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martedì 26 settembre 2023

I mercen4ri - Expendables (2023)

Domenica sera sono andata col Bolluomo a vedere I mercen4ri - Expendables (Expend4bles), diretto dal regista Scott Waugh. Ora, siccome ne hanno già parlato in modo più che competente QUI e QUI, non mi sembra il caso di arrivare a fare la galla ignorante sulla munnezza e propinarvi una recensione seria di 'sta somma meenchiata, che vi sconsiglierei di vedere al cinema. Quindi, dopo la consueta trama, troverete le pagelle dei protagonisti (in rigoroso, democratico ordine di credits) con inevitabili spoiler, un po' come facevo assieme ad Alessandra ai bei tempi della terza stagione di Twin Peaks. Ripeto, occhio agli SPOILER e... ENJOY!


Trama: tornano gli Expendables (tradotto in italiano con "cancellabili". Ma anche negli altri film c'era 'sta sonora cretinata?) e stavolta devono cercare di impedire la terza guerra mondiale recuperando dei detonatori rubati dalla misteriosa organizzazione Ocelot... 

Jason Statham - Christmas

Ormai il film è il suo one man show, il che è tutto dire, visto che una volta guardavamo The Expendables per le vecchie glorie, non certo per l'ultimo arrivato. Lo so, io sono sempre stata un po' mossa da acredine verso il buon Jason, e adesso che il mio adorato Bruce si è ritirato in modo inglorioso ho proprio il dente avvelenato (ribadisco che Staham non sarà MAI gnocco come Bruce. E nemmeno bravo), ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: nei panni di Christmas, Statham gigioneggia, picchia come un fabbro ferraio, si sbatte la tizia più patata del film, dissimula imbarazzo pronunciando dialoghi incommentabili senza neppure storcere la bocca, si ritaglia momenti di eroismo puro. Insomma, finché ci crederanno lui e il suo commercialista la saga potrà anche andare avanti. Male, ché quest'ultimo capitolo è imbarazzante, ma avrebbe comunque un senso.
Voto: 7

50 Cent - Easy Day

Talmente inutile che potrebbe anche non esserci, salvo per dare il la ad una gag (in cui lui, peraltro, è fisicamente assente) dove viene utilizzato il suo immortale successo P.I.M.P. Se nel 2010 era stato calcioruotato fuori dall'operazione, ci sarà stato un motivo.
Voto: n.p.


Megan Fox - Gina

Nel post dedicato a Till Death scrivevo queste parole: "mi piacerebbe conoscere la marca dei cosmetici utilizzati visto che il personaggio di Megan Fox, nonostante tutto, arriva a fine pellicola con sopracciglia definite, ciglia lunghissime, zigomi e tratti somatici scolpiti da bronzer, illuminante e blush e persino con le labbra pittate di gloss brillante, messo, per inciso, un istante prima di andare a dormire, così da svegliarsi già pronta al mattino". Ne I mercen4ri la Fox esordisce come la peggiore delle vajasse urlanti, si profonde con Christmas nel pre-amplesso meno sexy della storia del cinema, conclude la sua performance rendendo ciechi gli spettatori maschi con una capezzolata di tutto rispetto e, per il resto del film, si limita a fare brutto tenendo in mano un mitra senza mai perdere neppure una singola particella di illuminante e sempre col capello fluente, morbido, appena mosso da una leggera brezza perenne. Come donna, mi sento leggermente offesa da questa rappresentazione stereotipata di soldatessa alle grandi manovre, ma poi penso che questo è un film per uomini, quindi lascio perdere.
Voto: 2, come i capezzoli.
Voto al visagista: 10 e lode. 


Dolph Lundgren - Gunner

Il comic relief della pellicola, il cecchino in rehab che non riesce a fare centro senza scolarsi una fiasca di liquore. Un punto in più per gli occhialini tondi, mezzo punto in meno per la parrucchetta di stoppia che avrebbe fatto invidia a Klaus Kinski.
Voto: 5 1/2


Tony Jaa - Decha

Si vede pochissimo ma anche un'ignorante come me capisce che, lì dentro, è uno degli unici due attori che sanno menare davvero. Sarei stata ore a guardarlo far roteare coltelli e sprizzare sangue finto dai nemici, invece gli tocca far da spalla a Statham e agli altri balordi. Meh.
Voto: 8, per quel che dura.


Iko Uwais - Rahmat

Altro attore che palesemente sa picchiare come un fabbro ferraio, il suo personaggio viene presentato come un villain coi controcazzi per poi venire degradato, nel pre-finale, a mappina di Statham, che nel giro di un minuto lo usa per lavare i pavimenti. La cosa divertente è che tutti vorrebbero ucciderlo nei modi più truci, addirittura smembrarlo in pezzi, ma la sua morte diventa quasi una evento en passant.
Voto: 5


Andy Garcia - Marsh

Garcia mi piace e mi sta anche simpatico, quindi ho difficoltà a definire questa sua interpretazione. Sulla carta, Marsh dovrebbe essere il supervillain finale più carismatico ever, peccato che nell'esatto istante in cui uno degli Expendables esclama "ma c'è una talpa qui!!", Garcia metta su la faccia di quello che ha scoreggiato in ascensore e non vuole farsi scoprire, così che il "colpo di scena" finale risulta quanto meno telefonato. La terrificante battuta "Bye bye, Bai" avrebbe dovuto fargli incrociare le braccia in segno di protesta, invece l'attore resiste fino alla fine e si vede persino negare la possibilità di tirare un buffetto a Statham. Era meglio rimanere nei panni del Señor Cienfuegos.
Voto: 3


Sylvester Stallone - Barney

Semplicemente vergognoso. Il grande vecchio si fa riprendere nella sequenza iniziale come fosse un Adone tamarro e, per i primi venti minuti, si palleggia con Statham battute di raro imbarazzo all'interno di un siparietto che acquista senso solo sul finale ma che, lì per lì, sembra totalmente avulso dal contesto. Con un escamotage narrativo vetusto e muffito quanto lui riesce a non partecipare al resto del film e, sul finale, vince il premio per il twist più prevedibile e, contemporaneamente, per la stronzata più grande del 2023 cinematografico (L'idea che la mummia di Gheddafi fosse nascosta nel suo zaino e venisse usata come body double era preferibile al prendere un povero stronzo e farlo bruciare vivo così, per diletto).  
Voto: 1. Poi quello pigro e avido era Bruccino. Mabbafangule.


Randy Couture - Toll Road

Un medioman. Rimane nel personaggio, ripete tre battute sostanzialmente identiche, si trasforma nel protagonista della barzelletta di Desperado, e invecchia meglio di quanto stiano facendo gli altri. Non si può volergli male, nel complesso.
Voto: 6


Jacob Scipio - Galan

Un minchia. Entra ed esce dal personaggio, ti ammazza di imbarazzantissima logorrea all'inizio per poi star zitto tutto il resto del film, dovrebbe sostituire l'attore protagonista di Desperado ma non riesce e, a 30 anni, non ha un'oncia del carisma di un Banderas ormai diventato l'ombra di se stesso. Nel complesso, come si fa a non volergli male?
Voto: 2

Levy Tran - Lash

Altro esempio di quota rosa sfruttata di merda. Una ragazza splendida e trenta volte più sexy della Fox, con un potenziale di badassitudine immenso, viene dotata di un'arma fighissima utilizzata solo in una brevissima sequenza, e verrà ricordata, ahimé, solo per l'incommensurabile (nonché inspiegabile) voglia de cazzo che le prende davanti a Randy Couture.  
Voto: 6


Di Jason Statham (Christmas), Megan Fox (Gina), Dolph Lundgren (Gunner), Andy Garcia (Marsh) e Sylvester Stallone (Barney) ho già parlato ai rispettivi link.

Scott Waugh è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Need for Speed. Anche produttore, montatore, attore e sceneggiatore, ha 53 anni. 


Ai tempi de I mercenari 3, ovvero quasi dieci anni fa, Stallone avrebbe voluto o Jack Nicholson o Bruce Willis nei panni del supervillain del quarto capitolo, ma siccome il tempo è passato, i due attori sono andati incontro a un triste destino. Il film avrebbe dovuto essere uno spin-off intitolato A Christmas Story, ma l'idea è stata scartata e trasformata ne I mercen4ri, così come quella di realizzare un'altro spin-off  dal titolo The Expendabelles, interamente al femminile. Sperando che non esca un quinto capitolo, se vi piace il genere recuperate I mercenari - The Expendables, I mercenari 2, I mercenari 3 e Mercenaries. ENJOY!

domenica 7 luglio 2019

Aquaman (2018)

L'avevo perso al cinema e ora ho recuperato Aquaman, diretto nel 2018 dal regista James Wan.


Trama: nato dalla Regina di Atlantide e da un essere umano, Arthur conduce la sua tranquilla vita da supereroe "per caso", finché gli atlantidei non cominciano ad attaccare il mondo di superficie...



Cosa ho visto, santo Cielo. No, aspettate, non è mica una critica. Cioé, lo sarebbe anche ma, boh, ho il cervello talmente pieno di roba che non so come farò a scrivere il post. E io che pensavo che Thor: Ragnarok fosse zamarro e sfacciato. Ingenua, non avevo pensato che Aquaman avrebbe preso la creatura di Taika Waititi e le avrebbe riso in faccia per quasi tre ore che scorrono come se fossero mezza, unendo una marea di cretinate a livello di sceneggiatura (ci si sono messi in quattro, se non sbaglio, a scriverla, bastavano le mie due cuginette o anche solo la più piccola) a un delirio visivo continuo. E quando dico continuo intendo che non c'è un solo momento di stasi riflessiva, ogni tanto sullo schermo accadono settanta cose contemporaneamente, per almeno due ore la gente salta in aria, si mena, spara, nuota e corre come se non avesse un domani; quando questo non succede arrivano mostri marini, delfini, mante, cavallucci cavalcabili, aragoste (aramostre) e persino il polpo Paul bonanima a suonare i bonghi manco fossimo sul set live action de La sirenetta (Spoiler: la Disney non riuscirebbe a creare un mondo sommerso così nemmeno a impegnarsi mille anni), per non parlare di luci al neon, improbabili architetture subbaQue, vestitini fatti di meduse sbrilluccicanti e tridenti d'oro. Insomma, poteva uscire fuori una cafonata ed effettivamente lo è, ma è una cafonata che (in qualche modo che ancora non riesco a capire) James Wan è riuscito a gestire in modo talmente fluido che non mi è nemmeno venuto da vomitare o da strapparmi gli occhi per la sovrabbondanza di computer graphic utilizzata, anzi. Non si fa neppure in tempo a pensare "macheccazz, quello è Dolph con la parrucchetta ross..." che esplode qualcosa, arriva un cavalluccio marino a morderti le chiappe e tu ti sei già dimenticato la castroneria di piazzare un tridente in mezzo al deserto del Sahara. O La Banca di Fiducia nell'Italia più da cartolina ever, per dire.


Tutto questo perché Aquaman è un film cucito interamente addosso a Jason Momoa, lo one man show di un uomo buffo, nescio, incredibilmente gnocco nella sua zamarreide e nessuno ha fatto nulla per gettarlo in mezzo a qualcosa di meno cafone... tranne affidarlo a un regista che sa fare il suo mestiere e che, quindi, è riuscito a regolare la zamarraggine dandole paradossalmente un senso. Come si fa a non parteggiare, tra l'altro, per questo Aquaman compagnone, che salva il mondo tra una pinta di birra e l'altra, che piscerebbe sui monumenti della sua gente e lascia lì i nemici a morire senza troppi complimenti, che se deve diventare re vabbé, magari è divertente, cazzucene, l'importante è poter limonare con la rossa Amber Heard e far casino? Non si può resistere, perché Aquaman è ignorante quanto Sharknado ma realizzato benissimo, zeppo di attori con le palle che hanno accettato di finire all'interno della parodia di un episodio dei Power Rangers o dei Cavalieri dello Zodiaco EPPURE non hanno perso la loro dignità. Perché l'unica cosa davvero orrenda del film, alla fine, è quel terrificante filtro computerizzato messo in ogni inquadratura subacquea, un'offesa agli occhi che se la gioca con l'ancora più orribile "filtro piallante" che ringiovanisce Willem Dafoe, Nicole Kidman e rende il solitamente adorabile Patrick Wilson una maschera di cera (a tratti, davvero, non sembra nemmeno lui).  Ma poi, honestly, chissenefrega del filtro pialla? Jason Momoa è seminudo per buona parte del metraggio, abbiamo davvero bisogno di altri motivi per guardare Aquaman e farci esplodere la psiche? I don't think so.


Del regista James Wan ho già parlato QUI. Amber Heard (Mera), Willem Dafoe (Vulko), Patrick Wilson (Re Orm), Nicole Kidman (Atlanna), Dolph Lundgren (Re Nereus), Graham McTavish (Re Atlan), Leigh Whannell (Pilota del cargo), Julie Andrews (voce di Karathen), John Rhys-Davies (voce di Re Brine) e Djimon Hounsou (voce di Re Ricou) li trovate ai rispettivi link.

Jason Momoa interpreta Arthur. Hawaiiano, ha partecipato a film come Batman vs Superman: Dawn of Justice, The Bad Batch, Justice League e a serie quali Baywatch Il trono di spade; come doppiatore ha lavorato in Lego Movie 2: Una nuova avventura. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 40 anni e un film in uscita, Dune.


Aquaman era già comparso in Batman vs Superman: Dawn of Justice e Justice League, quindi se il film vi fosse piaciuto recuperateli. ENJOY!


domenica 23 novembre 2014

The Package (2012)

La scorsa sera mi serviva un film cazzaro e breve, non avevo voglia di horror e ho pensato che due botte e due botti avrebbero fatto alla bisogna, quindi ho deciso di guardare The Package, diretto nel 2012 dal regista Jesse V. Johnson. Segue sommario post su quel che sono riuscita a vedere quando non crollavo addormentata, vinta dalla noia...


Trama: Tommy è un ex soldato che lavora per un boss della mala. Un giorno gli viene chiesto di recapitare un pacchetto al fantomatico The German, altro boss e suo ex commilitone. Il compito parrebbe facile se non fosse che all'improvviso tutti vogliono questo pacchetto...


Ti spiego...
Quello di oggi sarà letteralmente un post di servizio per venire incontro ai poveri spettatori sprovveduti come la sottoscritta ed evitare loro spiacevoli sorprese: The Package è davvero un pacco e meriterebbe di venire multato per pubblicità ingannevole. Se io mi metto a guardare un film con Dolph Lundgren e Steve Austin come interpreti principali mi aspetto ed esigo che la gente si meni tra una tamarrata e l'altra, ovviamente, altrimenti metterei su un DVD di Bergman e buonanotte al secchio. In The Package, o woe!, NON SI MENANO. Cioé, lo fanno ma poco e, quel che è peggio, lo fanno dopo un'infinità di spiegoni e momenti pseudo-tristi che nuociono gravemente alla salute e a tutti i film zamarri che si rispettino, senza neppure un guizzo trash o ironico a salvare la situazione! Non è questione di mentalità chiusa, ci sta che la gente voglia rinnovare il genere e sono io la prima ad apprezzare le buone intenzioni ma, andiamo: Austin e Lundgren non sono attori, non lo sono mai stati, ma stavolta se la credono e si concedono pure il lusso di pronunciare dialoghi che superano le due/tre battute con tono monocorde e serioso, forse pensando di poter essere alla pari di, chessò, Bruce Willis o Mark Wahlberg, col risultato che di un'ora e mezza di film ne ho visto un'ora scarsa causa calo di palpebra costante, alimentato da una regia che più piatta non si può. Avrei già dovuto rendermi conto durante i lunghissimi titoli di testa che The Package sarebbe stato una palla perché assieme ai nomi dei coinvolti scorrono appunto le immagini di palle da bowling rotolanti ma lì per lì ho sperato in un omaggio al Grande Lebowski, non ho pensato al presagio di una lunghissima camurrìa.

...ti meno...
A dirla tutta Dolph Lundgren qualcosa di simpatico lo fa, per esempio sfonda a mani nude un muro solo per spaccare la testa ad un tizio e si improvvisa chef mentre un altro tizio gli muore dissanguato davanti, ma Steve Austin ha la verve di un blocco di cemento e, quel che è peggio, viene picchiato selvaggiamente da tutti! Ora, immaginate di trovarvi davanti Stone Cold Steve Austin. Stiamo parlando di una leggenda della WWE, non della controfigura di Steve Urkel. Immaginate ora di tirargli un pugno, così, per ischerzo. COME MINIMO dovreste già sentire il dolore delle vostre nocche che si frantumano ed effettivamente a un certo punto mi sono svegliata grazie ad un sonoro SOCK! che stava ad indicare la morte per singolo cazzotto di un avversario di Steve Austin (complimenti!) ma per il resto 'sto povero gigante viene cartellato da ometti smilzi, topi di biblioteca, avvocati in giacca e cravatta, dottori e persino da una donna. Una donna, santo cielo! Lo so che all'inizio del post mi sono lamentata perché non si picchiano ma infatti questi sono buffetti, si spara poco e il confronto finale tra Lundgren e Austin dura trenta secondi ed è preceduto da almeno cinque minuti di ennesimo confronto verbale... insomma, non si fa. Soprattutto non si fa di imbastire una trama così imbecille (non potete immaginare cosa sia il package del titolo...) senza un minimo d'ironia e mostrando uno Steve Austin "introspettivo" e dei mafiosi che si spiegano a vicenda ogni mossa e barbatrucco giustificandoli a sé stessi e ai propri nemici. Ridatemi i bei vecchi action ignoranti, non questi ibridi per finti intellettuali!!!!

... ti RI-spiego...
Di Dolph Lundgren, che interpreta The German, ho già parlato QUI.

Jesse V. Johnson è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Alien Hunt - Attacco alla Terra e The Butcher. Anche stuntman, sceneggiatore, attore e produttore, ha 43 anni.


Steve Austin (vero nome Steven James Anderson) interpreta Tommy Wick. Leggenda della WWE meglio conosciuto come "Stone Cold" Steve Austin, ha partecipato a film come I Mercenari - The Expendables, Un weekend da bamboccioni 2 e a serie come Nash Bridges, inoltre ha doppiato, nei panni di se stesso, molti episodi del favoloso Celebrity Deathmatch. Anche produttore e sceneggiatore, ha 50 anni.


Tra i vari attori che compaiono in questo insulso filmetto segnalo la presenza de "l'uomo che fuma" di X-Files, William B.Davis, nei panni del Dottor Willhelm. Detto questo, se The Package vi fosse piaciuto recuperate tutti e tre i capitoli de I mercenari, perlomeno vi divertirete! ENJOY!

mercoledì 10 settembre 2014

I mercenari 3 (2014)

Domenica sono andata a vedere l'unico film che MAI avrei osato perdere questa settimana, ovvero I mercenari 3 (The Expendables 3), diretto dal regista Patrick Hughes.


Trama: Barney e i suoi Expendables devono combattere contro un nemico proveniente direttamente dal loro passato...


Dopo quella meraviglia de I mercenari 2 era difficile che si potesse fare di meglio per quel che riguarda un film di questo genere e infatti I mercenari 3 è, brutto da dirsi, il peggiore della serie dedicata agli Expendables. I motivi sono molteplici, non ultimo l'inevitabile perdita di freschezza di un franchise che nasceva già vecchio in quanto celebrazione delle glorie action degli anni '80, ma a questo bisogna aggiungere anche un piglio più "serio" (sconsigliatissimo!!), un cocciuto desiderio di infilare mille guest star senza sfruttarne al meglio neanche una e, peggio, di strizzare l'occhio alle nuove generazioni creando un nuovo gruppetto di giovani Expendables dotati del carisma di un sacco di patate novelle.  Il risultato è un film troppo lungo dove i giovani prendono in giro i vecchi (battuta chiave: "non siamo più negli anni '80" - purtroppo, aggiungerei -), i vecchi si palleggiano battutine da caserma quando va bene o da pseudofidanzati quando va male, ci sono un sacco e mezzo di botti e ben poche botte, i livelli di tamarreide non vengono alimentati da quella goliardia che animava i primi due capitoli e, in generale, sembra davvero di vedere la libera uscita degli ospiti di Villa Arzilla, magari un po' più pompati. Cioé, mettetevi nei miei panni, fa male al cuore scrivere delle cose simili ma devo essere sincera: a fronte di una trama che OVVIAMENTE dev'essere una belinata incredibile, mi sono divertita MOLTO di più guardando le mercenarie della Asylum. Ne I mercenari 3 i momenti di vera tristezza sono troppi, troppe le volte in cui Stallone si ritaglia un orrendo primo piano in cui fissa il vuoto sconsolato, troppe le sequenze in cui i Mercenari cazzeggiano tristi rimpiangendo i bei vecchi tempi, troppo poche quelle in cui Lundgren fa il belinone e ancor meno quelle epiche dove, per dire, Van Damme calcia un coltello in petto al nemico o Chuck Norris sbaraglia un intero plotone. E tutto, fondamentalmente, perché? Perché Stallone mi ha gestito male il casting e il tempo dedicato ai singoli personaggi.


Dei giovani, inutili Expendables non voglio nemmeno parlare, mezz'ora persa a reclutare 'sti imberbi pupazzetti uno più insignificante e inutile dell'altro (c'è la biondina per le quote rosa, il fuciliere che non spara un colpo, il wannabe Uomo Ragno hacker che rimane appeso come un'oloturia nella tromba di un ascensore per TUTTA la battaglia finale, il cretinetti che scorazza sulla moto rigorosamente COL CASCO) quando si poteva almeno far tirare un calcetto al povero, bistrattato Jet Li e rendere molto ma molto più badass uno Schwarzenegger ormai più largo che lungo. Le new entries tra i vecchi non sarebbero neanche male, a dir la verità. Mel Gibson ormai è perfetto nel ruolo del villain, è palesemente l'unico assieme a Banderas a saper recitare e, soprattutto, è anche il solo ad essere rimasto un figo vero, con un fisico della Madonna; il già citato Banderas è simpatico ma ormai non mi ingrifa più nemmeno quando usa la mitraglietta con una mano sola gigioneggiando come se non ci fosse un domani, visto che 'sti maledetti me lo conciano come un vecchio pastore sardo e lo rendono talmente scemo che gli manca solo la gallina RRRRrrosita per concludere degnamente l'operazione; per finire, Harrison Ford ormai non è più Han Solo ma Han Vecchio, sembra il nonno brutto di Sean Connery e mi chiedo come diamine sia possibile visto che Giancarlo Giannini ha la sua stessa età e al confronto sembra un giovincello (mi spiace ma sostituire Willis con Ford non è stata una mossa né furba né elegante, Sly. Sallo.). Ah, stavo per dimenticarmi Wesley Snipes, inqualificabile per bruttezza e stupidità del personaggio sotto ogni punto di vista, tanto che sarebbe stato meglio lasciarlo in quella prigione dove ha giaciuto negli ultimi anni. Cosa salvo dunque di questi Mercenari 3? Beh, ovviamente tutto il cucuzzaro di tamarraggine, la piacioneria disarmante di Banderas, l'infantilità di Lundgren, il sigaro di Schwarznegger, Come With Me Now dei Kongos, l'apparizione di Robert Davi e soprattutto la battuta "Io sono L'Aia", l'unica in grado di spingermi all'applauso. Il resto sta rischiando di diventare noia. E non ho detto gioia. Sly, ti prego, vai in pensione prima di spezzarmi il cuore e costringermi a scrivere una recensione veramente negativa.


Di Sylvester Stallone (anche sceneggiatore oltre che interprete di Barney Ross), Jason Statham (Christmas), Harrison Ford (Drummer), Arnold Schwarzenegger (Trench), Mel Gibson (Stonebanks), Dolph Lundgren (Gunner Jensen), Terry Crews (Caesar), Antonio Banderas (Galgo) e  Jet Li (Yin Yang) ho già parlato nei rispettivi link.

Patrick Hughes è il regista della pellicola. Australiano, ha diretto il film Red Hill. Anche sceneggiatore e produttore, ha 36 anni e un film in uscita.


Wesley Snipes interpreta Doc. Americano, lo ricordo per film come Mo' Better Blues, Jungle Fever, Chi non salta bianco è, Demolition Man, A Wong Foo grazie di tutto! Julie Newmar, The Fan - Il mito, Blade, Blade II e Blade: Trinity; inoltre, ha partecipato a serie come Miami Vice e The Bernie Mac Show. Anche produttore e stuntman, ha 52 anni e un film in uscita.


Kelsey Grammer (vero nome Allen Kelsey Grammer) interpreta Bonaparte. Americano, lo ricordo per film come Giù le mani dal mio periscopio, 15 minuti - Follia omicida a New York, X-Men - Conflitto finale, X-Men - Giorni di un futuro passato e soprattutto per serie come Cin cin, Frasier, Medium e 30 Rock. Ha lavorato anche come doppiatore nei film Anastasia, Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa e presta la voce a Telespalla Bob ne I Simpson. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 59 anni e quattro film in uscita.


Kellan Lutz interpreta Smilee. Americano, ha partecipato a tutti i film della serie Twilight nei panni di Emmett Cullen, ad altre pellicole come Che la fine abbia inizio e Nightmare e a serie come Beautiful, CSI: NY, Six Feet Under, CSI - Scena del crimine, Heroes, 90210 e 30 Rock. Anche produttore e stuntman, ha 29 anni e un film in uscita.


Robert Davi interpreta Goran Vata. Americano, lo ricordo per film come I Goonies, Trappola di cristallo, Maniac Cop - Il poliziotto maniaco, Predator 2 e Il figlio della Pantera Rosa, inoltre ha partecipato a serie come Charlie's Angels, L'incredibile Hulk, Dinasty, A-Team, Hunter, Jarod il camaleonte, Nip/Tuck, Criminal Minds e CSI - Scena del crimine. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 63 anni e undici film in uscita.


Parliamo un po' dei giovinastri che infestano il film e del motivo per cui Stallone li ha convocati. A parte il più famoso Kellan Lutz abbiamo nell'ordine Glen Powell (Thorn) che è l'unica vera incognita, nel senso che lui e l'action sembrano vivere su due mondi paralleli, il campione di boxe Victor Ortiz (Mars) messo chissà perché a fare il fuciliere senza lasciargli menare nemmeno un pugno e la bionda Ronda Rousey (Luna) che, da sola, credo potrebbe prendere a calcinculo tutti gli Expendables in quanto campionessa olimpionica di judo ed esperta di arti marziali miste. Scelte di casting abbastanza loffie, se mi è concesso, un po' come loffia è stata la scelta di Bruce Willis di non partecipare, cosa che lo ha portato a beccarsi una botta di "pigro e avido" su Twitter nonché insulti sparsi qua e là nel film. Giusto rifiuto è stato invece quello di Mel Gibson, a cui era stata offerta la possibilità di dirigere il film, non solo di parteciparvi; picche anche da parte di Steven Seagal, Mickey Rourke, Jackie Chan (che giustamente non aveva voglia di fare la figura barbina di Jet Li per cinque minuti scarsi) e Nicolas Cage, sostituito da Kelsey Grammer, mentre Wesley Snipes avrebbe dovuto interpretare Caesar già nel primo Expendables ma era stato costretto a rifiutare per i suoi problemi con la giustizia fiscale USA (problemi tra l'altro citati in un dialogo de I mercenari 3). Detto questo, preparatevi perché The Expendables 4, salvo morti improvvise, dovrebbe farsi e molto probabilmente stavolta Jackie Chan e Pierce Brosnan saranno della partita. Io ho già paura, e voi? Nell'attesa, se I mercenari 3 vi fosse piaciuto recuperate, neanche a dirlo, I mercenari, I mercenari 2 e Mercenaries. ENJOY!!

mercoledì 27 novembre 2013

Meniamo le mani - Arma non convenzionale (1990)

 "I come in peace" 
"And you go in pieces, asshole!!"


Oddio! E che è? Chuck Norris semovente che spacca lo schermo? Eh già. Perché non so se l'avete notato ma, da lunedì, nella blogosfera è cominciata la celebrazione degli amatissimi eroi action di quei filmacci zamarri che tutti nella vita abbiamo visto almeno una volta. Magari detestandoli, of course. E così, sotto l'egida di un titolo comune, ovvero Meniamo le mani: come ti omaggio un eroe d'azione, il Bollalmanacco e altri blog svitati vi condurranno per mano in un viaggio all'insegna della tamarreide violenta che durerà fino a dicembre e che potrebbe essere il primo di molti "special" dedicati di volta in volta a un argomento diverso. I cugini delle nostre celebrazioni mensili, in poche parole. Personalmente, dopo una furiosa lotta a base di calci volanti, spacconate assortite e battute al fulmicotone, sono riuscita ad accaparrarmi l'ambitissimo Arma non convenzionale (I Come in Peace), diretto nel 1990 dal regista Craig R. Baxley.

 
Trama: un alieno armato di cd taglienti come rasoi scende sulla Terra per procurarsi droga ed endorfine estratte direttamente dal cervello umano. Il detective Jeff Caine, assieme a un riluttante agente dell'FBI, si ritrova a dover indagare su questi efferati omicidi...


Arma non convenzionale è una pellicola che mi porto dietro probabilmente dal suo primo passaggio televisivo e per me, fino a quest'estate, era solamente "quel film inquietante dove un tizio alieno vaga per la città armato di una sorta di tentacolo puntuto che usa per sottrarre fluidi e uccidere le persone", uno dei più grandi spauracchi di quel limbo temporale che sta tra l'infanzia e l'adolescenza. Grazie a un Antrista sono riuscita a venire a conoscenza del titolo, ma di questo ibrido tra poliziesco e fantascienza non ricordavo né la storia dei CD tagliagole né, tantomeno, la presenza di Dolph Lundgren, che sarebbe poi il motivo per cui, in teoria, il film è finito in questa celebrazione globale della tamarreide. Peccato che il gigante svedese faccia davvero poco in Arma convenzionale (giusto un paio di calci rotanti e un paio di minacce ai danni dello sfighé che si porta appresso) e che, come sovrappiù, il suo detective sia solo fintamente zamarro (l'interno della sua casetta e i gusti in fatto di vino lo rendono assai simile a un viveur europeo). Peccato davvero, perché lo rammentavo nella parte dell'alieno e invece il tributo alla tamarreide qui andrebbe pagato al body builder teutonico Matthias Hues, vera e propria macchina di morte dal capello fluente, l'occhio ferino e il sorrisetto tagliente di chi ammira con voluttà la roBBa trafugata dal corpo umano, credendosela un casino.


E come potrebbe 'sto figlio del Valhalla non credersela? Ogni volta che compare l'alieno, il cui nome per la cronaca è Talec, sono gole tagliate, cervelli perforati, salti di metri, vetri in frantumi e, soprattuttamente, esplosioni che farebbero impallidire un film di Emmerich: alieno buono e alieno cattivo infatti si scontrano utilizzando delle pistole dotate di una potenza di fuoco tale che ogni colpo fa tranquillamente saltare tutte le macchine nell'arco di un isolato. Più che botte da orbi, quindi, BOTTI da orbi e di fronte a tale sperpero di fuoco e fiamme ci vorrebbe Chuck Norris e non Dolph Lundgren che, diciamolo, ci fa un po' la figura del povero minchietta. Io comunque mi sono divertita a riguardare, o meglio riscoprire, questo Arma non convenzionale. Nonostante l'eroe moscetto e il pasticciaccio brutto di una sceneggiatura che, con tutta la carne messa sul fuoco, parrebbe un barbeque, il tentacolo puntuto che inietta e risucchia si è riconfermato inquietante oggi come vent'anni fa, un oggetto di culto in grado di turbare l'animo fobico di chi, a 32 anni suonati, tutte le volte che va a fare le analisi del sangue rifiuta di guardare la siringa. E, non dimentichiamolo, la battuta finale di Lundgren viene citata persino ne I mercenari 2 quindi non stiamo parlando proprio di un filmetto girato "tanto per".


Di Dolph Lundgren, che interpreta il detective Jack Caine, ho già parlato qui.

Craig R. Baxley (vero nome Craig Redding Baxley) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Action Jackson, la miniserie La tempesta perfetta, Rose Red, Il diario di Ellen Rimbauer ed episodi delle serie A-Team e Kingdom Hospital. Anche stuntman e attore, ha 64 anni.


Brian Benben interpreta l’agente Smith. Americano, ha partecipato a serie come Matlock, Masters of Horror e Private Practice. Anche produttore, ha 57 anni.


Betsy Brantley, che interpreta la fidanzata di Lundgren, è l’ex moglie del regista Steven Soderbergh nonché la “modella” su cui si basava ogni movimento di Jessica Rabbit in Chi ha incastrato Roger Rabbit. Il film era stato distribuito all’epoca col titolo Dark Angel ma è stato cambiato poi in I Come in Peace per evitare di confonderlo con altri film dal titolo praticamente uguale. Detto questo, qualcuno di voi ricorda in quale film italiano uno dei personaggi andava a vedere Arma non convenzionale al cinema? La mia memoria non è così precisa e non trovo notizie in merito da nessuna parte... posso solo dirvi che, se vi è piaciuta la pellicola, dovete solo seguire i link di seguito (attivi ovviamente a partire dal giorno indicato!) e troverete altre perle con le quali saziare la vostra sete di tamarreide. ENJOY!!

25/11 - Il Cinema Spiccio
26/11 - Movies Maniac
28/11 - Non c'è paragone
29/11 - Ho voglia di cinema
30/11 - WhiteRussian
1/12 - Director's Cult
2/12 - Montecristo
3/12 - Cinquecentofilminsieme

4/12 - Combinazione Casuale
5/12 - Pensieri Cannibali

giovedì 23 agosto 2012

I mercenari 2 (2012)

Grazie al povero Toto che ha accettato di immolarsi per preservare la mia fragile psiche da un ennesimo trauma, qualche sera fa sono riuscita ad andare a vedere I mercenari 2 (The Expendables 2), seguito di quella geniale, sfacciata ed esilarante tamarreide che era The Expendables – I Mercenari.


Trama: questa volta la zamarrissima squadra di mercenari capitanata da Stallone deve recuperare la mappa di una miniera di plutonio. Saranno accompagnati nell’impresa da una gentile (ma non troppo) donzella.


Squadra che vince non si cambia, infatti la formula de I mercenari 2 rimane invariata e regala allo spettatore così intelligente (o pazzo?) da accettarla con ironia quasi due ore di puro divertimento trash, innocente e citazionista. Io sono folle e non faccio testo ma, credetemi, chi è venuto con me è una persona che detesta gli action e si in****a come una biscia davanti alla violenza fine a sé stessa… eppure l’ho sentito ridere, più di una volta, e a fine serata non ha cercato di uccidermi per farmi espiare la camurrìa a cui l’ho sottoposto. Questo perché, come sempre, la chiave vincente de I mercenari è la palese auto presa in giro, la consapevolezza di attori che sono passati alla storia per determinati ruoli e non si tirano indietro nel fare il verso a sé stessi, prendendosi in giro a vicenda e prendendo in giro i cliché dei film che li hanno resi famosi: fantomatici luoghi situati nelle zone più impervie del pianeta, esplosioni come se piovessero, pallottole che non si limitano ad uccidere ma fanno esplodere i nemici, momenti introspettivi a base di luoghi comuni e assolutamente incomprensibili o  ininfluenti ai fini della storia (questa volta l’Oscar va a Liam Hemsworth “Ho scelto di stare coi Mercenari perché ero stufo di vedere gente uccisa e per rendere omaggio al povero cane randagio che i soldati mi hanno trucidato”… sì, vabbé, eh!!), l’atavica incapacità di tenere testa alle donne che, a scelta, possono essere o zamarre e letali come loro, o delle ambigue zoccolotte oppure delle mogli fedeli che pensano solo alla casa e ai figli. E siccome, fondamentalmente, la mia recensione del film potrebbe ricalcare esattamente quella del capitolo precedente, vediamo cosa cambia questa volta o, meglio… CHI cambia!!


Sì perché poi, alla fine, la gente (e mi ci metto di mezzo anch’io) va a vedere I mercenari 2 perché rammenta bene che nel primo film mancava qualcuno. Steven Seagal è ancora disperso nelle nebbie dell’intermundia o ancora sequestrato da Rodriguez, non mi è ben chiara la cosa. In compenso Jean - Claude Van Damme, che, ricordiamolo pure, aveva rifiutato di comparire nel primo film perché il ruolo che gli era stato proposto non era alla sua altezza, questa volta interpreta con gusto il villain (Vilen, appunto) della pellicola, un essere immondo con una capra tatuata sul collo, innamorato della propria (vuota) retorica, spietato fino all’inverosimile e, soprattutto, mascarato e liftato come nemmeno Moira Orfei potrebbe essere. Vedere ‘sta fighetta di plastica che ogni tanto torna a usare i suoi famosi calci volanti è in effetti una cosa abbastanza sconvolgente e già trash di per sé, ma non stiamo a cacciarci balle: alla fine quello che tutti noi volevamo vedere era il Walker Texas Ranger per eccellenza, Chuck Norris. Che appena compare nel film fa la sua straporca figura di lupo solitario in grado di uccidere ventordici killer E abbattere un carro armato (applauso a scena aperta, true story), concludendo la sequenza raccontando da solo e con invidiabile nonchalance una delle tante barzellette Norrisiane che girano in rete (altro applauso a scena aperta nella sala gremita).

Eccolo. E automaticamente il mio blog è diventato intoccabile!
Il film, dunque, varrebbe il prezzo del biglietto solo per queste due fondamentali presenze ma ci sono mille altri motivi validi per gioire, o amanti del trash spudorato e dell'action tout court! C'è Lundgren che fa il piacione, Stallone che tira fuori una penna talmente zamarra che persino Corona si è cavato gli occhi per la disperazione, c'è (per le donzelle) un Jason Statham apparentemene inutile ma quando tira fuori i coltelli è una gioia per gli occhi, ci sono Schwarzy e Bruce che duettano con la grazia e la faccia tosta di due comici consumati citando a vicenda i rispettivi film, ci sono battute da macho e giochi di parole da bimbi delle elementari che, alternativamente, abbattono e commuovono, c'è uno Scott Adkins che non conoscevo ma che ho molto apprezzato, tanto che cercherò di guardarmi un po' tutti i suoi film, c'è una coltellata con calcio da manuale, c'è un confronto finale che è praticamente uno scontro tra titani... NON c'è Jet Li, o meglio c'è poco, e forse questo è l'unico difetto serio che posso trovare a I mercenari 2, visto anche che hanno aggiunto un Liam Hemswort funzionalissimo per la trama ma assolutamente privo dell'aura quasi mitica degli altri protagonisti. Per il resto, basta staccare il cervello, accettare l'incredibile fatto che l'unico attore espressivo del cast sia un ex wrestler dall'orecchio mozzo e godersi il film per quello che è. Io, personalmente, non mi vergogno a consigliarlo e ad aggiungere.... tantaRRRRobba!


Di Sylvester Stallone (anche sceneggiatore oltre che interprete di Barney Ross), Jason Statham (Christmas), Jet Li (Yin Yang), Dolph Lundgren (Gunner Jensen), Jean – Claude Van Damme (Vilen), Bruce Willis (Church), Arnold Schwarzenegger (Trench) e Charisma Carpenter (Lacy) ho già parlato nei rispettivi link.

Simon West è il regista della pellicola. Inglese, ha girato film come Con Air, La figlia del generale, Lara Croft: Tomb Raider e Chiamata da uno sconosciuto. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 51 anni e due film in uscita.

  
Terry Crews (vero nome Terrence Alan Crews) interpreta Hale Caesar. Americano, ha partecipato a film come Il 6° giorno, Starsky & Hutch, Cambia la tua vita con un click, Terminator Salvation, I mercenari e a serie come CSI: Miami e Tutto in famiglia; inoltre, ha doppiato un episodio di American Dad!. Ha 44 anni e due film in uscita.


Chuck Norris (vero nome Carlos Ray Norris) interpreta Booker. Esperto di arti marziali, consacrato di meme di internet come uomo più forte dell'universo, lo ricordo per film come L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente, Rombo di tuono, Rombo di tuono 2, Delta Force, Pugno d'acciaio ed Hellbound - all'inferno e ritorno, inoltre ha partecipato alle serie Più forte ragazzi e, soprattutto, Walker Texas Ranger. Anche produttore, sceneggiatore e stuntman, ha 72 anni (!!!) e un film in uscita.


Liam Hemsworth interpreta Bill The Kid. Australiano e fratellino del più famoso (per adesso!) Chris Hemsworth, ha partecipato a film come Segnali dal futuro, Hunger Games e a serie come Home & Away, McLeod's Daughters e Neighbours. Ha 22 anni e sei film in uscita, tra cui, ovviamente, Hunger Games: La ragazza di fuoco, dove tornerà ad interpretare il ruolo di Gale.


Scott Adkins interpreta Hector. Inglese, ha partecipato a film come Danny the Dog, The Pink Panther - La pantera rosa, The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo, X - Men le origini - Wolverine e El gringo. Anche stuntman e produttore, ha 36 anni e quattro film in uscita, tra cui un Mortal Kombat previsto per il 2013 (o credici, è la stessa!).


Per il ruolo di Bill the Kid era stato preso in considerazione anche Taylor Lautner, il Jacob di Twilight (una scelta simile mi avrebbe reso inviso il film a prescindere, sono cattiva, lo so!), ma siccome Liam Hemsworth avrebbe già dovuto essere presente nel primo film si è preferito tenere lui, per fortuna. Inutile dirlo, se il film vi fosse piaciuto vi consiglio di recuperare innanzitutto I mercenari, poi fossi in voi mi butterei sulla quadrilogia di Die Hard, di cui peraltro sta per uscire il quinto capitolo, Die Hard - Nulla è come appare... e aspettatevi anche un The Expendables 3, alla traditora, quando più sarete impreparati. ENJOY!



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