Caro
Quentin,
domenica sera sono finalmente riuscita ad andare al cinema a vedere il tuo ultimo film,
Django Unchained. Lo so, ormai c'erano già andati tutti e ne hanno parlato a straf**tere in qualsiasi blog, me ne rendo conto. Ma questa non è una recensione per i lettori, è una mia lettera per te, quindi che ti frega se quello che scriverò l'avranno già letto in tutte le salse? Salto la trama, tanto già la conosci? Sì, d'altronde il film l'hai scritto e girato tu, è giusto.
Innanzitutto, grazie. Grazie per avermi ridato l'orgoglio di essere italiana. Sì perché effettivamente tu non hai inventato nulla, ti sei "limitato" ad omaggiare gli spaghetti western che tanto davano lustro al cinema nostrano quando io non ero ancora nata. E chi se ne frega se devi arrivare tu a ricordarci le nostre origini, l'importante è che qualcuno ce le ricordi e che il tuo nome spinga i giovani debosciati che non hanno nemmeno idea di chi siano
Corbucci, Sergio Leone o
E.B. Clucher, solo per fare un paio di nomi, a recuperare i vecchi film che tanto facevano divertire papà e nonni. Di conseguenza, ti ringrazio anche per aver riportato su schermo la strana coppia Trinità e Bambino incarnandoli nel logorroico e paraculissimo (ma quanto meraviglioso! poi ci torniamo) Dr. Schultz e nell'ingenuo ed ignorantello "braccio" Django; mi hai fatto ritornare bambina e mi hai fatto divertire come una matta, anche se è vero che i tempi cambiano. Il tuo omaggio, per esempio, prevede violenza e sangue a fiumi, non pistolettate a salve e sganassoni... ma ti pare che io mi sia lamentata? Ben vengano i palettoni che squassano cavalli, povere bestiole, e crivellano corpi, gli
showdown finali talmente concitati che a ridipingere le pareti di rosso sono il sangue e le cervella, le frustate talmente ben date che pare di sentirle addosso, i cani che si sbranano poveri mandinghi e questi ultimi che si cavano gli occhi gli uni con gli altri. D'altronde, siamo nel selvaggio west. O meglio, scusami, nel selvaggio sud, dove anche la legge viene amministrata con la pistola.
E comunque, caro il mio
Quentin, sei un bel paraculo (e te lo dico con tanto aMMore, perché è questo che mi piace di te). Potrai anche cominciare il film con un commovente omaggio al
Django di
Corbucci e concluderlo sulle fighissime note di
Lo chiamavano Trinità..., ma tutto quel che sta nel mezzo è tuo, lo spirito del film è tuo! Cosa credi, che non mi sia accorta di come la vendetta di Django sia un degno complemento a quello della Sposa in
Kill Bill, tanto che il Dr. Schultz gli ricorda di non perdere di vista il cammino e non fare strane ed inaspettate deviazioni? E quest'ultimo? E' talmente cialtrone e meravigliosamente teatrale da esser un degno precursore di Aldo l'Apache e Mr. Wolf, con in più quel guizzo di intellettualismo europeo che lo rende uno dei migliori personaggi che tu abbia mai creato. Sì,
Quentin, sei un maledetto. Perché io del Dr. Schultz e del suo cavallo Fritz mi sono innamorata fin dalla prima battuta, perché sei talmente sfacciato da urlare al mondo quanto tu sia l'unico regista in grado di portare il grandissimo
Christoph Waltz oltre i livelli dell'eccellenza (se non si porta di nuovo a casa la doppietta
Golden Globe + Oscar mi mangio il cappello, giuro!), perché sei riuscito a farmi apprezzare persino
Jamie Foxx e
Di Caprio (con la manina veramente insanguinata, bravissimo!!), gli unici dubbi che avevo sulla tua operazione. Ma il bello è che tu tutti questi riferimenti per fan, queste chicche (e
Savini?? Guarda che l'ho visto, eh!! Ma l'elenco della gente che ho sgamato te lo becchi alla fine della lettera, mariuolo che non sei altro!!) non li metti a babbo, tanto per. Li infili in una trama con le contropalle. Sarà anche semplice, ma la storia di Django mi ha presa un casino. Brutto romanticone, ti metti persino a citare Sigfrido e Brunilde, indulgi nel romanzo di formazione trasformando il naif Django in uno scafatissimo uomo degno di essere libero, gli dai una spalla che lo supera in più di un'occasione, ad ostacolarli piazzi dei
villain indimenticabili, mi fai persino tremare dall'ansia per Broomhilda e versare una lacrima prima della sparatoria finale. E per rispettare lo spirito dei western che guardavo da bambina non risparmi nemmeno i pezzi comici (ma sarai scemo! il siparietto del proto-KKK mi ha fatta morir dalle risate e ti prenderei a coppini nella testa per esserti infilato in quel terzetto di deficienti alla fine!!! Che cavolo facevate tu e
John Jarrat assieme, eh? Lo scherzetto della testa sullo stecco ai danni di qualche schiavo?! Orrore!!). Insomma, la sceneggiatura di
Django Unchained ha tutto, ma non sono io che devo ricordartelo.
E allora cosa vuoi ancora? Che ribadisca quanto la colonna sonora da te scelta sia perfetta e in grado di accompagnare ogni scena in modo esemplare? Che magnifichi la tua regia? Va bene, lo farò, anche se ho notato, e non volermene, che si sente un po' la mancanza della mano di
Sally Menke al montaggio, la bonanima di quella santa donna conferiva un tocco di personalità in più ai tuoi capolavori. Però quegli schizzi di rosso sul bianco dei cavalli e del cotone, quei
flashback sgranati e violentissimi, quei paesaggi su cui si stagliano le silhouette dei due cowboy, l'immagine finale di Broomhilde che si infila le dita nelle orecchie, il balletto da piacione di
Jamie Foxx in sella al cavallo, il primo piano degli occhi addolorati di
Christoph Waltz e il passaggio del testimone tra il nuovo e il vecchio Django ("La D non si pronuncia" "Lo so.") sono immagini che ho rinchiuso nel mio cuoricino per non farle uscire mai più. Degli attori principali ti ho già detto tutto, semplicemente perfetti, ma sappi che ho anche apprezzato molto la comparsata
trash di
Don Johnson e quella, più sostanziosa e seria, di un
Samuel Jackson in stato di grazia. Ah, a proposito del personaggio di Stephen: geniale interrompere il suo "Django, sei un gran figlio di p....." come fece già a suo tempo il grande
Sergio Leone col Biondo. E non lo faccio per vantarmi della mia cinefilia, ma il parallelo tra l'Alex di
Arancia Meccanica e il Dr. Schultz mentre ascolta la musica
del
Ludovico Van nel bel mezzo del turbamento violento è l'ultima chicca che mi ha ricordato, se ancora ce ne fosse bisogno, perché ti adoro tanto.
Gesù,
Quentin, sono stata prolissa e la mia dichiarazione d'amore verrà letta pubblicamente, quindi mi toccherà trovare anche qualche difetto al tuo film, altrimenti mi accuseranno di non essere obiettiva. E va bene, un difetto l'ho trovato. Mi fa male dirlo, ma.... c'è. Non posso esimermi dal fartelo notare, anche se non trovo le parole. E va bene, ecco qua: probabilmente ti hanno detto che mi piacciono gli uomini spessi. Al limite del ciccio. Che tu ti sia adeguato ai miei gusti mi riempie di gioia, ma per citare
Elio, "ti mancano due buchi nel sedere per esser Ciccio Bombo Cannoniere e andare ad abitare in Francia". Vederti lì in piedi, con quella panza da alcoolizzato, accanto a quel bel figurino di
Jamie Foxx, che hai mostrato ignudo a più riprese... ehhh. Dai, amore, buttiamo giù sti due chiletti in vista della tua prossima comparsata, eh? Per il resto, continua così. Aspetto con ansia il tuo prossimo film e anche di poter sentire il tuo accento
aussie guardando
Django Unchained in lingua originale. Grazie ancora,
Quentin!!!!
Tua,
Bollina
Di
Quentin (che qui, oltre ad essere regista e sceneggiatore, interpreta anche lo sfigatissimo impiegato della LeQuint Dickey Mining Co. assieme al
John Jarrat di
Wolf Creek) ho già parlato
qua.
Jamie Foxx (Django),
Christoph Waltz (Dr. King Schultz),
Leonardo Di Caprio (Calvin Candie),
Samuel L. Jackson (Stephen),
Don Johnson (Big Daddy) e
Franco Nero (Amerigo Vessepi) li trovate invece nei rispettivi link. Beccàti, ovviamente, all'interno del nutrito gruppetto di cacciatori armati di cani, anche
Tom Savini,
Michael Bowen e
Robert Carradine.
Kerry Washington interpreta Broomhilda. Americana, ha partecipato a film come
I Fantastici 4, Mr. & Mrs. Smith, I Fantastici 4 e Silver Surfer e a episodi della serie
NYPD. Ha 35 anni e un film in uscita.
Walton Goggins (vero nome Walton Sanders Goggins Jr.) interpreta Billy Crash. Americano, ha partecipato a film come
Karate Kid 4, Il corvo 3 – Salvation, Pallottole cinesi, La casa dei 1000 corpi, Predators, Cowboys & Aliens, Lincoln e alle serie
Beverly Hills 90210, L’ispettore Tibbs, Renegade, Sentinel, NYPD, CSI: Scena del crimine, The Shield, CSI: Miami e
Sons of Anarchy. Anche produttore, ha 41 anni e un film in uscita.
Dennis Christopher (vero nome Dennis Carelli) interpreta Leonide Moguy. Americano, ha partecipato a film come
Momenti di gloria, It (nei panni di Eddie Kaspbrak) e alle serie
Moonlighting, La signora in giallo, Sentinel, Roswell, Six Feet Under, Angel, NYPD, CSI: Scena del crimine e
Criminal Minds. Ha 57 anni.
Michael Parks (vero nome Harry Samuel Parks) interpreta uno degli impiegati della LeQuint Dickey Mining Co. Americano, lo ricordo per aver interpretato lo sceriffo Earl McGraw nei film
Dal Tramonto all’alba, Kill Bill – Vol. 1 e Vol. 2, Grindhouse – A prova di morte e
Planet Terror, inoltre ha partecipato anche a
Dal tramonto all’alba 3, Argo e a serie come
La signora in giallo e
I segreti di Twin Peaks (dove interpretava il laido Jean Renault). Anche produttore e regista, ha 72 anni e due film in uscita.
Tra gli altri attori, segnalo
Laura Cayouette (che in
Django Unchained interpreta l'odiosa sorella di Calvin e in
Kill Bill recitava accanto a
Michael Madsen nei panni della spogliarellista Rocket), l'ex Luke Duke di
Hazzard Tom Wopat nei panni del cosiddetto Marshall, lo Swamp Thing di
Con Air M.C. Ganey nei panni di Big John Brittle e, tra i cacciatori, la stunt di
Uma Thurman Zoe Bell nascosta dal fazzoletto rosso, il Gesù Cristo di
Jesus Christ Superstar Ted Neeley e il cosiddetto “figlio numero uno” dello sceriffo di
Kill Bill, James Parks. Dopo tutte queste
guest star passiamo ora a chi non ce l’ha fatta, per stupidità o scherzi del
destino. Nella prima categoria, con buona pace della sottoscritta che
non lo sopporta, rientra
Will Smith: Quentin ha buttato giù la
sceneggiatura pensando di dargli la parte del protagonista e il cretino
dalle orecchie a sventola ha osato rifiutare. Ma sparati, bestia! Più sfortunati e per questo rispettabilissimi sono stati
Kevin Costner, Joseph Gordon - Levitt, Sacha Baron Coen e
Kurt Russell, che hanno dovuto tutti rinunciare per impegni pregressi. Un caso a parte, invece, è
Sid Haig, che aveva una parte quasi assicurata finché
Tarantino non ha deciso di darla a un altro, probabilmente per vendicarsi del fatto che l'attore, anni prima, aveva rifiutato il ruolo di Marcellus Wallace in
Pulp Fiction. Quentin, Quentin, ma sei tremendo!! Per concludere questo lunghissimo delirio, se
Django Unchained vi fosse piaciuto, consiglio almeno la visione dei film già citati nella "recensione":
Django,
Lo chiamavano Trinità... e
Il buono, il brutto e il cattivo. ENJOY!