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mercoledì 1 gennaio 2014

Bolla's Top 5: Best of 2013

Buon 2014!! Ieri ho riunito tutta la rumenta cinematografica da lasciarsi alle spalle mentre oggi ho deciso di stilare la mia piccola classifica di quello che vorrei ricordare e rivedere anche con l'anno nuovo. Se mancheranno film per voi fondamentali, ricordate che a casa Bolla, causa distribuzione maffa e connessione lentissima, si guarda quel che passa la Provvidenza, quindi ancor grazie che sia riuscita a recuperare questi, ma se avete dei suggerimenti per colmare le lacune inseriteli nei commenti. ENJOY!!

5. Behind The Candelabra
Forse la sorpresa del 2013, il film bello che non ti aspetti, pur con tutte le sue imperfezioni. Nonostante fosse un prodotto televisivo della HBO, il film di Soderbergh ha saputo conquistare le platee cinematografiche di mezzo mondo, soprattutto grazie ad un grandissimo (per quanto inquietante) Michael Douglas, e a far conoscere anche a noi giovinastri l'ambigua figura del pianista Liberace.

4. Stoker
Sputato dai più, che lo hanno visto come l'asservimento di Park Chan-Wook alle leggi dell'entertainment hollywoodiano, io l'ho trovato un piccolo capolavoro di tensione, inquietudine e immagini artistiche, con una grandissima protagonista. Da recuperare assolutamente!

3. The World’s End
L'ultimo capitolo della trilogia del Cornetto fa ridere a crepapelle, piangere e riflettere. Un trip intergalattico che, appena finito di guardare, fa venire voglia di ricominciare da capo. Ancora, ancora e ancora. L'unico difetto del film è la paura che possa essere l'ultimo prodotto della premiata ditta Nick Frost/Simon Pegg/Edgar Wright.

2. Wolf Children
Non poteva mancare, nell'elenco dei 5 film più belli del 2013, un capolavoro di animazione nipponica stranamente non firmato da Miyazaki. Le avventure dei piccoli Ame e Yuki, curati dallo sguardo amorevole della giovane mamma, sono semplici, delicate ed emozionanti e rimangono impresse a lungo nel cuore dello spettatore.

1. Django Unchained
Già visto almeno quattro volte, sia in italiano che in inglese, sia a casa che in viaggio, non sono ancora riuscita a trovare un difetto all'ennesimo capolavoro dell'aMMore Quentin. Nonostante sia del 2012, l'ho visto nel 2013 quindi  il primo posto è meritatissimo ma, come potete immaginare, glielo avrei dato anche se si fosse trattato del filmino delle vacanze del mio inquartatissimo regista preferito.


E siccome la mia passione sono soprattutto i film horror/thriller, non posso esimermi dall'aggiungere una piccola postilla relativa alle cinque pellicole di genere che più mi hanno entusiasmata o inquietata quest'anno!

5. You’re Next
Banalissimo e derivativo, ma con quel tocco di umorismo nero in grado di renderlo gustoso. O forse sarà che mi sono innamorata della storia del Papero.

4. Le streghe di Salem
Oh, a me è piaciuto. Mi ci sono persa come in un trip e ho apprezzato molti degli omaggi o plagi, fate vobis. Considerata la memoria da pesce rosso che ho, entra di diritto in classifica anche solo per il fatto che, ancora oggi, ricordo la melodia dei Lords of Salem.

3. La notte del giudizio
Altra pellicola derivativa e banale, ma provateci voi a guardarla soli in una casa che intorno ha giusto il giardino, qualche campo coltivato e un paio di vicini vecchi e sordi. La notte insonne che mi ha procurato gli conferisce il terzo posto senza se e senza ma.

2. L’evocazione
Il 2013 è stato l'anno della banalità e la conferma che non serve stupire gli spettatori con "fenomenali poteri cosmici". Basta ricorrere a bravi attori, un po' di stile vintaggio, rubare dai caposaldi dell'horror e inserire, a mo' di mazzata tra capo e collo e in modo anche abbastanza bastardo, la bambola più inquietante degli ultimi 10 anni. Però ora basta eh, Wan.

1. Stoker
Alla faccia di chi gli ha voluto male e pur non essendo horror, Stoker merita comunque il primo posto, per tutti i motivi di cui sopra. Stacce™.











lunedì 25 febbraio 2013

Oscar 2013

Argo Vaffanculo!! Parte spontanea la celebrazione per la vittoria di Argo, la sorpresa che ha sbaragliato il favoritissimo Lincoln all’Oscar di quest’anno. Sono molto contenta sia stato scelto come miglior film nonostante tifassi (ovviamente e spudoratamente) per Django Unchained e avessi l’ovvia consapevolezza che il bellissimo Re della terra selvaggia non avrebbe mai potuto ambire a tanto. L’ultimo lavoro di Ben Affleck mescola sapientemente metacinema, quelle patriottiche storie che piacciono tanto agli aMMericani e una non disprezzabile dose di umorismo (non a caso porta a casa anche la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale oltre a quella per il montaggio) e a quanto pare ciò è bastato per conquistare i cuori di spettatori ed Academy. Bravo Ben! E bravo anche Ang Lee, che invece ha conquistato l’Oscar per la miglior regia con il suo stupendo Vita di Pi. Una gioia per gli occhi prima ancora che per la mente, sicuramente un validissimo esempio di come il Cinema sia nato per essere una porta sui Sogni e sulla Meraviglia. Passiamo ora agli altri ambitissimi premi…


Scontata la vittoria di Daniel Day-Lewis come miglior attore protagonista. La sua interpretazione di Lincoln è a dir poco perfetta, come sempre l’attore riesce ad annullarsi nel personaggio come nessun altro. Siccome ho guardato il film in lingua italiana, urge adesso un recupero in originale per poter apprezzare ancor di più il lavoro del buon Daniel che, tra l’altro, ha salvato Lincoln dall’ignominia e dal rischio di portarsi a casa solo l’Oscar tecnico per la miglior scenografia.


Jennifer Lawrence vince invece come miglior attrice protagonista per Il lato positivo e anche per miglior premiata spalmata sul palco (altro che Ragazza di Fuoco!). Forse questo era l’unico premio davanti al quale non avevo le idee precise, visto che non ho ancora guardato né il film che vede la Lawrence protagonista, né Zero Dark Thirty, Amour, The Impossible. In compenso mi sono innamorata della piccola Quvenzhané Wallis, che era candidata per Re della terra selvaggia, e non nascondo che avrei sperato in una sua vittoria. Il lato positivo dovrebbe uscire la settimana prossima in Italia, quindi per adesso sospendo il giudizio, nel frattempo sappiate che la Lawrence tornerà presto a duettare con Bradley Cooper nell’imminente Serena e che la rivedremo interpretare due dei personaggi che l’hanno consacrata, ovvero Mystica e Katniss, nei film X-Men – Giorni di un futuro passato e Hunger Games – La ragazza di fuoco.


Da brava tarantiniana, gli unici premi che mi hanno resa felice e gli unici che, a dirla tutta, mi interessano davvero sono quelli andati a Christoph Waltz come miglior attore non protagonista e a Quentin per la miglior sceneggiatura originale. Django Unchained meritava molto di più, ovviamente, ma già solo il fatto che la mano santa di Tarantino, l’incommensurabile bravura attoriale di Christoph e l’incredibile bellezza di un personaggio come il Dottor Schultz siano state riconosciute basta a rendermi felice! Al prossimo film mio cicciosissimo aMMoro!!

No amore mio, l'inchino va a te!
Al pari di quello vinto da Waltz, l'Oscar per la miglior attrice protagonista poteva andare solo ad una persona. La Fantine di Anne Hathaway compare in Les Misérables per pochi minuti scarsi ma vedere l'attrice cantare sulle note di I've Dreamed a Dream è un'esperienza mistica, da standing ovation. Lodi alla brava Anne, dunque, mentre il film di Tom Hooper mette in saccoccia solo un paio di Oscar tecnici, miglior Make-Up e miglior Missaggio Sonoro.


Passiamo adesso ai premi "minori" che minori non sono. Scontata la vittoria di Amour come miglior film straniero e scandalosa quella di Ribelle - The Brave per il miglior lungometraggio animato; non sono riuscita a vedere Ralph Spaccatutto, ma Frankenweenie era sicuramente una spanna sopra rispetto alla pur bella storia della rossa e coraggiosa eroina. Presto lo onorerò degnamente con una recensione. Il superfavorito Zero Dark Thirty porta invece a casa un miserrimo premio per il miglior montaggio audio e gli tocca pure dividerlo con Skyfall, premiato anche grazie alla bellissima e omonima canzone di Adele. Se Anna Karenina si è beccato poi l'Oscar per i migliori costumi (e non fatico a capire il perché, visto il magnifico trailer), Vita di Pi fa man bassa di tutti i rimanenti Oscar, ovvero miglior Fotografia, Colonna Sonora ed Effetti Speciali, consacrandosi così come film più premiato di questa notte degli Oscar e facendo storcere il naso a quelli che mal hanno sopportato la storia di Piscine Molitor Patel e della tigre Richard Parker. Io mi dichiaro invece soddisfatta per un buon 80% e, chinandomi nuovamente a baciare i piedi a Quentin e Christoph, vi auguro un buon proseguimento d'anno cinematografico! ENJOY!

Yeah, Quentin, YEAAAAHH!!!! *____*



martedì 22 gennaio 2013

Django Unchained (2012)

Caro Quentin,
domenica sera sono finalmente riuscita ad andare al cinema a vedere il tuo ultimo film, Django Unchained. Lo so, ormai c'erano già andati tutti e ne hanno parlato a straf**tere in qualsiasi blog, me ne rendo conto. Ma questa non è una recensione per i lettori, è una mia lettera per te, quindi che ti frega se quello che scriverò l'avranno già letto in tutte le salse?  Salto la trama, tanto già la conosci? Sì, d'altronde il film l'hai scritto e girato tu, è giusto.


Innanzitutto, grazie. Grazie per avermi ridato l'orgoglio di essere italiana. Sì perché effettivamente tu non hai inventato nulla, ti sei "limitato" ad omaggiare gli spaghetti western che tanto davano lustro al cinema nostrano quando io non ero ancora nata. E chi se ne frega se devi arrivare tu a ricordarci le nostre origini, l'importante è che qualcuno ce le ricordi e che il tuo nome spinga i giovani debosciati che non hanno nemmeno idea di chi siano Corbucci, Sergio Leone o E.B. Clucher, solo per fare un paio di nomi, a recuperare i vecchi film che tanto facevano divertire papà e nonni. Di conseguenza, ti ringrazio anche per aver riportato su schermo la strana coppia Trinità e Bambino incarnandoli nel logorroico e paraculissimo (ma quanto meraviglioso! poi ci torniamo) Dr. Schultz e nell'ingenuo ed ignorantello "braccio" Django; mi hai fatto ritornare bambina e mi hai fatto divertire come una matta, anche se è vero che i tempi cambiano. Il tuo omaggio, per esempio, prevede violenza e sangue a fiumi, non pistolettate a salve e sganassoni... ma ti pare che io mi sia lamentata? Ben vengano i palettoni che squassano cavalli, povere bestiole, e crivellano corpi, gli showdown finali talmente concitati che a ridipingere le pareti di rosso sono il sangue e le cervella, le frustate talmente ben date che pare di sentirle addosso, i cani che si sbranano poveri mandinghi e questi ultimi che si cavano gli occhi gli uni con gli altri. D'altronde, siamo nel selvaggio west. O meglio, scusami, nel selvaggio sud, dove anche la legge viene amministrata con la pistola.


E comunque, caro il mio Quentin, sei un bel paraculo (e te lo dico con tanto aMMore, perché è questo che mi piace di te). Potrai anche cominciare il film con un commovente omaggio al Django di Corbucci e concluderlo sulle fighissime note di Lo chiamavano Trinità..., ma tutto quel che sta nel mezzo è tuo, lo spirito del film è tuo! Cosa credi, che non mi sia accorta di come la vendetta di Django sia un degno complemento a quello della Sposa in Kill Bill, tanto che il Dr. Schultz gli ricorda di non perdere di vista il cammino e non fare strane ed inaspettate deviazioni? E quest'ultimo? E' talmente cialtrone e meravigliosamente teatrale da esser un degno precursore di Aldo l'Apache e Mr. Wolf, con in più quel guizzo di intellettualismo europeo che lo rende uno dei migliori personaggi che tu abbia mai creato. Sì, Quentin, sei un maledetto. Perché io del Dr. Schultz e del suo cavallo Fritz mi sono innamorata fin dalla prima battuta, perché sei talmente sfacciato da urlare al mondo quanto tu sia l'unico regista in grado di portare il grandissimo Christoph Waltz oltre i livelli dell'eccellenza (se non si porta di nuovo a casa la doppietta Golden Globe + Oscar mi mangio il cappello, giuro!), perché sei riuscito a farmi apprezzare persino Jamie Foxx e Di Caprio (con la manina veramente insanguinata, bravissimo!!), gli unici dubbi che avevo sulla tua operazione. Ma il bello è che tu tutti questi riferimenti per fan, queste chicche (e Savini?? Guarda che l'ho visto, eh!! Ma l'elenco della gente che ho sgamato te lo becchi alla fine della lettera, mariuolo che non sei altro!!) non li metti a babbo, tanto per. Li infili in una trama con le contropalle. Sarà anche semplice, ma la storia di Django mi ha presa un casino. Brutto romanticone, ti metti persino a citare Sigfrido e Brunilde, indulgi nel romanzo di formazione trasformando il naif Django in uno scafatissimo uomo degno di essere libero, gli dai una spalla che lo supera in più di un'occasione, ad ostacolarli piazzi dei villain indimenticabili, mi fai persino tremare dall'ansia per Broomhilda e versare una lacrima prima della sparatoria finale. E per rispettare lo spirito dei western che guardavo da bambina non risparmi nemmeno i pezzi comici (ma sarai scemo! il siparietto del proto-KKK mi ha fatta morir dalle risate e ti prenderei a coppini nella testa per esserti infilato in quel terzetto di deficienti alla fine!!! Che cavolo facevate tu e John Jarrat assieme, eh? Lo scherzetto della testa sullo stecco ai danni di qualche schiavo?! Orrore!!). Insomma, la sceneggiatura di Django Unchained ha tutto, ma non sono io che devo ricordartelo.


E allora cosa vuoi ancora? Che ribadisca quanto la colonna sonora da te scelta sia perfetta e in grado di accompagnare ogni scena in modo esemplare? Che magnifichi la tua regia? Va bene, lo farò, anche se ho notato, e non volermene, che si sente un po' la mancanza della mano di Sally Menke al montaggio, la bonanima di quella santa donna conferiva un tocco di personalità in più ai tuoi capolavori. Però quegli schizzi di rosso sul bianco dei cavalli e del cotone, quei flashback sgranati e violentissimi, quei paesaggi su cui si stagliano le silhouette dei due cowboy, l'immagine finale di Broomhilde che si infila le dita nelle orecchie, il balletto da piacione di Jamie Foxx in sella al cavallo, il primo piano degli occhi addolorati di Christoph Waltz e il passaggio del testimone tra il nuovo e il vecchio Django ("La D non si pronuncia" "Lo so.") sono immagini che ho rinchiuso nel mio cuoricino per non farle uscire mai più. Degli attori principali ti ho già detto tutto, semplicemente perfetti, ma sappi che ho anche apprezzato molto la comparsata trash di Don Johnson e quella, più sostanziosa e seria, di un Samuel Jackson in stato di grazia. Ah, a proposito del personaggio di Stephen: geniale interrompere il suo "Django, sei un gran figlio di p....." come fece già a suo tempo il grande Sergio Leone col Biondo. E non lo faccio per vantarmi della mia cinefilia, ma il parallelo tra l'Alex di Arancia Meccanica e il Dr. Schultz mentre ascolta la musica del Ludovico Van nel bel mezzo del turbamento violento è l'ultima chicca che mi ha ricordato, se ancora ce ne fosse bisogno, perché ti adoro tanto.


Gesù, Quentin, sono stata prolissa e la mia dichiarazione d'amore verrà letta pubblicamente, quindi mi toccherà trovare anche qualche difetto al tuo film, altrimenti mi accuseranno di non essere obiettiva. E va bene, un difetto l'ho trovato. Mi fa male dirlo, ma.... c'è. Non posso esimermi dal fartelo notare, anche se non trovo le parole. E va bene, ecco qua: probabilmente ti hanno detto che mi piacciono gli uomini spessi. Al limite del ciccio. Che tu ti sia adeguato ai miei gusti mi riempie di gioia, ma per citare Elio, "ti mancano due buchi nel sedere per esser Ciccio Bombo Cannoniere e andare ad abitare in Francia". Vederti lì in piedi, con quella panza da alcoolizzato, accanto a quel bel figurino di Jamie Foxx, che hai mostrato ignudo a più riprese... ehhh. Dai, amore, buttiamo giù sti due chiletti in vista della tua prossima comparsata, eh? Per il resto, continua così. Aspetto con ansia il tuo prossimo film e anche di poter sentire il tuo accento aussie guardando Django Unchained in lingua originale. Grazie ancora, Quentin!!!!
Tua,
Bollina


Di Quentin (che qui, oltre ad essere regista e sceneggiatore, interpreta anche lo sfigatissimo impiegato della LeQuint Dickey Mining Co. assieme al John Jarrat di Wolf Creek) ho già parlato qua. Jamie Foxx (Django), Christoph Waltz (Dr. King Schultz), Leonardo Di Caprio (Calvin Candie), Samuel L. Jackson (Stephen), Don Johnson (Big Daddy) e Franco Nero (Amerigo Vessepi) li trovate invece nei rispettivi link. Beccàti, ovviamente, all'interno del nutrito gruppetto di cacciatori armati di cani, anche Tom Savini, Michael Bowen e Robert Carradine.

Kerry Washington interpreta Broomhilda. Americana, ha partecipato a film come I Fantastici 4, Mr. & Mrs. Smith, I Fantastici 4 e Silver Surfer e a episodi della serie NYPD. Ha 35 anni e un film in uscita.


Walton Goggins (vero nome Walton Sanders Goggins Jr.) interpreta Billy Crash. Americano, ha partecipato a film come Karate Kid 4, Il corvo 3 – Salvation, Pallottole cinesi, La casa dei 1000 corpi, Predators, Cowboys & Aliens, Lincoln e alle serie Beverly Hills 90210, L’ispettore Tibbs, Renegade, Sentinel, NYPD, CSI: Scena del crimine, The Shield, CSI: Miami e Sons of Anarchy. Anche produttore, ha 41 anni e un film in uscita.


Dennis Christopher (vero nome Dennis Carelli) interpreta Leonide Moguy. Americano, ha partecipato a film come Momenti di gloria, It (nei panni di Eddie Kaspbrak) e alle serie Moonlighting, La signora in giallo, Sentinel, Roswell, Six Feet Under, Angel, NYPD, CSI: Scena del crimine e Criminal Minds. Ha 57 anni.


Michael Parks (vero nome Harry Samuel Parks) interpreta uno degli impiegati della LeQuint Dickey Mining Co.  Americano, lo ricordo per  aver interpretato lo sceriffo Earl McGraw nei film Dal Tramonto all’alba, Kill Bill – Vol. 1 e Vol. 2, Grindhouse – A prova di morte e Planet Terror, inoltre ha partecipato anche a Dal tramonto all’alba 3, Argo e a serie come La signora in giallo e I segreti di Twin Peaks (dove interpretava il laido Jean Renault). Anche produttore e regista, ha 72 anni e due film in uscita.


Tra gli altri attori, segnalo Laura Cayouette (che in Django Unchained interpreta l'odiosa sorella di Calvin e in Kill Bill recitava accanto a Michael Madsen nei panni della spogliarellista Rocket), l'ex Luke Duke di Hazzard Tom Wopat nei panni del cosiddetto Marshall, lo Swamp Thing di Con Air M.C. Ganey nei panni di Big John Brittle e, tra i cacciatori, la stunt di Uma Thurman Zoe Bell nascosta dal fazzoletto rosso, il Gesù Cristo di Jesus Christ Superstar Ted Neeley e il cosiddetto “figlio numero uno” dello sceriffo di Kill Bill, James Parks. Dopo tutte queste guest star passiamo ora a chi non ce l’ha fatta, per stupidità o scherzi del destino. Nella prima categoria, con buona pace della sottoscritta che non lo sopporta, rientra Will Smith: Quentin ha buttato giù la sceneggiatura pensando di dargli la parte del protagonista e il cretino dalle orecchie a sventola ha osato rifiutare. Ma sparati, bestia! Più sfortunati e per questo rispettabilissimi sono stati Kevin Costner, Joseph Gordon - Levitt, Sacha Baron Coen e Kurt Russell, che hanno dovuto tutti rinunciare per impegni pregressi. Un caso a parte, invece, è Sid Haig, che aveva una parte quasi assicurata finché Tarantino non ha deciso di darla a un altro, probabilmente per vendicarsi del fatto che l'attore, anni prima, aveva rifiutato il ruolo di Marcellus Wallace in Pulp Fiction. Quentin, Quentin, ma sei tremendo!! Per concludere questo lunghissimo delirio, se Django Unchained vi fosse piaciuto, consiglio almeno la visione dei film già citati nella "recensione": Django, Lo chiamavano Trinità... e Il buono, il brutto e il cattivo. ENJOY!



giovedì 17 gennaio 2013

(Gio)WE, Bolla! del 17/01/2013 - Speciale: Quentin amore mio


Questo post è il mio pensiero d'aMMMMoreeeee!!! Peer teeeee!! Peeer teeee!!
Caro Quentin, è arrivato il grande giorno, oggi esce Django Unchained in Italia e io sono emozionata come una scolaretta al primo appuntamento. Purtroppo dovrò attendere fino a domenica per testimoniare quello che, sono certa, sarà il tuo ennesimo capolavoro, ma stai tranquillo: alla fine, accada quel che accada, mi alzerò in piedi ed applaudirò. Soltanto dopo aver omaggiato il tuo film come si conviene mi dedicherò al mio deludente (sarà la vecchiaia!) amante, quello stramboide di Tim Burton. Mi dicono sia tornato ai vecchi fasti, ma finché non vedo non credo. Nell'attesa di domenica, preparerò gli abiti in stile far west e la bara da trascinarmi dietro, per entrare meglio nello spirito della pellicola. 
Tu, nel frattempo, preparati invece a leggere l'appassionata lettera d'amore che sarà la recensione di Django Unchained.
Eternamente tua,
Bollina


Django Unchained
Reazione a caldo: lacrime di felicità!
Bolla, rifletti!: se ancora non l'avete capito, quando c’è di mezzo Quentin non rifletto. Decide di fare un film di tre ore basato su Psy che balla la maledetta Gangnam Style con, tipo, 400 sfondi diversi? Lo andrei a vedere comunque. Da questo omaggio agli spaghetti western mi aspetto cose che voi umani non potete immaginare, da Christoph Waltz mi aspetto meraviglie e voglio uscire dalla sala con l’insano desiderio di riguardare Django Unchained fino ad imparare le battute e le scene a memoria. Ok, sono alla frutta, passiamo al prossimo film.


Frankenweenie
Reazione a caldo: oddio, questa settimana mi seppellirò al cinema!
Bolla, rifletti!: ne hanno rimandato l’uscita italiana fino a rendere quasi inutile andarlo a vedere al cinema, ma il fatto che finalmente l’ultimo lavoro di Burton sia arrivato anche da noi mi riempie di ovvia gioia. Solo il tempo di riguardare Frankenweenie, il corto da cui è stato tratto questo lungometraggio, e di preparare una scorta formato famiglia di fazzoletti per arginare la probabile commozione che mi ucciderà nel corso della visione (a mo’ di Edward mani di forbice) e sarò pronta per ridare il bentornato -forse- al vecchio Tim.

Dopo questa doppietta, sinceramente, mi frega pochissimo di quello che potrebbe esserci al cinema d’élite, ma diamo comunque un’occhiata…


Qualcosa nell’aria
Reazione a caldo: che mi dice che io perirò! (chi indovina la citazione vince. Cosa, non si sa)
Bolla, rifletti!: questo film affonda le radici in un periodo (le rivolte del maggio francese verso la fine degli anni ‘60) che ormai è diventato talmente sfruttato, romanzato e preso a modello da gente che ne ha completamente stravolto il significato da farmi venire un senso di nausea anche solo a pensarci. Mi si assicura che Qualcosa nell’aria è però più romanzo di formazione che presa di posizione politico-filosofica, quindi forse non sarà la solita mattonata modaiola fuori tempo massimo. Al momento, comunque, nonostante i fior di premi vinti mi ispira poco.

lunedì 31 dicembre 2012

Get Babol! #47

Buon lunedì e buon ultimo giorno dell'anno a tutti! Come avrete notato, il Bollalmanacco è un blog controcorrente, non ho voglia di fare classificoni di fine anno come si sono divertiti a fare dei colleghi ben più illustri e capaci della sottoscritta. Se volete sapere cosa c'è da tenere e cosa da buttare (cinematograficamente parlando, ovvio, l'anno uscente per quanto mi riguarda è TUTTO da buttare ma almeno per il cinema c'è ancora speranza...) per lasciare il 2012 in allegria vi toccherà spulciare tutto il mio blog e dare un'occhiata ai due film da me più attesi per il 2013. ENJOY e BUON ANNO!!

Django Unchained
Di Quentin Tarantino
Con Jamie Foxx, Christoph Waltz e Leonardo DiCaprio
Trama (da Imdb):  Un ex schiavo diventato cacciatore di taglie cerca, con l'aiuto del suo mentore, di liberare sua moglie dalle grinfie di un brutale proprietario terriero del Mississippi.


Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Drive, True Romance, Il Grinta, Non è un paese per vecchi, Sin City e I soliti sospetti. Diciamoci la verità. Se anche Get Glue! non me l'avesse consigliato sarei andata a vederlo lo stesso, perché il giorno in cui mi perderò un film di Tarantino sarà il giorno in cui o io o lui saremo morti. Detto questo, capirete che dalla sua ultima fatica, pur non essendo esperta di spaghetti western, mi aspetto moltissimo: il trailer è semplicemente spettacolare e Christoph Waltz, Leonardo Di Caprio e la guest star per eccellenza, Samuel L. Jackson (senza contare che parteciperanno anche Franco Nero, Don Johnson, Tom Savini e lo stesso Tarantino) danno davvero il bianco nelle poche scene che ho visto. L'unica cosa che mi fa storcere il naso, paradossalmente, è la presenza come protagonista di Jamie Foxx, un attore che non amo... ma sono certa che Quentin gli avrà fatto tirare fuori il meglio di sé. In America hanno ricevuto il film come regalo di Natale, noi dovremo aspettare fino al 17 gennaio ma, nel frattempo, Django Unchained si è già beccato parecchie nominations ai prossimi Golden Globe: miglior regista, miglior film drammatico, Di Caprio e Waltz migliori attori non protagonisti e miglior sceneggiatura. Sulla fiducia, faccio il tifo affinché vinca in tutte le categorie, ovviamente.


Les Misérables
Di Tom Hooper
Con Hugh Jackman, Russell Crowe e Anne Hathaway
Trama (da Imdb): Francia, XIX secolo. Jean Valjean, che per decenni, dopo aver infranto la libertà su parola, è stato inseguito dallo spietato poliziotto Javert, accetta di prendersi cura di Cosette, figlia dell'operaia Fantine. La decisione cambierà per sempre le loro vite.
 

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Romeo + Giulietta. Adoro il romanzo di Victor Hugo, adoro il 90% degli attori coinvolti, adoro i musical in generale e, nonostante non conosca purtroppo quello dedicato a Les Misérables da cui è stato tratto il film, da quel poco che ho sentito ha delle canzoni che sono un trionfo. Dopo il bellissimo Il discorso del re, anche da Tom Hooper mi aspetto moltissimo e non vedo l'ora di sentire Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen duettare sulle note dell'esilarante Master of the House. Anche questa pellicola ha già ricevuto parecchie nominations ai Golden Globe, per miglior commedia/musical, miglior canzone originale, per Hugh Jackman come miglior attore protagonista e Anne Hathaway miglior attrice non protagonista. Incrocio le dita anche per loro (tanto sono su categorie diverse rispetto a Django Unchained!) e aspetto di fiondarmi al cinema il 31 gennaio.



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