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domenica 20 gennaio 2019

Howard e il destino del mondo (1986)

Già che si trova nel catalogo Netflix, durante i giorni di festa ho costretto il povero Bolluomo a guardare Howard e il destino del mondo (Howard the Duck), diretto nel 1986 dal regista Willard Huyck.


Trama: catapultato sulla Terra da un misterioso vortice, Howard il papero si ritrova alle prese con un universo sconosciuto e per nulla tenero ma per fortuna incontra la cantante Beverly, con la quale cercherà un modo per tornare a casa.


Gesù. Non so quanti giorni (settimane!!) siano passati dalla visione di Howard e il destino del mondo e io riesco a scrivere un post solo ora. E no, non sono una di quelle che ha passato l'infanzia guardando questo film al punto tale da ricordarlo a memoria; l'avrò guardato credo una volta sola e nemmeno tutto e ammetto di essermi vagamente assopita sul finale, durante il recupero, quindi scrivere qualcosa in merito sarà un casino. Nemmeno la presenza del meraviglioso Jeffrey Jones e la curiosità di vedere un imberbe, sfigatissimo Tim Robbins alle prese con un papero umanoide mi hanno salvata dal fatto che Howard il papero, per quanto trashissimo e vagamente imbarazzante, sia innanzitutto troppo lungo, tanto da farmi pregare di vederne presto la fine. Passato infatti il divertimento di vedere una Terra dove tutto viene declinato in chiave paperesca, film compresi, oppure un Howard alle prese con un pianeta sconosciuto, dove OVVIAMENTE un papero antropomorfo causa reazioni dal disgustato al perplesso, con varie sfumature nel mezzo, rimane una pesantissima trama avventurosa a base di alieni che si nutrono di energia e, orrore degli orrori, l'accenno di una love story tra Beverly e Howard. Per carità, per chi conosce i fumetti Marvel da cui hanno tratto il film la cosa non è una novità ma giuro che vedere Lea Thompson interagire "fisicamente" con questo nano inguainato in un costume da papero mi ha provocato più ribrezzo che tenerezza mista a un vago senso di nostalgia (anche perché di Howard il papero ho letto davvero pochissimo). Guardando il film, tra l'altro prodotto da nomi enormi tra i quali spicca quello di George Lucas, non si capisce davvero dove avessero voluto andare a parare i realizzatori. Per omaggiare un simile fumetto FORSE sarebbe servita una seria animata più che un live action a base di pessimi effetti speciali, quindi come "cinecomic" d'annata l'obiettivo è stato mancato. Film d'avventura per ragazzi... sì e no. Nonostante sia stato se non erro censurato nei passaggi televisivi USA, Howard il papero è abbastanza esplicito dal punto di vista sessuale, più nelle immagini che nei dialoghi, e solo la seconda metà della pellicola prevede qualche momento avventuroso concretizzato essenzialmente in un infinito inseguimento in volo/camion/altri mezzi e nella battaglia finale contro un malvagio introdotto in maniera gratuita, nemmeno segnasse l'inizio di un secondo film. Il resto assomiglia più ad una commedia americana leggermente sboccata, una roba tipo "scontro tra diverse realtà" alla Ho sposato un'aliena ma molto meno divertente e, come ho scritto all'inizio, dopo mezz'oretta di citazioni paperesche e Tim Robbins messo in imbarazzo uno alla fine si stufa e getta la spugna.


Per quanto riguarda il comparto tecnico e gli effetti speciali, fa un po' specie che il tutto porti la firma della Lucas Film e della Industrial Light and Magic. L'unica cose davvero terrificante e ben riuscita del film, a ben vedere, è il make up di Jeffrey Jones, impressionante per il modo in cui cambia nel giro di pochi fotogrammi e lo rende un mostro irriconoscibile, per il resto... eh. Diciamo che Lucas e compagnia hanno peccato di arroganza, sperando di riuscire ad affidare il "ruolo" di Howard a degli animatronics e ritrovandosi alla fine a dover optare per attori di diverse altezze da infilare all'interno di un vestito da papero, con ovvie e tristissime conseguenze, anche se la voce originale di Howard non è male. Sicuramente, meglio del look anni '80 affibbiato alla povera Lea Thompson e alle canzoni che l'hanno costretta a cantare con un gruppetto di sgallettate dalla dubbia moralità sessuale (sì, dite quello che volete ma le donne all'interno di Howard e il destino del mondo non ci fanno una bellissima figura, ché o sono zoccole o delle povere ochette, sempre per restare in tema). E molto meglio dei dialoghi messi in bocca a Tim Robbins, il quale fortunatamente non è stato toccato dal flop del film ed è andato avanti con la sua professione di attore senza mancare ottimi ruoli e almeno un Oscar, seppellendo giustamente nell'ignominia il suo insopportabile, psicotico Phil Blumburtt, l'unico personaggio "buono" della storia del cinema a sembrare malvagio senza un reale motivo. Howard e il destino del mondo è dunque uno di quei film anni '80 per i quali converrebbe tenersi stretto l'effetto nostalgia di chi ve ne parlerà come un cult della propria infanzia senza metterlo in dubbio, ché recuperarlo nel 2019 vorrebbe dire passare quasi due ore a chiedersi "perché?" oppure prendere un aereo solo per andare a tirare un coppino a George Lucas. Possiamo solo sperare, sicuramente invano, che prima o poi qualcuno come James Gunn riabiliti definitivamente il nome di Howard il Papero con un film degno di essere definito tale.


Di Lea Thompson (Beverly Switzer), Jeffrey Jones (Dr. Walter Jenning) e Tim Robbins (Phil Blumburtt) ho già parlato ai rispettivi link.

Willard Huyck è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Messia del diavolo, Baci da Parigi e La miglior difesa è... l'attacco. Anche produttore e attore, ha 73 anni.


Sotto il costume di Howard si sono avvicendati otto attori ma il principale era Ed Gale, già stuntman utilizzato al posto di Chucky ne La bambola assassina. Howard e il destino del mondo è stato nominato per sette Golden Raspberry Awards, tra cui peggior regista, peggior canzone originale e peggior attore non protagonista  (Tim Robbins), vincendone quattro: Peggior Nuovo Attore (i sei attori e l'attrice nascosti dal costume da papero), peggiori effetti speciali, peggior sceneggiatura e peggior film, vinto assieme a Under the Cherry Moon di Prince. John Landis, al quale era stata offerta la regia del film, ci ha visto lungo e ha declinato. Detto questo, se Howard e il destino del mondo vi fosse piaciuto recuperate i nuovi film Marvel, tutti, perché prima o poi un live action spin-off de I Guardiani della Galassia se lo meriterà il papero... e voi non vorrete arrivare impreparati! ENJOY!


domenica 16 giugno 2013

Ritorno al futuro - Parte III (1990)

Si concludono oggi le recensioni di una delle trilogie più amate di tutti i tempi, quella di Ritorno al futuro. Nel 1990 Robert Zemeckis dirigeva infatti Ritorno al futuro - Parte III (Back to the Future - Part III), praticamente subito dopo aver girato il secondo capitolo.


Trama: bloccato nel passato, Marty riesce, grazie alla lettera di Doc, a ritrovare la DeLorean per tornare nella propria epoca... ma un'iscrizione su una lapide lo spinge a viaggiare fino ai tempi del Far West, dove il buon dottore sta vivendo una vita felice e serena.


Esaurito tutto quello che c'era da dire su McFly e la sua sciagurata e problematica famiglia, Zemeckis e compagnia decidono, con questo terzo episodio, di concentrarsi sulla figura di Doc che, per quanto carismatico, era sempre rimasto un po' in secondo piano. In Ritorno al futuro - Parte III, infatti, Emmet è protagonista quasi assoluto, molto meno svitato di come ce lo avevano presentato e, soprattutto, in grado di superare i suoi "limiti" di scienziato (vedi Ritorno al futuro, dove il ballo veniva definito "cerimoniale ritmico") e usare la sua saggezza e conoscenza per vivere nel modo migliore, arrivando persino ad innamorarsi, ricambiato, di una donna eccezionale. Gli sceneggiatori tirano le fila del discorso con un'eleganza e un'abilità senza pari, chiudono tutti i punti lasciati in sospeso nella pellicola precedente e, nonostante sul finale ci si commuova parecchio per la consapevolezza che le avventure dei nostri amici Marty e Doc sono arrivate purtroppo alla fine, rimane comunque un messaggio assai positivo: il futuro non è scritto ed immutabile, ma ce lo costruiamo noi, con le nostre scelte, giorno dopo giorno. Questa "morale" finale viene compresa anche da Marty e Jennifer che, in qualche modo, sono cresciuti con lo spettatore e hanno tratto profitto dalle loro esperienze, sebbene la fanciulla abbia dormito per tre film di seguito.


Tristezza e saggi precetti a parte, l'idea di ambientare Ritorno al futuro - Parte III nel Far West infonde nuova freschezza alla saga, che rischiava di diventare ripetitiva dopo aver mostrato da diverse angolazioni gli anni '80 e gli anni '50, consente agli sceneggiatori di giocare con i topoi del genere Western o con icone come Clint Eastwood e a Zemeckis di omaggiare Sergio Leone o film come Il texano dagli occhi di ghiaccio, senza ovviamente dimenticare i marchi di fabbrica della saga (soprattutto per quanto riguarda le frasi e le azioni di Buford Tannen). Il risultato è un simpatico ed avventurosissimo mix di fantascienza e western, dove il bello sta nel capire come i nostri eroi riusciranno a sopperire a cose come benzina e 88 miglia orarie senza cambiare irrimediabilmente la storia... e dove anche le donzelle, per una volta, potranno sognare ad occhi aperti davanti alla rappresentazione del più classico dei colpi di fulmine, con una dolcissima ma cazzuta Mary Steenburgen che sembra nata per il ruolo di Clara. Purtroppo, dunque, le avventure dei nostri eroi finiscono col botto ma con un lapidario The End... per fortuna esistono i DVD e la consapevolezza che noi figli degli anni '80 continueremo a celebrare e diffondere l'intera saga di Ritorno al futuro rendendola un capolavoro senza tempo!


Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui. Michael J. Fox (Marty), Christopher Lloyd (Doc Brown), Thomas F. Wilson (Buford “Mad Dog” Tannen/Biff Tannen), Lea Thompson (Maggie McFly/Lorraine McFly), Elisabeth Shue (Jennifer Parker) e Marc McLure (Dave McFly) li trovate invece ai rispettivi link.

Mary Steenburgen interpreta Clara. Americana, ha partecipato a film come Una volta ho incontrato un milionario (per il quale ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista), Buon compleanno Mr. Grape, Philadelphia, Gli intrighi del potere – Nixon, Mi chiamo Sam, Elf, The Help e a serie come 30 Rock, inoltre ha lavorato come doppiatrice per le serie Back to the Future e Robot Chicken. Anche produttrice, ha 60 anni e quattro film in uscita.


Ronald Reagan in persona, grande fan del primo film, era stato contattato per il ruolo di sindaco ma ha dovuto rinunciare suo malgrado. Verso la metà degli anni ’90, invece, si parlava di un possibile Ritorno al Futuro – Parte IV, incentrato sulla famiglia di Doc e ambientato a Roswell, nel 1947, con un piccolo cammeo di Michael J. Fox, ma ad oggi non se n’è fatto nulla, per fortuna. Tuttavia, le avventure della famiglia Brown sono continuate nella serie animata Ritorno al futuro, uscita proprio nel 1991. Cercatela se vi è piaciuto Ritorno al futuro – Parte III e guardatevi anche i primi due episodi della saga, ovviamente! ENJOY!!

venerdì 14 giugno 2013

Ritorno al futuro - Parte II (1989)

So che avrei dovuto aspettare una riedizione magari l'anno prossimo, ma in questi giorni mi è venuta voglia di rivedere Ritorno al futuro - Parte II (Back to the Future Part II), diretto nel 1989 dal regista Robert Zemeckis.


Trama: Doc torna nel 1985 e convince Marty ad andare nel futuro per impedire un avvenimento che distruggerebbe la famiglia del ragazzo. E' solo l'inizio di una serie di disavventure che porterà di nuovo i nostri eroi a spasso per le epoche...


Ritorno al futuro rimane un film storico e il capitolo della saga a cui sono più affezionata, ma la Parte II è un grandissimo esempio di come, se diretti e sceneggiati con accortezza, anche i sequel possono essere dei capolavori. Nonostante il difficile argomento trattato e gli innumerevoli salti temporali che caratterizzano la pellicola, Ritorno al futuro - Parte II è perfettamente collegato al film precedente (da cui riprende un paio di sequenze chiave e persino un paio di dettagli che sicuramente ad una prima visione sono impossibili da cogliere) e riesce ad approfondire alcuni aspetti dei personaggi che abbiamo imparato ad amare, anche in maniera non del tutto positiva: per esempio, abituati come eravamo a considerare Marty un ragazzo forte e dinamico, ce lo ritroviamo nel futuro quasi più sfigato del padre, prostrato dalla sua tendenza a cadere nei tranelli di chiunque gli dia del codardo e con una famiglia a dir poco disastrata. Inoltre, scorazzando tra  le epoche, gli sceneggiatori giocano ironicamente sia con quello che conoscevamo dei protagonisti del primo film, sia con i simboli dell'epoca in cui è stato girato che, nel futuro prossimo, diventano dei pezzi da museo come il pupazzetto di Roger Rabbit o l'ennesimo episodio de Lo Squalo.


Come trama, quindi, la Parte II si distacca poco da Ritorno al futuro e il meccanismo rimane sempre lo stesso, sia per quanto riguarda i viaggi temporali sia per i villain (anzi, IL villain) che si ripropongono più o meno sempre identici nel corso delle epoche. Se il tono della pellicola precedente era però più ingenuo e scanzonato, questa fa il verso agli apocalittici film di fantascienza che imperversavano in quegli anni e a tratti diventa più cupa ed intricata del capostipite, con i paradossi temporali che rischiano di diventare assai pericolosi, addirittura mortali. Incredibile il lavoro tecnico alle spalle del film, visto che parecchie scene vengono ricreate identiche a quelle di Ritorno al futuro (pensate anche solo ai costumi: nella scena del ballo pare  fosse stata solo Lea Thompson a conservare l'abito, gli altri sono stati ricreati per l'occasione...) e visto che, spesso e volentieri, gli attori devono condividere la scena con i loro doppi, cosa possibile solo con degli effetti speciali più che validi che, tra l'altro, non risentono del passare del tempo. Gli attori offrono, come già nel primo capitolo, un'interpretazione convincentissima ed è impossibile non voler bene ai personaggi di Marty e Doc... in effetti, l'unico difetto che trovo al film è la mancanza di scene e battute destinate a diventare cult, ma la cosa viene ampiamente compensata dal geniale colpo di scena finale: il film si conclude infatti con un cliffhanger non da poco seguito dal trailer del terzo capitolo, che prometteva agli spettatori dell'epoca l'imminente conclusione della saga. Non oso immaginare come si saranno sentiti emozionati i fan seduti sulle poltroncine davanti ad una simile anticipazione.. io, sicuramente, quando avevo visto la videocassetta, mi ero fiondata ad affittare il terzo episodio, di cui troverete la recensione domenica.


Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui. Michael J. Fox (Marty), Christopher Lloyd (Doc Brown), Lea Thompson (Lorraine), Thomas F. Wilson (Biff Tannen/Griff), Elisabeth Shue (che interpreta Jennifer al posto della Claudia Wells del primo episodio, costretta a interrompere la carriera di attrice per stare vicina alla madre malata di cancro), Billy Zane (Match), Elijah Wood (irriconoscibile, interpreta uno dei bimbetti alle prese con il videogioco del bar anni ’80) e George “Buck” Flowers (il barbone) li trovate invece ai rispettivi link.

In questo sequel alcuni personaggi del primo film vengono interpretati da altri attori, è il caso della già citata Elisabeth Shue e anche di Jeffrey Weissman, che ha preso il ruolo di George McFly al posto di Crispin Glover (che peraltro, dopo essere stato sostituito a causa dell’esoso compenso richiesto per comparire nel sequel ha anche fatto causa ai realizzatori della pellicola per aver utilizzato alcune delle sue vecchie scene senza permesso). Inaspettatamente, inoltre, compare tra gli attori anche il bassista dei Red Hot Chili Peppers Flea, nei panni del viscido Needles. Un seguito di Ritorno al futuro non era affatto nei progetti di Zemeckis & co., tanto che se avessero immaginato le intenzioni degli studios non avrebbero mai concluso il primo film facendo salire in macchina con Doc e Marty anche Jennifer (non a caso, la poveraccia viene messa ko all’inizio di Ritorno al futuro – Parte II e non si vede per più di metà film); stantibus rebus hanno ovviamente deciso di essere parte integrante della cosa, tanto che Ritorno al futuro – Parte III, come si evince dal teaser integrato nel finale, è stato girato contemporaneamente al secondo capitolo della saga. Inutile aggiungere quindi che, se Ritorno al futuro – Parte II vi fosse piaciuto, converrebbe recuperare l’intera, bellissima trilogia. ENJOY!

venerdì 7 dicembre 2012

Ritorno al futuro (1985)

Mercoledì sera c'è stato "il raduno" in alcune sale cinematografiche italiane che proiettavano il meraviglioso, storico Ritorno al futuro (Back to the Future), diretto nel lontano 1985 da Robert Zemeckis. Ovviamente, un'occasione così ghiotta non poteva andare sprecata...


Trama: Marty è un adolescente che, durante un esperimento del bizzarro Doc Brown, finisce su una macchina del tempo e viene catapultato negli anni '50. Impossibilitato a tornare a casa e concupito dalla madre adolescente al punto da rischiare di compromettere la sua stessa esistenza futura, il povero Marty cerca così l'aiuto di un più giovane ma sempre geniale Doc...


Un film come Ritorno al futuro non ha assolutamente bisogno di una recensione, perché pur non essendo una pietra miliare del cinema (ma ne siamo proprio sicuri...?) incarna tutto ciò che quelli della mia generazione hanno amato e visto non una, ma tremila volte, al punto da conoscere le battute del film a memoria. E allora, come ho fatto per Ghostbusters - Acchiappafantasmi, ecco "solo" un elenco di motivi per cui chiunque, almeno una volta nella vita, dovrebbe sedersi e guardare questo trionfo di umorismo e avventura anni '80.

HEY tu, PORCO! Levale le mani di dosso!!!
Innanzitutto per i personaggi. Marty McFly (e Michael J. Fox di conseguenza!!) è il prototipo dell'adolescente "figo". Ma non figo nel senso di fighetto, di precisino, di elegantino, ma proprio figo: simpatico, brillante anche nel suo essere sfigato, in grado di cavarsela in ogni situazione e con uno spropositato senso dell'umorismo. Impossibile non applaudire davanti alle sue storiche evoluzioni sullo skateboard o al modo in cui riesce a mettere nel sacco il prepotente Biff, perché parliamo di sequenze che hanno fatto storia. Così come hanno fatto storia lo sguardo stralunato di Doc Brown, un Christopher Lloyd mai così indimenticabile, e il suo assurdo modo di parlare (il gigowatt, il cerimoniale ritmico...!), gli straordinari strafalcioni del timidissimo George McFly (immancabile l'urlo in mezzo alla sala "Hey tu, porco!! Levale le mani di dosso!!" ma anche "E' il delfino che ci unisce" non è male...!), l'aspetto da madonnina infilzata di Lorraine, che tanto gentile e tanto onesta pare e poi... vabbé!, oppure l'"Hallo??hallo?? C'è nessuno in casa?" dell'odioso Biff. Insomma, un mix di caratteri così ben distribuiti in grado di generare personaggi indimenticabili è qualcosa che non si vede tanto spesso in un film.


Seconda cosa: la trama. Difficilotta da comprendere per la bambina di sette, otto anni che ero quando ho visto per la prima volta Ritorno al futuro (ma il secondo era anche più incasinato). Un ragazzo che parte dal 1985, torna indietro negli anni '50 e modifica il futuro, ovvero il suo presente, rischiando di venire violentato dalla madre e cercando di rimediare ai paradossi temporali che tanto fanno orrore a Doc... non è facile tenere le redini di una trama così, soprattutto perché nerd e spettatori "cinici" hanno mille appigli per trovare difetti ed errori o fare elucubrazioni: perché Doc non ha il giubbetto antiproiettile nelle prime scene del film? Perché i genitori di Marty non si ricordano di averlo conosciuto negli anni della loro adolescenza? Perché Marty arriva a casa e si stupisce di vedere la sua famiglia così cambiata, sul finale? Tutte domande che ho sentito fare al cinema e di cui ho letto su internet, ma io dico: non fatevi domande e guardatevi il film con gli occhi di un bambino innocente, per cortesia!! Lasciate le questioni strane all'uomo fumetto de I Simpson! Assaporate il vero spirito d'avventura degli anni '80 e ciò che di meglio potevano offrirci intraprendenti autori come Zemeckis, perché in Ritorno al futuro non c'è un solo momento di noia né un singolo tempo morto e quest'atmosfera frizzante ed elettrica si mantiene inalterata fino alla conclusione!


Arriviamo infine alla realizzazione del film (che, tra l'altro, si è portato a casa anche un Oscar per i migliori effetti sonori e altre tre nomination). Superba, semplicemente. Una colonna sonora da urlo, che conta musiche originali e hit degli anni '50, con una strizzata d'occhio a grandi musicisti come Chuck Berry. Passando a scenografie e costumi, si ravvisa una cura certosina sia per i dettagli (all'inizio, notate come tra gli orologi ce ne sia uno con un uomo appeso ad una delle lancette, come succederà poi a Doc sul finale...), che si manifesta specialmente nelle differenze che caratterizzano gli stessi luoghi e personaggi nelle due epoche, come i genitori di Marty e Biff, oppure il cinema trasformato in sala a luci rosse, la proprietà di Mr. Peabody trasformata in centro commerciale, il giubbotto "da marinaio" di Marty, ecc. ecc. Geniale, infine, l'idea di usare una VERA automobile come macchina del tempo: il design della DeLorean era già sufficientemente all'avanguardia negli anni '80 e nel passato può tranquillamente venire confusa con un'astronave spaziale, senza contare che la difficoltà di trovare il carburante adatto per il salto temporale (il plutonio mica lo vendono al supermercato!!) da il La all'altra sequenza assolutamente indimenticabile, quella dell'attacco dei libici. E con un ultimo "Scappa Marty! I libici!!", altra battuta cult che ricordo dall'infanzia, vi dico di recuperare assolutamente Ritorno al futuro se non l'avete mai visto... e di riguardarlo per l'ennesima volta se, come me, lo annoverate tra gli immancabili cult della vostra vita. Per ora è tutto, ci risentiamo quando riproporranno nelle sale il secondo capitolo, e ricordate: "non esistono strade... nel futuro!!".


Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui mentre Christopher Lloyd (Dr. Emmet Brown), Billy Zane (uno degli sgherri di Biff) e George "Buck" Flower (Red Thomas, il barbone che compare verso la fine del film) li trovate ai rispettivi link.

Michael J. Fox (vero nome Michael Andrew Fox) interpreta Marty McFly. Idolo assoluto della mia infanzia al pari di Bill Murray, purtroppo costretto a ridurre di parecchio la sua attività di attore fin quasi a ritirarsi dalle scene per una grave forma del morbo di Parkinson, lo ricordo per film come Voglia di vincere, Il segreto del mio successo, Ritorno al futuro - parte II, Ritorno al futuro - parte III, Doc Hollywood - Dottore in carriera, Caro zio Joe, Sospesi nel tempo, Mars Attacks! e ha partecipato alle serie Love Boat, Casa Keaton, Racconti di mezzanotte e Scrubs; inoltre, ha lavorato come doppiatore per i film Stuart Little - Un topolino in gamba, Atlantis - L'impero perduto e la serie Phineas & Ferb. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 51 anni.


Lea Thompson interpreta Lorraine. Americana, la ricordo per film come Lo squalo 3, Howard... e il destino del mondo, Ritorno al futuro - parte II, Ritorno al futuro - parte III, Dennis la minaccia e J.Edgar, inoltre ha partecipato alle serie Racconti di mezzanotte, Friends e Robot Chicken. Anche produttrice, regista e sceneggiatrice, ha 51 anni e un film in uscita.


Crispin Glover interpreta George McFly. Americano, lo ricordo per film come Venerdì 13 Parte IV: Capitolo finale, Cuore selvaggio, The Doors, Buon compleanno mr. Grape, Dead Man, Larry Flint - Oltre lo scandalo, Charlie's Angels, Charlie's Angels - Più che mai, La leggenda di Beowulf (era il Grendel, nientemeno!!) e Alice in Wonderland, inoltre ha partecipato alle serie Happy Days e Casa Keaton. Anche regista, produttore e sceneggiatore, ha 48 anni e un film in uscita.  


Thomas F. Wilson (vero nome Thomas Francis Wilson Jr.) interpreta Biff. Americano, lo ricordo per film come Ritorno al futuro - parte III, inoltre ha partecipato alle serie Supercar, Sabrina vita da strega, Nash Bridges, Two and a Half Men, Cold Case, Dr. House, Bones e Ghost Whisperer.  Ora soprattutto doppiatore, ha lavorato nelle serie Back to the Future, Gargoyles, Pinky and The Brain, The Angry Beavers, Spongebob Squarepants (anche nel film), Batman: The Brave and the Bold e I Griffin. Anche produttore e sceneggiatore, ha 53 anni e un film in uscita.


Marc McClure interpreta il fratello di Marty, Dave. Americano, ha partecipato a film come Tutto accadde un venerdì, Superman, Superman II, Superman III, Supergirl la ragazza d'acciaio, Superman IV, Ritorno al futuro - parte III, Apollo 13 e a serie come Happy Days, La famiglia Bradford, Hunter, Beverly Hills 90210, Nash Bridges, E.R. Medici in prima linea, Cold Case e Smallville. Ha 55 anni e due film in uscita.


Frances Lee McCain, che interpreta la madre di Lorraine, è stata anche la madre di Billy nell'altro film cult anni '80 per eccellenza, I Gremlins. Rimanendo sempre in tema di attori, Michael J. Fox è sempre stata la prima scelta per il ruolo di Marty. Tuttavia, a causa dei pressanti impegni con la serie Casa Keaton, era stato costretto a rifiutare e la parte era finita ad Eric Stoltz che aveva girato anche parecchie scene prima di risultare inadatto e lasciare così nuovamente la parte ad un Michael J.Fox che si è ritrovato costretto a fare innumerevoli tour de force tra i due set. Parlando invece della trama, pare che in origine non si fosse pensato di girare dei seguiti del film (effettivamente il To be continued a cui siamo abituati fin dagli anni '80 nel film che ho visto al cinema non c'era) e che, addirittura, il finale prevedesse un 1985 fermo alla mentalità degli anni '50 a causa delle continue interferenze di Marty. Interessanti anche le differenze tra l'adattamento italiano e la versione originale del film, causate dal fatto che le marche citate, all'epoca, erano praticamente ancora sconosciute nel nostro paese: Marty viene ribattezzato Calvin Klein e non Levi Strauss e al bar chiede la TaB (una versione dietetica della Coca-Cola) e non una "Fanta senza". Infine, oltre ai seguiti "canonici", ovvero Ritorno al futuro - parte II e Ritorno al futuro - parte III, esiste anche un simpatico spin - off animato della serie, Ritorno al futuro, che è andato in onda negli anni '90 sulle reti Mediaset. Senza andare a disseppellire questo dinosauro, comunque, se il film vi fosse piaciuto consiglio la visione di Navigator e Pleasantville. ENJOY!!

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