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martedì 9 ottobre 2018

Venom (2018)

Venerdì sera, trascinata dal Bolluomo e con uno scazzo epico davanti alla coda di adolescenti in visibilio, sono andata a vedere Venom, diretto dal regista Ruben Fleischer.


Trama: durante un'indagine, il giornalista Eddie Brock viene in contatto col simbionte alieno Venom e la sua vita cambia per sempre...



Come sanno gli amici di Facebook, la mia avventura con Venom non è cominciata proprio benissimo. Dopo la coda estenuante, siamo finiti in QUARTA FILA, ovviamente mica al centro, eh no. In più, almeno un esponente dell'accozzaglia di millenials presenti in sala puzzava come un cataletto, ma roba che probabilmente 'sta creatura non ha mai visto la doccia. Io sono schizzinosa solo quando si tratta di cimici ma stavolta ho dovuto gettare la spugna e guardare l'intero film col naso tappato, respirando con la bocca. Con lo scazzo a mille, molto probabilmente ho SUBITO Venom invece di guardarlo, però il risultato a mio avviso cambia poco, ché il film di Fleischer è qualcosa che trasuda brutti anni '90 fin dalle prime sequenze, un ibrido creato da un folle tra il vecchio Spawn The Mask, pellicola quest'ultima di cui Venom ricalca pedissequamente più di una sequenza, al punto che a un bel momento mi sarei aspettata di vedere Eddie Brock "uccidere" i nemici sulle note di Cuban Pete. Razionalmente, potrei dire che Venom è un film "normale", quasi banale, né meglio né peggio dei puntuali compitini Marvel che arrivano come riempitivo tra un Avengers e l'altro (salvo Guardiani della Galassia); come dicevano in The Rocky Horror Picture Show, "I expected nothing and I had that... in abundance!", anche perché a me lo Spiderverse e Venom in particolare non sono mai interessati dunque non potrei nemmeno urlare al vilipendio del personaggio, che del villain ho giusto qualche vecchio ricordo non mutuato da Spider-Man 3 (mai visto). A tal proposito, sinceramente mi sarei aspettata una creatura ben più malvagia, non un simbionte tanto buonino che arriva al punto di dare saggi consigli d'amore al suo ospite o a battibeccare con lui come nemmeno nelle peggiori sequenze di Thor: Ragnarok, toccando l'apice del disagio confessando di essere lo "sfigato" della razza di appartenenza. E allora, ospite e simbionte fanno davvero una bella coppia visto che Eddie Brock è stato caratterizzato come poco più astuto di uno Stanley Ipkiss qualsiasi, il tipico giornalista sensazionalista alla Striscia la notizia che, una volta privato del suo status dal riccone di turno, vaga clueless per le strade della città a rimediare figure di tolla finché l'altrettanto sfigato Venom non comincia ad utilizzarlo come EdgarAbito, maledicendolo con una blandissima necrosi quasi totale degli organi interni in cambio della possibilità di fare una vita che wow!, levàti! Brutto citare nuovamente The Mask ma giuro che la trama è identica dall'inizio alla fine (c'è persino il cane simbionte), con la piccola differenza che Ipkiss sul finale capiva di non aver bisogno della maschera per essere figo mentre Brock rimane ancorato alla sua fondamentale inutilità e niente, serve materiale per un secondo Venom e per giustificare l'imbarazzante scena post credit che vede sprecato uno dei più grandi attori di sempre in virtù probabilmente della sua amicizia con Fleischer.


Ma ciò che più mi ha infastidito, ciò che davvero mi faceva alzare ogni volta gli occhi al soffitto maledicendo di non essere io stessa simbionte per falcidiare tutti i presenti in sala, è il potenziale sprecato. L'inizio di Venom è una sorta di Alien meets L'alieno, col simbionte che passa da un corpo all'altro sfruttando parecchi topos del body horror "psicologico", quello che non porta lo spettatore a vomitare le sue stesse interiora ma che comunque lo inquieta lo stesso. Ovviamente, tutto ciò viene mandato in vacca in tempo zero, con una sceneggiatura disonesta combinata col terribile spauracchio del PG-13. Davvero, non potevano i realizzatori giocare tutto sul sottilmente inquietante, sulla possessione, sull'incapacità di avere il controllo del proprio corpo invece di sottolineare la fame perenne di Venom, il suo desiderio di staccare teste... reso sullo schermo senza nemmeno UNA goccia di sangue? No, ragazzi, allora. Qui non abbiamo Thanos che schiocca le dita e puff!, la gente sparisce, abbiamo MOSTRI con le zanne che divorano teste e impalano persone con propaggini organiche, non puoi renderlo nella maniera più asettica possibile, come se stessimo parlando di noccioline. Non puoi privare lo spettatore, anche il più giovane, dell'ORRORE della cosa, perché Mombi in Nel fantastico mondo di Oz collezionava teste senza mostrarci una singola goccina di sangue ma Cristo se anche il più stupido dei bambini capiva le implicazioni della questione e non ci dormiva la notte, invece qui il risultato è "Venom mangia le teste? Ah, beh, sticazzi", che è il punto di non ritorno di una desensibilizzazione spaventosa. A ciò va aggiunta la voce di Venom. Ho controllato su Wikipedia perché ad un certo punto ho creduto che il doppiatore italiano del killer in Scary Movie fosse lo stesso di Venom, invece abbiamo da una parte Pino Insegno in un film comico e dall'altra Adriano Giannini in un... beh, in un film comico? Non si spiegherebbe altrimenti perché Venom è garrulo e perculante, una sorta di maggiordomo innamorato della sua voce che a un certo punto si profonde persino in un entusiastico "benone!" che mi ha causato più di un conato di vomito, la parodia di un malvagio come la si sentirebbe in una puntata dei Simpson. Ma perché? E soprattutto: perché Michelle Williams a un certo punto vaga per il film vestita da collegiale? Ma anche: perché Tom Hardy recita col pilota automatico? E infine: perché qualcuno dovrebbe scegliere di andare a vedere questo Venom?


Del regista Ruben Fleischer ho già parlato QUI. Tom Hardy (Eddie Brock/Venom), Michelle Williams (Anne Weying), Riz Ahmed (Carlton Drake/Riot) e Woody Harrelson (Cletus Kasady) li trovate invece ai rispettivi link.


Stan Lee compare in un cameo piuttosto lungo all'interno del film, che è provvisto di due scene mid e post-credit: la prima è direttamente collegata alla trama della pellicola o comunque apre la via ad un sequel, la seconda invece è una sorta di trailer per Spider-Man: Un nuovo universo, di cui il Dottor Manhattan ha parlato QUA. Ovviamente, il film in questione non è legato a Venom così come, per ora, non lo sono Spiderman: Homecoming né tanto meno Spider-Man, Spider-Man 2 e Spider-Man 3, all'interno del quale compare Venom per la prima volta. Se Venom vi fosse piaciuto potreste considerare il recupero di Life: Non oltrepassare il limite, il quale per qualche tempo è stato creduto (erroneamente) un prequel di Venom. ENJOY!



martedì 26 febbraio 2013

Gangster Squad (2013)

Passata la frenesia da Notte degli Oscar è giunto il momento di guardare qualche film recente magari meno memorabile ed impegnato ma comunque gradevole, come questo Gangster Squad, diretto da Ruben Fleischer.


Trama: nel 1949 Los Angeles è completamente in mano al boss Mickey Cohen. Il capo della polizia, stranamente uno dei pochi immuni dalla corruzione, chiede così all'integerrimo Sergente O'Mara di reclutare una squadra di agenti per favorire la caduta del criminale...


Gangster Squad è il cuginetto truzzo de Gli intoccabili e di L.A. Confidential, e non lo dico con disprezzo. A una cura incredibile per i costumi, le scenografie, la colonna sonora e i dettagli si uniscono infatti un gradevolissimo gusto per l'eccesso sanguinolento (d'altronde il regista è lo stesso di Benvenuti a Zombieland) e una sceneggiatura tesissima ma alleggerita da esilaranti momenti supercazzola e da dialoghi a tratti così assurdamente "duri" da risultare inverosimili. Il risultato sono quasi due ore di puro divertimento nel quale si mescolano sapientemente momenti di riflessione, incentrati per lo più sulla difficoltà di adattamento che sperimentano i soldati appena tornati dal fronte, momenti drammatici, momenti romantici, momenti di azione tout court e momenti di umorismo slapstick, dove i personaggi principali sembrano punzecchiarsi l'un con l'altro per mostrare chi è più fico. Certo, Gangster Squad a tratti è leggermente prevedibile e segue lo schema tipico del genere (nascita della squadra - successi che portano a sottovalutare il pericolo - nemico che approfitta della leggerezza dei "buoni" per fargliela duramente pagare - risoluzione finale/vendetta dei protagonisti) ma c'è almeno una sequenza in grado di sorprendere anche lo spettatore più scafato.


Ciò che attira di più l'attenzione in questo Gangster Squad è comunque il cast all-star. Tra tutti, Sean Penn (che esordisce citando il Dracula di Browning!) è sicuramente il migliore, perfettamente sprofondato nei panni del bastardo, ignorante, cafonissimo e crudele boss Mickey Cohen, con quella faccia da pugile suonato ottenuta grazie ad un make-up che lo rende a dir poco orrendo. Tra i buoni, spiccano invece i personaggi per così dire "secondari". Per carità, il granitico Brolin è un mito, Ryan Gosling per una volta mi risulta pure sexy, con quel suo modo di fare da sbruffone scazzatello, Giovanni Ribisi porta a casa una parte dignitosissima, ma il mio cuore è andato dritto nelle mani di un irriconoscibile ed invecchiatissimo Robert Patrick nei panni di un anziano pistolero e soprattutto in quelle dell'esilarante ed iconico sbirro messicano Navidad Ramirez, interpretato da Michael Peña, che porta sulle spalle tutto il carico comico del film ma anche una delle scene più cazzute e toccanti. Menzione d'onore la merita anche un imbolsito Nick Nolte, mentre sinceramente non riesco a capire come un uomo possa trovare sexy Emma Stone, che indossa gli stupendi abiti da sera della rossa Grace Faraday con la grazia di un camallo. In conclusione, Gangster Squad non è sicuramente un film tra i più memorabili, ma è onesto, ben confezionato e divertente. Promosso a pieni voti!


Del regista Ruben Fleischer ho già parlato qui. Sean Penn (Mickey Cohen), Josh Brolin (Sergente John O’Mara), Ryan Gosling (Sergente Jerry Wooters), Emma Stone (Grace Faraday), Anthony Mackie (Coleman Harris), Robert Patrick (Max Kennard), Giovanni Ribisi (Conway Keeler) li trovate invece ai rispettivi link.

John Aylward interpreta il giudice Carter. Americano, lo ricordo per il ruolo di Dr. Anspaugh nella serie E.R. – Medici in prima linea. Ha partecipato a film come Tartarughe Ninja III, Armageddon – Giudizio finale, Instinct – Istinto primordiale, North Country, La città verrà distrutta all’alba e a serie come The Others, Una famiglia del terzo tipo, Ally McBeal, Dharma & Greg, X-Files, Nip/Tuck,  Alias, Cold Case, Senza traccia, CSI e American Horror Story. Anche regista, sceneggiatore, produttore, scenografo e persino compositore, ha 66 anni.


Nick Nolte (vero nome Nicholas King Nolte) interpreta il Capo Parker. Americano, lo ricordo per film come 48 ore, In fuga per tre, Ancora 48 ore, Cape Fear – Il promontorio della paura, Il principe delle maree, L’olio di Lorenzo, Jefferson in Paris, Scomodi omicidi, Night Watch – Il guardiano di notte, U Turn – Inversione di marcia, La sottile linea rossa, Hulk e Tropic Thunder. Anche produttore, ha 71 anni e sei film in uscita.


Michael Peña interpreta Navidad Ramirez. Americano, ha partecipato a film come Fuori in 60 secondi, Million Dollar Baby, World Trade Center e a serie come Sentinel, Roswell, E.R. - Medici in prima linea, NYPD, CSI e My Name is Earl. Ha 36 anni e cinque film in uscita.  


Nei credits spunta anche Derek Mears nei panni di uno degli scagnozzi di Cohen. Jamie Foxx era stato considerato per il ruolo di Coleman Harris, mentre Bryan Cranston ha dovuto rinunciare a quello di Max Kennard perché già impegnato con le riprese di Argo. Lily Collins, Emmy Rossum e Amanda Seyfried hanno invece tentato di accaparrarsi il ruolo di Grace Faraday (tutte troppo poco adatte al ruolo di femme fatale, ma non che la Stone sia meglio...) mentre tra i nomi in lizza per quello di Jerry c'era anche quello di Joseph Gordon - Levitt, che avrei visto decisamente in parte. Al di là di questo "totoruoli", comunque, se Gangster Squad vi fosse piaciuto consiglio la visione di L.A. Confidential, Scomodi omicidi, Dick Tracy, Gli intoccabili e Chinatown. ENJOY!!

lunedì 1 agosto 2011

Benvenuti a Zombieland (2009)

Gira che ti rigira i film con gli zombie, come del resto anche gli slasher, sono sempre uguali. Ultimamente però sono uscite parecchie “variazioni sul tema”, tra cui anche il divertente Benvenuti a Zombieland (Zombieland), diretto nel 2009 dal regista Ruben Fleischer.



Trama: un ragazzino nerd dalle mille fobie si ritrova a dover sopravvivere ad un’apocalisse zombie che ha decimato la popolazione degli USA. Vagando per il paese preda dei morti viventi, incontrerà un folle individuo amante delle armi (e dei Twinkies) e due diffidenti sorelle.



Nel 2005 Shaun of the Dead (o L’alba dei morti dementi, ma è un titolo che mi disgusta…) rinnovava l’horror in particolare e il cinema in generale con un film definito “romzomcom”, commedia romantica con gli zombie, e ci mostrava come fosse possibile mescolare l’ilarità ed il senso dell’assurdo tipico delle commedie agli effetti speciali e al gore tipici dei migliori horror. Nasceva così una pietra miliare del genere e nascevano anche un sacco di emuli più o meno riusciti, e questo Benvenuti a Zombieland ne è un esempio, non all’altezza del “capostipite”, ma comunque dignitoso. La morale dei due film è simile, ovvero l’invito a godersi la vita cercando amore, legami, amicizie e migliorando sé stessi, perché se pensiamo che adesso vada male, beh… potrebbe arrivare qualcosa a far precipitare decisamente le cose, tipo un’apocalisse zombie.



Nel nostro caso il protagonista è un povero nerd sfigato che è riuscito a sopravvivere ai morti viventi grazie ad una miracolosa combinazione di fortuna e importantissime “regole”, oltre al fatto di non avere avuto legami di alcun genere con qualsivoglia persona viva (neppure con i genitori, per esempio); nel corso del film però, tra un colpo di fucile e l’altro, arriverà a capire che avere una famiglia e dei legami permette di infrangere le regole e cambiare in meglio. A proposito di queste regole, sono una delle cose che rendono particolare Benvenuti a Zombieland e anche una delle gag più esilaranti. D’altronde, la storia di Zombieland (come viene chiamata l’America dal protagonista) per come ci viene narrata da Columbus ha origine dal fatto che gli americani non sono stati in grado di rispettare innanzitutto il mantenimento della forma fisica (i primi a morire sono stati i ciccioni incapaci di correre velocemente…), la sana abitudine di allacciare le cinture di sicurezza in macchina (quante fughe fallite finite con parabrezza sfondati da incauti autisti…), l’ancor più sana abitudine di sparare due colpi alla testa del nemico invece che uno, giusto per essere sicuri e, infine, si sono sentiti troppo protetti in bagno, luogo da evitare accuratamente. Nel corso del film spuntano ovviamente anche altre regole, tutte mostrate in sovrimpressione, come se Benvenuti a Zombieland fosse essenzialmente un manuale di sopravvivenza correlato da esempi “visivi” e prove pratiche. Le altre gag particolari del film sono la costante ricerca dell’”ultimo Twinkie” da parte del folle Tallahassee, la “zombie kill of the week”(ovvero la settimanale migliore uccisione di uno zombie, idea derivata dal fatto che Benvenuti a Zombieland sarebbe dovuto essere non un film, ma il pilot di una serie televisiva che avrebbe decretato, di settimana in settimana, il vincitore dell’assurdo premio) e l’apparizione speciale di un attore del calibro di Bill Murray nei panni di sé stesso, che da vita ad una serie di omaggi ad alcuni suoi film conosciuti ed apprezzati anche dal pubblico italiano, tra cui Ghostbusters.



A proposito degli attori e dell’aspetto tecnico di Benvenuti a Zombieland, credo che la debolezza del film risieda un po’ nella mancanza di verve degli interpreti. Per carità, Woody Harrelson e Ruben Fleischer sono bravi e divertenti, anche se il primo è un po’ troppo caricaturale per essere sopportato a lungo, ma le due ragazze che li accompagnano sono essenzialmente due gatti di marmo (e pensare che la sorella minore era la piccola Little Miss Sunshine, sigh…) e in generale il film manca della naturalezza e di quel pizzico di “serietà” che riusciva a rendere Shaun of the Dead il capolavoro che è. Gli effetti speciali ed il trucco, per contro, sono ottimi, all’altezza di un qualsiasi horror “normale”, ed alcune scene sono epiche, soprattutto quelle ambientate nel luna park, dove si svolge la parte finale del film e dove compare la summa di tutte le (mie) fobie: un clown zombie!! Beware! E guardate Benvenuti a Zombieland anche se non amate il genere horror, visto che non c’è nulla di cui avere paura, ma solo da divertirsi.



Di Woody Harrelson, che interpreta Tallahassee, ho già parlato qui, mentre di Bill Murray, che interpreta sé stesso, ho parlato qua.

Ruben Fleischer è il regista della pellicola, l’unico film da lui realizzato che conosco. Americano, anche sceneggiatore e produttore, ha 33 anni e due film in uscita.



Jesse Eisenberg interpreta Columbus. Americano, lo ricordo per film come The Village, Cursed – Il maleficio e The Social Network, che gli ha valso una nomination all’Oscar come miglior attore protagonista. Ha 28 anni e quattro film in imminente uscita, tra cui Bop Decameron, l’ultimo di Woody Allen.



Abigail Breslin interpreta Little Rock. Ricordate la dolcissima pupotta di Little Miss Sunshine (ruolo che le ha valso la nomination all’Oscar per migliore attrice non protagonista)? Eccola qui, un pochino più cresciuta e un po’ meno dolce e carina, reduce da altri film come Signs e da serie come Law & Order, NCIS, Ghost Whisperer e Grey’s Anatomy. Americana, ha 15 anni e due film in uscita.  



Amber Heard interpreta la ragazza dell’appartamento 406. Americana, ha partecipato ad un paio di recentissimi film che devo ancora vedere, ovvero The Ward e Drive Angry 3D, oltre alle serie The O.C. e Criminal Minds. Anche produttrice, ha 25 anni e quattro film in uscita, tra cui The Rum Diary, ennesimo incontro tra la penna di Hunter S. Thompson e la faccetta di Johnny Depp.



Emma Stone interpreta Wichita. Americana, ha partecipato a serie come Medium, Zack e Cody al Grand Hotel, Malcom e ha doppiato alcuni episodi di Robot Chicken. Ha 23 anni e sei film in uscita, tra cui The Amazing Spider – Man, dove interpreterà Gwen Stacy.



Tra gli attori conosciuti e ben celati dal makeup zombesco troviamo un inaspettato John C. Reilly nei panni dello “zombie nascosto in bagno” mentre Patrick Swayze ha visto sfumare la sua occasione di apparire nel film a causa del cancro che lo ha portato alla morte proprio nel 2009. Altra occasione sfumata, questa volta volutamente, quella di John Carpenter che non ha (a mio avviso giustamente…) voluto dirigere il film, mentre Megan Fox ha rifiutato il ruolo di Wichita. In quello di Columbus, invece, avrebbe dovuto esserci l’interprete di Billy Elliot, Jamie Bell, che alla fine ha rinunciato. Pare ci sia in cantiere un secondo episodio, ma siccome regista ed interpreti sono ancora tutti da definire, non vedrà la luce prima di un paio di anni. E ora vi lascio con il trailer originale di Benvenuti a Zombieland... ENJOY!!!

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