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martedì 9 agosto 2022

How it Ends (2021)

Questo sarà un post di servizio per mettere in guardia chiunque si facesse venire voglia, come purtroppo è accaduto a me, di guardare How it Ends, scritto e diretto nel 2021 da Zoe Lister-Jones e Daryl Wein e approdato la settimana scorsa su Amazon Prime Video.


Trama: il giorno della fine del mondo Liza, accompagnata dal suo io più giovane, si mette in cammino per risolvere tutte le questioni lasciate in sospeso, prima di concludere la sua esistenza a un party.


Vi è mai capitato che un film vi stesse antipatico a pelle, un po' come succede con le persone? Di solito, con queste ultime mi succede nel momento esatto in cui mi rendo conto che chi ho davanti è un* quaquaraqua, un* che se la crede, un* fint* compagnon* che in realtà ti sta giudicando e pensando "ma guarda te st* sfigat*, sono molto più intelligente e fig* io, diamo corda solo perché mi fa pena". Ecco, le stesse sensazioni le ho provate guardando How it Ends, il film sulla fine del mondo che si crede molto più acuto degli altri film sulla fine del mondo e te lo sbatte in faccia in maniera simpatica, mettendo assieme un mucchio di attori che si sono divertiti un casino a girarlo, tanto che sicuramente buona parte dei dialoghi (come si evince dai "simpaticissimi" titoli di coda) sono stati improvvisati, anche perché trattasi di siparietti pseudo-comici ed arguti che nascondono solo un enorme cumulo di aria fritta derivante dalla necessità di aggiungere qualcosa alla trama semplicissima e derivativa: protagonista (che è anche co-regista e co-sceneggiatrice) deve andare da punto A a punto B, il giorno della fine del mondo, per rimettere a posto tutti gli errori commessi nel corso della vita. Per rendere la cosa più frizzante e alternativa, alla protagonista viene affiancata la sua versione più giovane, una sorta di avatar che dovremmo avere tutti e che solitamente vediamo solo noi, tuttavia con l'arrivo della fine del mondo questo essere immaginario diventa capace di interagire e di essere visto da quasi tutti e molti di quelli che Liza incontra ne hanno una loro versione accanto. In realtà, questo "younger self" serve non tanto per dare un'aura surreale alla vicenda, quanto piuttosto per veicolare il METAFORONE che accompagna il messaggio principale del film, ovvero "tu conti, sei importante, e per vivere bene devi imparare ad amare ed accettare te stesso e a metterti in cima alle priorità". Mi verrebbe da citare Martellone di Boris, guarda. 


L'enorme problema di How it Ends, film girato in pandemia tra amici e con un budget risicato probabilmente utilizzato per appiccicare con lo sputo un asteroide in CGI sullo sfondo che ciccia fuori verso il finale, è che il messaggio finale sarà anche condivisibile e giusto, ma il percorso per arrivarci è una martellata sulle gonadi. Gli incontri che fa Liza nel mezzo del cammin verso la festa di fine mondo vanno dal MEH con velleità hipster (la comica e la cantante) all'orrore di persone che, per la maggior parte, sono la versione moderna e tiratissima per i capelli di Dharma (ve lo ricordate Dharma e Greg?), impegnate in dialoghi che vorrebbero essere simpatici e divertenti, o comunque legati al modo di parlare dei 30/40something di oggi (aggiungo una parentesi: la protagonista ha la mia età e sogna un aldilà dove scoparsi Chalamet. Ma mi tiri il belino??? Che orrore, quell'essere implume che potrebbe essere tuo figlio!!!), ma risultano solo imbarazzanti, nemmeno cringe, diciamo le cose in italiano per non abbassarci ai livelli di How it Ends. Ve lo giuro, il film dura un'ora e 22 e sono riuscita ad addormentarmi almeno sette volte prima di arrivare alla fine; testardamente, ogni volta mandavo indietro e dopo nemmeno un quarto d'ora stavo a occhi rivoltati e con la bava alla bocca, in catalessi, pregando che 'sta tortura a base di dialoghi sul nulla e confronti inutili finisse e maledicendo tutti quelli che si lamentano del mumblegore o degli horror in cui "non succede nulla". Sulle guest star presenti nel film non mi pronuncio, spero che abbiano partecipato o per amicizia o perché ben pagati, non certo perché convinti di poter portare una ventata di freschezza e divertimento alla settima arte. Comunque, c'è da dire che Zoe Lister-Jones e Daryl Wein un traguardo lo hanno raggiunto, ovvero quello di girare un film che finirà quasi sicuramente al primo posto della mia Worst 5 di fine anno. Oh, sempre meglio di nulla!


Di Finn Wolfhard (Ezra), Logan Marshall-Green (Nate), Nick Kroll (Gary), Bradley Whitford (Kenny), Olivia Wilde (Alay), Paul Scheer (Dave), Helen Hunt (Lucinda), Colin Hanks (Charlie) e Charlie Day (Lonny) ho già parlato ai rispettivi link. 

Zoe Lister-Jones è la co-regista e co-sceneggiatrice della pellicola, inoltre interpreta Liza. Americana, ha diretto altri due film, Band Aid e Il rito delle streghe, ovvero il remake di Giovani streghe. Anche produttrice, ha 40 anni ed è l'ex moglie di Daryl Wein.


Daryl Wein è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Lola Versus. Anche attore e produttore, ha 39 anni ed è l'ex marito di Zoe Lister-Jones.


Le guest star del film sono molteplici, anche fuori dal cast di It's Always Sunny in Philadelphia, di cui fanno parte Glenn Howerton (John) e Mary Elizabeth Ellis (Krista): Cailee Spaeny, che interpreta la giovane Liza, era nel cast de Il rito delle streghe, sempre diretto da Zoe Lister-Jones, Whitney Cummings (Mandy) è una famosa comica americana, vista di recente in Studio 666 mentre Fred Armisen è un altro comico comparso anche in The Anchorman. Ciò detto, se cercate un bel film a tema fine del mondo, recuperate These Final Hours e Don't Look Up. ENJOY!

venerdì 9 agosto 2019

Hotel Artemis (2018)

Come ho scritto su Facebook, poiché debbo vergognarmi di non aver apprezzato in toto Midsommar ho deciso di tornare su film più terra terra e comprensibili anche dagli ignoranti come me. Ergo, domenica sono corsa al cinema per vedere Hotel Artemis, scritto e diretto nel 2018 dal regista Drew Pearce.


Trama: in una Los Angeles del futuro piagata da violentissime insurrezioni, un'infermiera gestisce l'Hotel Artemis, luogo dove i peggiori criminali vengono curati con metodi all'avanguardia.


Tanto è stato il trauma post-Midsommar, che persino questo Hotel Artemis mi è sembrato meno ignorante di quanto avrei preventivato e adesso mi sento in difetto a scriverne. Scherzi a parte, mi aspettavo una brutta copia di John Wick e dell'Hotel Continental dove i criminali vanno a far la bella vita o si rifugiano approfittando delle regole ferree della struttura (la prima, su tutte, è che non ci si può uccidere a vicenda all'interno dell'hotel), in realtà sia le regole dell'Artemis che le insurrezioni popolari all'interno di una Los Angeles in piena crisi idrica fungono da contorno per raccontare la storia dell'infermiera Thomas, donna piagata dalla vita e da un passato doloroso, chiusa all'interno di un hotel dotato di un regolamento rigidissimo poiché impossibilitata ad affrontare un esterno sregolato e pericoloso. All'interno dell'Artemis si intrecciano storie di varia umanità più o meno interessante e più o meno legata ai cliché del genere: se la bella e micidiale Nice, il vanaglorioso Acapulco e il pericolosissimo Re Lupo sono personaggi abbastanza monodimensionali utilizzati come meri strumenti per far proseguire la trama in una determinata direzione, altri come Waikiki e l'infermiere Everest (oltre alla stessa Thomas) offrono quel minimo di "approfondimento psicologico" che porta gli spettatori a considerarli più di carne da macello e a dispiacersi/interessarsi per il loro destino. In effetti, Hotel Artemis non è solo la sagra delle botte, anzi, di queste non se ne vedono nemmeno tantissime, almeno fino alla fine del primo tempo, mentre invece l'atmosfera è spesso malinconica e drammatica, forse grazie alla presenza di una Jodie Foster che ha palesemente preso a cuore il suo personaggio dandogli quella dignità che altre avrebbero trasformato in ridicolo involontario.


Drew Pearce, al suo semi-esordio dietro la macchina da presa dopo parecchie prove come sceneggiatore, sceglie di non sbragare come farebbero i novellini entusiasti ma si mantiene comunque nel decoro di una sceneggiatura "tranquilla" e piacevole, a modo suo, e di una regia che valorizza al meglio gli ambienti decadenti e anche un po' kitsh dell'Hotel Artemis; al montaggio, per fortuna, le poche botte non vengono sacrificate né rese confuse e in generale si ha l'impressione che l'intero reparto visivo di Hotel Artemis sia stato curato da gente che sa fare il suo mestiere. Cosa che, per inciso, vale anche per gli altri attori che affiancano Jodie Foster, salvo un paio di eccezioni nelle quali rientra, porca misera, un Zachary Quinto che tra il figlio scemo del boss e il vecchio pederasta di N0S4A2 pare non azzeccare più un ruolo. Meravigliosi, invece, Dave Bautista e Sofia Boutella. Il primo si riconferma uno dei pochi manzi capaci di rendere riconoscibili i suoi personaggi tutti muscoli dotandoli di un cuore e un'anima sempre diversi, la seconda è semplicemente una macchina da guerra sexy da morire e meriterebbe di comparire in ogni film che preveda anche un singolo pugno (o calcio) dato da una bella fanciulla a rozzi e sacrificabili henchmen. Si può dire dunque che Hotel Artemis meriterebbe la visione anche solo per vederli all'opera ma alla fine è l'intero film a confermarsi godibile e meno stupido di quanto sembrasse dal trailer. Dategli una chance, se vi va.


Di Jodie Foster (Infermiera Thomas), Sofia Boutella (Nice), Jeff Goldblum (Niagara), Brian Tyree Henry (Honolulu), Zachary Quinto (Crosby Franklin), Charlie Day (Acapulco), Dave Bautista (Everest) e Kenneth Choi (Buke) ho parlato ai rispettivi link.

Drew Pearce è il regista e sceneggiatore della pellicola, alla sua prima prova con un lungometraggio. Anche produttore e attore, ha 44 anni.


Sterling K. Brown interpreta Waikiki. Americano, ha partecipato a film come Black Panther, The Predator e a serie quali E.R. Medici in prima linea, Alias, Supernatural, Medium, American Crime Story; come doppiatore ha lavorato in Robot Chicken. Anche produttore, ha 43 anni e tre film in uscita tra i quali Frozen II - Il segreto di Arendelle.


Jenny Slate interpreta Morgan. Americana, ha partecipato a film come Venom; come doppiatrice ha lavorato in Zootropolis, Pets - Vita da animali, LEGO Batman - Il film, Cattivissimo me 3, Pets 2: Vita da animali e serie come Adventure Times, Muppet Babies e I Simpson. Anche sceneggiatrice e produttrice, ha 37 anni e due film in uscita.


Se il film vi fosse piaciuto recuperate la trilogia di John Wick, Atomica bionda e Polar. ENJOY!


venerdì 16 giugno 2017

The Lego Movie (2014)

L'avevo snobbato all'uscita cinematografica ma ora ho finalmente recuperato anche io The Lego Movie, diretto e sceneggiato nel 2014 dai registi Phil Lord e Christopher Miller.


Trama: nella città di Bricksville, un operaio edile viene designato come "prescelto" dopo avere trovato per caso il cosiddetto "pezzo forte", l'unica arma in grado di contrastare il perfido Lord Business, intenzionato ad utilizzare il Kragle per distruggere l'universo Lego...



Come ho detto all'inizio, all'epoca avevo snobbato The Lego Movie per un motivo molto ma molto semplice: carini i Lego, sì, ma non mi hanno mai entusiasmata, neppure da piccola. Sarà che i miei tendevano a non comprarmi molti giocattoli (e si vede, visto che ora mi scoppio degli stipendi in cazzate, per compensare) o magari perché, abitando in un paesino, non era neppure così facile vedere quei set "meravigliosiiii" figli degli anni '80 per i quali molti nerd hanno provato un tuffo al cuore ritrovandoli nel film, sta di fatto che da bambina preferivo giocare con altre cose e, crescendo, l'avvento dei Lego Store non ha scatenato in me il desiderio di fare follie (se però mi regalate la caserma Lego dei Ghostbusters non mi offendo, giuro). La visione di The Lego Movie è stata tuttavia molto piacevole e divertente, sebbene mi sia dispiaciuto non cogliere tutte le citazioni legate al mondo dei mattoncini; la storia di Emmet, "medioman" assoluto se mai ne è esistito uno, entusiasta di una vita programmata al confronto della quale Matrix e The Truman Show sono delle barzellette, è avvincente e nasconde molte sorprese inaspettate, oltre ad essere una bellissima parodia dei due film già citati. Perfetto sia per gli adulti che per i bambini, The Lego Movie strappa moltissime risate e fa riflettere, non solo quando sottolinea l'importanza del lavoro di squadra, dell'amicizia e dello sviluppo delle capacità individuali (mi è piaciuto molto in modo in cui gli sceneggiatori sono riusciti a comunicare il ruolo chiave di una persona magari priva di fantasia ma capace di organizzare al meglio il lavoro altrui, così da far risaltare le qualità di ognuno) ma anche, e soprattutto, durante la rivelazione dell'intelligentissimo twist finale, che mi ha strappato più di una lacrima commossa. Seguire le vicende di Emmet e compagnia, poi, è veramente spassoso, anche perché tutti i personaggi, buoni o cattivi che siano, sono ben caratterizzati e, diciamolo, The Lego Movie mette in scena il Batman migliore di sempre, secondo solo al Renato di Sensualità a Corte, al punto che ora finalmente comprendo la necessità di uno spin-off interamente dedicato a lui.


In tutto questo, The Lego Movie è soprattutto realizzato benissimo. Favoloso mix di computer graphic, stop motion e live action, ha il pregio di non avere neppure una scena che non sia riproponibile con l'ausilio di mattoncini e, soprattutto, i realizzatori hanno scelto di mantenere la rigidità di movimenti che avrebbe, ragionevolmente, un Lego semovente, senza ricorrere a camminate o corse fluide e naturali. Per chi, come me, non è ferrato in materia Lego, probabilmente avranno più valore i dettagli "reali" inseriti qui e là, come per esempio la collezione di materiali umani che fa bella mostra nell'ufficio di Lord Business, ma vedere un mare o delle fiamme realizzati interamente di mattoncini, oltre che un branco di maialini che esplodono in un tripudio di salsicce Lego scalda il cuore, lo ammetto. I Lego fan all'ultimo stadio invece apprezzeranno il fantasioso utilizzo di moltissimi set più o meno famosi, combinati in maniere spesso esilaranti ma comunque riconoscibili, e soprattutto il potere che hanno alcuni personaggi di plasmare letteralmente la realtà che li circonda, ricavando una moto da un muro o un'astronave, la benedetta astronave che non c'è verso di completare. Io, molto banalmente, ho adorato il fatto che a molteplici set siano corrisposti improbabili crossover tra personaggi di film, fumetti, universi e serie TV che mai avrebbero potuto comparire assieme in un film (stupenda la gag Silente/Gandalf) e, ovviamente, non riesco a togliermi dalla testa il brano portante della colonna sonora, E' meraviglioso... anche se la canzone di Batman è molto, ma molto meglio. D'altronde stiamo parlando del Cavaliere Oscuro versione rapper, che cavolo!


Di Will Arnett (voce originale di Batman, in italiano doppiato da Claudio Santamaria), Elizabeth Banks (Wyldstyle/Lucy), Charlie Day (Benny), Will Ferrell (Lord Business/Presidente Business/Uomo del piano di sopra), Morgan Freeman (Vitruvius), Jonah Hill (Lanterna Verde), Liam Neeson (Poliziotto buono/Poliziotto cattivo/Papà poliziotto), Chris Pratt (Emmet), Cobie Smulders (Wonder Woman), Channing Tatum (Superman) e Billy Dee William (Lando) ho già parlato ai rispettivi link.

Phil Lord (vero nome Philip A. Lord) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Piovono polpette, 21 Jump Street e 22 Jump Street. Anche produttore, doppiatore e animatore, ha 42 anni e un film in uscita, la pellicola dedicata ad Han Solo che dovrebbe uscire l'anno prossimo.


Christopher Miller è il regista e co-sceneggiatore della pellicola, inoltre doppia in originale il presentatore. Americano, ha diretto film come Piovono polpette, 21 Jump Street e 22 Jump Street. Anche produttore e animatore, ha 42 anni e un film in uscita, la pellicola dedicata ad Han Solo che dovrebbe uscire l'anno prossimo.


Tra le altre guest star presenti nel film, Anthony Daniels presta anche qui la voce allo storico C-3PO mentre Shaquille O'Neal interpreta la sua versione Lego. Non so per quale motivo, è stata abbandonata l'idea di fare doppiare Batman da Michael Keaton, Val Kilmer, George Clooney o Christian Bale; allo stesso modo, Indiana Jones e R2-D2 hanno perso il ruolo di co-protagonisti principali che era stato loro assegnato nelle prime fasi di sceneggiatura mentre a Denzel Washington è stato preferito Morgan Freeman per doppiare Vitruvius. Da The Lego Movie sono nati due spin-off, uno già uscito (The LEGO Batman Movie) e The LEGO NINJAGO Movie, che dovrebbe uscire il 22 settembre in America ma non ha ancora una data italiana, mentre The Lego Movie Sequel è previsto per il 2019; nell'attesa, se The LEGO Movie vi fosse piaciuto recuperate The LEGO Batman Movie, Ralph Spaccatutto e la saga di Toy Story. ENJOY!


domenica 18 gennaio 2015

Come ammazzare il capo 2 (2014)

Dopo tre anni tornano sugli schermi Nick, Kurt e Dale, protagonisti di Come ammazzare il capo 2 (Horrible Bosses 2), diretto e co-sceneggiato nel 2014 dal regista Sean Anders. Il tempo avrà giovato ai tre "assassini" di capi?


Trama: Nick, Kurt e Dale, tutti liberi dai rispettivi boss, decidono di mettersi in proprio e commercializzare un improbabile Shower Buddy. Il magnate Bert Hanson si offre di acquistarlo e distribuirlo ma alla fine li truffa e i tre decidono di vendicarsi ricorrendo non all'omicidio... bensì al rapimento!


Come ammazzare il capo... e vivere felici era un film che mi aveva fatta molto divertire, simpatico, fresco e frizzante. Ovviamente, non avevo grandissime pretese quando ho cominciato a guardare Come ammazzare il capo 2 ma lo stesso mi sono cimentata nell'impresa proprio in virtù dell'esilarante primo capitolo. Purtroppo, devo dire che i miei "timori" sono stati confermati perché ci sono un paio di cose che fregano questo sequel, rendendolo meno divertente e un po' più insopportabile. Il secondo difetto, che va ad alimentare il primo, deriva dal suo essere troppo simile a Una notte da leoni per quel che riguarda l'imbecillità dei personaggi; ora, so bene che stiamo parlando di una commedia demenziale quindi non mi aspetto che i protagonisti siano Einstein o dotati di qualsivoglia profondità però non mi capacito del fatto che, mentre Nick è rimasto più o meno lo stesso, Kurt e Dale siano regrediti ad uno stadio di stupidità tale che al confronto Peter Griffin è Margherita Hack, bonanima. A questo aggiungete il fatto che il plot, di base, cambia davvero poco. Ai tentativi di omicidio si sostituiscono quelli di rapimento ma l'incapacità dei tre protagonisti non muta e il risultato è una fotocopia sbiadita, con molto meno humor nero, di Come ammazzare il capo... e vivere felici, tanto che i momenti davvero divertenti non sono quelli che cercano di cambiare un po' la situazione ma, paradossalmente, sono quelli che ripropongono le stesse identiche gag del capitolo precedente, facendole "evolvere" il minimo indispensabile, come quelle che riguardano la ninfomane Julia (e finalmente capiamo il perché della sua fissa per Dale!) e il bastardissimo Dave Arken. La riproposta di questi due "villain", tra l'altro, aiuta a superare il diludendo causato dalle due new entry, Hanson padre e figlio, il primo troppo stereotipato ed ininfluente per venire minimamente ricordato e il secondo anche troppo carismatico e sfiancante.


Purtroppo trama e caratterizzazioni influiscono anche sul rendimento degli attori. Mi fa male al cuore dirlo ma, mentre Kevin Spacey e Jennifer Aniston diventano l'unico motivo di guardare Come ammazzare il capo 2 e si elevano al rango di guest star di lusso, Christoph Waltz viene semplicemente sprecato e non viene resa alcuna giustizia alla sua incommensurabile gigioneria; va un po' meglio a Chris Pine invece, che si è sicuramente divertito e si vede, ma non per questo il suo personaggio mi ha entusiasmata, anzi. Bateman, Sudeikis e Day sono sempre molto affiatati e questo giova parecchio al clima generale della pellicola anche se Day, che tra l'altro era quello che mi aveva più convinta nel primo capitolo, mi è sembrato parecchio sotto tono, mentre Jamie Foxx ottiene un po' più di tempo sullo schermo e porta dignitosamente a casa la pagnotta, ritagliandosi anche una scenetta finale tutta sua, degno preludio al solito gag reel che accompagna i titoli di coda (altro aspetto del film che mi ha un po' delusa. Speravo in retroscena esilaranti su Waltz, invece la scenetta che lo riguarda è la più brutta di tutte). Francamente, c'è poco altro da dire su Come ammazzare il capo 2 anche perché, dall'alto della mia ignoranza "tecnica", non mi sono praticamente accorta del cambio di regia, forse questo capitolo è giusto un po' più movimentato per quel che riguarda inseguimenti in auto e scene d'azione ma non ci sono delle sequenze che rimangono particolarmente impresse. Insomma, se vi è piaciuto Come ammazzare il capo... e vivere felici potete anche concedere una chance a Come ammazzare il capo 2 e farvi un paio di risate ogni tanto ma non aspettatevi chissà cosa e, soprattutto, pregate che a nessuno venga mai in mente di girare un terzo capitolo!


Di Jason Bateman (Nick Hendricks), Jason Sudeikis (Kurt Buckman), Charlie Day (Dale Arbus), Jennifer Aniston (Dr. Julia Harris), Kevin Spacey (Dave Arken), Jamie Foxx (Dean "Fottimadre" Jones), Chris Pine (Rex Hanson) e Christoph Waltz (Bert Hanson) ho già parlato ai rispettivi link.

Sean Anders è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Sex Movie in 4D. Anche produttore e attore, ha un film in uscita.


Tommy Lee Jones e Jack Nicholson erano stati presi in considerazione per il ruolo di Bert Hanson mentre l'idea di Jason Sudeikis, poi non messa in pratica, era quella di mostrare i tre protagonisti di Una notte da leoni che andavano a parlare da Fottimadre subito dopo Nick, Kurt e Dale. Il film segue, ovviamente, gli eventi di Come ammazzare il capo... e vivere felici; se vi fosse piaciuto recuperatelo e aggiungete magari la già citata serie Una notte da leoni, Facciamola finita e The Interview. ENJOY!

martedì 27 agosto 2013

Monsters University (2013)

Domenica sera siamo andati con una coppia di amici (io ero la figlioletta viziata, ovviamente) a vedere il seguito dell'amato Monsters & Co., Monsters University del regista Dan Scanlon.


Trama: Mike Wazowki ha una sola aspirazione nella vita, cioé andare alla Monsters University e diventare il miglior spaventatore esistente. Per dimostrare il proprio valore dopo essere finito nei guai per colpa del bulletto fancazzista Sulley, il nostro eroe decide di partecipare ad una sorta di olimpiadi dello spavento mettendo su una squadra a dir poco sgangherata....


L'ho sempre detto, fin dalla prima visione di Monsters & Co.: Mike è il mio personaggio preferito e meriterebbe un film tutto suo. Ecco, con Monsters University sono stata accontentata perché il monocolo verde è diventato praticamente il protagonista assoluto e i realizzatori si sono divertiti ad indagarne il carattere adorabile, scoppiettante e deciso. Il cartone animato è uno dei migliori racconti di formazione che abbia mai visto su grande schermo, in primis perché non si concede al facile happy ending e poi perché, per una volta, non incoraggia i bambini ad impegnarsi per realizzare un sogno assurdo (che so, mi vengono in mente le sciacquettine di quei film sulla danza che, dal nulla, diventano le più brave della scuola tanto per...) bensì li spinge a tirare fuori il meglio di sé stessi per diventare quello per cui sono più portati anche se questo cozza con le loro speranze e, cosa ancora più importante in questo mondo dove viene celebrato il successo a tutti i costi, insegna ad accettare con filosofia un eventuale fallimento. Imbastendo una trama divertente ed emozionante gli sceneggiatori si sono collegati perfettamente al primo film non solo con rimandi e citazioni, come l'apparizione di Roz o i titoli di testa animati, ma anche tramite un filo logico che spiega come, quando e perché Sulley, Mike e Randal sono diventati i personaggi che abbiamo conosciuto in Monsters & Co.


Assieme ai personaggi vecchi, ovviamente, ne troviamo anche di nuovi, uno più bello dell'altro. Per una volta, a dire la verità, i villain sono un po' insipidi e poco divertenti ma compensano tutti i membri della Oozma Kappa con le loro assurde trovate, soprattutto il meraviglioso, cicciosissimo Squishy che, peraltro, io e la Noruzza abbiamo indicato come il più spaventoso in assoluto e, dall'alto del suo aplomb britannico, anche la temibile rettrice Tritamarmo si becca tutta la mia ammirazione. Gag a profusione, dunque, e momenti in cui ci si riesce a commuovere, sebbene senza lacrimuccia, rendono Monsters University, assieme al suo messaggio edificante, un film adattissimo per i bambini con alcuni regali anche per noi grandi, tutti sull'onda del citazionismo vintage: Animal House, La rivincita dei nerds, Carrie e il ritorno di una delle icone degli anni '80, la terribile bibliotecaria dei Ghostbusters! Per quanto riguarda la tecnica, invece, sono stati fatti dei passi da gigante e i personaggi sono più belli, colorati e realistici che mai, senza contare la meraviglia degli edifici esterni del campus e l'interno dell'inquietante, splendida sala dove i nostri fanno lezione la prima volta.


Come avrete capito, Monsters University è un film godibile quasi quanto il capostipite e ve lo consiglio senza riserve, avvertendovi di rimanere fino alla fine dei lunghissimi titoli di coda (anche dopo i nomi dei doppiatori italiani) per una simpatica scena post credits. E detto questo, lasciatemi spendere due parole anche per il delizioso corto che, come da tradizione Pixar, precede la pellicola, ovvero The Blue Umbrella di Saschka Unseld. La storia dell'ombrellino blu è pura poesia condensata ed effettivamente non dispone al meglio ad affrontare la strabordante cazzoneria di Monsters University ma la vista della città felice ed accarezzata dalla pioggia, la semplicità di uno sguardo e un tocco tra un ombrello blu e un'ombrellina rossa e la musica delicata che accompagna questo corto sono dei grandissimi esempi di come basti davvero poco a prendere il cuore e la mente dello spettatore ed accompagnarli lontano, lontano...


Billy Crystal (Mike), John Goodman (Sulley), Steve Buscemi (Randy), Helen Mirren (Abigail Tritamarmo – Dean Hardscrabble in originale), Joel Murray (Don), Charlie Day (Art), Nathan Fillion (Johnny Worthington) e Bonnie Hunt (Mrs. Graves) li trovate tutti ai rispettivi link.
 
Dan Scanlon è il regista e co-sceneggiatore della pellicola, al suo secondo film. Americano, anche doppiatore, animatore e produttore, ha 36 anni.


Sean Hayes presta la voce a Terri, che da noi è doppiato da Francesco Mandelli (mentre la seconda testa Terry è doppiata dal Biggio). Indimenticabile Jack della serie Will & Grace, ha partecipato anche al film Il gatto… e il cappello matto e ad episodi di Scrubs e 30 Rock. Anche produttore e sceneggiatore, ha 43 anni.


Alfred Molina presta la voce al professor Knight. Inglese, lo ricordo per film come I predatori dell’arca perduta, Ladyhawke, Specie mortale, Boogie Nights – L’altra Hollywood, Magnolia, Chocolat, Identità, Spider-Man 2 e Il codice DaVinci, inoltre ha partecipato alle serie Miami Vice e Monk. Anche produttore, ha 60 anni e undici film in uscita. 


Pare che i realizzatori si fossero ricordati del piccolo particolare che ho notato durante la visione di Monsters & Co., ovvero quel dialogo in cui Mike rinfaccia scherzosamente a Sulley di essere stato geloso del suo aspetto sin dalle elementari, e che avessero provato ad inserire in Monsters University un breve incontro che sarebbe stato poi dimenticato da entrambi, ma l’idea è stata accantonata perché avrebbe distolto l’attenzione dal vero fulcro della storia. A parte questo, l’anno prossimo dovrebbe uscire un corto dal titolo Party Central con protagonisti tutti i mostri della Monsters University e che molto probabilmente finirà nel DVD del film principale. Nell’attesa, se il film vi è piaciuto recuperate Monsters & Co. oppure cambiate genere e buttatevi su Animal House e La rivincita dei Nerds. ENJOY!!

venerdì 19 luglio 2013

Pacific Rim (2013)

E così domenica sera ce l’ho fatta anch’io a vedere l’incredibile film che da mesi teneva in scacco tutti i nerd del pianeta e buona parte di chi la parola nerd nemmeno la conosce. Sto parlando, ovviamente, di Pacific Rim di Guillermo Del Toro.


Trama: nel futuro, la Terra è minacciata dai Kaiju, giganteschi mostri che periodicamente compaiono attraverso una breccia sottomarina. Per combatterli, sono stati creati gli Jaeger, robot pilotati da esseri umani interconnessi tra loro, ma anche questi prodigi della tecnica sembrano non bastare più…


Davanti ai robottoni e ai mostri giganti la mia reazione è pari a quella di Nami e Robin quando Franky spara i suoi laser: un’alzata di spalle e lo sguardo indulgente di chi sta pensando “e quindi…?”. Stessa cosa di fronte ai mostri, a meno che non si parli di quelli un po' più horror e un po' meno animaloni troppo cresciuti. Immaginate, quindi, lo scetticismo con cui entravo nel cinema, nonostante il grande nome di Guillermo Del Toro e la speranza di godermi l'ennesima performance di Ron Perlman. Non era assolutamente previsto che io rimanessi a bocca spalancata come una bimba idiota a fare "oooh" e "aaah" o a trasalire sulla poltrona quando la situazione si fosse fatta (prevedibilmente, poi ne parliamo) pesa o persino a piangere come un vitello davanti alle urla disperate di una povera bimba giapponese abbandonata in mezzo all'apocalisse. E invece è successo. Mi sono messa a tifare per gli Jaeger e i loro piloti, mordendomi le dita ogni volta che veniva dichiarata la comparsa di un kaiju di categoria superiore (all'ultimo ho praticamente urlato "occazzo, Chtulhu!!", chiedo ancora scusa a chi mi sedeva accanto...), ho seguito i virtuosismi di Del Toro, quelle vertiginose inquadrature dal basso che accentuavano ancor più la grandezza dei robottoni, ho (ri)toccato con mano il potere fantastico del cinema e degli effetti speciali davanti a delle creature così ben fatte che sembravano essere state riprese dal vero, mi sono lasciata coinvolgere dalle elaboratissime battaglie tra questi colossi, ho riso come una pazza davanti alla sboroneria del personaggio di Perlman e al nerdismo di quel gran pezzo di figo di Charlie Day e in un paio di momenti ho persino applaudito davanti alla grandezza del Pentecost di Idris Elba (nella fattispecie quando urla in faccia a quel minchiafritta del protagonista e quando si staglia come un Dio Norreno "qualsiasi" contro il Sol Levante).


Davanti all'entusiasmo e al perfezionismo visionario di Del Toro ho ignorato, quindi, quel zankoku no tenshi no teze che mi è risuonato in testa fin dalla prima sequenza della pellicola, ho sorvolato sul fatto che ogni risvolto della trama e ogni caratterizzazione dei personaggi (protagonista e bulletto sono praticamente identici, poi dicono degli orientali...) seguisse così pedissequamente i topoi del genere che ogni colpo di scena, se così si può chiamare, venisse direttamente comunicato dagli sceneggiatori agli spettatori tramite telefono incorporato alla poltrona, ho persino fatto finta di non sentire il delirante monologo finale di Elba e il 90% dei banalissimi dialoghi, cercando invece di concentrarmi sulla meravigliosa colonna sonora e godendomi il binomio morte + distruzione anche durante l'esilarante scena dopo i titoli di coda. Per dirla in breve, mi sono lasciata coinvolgere da quello che, pur non essendo un capolavoro del Cinema, è un giocattolone che realizza i sogni dei bimbi cresciuti a pane e robottoni e mostri, creato da un bimbo come loro che, per sua fortuna, è riuscito a dare corpo alla sua passione e a farlo con talmente tanta energia da trasformare anche una scettica come me, per almeno due ore, in una true believer. E di fronte a tanta abilità, Guillermo caro, non posso che togliermi il cappello e consigliare il tuo film a chi ancora crede nella magia del cinema "commerciale" e d'intrattenimento.

Vi amo entrambi... <3

Del regista e co-sceneggiatore Guillermo Del Toro ho già parlato qui. Idris Elba (Stacker Pentecost), Charlie Day (Newton Geiszler) e Ron Perlman (Hannibal Chau) li trovate invece ai rispettivi link.

Charlie Hunnam (vero nome Charles Matthew Hunnam) interpreta Raleigh. Inglese, ha partecipato a film come Ritorno a Cold Mountain, I figli degli uomini e alle serie Queer as Folk e Sons of anarchy. Ha 33 anni e un film in uscita.


Max Martini (vero nome Maximilian Carlo Martini) interpreta Herc Hansen. Americano, ha partecipato a film come Riposseduta, Contact, Salvate il soldato Ryan e alle serie Walker Texas Ranger, Nash Bridges, Jarod il camaleonte, Oltre i limiti, Taken, 24, CSI: Miami, Numb3rs, Lie to Me, CSI – Scena del crimine e Criminal Minds. Anche regista, sceneggiatore e produttore, ha 44 anni e tre film in uscita.


Clifton Collins Jr. interpreta Tendo Choi. Americano, ha partecipato a film come Traffic, Il castello, Le regole dell’attrazione, Capote, Star Trek, Scott Pilgrim vs. The World e a serie come Freddy’s Nightmares, Flash, Walker Texas Ranger, E.R. medici in prima linea, NYPD, Più forte ragazzi, Alias e CSI: NY. Anche produttore e regista, ha 43 anni e due film in uscita. 


Tom Cruise avrebbe dovuto partecipare al film ma alla fine gli è stato preferito, devo dire giustamente, Idris Elba. Per quanto riguarda invece il futuro di Pacific Rim, che negli USA non sta incassando quanto previsto, pare che Del Toro qualche tempo fa avesse parlato di un possibile sequel… ma gli appassionati avranno da attendere parecchio, mi sa. Nel frattempo, se il film vi fosse piaciuto, recuperate l’anime Neon Genesis Evangelion, Cloverfield e magari i vecchi film di Godzilla! ENJOY!

giovedì 25 agosto 2011

Come ammazzare il capo... e vivere felici (2011)

La stagione cinematografica 2011/2012 è finalmente cominciata, e qualche bel film comincia già ad affacciarsi all’orizzonte, anche inaspettatamente. Infatti, non credevo che una commedia come Come ammazzare il capo… e vivere felici (Horrible Bosses) del regista Seth Gordon mi sarebbe piaciuta così tanto e mi avrebbe fatto così ridere.

Trama: tre amici condividono la disgrazia di avere dei capi orribili che rovinano loro la vita. Stanchi di subire le angherie di malvagi, ninfomani e tossici decidono così di ricorrere alle maniere forti.. e ucciderli.



Come ho detto, non me l’aspettavo. Francamente, non capisco perché Una notte da leoni abbia fatto così tanto successo mentre questo Come ammazzare il capo… e vivere felici sia passato praticamente sotto silenzio, quando è cento volte più divertente, meglio recitato e, a suo modo, anche più originale, pur seguendo qualche inevitabile cliché da commedia nera. Sarà che la sequenza di gag è davvero ininterrotta, sarà che la comicità non punta tutta su un singolo personaggio idiota ma viene “diluita” consentendo a tutti e tre i maldestri ed esilaranti protagonisti di finire sotto i riflettori e primeggiare sugli altri, sarà che l’assunto su cui si basa il film è qualcosa di universalmente comprensibile (chi non ha mai sognato di fare fuori il proprio capo?) nonostante la trama, ovviamente, calchi molto la mano e presenti degli estremi abbastanza surreali, sarà che gli attori sono tutti perfetti… insomma, sarà quel sarà; Come ammazzare il capo… e vivere felici è sicuramente più triviale della media, ma raggiunge comunque lo scopo e risulta una delle commedie più riuscite degli ultimi anni.


Non sto a scendere in particolari sulla trama e sulle varie gag visto che, per una volta, il trailer invoglia a vedere il film ma non mostra tutte le scene migliori né fa capire come andrà a finire, ma mi permetto di spendere due parole sugli attori, essenziali alla buona riuscita di una commedia come questa. Iniziamo dagli “horrible bosses” del titolo originale. Kevin Spacey dopo L’uomo che fissa le capre si è specializzato nei ruoli del villain sociopatico al limite del caricaturale ed è semplicemente esilarante in questo film; Colin Farrell, irriconoscibile con la calotta posticcia che lo stempia e lo rende semplicemente orrendo, è talmente sucido e laido, così lontano dai suoi soliti ruoli, che potrebbe tranquillamente diventare un novello Johnny Depp in quanto a trasformismo ed incuranza del suo ruolo di sex symbol; Jennifer Aniston negli inusuali panni della capa ninfomane regala delle performance non da poco, e si riconferma una delle attrici più autoironiche in circolazione. Dopo questa carrellata di pezzi grossi, vorrei fare notare che, molto intelligentemente, è stato scelto di impiegare attori bravissimi ma non troppo conosciuti per il ruolo dei tre protagonisti e anche di non “soffocare” questi ultimi con una presenza preponderante delle altre star hollywoodiane, consentendo così al pubblico di seguire sicuramente meglio la vicenda e anche di immedesimarsi nei poveri e vessati impiegati. Voto dieci anche alla scelta dei personaggi “di contorno”, uno su tutti un Jamie Foxx perfetto nei panni del malvivente che aiuta i tre a progettare l’omicidio perfetto. Andate a vedere Come ammazzare il capo… e vivere felici, gente. Non ve ne pentirete e magari, chissà.. potrebbe venirvi fuori qualche buona idea!!


Di Kevin Spacey, che interpreta il maledetto Harken, ho già parlato qui, mentre Donald Sutherland, che appare nei panni del padre di Pellitt, lo trovate qua.

Seth Gordon è il regista della pellicola. Americano, ammetto di non conoscere nessuno degli altri progetti a cui ha partecipato, sorry. Anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 37 anni e un film in uscita.


Colin Farrell interpreta il laidissimo Bobby Pellitt. Irlandese, al momento è uno degli attori più famosi del mondo e tra i suoi film ci sono titoli come Minority Report, Daredevil, Alexander, Miami Vice, Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo e infine Fright Night – Il vampiro della porta accanto, che spero di vedere la settimana prossima. Ha partecipato anche ad un episodio della serie Scrubs. Anche produttore, ha 35 anni e due film in uscita, tra cui il remake dello storico Atto di forza con Schwarzenegger.



Jennifer Aniston interpreta Julia. Attrice americana salita alla ribalta grazie al ruolo di Rachel nella serie Friends e grazie al matrimonio con Brad Pitt, la ricordo per altri film come Leprechaun, Una settimana da Dio, … E alla fine arriva Polly e Derailed – Attrazione letale, oltre ad aver partecipato ad un episodio della serie Hercules, doppiato uno di South Park e il film Il gigante di ferro. Anche produttrice e regista, ha 42 anni e un film in uscita.



Jason Bateman interpreta Nick. Americano, ha partecipato a film come Voglia di vincere 2, Starsky & Hutch, Dodgeball, Paul e Juno, oltre ad aver recitato in alcuni episodi delle serie La casa nella prateria, Il mio amico Ricky, Supercar, Scrubs e aver doppiato un episodio di Due Fantagenitori. Anche regista e produttore, ha 41 anni e un film in uscita.


Charlie Day interpreta Dale. Purtroppo non conoscevo questo attore americano (non ho mai visto It’s Always Sunny in Philadelphia, la serie che lo vede tra i protagonisti) ma giuro che mi impegnerò a colmare la lacuna perché mi piace un casino! Follia a parte, ha partecipato ad episodi delle serie Law & Order (non a caso serie da lui citata nel film!) e Camelot – Squadra emergenza. Anche produttore e sceneggiatore, ha 35 anni e un film in uscita.


Jason Sudeikis interpreta Kurt. Americano, ha partecipato a film che non ho mai visto ma che conosco almeno di nome, come Notte brava a Las Vegas, Il cacciatore di ex e Libera uscita, inoltre è uno dei doppiatori di The Cleveland Show e partecipa spesso e volentieri al Saturday Night Live. Anche sceneggiatore, ha 36 anni e un film in uscita.


Jamie Foxx (vero nome Eric Marlon Bishop) interpreta “Fottimadre” Jones. Americano, ha partecipato a film come Toys – Giocattoli, Miami Vice e Ray, che gli ha fatto vincere l’Oscar come miglior attor e protagonista. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 44 anni e due film in uscita, tra cui il Django Unchained di Tarantino, ancora in fase di pre – produzione, dove il buon Jamie interpreterà proprio Django. Viva Quentin!!!!


Sempre rimanendo in tema di attori, Ashton Kutcher era tra le scelte per interpretare il ruolo di Dale (grazie a Dio non se n’è fatto nulla perché non lo sopporto!), mentre per quello di Harken si era pensato anche a Philip Seymour Hoffman, Jeff Bridges e persino Tom Cruise. E ora vi lascio con il trailer originale del film… ENJOY!!

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