Da brava bimba, domenica mi sono fatta portare a vedere Pets - Vita da animali (Secret Life of Pets), diretto dai registi Yarrow Cheney e Chris Renaud.
Trama: Max è un cagnolino fortunatissimo che adora, ricambiato, la sua padrona. La sua vita viene però sconvolta quando quest'ultima sceglie di accogliere in casa il cagnone Duke, cosa che, per una serie di circostanze, porta entrambi gli animali a perdersi nell'immensa New York...
Negli ultimi anni, ovunque si vada, è diventato praticamente impossibile non vedere almeno mezza dozzina di persone armate di guinzaglio e cane mentre su Facebook buona parte dei miei amici (me compresa) delizia l'audience con immagini dei gatti di casa; francamente, io non ho molto spirito di osservazione ma mmadre, che si guarda in giro ben più di me, è pronta a giurare che una volta non si vedessero così tante bestiole ed effettivamente si sente sempre più spesso parlare di diritti da concedere agli animali domestici, leggi ad hoc, prodotti e negozi specializzati, ecc. Tutto ciò per dire che questo era probabilmente il momento storico giusto per tirare fuori un film come Pets - Vita da animali, che sfrutta il nostro rinnovato amore (non sarò così insensibile da parlare di moda, via) per gli animali non soltanto per celebrarlo ma anche per prenderci un po' in giro andando a toccare quei comportamenti imbecilli e quei vizi che riserviamo solo alle bestiole di casa, oltre a farci sentire un po' in colpa per tutte quelle volte che le lasciamo da sole a causa del lavoro o di altri impegni improrogabili. Il film racconta appunto cosa accade quando gli umani non ci sono e i "pet" si abbandonano alla vita segreta del titolo originale; questo assunto di partenza da il la a tutte le esilaranti gag che vediamo da mesi nei trailer ma Pets - Vita da animali fortunatamente non si limita a mostrarci ciò che si nasconde in ogni appartamento abitato da esseri alati o a quattro zampe e prova ad imbastire una storia all'interno della quale due cani, Max e Duke, dopo essersi contesi l'affetto della padrona sono costretti a collaborare per sopravvivere ad una disavventura che li vede persi a New York. La trama ci consente non solo di testimoniare scorci di vita domestica ma anche di incontrare gli animali che, per un motivo o per l'altro, sono stati abbandonati dai padroni entrando nelle fila di un "fronte di liberazione pets" capitanato dal coniglio psicopatico Nevosetto, ovvia concessione dei realizzatori alle necessarie atmosfere avventuroso-demenziali che hanno fatto la fortuna di film come Cattivissimo me e Minions.
La picaresca vicenda di Max e Duke si snoda all'interno dei prevedibili binari del genere, deliziando lo spettatore con una marea di personaggi uno più simpatico dell'altro e fughe rocambolesche (spesso su quattro ruote!), tuttavia, per quanto gradevole, non è questo aspetto di Pets - Vita da animali ad avermi colpita. Il film di Yarrow Cheney e Chris Renaud con me ha infatti agito in maniera molto più subdola già a partire dalla carrellata iniziale, una panoramica mozzafiato su una città che per me racchiude tantissimi bei ricordi, ovvero New York; mondo all'interno del mondo, la Grande Mela diventa il Pianeta degli animali domestici, fatto di territori familiari ed ospitali come lo splendido Central Park (la vista dall'alto è mozzafiato e coloratissima) ma anche di quartieri dove sarebbe meglio non girare da soli, con dei punti fissi sicuri che corrispondono ai deliziosi appartamenti situati appena sotto il livello degli immensi grattacieli. Una celebrazione così grande di New York e del fascino che la città esercita non solo sui suoi abitanti ma anche su noi stranieri costretti a vederla sullo schermo non la vedevo dai tempi del vecchio Woody Allen e vi posso assicurare che il finale di Pets, con i personaggi finalmente riuniti ad ammirare incantati lo skyline notturno, rimette in pace col mondo. Allo stesso modo, riempie il cuore di commozione la sensibilità con la quale i realizzatori hanno scelto di concludere il film mostrando il ricongiungimento tra padroni e animali, fatto di piccoli gesti d'amore, scherzi reiterati, vizi innocenti e soprattutto tanta, tantissima felicità: la gioia di trovare un porto sicuro dove approdare a fine giornata, di condividere l'enorme solitudine di una città cosmopolita come New York, di dare e ricevere amore disinteressato, è tutto racchiuso in quelle dolcissime sequenze finali che rendono Pets - Vita da animali un cartone animato adatto soprattutto a chi quelle sensazioni le vive ogni giorno ma anche a chi vuole godersi un film simpatico, ideale per tutta la famiglia. Se poi alla fine del film i bambini vi chiederanno un animaletto non sarà ovviamente colpa mia, l'importante è che lo teniate anche passata l'euforia da "Pets" e non gli facciate fare la fine di Nevosetto e compagnia perché potrebbe arrivare un porco tatuato a mordervi le chiappe. Io vi ho avvisati.
Del co-regista Chris Renaud (che doppia anche la cavietta Norman) ho già parlato QUI. Louis C.K. (voce originale di Max), Kevin Hart (Nevosetto), Albert Brooks (Tiberius) e Steve Coogan (lo Sphynx Ozone e il barboncino metallozzo Reginald) li trovate invece ai rispettivi link.
Yarrow Cheney è il co-regista della pellicola. Americano, è al suo primo lungometraggio ma ha già lavorato come production designer, animatore, sceneggiatore e produttore. Ha un film in uscita, How the Grinch Stole Christmas.
Dana Carvey è la voce originale di Papotto. Americano, comico di punta del Saturday Night Live, ha partecipato a film come Il signore della morte, Fusi di testa e Fusi di testa 2 - Waynestock. Anche sceneggiatore e produttore, ha 61 anni.
Per la versione italiana sono state utilizzate le voci di Alessandro Cattelan (Max), Lillo (Duke), Francesco Mandelli (Nevosetto) e Laura Chiatti (Gidget). Nell'attesa che esca Secret Life of Pets 2, probabilmente nel 2018, se Pets vi fosse piaciuto recuperate Zootropolis e la saga di Kung Fu Panda. ENJOY!
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mercoledì 12 ottobre 2016
domenica 13 ottobre 2013
Cattivissimo me 2 (2013)
Siccome avevo adorato Cattivissimo me, ieri sono andata a vedere il seguito che attendevo da qualche tempo, Cattivissimo me 2 (Despicable Me 2), dei registi Pierre Coffin e Chris Renaud.
Trama: il supercattivo Gru ha ormai appeso la malvagità al chiodo ed è diventato un padre amorevole nonché produttore di marmellate. Il nostro è costretto a tornare in azione quando la Lega anti malvagi chiede il suo aiuto per scovare un pericoloso criminale entrato in possesso di un arma in grado di distruggere il mondo...
Sebbene non sia innovativo e "despicable" come il primo capitolo, Cattivissimo me 2 è un cartone animato esilarante e delizioso, l'ideale per passare un'ora e mezza di spensieratezza assoluta. Il sequel continua ovviamente il percorso di Gru verso la "redenzione" e una vita normale, giocando, come già accadeva nel primo film, sui traumi infantili del protagonista e aggiungendo la novità del suo essere papà single di tre diavoletti ed ex malvagio impegnato a riconvertire il suo impero del male in qualcosa di buono ma pur sempre sgangherato: d'altronde, se ci si affida a Nefarius e ai Minions il disastro è dietro l'angolo. I personaggi principali, dunque, sono identici a come li avevamo lasciati (sebbene con qualche problemino in più) e sono adorabili come prima; fortunatamente, viene concesso maggiore spazio ai Minions, che diventano i protagonisti delle scene più esilaranti e parte integrante del piano del nuovo malvagio, e alla dolcissima Agnes, la più piccola delle tre pesti, che con i suoi occhioni da gattino e la sua tenerezza ruba la scena alle due sorelline, sicuramente meno caratterizzate ahimé. I personaggi nuovi funzionano alla grande, sia la folle e sgamatissima Lucy sia Eduardo alias El Macho che, ovviamente, vince la palma d'oro di personaggio migliore per la sua grandiosa, incommensurabile morte da macho (appunto) di cui non vi rivelo i particolari perché sarebbe un delitto.
Non avendolo visto in 3D posso dire che, dal punto di vista di una sala "normale", la grafica, i colori e il character design sono davvero a livelli eccelsi; altrettanto valida la colonna sonora, che mescola pezzi decisamente "truzzi" e ballabilissimi ad evergreen che accompagnano degnamente le gag più riuscite (vedere i Minions rilassarsi su un'isola deserta sulle note di Bob Marley è tanta roba!) ma le canzoni migliori sono quelle che vedono i Minions esibirsi in improbabili coretti, soprattutto nell'esilarante finale. Incalcolabili, infine, le citazioni, che spaziano da classici della fantascienza o dell'horror come Alien (il polletto!!!) e Terrore dallo spazio profondo a telefilm di culto come Love Boat, mentre su finale state all'occhio e non alzatevi durante i titoli, perché viene preannunciato l'imminente Minions, che dovrebbe uscire nel 2015. In definitiva, la saga dedicata al Cattivissimo Gru si conferma una delle più riuscite degli ultimi tempi, in grado di unire racconto di formazione, tenerezza ed umorismo a palate. L'unica cosa, e qui mi rivolgo ai genitori, NON portate i bimbi in età prescolare a vederlo e, soprattutto, NON lo fate all'ultimo spettacolo maledette carogne (e qui mi rivolgo in particolare ai due incompetenti che hanno trascinato il bimbetto con ciuccio in sala alle 23!!): il pargoletto, infatti, NON si divertirà, per quanto sia buono e silenzioso, povero patatino, vi implorerà di portarlo a casa perché il film "è brutto e noioso" e voi ve la prenderete inutilmente con lui mentre, dietro, la Bolla (o chi per lei) vi maledirà affinché vi tolgano la patria potestà e il bambino venga affidato a genitori più capaci e intelligenti. Cercate di prendere esempio dal papà Gru e divertitevi tutti, invece!
Dei registi Pierre Coffin e Chris Renaud ho già parlato qui. Di Steve Carell (voce originale di Gru mentre quella italiana è di Max Giusti), Kristen Wiig (voce originale di Lucy mentre quella italiana è di un'Arisa stranamente apprezzabile) e Ken Jeong (Floyd) ho già parlato ai rispettivi link.
Javier Bardem avrebbe dovuto doppiare El Macho (a cui in Italia presta la voce il bravo Neri Marcoré) ma ha lasciato il posto ad Al Pacino che, dopo aver registrato alcuni dialoghi, ha abbandonato la produzione a causa di "differenze creative". Oh, capita. A parte questo, nell'attesa che esca Minions nel 2015, se Cattivissimo me 2 vi fosse piaciuto recuperate Cattivissimo me e Shrek. ENJOY!
Trama: il supercattivo Gru ha ormai appeso la malvagità al chiodo ed è diventato un padre amorevole nonché produttore di marmellate. Il nostro è costretto a tornare in azione quando la Lega anti malvagi chiede il suo aiuto per scovare un pericoloso criminale entrato in possesso di un arma in grado di distruggere il mondo...
Sebbene non sia innovativo e "despicable" come il primo capitolo, Cattivissimo me 2 è un cartone animato esilarante e delizioso, l'ideale per passare un'ora e mezza di spensieratezza assoluta. Il sequel continua ovviamente il percorso di Gru verso la "redenzione" e una vita normale, giocando, come già accadeva nel primo film, sui traumi infantili del protagonista e aggiungendo la novità del suo essere papà single di tre diavoletti ed ex malvagio impegnato a riconvertire il suo impero del male in qualcosa di buono ma pur sempre sgangherato: d'altronde, se ci si affida a Nefarius e ai Minions il disastro è dietro l'angolo. I personaggi principali, dunque, sono identici a come li avevamo lasciati (sebbene con qualche problemino in più) e sono adorabili come prima; fortunatamente, viene concesso maggiore spazio ai Minions, che diventano i protagonisti delle scene più esilaranti e parte integrante del piano del nuovo malvagio, e alla dolcissima Agnes, la più piccola delle tre pesti, che con i suoi occhioni da gattino e la sua tenerezza ruba la scena alle due sorelline, sicuramente meno caratterizzate ahimé. I personaggi nuovi funzionano alla grande, sia la folle e sgamatissima Lucy sia Eduardo alias El Macho che, ovviamente, vince la palma d'oro di personaggio migliore per la sua grandiosa, incommensurabile morte da macho (appunto) di cui non vi rivelo i particolari perché sarebbe un delitto.
Non avendolo visto in 3D posso dire che, dal punto di vista di una sala "normale", la grafica, i colori e il character design sono davvero a livelli eccelsi; altrettanto valida la colonna sonora, che mescola pezzi decisamente "truzzi" e ballabilissimi ad evergreen che accompagnano degnamente le gag più riuscite (vedere i Minions rilassarsi su un'isola deserta sulle note di Bob Marley è tanta roba!) ma le canzoni migliori sono quelle che vedono i Minions esibirsi in improbabili coretti, soprattutto nell'esilarante finale. Incalcolabili, infine, le citazioni, che spaziano da classici della fantascienza o dell'horror come Alien (il polletto!!!) e Terrore dallo spazio profondo a telefilm di culto come Love Boat, mentre su finale state all'occhio e non alzatevi durante i titoli, perché viene preannunciato l'imminente Minions, che dovrebbe uscire nel 2015. In definitiva, la saga dedicata al Cattivissimo Gru si conferma una delle più riuscite degli ultimi tempi, in grado di unire racconto di formazione, tenerezza ed umorismo a palate. L'unica cosa, e qui mi rivolgo ai genitori, NON portate i bimbi in età prescolare a vederlo e, soprattutto, NON lo fate all'ultimo spettacolo maledette carogne (e qui mi rivolgo in particolare ai due incompetenti che hanno trascinato il bimbetto con ciuccio in sala alle 23!!): il pargoletto, infatti, NON si divertirà, per quanto sia buono e silenzioso, povero patatino, vi implorerà di portarlo a casa perché il film "è brutto e noioso" e voi ve la prenderete inutilmente con lui mentre, dietro, la Bolla (o chi per lei) vi maledirà affinché vi tolgano la patria potestà e il bambino venga affidato a genitori più capaci e intelligenti. Cercate di prendere esempio dal papà Gru e divertitevi tutti, invece!
Dei registi Pierre Coffin e Chris Renaud ho già parlato qui. Di Steve Carell (voce originale di Gru mentre quella italiana è di Max Giusti), Kristen Wiig (voce originale di Lucy mentre quella italiana è di un'Arisa stranamente apprezzabile) e Ken Jeong (Floyd) ho già parlato ai rispettivi link.
Javier Bardem avrebbe dovuto doppiare El Macho (a cui in Italia presta la voce il bravo Neri Marcoré) ma ha lasciato il posto ad Al Pacino che, dopo aver registrato alcuni dialoghi, ha abbandonato la produzione a causa di "differenze creative". Oh, capita. A parte questo, nell'attesa che esca Minions nel 2015, se Cattivissimo me 2 vi fosse piaciuto recuperate Cattivissimo me e Shrek. ENJOY!
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giovedì 21 ottobre 2010
Cattivissimo me (2010)
E’ bello vedere che i cartoni animati, da che mondo è mondo, non ti ingannano mai. Se un trailer ispira fiducia, al 99% anche il cartone animato sarà bello, mentre se il trailer è un’idiozia si sa già che la pellicola potrà essere evitata a pié pari, cosa che purtroppo non è sempre possibile fare con i film. Nel caso di Cattivissimo me (Despicable me), dei registi Pierre Coffin e Chris Renaud, il film mantiene quel che il trailer promette: momenti esilaranti, personaggi geniali e una storia molto bella.

Trama: Gru è un supercattivo che si ritrova in una fase di empasse, con le nuove generazioni di criminali che riescono ad eseguire furti molto più spettacolari dei suoi. Per recuperare un’arma indispensabile al suo nuovo piano decide di adottare tre adorabili bimbette, con l’intenzione di sbarazzarsene una volta raggiunto lo scopo, ma col tempo anche il cattivissimo Gru scopre di avere ancora un cuore…

Il primo esponente dell’”invasione dei supercattivi animati” (sotto Natale uscirà Megamind) merita davvero anche più di una visione. Dopo Monsters & co. e il più recente Mostri contro Alieni, che raccontavano il punto di vista di mostri comunque buoni, ora finalmente gli animatori hanno fatto il salto di qualità e hanno deciso di raccontare la storia dal punto di vista di un cattivo vero e proprio, creando una storia godibile a più livelli, allo stesso tempo più adulta ma anche più infantile rispetto a quelle dei suoi due “predecessori”. Gru è davvero despicable, ovvero spregevole più che cattivissimo: scoppia palloncini ai bambini, ghiaccia le persone in coda davanti a lui, spacca le macchine parcheggiate, inquina l’aria, minaccia i vicini, ruba e chi più ne ha più ne metta, senza contare che non si vergogna assolutamente del suo modo di essere. Però c’è qualcosa, oltre alla “mostruosità”, che lo lega ai protagonisti degli altri due film che ho citato: oltre che uno stile di vita quello di essere malvagio per lui è anche un lavoro. E qui la sceneggiatura apre la via a una feroce ed acutissima satira legata all’attuale crisi globale e USA, presentandoci un’inquietantissima Banca del male (ex Lehman Brothers, ovviamente!), uno stuolo di collaboratori stipendiati dallo stesso Gru per aiutarlo nelle sue imprese criminali (i meravigliosi Minions, presenza preponderante del film, il cui nome è proprio quello con cui si indicano comunemente i tirapiedi in inglese) e l’incubo della disoccupazione e del licenziamento per mancanza di fondi. Questa satira, ovviamente, viene addolcita dalla parte più infantile e formativa del film, quella in cui Gru, grazie all’arrivo delle tre meravigliose pesti che è costretto ad adottare per seguire uno dei suoi piani, si riscopre umano e molto più abile come papà che come cattivo, insegnando così ai piccoli spettatori che il calore di una famiglia, per quanto strana, è la cosa più importante nella vita. Credo sia la prima volta che mi capita di vedere il passato del protagonista di un cartone animato, segnato dalla presenza di una madre insensibile e distante, utilizzato come giustificazione del suo carattere: Gru si commuove nel leggere la storia dei tre micini e della loro dolce mamma e si rifiuta fino all’ultimo di dare il bacio della buonanotte alle bimbe, memore di un’infanzia priva di affetto. L’ovvia catarsi finale porta anche la mamma di Gru a ravvedersi, ma non troppo in fin dei conti.

Al di là dei significati più seri, però, parliamo di quello che alla fine mi attira inevitabilmente al cinema a vedere questo tipo di cartoni: lo sterminato numero di gag. Cattivissimo me è popolato da personaggi secondari uno più esilarante e meglio caratterizzato dell’altro, che sono un degno complemento dello splendido protagonista e che, spesso, gli rubano la scena. Le tre bimbette sono deliziose e ognuna di loro racchiude in sé un aspetto di Gru: la più grande è caustica ed intelligente, quella di mezzo è “malvagia” quanto lui e la piccoletta, pucciosetta da morire, incarna tutta l’infantile innocenza che il Cattivissimo nasconde nel cuore. L’interazione della strana famigliola crea delle situazioni divertentissime (la scena in cui Gru, dopo aver abbandonato le piccole, si trova una testa di bambola nel letto, come succede ad uno dei protagonisti del Padrino, ha rischiato di uccidermi dalle risate), ma mai divertenti come quelle a cui danno vita lo sterminato numero di Minions. Questi esserini giallini, dal vocabolario ridottissimo e dall’intelligenza ancora più ridotta, entrano nel cuore, tanto che questo è l’unico cartone animato che merita i soldi del 3D solo per come consente di vedere il siparietto di queste creature che cercano, durante i titoli di coda, di raggiungere il pubblico in sala inventandosi mille modi per uscire dallo schermo. I miei momenti preferiti comunque sono quelli in cui i Minions al supermercato si mettono a cantare Copacabana versione karaoke, quando si mettono in fila per ricevere il bacino di Gru e tutte le volte che si picchiano o si fanno i dispetti. Dovrebbero emanare una legge che obblighi la presenza nelle case di almeno dieci o venti di queste bestiette, sul serio.

Vorrei spendere due parole anche per lo sfigatissimo villain Vector, con le sue armi lancia – piranha e seppie, la panza che esce dalla tutina attillata e il mega impianto per la Wii sopra una gigantesca vasca per gli squali, per il geniale Dottor Nefarius, che con la sua sordità crea invenzioni impagabili come i disco – robot e lo sparapuzzette, per l’infamissima direttrice dell’orfanotrofio che infila le bambine nella scatola della vergogna e si emoziona quando Gru la chiama “burro” in spagnolo, dandole dell’asino, e infine per le cariatidi che reggono le colonne del corridoio della banca del male, sempre più gobbe mano a mano che Gru lo percorre, finché l’ultima è definitivamente spiaccicata sotto il loro peso. Spettacolare poi l’inizio, un’impietosa satira del turista americano medio e una stilettata cattivissima agli australiani, il cui monumento nazionale parrebbe essere un’enorme lattina di birra. Non è tutto oro quello che luccica, ovviamente. Per esempio, per quanto non disdegni mai un tocco di sano trash, le citazioni musicali anni ’70 ormai hanno fatto il loro tempo, e il balletto finale dei personaggi sulle note di You Should Be Dancing dei Bee Gees è un po’ troppo tirato per i capelli e risulta decisamente banale, quasi un riempitivo per allungare il cartone. E cacca a piene mani sulla versione italiana di Cattivissimo me: dopo un bellissimo doppiaggio e un’accettabile canzone di Giorgia mi ci mettete un’orrida patacca del Mercatone Uno a coprire l’insegna del supermercato dove vanno a comprare i Minions??? Ma è come se al posto dell’insegna del Kwick – e – mart di Apu ci mettessero quella del Dìperdì! Vorrei davvero sapere chi è l’imbecille che ha tirato fuori una simile idea solo per raccattare due soldi di sponsor, visto che l’immagine che ne risulta è decisamente imbarazzante… Ma, a parte questo, Cattivissimo me è un altro film che mi sento di consigliare vivamente.

Di Julie Andrews, che in originale doppia la stronzissima madre di Gru, ho già parlato qui, mentre Will Arnett, che presta la voce al cupo Mr. Perkins, lo trovate qua.
Pierre Coffin è uno dei due registi del film, al suo secondo lavoro. Francese, ha 43 anni.

Chris Renaud è l’altro regista del film, anche lui al secondo lavoro dopo aver già diretto un corto che ha per protagonista lo Scrat de L’era glaciale. Americano, ha 44 anni.

Steve Carell doppia Gru nella versione originale. Ammetto di non amare troppo quello che è uno dei più “nuovi” comici americani, anche se la sua interpretazione in Little Miss Sunshine è fenomenale, però qualche film dove compare l’ho visto, come Una settimana da Dio e Anchorman: The Legend of Ron Burgundy. Ha 48 anni e due film in uscita.

Jason Segel presta la voce a Vector nella versione originale. Questo attore rimarrà sempre nel mio cuore per il ruolo del tontolone Marshall nella serie How I Met Your Mother (no, il titolo italiano non me lo farete mai dire, mi fa schifo!), ma ha anche altri titoli all’attivo come Giovani pazzi e svitati e Ore 11:14 – Destino fatale. Ha partecipato alle serie Alias e CSI, oltre ad aver doppiato un episodio de I griffin. Americano, ha 30 anni e quattro film in uscita, tra cui un probabile film dei Muppet.

Del film è già in cantiere un seguito, i cui dettagli sono ancora top secret, che dovrebbe uscire nel 2013, e sicuramente un paio di corti che avranno per protagonisti i meravigliosi Minion. E ora, vi lascio con il trailer originale del film, così potrete sentire come Gru, nella versione USA, abbia un meraviglioso accento à la Bela Lugosi che, purtroppo, nell’interpretazione italiana del pur bravo Max Giusti si perde. ENJOY!
Trama: Gru è un supercattivo che si ritrova in una fase di empasse, con le nuove generazioni di criminali che riescono ad eseguire furti molto più spettacolari dei suoi. Per recuperare un’arma indispensabile al suo nuovo piano decide di adottare tre adorabili bimbette, con l’intenzione di sbarazzarsene una volta raggiunto lo scopo, ma col tempo anche il cattivissimo Gru scopre di avere ancora un cuore…
Il primo esponente dell’”invasione dei supercattivi animati” (sotto Natale uscirà Megamind) merita davvero anche più di una visione. Dopo Monsters & co. e il più recente Mostri contro Alieni, che raccontavano il punto di vista di mostri comunque buoni, ora finalmente gli animatori hanno fatto il salto di qualità e hanno deciso di raccontare la storia dal punto di vista di un cattivo vero e proprio, creando una storia godibile a più livelli, allo stesso tempo più adulta ma anche più infantile rispetto a quelle dei suoi due “predecessori”. Gru è davvero despicable, ovvero spregevole più che cattivissimo: scoppia palloncini ai bambini, ghiaccia le persone in coda davanti a lui, spacca le macchine parcheggiate, inquina l’aria, minaccia i vicini, ruba e chi più ne ha più ne metta, senza contare che non si vergogna assolutamente del suo modo di essere. Però c’è qualcosa, oltre alla “mostruosità”, che lo lega ai protagonisti degli altri due film che ho citato: oltre che uno stile di vita quello di essere malvagio per lui è anche un lavoro. E qui la sceneggiatura apre la via a una feroce ed acutissima satira legata all’attuale crisi globale e USA, presentandoci un’inquietantissima Banca del male (ex Lehman Brothers, ovviamente!), uno stuolo di collaboratori stipendiati dallo stesso Gru per aiutarlo nelle sue imprese criminali (i meravigliosi Minions, presenza preponderante del film, il cui nome è proprio quello con cui si indicano comunemente i tirapiedi in inglese) e l’incubo della disoccupazione e del licenziamento per mancanza di fondi. Questa satira, ovviamente, viene addolcita dalla parte più infantile e formativa del film, quella in cui Gru, grazie all’arrivo delle tre meravigliose pesti che è costretto ad adottare per seguire uno dei suoi piani, si riscopre umano e molto più abile come papà che come cattivo, insegnando così ai piccoli spettatori che il calore di una famiglia, per quanto strana, è la cosa più importante nella vita. Credo sia la prima volta che mi capita di vedere il passato del protagonista di un cartone animato, segnato dalla presenza di una madre insensibile e distante, utilizzato come giustificazione del suo carattere: Gru si commuove nel leggere la storia dei tre micini e della loro dolce mamma e si rifiuta fino all’ultimo di dare il bacio della buonanotte alle bimbe, memore di un’infanzia priva di affetto. L’ovvia catarsi finale porta anche la mamma di Gru a ravvedersi, ma non troppo in fin dei conti.
Al di là dei significati più seri, però, parliamo di quello che alla fine mi attira inevitabilmente al cinema a vedere questo tipo di cartoni: lo sterminato numero di gag. Cattivissimo me è popolato da personaggi secondari uno più esilarante e meglio caratterizzato dell’altro, che sono un degno complemento dello splendido protagonista e che, spesso, gli rubano la scena. Le tre bimbette sono deliziose e ognuna di loro racchiude in sé un aspetto di Gru: la più grande è caustica ed intelligente, quella di mezzo è “malvagia” quanto lui e la piccoletta, pucciosetta da morire, incarna tutta l’infantile innocenza che il Cattivissimo nasconde nel cuore. L’interazione della strana famigliola crea delle situazioni divertentissime (la scena in cui Gru, dopo aver abbandonato le piccole, si trova una testa di bambola nel letto, come succede ad uno dei protagonisti del Padrino, ha rischiato di uccidermi dalle risate), ma mai divertenti come quelle a cui danno vita lo sterminato numero di Minions. Questi esserini giallini, dal vocabolario ridottissimo e dall’intelligenza ancora più ridotta, entrano nel cuore, tanto che questo è l’unico cartone animato che merita i soldi del 3D solo per come consente di vedere il siparietto di queste creature che cercano, durante i titoli di coda, di raggiungere il pubblico in sala inventandosi mille modi per uscire dallo schermo. I miei momenti preferiti comunque sono quelli in cui i Minions al supermercato si mettono a cantare Copacabana versione karaoke, quando si mettono in fila per ricevere il bacino di Gru e tutte le volte che si picchiano o si fanno i dispetti. Dovrebbero emanare una legge che obblighi la presenza nelle case di almeno dieci o venti di queste bestiette, sul serio.
Vorrei spendere due parole anche per lo sfigatissimo villain Vector, con le sue armi lancia – piranha e seppie, la panza che esce dalla tutina attillata e il mega impianto per la Wii sopra una gigantesca vasca per gli squali, per il geniale Dottor Nefarius, che con la sua sordità crea invenzioni impagabili come i disco – robot e lo sparapuzzette, per l’infamissima direttrice dell’orfanotrofio che infila le bambine nella scatola della vergogna e si emoziona quando Gru la chiama “burro” in spagnolo, dandole dell’asino, e infine per le cariatidi che reggono le colonne del corridoio della banca del male, sempre più gobbe mano a mano che Gru lo percorre, finché l’ultima è definitivamente spiaccicata sotto il loro peso. Spettacolare poi l’inizio, un’impietosa satira del turista americano medio e una stilettata cattivissima agli australiani, il cui monumento nazionale parrebbe essere un’enorme lattina di birra. Non è tutto oro quello che luccica, ovviamente. Per esempio, per quanto non disdegni mai un tocco di sano trash, le citazioni musicali anni ’70 ormai hanno fatto il loro tempo, e il balletto finale dei personaggi sulle note di You Should Be Dancing dei Bee Gees è un po’ troppo tirato per i capelli e risulta decisamente banale, quasi un riempitivo per allungare il cartone. E cacca a piene mani sulla versione italiana di Cattivissimo me: dopo un bellissimo doppiaggio e un’accettabile canzone di Giorgia mi ci mettete un’orrida patacca del Mercatone Uno a coprire l’insegna del supermercato dove vanno a comprare i Minions??? Ma è come se al posto dell’insegna del Kwick – e – mart di Apu ci mettessero quella del Dìperdì! Vorrei davvero sapere chi è l’imbecille che ha tirato fuori una simile idea solo per raccattare due soldi di sponsor, visto che l’immagine che ne risulta è decisamente imbarazzante… Ma, a parte questo, Cattivissimo me è un altro film che mi sento di consigliare vivamente.
Di Julie Andrews, che in originale doppia la stronzissima madre di Gru, ho già parlato qui, mentre Will Arnett, che presta la voce al cupo Mr. Perkins, lo trovate qua.
Pierre Coffin è uno dei due registi del film, al suo secondo lavoro. Francese, ha 43 anni.
Chris Renaud è l’altro regista del film, anche lui al secondo lavoro dopo aver già diretto un corto che ha per protagonista lo Scrat de L’era glaciale. Americano, ha 44 anni.
Steve Carell doppia Gru nella versione originale. Ammetto di non amare troppo quello che è uno dei più “nuovi” comici americani, anche se la sua interpretazione in Little Miss Sunshine è fenomenale, però qualche film dove compare l’ho visto, come Una settimana da Dio e Anchorman: The Legend of Ron Burgundy. Ha 48 anni e due film in uscita.
Jason Segel presta la voce a Vector nella versione originale. Questo attore rimarrà sempre nel mio cuore per il ruolo del tontolone Marshall nella serie How I Met Your Mother (no, il titolo italiano non me lo farete mai dire, mi fa schifo!), ma ha anche altri titoli all’attivo come Giovani pazzi e svitati e Ore 11:14 – Destino fatale. Ha partecipato alle serie Alias e CSI, oltre ad aver doppiato un episodio de I griffin. Americano, ha 30 anni e quattro film in uscita, tra cui un probabile film dei Muppet.
Del film è già in cantiere un seguito, i cui dettagli sono ancora top secret, che dovrebbe uscire nel 2013, e sicuramente un paio di corti che avranno per protagonisti i meravigliosi Minion. E ora, vi lascio con il trailer originale del film, così potrete sentire come Gru, nella versione USA, abbia un meraviglioso accento à la Bela Lugosi che, purtroppo, nell’interpretazione italiana del pur bravo Max Giusti si perde. ENJOY!
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