Torna, inaspettatamente presto, il
Bollalmanacco On Demand. Oggi accontento il cugino Mauro che, giustamente, stufo di vedermi recensire horror maffi mi ha proposto di guardare il cult
The Wicker Man, diretto nel 1973 dal regista
Robin Hardy. Il prossimo film su richiesta sarà invece
Invito a cena con delitto. ENJOY!
Trama:
un probo e religiosissimo poliziotto si reca sull’isola di Sommerisle per cercare una bambina scomparsa da mesi. Lì scoprirà che gli abitanti dell’isola venerano antiche divinità e si dedicano a riti pagani, non tutti innocui…

Che dire, cospargo il capo di cenere per non avere mai visto prima quello che, a ragione, viene considerato uno dei migliori horror della storia del Cinema, ma a mia discolpa posso dire che si tratta di un gioiellino censurato sia in Inghilterra sia in Italia, dove pare sia stato trasmesso per la prima ed unica volta nel 2004 e sul satellite. E se la censura nel Paese d’origine del film è dovuta a svariate scene di nudo e qualche accenno all’educazione sessuale di ragazzini, molto probabilmente in Italia il film è stato “bandito” per il suo essere nemmeno tanto velatamente blasfemo. Buona parte della trama, infatti, è incentrata sullo scontro tra il puritano Howie, ciecamente devoto a Dio e a Cristo, morigerato fino a rasentare il ridicolo, e la comunità di Summerisle, dove i giovani vengono iniziati alle gioie del sesso da una moderna Afrodite, le persone fanno l'amore nelle strade e gli antichi Dei vengono omaggiati per propiziare il successo dei raccolti. Il sinistro e retrò Lord Summerisle si fa portavoce dei riti e delle credenze della Comunità, asserendo ad un certo punto che "Dio è morto. Non può lamentarsi, ha avuto la sua chance e, come si dice oggigiorno, se l'è giocata"; tutto molto ragionevole da un punto di vista moderno e ad una prima occhiata parrebbe che lo sceneggiatore
Anthony Shaffer parteggi spudoratamente per la gente di Summerisle, ma la verità è che c'è molto di più: nonostante l'inquietante finale,
The Wicker Man mette in scena l'ignoranza che deriva dall'isolamento, fisico o mentale che sia, il rifiuto di accettare ciò che viene da fuori e che porta alla disfatta, all'inevitabile sterilità e infine alla morte.
The Wicker Man, a maggior ragione, non può essere semplicemente definito horror. La pellicola parte infatti come un classico "poliziesco", interamente basato sulle indagini del sergente Howie, ma è contaminata da suggestioni erotiche e da svariati numeri musicali ed è solo a poco a poco che viene a crearsi quell'atmosfera che esplode in horror poco prima del finale; lo spettatore non può fare altro che lasciarsi trascinare (e ingannare, non dimentichiamolo!) da tutti questi elementi apparentemente discordanti tra loro e farsi avvolgere dalla sottile inquietudine che penetra la mente anche quando gli occhi vedono, essenzialmente, la bellezza di un'isola immersa nel sole e nella primavera o luoghi sicuri ed accoglienti come taverne e negozi di dolciumi. Summerisle diventa così un luogo arcaico, dove la vita viene scandita dal ritmo di licenziose ballate (la sequenza della seduzione di Howie è una delle più belle mai girate) e dove nulla è quello che sembra. Le aspettative dello spettatore, anche quello più scafato, vengono alimentate ed eluse in un gioco continuo di tira e molla tanto che, nonostante Howie non sia il personaggio più simpatico ed accattivante della storia dell'horror, non possiamo fare a meno di empatizzare con le sue paranoie e i suoi pregiudizi, facendoci fuorviare e fomentare finché la rivelazione finale non ci abbatte come agnelli. O lepri, se preferite.

Gli attori ingaggiati per creare questa raffinata pellicola riescono a dar vita a personaggi che si fissano indelebili nella mente dello spettatore e spiccano nonostante l'abbondanza di abitanti dell'isola. A partire dal primo dei vecchietti all'ultima delle maschere, tutti gli isolani tormenteranno lo spettatore per molto tempo e il grandioso
Christopher Lee, demoniaco ed ambiguo come sempre, per una volta non spicca sui suoi colleghi in grandiosità ma viene degnamente affiancato dalla bellissima
Britt Ekland e da un
Edward Woodward in grado di passare dall'essere un indefesso ed autorevole bigotto bacchettone all'essere un povero credente sperduto e surclassato dai "peccatori". Le scenografie sono molto belle e ricordano quelle dei migliori film della
Hammer ma quello che mi ha più colpita sono le musiche, uno splendido e a suo modo inquietante mix di
Nursery Rhymes (c'è persino
Black Sheep!!), canzoni tradizionali e musiche originali che evocano lo stile irlandese, scozzese e inglese e si sposano magnificamente con ogni singola sequenza del film. E poi, ovviamente, c'è lo spaventoso, terribile
wicker man, l'uomo di vimini. Che, nonostante sia ormai diventato un'icona conosciuta anche da chi non ha mai avuto modo di vedere la pellicola, non lascia assolutamente indifferenti con la sua repentina, devastante comparsa. A me si è fermato il respiro. Se credete di avere visto troppi horror perché qualcosa possa ancora sorprendervi o scioccarvi, date un'occhiata a
The Wicker Man, non ve ne pentirete. A Mauro che l'ha richiesto posso solo dire "grazie"!
Di
Christopher Lee, che interpreta Lord Summerisle, ho già parlato
qui.
Robin Hardy è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto altri due film,
The Fantasist e
The Wicker Tree. Anche sceneggiatore, attore e produttore, ha 84 anni.
Edward Woodward (vero nome Edwart Albert Arthur Woodward) interpreta il sergente Howie. Inglese, ha partecipato a film come
Hot Fuzz e alle serie
Alfred Hitchcock presenta e
Nikita. Anche produttore, è morto nel 2009 all’età di 79 anni.
Britt Ekland (vero nome Britt-Marie Eklund) interpreta Willow. Svedese, ha partecipato a film come
Carter, Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro e a serie come
Love Boat. Anche regista e sceneggiatrice, ha 71 anni.
Ingrid Pitt (vero nome Ingoushka Petrov) interpreta la bibliotecaria. Polacca, ha partecipato a film come
Il dottor Zivago, Vampiri amanti, La morte va a braccetto con le vergini, Octopussy - Operazione piovra e a serie come
Doctor Who. Anche sceneggiatrice, è morta nel 2010 all'età di 73 anni.
Robin Hardy avrebbe voluto nientemeno che
Michael "Basil Exposition" York per il ruolo del Sergente Howie ma, purtroppo, l'attore non era disponibile e, per qualche tempo, si era dunque pensato a
David Hemmings prima che la parte venisse infine data a
Woodward. Ah, e nonostante all'inizio del film vengano ringraziati Lord Summerisle e i suoi isolani, l'isola è un luogo interamente fittizio.
The Wicker Man è stato rifatto nel 2006 e distribuito in Italia col titolo
Il prescelto; per questo "capolavoro", che presto guarderò,
Nicolas Cage è stato candidato ai
Razzie Award quindi già pregusto le risate che mi farò durante la visione. Nel 2011 invece
Robin Hardy è tornato dietro la macchina da presa e ha diretto una sorta di seguito o, meglio, un film che riprende le tematiche dell'originale, il debole
The Wicker Tree (a cui, chissà quando, dovrebbe seguire
The Wrath of Gods, l'ultimo capitolo di un'ideale trilogia). Non ve lo consiglio, sinceramente. Se
The Wicker Man dovesse piacervi, cercate piuttosto
Rosemary's Baby o magari anche
Sentinel. ENJOY!!