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venerdì 15 giugno 2018

Lego Batman - Il film (2017)

E' rimasto a frollare per un po' di mesi ma finalmente sono riuscita anch'io a vedere Lego Batman - Il film (The LEGO Batman Movie), diretto nel 2017 dal regista Chris McKay.


Trama: dopo l'ennesimo piano andato a male e la consapevolezza che a Batman importa solo di sé stesso, il Joker concerta un altra impresa malvagia che rischia di distruggere Gotham City. Come se non bastasse, Batman si ritrova ad essere padre adottivo "per caso", mentre il suo ruolo di vigilante viene limitato dall'arrivo del nuovo commissario, Barbara Gordon...



Alzi la mano chi, una volta conclusa la visione di The LEGO Movie, ha sperato fortissimamente che arrivasse uno spin-off interamente dedicato al personaggio più adorabilmente stronzo ed arrogante del film, ovvero Batman. Credo che il tempo totale di presenza Batmaniana nella pellicola del 2014 non raggiungesse nemmeno la mezz'ora ma probabilmente è bastata la canzone cantata dal personaggio per convincere i produttori della necessità di mettere in cantiere Lego Batman - Il film e dare libero sfogo all'incarnazione del Cavaliere Oscuro più perfetta dai tempi di Batman - Il ritorno. Il Batman creato dalla LEGO è una fantastica parodia degli eroi dark, quelli che passano il 90% della loro esistenza persi a crogiolarsi nell'angst di un passato traumatico e l'altro 10% nell'autocelebrazione di sé, elementi fondamentali della personalità del protagonista che vengono ulteriormente esacerbati dall'enorme infantilità di Batman, reso qui come un bambino viziato, antipatico e peppia. L'intero film ruota sul rapporto tra Batman e il suo nemico di sempre, il Joker (scritto e rappresentato come le peggiori storie romantiche viste al cinema ma declinato in "odio" con risultati esilaranti), e sul terrore del protagonista di fronte alla possibilità di crearsi una famiglia o anche solo delle semplici amicizie, scelta di sceneggiatura necessaria per veicolare l'indispensabile messaggio positivo già presente in The LEGO Movie, messaggio che, a onor del vero, rischia di perdersi in una ridda di gag e citazioni pressoché infinita. I veri destinatari di Lego Batman - Il film non sono infatti i bambini ma tutti i fan dell'eroe DC (in ogni sua incarnazione, a partire dai telefilm camp anni '60, ampiamente citati) OPPURE tutti i nerd in grado di cogliere i millemila rimandi ad altri film, serie TV, fumetti che sinceramente non pensavo nemmeno potessero avere qualcosa a che fare col Cavaliere Oscuro. Avendo avuto accanto Mirco, durante la visione, posso assicurare che il Bolluomo ha riso ma non quanto ho fatto io e che parecchie delle gag più "specifiche" gli sono scivolate addosso come acqua, cosa che non era successa guardando The LEGO Movie, un film davvero adatto a tutti e più universalmente "meravigliosoooo".


La sensazione che ho provato io è quella di essermi trovata davanti una sorta di "special TV" non proprio cinematografico, una cosina breve per appassionati. Non che il film non mi sia piaciuto, anzi, e non dico neppure che Lego Batman - Il film sia qualitativamente inferiore al suo predecessore: nell'ora e quaranta di durata passano sullo schermo le cose più assurde che si possano costruire con i mattoncini e col potere dei "mastri costruttori", in primis un mecha pipistrello animato alla perfezione, senza contare che le scene d'azione sono forse anche più emozionanti e "caotiche" rispetto alla prima pellicola, con abbondanza di morte & distruzione in formato LEGO, soprattutto grazie alla presenza di un paio di giganteschi villain di tutto rispetto... però qualcosa è mancato, probabilmente dal punto di vista del sentimento. Partendo sempre da The LEGO Movie, a mio avviso il suo spin-off difetta del senso di magia che lo collegava paradossalmente alla realtà, l'elemento "umano" che faceva dei mattoncini più amati del mondo una componente fondamentale della crescita di un bambino e, in generale, della vita di una persona, veicolando forti emozioni come già accadeva con la trilogia di Toy Story. Qui abbiamo "solo" l'esempio di un gioco, un'avventura che si apre e si chiude a mo' di parentesi e che lascia il tempo che trova; un tempo esilarante, divertentissimo e sicuramente soddisfacente, ma anche "di nicchia", quasi il bimbo di The LEGO Movie fosse stato nuovamente chiuso fuori dalla stanza dei giochi lasciando il campo al papà nerd. Il che, lo ripeto, va benissimo per una serata all'insegna del divertimento sfrenato e della risata compulsiva, anche perché personalmente adoro il Batman della LEGO e tutti i riferimenti all'ambiguità sua e di Robin, ragazzo meraviglia perennemente smutandato e con un gusto tutto particolare per le hit gaye anni '80... e quanto può essere tenero il Joker con gli occhietti tristi, sconvolto nello scoprire che Batman non lo odia? Non è meravigliosoooo ma quasi, via!


Di Will Arnett (voce originale di Batman/Bruce Wayne), Michael Cera (Dick Grayson/Robin), Rosario Dawson (Batgirl/Barbara Gordon), Ralph Fiennes (Alfred Pennyworth), Zach Galifianakis (Joker), Billy Dee Williams (Due facce), Eddie Izzard (Voldemort), Seth Green (King Kong), Jemaine Clement (Sauron), Channing Tatum (Superman), Jonah Hill (Lanterna verde) e Ralph Garman (Reporter numero 2) ho già parlato ai rispettivi link.

Chris McKay è il regista della pellicola e doppia il pilota Bill. Americano, è al suo primo lungometraggio ma ha diretto episodi della serie Robot Chicken. E' anche produttore, tecnico degli effetti speciali, doppiatore, sceneggiatore e animatore.


Zoë Kravitz è la voce originale di Catwoman. Figlia di Lenny Kravitz e Lisa Bonet, la ricordo per film come X-Men - L'inizio, Mad Max: Fury Road e Animali fantastici e dove trovarli. Anche cantante, ha 30 anni e due film in uscita, tra cui Animali fantastici: I crimini di Grindelwald, dove interpreterà Leta Lestrange.


Tra i doppiatori originali figura anche il conduttore Conan O'Brien, che presta la voce all'Enigmista, e Mariah Carey, che doppia il Sindaco, mentre tra quelli italiani spiccano Claudio Santamaria nei panni di Batman e, ahinoi, Geppi Cucciari in quelli di Batgirl, a mio avviso terribile con quell'accento sardo. Billy Dee Williams, che doppia Due Facce, è stato l'Harvey Dent buono del primo Batman di Tim Burton e, se non fosse stato per l'arrivo di Joel Schumacher (e il conseguente casting di Tommy Lee Jones), avrebbe interpretato anche la versione malvagia del personaggio. Detto questo, se Lego Batman - Il film vi fosse piaciuto recuperate anche The LEGO Movie, di cui questo film è lo spin-off. ENJOY!


venerdì 16 giugno 2017

The Lego Movie (2014)

L'avevo snobbato all'uscita cinematografica ma ora ho finalmente recuperato anche io The Lego Movie, diretto e sceneggiato nel 2014 dai registi Phil Lord e Christopher Miller.


Trama: nella città di Bricksville, un operaio edile viene designato come "prescelto" dopo avere trovato per caso il cosiddetto "pezzo forte", l'unica arma in grado di contrastare il perfido Lord Business, intenzionato ad utilizzare il Kragle per distruggere l'universo Lego...



Come ho detto all'inizio, all'epoca avevo snobbato The Lego Movie per un motivo molto ma molto semplice: carini i Lego, sì, ma non mi hanno mai entusiasmata, neppure da piccola. Sarà che i miei tendevano a non comprarmi molti giocattoli (e si vede, visto che ora mi scoppio degli stipendi in cazzate, per compensare) o magari perché, abitando in un paesino, non era neppure così facile vedere quei set "meravigliosiiii" figli degli anni '80 per i quali molti nerd hanno provato un tuffo al cuore ritrovandoli nel film, sta di fatto che da bambina preferivo giocare con altre cose e, crescendo, l'avvento dei Lego Store non ha scatenato in me il desiderio di fare follie (se però mi regalate la caserma Lego dei Ghostbusters non mi offendo, giuro). La visione di The Lego Movie è stata tuttavia molto piacevole e divertente, sebbene mi sia dispiaciuto non cogliere tutte le citazioni legate al mondo dei mattoncini; la storia di Emmet, "medioman" assoluto se mai ne è esistito uno, entusiasta di una vita programmata al confronto della quale Matrix e The Truman Show sono delle barzellette, è avvincente e nasconde molte sorprese inaspettate, oltre ad essere una bellissima parodia dei due film già citati. Perfetto sia per gli adulti che per i bambini, The Lego Movie strappa moltissime risate e fa riflettere, non solo quando sottolinea l'importanza del lavoro di squadra, dell'amicizia e dello sviluppo delle capacità individuali (mi è piaciuto molto in modo in cui gli sceneggiatori sono riusciti a comunicare il ruolo chiave di una persona magari priva di fantasia ma capace di organizzare al meglio il lavoro altrui, così da far risaltare le qualità di ognuno) ma anche, e soprattutto, durante la rivelazione dell'intelligentissimo twist finale, che mi ha strappato più di una lacrima commossa. Seguire le vicende di Emmet e compagnia, poi, è veramente spassoso, anche perché tutti i personaggi, buoni o cattivi che siano, sono ben caratterizzati e, diciamolo, The Lego Movie mette in scena il Batman migliore di sempre, secondo solo al Renato di Sensualità a Corte, al punto che ora finalmente comprendo la necessità di uno spin-off interamente dedicato a lui.


In tutto questo, The Lego Movie è soprattutto realizzato benissimo. Favoloso mix di computer graphic, stop motion e live action, ha il pregio di non avere neppure una scena che non sia riproponibile con l'ausilio di mattoncini e, soprattutto, i realizzatori hanno scelto di mantenere la rigidità di movimenti che avrebbe, ragionevolmente, un Lego semovente, senza ricorrere a camminate o corse fluide e naturali. Per chi, come me, non è ferrato in materia Lego, probabilmente avranno più valore i dettagli "reali" inseriti qui e là, come per esempio la collezione di materiali umani che fa bella mostra nell'ufficio di Lord Business, ma vedere un mare o delle fiamme realizzati interamente di mattoncini, oltre che un branco di maialini che esplodono in un tripudio di salsicce Lego scalda il cuore, lo ammetto. I Lego fan all'ultimo stadio invece apprezzeranno il fantasioso utilizzo di moltissimi set più o meno famosi, combinati in maniere spesso esilaranti ma comunque riconoscibili, e soprattutto il potere che hanno alcuni personaggi di plasmare letteralmente la realtà che li circonda, ricavando una moto da un muro o un'astronave, la benedetta astronave che non c'è verso di completare. Io, molto banalmente, ho adorato il fatto che a molteplici set siano corrisposti improbabili crossover tra personaggi di film, fumetti, universi e serie TV che mai avrebbero potuto comparire assieme in un film (stupenda la gag Silente/Gandalf) e, ovviamente, non riesco a togliermi dalla testa il brano portante della colonna sonora, E' meraviglioso... anche se la canzone di Batman è molto, ma molto meglio. D'altronde stiamo parlando del Cavaliere Oscuro versione rapper, che cavolo!


Di Will Arnett (voce originale di Batman, in italiano doppiato da Claudio Santamaria), Elizabeth Banks (Wyldstyle/Lucy), Charlie Day (Benny), Will Ferrell (Lord Business/Presidente Business/Uomo del piano di sopra), Morgan Freeman (Vitruvius), Jonah Hill (Lanterna Verde), Liam Neeson (Poliziotto buono/Poliziotto cattivo/Papà poliziotto), Chris Pratt (Emmet), Cobie Smulders (Wonder Woman), Channing Tatum (Superman) e Billy Dee William (Lando) ho già parlato ai rispettivi link.

Phil Lord (vero nome Philip A. Lord) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Piovono polpette, 21 Jump Street e 22 Jump Street. Anche produttore, doppiatore e animatore, ha 42 anni e un film in uscita, la pellicola dedicata ad Han Solo che dovrebbe uscire l'anno prossimo.


Christopher Miller è il regista e co-sceneggiatore della pellicola, inoltre doppia in originale il presentatore. Americano, ha diretto film come Piovono polpette, 21 Jump Street e 22 Jump Street. Anche produttore e animatore, ha 42 anni e un film in uscita, la pellicola dedicata ad Han Solo che dovrebbe uscire l'anno prossimo.


Tra le altre guest star presenti nel film, Anthony Daniels presta anche qui la voce allo storico C-3PO mentre Shaquille O'Neal interpreta la sua versione Lego. Non so per quale motivo, è stata abbandonata l'idea di fare doppiare Batman da Michael Keaton, Val Kilmer, George Clooney o Christian Bale; allo stesso modo, Indiana Jones e R2-D2 hanno perso il ruolo di co-protagonisti principali che era stato loro assegnato nelle prime fasi di sceneggiatura mentre a Denzel Washington è stato preferito Morgan Freeman per doppiare Vitruvius. Da The Lego Movie sono nati due spin-off, uno già uscito (The LEGO Batman Movie) e The LEGO NINJAGO Movie, che dovrebbe uscire il 22 settembre in America ma non ha ancora una data italiana, mentre The Lego Movie Sequel è previsto per il 2019; nell'attesa, se The LEGO Movie vi fosse piaciuto recuperate The LEGO Batman Movie, Ralph Spaccatutto e la saga di Toy Story. ENJOY!


venerdì 6 gennaio 2017

Ratatouille (2007)

Ci riproviamo? Ci riproviamo. Da quando ho aperto il blog avrò guardato almeno quattro volte Ratatouille, diretto nel 2007 dai registi Brad Bird e Jan Pinkava (e vincitore di un Oscar come miglior lungometraggio animato!) eppure non ho mai avuto il coraggio di scriverne una recensione. Perché?!


Trama: dopo essere stato separato dalla colonia, il ratto Remy decide di intraprendere il suo sogno di diventare chef quando incontra per caso Alfredo Linguini, giovane tuttofare appena assunto nel rinomato ristorante di Gusteau, modello di vita dell'animaletto il cui motto è "Chiunque può cucinare".



E niente, Ratatouille ha sfiga. Mentre scrivo queste righe è il 9 dicembre e io ho guardato in TV il film in questione almeno due settimane fa. Per di più, non oso immaginare quando riuscirò a pubblicare il post visto che riesco a scriverne solo adesso, quando purtroppo le emozioni suscitate dalla storia del topolino Remy si sono già raffreddate. Eppure io ADORO Ratatouille, mi ritrovo sempre ad asciugare una lacrima furtiva sul finale e vengo invasata nei giorni a seguire dal fuoco sacro della cucina, cosa che mi porta a combinare gli stessi disastri del povero, goffo Linguini. Lo adoro perché il ratèn Remy, per quanto razionalmente dovrebbe farmi schifo in quanto non topino di campagna ma proprio ratto, è di una tenerezza incomparabile, col suo modo di lavarsi le manine prima di cucinare o con quell'espressività incredibile che gli consente di farsi capire dagli esseri umani pur non parlando la loro lingua. Lo adoro per il messaggio positivo che veicola e per l'attenzione che dedica anche ad un apparente villain come il critico culinario Ego: al di là della "banale" morale per la quale le persone devono essere lasciate libere di seguire la propria vocazione anche quando questa pare essere non convenzionale, ho sempre amato molto la stoccata decisamente adulta lanciata a chi ormai ha perso la passione per il proprio mestiere, al punto da trasformarlo in grigia routine. Se il cuoco Skinner ha sempre lavorato col solo obiettivo di fare soldi e sfruttare il nome dello chef Gusteau (al punto da arrivare a creare una linea di precotti col suo marchio, snaturando così il motto dello chef defunto) e quindi, da un certo punto di vista, è irredimibile, il critico Ego ha invece cominciato il suo lavoro con la stessa passione e convinzione di Remy, Linguini e Colette, ma il suo spirito è stato fiaccato da una serie di cocenti delusioni e dalla "facilità" del suo mestiere, che condanna i ristoranti a chiudere per il solo gusto di scrivere stroncature argute e divertenti. Molto adulta ed apprezzabile è anche la scelta di non concedere allo spettatore un happy ending nel senso classico del termine, scelta che denota cura e coerenza in fase di sceneggiatura (ho sempre apprezzato il fatto che i cuochi rifiutassero di aiutare Linguini sul finale, disgustati dalla scoperta che lo chef più rinomato di Parigi fosse un ratto e probabilmente più feriti nell'orgoglio da questa "truffa" che dalla natura stessa di Remy).


E poi c'è Parigi, la meravigliosa parì, terra di mille e una possibilità anche se a cercarle è un rattino cresciuto in campagna. Zeppo dei più esilaranti stereotipi francesi eppure infuso di un amore gigantesco per quella città, Ratatouille fa venire voglia di prendere un aereo e andare a perdersi nella ville lumière, affittare un mini appartamentino dal quale guardare la Tour Eiffel illuminata per poi passare le serate a oziare in qualche caffé franscese dove è sicuro che qualche prelibatezza ci finirà sotto i denti (vabbé, adesso non esageriamo!!). Nel caso non trovassimo quello che ci interessa in giro per la città, c'è sempre da dire che, al di là del modo non convenzionale col quale cucina Remy (l'unica concessione all'assurdità di un character design caricaturale ma realistico e delle animazioni molto curate, assai attente agli ambienti veri come cucine e dispense), Ratatouille insegna anche un po' di tecniche base nonché delle regole fondamentali da seguire ai fornelli, soprattutto quando si sceglie di  buttarsi nell'ardua impresa di cucinare qualche prelibatezza a livello amatoriale, regole che madre non smette mai di urlarmi amichevolmente nelle orecchie come Colette fa con Linguini. Tornando al film in sé, senza divagare troppo nelle esperienze personali, col senno di poi Rataouille potrebbe sembrare un film "piccolo" se paragonato ad altri capolavori della Pixar, eppure, come il piatto da cui prende il nome, nonostante le travagliate vicende produttive funziona e si fa voler bene soprattutto grazie alla semplicità della storia, alla bontà delle caratterizzazioni dei personaggi e sì, anche alla bella presentazione: a me ne basta un boccone per tornare bambina, essere felice e volerne vedere ancora, quindi consiglio a tutti di assaggiare, almeno una volta, questo delizioso manicaretto a disegni animati!


Del co-regista e co-sceneggiatore Brad Bird ho già parlato QUI. Ian Holm (voce originale di Skinner), Peter Sohn (Emile) e Will Arnett (Horst) li trovate invece ai rispettivi link.

Jan Pinkava è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Nato nell'attuale Repubblica Ceca, è al suo primo e finora unico lungometraggio dietro la macchina da presa ma ha vinto un Oscar per il miglior corto animato con Il gioco di Geri. Anche produttore e animatore, ha 53 anni.


Patton Oswalt è la voce originale di Remy. Americano, ha partecipato a film come Giù le mani dal mio periscopio, Man on the Moon, Magnolia, Zoolander, Starsky & Hutch, Blade: Trinity e a serie come Dollhouse, Due uomini e mezzo e Agents of S.H.I.E.L.D.; come doppiatore, ha lavorato per serie quali Due fantagenitori, Spongebob, Kim Possible, Futurama, I Simpson, American Dad! e My Little Pony: L'amicizia è magica. Anche sceneggiatore e produttore, ha 47 anni e due film in uscita.


Brian Dennehy è la voce originale di Django, il padre di Remy. Americano, lo ricordo per film come Rambo, Cocoon - L'energia dell'universo, FX - Effetto mortale, Cocoon - Il ritorno, Presunto innocente e Romeo + Giulietta; inoltre, ha partecipato a serie quali Il tenente Kojak, MASH, Dallas, Dynasty, Hunter e Miami Vice. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 78 anni e due film in uscita.


Peter O'Toole è la voce originale di Anton Ego. Inglese, lo ricordo per film come Lawrence d'Arabia, La Bibbia, Agente 007 - Casino Royale, Supergirl - La ragazza d'acciaio, L'ultimo imperatore, High Spirits - Fantasmi da legare e Stardust. Anche produttore e regista, è morto nel 2013, a 81 anni.


Janeane Garofalo è la voce originale di Colette. Americana, ha partecipato a film come Giovani, carini e disoccupati, Il rompiscatole, Dogma e a serie come Ellen, Quell'uragano di papà, I Soprano, Due uomini e mezzo e 24. Anche sceneggiatrice, produttrice e regista, ha 52 anni e due film in uscita.


Sebbene Jan Pinkava sia accreditato come co-regista e co-sceneggiatore di Ratatouille, la storia principale, i personaggi, l'ambientazione e molto altro sono essenzialmente farina del suo sacco mentre Brad Bird è subentrato soltanto qualche anno dopo, quando alla Pixar hanno deciso che le idee di Pinkava non avrebbero portato al film il successo sperato, cosa che, ovviamente, ha spinto il regista a lasciare la compagnia. Detto questo, se Ratatouille vi fosse piaciuto recuperate Fievel sbarca in America e A Bug's Life - Megaminimondo. ENJOY!


giovedì 21 ottobre 2010

Cattivissimo me (2010)

E’ bello vedere che i cartoni animati, da che mondo è mondo, non ti ingannano mai. Se un trailer ispira fiducia, al 99% anche il cartone animato sarà bello, mentre se il trailer è un’idiozia si sa già che la pellicola potrà essere evitata a pié pari, cosa che purtroppo non è sempre possibile fare con i film. Nel caso di Cattivissimo me (Despicable me), dei registi Pierre Coffin e Chris Renaud, il film mantiene quel che il trailer promette: momenti esilaranti, personaggi geniali e una storia molto bella.

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Trama: Gru è un supercattivo che si ritrova in una fase di empasse, con le nuove generazioni di criminali che riescono ad eseguire furti molto più spettacolari dei suoi. Per recuperare un’arma indispensabile al suo nuovo piano decide di adottare tre adorabili bimbette, con l’intenzione di sbarazzarsene una volta raggiunto lo scopo, ma col tempo anche il cattivissimo Gru scopre di avere ancora un cuore…

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Il primo esponente dell’”invasione dei supercattivi animati” (sotto Natale uscirà Megamind) merita davvero anche più di una visione. Dopo Monsters & co. e il più recente Mostri contro Alieni, che raccontavano il punto di vista di mostri comunque buoni, ora finalmente gli animatori hanno fatto il salto di qualità e hanno deciso di raccontare la storia dal punto di vista di un cattivo vero e proprio, creando una storia godibile a più livelli, allo stesso tempo più adulta ma anche più infantile rispetto a quelle dei suoi due “predecessori”. Gru è davvero despicable, ovvero spregevole più che cattivissimo: scoppia palloncini ai bambini, ghiaccia le persone in coda davanti a lui, spacca le macchine parcheggiate, inquina l’aria, minaccia i vicini, ruba e chi più ne ha più ne metta, senza contare che non si vergogna assolutamente del suo modo di essere. Però c’è qualcosa, oltre alla “mostruosità”, che lo lega ai protagonisti degli altri due film che ho citato: oltre che uno stile di vita quello di essere malvagio per lui è anche un lavoro. E qui la sceneggiatura apre la via a una feroce ed acutissima satira legata all’attuale crisi globale e USA, presentandoci un’inquietantissima Banca del male (ex Lehman Brothers, ovviamente!), uno stuolo di collaboratori stipendiati dallo stesso Gru per aiutarlo nelle sue imprese criminali (i meravigliosi Minions, presenza preponderante del film, il cui nome è proprio quello con cui si indicano comunemente i tirapiedi in inglese) e l’incubo della disoccupazione e del licenziamento per mancanza di fondi. Questa satira, ovviamente, viene addolcita dalla parte più infantile e formativa del film, quella in cui Gru, grazie all’arrivo delle tre meravigliose pesti che è costretto ad adottare per seguire uno dei suoi piani, si riscopre umano e molto più abile come papà che come cattivo, insegnando così ai piccoli spettatori che il calore di una famiglia, per quanto strana, è la cosa più importante nella vita. Credo sia la prima volta che mi capita di vedere il passato del protagonista di un cartone animato, segnato dalla presenza di una madre insensibile e distante, utilizzato come giustificazione del suo carattere: Gru si commuove nel leggere la storia dei tre micini e della loro dolce mamma e si rifiuta fino all’ultimo di dare il bacio della buonanotte alle bimbe, memore di un’infanzia priva di affetto. L’ovvia catarsi finale porta anche la mamma di Gru a ravvedersi, ma non troppo in fin dei conti.

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Al di là dei significati più seri, però, parliamo di quello che alla fine mi attira inevitabilmente al cinema a vedere questo tipo di cartoni: lo sterminato numero di gag. Cattivissimo me è popolato da personaggi secondari uno più esilarante e meglio caratterizzato dell’altro, che sono un degno complemento dello splendido protagonista e che, spesso, gli rubano la scena. Le tre bimbette sono deliziose e ognuna di loro racchiude in sé un aspetto di Gru: la più grande è caustica ed intelligente, quella di mezzo è “malvagia” quanto lui e la piccoletta, pucciosetta da morire, incarna tutta l’infantile innocenza che il Cattivissimo nasconde nel cuore. L’interazione della strana famigliola crea delle situazioni divertentissime (la scena in cui Gru, dopo aver abbandonato le piccole, si trova una testa di bambola nel letto, come succede ad uno dei protagonisti del Padrino, ha rischiato di uccidermi dalle risate), ma mai divertenti come quelle a cui danno vita lo sterminato numero di Minions. Questi esserini giallini, dal vocabolario ridottissimo e dall’intelligenza ancora più ridotta, entrano nel cuore, tanto che questo è l’unico cartone animato che merita i soldi del 3D solo per come consente di vedere il siparietto di queste creature che cercano, durante i titoli di coda, di raggiungere il pubblico in sala inventandosi mille modi per uscire dallo schermo. I miei momenti preferiti comunque sono quelli in cui i Minions al supermercato si mettono a cantare Copacabana versione karaoke, quando si mettono in fila per ricevere il bacino di Gru e tutte le volte che si picchiano o si fanno i dispetti. Dovrebbero emanare una legge che obblighi la presenza nelle case di almeno dieci o venti di queste bestiette, sul serio.

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Vorrei spendere due parole anche per lo sfigatissimo villain Vector, con le sue armi lancia – piranha e seppie, la panza che esce dalla tutina attillata e il mega impianto per la Wii sopra una gigantesca vasca per gli squali, per il geniale Dottor Nefarius, che con la sua sordità crea invenzioni impagabili come i disco – robot e lo sparapuzzette, per l’infamissima direttrice dell’orfanotrofio che infila le bambine nella scatola della vergogna e si emoziona quando Gru la chiama “burro” in spagnolo, dandole dell’asino, e infine per le cariatidi che reggono le colonne del corridoio della banca del male, sempre più gobbe mano a mano che Gru lo percorre, finché l’ultima è definitivamente spiaccicata sotto il loro peso. Spettacolare poi l’inizio, un’impietosa satira del turista americano medio e una stilettata cattivissima agli australiani, il cui monumento nazionale parrebbe essere un’enorme lattina di birra. Non è tutto oro quello che luccica, ovviamente. Per esempio, per quanto non disdegni mai un tocco di sano trash, le citazioni musicali anni ’70 ormai hanno fatto il loro tempo, e il balletto finale dei personaggi sulle note di You Should Be Dancing dei Bee Gees è un po’ troppo tirato per i capelli e risulta decisamente banale, quasi un riempitivo per allungare il cartone. E cacca a piene mani sulla versione italiana di Cattivissimo me: dopo un bellissimo doppiaggio e un’accettabile canzone di Giorgia mi ci mettete un’orrida patacca del Mercatone Uno a coprire l’insegna del supermercato dove vanno a comprare i Minions??? Ma è come se al posto dell’insegna del Kwick – e – mart di Apu ci mettessero quella del Dìperdì! Vorrei davvero sapere chi è l’imbecille che ha tirato fuori una simile idea solo per raccattare due soldi di sponsor, visto che l’immagine che ne risulta è decisamente imbarazzante… Ma, a parte questo, Cattivissimo me è un altro film che mi sento di consigliare vivamente.

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Di Julie Andrews, che in originale doppia la stronzissima madre di Gru, ho già parlato qui, mentre Will Arnett, che presta la voce al cupo Mr. Perkins, lo trovate qua.

Pierre Coffin è uno dei due registi del film, al suo secondo lavoro. Francese, ha 43 anni.

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Chris Renaud è l’altro regista del film, anche lui al secondo lavoro dopo aver già diretto un corto che ha per protagonista lo Scrat de L’era glaciale. Americano, ha 44 anni.

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Steve Carell doppia Gru nella versione originale. Ammetto di non amare troppo quello che è uno dei più “nuovi” comici americani, anche se la sua interpretazione in Little Miss Sunshine è fenomenale, però qualche film dove compare l’ho visto, come Una settimana da Dio e Anchorman: The Legend of Ron Burgundy. Ha 48 anni e due film in uscita. 

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Jason Segel presta la voce a Vector nella versione originale. Questo attore rimarrà sempre nel mio cuore per il ruolo del tontolone Marshall nella serie How I Met Your Mother (no, il titolo italiano non me lo farete mai dire, mi fa schifo!), ma ha anche altri titoli all’attivo come Giovani pazzi e svitati e Ore 11:14 – Destino fatale. Ha partecipato alle serie Alias e CSI, oltre ad aver doppiato un episodio de I griffin. Americano, ha 30 anni e quattro film in uscita, tra cui un probabile film dei Muppet.

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Del film è già in cantiere un seguito, i cui dettagli sono ancora top secret, che dovrebbe uscire nel 2013, e sicuramente un paio di corti che avranno per protagonisti i meravigliosi Minion. E ora, vi lascio con il trailer originale del film, così potrete sentire come Gru, nella versione USA, abbia un meraviglioso accento à la Bela Lugosi che, purtroppo, nell’interpretazione italiana del pur bravo Max Giusti si perde. ENJOY!




giovedì 9 aprile 2009

Mostri contro Alieni (2009)

In questi tempi di crisi, economica e cinematografica, una cosa è certa: le commedie demenziali che tanto abbiamo amato negli anni ’70 e ’80 sono morte, come il buon John Belushi. Dan Aykroyd è diventato un bolso e patetico chiattone, Bill Murray un genio per pochi palati raffinati, Lino Banfi oltre a quello spaccapalle di nonno Libero non va, e i Vanzina si sono messi a combattere un’eterna battaglia contro i neuroni degli spettatori, spesso vincendola. Per fortuna che la Pixar e la Dreamworks vengono in nostro soccorso con cartoni animati che non sono assolutamente opere per bambini, anzi. I grandi si divertono assai di più perché sono condite da un sarcasmo, un umorismo e un citazionismo così forte che un bambino non potrebbe mai cogliere, non ha l’esperienza né la capacità necessarie: e questo è il caso di Mostri contro Alieni (Monsters vs Aliens) di Rob Letterman e Conrad Vernon.

 


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La trama è degna di un film di fantascienza anni ’50: il giorno del matrimonio Susan Murphy viene colpita da un meteorite e comincia a crescere a dismisura, fino a diventare una gigantessa. Viene così prelevata da una misteriosa organizzazione legata al governo, che si occupa di trovare, rinchiudere ed allenare i Mostri. Le viene dato il nome in codice di Ginormica e le vengono presentati i suoi compagni di prigionia: il Dr. Scarafaggio, Anello Mancante, B.O.B. e Insettosauro. La vita scorre “tranquilla” finché la Terra non viene attaccata dagli alieni, che vogliono il potere del meteorite che ha colpito Susan. E dove l’esercito non può nulla per sconfiggere l’invasione.. non rimane altro da fare che mettere in campo i Mostri!


 


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Come si può non innamorarsi di un gioiellino simile? Questa pellicola porta in sé i valori di un film Disney, come l’accettazione del diverso, il valore profondo dell’amicizia, la ricerca della fiducia in sé stessi e la convinzione che ognuno ha un proprio, importante posto nel mondo, anche in una piccola realtà. I personaggi sono tutti comunque positivi, i Mostri sono divertenti e buffi, non fanno affatto paura perché sono molto umanizzati, e anche l’Alieno Gallaxhar è un fanfarone ben diverso dai “villains” come la Strega di Biancaneve o lo Scar del Re Leone (quelli erano davvero cattivi e bastardi, sfido qualsiasi bambino d’oggi a non rimanere scioccato a vita). E’ quindi un film positivo per i bambini ma è anche e soprattutto una gioia per gli occhi degli adulti.


 


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Cominciamo dalla realizzazione visiva. Ora, io non so come potesse essere vederlo in 3D (il cinema della mia città è ovviamente sprovvisto di tale mirabilia tecnologica…) ma le scene d’azione sono da bava alla bocca, a partire da quando il robot distrugge il Golden Gate Bridge fino allo scontro finale sull’astronave di Gallaxhar. Sembra di vedere davvero un film con persone in carne ed ossa, colmo di effetti speciali tra i più realistici mai realizzati, arricchito da movimenti di macchina decisamente arditi e riempito di colori vividi ma non pacchiani. I personaggi hanno un design grazioso e sono curatissimi, i capelli bianchi di Susan sono assai più realistici e “morbidi” di quelli di Tempesta nei film degli X-Men e Insettosauro con tutto quel pelo sembra di averlo tra le braccia, caldo e morbidoso, un enorme pupazzotto.


Ma cosa sarebbe un film così curato nell’aspetto tecnico, se non contenesse anche l’anima? Ogni personaggio, anche il più marginale, è caratterizzato alla perfezione, basta una sola frase, un gesto, un tic, per rendere umani e credibili persino i dottori del centro ricerche, che si vedono per un secondo e di sfuggita. E nonostante i personaggi principali siano splendidi ed esilaranti, il mio preferito resterà sempre il Presidente, un incrocio tra Reagan e Bush, cazzuto e sfigato allo stesso tempo, completamente pazzo.


 


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E parlando del Presidente, si arriva a toccare il cuore stesso del film: la serie pressoché ininterrotta di gag. Ad ogni comparsa del Presidente ovviamente c’è da morir dal ridere, sia quando accoglie gli alieni prima con il saluto vulcaniano, poi con una pianola, tentando di imitare il messaggio musicale di Incontri ravvicinati del terzo tipo prima di lanciarsi in un balletto forsennato al ritmo del tema portante di Beverly Hills Cop ; oppure quando si ritrova davanti il pulsante per la distruzione totale del mondo accanto a quello per il cappuccino (il migliore del mondo, peraltro!). B.O.B. è completamente decerebrato, il suo rapporto con una gelatina verde è pari solo al combattimento contro i vari Gallaxhar e al tentativo del dottor Scarafaggio di mandare in tilt il computer dell’astronave sfidandolo con un balletto sulla musica degli Aqua (!)


 


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I cinefili, ovviamente, impazziranno a trovare tutte le citazioni. L’intero film, come ho già detto, è un omaggio ai film horror – fantascientifici degli anni 50, a cominciare dai titoli di testa, quando l’omino che pesca sul logo della Dreamworks viene “rapito” da un disco volante identico a quelli usati nei film di Ed Wood o nel vecchio Ultimatum alla Terra. Insettosauro è un omaggio ai film di mostri giapponesi, che univano le bestie più assurde in un’unica creatura, il Dr. Scarafaggio è tratto dalla serie del Dr K, con Vincent Price, precursore del film La Mosca. B.O.B. è ovviamente Blob, tanto che la scena più famosa del film viene riproposta con la gelatina azzurra anziché rosata, mentre l’Anello Mancante somiglia tanto ai vari mostri della palude e della laguna nera. La storia di Ginormica è ispirata invece a Attack of the 50 Foot Woman.



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Comunque sia, che siate cinefili o semplici spettatori, che siate bambini o adulti, questo è un film assolutamente imperdibile (e ringraziamo il cielo che il doppiaggio italiano è fatto da professionisti, e non da nomi famosi…)!!




Rob Letterman e Conrad Vernon sono i due registi della pellicola. Il primo, hawaiano, ha già diretto Shark Tales nel 2004 e ha un film in uscita. Il secondo, Texano, ha diretto Shrek 2, ha 41 anni e un film in uscita.


 


Premiere+DreamWorks+Monsters+Vs+Aliens+Arrivals+9Kwa5ntpnGWlI due registi con Reese Witherspoon


Reese Witherspoon in originale da la voce a Susan/Ginormica. L’attrice dal faccino pulito ha raggiunto il successo con due film decisamente agli antipodi, come Pleasantville e Cruel Intentions. Tra le altre pellicole ricordo American Psycho, La rivincita delle bionde (con un seguito) e Walk The Line, per il quale ha vinto l’Oscar come miglior attrice protagonista. Per la TV ha doppiato un episodio dei Simpson e partecipato a Friends. Ha 33 anni e due film in uscita.


 


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Il buon (in tutti i sensi) Kiefer Sutherland in originale da la voce al Generale W. R. Monger. Figlio leggermente degenere del mitico Donald Sutherland, è tornato alla ribalta in questi anni con il telefilm 24, dopo che la sua carriera, folgorante negli anni ’80, si era arenata nella decade successiva. Tra i suoi film ricordo Stand By Me – Ricordo di un’estate, Ragazzi perduti, Linea mortale, Fuoco cammina con me, Codice d’onore, The Vanishing – Scomparsa, il divertentissimo I tre moschettieri (quello con Depardieu e Tim Curry *__*), Dark City, L.A. Confidential e Mirrors. Ha doppiato episodi dei Simpson e dei Griffin. Ha 43 anni e un film in uscita.


 


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Hugh Laurie in originale da la voce al Dr. Scarafaggio. L’attore inglese è diventato famoso in tutto il mondo per il ruolo di protagonista in Dr. House ma la sua carriera precedente, tra telefilm e comparsate cinematografiche è sterminata. Ha partecipato, con piccoli ruoli, a Ragione e sentimento, La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera, I rubacchiotti, Spice World (cacca sul Dr. House!!! O___O), La maschera di ferro e Stuart Little ( e i suoi due seguiti). Ha partecipato a un episodio di Friends e doppiato uno dei Griffin. Ha 50 anni.


 


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Un altro inglese salito alla ribalta con recenti e demenziali film, Seth Rogen, da la voce a B.O.B. Francamente non ricordo il suo viso, eppure film suoi ne ho visti parecchi, e mi sono rimasti in mente come dei cult: Donnie Darko, The Anchorman – The Legend of Ron Burgundy, e Tu, io e Dupree. E’ anche un ricercato doppiatore, ha infatti lavorato in American Dad!, Shrek Terzo, Ortone e il mondo dei Chi e Kung Fu Panda. Ha 27 anni e due film in uscita, tra cui il remake di Green Hornet, uno dei film più famosi di Bruce Lee.


 


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Will Arnett, canadese, da la voce ad Anello Mancante. Altro caratterista in mille telefilm, tra cui Sex and The City, I Soprano, Law and Order, Will & Grace, Ti presento i miei, anche lui è molto apprezzato per il doppiaggio: ha partecipato a L’era glaciale – Il disgelo, Ratatouille, Ortone e il mondo dei Chi, Sesame Street ed era la terribile voce del falso trailer Don’t, uno dei tanti fake che intervallavano la versione completa di Grindhouse. Ha 39 anni e ben 8 film in uscita.



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Rainn Wilson, americano, da la voce a Galaxxhar. Per la serie: dove ho già visto questa carne da cannone?, il nostro era appunto una delle vittime in La casa dei 1000 corpi. Ha partecipato inoltre a Quasi famosi, I perfetti innamorati, My Super Ex Girlfriend e Juno. Per la TV ha partecipato a Streghe, CSI, Law and Order, Numb3rs e Six Feet Under. Ha 43 anni e due film in uscita.


 


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E ora, invece del solito trailer, beccatevi la mia scena preferita, quella del Presidente ballerino. E' uno SPOILER, non rovinatevi la visione se volete godervi il film fino in fondo. Solo dopo potrete vedervela quante volte volete!!! Decisamente.... ENJOY!!!!


 


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