Si concludono oggi le recensioni di una delle trilogie più amate di tutti i tempi, quella di Ritorno al futuro. Nel 1990 Robert Zemeckis dirigeva infatti Ritorno al futuro - Parte III (Back to the Future - Part III), praticamente subito dopo aver girato il secondo capitolo.
Trama: bloccato nel passato, Marty riesce, grazie alla lettera di Doc, a ritrovare la DeLorean per tornare nella propria epoca... ma un'iscrizione su una lapide lo spinge a viaggiare fino ai tempi del Far West, dove il buon dottore sta vivendo una vita felice e serena.
Esaurito tutto quello che c'era da dire su McFly e la sua sciagurata e problematica famiglia, Zemeckis e compagnia decidono, con questo terzo episodio, di concentrarsi sulla figura di Doc che, per quanto carismatico, era sempre rimasto un po' in secondo piano. In Ritorno al futuro - Parte III, infatti, Emmet è protagonista quasi assoluto, molto meno svitato di come ce lo avevano presentato e, soprattutto, in grado di superare i suoi "limiti" di scienziato (vedi Ritorno al futuro, dove il ballo veniva definito "cerimoniale ritmico") e usare la sua saggezza e conoscenza per vivere nel modo migliore, arrivando persino ad innamorarsi, ricambiato, di una donna eccezionale. Gli sceneggiatori tirano le fila del discorso con un'eleganza e un'abilità senza pari, chiudono tutti i punti lasciati in sospeso nella pellicola precedente e, nonostante sul finale ci si commuova parecchio per la consapevolezza che le avventure dei nostri amici Marty e Doc sono arrivate purtroppo alla fine, rimane comunque un messaggio assai positivo: il futuro non è scritto ed immutabile, ma ce lo costruiamo noi, con le nostre scelte, giorno dopo giorno. Questa "morale" finale viene compresa anche da Marty e Jennifer che, in qualche modo, sono cresciuti con lo spettatore e hanno tratto profitto dalle loro esperienze, sebbene la fanciulla abbia dormito per tre film di seguito.
Tristezza e saggi precetti a parte, l'idea di ambientare Ritorno al futuro - Parte III nel Far West infonde nuova freschezza alla saga, che rischiava di diventare ripetitiva dopo aver mostrato da diverse angolazioni gli anni '80 e gli anni '50, consente agli sceneggiatori di giocare con i topoi del genere Western o con icone come Clint Eastwood e a Zemeckis di omaggiare Sergio Leone o film come Il texano dagli occhi di ghiaccio, senza ovviamente dimenticare i marchi di fabbrica della saga (soprattutto per quanto riguarda le frasi e le azioni di Buford Tannen). Il risultato è un simpatico ed avventurosissimo mix di fantascienza e western, dove il bello sta nel capire come i nostri eroi riusciranno a sopperire a cose come benzina e 88 miglia orarie senza cambiare irrimediabilmente la storia... e dove anche le donzelle, per una volta, potranno sognare ad occhi aperti davanti alla rappresentazione del più classico dei colpi di fulmine, con una dolcissima ma cazzuta Mary Steenburgen che sembra nata per il ruolo di Clara. Purtroppo, dunque, le avventure dei nostri eroi finiscono col botto ma con un lapidario The End... per fortuna esistono i DVD e la consapevolezza che noi figli degli anni '80 continueremo a celebrare e diffondere l'intera saga di Ritorno al futuro rendendola un capolavoro senza tempo!
Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui. Michael J. Fox (Marty), Christopher Lloyd (Doc Brown), Thomas F. Wilson (Buford “Mad Dog” Tannen/Biff Tannen), Lea Thompson (Maggie McFly/Lorraine McFly), Elisabeth Shue (Jennifer Parker) e Marc McLure (Dave McFly) li trovate invece ai rispettivi link.
Mary Steenburgen interpreta Clara. Americana, ha partecipato a film come Una volta ho incontrato un milionario (per il quale ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista), Buon compleanno Mr. Grape, Philadelphia, Gli intrighi del potere – Nixon, Mi chiamo Sam, Elf, The Help e a serie come 30 Rock, inoltre ha lavorato come doppiatrice per le serie Back to the Future e Robot Chicken. Anche produttrice, ha 60 anni e quattro film in uscita.
Ronald Reagan in persona, grande fan del primo film, era stato contattato per il ruolo di sindaco ma ha dovuto rinunciare suo malgrado. Verso la metà degli anni ’90, invece, si parlava di un possibile Ritorno al Futuro – Parte IV, incentrato sulla famiglia di Doc e ambientato a Roswell, nel 1947, con un piccolo cammeo di Michael J. Fox, ma ad oggi non se n’è fatto nulla, per fortuna. Tuttavia, le avventure della famiglia Brown sono continuate nella serie animata Ritorno al futuro, uscita proprio nel 1991. Cercatela se vi è piaciuto Ritorno al futuro – Parte III e guardatevi anche i primi due episodi della saga, ovviamente! ENJOY!!
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domenica 16 giugno 2013
domenica 13 gennaio 2013
Ribelli lingue bagnate (1989)
"Bolla!! Vergogna!! Un film porcino sul tuo blog sì casto e puro! Basta, non ti seguo più!". Eh lo so, la maggior parte dei lettori si sarà indignata nel vedere un titolo così ambiguo fare capolino all'inizio del post. Come al solito, dovete ringraziare la distribuzione italiana, che ha trasformato l'innocuo horror After Midnight, diretto nel 1989 dai fratelli Jim e Ken Wheat in Ribelli lingue bagnate. Titolo che non c'entra davvero NULLA con la pellicola.
Trama: un ambiguo professore universitario, titolare di un fantomatico "corso sulla paura", decide di riunire alcuni studenti a casa sua per raccontarsi a vicenda storie dell'orrore...
Ribelli lingue bagnate è la tipica antologia horror che andava di moda in quegli anni, costituita da una cornice più o meno pretestuosa e da tre, quattro storie dalla qualità solitamente altalenante. Tra tutte le pellicole simili, Ribelli lingue bagnate è sicuramente una delle peggiori che abbia mai visto. Innanzitutto, è recitato in maniera indegna, con il protagonista principale che vorrebbe darsi un tono da misterioso "genio del male" e che invece riesce a ricordare solo uno di quei vitelli dallo sguardo vacuo che ruminano in mezzo ai prati, circondato da altri poveracci più o meno sconosciuti e conciati nelle peggio maniere (i costumisti probabilmente avevano finito i soldi ed erano andati al monte di pietà per procurarsi gli abiti, perché stiamo parlando di roba molto più trash di quella che andava di moda negli anni '80-'90). Secondo punto a sfavore, non meno importante, la regia è televisiva, di un piattume raro, riesce a rendere quei pochi e brutti effetti speciali presenti nel film ancor meno speciali e priva di inquietudine qualsiasi situazione descritta.
Per quanto riguarda la trama, diciamo che Ribelli lingue bagnate è un compendio di idiozia, un manuale del perfetto imbecille. Innanzitutto, parliamo della cornice, senza addentrarci troppo nel dettaglio per non fare spoiler. Il professore, a definirlo bastardo sconsiderato gli si farebbe pure un piacere, perché i metodi da lui utilizzati per insegnare ai poveri virgulti cosa sia la paura sarebbero come minimo da denuncia. Ma l'inizio di questa cornice, tanto quanto, sarebbe anche sopportabile... è il finale che, sconfinando nel surreale, lascia lo spettatore un po' perplesso e non in senso buono. In teoria, infatti, il saggio scopo della pellicola sarebbe quello di fare leva sulla paura che dovrebbero scatenare storie verosimili, che potrebbero dunque succedere a chiunque. Effettivamente, a parte la prima storia su cui torneremo, quelle narrate nel corso del film si basano tutte su questo principio... peccato che nel finale gli sceneggiatori abbiano inserito, nell'ordine, una sensitiva, uno scheletro semovente, un loop temporale e la solita menata del sogno premonitore. Effetto verosimiglianza mandato quindi alle ortiche in tempo zero, ma nel frattempo è anche vero che gli spettatori si erano sicuramente addormentati, quindi bisognava risvegliarli in qualche modo.
Le storie, invece, ci vengono presentate in ordine sparso per quanto riguarda la qualità, con la prima salvata da un finale esilarante, la seconda inguardabile e la terza un gradino sopra le altre (niente di trascendentale, ovvio, ma meglio della fuffa che la precede). Si parlava, par l'appunto, di deficienza. Allora, la prima storia, chiamata per comodità The Old Dark House, si basa interamente su uno scherzone che vi consiglierei di riproporre ai vostri congiunti se avete delle velleità suicide, con un tasso di stupidità che probabilmente non è stato raggiunto nemmeno dai peggiori esempi di Jackass. Più che una storia che impaurisce, parlerei di una storia che allibisce. La seconda, A Night on the Town, non è migliore: quattro sgallettate si affidano alla più stupida del gruppo per andare a folleggiare in città, senza un'idea delle strade da percorrere, senza benzina e senza cervello. La provvidenza, giustamente indispettita da tanta scempiaggine, deciderà di punirle scagliando loro contro l'unico barbone avvinazzato ed infoiato nel raggio di chilometri e un branco di cani assassini. Più che di una caccia spietata, parlerei di un tedio mortale per lo spettatore, che passa quel quarto d'ora di film a vedere 'sto quartetto di dementi correre sui tacchi, inseguite dalle simpatiche bestiole. Vorrei far notare inoltre che il terzo cane del branco passa dalle dimensioni di un bastardino di media taglia (nei primi piani) a quelle di un grizzly (in campo lungo) nel giro di un paio di fotogrammi. Si salveranno le povere disgraziate da questi vili emuli di Cujo? Ma non ve lo dirò mai, dovete subire anche voi quello che ho subito io.
Menzione a parte merita invece All Night Operator, la tipica storia in cui una persona si ritrova a passare una notte solitaria, rallegrata tuttavia da un maniaco in vena di spaccare i cabasisi che, chissà come e chissà perché, riesce a superare guardie, restrizioni, polizia e quant'altro finché non arriva ad ottenere l'obiettivo che si era prefissato. Se gli eventi fossero stati spalmati in un'ora e mezza di film, inutile dire che sarebbe subentrata l'orchite, perché la qualità tecnica del segmento in questione è piatta e risibile come quella delle storie precedenti, tuttavia nel poco tempo a sua disposizione questo All Night Operator riesce ad inquietare ed intrattenere un minimo lo spettatore. Un po' poco per far guadagnare la sufficienza a Ribelli lingue bagnate, che non riesco a consigliare nemmeno per amore del trash o della risata fine a sé stessa. Quanto al titolo italiano, ragionandoci su, si potrebbe spiegare con tanta fantasia: c'è uno studente ribelle, ci si raccontano storie usando ovviamente la lingua per parlare e il tutto avviene in una notte di pioggia. Sì, vabbé, ciao. Evitatelo a prescindere, datemi retta.
Di Marc McClure (Kevin, il marito nel segmento The Old Dark House) ho già parlato qui.
Jim Wheat e Ken Wheat sono registi e sceneggiatori della pellicola. Americani, hanno diretto anche Il ritorno degli Ewoks. Anche produttori, Jim ha 60 anni e Ken ne ha 62. Dei due non sono riuscita a trovare foto, purtroppo!
Ramy Zada interpreta il Professor Edward Derek. Americano, ha partecipato a film come Due occhi diabolici e alle serie Miami Vice, Dallas, La signora in giallo, Melrose Place, NYPD, X-Files ed E.R. - Medici in prima linea. Anche regista, ha 54 anni.
Marg Helgenberger (vero nome Mary Marg Helgenberger) interpreta Alex nel segmento All Night Operator. Famosa per il ruolo nella serie CSI: Scena del crimine, ha partecipato anche a film come Always - Per sempre, The Tommyknockers, Specie mortale, Species II e alla serie E.R. - Medici in prima linea. Ha 54 anni.
Una piccola curiosità: l'attore Alan Rosenberg, che interpreta il folle Richard nel segmento All Night Operator, è stato sposato proprio con la sua "antagonista" Marg Helgenberger. Se mai vi capitasse di vedere questo Ribelli lingue bagnate e vi innamoraste alla follia, vi suggerirei allora di vedere Trick'r'Treat, Creepshow e Creepshow II. ENJOY!!!!
Trama: un ambiguo professore universitario, titolare di un fantomatico "corso sulla paura", decide di riunire alcuni studenti a casa sua per raccontarsi a vicenda storie dell'orrore...
Ribelli lingue bagnate è la tipica antologia horror che andava di moda in quegli anni, costituita da una cornice più o meno pretestuosa e da tre, quattro storie dalla qualità solitamente altalenante. Tra tutte le pellicole simili, Ribelli lingue bagnate è sicuramente una delle peggiori che abbia mai visto. Innanzitutto, è recitato in maniera indegna, con il protagonista principale che vorrebbe darsi un tono da misterioso "genio del male" e che invece riesce a ricordare solo uno di quei vitelli dallo sguardo vacuo che ruminano in mezzo ai prati, circondato da altri poveracci più o meno sconosciuti e conciati nelle peggio maniere (i costumisti probabilmente avevano finito i soldi ed erano andati al monte di pietà per procurarsi gli abiti, perché stiamo parlando di roba molto più trash di quella che andava di moda negli anni '80-'90). Secondo punto a sfavore, non meno importante, la regia è televisiva, di un piattume raro, riesce a rendere quei pochi e brutti effetti speciali presenti nel film ancor meno speciali e priva di inquietudine qualsiasi situazione descritta.
Per quanto riguarda la trama, diciamo che Ribelli lingue bagnate è un compendio di idiozia, un manuale del perfetto imbecille. Innanzitutto, parliamo della cornice, senza addentrarci troppo nel dettaglio per non fare spoiler. Il professore, a definirlo bastardo sconsiderato gli si farebbe pure un piacere, perché i metodi da lui utilizzati per insegnare ai poveri virgulti cosa sia la paura sarebbero come minimo da denuncia. Ma l'inizio di questa cornice, tanto quanto, sarebbe anche sopportabile... è il finale che, sconfinando nel surreale, lascia lo spettatore un po' perplesso e non in senso buono. In teoria, infatti, il saggio scopo della pellicola sarebbe quello di fare leva sulla paura che dovrebbero scatenare storie verosimili, che potrebbero dunque succedere a chiunque. Effettivamente, a parte la prima storia su cui torneremo, quelle narrate nel corso del film si basano tutte su questo principio... peccato che nel finale gli sceneggiatori abbiano inserito, nell'ordine, una sensitiva, uno scheletro semovente, un loop temporale e la solita menata del sogno premonitore. Effetto verosimiglianza mandato quindi alle ortiche in tempo zero, ma nel frattempo è anche vero che gli spettatori si erano sicuramente addormentati, quindi bisognava risvegliarli in qualche modo.
Le storie, invece, ci vengono presentate in ordine sparso per quanto riguarda la qualità, con la prima salvata da un finale esilarante, la seconda inguardabile e la terza un gradino sopra le altre (niente di trascendentale, ovvio, ma meglio della fuffa che la precede). Si parlava, par l'appunto, di deficienza. Allora, la prima storia, chiamata per comodità The Old Dark House, si basa interamente su uno scherzone che vi consiglierei di riproporre ai vostri congiunti se avete delle velleità suicide, con un tasso di stupidità che probabilmente non è stato raggiunto nemmeno dai peggiori esempi di Jackass. Più che una storia che impaurisce, parlerei di una storia che allibisce. La seconda, A Night on the Town, non è migliore: quattro sgallettate si affidano alla più stupida del gruppo per andare a folleggiare in città, senza un'idea delle strade da percorrere, senza benzina e senza cervello. La provvidenza, giustamente indispettita da tanta scempiaggine, deciderà di punirle scagliando loro contro l'unico barbone avvinazzato ed infoiato nel raggio di chilometri e un branco di cani assassini. Più che di una caccia spietata, parlerei di un tedio mortale per lo spettatore, che passa quel quarto d'ora di film a vedere 'sto quartetto di dementi correre sui tacchi, inseguite dalle simpatiche bestiole. Vorrei far notare inoltre che il terzo cane del branco passa dalle dimensioni di un bastardino di media taglia (nei primi piani) a quelle di un grizzly (in campo lungo) nel giro di un paio di fotogrammi. Si salveranno le povere disgraziate da questi vili emuli di Cujo? Ma non ve lo dirò mai, dovete subire anche voi quello che ho subito io.
Menzione a parte merita invece All Night Operator, la tipica storia in cui una persona si ritrova a passare una notte solitaria, rallegrata tuttavia da un maniaco in vena di spaccare i cabasisi che, chissà come e chissà perché, riesce a superare guardie, restrizioni, polizia e quant'altro finché non arriva ad ottenere l'obiettivo che si era prefissato. Se gli eventi fossero stati spalmati in un'ora e mezza di film, inutile dire che sarebbe subentrata l'orchite, perché la qualità tecnica del segmento in questione è piatta e risibile come quella delle storie precedenti, tuttavia nel poco tempo a sua disposizione questo All Night Operator riesce ad inquietare ed intrattenere un minimo lo spettatore. Un po' poco per far guadagnare la sufficienza a Ribelli lingue bagnate, che non riesco a consigliare nemmeno per amore del trash o della risata fine a sé stessa. Quanto al titolo italiano, ragionandoci su, si potrebbe spiegare con tanta fantasia: c'è uno studente ribelle, ci si raccontano storie usando ovviamente la lingua per parlare e il tutto avviene in una notte di pioggia. Sì, vabbé, ciao. Evitatelo a prescindere, datemi retta.
Di Marc McClure (Kevin, il marito nel segmento The Old Dark House) ho già parlato qui.
Jim Wheat e Ken Wheat sono registi e sceneggiatori della pellicola. Americani, hanno diretto anche Il ritorno degli Ewoks. Anche produttori, Jim ha 60 anni e Ken ne ha 62. Dei due non sono riuscita a trovare foto, purtroppo!
Ramy Zada interpreta il Professor Edward Derek. Americano, ha partecipato a film come Due occhi diabolici e alle serie Miami Vice, Dallas, La signora in giallo, Melrose Place, NYPD, X-Files ed E.R. - Medici in prima linea. Anche regista, ha 54 anni.
Marg Helgenberger (vero nome Mary Marg Helgenberger) interpreta Alex nel segmento All Night Operator. Famosa per il ruolo nella serie CSI: Scena del crimine, ha partecipato anche a film come Always - Per sempre, The Tommyknockers, Specie mortale, Species II e alla serie E.R. - Medici in prima linea. Ha 54 anni.
Una piccola curiosità: l'attore Alan Rosenberg, che interpreta il folle Richard nel segmento All Night Operator, è stato sposato proprio con la sua "antagonista" Marg Helgenberger. Se mai vi capitasse di vedere questo Ribelli lingue bagnate e vi innamoraste alla follia, vi suggerirei allora di vedere Trick'r'Treat, Creepshow e Creepshow II. ENJOY!!!!
venerdì 7 dicembre 2012
Ritorno al futuro (1985)
Mercoledì sera c'è stato "il raduno" in alcune sale cinematografiche italiane che proiettavano il meraviglioso, storico Ritorno al futuro (Back to the Future), diretto nel lontano 1985 da Robert Zemeckis. Ovviamente, un'occasione così ghiotta non poteva andare sprecata...
Trama: Marty è un adolescente che, durante un esperimento del bizzarro Doc Brown, finisce su una macchina del tempo e viene catapultato negli anni '50. Impossibilitato a tornare a casa e concupito dalla madre adolescente al punto da rischiare di compromettere la sua stessa esistenza futura, il povero Marty cerca così l'aiuto di un più giovane ma sempre geniale Doc...
Un film come Ritorno al futuro non ha assolutamente bisogno di una recensione, perché pur non essendo una pietra miliare del cinema (ma ne siamo proprio sicuri...?) incarna tutto ciò che quelli della mia generazione hanno amato e visto non una, ma tremila volte, al punto da conoscere le battute del film a memoria. E allora, come ho fatto per Ghostbusters - Acchiappafantasmi, ecco "solo" un elenco di motivi per cui chiunque, almeno una volta nella vita, dovrebbe sedersi e guardare questo trionfo di umorismo e avventura anni '80.
Innanzitutto per i personaggi. Marty McFly (e Michael J. Fox di conseguenza!!) è il prototipo dell'adolescente "figo". Ma non figo nel senso di fighetto, di precisino, di elegantino, ma proprio figo: simpatico, brillante anche nel suo essere sfigato, in grado di cavarsela in ogni situazione e con uno spropositato senso dell'umorismo. Impossibile non applaudire davanti alle sue storiche evoluzioni sullo skateboard o al modo in cui riesce a mettere nel sacco il prepotente Biff, perché parliamo di sequenze che hanno fatto storia. Così come hanno fatto storia lo sguardo stralunato di Doc Brown, un Christopher Lloyd mai così indimenticabile, e il suo assurdo modo di parlare (il gigowatt, il cerimoniale ritmico...!), gli straordinari strafalcioni del timidissimo George McFly (immancabile l'urlo in mezzo alla sala "Hey tu, porco!! Levale le mani di dosso!!" ma anche "E' il delfino che ci unisce" non è male...!), l'aspetto da madonnina infilzata di Lorraine, che tanto gentile e tanto onesta pare e poi... vabbé!, oppure l'"Hallo??hallo?? C'è nessuno in casa?" dell'odioso Biff. Insomma, un mix di caratteri così ben distribuiti in grado di generare personaggi indimenticabili è qualcosa che non si vede tanto spesso in un film.
Seconda cosa: la trama. Difficilotta da comprendere per la bambina di sette, otto anni che ero quando ho visto per la prima volta Ritorno al futuro (ma il secondo era anche più incasinato). Un ragazzo che parte dal 1985, torna indietro negli anni '50 e modifica il futuro, ovvero il suo presente, rischiando di venire violentato dalla madre e cercando di rimediare ai paradossi temporali che tanto fanno orrore a Doc... non è facile tenere le redini di una trama così, soprattutto perché nerd e spettatori "cinici" hanno mille appigli per trovare difetti ed errori o fare elucubrazioni: perché Doc non ha il giubbetto antiproiettile nelle prime scene del film? Perché i genitori di Marty non si ricordano di averlo conosciuto negli anni della loro adolescenza? Perché Marty arriva a casa e si stupisce di vedere la sua famiglia così cambiata, sul finale? Tutte domande che ho sentito fare al cinema e di cui ho letto su internet, ma io dico: non fatevi domande e guardatevi il film con gli occhi di un bambino innocente, per cortesia!! Lasciate le questioni strane all'uomo fumetto de I Simpson! Assaporate il vero spirito d'avventura degli anni '80 e ciò che di meglio potevano offrirci intraprendenti autori come Zemeckis, perché in Ritorno al futuro non c'è un solo momento di noia né un singolo tempo morto e quest'atmosfera frizzante ed elettrica si mantiene inalterata fino alla conclusione!
Arriviamo infine alla realizzazione del film (che, tra l'altro, si è portato a casa anche un Oscar per i migliori effetti sonori e altre tre nomination). Superba, semplicemente. Una colonna sonora da urlo, che conta musiche originali e hit degli anni '50, con una strizzata d'occhio a grandi musicisti come Chuck Berry. Passando a scenografie e costumi, si ravvisa una cura certosina sia per i dettagli (all'inizio, notate come tra gli orologi ce ne sia uno con un uomo appeso ad una delle lancette, come succederà poi a Doc sul finale...), che si manifesta specialmente nelle differenze che caratterizzano gli stessi luoghi e personaggi nelle due epoche, come i genitori di Marty e Biff, oppure il cinema trasformato in sala a luci rosse, la proprietà di Mr. Peabody trasformata in centro commerciale, il giubbotto "da marinaio" di Marty, ecc. ecc. Geniale, infine, l'idea di usare una VERA automobile come macchina del tempo: il design della DeLorean era già sufficientemente all'avanguardia negli anni '80 e nel passato può tranquillamente venire confusa con un'astronave spaziale, senza contare che la difficoltà di trovare il carburante adatto per il salto temporale (il plutonio mica lo vendono al supermercato!!) da il La all'altra sequenza assolutamente indimenticabile, quella dell'attacco dei libici. E con un ultimo "Scappa Marty! I libici!!", altra battuta cult che ricordo dall'infanzia, vi dico di recuperare assolutamente Ritorno al futuro se non l'avete mai visto... e di riguardarlo per l'ennesima volta se, come me, lo annoverate tra gli immancabili cult della vostra vita. Per ora è tutto, ci risentiamo quando riproporranno nelle sale il secondo capitolo, e ricordate: "non esistono strade... nel futuro!!".
Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui mentre Christopher Lloyd (Dr. Emmet Brown), Billy Zane (uno degli sgherri di Biff) e George "Buck" Flower (Red Thomas, il barbone che compare verso la fine del film) li trovate ai rispettivi link.
Michael J. Fox (vero nome Michael Andrew Fox) interpreta Marty McFly. Idolo assoluto della mia infanzia al pari di Bill Murray, purtroppo costretto a ridurre di parecchio la sua attività di attore fin quasi a ritirarsi dalle scene per una grave forma del morbo di Parkinson, lo ricordo per film come Voglia di vincere, Il segreto del mio successo, Ritorno al futuro - parte II, Ritorno al futuro - parte III, Doc Hollywood - Dottore in carriera, Caro zio Joe, Sospesi nel tempo, Mars Attacks! e ha partecipato alle serie Love Boat, Casa Keaton, Racconti di mezzanotte e Scrubs; inoltre, ha lavorato come doppiatore per i film Stuart Little - Un topolino in gamba, Atlantis - L'impero perduto e la serie Phineas & Ferb. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 51 anni.
Lea Thompson interpreta Lorraine. Americana, la ricordo per film come Lo squalo 3, Howard... e il destino del mondo, Ritorno al futuro - parte II, Ritorno al futuro - parte III, Dennis la minaccia e J.Edgar, inoltre ha partecipato alle serie Racconti di mezzanotte, Friends e Robot Chicken. Anche produttrice, regista e sceneggiatrice, ha 51 anni e un film in uscita.
Crispin Glover interpreta George McFly. Americano, lo ricordo per film come Venerdì 13 Parte IV: Capitolo finale, Cuore selvaggio, The Doors, Buon compleanno mr. Grape, Dead Man, Larry Flint - Oltre lo scandalo, Charlie's Angels, Charlie's Angels - Più che mai, La leggenda di Beowulf (era il Grendel, nientemeno!!) e Alice in Wonderland, inoltre ha partecipato alle serie Happy Days e Casa Keaton. Anche regista, produttore e sceneggiatore, ha 48 anni e un film in uscita.
Thomas F. Wilson (vero nome Thomas Francis Wilson Jr.) interpreta Biff. Americano, lo ricordo per film come Ritorno al futuro - parte III, inoltre ha partecipato alle serie Supercar, Sabrina vita da strega, Nash Bridges, Two and a Half Men, Cold Case, Dr. House, Bones e Ghost Whisperer. Ora soprattutto doppiatore, ha lavorato nelle serie Back to the Future, Gargoyles, Pinky and The Brain, The Angry Beavers, Spongebob Squarepants (anche nel film), Batman: The Brave and the Bold e I Griffin. Anche produttore e sceneggiatore, ha 53 anni e un film in uscita.
Marc McClure interpreta il fratello di Marty, Dave. Americano, ha partecipato a film come Tutto accadde un venerdì, Superman, Superman II, Superman III, Supergirl la ragazza d'acciaio, Superman IV, Ritorno al futuro - parte III, Apollo 13 e a serie come Happy Days, La famiglia Bradford, Hunter, Beverly Hills 90210, Nash Bridges, E.R. Medici in prima linea, Cold Case e Smallville. Ha 55 anni e due film in uscita.
Frances Lee McCain, che interpreta la madre di Lorraine, è stata anche la madre di Billy nell'altro film cult anni '80 per eccellenza, I Gremlins. Rimanendo sempre in tema di attori, Michael J. Fox è sempre stata la prima scelta per il ruolo di Marty. Tuttavia, a causa dei pressanti impegni con la serie Casa Keaton, era stato costretto a rifiutare e la parte era finita ad Eric Stoltz che aveva girato anche parecchie scene prima di risultare inadatto e lasciare così nuovamente la parte ad un Michael J.Fox che si è ritrovato costretto a fare innumerevoli tour de force tra i due set. Parlando invece della trama, pare che in origine non si fosse pensato di girare dei seguiti del film (effettivamente il To be continued a cui siamo abituati fin dagli anni '80 nel film che ho visto al cinema non c'era) e che, addirittura, il finale prevedesse un 1985 fermo alla mentalità degli anni '50 a causa delle continue interferenze di Marty. Interessanti anche le differenze tra l'adattamento italiano e la versione originale del film, causate dal fatto che le marche citate, all'epoca, erano praticamente ancora sconosciute nel nostro paese: Marty viene ribattezzato Calvin Klein e non Levi Strauss e al bar chiede la TaB (una versione dietetica della Coca-Cola) e non una "Fanta senza". Infine, oltre ai seguiti "canonici", ovvero Ritorno al futuro - parte II e Ritorno al futuro - parte III, esiste anche un simpatico spin - off animato della serie, Ritorno al futuro, che è andato in onda negli anni '90 sulle reti Mediaset. Senza andare a disseppellire questo dinosauro, comunque, se il film vi fosse piaciuto consiglio la visione di Navigator e Pleasantville. ENJOY!!
Trama: Marty è un adolescente che, durante un esperimento del bizzarro Doc Brown, finisce su una macchina del tempo e viene catapultato negli anni '50. Impossibilitato a tornare a casa e concupito dalla madre adolescente al punto da rischiare di compromettere la sua stessa esistenza futura, il povero Marty cerca così l'aiuto di un più giovane ma sempre geniale Doc...
Un film come Ritorno al futuro non ha assolutamente bisogno di una recensione, perché pur non essendo una pietra miliare del cinema (ma ne siamo proprio sicuri...?) incarna tutto ciò che quelli della mia generazione hanno amato e visto non una, ma tremila volte, al punto da conoscere le battute del film a memoria. E allora, come ho fatto per Ghostbusters - Acchiappafantasmi, ecco "solo" un elenco di motivi per cui chiunque, almeno una volta nella vita, dovrebbe sedersi e guardare questo trionfo di umorismo e avventura anni '80.
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| HEY tu, PORCO! Levale le mani di dosso!!! |
Seconda cosa: la trama. Difficilotta da comprendere per la bambina di sette, otto anni che ero quando ho visto per la prima volta Ritorno al futuro (ma il secondo era anche più incasinato). Un ragazzo che parte dal 1985, torna indietro negli anni '50 e modifica il futuro, ovvero il suo presente, rischiando di venire violentato dalla madre e cercando di rimediare ai paradossi temporali che tanto fanno orrore a Doc... non è facile tenere le redini di una trama così, soprattutto perché nerd e spettatori "cinici" hanno mille appigli per trovare difetti ed errori o fare elucubrazioni: perché Doc non ha il giubbetto antiproiettile nelle prime scene del film? Perché i genitori di Marty non si ricordano di averlo conosciuto negli anni della loro adolescenza? Perché Marty arriva a casa e si stupisce di vedere la sua famiglia così cambiata, sul finale? Tutte domande che ho sentito fare al cinema e di cui ho letto su internet, ma io dico: non fatevi domande e guardatevi il film con gli occhi di un bambino innocente, per cortesia!! Lasciate le questioni strane all'uomo fumetto de I Simpson! Assaporate il vero spirito d'avventura degli anni '80 e ciò che di meglio potevano offrirci intraprendenti autori come Zemeckis, perché in Ritorno al futuro non c'è un solo momento di noia né un singolo tempo morto e quest'atmosfera frizzante ed elettrica si mantiene inalterata fino alla conclusione!
Arriviamo infine alla realizzazione del film (che, tra l'altro, si è portato a casa anche un Oscar per i migliori effetti sonori e altre tre nomination). Superba, semplicemente. Una colonna sonora da urlo, che conta musiche originali e hit degli anni '50, con una strizzata d'occhio a grandi musicisti come Chuck Berry. Passando a scenografie e costumi, si ravvisa una cura certosina sia per i dettagli (all'inizio, notate come tra gli orologi ce ne sia uno con un uomo appeso ad una delle lancette, come succederà poi a Doc sul finale...), che si manifesta specialmente nelle differenze che caratterizzano gli stessi luoghi e personaggi nelle due epoche, come i genitori di Marty e Biff, oppure il cinema trasformato in sala a luci rosse, la proprietà di Mr. Peabody trasformata in centro commerciale, il giubbotto "da marinaio" di Marty, ecc. ecc. Geniale, infine, l'idea di usare una VERA automobile come macchina del tempo: il design della DeLorean era già sufficientemente all'avanguardia negli anni '80 e nel passato può tranquillamente venire confusa con un'astronave spaziale, senza contare che la difficoltà di trovare il carburante adatto per il salto temporale (il plutonio mica lo vendono al supermercato!!) da il La all'altra sequenza assolutamente indimenticabile, quella dell'attacco dei libici. E con un ultimo "Scappa Marty! I libici!!", altra battuta cult che ricordo dall'infanzia, vi dico di recuperare assolutamente Ritorno al futuro se non l'avete mai visto... e di riguardarlo per l'ennesima volta se, come me, lo annoverate tra gli immancabili cult della vostra vita. Per ora è tutto, ci risentiamo quando riproporranno nelle sale il secondo capitolo, e ricordate: "non esistono strade... nel futuro!!".
Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui mentre Christopher Lloyd (Dr. Emmet Brown), Billy Zane (uno degli sgherri di Biff) e George "Buck" Flower (Red Thomas, il barbone che compare verso la fine del film) li trovate ai rispettivi link.
Michael J. Fox (vero nome Michael Andrew Fox) interpreta Marty McFly. Idolo assoluto della mia infanzia al pari di Bill Murray, purtroppo costretto a ridurre di parecchio la sua attività di attore fin quasi a ritirarsi dalle scene per una grave forma del morbo di Parkinson, lo ricordo per film come Voglia di vincere, Il segreto del mio successo, Ritorno al futuro - parte II, Ritorno al futuro - parte III, Doc Hollywood - Dottore in carriera, Caro zio Joe, Sospesi nel tempo, Mars Attacks! e ha partecipato alle serie Love Boat, Casa Keaton, Racconti di mezzanotte e Scrubs; inoltre, ha lavorato come doppiatore per i film Stuart Little - Un topolino in gamba, Atlantis - L'impero perduto e la serie Phineas & Ferb. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 51 anni.
Lea Thompson interpreta Lorraine. Americana, la ricordo per film come Lo squalo 3, Howard... e il destino del mondo, Ritorno al futuro - parte II, Ritorno al futuro - parte III, Dennis la minaccia e J.Edgar, inoltre ha partecipato alle serie Racconti di mezzanotte, Friends e Robot Chicken. Anche produttrice, regista e sceneggiatrice, ha 51 anni e un film in uscita.
Crispin Glover interpreta George McFly. Americano, lo ricordo per film come Venerdì 13 Parte IV: Capitolo finale, Cuore selvaggio, The Doors, Buon compleanno mr. Grape, Dead Man, Larry Flint - Oltre lo scandalo, Charlie's Angels, Charlie's Angels - Più che mai, La leggenda di Beowulf (era il Grendel, nientemeno!!) e Alice in Wonderland, inoltre ha partecipato alle serie Happy Days e Casa Keaton. Anche regista, produttore e sceneggiatore, ha 48 anni e un film in uscita.
Thomas F. Wilson (vero nome Thomas Francis Wilson Jr.) interpreta Biff. Americano, lo ricordo per film come Ritorno al futuro - parte III, inoltre ha partecipato alle serie Supercar, Sabrina vita da strega, Nash Bridges, Two and a Half Men, Cold Case, Dr. House, Bones e Ghost Whisperer. Ora soprattutto doppiatore, ha lavorato nelle serie Back to the Future, Gargoyles, Pinky and The Brain, The Angry Beavers, Spongebob Squarepants (anche nel film), Batman: The Brave and the Bold e I Griffin. Anche produttore e sceneggiatore, ha 53 anni e un film in uscita.
Marc McClure interpreta il fratello di Marty, Dave. Americano, ha partecipato a film come Tutto accadde un venerdì, Superman, Superman II, Superman III, Supergirl la ragazza d'acciaio, Superman IV, Ritorno al futuro - parte III, Apollo 13 e a serie come Happy Days, La famiglia Bradford, Hunter, Beverly Hills 90210, Nash Bridges, E.R. Medici in prima linea, Cold Case e Smallville. Ha 55 anni e due film in uscita.
Frances Lee McCain, che interpreta la madre di Lorraine, è stata anche la madre di Billy nell'altro film cult anni '80 per eccellenza, I Gremlins. Rimanendo sempre in tema di attori, Michael J. Fox è sempre stata la prima scelta per il ruolo di Marty. Tuttavia, a causa dei pressanti impegni con la serie Casa Keaton, era stato costretto a rifiutare e la parte era finita ad Eric Stoltz che aveva girato anche parecchie scene prima di risultare inadatto e lasciare così nuovamente la parte ad un Michael J.Fox che si è ritrovato costretto a fare innumerevoli tour de force tra i due set. Parlando invece della trama, pare che in origine non si fosse pensato di girare dei seguiti del film (effettivamente il To be continued a cui siamo abituati fin dagli anni '80 nel film che ho visto al cinema non c'era) e che, addirittura, il finale prevedesse un 1985 fermo alla mentalità degli anni '50 a causa delle continue interferenze di Marty. Interessanti anche le differenze tra l'adattamento italiano e la versione originale del film, causate dal fatto che le marche citate, all'epoca, erano praticamente ancora sconosciute nel nostro paese: Marty viene ribattezzato Calvin Klein e non Levi Strauss e al bar chiede la TaB (una versione dietetica della Coca-Cola) e non una "Fanta senza". Infine, oltre ai seguiti "canonici", ovvero Ritorno al futuro - parte II e Ritorno al futuro - parte III, esiste anche un simpatico spin - off animato della serie, Ritorno al futuro, che è andato in onda negli anni '90 sulle reti Mediaset. Senza andare a disseppellire questo dinosauro, comunque, se il film vi fosse piaciuto consiglio la visione di Navigator e Pleasantville. ENJOY!!
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