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martedì 9 agosto 2022

How it Ends (2021)

Questo sarà un post di servizio per mettere in guardia chiunque si facesse venire voglia, come purtroppo è accaduto a me, di guardare How it Ends, scritto e diretto nel 2021 da Zoe Lister-Jones e Daryl Wein e approdato la settimana scorsa su Amazon Prime Video.


Trama: il giorno della fine del mondo Liza, accompagnata dal suo io più giovane, si mette in cammino per risolvere tutte le questioni lasciate in sospeso, prima di concludere la sua esistenza a un party.


Vi è mai capitato che un film vi stesse antipatico a pelle, un po' come succede con le persone? Di solito, con queste ultime mi succede nel momento esatto in cui mi rendo conto che chi ho davanti è un* quaquaraqua, un* che se la crede, un* fint* compagnon* che in realtà ti sta giudicando e pensando "ma guarda te st* sfigat*, sono molto più intelligente e fig* io, diamo corda solo perché mi fa pena". Ecco, le stesse sensazioni le ho provate guardando How it Ends, il film sulla fine del mondo che si crede molto più acuto degli altri film sulla fine del mondo e te lo sbatte in faccia in maniera simpatica, mettendo assieme un mucchio di attori che si sono divertiti un casino a girarlo, tanto che sicuramente buona parte dei dialoghi (come si evince dai "simpaticissimi" titoli di coda) sono stati improvvisati, anche perché trattasi di siparietti pseudo-comici ed arguti che nascondono solo un enorme cumulo di aria fritta derivante dalla necessità di aggiungere qualcosa alla trama semplicissima e derivativa: protagonista (che è anche co-regista e co-sceneggiatrice) deve andare da punto A a punto B, il giorno della fine del mondo, per rimettere a posto tutti gli errori commessi nel corso della vita. Per rendere la cosa più frizzante e alternativa, alla protagonista viene affiancata la sua versione più giovane, una sorta di avatar che dovremmo avere tutti e che solitamente vediamo solo noi, tuttavia con l'arrivo della fine del mondo questo essere immaginario diventa capace di interagire e di essere visto da quasi tutti e molti di quelli che Liza incontra ne hanno una loro versione accanto. In realtà, questo "younger self" serve non tanto per dare un'aura surreale alla vicenda, quanto piuttosto per veicolare il METAFORONE che accompagna il messaggio principale del film, ovvero "tu conti, sei importante, e per vivere bene devi imparare ad amare ed accettare te stesso e a metterti in cima alle priorità". Mi verrebbe da citare Martellone di Boris, guarda. 


L'enorme problema di How it Ends, film girato in pandemia tra amici e con un budget risicato probabilmente utilizzato per appiccicare con lo sputo un asteroide in CGI sullo sfondo che ciccia fuori verso il finale, è che il messaggio finale sarà anche condivisibile e giusto, ma il percorso per arrivarci è una martellata sulle gonadi. Gli incontri che fa Liza nel mezzo del cammin verso la festa di fine mondo vanno dal MEH con velleità hipster (la comica e la cantante) all'orrore di persone che, per la maggior parte, sono la versione moderna e tiratissima per i capelli di Dharma (ve lo ricordate Dharma e Greg?), impegnate in dialoghi che vorrebbero essere simpatici e divertenti, o comunque legati al modo di parlare dei 30/40something di oggi (aggiungo una parentesi: la protagonista ha la mia età e sogna un aldilà dove scoparsi Chalamet. Ma mi tiri il belino??? Che orrore, quell'essere implume che potrebbe essere tuo figlio!!!), ma risultano solo imbarazzanti, nemmeno cringe, diciamo le cose in italiano per non abbassarci ai livelli di How it Ends. Ve lo giuro, il film dura un'ora e 22 e sono riuscita ad addormentarmi almeno sette volte prima di arrivare alla fine; testardamente, ogni volta mandavo indietro e dopo nemmeno un quarto d'ora stavo a occhi rivoltati e con la bava alla bocca, in catalessi, pregando che 'sta tortura a base di dialoghi sul nulla e confronti inutili finisse e maledicendo tutti quelli che si lamentano del mumblegore o degli horror in cui "non succede nulla". Sulle guest star presenti nel film non mi pronuncio, spero che abbiano partecipato o per amicizia o perché ben pagati, non certo perché convinti di poter portare una ventata di freschezza e divertimento alla settima arte. Comunque, c'è da dire che Zoe Lister-Jones e Daryl Wein un traguardo lo hanno raggiunto, ovvero quello di girare un film che finirà quasi sicuramente al primo posto della mia Worst 5 di fine anno. Oh, sempre meglio di nulla!


Di Finn Wolfhard (Ezra), Logan Marshall-Green (Nate), Nick Kroll (Gary), Bradley Whitford (Kenny), Olivia Wilde (Alay), Paul Scheer (Dave), Helen Hunt (Lucinda), Colin Hanks (Charlie) e Charlie Day (Lonny) ho già parlato ai rispettivi link. 

Zoe Lister-Jones è la co-regista e co-sceneggiatrice della pellicola, inoltre interpreta Liza. Americana, ha diretto altri due film, Band Aid e Il rito delle streghe, ovvero il remake di Giovani streghe. Anche produttrice, ha 40 anni ed è l'ex moglie di Daryl Wein.


Daryl Wein è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Lola Versus. Anche attore e produttore, ha 39 anni ed è l'ex marito di Zoe Lister-Jones.


Le guest star del film sono molteplici, anche fuori dal cast di It's Always Sunny in Philadelphia, di cui fanno parte Glenn Howerton (John) e Mary Elizabeth Ellis (Krista): Cailee Spaeny, che interpreta la giovane Liza, era nel cast de Il rito delle streghe, sempre diretto da Zoe Lister-Jones, Whitney Cummings (Mandy) è una famosa comica americana, vista di recente in Studio 666 mentre Fred Armisen è un altro comico comparso anche in The Anchorman. Ciò detto, se cercate un bel film a tema fine del mondo, recuperate These Final Hours e Don't Look Up. ENJOY!

venerdì 27 aprile 2018

Jumanji - Benvenuti nella giungla (2017)

Tra una cosa e l'altra non ero riuscita ad andare al cinema a vedere Jumanji - Benvenuti nella giungla (Jumanji - Welcome to the Jungle), diretto nel 2017 dal regista Jake Kasdan e ispirato al libro Jumanji di Chris Van Allsburg, però appena si è reso disponibile (è uscito la settimana scorsa in DVD e Blu-Ray) l'ho recuperato, spinta dai giudizi positivi di tutti quelli che lo avevano visto!


Trama: quattro adolescenti vengono risucchiati nel videogame Jumanji e bloccati nel corpo di avatar ben diversi da loro. Per tornare alla realtà dovranno finire il gioco ma non sarà facile...



E' sempre facile parlare di come i remake/reboot odierni rovinino l'infanzia di chi, come la sottoscritta, ha vissuto quella fase della vita negli anni '80 o '90, però prima o poi bisogna scendere a patti con l'innegabile fatto che non tutti i prodotti che all'epoca ci sembravano meravigliosi sono riusciti a resistere all'usura del tempo e, insomma, visti oggi risultano davvero poca cosa. Dal mio umile punto di vista nell'elenco dei film da ridimensionare c'è il Jumanji del 1995, ancora oggi molto gradevole per la storia, per gli effetti speciali all'epoca eccelsi e ovviamente per la presenza dell'indimenticabile Robin Williams, ma non una di quelle pellicole che definirei "intoccabili" o impossibili da migliorare e rinfrescare a beneficio delle nuove generazioni. Lo dimostra il fatto che Jumanji - Benvenuti nella giungla, film al quale non avrei dato un euro non tanto per amore dell'originale ma proprio perché mi sembrava una cretinata fatta e finita, è invece un'opera divertentissima ed esaltante dall'inizio alla fine, un bel film D'AVVENTURA come non se ne realizzano più, popolato da personaggi ben definiti e ancor meglio assortiti. Vero è che in questa "versione" della storia si perde un po' il caos portato da un gioco in scatola in grado di modificare la realtà preferendo un videogame che risucchia le persone all'interno di sé stesso (come accadeva, se non ricordo male, nel cartone animato), però questo escamotage narrativo consente di avere per protagonisti dei ragazzi completamente distanti dall'immagine e dai pregi dei loro avatar, con risultati esilaranti, e di sfruttare i cliché dei videogame per creare situazioni estreme che nell'altro film avrebbero sicuramente decretato la morte dei personaggi, raggiungendo così un risultato ancora più spettacolare. L'unico difetto riscontrabile in fase di sceneggiatura è a mio parere la presenza di un villain schifido quanto si vuole ma poco presente e, ancor peggio, poco carismatico, ma se si guarda alla sua natura come a quella di un cattivo, per l'appunto, "da videogame", la cosa avrebbe anche senso, così come ha senso la palese suddivisione in livelli con prove da superare sempre più ardue, enigmi, insidie nascoste ed easter egg come nella miglior tradizione dei videogiochi d'avventura anni '80/'90.


Detto questo, al di là della trama simpatica e degli effetti speciali bellissimi, soprattutto quando sono implicati gli animali (qui ci sono elefanti, ippopotami, rinoceronti, ghepardi, serpenti ed insetti assortiti) e i modi rocamboleschi in cui i nostri devono cercare di fuggire dalla loro minaccia, ciò che ho amato di questo Jumanji sono gli attori. Mai avrei creduto di dover tessere l'elogio di Dwayne Johnson su questo blog ma il vecchio "The Rock" ha trovato il modo perfetto di mettere al servizio del divertimento dello spettatore il suo fisico prendendosi in giro in maniera deliziosa, una cosa che era riuscita bene solo allo Schwarzenegger dei tempi d'oro: vedere il personaggio di Smolder Bravestone "smolderare" per davvero (se qualcuno sa com'è stato reso il gioco di parole in italiano me lo fa sapere, per cortesia? Thanks!) oppure strillare come una pazza alla vista di uno scoiattolo mi ha aperto gli occhi su quanto Dwayne Johnson sia un attore molto onesto e versatile anche se non arriverà mai a vincere l'Oscar e per questo non posso che volergli bene. Il migliore, neanche a dirlo, resta però sempre Jack Black negli inediti panni di ragazzina piena di sé intrappolata nel corpo di un ciccione, ruolo che molti comici avrebbero caricato fino a renderlo ridicolo mentre invece l'ottimo Jack scava nella psiche di Bethany, facendola maturare man mano che l'avventura in Jumanji prosegue, al punto che sinceramente sul finale mi si è spezzato il cuore per un motivo che non vi spoilero. Bravissimi anche l'atletica Karen Gillan (strepitosa nelle coreografie "danzerecce") e l'esilarante Kevin Hart, ognuno alle prese con personaggi difficili da delineare tenendo conto sia della loro natura umana che di quella videoludica e per questo ancora più apprezzabili. Jumanji - Benvenuti nella giungla non sarà il film dell'anno ma mette tranquillamente a tacere tutti i criticoni malcontenti dell'internet senza devastare l'infanzia a chicchessia e, soprattutto, fa venire voglia di veder tornare Smolder Bravestone e i suoi compari (senza dimenticare l'adorabile e britannico Nigel) per una nuova avventura scandita dal suono dei terribili tamburi di Jumanji!


Di Dwayne Johnson (Spencer), Kevin Hart (Fridge), Jack Black (Bethany), Karen Gillan (Martha), Rhys Darby (Nigel), Bobby Cannavale (Van Pelt), Missi Pyle (Coach Web) e Tim Matheson (Vecchio Vreeke), ho parlato già ai rispettivi link.

Jake Kasdan è il regista della pellicola. Americano, figlio di Lawrence Kasdan, ha diretto film come Orange County e Bad Teacher - Una cattiva maestra. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 44 anni.


Alex Wolff interpreta il giovane Spencer. Fratello ancor più brutto ma decisamente più simpatico di Nat Wolff, ha partecipato a film come Lo spaventapassere, Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, My Friend Dahmer e a serie quali Monk, inoltre ha lavorato come doppiatore per l'edizione USA de La collina dei papaveri. Americano, ha 21 anni e tre film in uscita.


Colin Hanks interpreta Alex da adulto. Americano, figlio di Tom Hanks, ha partecipato a film come Music Graffiti, Orange County, King Kong, Tenacious D e il destino del rock, Parkland e a serie quali Roswell, Band of Brothers, The O.C., Numb3rs, Dexter e Fargo, inoltre ha lavorato come doppiatore in serie come Robot Chicken. Anche regista e produttore, ha 41 anni.


Nick Jonas, che interpreta Alex, oltre ad essere un membro di quei Jonas Brothers di cui fortunatamente oggi non dovrebbe ricordarsi nessuno era anche il mitico Boone della prima serie di Scream Queens; il fanciullo ha funto da ripiego per Tom Holland, scelto per il ruolo ma impegnato sul set di Spider-Man: Homecoming. Ovviamente, se Jumanji - Benvenuti nella giungla vi fosse piaciuto dovete recuperare il suo "prequel" Jumanji e aspettare un terzo capitolo della saga, visto che pochi mesi fa sono stati riconfermati sceneggiatori e cast al gran completo! ENJOY!

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