ed episodi della serie Nash Bridges. Anche attore, sceneggiatore e produttore, ha 75 anni.


Christopher Stone interpreta Steve Kemp. Marito di Dee Wallace, ha partecipato a film come L'ululato e a serie come Hunter, Wonder Woman, La donna bionica, Chips, Hazzard, Dallas, A-Team, MacGyver, La signora in giallo e Lassie. Anche regista, è morto nel 1995 all'età di 53 anni.


Se il film vi fosse piaciuto, oltre a consigliarvi caldamente la lettura di Cujo, vi direi di recuperare un paio di pellicole "a tema" come Il cane infernale e Il migliore amico dell'uomo (che ricordo da qualche Notte Horror anni '90) oppure Monkey Shines - Esperimento nel terrore e Christine - La macchina infernale. ENJOY!!


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