Oh, finalmente. Dopo tantissimo tempo sono riuscita a rivedere quello che per me (non me ne voglia l'aMMoro) è il film meno riuscito di
Quentin Tarantino, ovvero
Jackie Brown, da lui diretto nel 1997. Laddove "meno riuscito" significa comunque capolavoro assoluto...
Trama:
Jackie Brown lavora come hostess per una piccola compagnia aerea. Attraverso il suo lavoro, introduce illegalmente in America il denaro del trafficante d'armi Ordell finché, un giorno, viene fermata da due agenti del dipartimento anti-frode che, assieme al denaro, trovano anche della droga nella sua borsa. Per rimanere fuori di prigione e assicurarsi un ricco futuro, alla povera Jackie non resta che mettere in piedi un pericolosissimo triplo gioco...
Togliamoci il dente, via. Il motivo per cui non ritengo
Jackie Brown all'altezza degli altri film di
Quentin va ricercato semplicemente nel fatto che la sceneggiatura è tratta dal romanzo
Rum Punch di
Elmore Leonard e ciò ha limitato parecchio l'inventiva del regista e anche la naturalezza dei suoi dialoghi assurdi, come se tra il canovaccio di base e il fiume di parole messo in bocca ai protagonisti ci fosse un baratro incolmabile, una fastidiosa scollatura. Se i dialoghi tra Jackie e Max, delle amare e spesso realistiche riflessioni sul tempo che passa, l'inevitabile incombere della vecchiaia e il terrore verso un futuro incerto, risultano molto dolci e particolarmente adatti all'atmosfera "vintage" che si respira per tutto il film, il personaggio di Ordell risulta invece incredibilmente fastidioso, fanfarone e portatore sano di aria fritta, un soffiablabla salvato solo dall'incredibile abilità con cui
Samuel L. Jackson riesce a freddare lo spettatore con un unico sguardo capace di trasformarlo da belinone a pericoloso e temibile killer. Ad affossare ulteriormente questi momenti di eccessiva logorrea, inoltre, concorre un
De Niro particolarmente svogliato e stranamente inadatto al ruolo di laconica "spalla", costretto in un ruolo da mollo che non gli si confà, forse l'unico errore nella carriera di un mago del casting come il mio dolce aMMore
Quentin. Al quale chiedo venia, andandomi subito ad amputare le mani per aver scritto queste cose così orribili su una sua Opera: continuare a redigere il post con i gomiti sarà un problema ma me lo sono meritata, quindi procediamo.
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| Due problemi. Mannaggiavvoi. |
Tolti gli insignificanti (e sottolineo insignificanti) difetti di cui sopra,
Jackie Brown si conferma una pellicola di tutto rispetto, una strana storia di crimine e amore (tanto, tanto aMMore!!) uscita dritta dritta dal cuoricino di
Quentin che, a partire da questo film, comincia a spingere ulteriormente l'accelleratore sulla sua natura di "pescatore" di stili, generi e star di nicchia o relegati al limbo della serie B, aprendo la strada a capolavori maturi come
Kill Bill, Inglorious Basterds o
Django Unchained. L'intera pellicola, infatti, è un omaggio spudorato alla
Blacksploitation e alla sua musa
Pam Grier, che il regista riesce a rendere bella e fiera come una Dea in qualsiasi momento, che sia in vestaglia o che sia tiratissima in uno splendido tailleur; se non ci credete, pensate solo che la Jackie del romanzo di
Elmore Leonard (peraltro, primo e unico libro rubato da un giovanissimo
Quentin) è bianca, non afroamericana. A rendere ancora più
seventies e
black la pellicola ci pensa l'ennesima, splendida colonna sonora scelta per l'occasione dal regista, che spazia tra il soul e il funk regalando perle come la bellissima e fondamentale
Didn't I (Blow Your Mind This Time) dei
Deftonics o
Long Time Woman, cantata dalla stessa
Pam Grier nel film
Sesso in gabbia; a tal proposito, è sempre meraviglioso vedere come
Quentin giochi tantissimo con la natura stessa del film, creando degli
inside joke che possono essere colti solo dopo mille mila visioni (per esempio, non avevo notato la prima volta che, quando Max esce dal cinema, la musica che lo accompagna durante l'uscita è la stessa che si sente nei titoli di coda di
Jackie Brown) e che rendono ancora più preziosa ogni sua pellicola, compresa
Jackie Brown. Che, per inciso, nonostante sia ambientata a Los Angeles, grazie a quegli stilosissimi baschi Kangol indossati da Jackie e Ordell, profumerà sempre di New York per me.
Del regista e sceneggiatore
Quentin Tarantino (di cui peraltro si sente la vocetta in una scena con la segreteria telefonica) ho già parlato qui.
Pam Grier (Jackie Brown),
Samuel L. Jackson (Ordell Robbie),
Michael Keaton (Ray Nicolette, ruolo ripreso dritto da
Out of Sight),
Robert De Niro (Louis Gara),
Michael Bowen (Mark Dargus),
Chris Tucker (Beaumont Livingston) e
Sid Haig (il giudice) li trovate invece ai rispettivi link.
Robert Forster (che ha giustamente ricevuto una nomination all'
Oscar come miglior attore non protagonista) interpreta Max Cherry. Americano, ha partecipato a film come
Psycho, Io, me & Irene, Mulholland Drive, Charlie’s Angels – Più che mai e a serie come
Magnum P.I., La signora in giallo, Walker Texas Ranger, Numb3rs, Desperate Housewives, Heroes, CSI: NY e
Breaking Bad; inoltre, ha doppiato un episodio de
I Simpson. Anche produttore e regista, ha 72 anni e sei film in uscita.
Bridget Fonda (vero nome Bridget Jane Fonda) interpreta Melanie Ralston. Americana, figlia di
Peter Fonda, ha partecipato a film come
Easy Rider, Frankenstein oltre le frontiere del tempo, Il padrino – Parte III, L’armata delle tenebre, Piccolo Buddha, Può succedere anche a te e
Soldi sporchi, inoltre ha lavorato come doppiatrice in Balto. Ha 49 anni.
Nel film compare di sfuggita anche
Mira Sorvino, all'epoca fidanzata di
Quentin, nella scena del processo a Jackie; inoltre, l'attrice viene ringraziata nei credits e citata come "Figlia di Bert D'Angelo" (Bert D'Angelo era un detective interpretato da
Paul Sorvino, padre di Mira, in una serie televisiva). Come accade spesso e volentieri con ogni film di
Quentin, prima della realizzazione definitiva di
Jackie Brown si sono susseguiti rumors, proposte e defezioni per quel che riguarda il cast. Per esempio,
Sylvester Stallone voleva il ruolo di Louis,
John Travolta sarebbe stato la prima scelta per interpretare Ray Nicolette, mentre tra i nomi scelti da
Tarantino per il ruolo di Max Cherry c'erano
Paul Newman, Gene Hackman, John Saxon e, appunto,
Robert Forster (che aveva già partecipato all'audizione per il Joe Cabot de
Le Iene), che alla fine ha avuto la parte nonostante la volesse anche
De Niro. Se
Jackie Brown vi fosse piaciuto, infine, guardatevi pure
Pulp Fiction e
Killing Zoe. ENJOY!