Imbeccata dalla sempre ottima Lucia e da tutte le minchiate che mi tocca leggere di questi tempi ho deciso di guardare M.F.A., diretto dalla regista Natalia Leite.
Trama: Noelle è una studentessa d'arte che una sera viene stuprata da un ragazzo. Convinta di poter ottenere giustizia, la ragazza denuncia la cosa ma si trova davanti un muro di gomma e decide quindi di ricorrere a mezzi più estremi...
M.F.A. è l'horror più tristemente attuale visto quest'anno ed è anche quello che mi ha fatta più incazzare. All'epoca dei vari #metoo e del sollevamento dell'intera comunità femminile scioccata dalle rivelazioni di parecchie attrici coinvolte nell'ormai famigerato "caso Weinstein" mi sono limitata a leggere le esperienze e i commenti di molte mie amiche, colleghe di blog, semplici conoscenti o totali sconosciute più o meno famose senza scrivere nulla in merito perché, come dice il saggio, "se non si ha nulla di intelligente da dire meglio stare zitti". La verità è che, fortunatamente, a me non sono capitate esperienze di grave sopraffazione né in campo lavorativo né in campo umano e i pochi commenti sessisti che mi sono stati rivolti sono stati rispediti sempre al mittente con un bel calcio in culo annesso, il piacione di turno ringalluzzito dalla minigonna a sostituire i soliti jeans antisesso ridotto ai minimi termini e costretto a bisbigliare roba tipo "eh però così rimarrai sempre single" "se non sorridi non ti vorrà mai nessuno" "eh ma sciogliti un po'". Poverini. Sono una brutta persona, lo so, ma le persone viscide le riconosco lontano un chilometro e non sono mai stata tenera con loro, nemmeno quando le persone in questione erano miei superiori con qualche bicchiere di vino in corpo e magari avrei potuto mordermi la lingua. Sicuramente sono stata molto più fortunata di Noelle (che è la protagonista del film ma avrebbe anche potuto chiamarsi Natalia ed essere vostra amica o sorella), rea di aver provato interesse per un ragazzo, aver accettato l'invito a un party, essersi messa carina per l'occasione ed essere salita in camera con lui. Ora, mi rendo conto che una donna può limitarsi a dire ad un uomo "peas and carrots" (cit.) e quest'ultimo non capisce più nulla ma può anche essere invece (attenzione, uomini alla lettura) che una ragazza interessata ad un ragazzo non abbia proprio voglia di ritrovarsi magicamente tre metri di lingua in gola e una mano sulla passera NONOSTANTE (oddio, i segnali contrastanti!!111!1111) abbia scelto di rimanere sola con lui. Azz, come siamo complicate. Pensa un po', magari quella sera avevamo solo voglia di capire se davvero valeva la pena interessarsi all'uomo in questione e non ci interessava una sveltina. Ah, fighedilegno! Comunque, a Noelle (ma magari è successo anche a Natalia) è capitato che il ragazzo potenzialmente interessante si sia rivelato un troglodita e, forte del fatto che è stata lei ad andare in camera con lui firmando probabilmente una liberatoria per la cessione automatica della patata, l'abbia violentata. In una delle scene più asettiche e "banali" della storia del cinema horror, per inciso, così da sottolineare l'assurda e totale casualità di un evento simile, una sequenza (assieme a quella del secondo stupro che viene mostrato) capace di far star male per giorni.
Noelle se ne torna a casa, sconvolta e morta dentro, ma nonostante i consigli dell'amica che le dice di tenersi tutto per sé decide di parlare della cosa ad una consulente del campus universitario. Una donna, badate bene. Le domande a cui si ritrova a dover rispondere ribaltano in due secondi la situazione e trasformano Noelle da vittima a sciacquetta consenziente, rea di non aver detto NO con chiarezza, di aver dato corda al ragazzo nel corso della serata, di avere avuto (Dio non voglia!) più di un partner in 20 anni. Sconcertata, Noelle va a parlare con un gruppo di sostegno composto da coetanee ma anche lì, la Morte Nera: raccolte fondi per le bambine violentate in Sudamerica, gruppo d'acquisto per uno smalto in grado di rivelare eventuali "droghe dello stupro" contenute nei drink, raccolte fondi totalmente inutili e non una sola ragazza a parlare di prevenzione, di portare un po' di consapevolezza nella società, di battersi affinché stupratori più o meno seriali vengano condannati anziché giustificati perché troppo amichevoli, ingenui o esuberanti. Le signorine si limitano a fare spallucce perché tanto "la società è così", accettando passivamente il loro destino di agnellini a rischio di venire macellati, e giustamente Noelle sbrocca. Rape and revenge, giusto? Nì. Perché la sceneggiatura di Leah McKendrick non si limita a sfogare il giusto odio di Noelle e dello spettatore nel solito, catartico lago di sangue, ma si prende anche il tempo di indagare la psicologia di queste povere ragazze violentate (non c'è mica solo Noelle), sviscerando tutto quello che passa loro per la testa: senso di colpa, vergogna, desiderio di togliersi da sotto i riflettori e tornare a vivere un'esistenza normale senza nessuno ad additarle come zoccole, paura, odio per lo stupratore ma anche per loro stesse. Racconta, pur con qualche ingenuità, di come la violenza ne richiami altra, in un circolo vizioso che non porta gioia alle vittime finalmente vendicate, quanto piuttosto un rigurgito di terrore, il ritorno di un incubo che si pensava fosse finito; racconta, soprattutto, del coraggio di lottare per tirare fuori la verità e prendere a schiaffi chi vuole chiudere gli occhi per non sapere o chi, ancora peggio, liquida la faccenda con un "tanto a me non potrà mai accadere, quella era una zoccola ma io invece no!". No, mi spiace. Non serve essere splendide e affascinanti come Francesca Eastwood, che ad un certo punto decide di sfruttare il suo corpo come esca per attirare le sue prede imbecilli, non sono la gonna corta o l'attimo di ingenuità a dover distruggere per sempre la vita di una persona, non possono esistere scuse o giustificazioni. Non esiste il "ma figurati se uno così bello, famoso e potente si abbasserebbe mai a..." oppure, ancora peggio il "meglio far finta di nulla perché non conviene avere contro gente simile". Non deve esistere. Eppure, siccome la mentalità di oggi è quella che è, c'è solo da ringraziare Natalia Leite per aver esorcizzato i propri fantasmi e aver messo su pellicola qualcosa che ogni persona con un minimo di sensibilità dovrebbe capire senza essere imbeccato da film o articoli di "denuncia".
Di Clifton Collins Jr., che interpreta Kennedy, ho già parlato QUI mentre Michael Welch, che interpreta Mason, lo trovate QUI.
Natalia Leite è la regista della pellicola. Brasiliana, ha diretto un altro lungometraggio, Bare, ed è anche sceneggiatrice, produttrice e attrice.
Francesca Eastwood interpreta Noelle. Figlia di Clint Eastwood e dell'attrice Frances Fisher, ha partecipato a film come Jersey Boys, Final Girl e a serie quali Heroes Reborn e Twin Peaks. Ha 24 anni e un film in uscita.
Leah McKendrick, sceneggiatrice della pellicola, interpreta anche Skye, l'amica di Noelle. Se M.F.A. vi fosse piaciuto recuperate Elle oppure Il gioco di Gerald. ENJOY!
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venerdì 8 dicembre 2017
mercoledì 8 aprile 2015
All the Boys Love Mandy Lane (2006)
Dopo averne letto praticamente in ogni blog cinematografico che si rispetti (ci tengo a citare in particolare Book and Negative e Recensioni ribelli), anche io sono finalmente riuscita a guardare All the Boys Love Mandy Lane, diretto nel 2006 dal regista Jonathan Levine.
Trama: Mandy Lane è bella, bionda, desiderata e incredibilmente ancora vergine. Un giorno decide di accettare l'invito di Red e andare con altri ragazzi nel ranch dei suoi genitori, dove comincia un'inaspettata mattanza...
Avevo sentito parlare molto bene di questo All the Boys Love Mandy Lane ed effettivamente devo dire che la pellicola di Jonathan Levine è uno dei teen horror più ben fatti che abbia mai visto. I suoi pregi più grandi si possono trovare nel reparto tecnico, caratterizzato innanzitutto da una fotografia bellissima e moderna, carica di colori saturi, che immerge i protagonisti nella canicola del sole estivo e si mantiene molto nitida anche nelle scene notturne. C'è poi la regia di Levine, che si concede a qualche vezzo come i ralenti nelle scene "topiche" senza esagerare, confezionando un film fatto di movimenti di macchina che indugiano spesso sul volto, i capelli e il corpo della protagonista, questa Mandy Lane ambita da tutti, uomini o donne che siano. C'è infine il fascino ambiguo di Amber Heard, scream queen con un sacco di personalità, dotata di una bellezza che non è solo fisica (cosa che la renderebbe la solita bambolona bionda senza arte né parte) ma si nasconde piuttosto nel suo sguardo fuggevole, nei gesti contenuti e reticenti, nell'eleganza di una corsa che sembrerebbe più quella di una dea che di un essere umano; una bellezza, quella di Amber Heard, che il regista non ha paura di sporcare non solo di sangue, ma anche di sudore, fango o peggio, come nella terribile scena della fossa a cielo aperto, la più ripugnante che mi sia capitato di vedere da qualche anno a questa parte. Il senso di terrore ed inquietudine si crea a poco a poco e, come spesso accade, esplode appena prima del finale in un trionfo di sangue, macabre scoperte e fendenti splatter, mentre le vittime cominciano a cadere come mosche sotto i colpi di un killer senza volto completamente asservito alle regole di questo genere di pellicola.
Detto questo, se cercate uno slasher particolarmente innovativo siete fuori strada, perché All the Boys Love Mandy Lane si sviluppa seguendo uno schema canonico e anche abbastanza prevedibile, con un twist facilmente intuibile con un po' di esperienza pregressa. Apparentemente, a Levine e allo sceneggiatore Jacob Forman non interessa l'orrore gratuito quanto piuttosto le dinamiche che regolano i comportamenti all'interno di un "branco" di adolescenti in piena crisi ormonale e, nonostante le spacconate, prede di un'insicurezza costante che li spinge a compiere le peggiori scemate per spiccare agli occhi della bella di turno: al di là dell'inizio scioccante, è emblematica soprattutto la sequenza in cui i tre ragazzi si trovano da soli con Mandy Lane e comincia un gioco (assolutamente realistico, se vi siete mai trovati in questa situazione!!) di sguardi imbarazzati che caricano l'aria di tensione nervosa e false speranze. Perché tutti i ragazzi amano Mandy Lane? Cos'è che la rende particolare? E' questa la domanda che mi sono posta più spesso guardando il film, non "chi è l'assassino e perché vuole tutti questi ragazzi morti?". Francamente, non ho trovato una risposta. Forse è solo perché Mandy Lane non è facile né oca come le amichette che si porta appresso... eppure agli occhi di una donna anche la sua alterigia e il suo distacco dal resto del gruppo potrebbero essere una tecnica di seduzione ben studiata e lo dimostrano gli sguardi di fuoco che la signorina lancia a un certo punto al mandriano o il modo pudico con cui si lascia baciare sulla guancia da Bird, di fatto illudendolo e fomentandolo nell'attesa di qualcosa in più. Insomma, a ben pensarci il parallelo tra Mandy e la pellicola mi è venuto in automatico e sono arrivata alla conclusione che All the Boys Love Mandy Lane è un film gradevole quanto la sua protagonista, altrettanto furbetto e dotato di quel "qualcosa" che va oltre la mera apparenza. Dateci un'occhiata se vi va.
Del regista Jonathan Levine ho già parlato QUI. Amber Heard (Mandy Lane), Michael Welch (Emmet) ed Edwin Hodge (Bird) li trovate invece ai rispettivi link.
Luke Grimes interpreta Jake. Anche se l'attore americano in questo film ci fa una ben magra figura, otto anni dopo costui sarebbe diventato il Mr. Grey di Cinquanta sfumature di grigio, assurgendo al ruolo di sex symbol per bimbeminkia e casalinghe frustrate; inoltre, ha partecipato a Taken - La vendetta, American Sniper e a serie come True Blood. Ha 31 anni e quattro film in uscita.
Aaron Himelstein, che interpreta Red, era stato un giovanissimo Austin Powers in Austin Powers in Goldmember. Il ruolo di Mandy Lane era stato offerto a Emmy Rossum, che ha rifiutato perché non voleva partecipare ad uno slasher. Detto questo, se All the Boys Love Mandy Lane vi fosse piaciuto recuperate la quadrilogia di Scream, The Hole, Il corpo di Jennifer e All Cheerleaders Die. ENJOY!
Trama: Mandy Lane è bella, bionda, desiderata e incredibilmente ancora vergine. Un giorno decide di accettare l'invito di Red e andare con altri ragazzi nel ranch dei suoi genitori, dove comincia un'inaspettata mattanza...
Avevo sentito parlare molto bene di questo All the Boys Love Mandy Lane ed effettivamente devo dire che la pellicola di Jonathan Levine è uno dei teen horror più ben fatti che abbia mai visto. I suoi pregi più grandi si possono trovare nel reparto tecnico, caratterizzato innanzitutto da una fotografia bellissima e moderna, carica di colori saturi, che immerge i protagonisti nella canicola del sole estivo e si mantiene molto nitida anche nelle scene notturne. C'è poi la regia di Levine, che si concede a qualche vezzo come i ralenti nelle scene "topiche" senza esagerare, confezionando un film fatto di movimenti di macchina che indugiano spesso sul volto, i capelli e il corpo della protagonista, questa Mandy Lane ambita da tutti, uomini o donne che siano. C'è infine il fascino ambiguo di Amber Heard, scream queen con un sacco di personalità, dotata di una bellezza che non è solo fisica (cosa che la renderebbe la solita bambolona bionda senza arte né parte) ma si nasconde piuttosto nel suo sguardo fuggevole, nei gesti contenuti e reticenti, nell'eleganza di una corsa che sembrerebbe più quella di una dea che di un essere umano; una bellezza, quella di Amber Heard, che il regista non ha paura di sporcare non solo di sangue, ma anche di sudore, fango o peggio, come nella terribile scena della fossa a cielo aperto, la più ripugnante che mi sia capitato di vedere da qualche anno a questa parte. Il senso di terrore ed inquietudine si crea a poco a poco e, come spesso accade, esplode appena prima del finale in un trionfo di sangue, macabre scoperte e fendenti splatter, mentre le vittime cominciano a cadere come mosche sotto i colpi di un killer senza volto completamente asservito alle regole di questo genere di pellicola.
Detto questo, se cercate uno slasher particolarmente innovativo siete fuori strada, perché All the Boys Love Mandy Lane si sviluppa seguendo uno schema canonico e anche abbastanza prevedibile, con un twist facilmente intuibile con un po' di esperienza pregressa. Apparentemente, a Levine e allo sceneggiatore Jacob Forman non interessa l'orrore gratuito quanto piuttosto le dinamiche che regolano i comportamenti all'interno di un "branco" di adolescenti in piena crisi ormonale e, nonostante le spacconate, prede di un'insicurezza costante che li spinge a compiere le peggiori scemate per spiccare agli occhi della bella di turno: al di là dell'inizio scioccante, è emblematica soprattutto la sequenza in cui i tre ragazzi si trovano da soli con Mandy Lane e comincia un gioco (assolutamente realistico, se vi siete mai trovati in questa situazione!!) di sguardi imbarazzati che caricano l'aria di tensione nervosa e false speranze. Perché tutti i ragazzi amano Mandy Lane? Cos'è che la rende particolare? E' questa la domanda che mi sono posta più spesso guardando il film, non "chi è l'assassino e perché vuole tutti questi ragazzi morti?". Francamente, non ho trovato una risposta. Forse è solo perché Mandy Lane non è facile né oca come le amichette che si porta appresso... eppure agli occhi di una donna anche la sua alterigia e il suo distacco dal resto del gruppo potrebbero essere una tecnica di seduzione ben studiata e lo dimostrano gli sguardi di fuoco che la signorina lancia a un certo punto al mandriano o il modo pudico con cui si lascia baciare sulla guancia da Bird, di fatto illudendolo e fomentandolo nell'attesa di qualcosa in più. Insomma, a ben pensarci il parallelo tra Mandy e la pellicola mi è venuto in automatico e sono arrivata alla conclusione che All the Boys Love Mandy Lane è un film gradevole quanto la sua protagonista, altrettanto furbetto e dotato di quel "qualcosa" che va oltre la mera apparenza. Dateci un'occhiata se vi va.
Del regista Jonathan Levine ho già parlato QUI. Amber Heard (Mandy Lane), Michael Welch (Emmet) ed Edwin Hodge (Bird) li trovate invece ai rispettivi link.
Luke Grimes interpreta Jake. Anche se l'attore americano in questo film ci fa una ben magra figura, otto anni dopo costui sarebbe diventato il Mr. Grey di Cinquanta sfumature di grigio, assurgendo al ruolo di sex symbol per bimbeminkia e casalinghe frustrate; inoltre, ha partecipato a Taken - La vendetta, American Sniper e a serie come True Blood. Ha 31 anni e quattro film in uscita.
Aaron Himelstein, che interpreta Red, era stato un giovanissimo Austin Powers in Austin Powers in Goldmember. Il ruolo di Mandy Lane era stato offerto a Emmy Rossum, che ha rifiutato perché non voleva partecipare ad uno slasher. Detto questo, se All the Boys Love Mandy Lane vi fosse piaciuto recuperate la quadrilogia di Scream, The Hole, Il corpo di Jennifer e All Cheerleaders Die. ENJOY!
venerdì 9 maggio 2014
Hansel e Gretel e la strega della foresta nera (2013)
Seguendo il sano principio del bastone e della carota, l'ultima recensione è stata quella del bellissimo Moon, quindi oggi parlerò di un'assoluta belinata come Hansel e Gretel e la strega della foresta nera (Hansel & Gretel Get Baked), diretto nel 2013 dal regista Duane Journey.
Trama: quando il ragazzo di Gretel scompare senza lasciare traccia, lei e il fratello Hansel cominciano a cercarlo partendo dalla casa di Agnes, una vecchietta che coltiva e vende la cosiddetta Forseta Nera, una fenomenale specie di Marijuana che nasconde tuttavia un terribile segreto...
A cavallo tra gli anni '90 e il 2000 andavano per la maggiore quelle che potremmo tranquillamente definire "commedie horror per fattoni", dove l'aspetto goliardico superava di parecchio la componente horror e le droghe leggere erano parte integrante della trama, come accadeva per esempio in Giovani diavoli, tra l'altro uno dei miei film preferiti in assoluto. Hansel e Gretel e la strega della foresta nera ricalca pedissequamente questo modello, arrivando con quasi venti anni di ritardo e, peggio ancora, senza aggiungere nulla di nuovo a questo sottogenere, limitandosi a seguire la moda recente che vede cinema e tv letteralmente invasi da opere ispirate a favole od opere letterarie e che già aveva sfornato un film zamarro ma pregevole come Hansel e Gretel cacciatori di streghe. Prodotto dagli stessi "geni" che già avevano ammorbato l'aria della settima arte con la saga Twilight, Hansel e Gretel eccetera ha perlomeno il pregio di distaccarsi dall'ahimé famosa sagra del mostro innamorato e di cambiare completamente registro (certo, uno degli attori presenti in Twilight è stato trascinato per i capelli anche dentro questo film), ma questo è l'unico aspetto positivo di un film che ad una trentenne non può fare altro che mettere tristezza per un motivo ben preciso: lo spettatore non assiste ad un horror, nemmeno ad una commedia, bensì al triste ed impietoso incedere del tempo. La malvagia Agnes non vuole invecchiare (e vi lascio immaginare quale metodo avrà trovato per sottrarsi a questa condanna visto che la trama del film è più o meno la stessa della fiaba...) ma fidatevi, è molto meglio vedere Lara Flynn Boyle sepolta sotto un trucco da anziana piuttosto che trovarsi davanti la versione USA della nostrana Serena Grandi, con le labbra a canotto e gli zigomi scompagnati da un chirurgo incapace.. e quale dolore anche vedere come si sia ridotto Cary Elwes, una volta così affascinante!! Il loro utilizzo in versione "Nuovi Mostri" e l'aggiunta di altre guest star pescate dal limbo delle serie e dei film anni '90 completa una tristissima operazione nostalgia che già non ho apprezzato io, figuriamoci il target giovanile a cui questo film avrebbe dovuto essere indirizzato.
Per il resto, c'è davvero poco da dire. La trama di Hansel e Gretel e la strega della foresta nera (il cui titolo originale può sia voler dire, letteralmente, "vengono cotti" oppure, in slang, "si sfondano di canne") si trascina per un'ora e mezza tra sballoni e situazioni ripetitive (talmente ripetitive, in effetti, che persino la strega ad un certo punto si scazza!!) e continue ed incoerenti aggiunte ai poteri e alla personalità della strega del titolo, intervallate qui e là da imbarazzanti marchette a prodotti come le Skittles o alla catena The Cheesecake Factory. Tra un cannone e l'altro i momenti horror sono pochini e gli effetti speciali mostrano chiaramente il limite di budget con cui è stato girato il film (chissà perché gli zombie si vedono quasi sempre in penombra...), senza contare che la recitazione degli attori fa cadere le braccia: Lara Flynn Boyle è svogliatissima e sembra palesemente aver partecipato per questioni finanziarie, i due protagonisti hanno il carisma di due alberi caduchi e sono altrettanto approfonditi per quel che riguarda personalità e psicologia e, per finire, la percentuale di caratteristi ispano-americani e tamarri da far schifo è decisamente troppo elevata per essere sopportabile. Carente nell'horror, carente nella commedia, carente sotto ogni punto di vista, Hansel e Gretel e la strega della foresta nera è uno strano ibrido che non consiglierei né ai fan della serie Once Upon a Time (citata più di una volta, soprattutto per quel che riguarda il personaggio di Rumpelstilskin) né, soprattutto, agli irriducibili del cult I segreti di Twin Peaks: ricordate l'affascinante, ambigua Donna Hayward com'era vent'anni fa e lasciate che questa vajassa rifatta dall'accento strascicato si perda nell'etere, così come meriterebbe di fare questa pellicola. E rendiamo sempre grazie a David Lynch, ché ogni tanto ricordarlo non farebbe male.
Di Cary Elwes, che compare all'inizio nei panni dell'uomo dell'azienda elettrica, ho già parlato qui.
Duane Journey è il regista della pellicola, al suo secondo lungometraggio, dopo una gavetta passata a fare il macchinista coordinatore in film come Men in Black e Palle in canna e serie come Alias o I viaggiatori. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha un film in uscita.
Michael Welch interpreta Hansel. Americano, ha partecipato a tutti i film della saga Twilight, All the Boys Love Mandy Lane, Day of the Dead e a serie come Frasier, Settimo cielo, Walker Texas Ranger, Jarod il camaleonte, X-Files, Malcom, Cold Case, Numb3rs, CSI Miami, CSI - Scena del crimine, Criminal Minds, Bones e CSI: NY. Ha 27 anni e otto film in uscita.
Lara Flynn Boyle interpreta Agnes. Americana, indimenticabile Donna Hayward del meraviglioso Twin Peaks, ha partecipato a film come Poltergeist III, L'attimo fuggente, Fusi di testa, Baby Birba - Un giorno in libertà, Men in Black II e ad altre serie come Ally McBeal. Anche produttrice, ha 44 anni e un film in uscita.
Andrew James Allen interpreta Ashton. Americano, ha partecipato a film come Amabili resti, Smiley e a serie come Lizzie McGuire, Streghe, Malcom, Settimo cielo, Grey's Anatomy, Monk, Cold Case, Bones, Er - Medici in prima linea, Medium, CSI: Miami, Ghost Whisperer e Criminal Minds. Ha 27 anni e tre film in uscita.
Molly C. Quinn, che interpreta Gretel, ha partecipato al film Come ti spaccio la famiglia ed è la doppiatrice ufficiale inglese di Bloom nelle serie e film dedicati alle Winx mentre tra le guest star spiccano l'ex Sara Pezzini Yancy Butler e il prezzemolino Lochlyn Munro nei panni dei due poliziotti. Detto questo, se Hansel e Gretel e la strega della foresta nera vi fosse piaciuto recuperate Giovani diavoli e la serie di pellicole dedicate ad Harold e Kumar. ENJOY!
Trama: quando il ragazzo di Gretel scompare senza lasciare traccia, lei e il fratello Hansel cominciano a cercarlo partendo dalla casa di Agnes, una vecchietta che coltiva e vende la cosiddetta Forseta Nera, una fenomenale specie di Marijuana che nasconde tuttavia un terribile segreto...
A cavallo tra gli anni '90 e il 2000 andavano per la maggiore quelle che potremmo tranquillamente definire "commedie horror per fattoni", dove l'aspetto goliardico superava di parecchio la componente horror e le droghe leggere erano parte integrante della trama, come accadeva per esempio in Giovani diavoli, tra l'altro uno dei miei film preferiti in assoluto. Hansel e Gretel e la strega della foresta nera ricalca pedissequamente questo modello, arrivando con quasi venti anni di ritardo e, peggio ancora, senza aggiungere nulla di nuovo a questo sottogenere, limitandosi a seguire la moda recente che vede cinema e tv letteralmente invasi da opere ispirate a favole od opere letterarie e che già aveva sfornato un film zamarro ma pregevole come Hansel e Gretel cacciatori di streghe. Prodotto dagli stessi "geni" che già avevano ammorbato l'aria della settima arte con la saga Twilight, Hansel e Gretel eccetera ha perlomeno il pregio di distaccarsi dall'ahimé famosa sagra del mostro innamorato e di cambiare completamente registro (certo, uno degli attori presenti in Twilight è stato trascinato per i capelli anche dentro questo film), ma questo è l'unico aspetto positivo di un film che ad una trentenne non può fare altro che mettere tristezza per un motivo ben preciso: lo spettatore non assiste ad un horror, nemmeno ad una commedia, bensì al triste ed impietoso incedere del tempo. La malvagia Agnes non vuole invecchiare (e vi lascio immaginare quale metodo avrà trovato per sottrarsi a questa condanna visto che la trama del film è più o meno la stessa della fiaba...) ma fidatevi, è molto meglio vedere Lara Flynn Boyle sepolta sotto un trucco da anziana piuttosto che trovarsi davanti la versione USA della nostrana Serena Grandi, con le labbra a canotto e gli zigomi scompagnati da un chirurgo incapace.. e quale dolore anche vedere come si sia ridotto Cary Elwes, una volta così affascinante!! Il loro utilizzo in versione "Nuovi Mostri" e l'aggiunta di altre guest star pescate dal limbo delle serie e dei film anni '90 completa una tristissima operazione nostalgia che già non ho apprezzato io, figuriamoci il target giovanile a cui questo film avrebbe dovuto essere indirizzato.
Per il resto, c'è davvero poco da dire. La trama di Hansel e Gretel e la strega della foresta nera (il cui titolo originale può sia voler dire, letteralmente, "vengono cotti" oppure, in slang, "si sfondano di canne") si trascina per un'ora e mezza tra sballoni e situazioni ripetitive (talmente ripetitive, in effetti, che persino la strega ad un certo punto si scazza!!) e continue ed incoerenti aggiunte ai poteri e alla personalità della strega del titolo, intervallate qui e là da imbarazzanti marchette a prodotti come le Skittles o alla catena The Cheesecake Factory. Tra un cannone e l'altro i momenti horror sono pochini e gli effetti speciali mostrano chiaramente il limite di budget con cui è stato girato il film (chissà perché gli zombie si vedono quasi sempre in penombra...), senza contare che la recitazione degli attori fa cadere le braccia: Lara Flynn Boyle è svogliatissima e sembra palesemente aver partecipato per questioni finanziarie, i due protagonisti hanno il carisma di due alberi caduchi e sono altrettanto approfonditi per quel che riguarda personalità e psicologia e, per finire, la percentuale di caratteristi ispano-americani e tamarri da far schifo è decisamente troppo elevata per essere sopportabile. Carente nell'horror, carente nella commedia, carente sotto ogni punto di vista, Hansel e Gretel e la strega della foresta nera è uno strano ibrido che non consiglierei né ai fan della serie Once Upon a Time (citata più di una volta, soprattutto per quel che riguarda il personaggio di Rumpelstilskin) né, soprattutto, agli irriducibili del cult I segreti di Twin Peaks: ricordate l'affascinante, ambigua Donna Hayward com'era vent'anni fa e lasciate che questa vajassa rifatta dall'accento strascicato si perda nell'etere, così come meriterebbe di fare questa pellicola. E rendiamo sempre grazie a David Lynch, ché ogni tanto ricordarlo non farebbe male.
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| Totally baked. |
Duane Journey è il regista della pellicola, al suo secondo lungometraggio, dopo una gavetta passata a fare il macchinista coordinatore in film come Men in Black e Palle in canna e serie come Alias o I viaggiatori. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha un film in uscita.
Michael Welch interpreta Hansel. Americano, ha partecipato a tutti i film della saga Twilight, All the Boys Love Mandy Lane, Day of the Dead e a serie come Frasier, Settimo cielo, Walker Texas Ranger, Jarod il camaleonte, X-Files, Malcom, Cold Case, Numb3rs, CSI Miami, CSI - Scena del crimine, Criminal Minds, Bones e CSI: NY. Ha 27 anni e otto film in uscita.
Lara Flynn Boyle interpreta Agnes. Americana, indimenticabile Donna Hayward del meraviglioso Twin Peaks, ha partecipato a film come Poltergeist III, L'attimo fuggente, Fusi di testa, Baby Birba - Un giorno in libertà, Men in Black II e ad altre serie come Ally McBeal. Anche produttrice, ha 44 anni e un film in uscita.
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| No ma complimenti al chirurgo. |
Molly C. Quinn, che interpreta Gretel, ha partecipato al film Come ti spaccio la famiglia ed è la doppiatrice ufficiale inglese di Bloom nelle serie e film dedicati alle Winx mentre tra le guest star spiccano l'ex Sara Pezzini Yancy Butler e il prezzemolino Lochlyn Munro nei panni dei due poliziotti. Detto questo, se Hansel e Gretel e la strega della foresta nera vi fosse piaciuto recuperate Giovani diavoli e la serie di pellicole dedicate ad Harold e Kumar. ENJOY!
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