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martedì 26 settembre 2023

I mercen4ri - Expendables (2023)

Domenica sera sono andata col Bolluomo a vedere I mercen4ri - Expendables (Expend4bles), diretto dal regista Scott Waugh. Ora, siccome ne hanno già parlato in modo più che competente QUI e QUI, non mi sembra il caso di arrivare a fare la galla ignorante sulla munnezza e propinarvi una recensione seria di 'sta somma meenchiata, che vi sconsiglierei di vedere al cinema. Quindi, dopo la consueta trama, troverete le pagelle dei protagonisti (in rigoroso, democratico ordine di credits) con inevitabili spoiler, un po' come facevo assieme ad Alessandra ai bei tempi della terza stagione di Twin Peaks. Ripeto, occhio agli SPOILER e... ENJOY!


Trama: tornano gli Expendables (tradotto in italiano con "cancellabili". Ma anche negli altri film c'era 'sta sonora cretinata?) e stavolta devono cercare di impedire la terza guerra mondiale recuperando dei detonatori rubati dalla misteriosa organizzazione Ocelot... 

Jason Statham - Christmas

Ormai il film è il suo one man show, il che è tutto dire, visto che una volta guardavamo The Expendables per le vecchie glorie, non certo per l'ultimo arrivato. Lo so, io sono sempre stata un po' mossa da acredine verso il buon Jason, e adesso che il mio adorato Bruce si è ritirato in modo inglorioso ho proprio il dente avvelenato (ribadisco che Staham non sarà MAI gnocco come Bruce. E nemmeno bravo), ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: nei panni di Christmas, Statham gigioneggia, picchia come un fabbro ferraio, si sbatte la tizia più patata del film, dissimula imbarazzo pronunciando dialoghi incommentabili senza neppure storcere la bocca, si ritaglia momenti di eroismo puro. Insomma, finché ci crederanno lui e il suo commercialista la saga potrà anche andare avanti. Male, ché quest'ultimo capitolo è imbarazzante, ma avrebbe comunque un senso.
Voto: 7

50 Cent - Easy Day

Talmente inutile che potrebbe anche non esserci, salvo per dare il la ad una gag (in cui lui, peraltro, è fisicamente assente) dove viene utilizzato il suo immortale successo P.I.M.P. Se nel 2010 era stato calcioruotato fuori dall'operazione, ci sarà stato un motivo.
Voto: n.p.


Megan Fox - Gina

Nel post dedicato a Till Death scrivevo queste parole: "mi piacerebbe conoscere la marca dei cosmetici utilizzati visto che il personaggio di Megan Fox, nonostante tutto, arriva a fine pellicola con sopracciglia definite, ciglia lunghissime, zigomi e tratti somatici scolpiti da bronzer, illuminante e blush e persino con le labbra pittate di gloss brillante, messo, per inciso, un istante prima di andare a dormire, così da svegliarsi già pronta al mattino". Ne I mercen4ri la Fox esordisce come la peggiore delle vajasse urlanti, si profonde con Christmas nel pre-amplesso meno sexy della storia del cinema, conclude la sua performance rendendo ciechi gli spettatori maschi con una capezzolata di tutto rispetto e, per il resto del film, si limita a fare brutto tenendo in mano un mitra senza mai perdere neppure una singola particella di illuminante e sempre col capello fluente, morbido, appena mosso da una leggera brezza perenne. Come donna, mi sento leggermente offesa da questa rappresentazione stereotipata di soldatessa alle grandi manovre, ma poi penso che questo è un film per uomini, quindi lascio perdere.
Voto: 2, come i capezzoli.
Voto al visagista: 10 e lode. 


Dolph Lundgren - Gunner

Il comic relief della pellicola, il cecchino in rehab che non riesce a fare centro senza scolarsi una fiasca di liquore. Un punto in più per gli occhialini tondi, mezzo punto in meno per la parrucchetta di stoppia che avrebbe fatto invidia a Klaus Kinski.
Voto: 5 1/2


Tony Jaa - Decha

Si vede pochissimo ma anche un'ignorante come me capisce che, lì dentro, è uno degli unici due attori che sanno menare davvero. Sarei stata ore a guardarlo far roteare coltelli e sprizzare sangue finto dai nemici, invece gli tocca far da spalla a Statham e agli altri balordi. Meh.
Voto: 8, per quel che dura.


Iko Uwais - Rahmat

Altro attore che palesemente sa picchiare come un fabbro ferraio, il suo personaggio viene presentato come un villain coi controcazzi per poi venire degradato, nel pre-finale, a mappina di Statham, che nel giro di un minuto lo usa per lavare i pavimenti. La cosa divertente è che tutti vorrebbero ucciderlo nei modi più truci, addirittura smembrarlo in pezzi, ma la sua morte diventa quasi una evento en passant.
Voto: 5


Andy Garcia - Marsh

Garcia mi piace e mi sta anche simpatico, quindi ho difficoltà a definire questa sua interpretazione. Sulla carta, Marsh dovrebbe essere il supervillain finale più carismatico ever, peccato che nell'esatto istante in cui uno degli Expendables esclama "ma c'è una talpa qui!!", Garcia metta su la faccia di quello che ha scoreggiato in ascensore e non vuole farsi scoprire, così che il "colpo di scena" finale risulta quanto meno telefonato. La terrificante battuta "Bye bye, Bai" avrebbe dovuto fargli incrociare le braccia in segno di protesta, invece l'attore resiste fino alla fine e si vede persino negare la possibilità di tirare un buffetto a Statham. Era meglio rimanere nei panni del Señor Cienfuegos.
Voto: 3


Sylvester Stallone - Barney

Semplicemente vergognoso. Il grande vecchio si fa riprendere nella sequenza iniziale come fosse un Adone tamarro e, per i primi venti minuti, si palleggia con Statham battute di raro imbarazzo all'interno di un siparietto che acquista senso solo sul finale ma che, lì per lì, sembra totalmente avulso dal contesto. Con un escamotage narrativo vetusto e muffito quanto lui riesce a non partecipare al resto del film e, sul finale, vince il premio per il twist più prevedibile e, contemporaneamente, per la stronzata più grande del 2023 cinematografico (L'idea che la mummia di Gheddafi fosse nascosta nel suo zaino e venisse usata come body double era preferibile al prendere un povero stronzo e farlo bruciare vivo così, per diletto).  
Voto: 1. Poi quello pigro e avido era Bruccino. Mabbafangule.


Randy Couture - Toll Road

Un medioman. Rimane nel personaggio, ripete tre battute sostanzialmente identiche, si trasforma nel protagonista della barzelletta di Desperado, e invecchia meglio di quanto stiano facendo gli altri. Non si può volergli male, nel complesso.
Voto: 6


Jacob Scipio - Galan

Un minchia. Entra ed esce dal personaggio, ti ammazza di imbarazzantissima logorrea all'inizio per poi star zitto tutto il resto del film, dovrebbe sostituire l'attore protagonista di Desperado ma non riesce e, a 30 anni, non ha un'oncia del carisma di un Banderas ormai diventato l'ombra di se stesso. Nel complesso, come si fa a non volergli male?
Voto: 2

Levy Tran - Lash

Altro esempio di quota rosa sfruttata di merda. Una ragazza splendida e trenta volte più sexy della Fox, con un potenziale di badassitudine immenso, viene dotata di un'arma fighissima utilizzata solo in una brevissima sequenza, e verrà ricordata, ahimé, solo per l'incommensurabile (nonché inspiegabile) voglia de cazzo che le prende davanti a Randy Couture.  
Voto: 6


Di Jason Statham (Christmas), Megan Fox (Gina), Dolph Lundgren (Gunner), Andy Garcia (Marsh) e Sylvester Stallone (Barney) ho già parlato ai rispettivi link.

Scott Waugh è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Need for Speed. Anche produttore, montatore, attore e sceneggiatore, ha 53 anni. 


Ai tempi de I mercenari 3, ovvero quasi dieci anni fa, Stallone avrebbe voluto o Jack Nicholson o Bruce Willis nei panni del supervillain del quarto capitolo, ma siccome il tempo è passato, i due attori sono andati incontro a un triste destino. Il film avrebbe dovuto essere uno spin-off intitolato A Christmas Story, ma l'idea è stata scartata e trasformata ne I mercen4ri, così come quella di realizzare un'altro spin-off  dal titolo The Expendabelles, interamente al femminile. Sperando che non esca un quinto capitolo, se vi piace il genere recuperate I mercenari - The Expendables, I mercenari 2, I mercenari 3 e Mercenaries. ENJOY!

sabato 3 dicembre 2022

Samaritan (2022)

Come, un post di sabato?? Un po' inusuale dalle mie parti, lo so,  ma da oggi comincia una collaborazione a cadenza mensile col blog Pellicole dall'Abisso, con un post che potete trovare in contemporanea anche alle loro coordinate. Vista l'anima B-Movie e Trash di Pellicole dall'Abisso, mi è sembrato giusto cominciare con Samaritan, film diretto dal regista Julius Avery e presente sul catalogo Prime Video.


Trama: Un ragazzino si convince che il suo vicino di casa altri non è che il suo eroe, Samaritan, creduto morto da decenni...


Non capisco se sono io ad essere diventata una gigantesca spaccapalle o se i film fanno sempre più pena, soprattutto quelli che approdano direttamente in streaming (probabilmente la seconda che ho detto, visto quanto mi sono divertita guardando Bullet Train, film che ha lasciato parecchi spettatori tiepidi). Da Samaritan, per carità, non mi aspettavo un capolavoro; il regista è quello di Overlord, il protagonista è Sylvester Stallone che fa l'ex supereroe in pensione, costretto a tornare in pista quando la città dove vive diventa teatro di attentati terroristici, al massimo credevo mi sarei divertita parecchio con una serata a base di tamarrate assortite. Purtroppo, Samaritan ha un enorme difetto, ovvero quello di avere qualche ottima idea a livello di scrittura, che viene prontamente fiaccata da banalità e sciatteria non solo per quanto riguarda la trama, ma anche per la regia e gli effetti speciali. Il film, infatti, veicola un paio di riflessioni interessanti sulla natura del male, che non è mai nero al 100% ma potrebbe anche essere grigio, dipende dai punti di vista; in una città come quella mostrata in Samaritan, l'ennesimo schifo a base di poveracci e bande criminali, sarebbe ipocrita consigliare al piccolo protagonista di essere buono e basta, quando l'unico modo per sopravvivere parrebbe essere quello di affiliarsi a qualche delinquente così da raggranellare soldi che la società non permette di fare in altro modo, e lo stesso villain, almeno all'inizio, non è un semplice cattivo tout court, ma pensa ad una rivoluzione proletaria che scuota le coscienze. Questo paio di ragionamenti vagamente articolati, neanche a dirlo, si perdono nel giro di un paio di sequenze, e Samaritan diventa il solito film in cui un eroe è costretto, suo malgrado, a tornare a vestire gli antichi panni per salvare un brat in distress da un criminale neppure troppo irragionevole che, tutt'a un tratto, diventa un rincoglionito senza speranza, un pazzo urlante a livello Dr. Evil (sorvolo sui buchi di trama. Un istante prima Cyrus è una specie di fratellone per il piccolo Sam e un istante dopo gli punta una pistola alla testa designandolo come "persona più importante per Samaritan", nonostante, di fatto, nessuno dei criminali coinvolti abbia mai avuto sentore di un legame particolare tra i due. Ma potrei andare avanti per ore).


Sfortunatamente, detto pazzo urlante è anche la cosa migliore della pellicola. Chiù Pilou per tutti, mi verrebbe da dire, citando il bardo, ché al decimo apprezzamento sul bel ragazzone danese il povero Bolluomo era anche un po' stufo, ma non posso farci nulla; lo dico in ogni recensione di film dove compare Pilou Asbæk e lo ripeto, il fanciullo è davvero bello (o, meglio, è il tipo di zamarro biondo e un po' ciccio che mi piace, non posso farci nulla), peccato per i personaggi un po' MEH che gli tocca interpretare. Non che ci sia qualcun altro di interessante a livello di cast, se non vogliamo contare Sly che si limita a fare lo Sly un po' più vecchio, profondendosi persino in un momento Rocky assieme al piccolo protagonista, anche perché va bene Old Man Stallone, ma i momenti più fisici del film sono coreografati e diretti con una pochezza rata, mentre io avrei voluto uno sfogo molto più fluido di viuleenza. A questi punti, inoltre, vorrei anche riguardare Overlord, che forse ricordo male altrimenti non si spiegherebbe perché da Julius Avery mi sarei aspettata di più: di quell'horror truce e tamarro rammento sequenze al cardiopalma e concitate, oltre ad un ottimo utilizzo di effetti speciali artigianali, ma qui la CGI è una delle più posticce viste di recente e non c'è una sola sequenza degna di venire ricordata o perlomeno segnalata, nel bene o nel male. A mio avviso, Samaritan non va bene neppure per i fan di Stallone che non si perdono un film e il mio consiglio è quello di evitarne la visione senza problemi, ché Prime è pieno di pellicole migliori! 


Del regista Julius Avery ho già parlato QUI. Sylvester Stallone (Joe), Pilou Asbæk (Cyrus) e Martin Starr (Albert Casler), li trovate invece ai rispettivi link.


Se Samaritan vi fosse piaciuto recuperate Unbreakable. ENJOY! 

martedì 17 agosto 2021

The Suicide Squad - Missione suicida (2021)

Quale modo migliore per festeggiare la riapertura del multisala di Savona se non andando a vedere The Suicide Squad - Missione suicida (The Suicide Squad), diretto e sceneggiato dal regista James Gunn?


Trama: il governo americano riunisce la squadra di antieroi nota come Suicide Squad per recuperare una pericolosissima arma da un piccolo paese del Sud America...


Suicide Squad
è il miglior esempio di quello che potrebbe succedere al cinema seriale se gli Autori venissero lasciati liberi di fare gli Autori e se coordinatori/produttori/deus ex machina assortiti non si mettessero in mezzo alle palle cercando di uniformare ogni cosa e modificarla per renderla più a misura di bambino. Messo accanto a quella cacca fumante che era Suicide Squad di Ayer diventa anche un meraviglioso esempio di come fare un film senza sbagliare casting, sceneggiatura, tempistiche ed inquadrature, ché se hai un branco di fuorilegge senza pietà non puoi buttare lì Will Smith che non ammazza perché poi la figlia piange, né fare del culo di Margot Robbie l'highlight di una storia noiosissima che nessuno mai ricorderà. Ma d'altronde, non è che tutti possono essere James Gunn, anche perché sarebbero buoni tutti a fare il film cazzone senza capo né coda, magari trasformando il tutto in un infinita serie di siparietti dedicati a personaggi che ammazzano male le persone e fanno a gara a chi è più sgradevole e pazzo. Ci vuole equilibrio anche nella follia, un minimo di cuore, la gioia di infilare in un prodotto di mero intrattenimento tutta una serie di cose palesemente amate dal regista e sceneggiatore amalgamandole alla perfezione col materiale di partenza, la lucidità di prendere tutto quello che non andava nel primo Suicide Squad (con tutto che Ayer è stato ringraziato nei titoli di coda) e di mandarlo al diavolo col sorriso sulle labbra, tirando delle croci rosse talmente evidenti che ad ogni stortura raddrizzata non potevo fare altro che ringraziare. E così, ecco che il film più divertente dell'estate è un Suicide Squad meets Slither (tanto la Troma l'avete già citata tutti, quindi ne faccio a meno) con "delicatissimi" tocchi di Quella casa nel bosco ed echi di Garth Ennis, all'interno del quale ogni cliché del cinema di supereroi viene smontato con una risata o ricoperto da laghi di sangue e dove non solo i personaggi principali, ma persino quelli secondari non fanno quello che ci si aspetterebbe da loro, col risultato di far perdere completamente la cognizione del tempo dello spettatore, perché non direste mai che il film duri più di due ore. 


Suicide Squad
sorprende fin dai primi dieci minuti, davanti ai quali vi sfido (ovvio, se siete come me che non guardo più i trailer) a non rimanere con la mascella slogata e anche un po' con la lacrima nell'occhio davanti a uno Shyamalan twist tra i più scioccanti della storia dei cinecomic "seri" e continua con l'asticella dell'assurdo e del sangue posta sempre più in alto, dribblando agilmente il sapore finto di alcuni momenti strappalacrime grazie alla presenza di personaggi comunque ben caratterizzati dei quali arriva ad importarci se finiranno morti malissimo o meno, anche nel caso in cui non abbiate idea di quali siano le loro controparti cartacee, com'è successo a me. A differenza di Ayer, Gunn riesce a ritagliare ad ognuno dei suoi antieroi lo spazio necessario per esprimere la propria personalità e per integrarsi nella trama generale del film, preferendo talvolta lasciare parlare solo i "fatti", senza ricorrere a imbarazzanti dialoghi, magari con personaggi secondari utilizzati solo per definire meglio quelli principali, e soprattutto li mette di fronte non solo a una minaccia schifosetta e terribile, ma anche al marciume presente all'interno dell'intelligence USA: in questo caso, non si tratta di diventare buoni perché gli avversari sono più cattivi, ma di procedere come schiacciasassi per raggiungere l'obiettivo che si è prefissati, anche se magari non coincide con quello di partenza, e di scrollarsi di dosso casualties innocenti come farebbe un'anatra con l'acqua, dando di gomito allo spettatore grazie ad abbondanti dosi di umorismo nero.


Ci sarebbero poi da scrivere righe intere sullo stile di Gunn, ovviamente, sul profumo di B-Movie che la patina glamour dei grandi nomi e dei bellissimi effetti speciali non riesce a nascondere del tutto, ma anche sulla raffinatezza con cui, per esempio, uno dei confronti più importanti del film viene mostrato riflesso su un lucidissimo elmo (abbandonato per un motivo ben preciso) invece che inquadrato direttamente. Eredi diretti dei b-movie sono in primis Starro, colorato ed esageratissimo eppure lo stesso capace di fare rabbrividire per il terribile destino riservato alle sue vittime, ma in generale tutto lo stuolo di "cattivi" lo è, popolato com'è di personaggi che non avrebbero affatto sfigurato in un action anni '80 fatto di militari spietati, ribelli sudaticci e Paesi dai nomi inventati; l'intera sequenza in cui Bloodsport e soci si addentrano nella giungla mentre lui e Peacemaker si sfidano con omicidi sempre più elaborati avrebbe fatto invidia sì a Schwarzenegger e Stallone ma soprattutto ai più trash Norris, Seagal e Van Damme, mentre il presidente belloccio "col mostro tra le gambe" è l'ennesimo sbeffeggiamento a quel genere di boss finali che nei vecchi film di cassetta avrebbe messo in scacco i nostri eroi nell'ultimo confronto prima di venire brutalmente sconfitto. E non vogliamo parlare dei membri della Suicide Squad? Uno più esilarante e interessante dell'altro, tutti in grado di non sfigurare davanti all'ormai "solita" Harley Queen, con Idris Elba che calcioruota fino allo spazio siderale quel mollusco di Will Smith e Polka-Dot Man che, assieme alla sua mamma, diventa il personaggio più adorabile di tutto il film, degnamente accompagnati dai "soliti" caratteristi che ormai Gunn si porta giustamente dietro ovunque e da un paio di new entries deliziose, tra le quali la carinissima Ratcatcher 2, lenta a rapire il cuore dello spettatore ma capacissima di non lasciarlo più andare. Voto dieci allo splatter esagerato e alla bella colonna sonora (la vittoria spetta alla nenia à la Rosemary's Baby che accompagna la visita all'acquario del meraviglioso King Shark e che, onestamente, avrei detto appartenere a qualche horror anni '70  mentre invece è stata composta per il film) mentre se dovessi per forza trovare un difetto segnerei un paio di forzatissimi e ridicoli dialoghi a base di volgarità assortite e poi SPOILER macheccazzovipareilcasodifaremorirecosìMichaelRookerlWeaselBoomermaddaiporcoddue! FINESPOILER Molto poco per non richiedere a gran voce James Gunn dietro ad ogni singolo film DC da ora e per sempre. 


Del regista e sceneggiatore James Gunn ho già parlato QUI. Michael Rooker (Savant), Viola Davis (Amanda Waller), Nathan Fillion (T.D.K.), Sean Gunn (Weasel/Calendar Man), Margot Robbie (Harley Quinn), Idris Elba (Bloodsport), David Dastmalchian (Polka-Dot Man), Sylvester Stallone (voce originale di King Shark), Alice Braga (Sol Soria), Peter Capaldi (Thinker) e Taika Waititi (Ratcatcher) li trovate invece ai rispettivi link. 

Joel Kinnaman interpreta Rick Flag. Svedese, ha partecipato a film come Millenium - Uomini che odiano le donne e Suicide Squad. Ha 42 anni. 


John Cena
, star della WWE, tornerà nei panni di Peacemaker in una serie che dovrebbe uscire su HBO Max l'anno prossimo; tra l'altro, Gunn avrebbe voluto Bautista al suo posto, ma l'attore aveva già detto sì a Snyder e al "meraviglioso" Army of the Dead. Tra le guest star segnalo la "mantide" Pom Klementieff, che si vede ballare all'interno de La Gatita Amable, e il patron della Troma, il mitico Lloyd Kaufman, anche lui tra gli avventori de La Gatita Amable ma anche presente in un'altra scena. Se The Suicide Squad - Missione suicida vi fosse piaciuto vi Sconsiglio il recupero di Suicide Squad, piuttosto date una chance a Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn e, ovviamente, anche a Guardiani della Galassia e Guardiani della Galassia vol. 2. ENJOY!

mercoledì 3 maggio 2017

Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)

PENSIERINO PRE-POST 1: Gente, è un film Marvel. CI SONO SCENE DOPO I TITOLI DI CODA. Plurale. E' possibile che dopo dieci anni ancora non lo sappiate e rompiate le palle a chi rimane seduto in poltrona alzandovi e sciamando dalla sala come un branco di scimmie catarrine appena i titoli cominciano a scorrere? Ma che cavolo avrete mai da fare a casa? Vergogna.
PENSIERINO PRE-POST 2: Invece di sottotitolare i titoli di testa, che è una cosa inguardabile, preoccupatevi di mettere in bocca a Stallone un congiuntivo, altrimenti il povero Amendola mi si rivolta nella tomba. Vergogna al quadrato.


Sono fuori allenamento e ancora un po' preda dei fumi del sake nipponico quindi non so come uscirà fuori questo post su Guardiani della Galassia Vol. 2 (Guardians of the Galaxy Vol. 2), diretto e co-sceneggiato dal regista James Gunn e visto appena tornata dalla vacanza giapponese, dopo un bel merendino del primo maggio. Sopportate qualunque delirio, please.


Trama: Peter Quill, alias Star-Lord, incontra il suo vero padre proprio quando i Guardiani della Galassia sono in guerra con i Sovereign, decisi a uccidere Peter e compagnia a causa di un furto compiuto dal procione Rocket...


Può non piacere lo stile demenziale ma è indubbio che Guardiani della Galassia, arrivato al secondo capitolo, sia probabilmente l'unica "serie" all'interno del MCU capace di imprimersi nella memoria degli spettatori per alcune caratteristiche che lo differenziano dai suoi fratellini cinematografici e non sarà facile per Anthony e Joe Russo, né soprattutto per gli sceneggiatori di Avengers: Infinity War, ritagliare all'interno del film uno spazietto riconoscibile per Star-Lord e compagnia. Meno frenato rispetto al primo capitolo, James Gunn in questo vol. 2 del suo Awesome Mix è riuscito a spingere ancor più l'acceleratore del camp e del trash, sia visivamente che per quel che riguarda dialoghi e sceneggiatura, senza dimenticare però di regalare allo spettatore un degnissimo film di avventura e, soprattutto, inserendolo elegantemente nella continuity del MCU con una serie di rimandi, scene post credits e dettagli che probabilmente saranno stati colti nella loro interezza solo da un Marvel fan all'ultimo stadio o da un espertone come il Dottor Manhattan. Il che, intendiamoci, non è garanzia di un film interamente riuscito, eh. Diciamo anzi che Guardiani della galassia vol. 2 ha tanti difetti quante sono le stelle in cielo (o i pianeti nella Galassia), soprattutto nel primo tempo, durante il quale ho pensato troppo spesso alle ormai storiche recensioni di Leo Ortolani. La prima parte del Vol. 2 è infatti un lungo film comico-demenziale, niente di più, niente di meno. Divertente, fatto di dialoghi brillanti, tempi comici perfetti, momenti esilaranti durante i quali Drax e Baby Groot diventano gran mattatori, soprattutto quando il primo interagisce con Star-Lord o Mantix, ma purtroppo anche zeppo di sequenze in cui il momento che dovrebbe essere serio diventa una cialtronata, un po' come se durante La scelta di Sophie entrasse di corsa Boldi a scoreggiare, lasciando lo spettatore come minimo perplesso. Mi sono ritrovata spesso a sorridere indulgente più che a spaccarmi di risate, pensando "sì, haha, però adesso vogliamo tirar fuori un po' di ciccia?" e anche se il mio cervellino di scimmia è stato blandito dalla presenza di Hasselhoff, Howard il papero e una colonna sonora bellissima (ah, l'adorata Brandy, ah, l'adoratissima My Sweet Lord) ammetto che alla fine del primo tempo avevo sulla testa un punto interrogativo grosso come una casa.


Per fortuna, nel secondo tempo Gunn riesce a cambiare un po' registro, puntando su alcuni confronti emozionanti (quello tra Gamora e Nebula ma soprattutto quello tra Rocket e Yondu), su interessanti ragionamenti legati al termine "famiglia" e su un paio di momenti realmente commoventi, ingredienti necessari a conferire sostanza al film e soprattutto a personaggi che rischiavano di non cambiare di una virgola rispetto al primo capitolo. In questo modo, sono riuscita a godere come si deve degli omaggi ai videogame, alle serie televisive e alla fantascienza anni '80, delle comparsate d'eccezione e anche dello scontro finale col malvagio della pellicola, villain che è risultato lo stesso un po' deboluccio ma non totalmente disprezzabile. In tal senso, Kurt Russell è stata una scelta di casting azzeccata (nonostante il ringiovanimento iniziale al computer mi abbia devastata dalle risate) ma chi esce davvero a testa alta da tutta l'operazione, a differenza della povera Mantis trasformata in bimbo asiatica scema come un tacco e tolto Stallone a cui basta la sola presenza scenica per farmi pregare Gunn di dedicare un intero film al suo personaggio (oltre ad una pellicola tutta per Howard il papero, ça va sans dire), è un grandissimo Michael Rooker che, assieme a Rocket e Baby Groot, conquista le scene più memorabili dell'intera pellicola e si riconferma uno dei migliori caratteristi viventi. Detto questo, non vorrei che pensiate che il film non mi sia piaciuto, anzi. Torno a confermare ciò che ho scritto all'inizio, e cioè che Guardiani della Galassia Vol. 2 è un film che merita di essere visto innanzitutto per passare una serata divertentissima con tutta la famiglia (il film è adatto ai bambini, li farà impazzire) e poi perché stavolta la sfacciataggine di Gunn non ha limiti e tocca le corde degli amanti del trash in un modo che rende impossibile non volergli bene. Con buona pace di chi, come me, vorrebbe i film Marvel più simili a quel trionfo di Loganun po' meno brigittebardòbardò e un po' più "siam peccatori ma figli tuoi, o santa Vergine prega per noi". Ma diciamo che quei cazzoni dei Guardiani non li vedrei bene a deprimersi assieme al canadese artigliato e ai suoi umanissimi problemi.


Del regista e co-sceneggiatore James Gunn ho già parlato QUI. Chris Pratt (Peter Quill/Star-Lord), Zoe Saldana (Gamora), Dave Bautista (Drax), Vin Diesel (voce di Baby Groot), Bradley Cooper (voce di Rocket), Michael Rooker (Yondu), Karen Gillan (Nebula), Sylvester Stallone (Stakar Ogord), Kurt Russell (Ego), Elizabeth Debicki (Ayesha), Rob Zombie (uno dei Ravager), Seth Green (voce originale di Howard il papero), Ving Rhames (Charlie-22), Michael Rosenbaum (Martinex), Michelle Yeoh (Aleta Ogord), Jeff Goldblum (Grandmaster) e David Hasselhoff (Zardu Hasslefrau) li trovate invece ai rispettivi link.

Chris Sullivan interpreta Taserface. Americano, ha partecipato a film come Chi è senza colpa, Morgan e a serie come Stranger Things. Anche produttore e sceneggiatore, ha 37 anni e due film in uscita.


Sean Gunn interpreta Kraglin ed è l'attore che "sostituisce" Rocket sul set. Americano, fratello di James Gunn, ha partecipato a film come Tromeo & Juliet, Guardiani della galassia e a serie quali Angel, Una famiglia del terzo tipo, Una mamma per amica, Glee, Bones e Una mamma per amica: di nuovo insieme. Anche sceneggiatore e produttore, ha 43 anni e un film in uscita, Avengers: Infinity War.


La canadese Pom Clementieff, che interpreta Mantis, tornerà assieme al resto del cast nel già citato Avengers: Infinity War mentre tra le guest star della pellicola figurano nientemeno che Miley Cyrus come voce di Mainframe e ovviamente Stan Lee in quelli dell'astronauta. Tra gli attori rimasti fuori dal film figurano invece Gary Oldman, Viggo Mortensen, Christoph Waltz, Christopher Plummer, Max von Sydow e Liam Neeson, tutti papabili per il ruolo di Ego, rifiutato con certezza solo da Matthew McConaughey. Parliamo un attimo di continuity: Guardians of the Galaxy vol. 3 arriverà dopo Avengers: Infinity War e dovrebbe ragionevolmente coinvolgere il personaggio di Warlock, intravisto in una delle scene post credits del vol. 2 mentre pare che gli eventi di questo secondo capitolo della saga siano da collocare quattro anni prima di Infinity War e un anno prima di Age of Ultron. Per non saper né leggere né scrivere, prima della visione di Guardiani della Galassia vol. 2 consiglio quindi il recupero non solo di Guardiani della galassia ma anche di Iron ManIron Man 2ThorCaptain America - Il primo vendicatoreThe AvengersIron Man 3Thor: The Dark WorldCaptain America: The Winter SoldierAvengers: Age of Ultron , Ant-ManCaptain America: Civil War e Doctor Strange. ENJOY!

mercoledì 27 gennaio 2016

Creed - Nato per combattere (2015)

La strada verso gli Oscar mi ha portata in questi giorni ad incrociare anche Creed - Nato per vincere (Creed), diretto nel 2015 dal regista Ryan Coogler, film che vede Sylvester Stallone candidato come miglior attore non protagonista.


Trama: Adonis Johnson non è altri che il figlio del famosissimo pugile Apollo Creed e, come il padre, ha la boxe nel sangue. Deciso a farsi valere sul ring, il ragazzo va a Philadelphia alla ricerca del più grande avversario del padre, un Rocky Balboa ormai "in pensione"; il vecchio campione, dapprima titubante, decide di allenarlo ed aiutarlo a trovare la sua strada verso la gloria...


Io sono una dei pochi figli degli anni '80 a non essere cresciuta nel mito di Rocky. Per carità, i primi quattro li ho guardati come tutti i bambini/ragazzini dell'epoca (poche balle, noi si guardava quello che voleva papà e camminare!! Altro che pianti e strepiti isterici...) e come molti conosco a grandi linee il mito di Balboa, "Adriana, Adriana!!", "Io ti spiezzo in due", il tattattaratattaratattaratà che accompagnava i momenti topici della saga, le storiche nemesi Ivan Drago e soprattuttamente Apollo Creed ma a parte questo le vicissitudini del pugile italoamericano non sono mai diventate parte fondante della mia vita di cinefila. Ho quindi affrontato Creed senza un ripasso dei film precedenti, non ce l'avrei fatta né come tempo né come voglia, e soltanto in virtù della candidatura all'Oscar di Stallone, incuriosita dalla marea di recensioni positive arrivate non solo per la sua prova d'attore ma anche per la pellicola di Ryan Coogler. Che dire, non me ne sono affatto pentita; anzi, posso dire che, visto il mio background, Creed è un film enorme, perché riesce a coinvolgere emotivamente anche gli spettatori che non sono cresciuti a pane e Rocky. Estrapolata dal contesto (per quanto esso sia indispensabile), quella di Creed è la tipica ed esaltante storia di un talento grezzo che arriva a risplendere giustamente nell'Olimpo dei grandi in virtù della sua ferrea volontà e del desiderio di emergere non grazie alla scomoda eredità di un cognome, bensì come individuo unico ed insostituibile. Non solo: Creed è una grande storia di amicizia e rispetto, di uno scontro generazionale "onesto", di un rapporto assai simile a quello tra un padre e un figlio più che tra mentore e tutorato e la mente dello spettatore un minimo sensibile non può non correre automaticamente alla triste vicenda di Sage Stallone, morto a soli trentasei anni per arresto cardiaco lasciando il povero Sly devastato dal dolore.


A chi lo ha sempre definito "blocco di tufo" (affettuosamente l'ho fatto anche io) Stallone da uno schiaffo morale tornando a vestire i panni del suo personaggio più vero, un Rocky segnato dalla vita e dalla vecchiaia ma ancora indomito, fiero del suo passato e innamorato di quella Philadelphia che è praticamente uno dei personaggi fondamentali del film più che un mero sfondo. Stallone non si sottrae all'età che avanza, anzi, accetta di mostrarsi debole e malato senza patetismi ma con una commovente dignità (come direbbero I 400 calci: mannaggia a te, Sly, m'hai fatto sudare gli occhi!!) e duetta col protagonista del titolo mangiandogli spesso la scena. Adonis Johnson deve trovare la fama ed il successo senza rimanere all'ombra del famosissimo padre e il suo percorso è molto emozionante ma il cuore dello spettatore batte inevitabilmente per Rocky e il suo modo tra il burbero e il goffo di approcciarsi al figlio della sua nemesi e portarlo ai vertici della scena pugilistica; Michael B. Jordan ha il phisique du role e non è uno di quegli odiosi niggaH tamarri che spopolano al cinema ma il giovane non può ancora competere con un mostro come Stallone. D'altro canto però il combattimento finale tra Johnson e Ricky Conlan è mozzafiato e non si può non tifare per il bistrattato Johnson (alla fine tremavo, ve lo giuro!), così come non ci si può non commuovere davanti allo spettacolare ed intimo piano sequenza col quale è stato realizzato il primo combattimento in cui il protagonista viene accompagnato da Rocky in qualità di allenatore. Ryan Coogler ci sa fare moltissimo dietro la macchina da presa e questi virtuosismi, a differenza di quelli ben più blasonati e sicuramente più raffinati di registi come Iñarritu (cinefili, non chiedetemi quale film ho preferito tra Creed e Revenant, la risposta non vi piacerebbe!), superano la barriera degli occhi per arrivare dritti al cuore. Quindi bravo Coogler, bravo Michael B.Jordan, bravo Aaron Covington ma soprattutto bravo, bravissimo Stallone: se quest'anno non ti danno l'Oscar mandiamo tutti gli Expendables in spedizione punitiva a Los Angeles, tranquillo!


Di Sylvester Stallone, che interpreta Rocky Balboa ed è candidato all'Oscar come migliore attore non protagonista, ho già parlato QUI, mentre Graham McTavish, che interpreta Tommy Holiday, lo trovate QUA.

Ryan Coogler (vero nome Ryan Kyle Coogler) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Prossima fermata Fruitvale Station. Anche attore e produttore, ha 30 anni e dovrebbe essere il regista al quale verrà affidato il film su Pantera Nera nel 2018.


Michael B. Jordan (vero nome Michael Bakari Jordan) interpreta Adonis Johnson. Americano, ha partecipato a film come Chronicle, Prossima fermata Fruitvale Station, Fantastic 4 - I fantastici quattro e a serie come I Soprano, CSI - Scena del crimine, Cold Case, Bones e Dr. House. Anche produttore, ha 29 anni.


Tessa Thompson (vero nome Tessa Lynn Thompson) interpreta Bianca. Americana, ha partecipato a film come Chiamata da uno sconosciuto, Selma - La strada per la libertà e a serie come Cold Case, Veronica Mars, Grey's Anatomy, Heroes e 666 Park Avenue. Anche sceneggiatrice e produttrice, ha 33 anni e tre film in uscita.


Per la serie "Dove ho già visto questa faccia" Phylicia Rashad, che interpreta Mary Anne Creed, è stata per anni la Claire de I Robinson mentre Ritchie Coster, alias Pete Sporino, era l'abietto sindaco Chessani della seconda stagione di True Detective. Detto questo, se Creed vi fosse piaciuto recuperate in sequenza Rocky, Rocky II, Rocky III, Rocky IV, Rocky V e Rocky Balboa, aggiungendo magari anche Whiplash. ENJOY!

lunedì 11 gennaio 2016

Golden Globes 2016

Non starò a fare tanti preamboli: questo è un lunedì di merda per l'orribile notizia che riguarda l'adorato Duca Bianco, quindi scusatemi se il normale entusiasmo per i Golden Globes è stato definitivamente azzerato. Seguono un paio di commenti sui premi assegnati stanotte, scritti prima di conoscere la ferale notizia.


Miglior film - Drammatico
The Revenant (USA, 2015)
Dispiace molto per Mad Max - Fury Road ma sono straconvinta che The Revenant sarà una meraviglia, quindi attendo il 16 gennaio per confermare o meno le mie impressioni. Vittoria telefonatissima, ma ci sta.

Miglior film - Musical o commedia
The Martian
(USA/UK, 2015)
Purtroppo all'uscita cinematografica l'ho snobbato, ora urge recupero, anche solo per curiosità. Gli altri candidati, tolto La grande scommessa che ho adorato e di cui parlerò in settimana, non credo li guarderei neppure per sbaglio...


Miglior attore protagonista in un film drammatico
Leonardo Di Caprio in The Revenant
Altra vittoria telefonatissima. Che dire Leo, aspettiamo la solita disfatta dell'Oscar, ormai sei una barzelletta!



Miglior attrice protagonista in un film drammatico
Brie Larson in Room
Ci credete che non ho MAI sentito neppure nominare questa ragazza? Credo di aver visto solo Don Jon con lei e francamente non mi è rimasta impressa, eppure è riuscita a scalzare dal podio grandissimi nomi. Il film Room, che uscirà in Italia il 3 marzo, racconta del rapporto tra una madre e un figlio che non ha mai visto il mondo esterno. Dicono sia bellissimo, aspettiamolo con gioia dunque!


Miglior attore protagonista in un film musicale o commedia
Matt Damon in The Martian
Non vado matta per Damon e sinceramente avrei sperato in una vittoria di Steve Carell, meraviglioso ne La grande scommessa. Non si può aver tutto dalla vita purtroppo...


Miglior attrice protagonista in un film musicale o commedia
Jennifer Lawrence in Joy
Maronna se ha rotto le balle questa! Altro Globe telefonatissimo sul quale però non posso sindacare, non avendo visto le interpretazioni delle altre candidate.


Miglior attore non protagonista
Sylvester Stallone in Creed
Ma che, daVero? Muoio dal ridere ma sono anche contenta, via, evidentemente il vecchissimo Rocky colpisce ancora. Peccato però per Mark Rylance, che ne Il ponte delle spie è tantissima roba!



Miglior attrice non protagonista
Kate Winslet in Steve Jobs
Premesso che in un film biografico se vince l'attrice non protagonista significa che la biografia non ha raggiunto l'obiettivo prefissatosi, dichiaro che OGNI PREMIO NON ANDATO A THE HATEFUL EIGHT E' UN PREMIO SPRECATO. Ergo, cacca sulla Winslet e carezzine a Jennifer Jason Leigh.


Miglior regista
Alejandro Gonzáles Iñárritu
Altro Globe scontato ma permettetemi di piangere per Miller che, in virtù della sua età e del trionfo che ha girato, meritava il premio più di chiunque.


Miglior sceneggiatura
Aaron Sorkin per Steve Jobs
In virtù di ciò che ho detto sopra (vittoria della Winslet, cacca sulla stessa), Golden RUBATO a Quentin. Vergogna.


Miglior canzone originale
Writing's on the Wall di Sam Smith e James Napier, per il film Spectre
Non credo di averla mai sentita ma credo che tutto sia meglio di lovmilaiciudulovmilovmilaiciudu.

Miglior colonna sonora originale
The Hateful Eight di Ennio Morricone
No, dico, avevate dubbi?????

Come se l'avesse vinto lui <3
Miglior cartone animato
Inside Out (USA 2015)
Idem come sopra. Avevate dubbi? Anche se il film dei Peanuts era molto carino anche!


Miglior film straniero
Il figlio di Saul (Saul Fia, Ungheria 2015)
Come al solito, davanti al film straniero rimango in silenzio perché non ne conosco neppure uno. Il figlio di Saul però dovrebbe uscire il 21 gennaio anche da noi quindi potrei andarlo a vedere se mai decidessero di distribuirlo qui...


Due righe anche sulle serie TV, sulle quali come al solito non posso pronunciarmi visto che ne seguo pochissime. Mr. Robot, la serie sulla bocca di tutti, si conferma come da vedere e diventerà il mio prossimo recupero, anche in virtù della vittoria di Christian Slater. A sorpresa Lady Gaga vince come miglior attrice per American Horror Story Hotel (che non vince come miglior miniserie, ahimé, e cacca anche sulla mancata vittoria di Jamie Lee Curtis per Scream Queens!) e, per quanto le voglia bene, devo dire che il personaggio è stato creato apposta per il suo fisico ed il suo stile quindi avrei aspettato di vederla impegnata in un ruolo davvero difficile prima di premiarla con qualcosa di ambito come un Golden Globe. E con questo è tutto... ci si risente per gli Oscar! ENJOY!

mercoledì 10 settembre 2014

I mercenari 3 (2014)

Domenica sono andata a vedere l'unico film che MAI avrei osato perdere questa settimana, ovvero I mercenari 3 (The Expendables 3), diretto dal regista Patrick Hughes.


Trama: Barney e i suoi Expendables devono combattere contro un nemico proveniente direttamente dal loro passato...


Dopo quella meraviglia de I mercenari 2 era difficile che si potesse fare di meglio per quel che riguarda un film di questo genere e infatti I mercenari 3 è, brutto da dirsi, il peggiore della serie dedicata agli Expendables. I motivi sono molteplici, non ultimo l'inevitabile perdita di freschezza di un franchise che nasceva già vecchio in quanto celebrazione delle glorie action degli anni '80, ma a questo bisogna aggiungere anche un piglio più "serio" (sconsigliatissimo!!), un cocciuto desiderio di infilare mille guest star senza sfruttarne al meglio neanche una e, peggio, di strizzare l'occhio alle nuove generazioni creando un nuovo gruppetto di giovani Expendables dotati del carisma di un sacco di patate novelle.  Il risultato è un film troppo lungo dove i giovani prendono in giro i vecchi (battuta chiave: "non siamo più negli anni '80" - purtroppo, aggiungerei -), i vecchi si palleggiano battutine da caserma quando va bene o da pseudofidanzati quando va male, ci sono un sacco e mezzo di botti e ben poche botte, i livelli di tamarreide non vengono alimentati da quella goliardia che animava i primi due capitoli e, in generale, sembra davvero di vedere la libera uscita degli ospiti di Villa Arzilla, magari un po' più pompati. Cioé, mettetevi nei miei panni, fa male al cuore scrivere delle cose simili ma devo essere sincera: a fronte di una trama che OVVIAMENTE dev'essere una belinata incredibile, mi sono divertita MOLTO di più guardando le mercenarie della Asylum. Ne I mercenari 3 i momenti di vera tristezza sono troppi, troppe le volte in cui Stallone si ritaglia un orrendo primo piano in cui fissa il vuoto sconsolato, troppe le sequenze in cui i Mercenari cazzeggiano tristi rimpiangendo i bei vecchi tempi, troppo poche quelle in cui Lundgren fa il belinone e ancor meno quelle epiche dove, per dire, Van Damme calcia un coltello in petto al nemico o Chuck Norris sbaraglia un intero plotone. E tutto, fondamentalmente, perché? Perché Stallone mi ha gestito male il casting e il tempo dedicato ai singoli personaggi.


Dei giovani, inutili Expendables non voglio nemmeno parlare, mezz'ora persa a reclutare 'sti imberbi pupazzetti uno più insignificante e inutile dell'altro (c'è la biondina per le quote rosa, il fuciliere che non spara un colpo, il wannabe Uomo Ragno hacker che rimane appeso come un'oloturia nella tromba di un ascensore per TUTTA la battaglia finale, il cretinetti che scorazza sulla moto rigorosamente COL CASCO) quando si poteva almeno far tirare un calcetto al povero, bistrattato Jet Li e rendere molto ma molto più badass uno Schwarzenegger ormai più largo che lungo. Le new entries tra i vecchi non sarebbero neanche male, a dir la verità. Mel Gibson ormai è perfetto nel ruolo del villain, è palesemente l'unico assieme a Banderas a saper recitare e, soprattutto, è anche il solo ad essere rimasto un figo vero, con un fisico della Madonna; il già citato Banderas è simpatico ma ormai non mi ingrifa più nemmeno quando usa la mitraglietta con una mano sola gigioneggiando come se non ci fosse un domani, visto che 'sti maledetti me lo conciano come un vecchio pastore sardo e lo rendono talmente scemo che gli manca solo la gallina RRRRrrosita per concludere degnamente l'operazione; per finire, Harrison Ford ormai non è più Han Solo ma Han Vecchio, sembra il nonno brutto di Sean Connery e mi chiedo come diamine sia possibile visto che Giancarlo Giannini ha la sua stessa età e al confronto sembra un giovincello (mi spiace ma sostituire Willis con Ford non è stata una mossa né furba né elegante, Sly. Sallo.). Ah, stavo per dimenticarmi Wesley Snipes, inqualificabile per bruttezza e stupidità del personaggio sotto ogni punto di vista, tanto che sarebbe stato meglio lasciarlo in quella prigione dove ha giaciuto negli ultimi anni. Cosa salvo dunque di questi Mercenari 3? Beh, ovviamente tutto il cucuzzaro di tamarraggine, la piacioneria disarmante di Banderas, l'infantilità di Lundgren, il sigaro di Schwarznegger, Come With Me Now dei Kongos, l'apparizione di Robert Davi e soprattutto la battuta "Io sono L'Aia", l'unica in grado di spingermi all'applauso. Il resto sta rischiando di diventare noia. E non ho detto gioia. Sly, ti prego, vai in pensione prima di spezzarmi il cuore e costringermi a scrivere una recensione veramente negativa.


Di Sylvester Stallone (anche sceneggiatore oltre che interprete di Barney Ross), Jason Statham (Christmas), Harrison Ford (Drummer), Arnold Schwarzenegger (Trench), Mel Gibson (Stonebanks), Dolph Lundgren (Gunner Jensen), Terry Crews (Caesar), Antonio Banderas (Galgo) e  Jet Li (Yin Yang) ho già parlato nei rispettivi link.

Patrick Hughes è il regista della pellicola. Australiano, ha diretto il film Red Hill. Anche sceneggiatore e produttore, ha 36 anni e un film in uscita.


Wesley Snipes interpreta Doc. Americano, lo ricordo per film come Mo' Better Blues, Jungle Fever, Chi non salta bianco è, Demolition Man, A Wong Foo grazie di tutto! Julie Newmar, The Fan - Il mito, Blade, Blade II e Blade: Trinity; inoltre, ha partecipato a serie come Miami Vice e The Bernie Mac Show. Anche produttore e stuntman, ha 52 anni e un film in uscita.


Kelsey Grammer (vero nome Allen Kelsey Grammer) interpreta Bonaparte. Americano, lo ricordo per film come Giù le mani dal mio periscopio, 15 minuti - Follia omicida a New York, X-Men - Conflitto finale, X-Men - Giorni di un futuro passato e soprattutto per serie come Cin cin, Frasier, Medium e 30 Rock. Ha lavorato anche come doppiatore nei film Anastasia, Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa e presta la voce a Telespalla Bob ne I Simpson. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 59 anni e quattro film in uscita.


Kellan Lutz interpreta Smilee. Americano, ha partecipato a tutti i film della serie Twilight nei panni di Emmett Cullen, ad altre pellicole come Che la fine abbia inizio e Nightmare e a serie come Beautiful, CSI: NY, Six Feet Under, CSI - Scena del crimine, Heroes, 90210 e 30 Rock. Anche produttore e stuntman, ha 29 anni e un film in uscita.


Robert Davi interpreta Goran Vata. Americano, lo ricordo per film come I Goonies, Trappola di cristallo, Maniac Cop - Il poliziotto maniaco, Predator 2 e Il figlio della Pantera Rosa, inoltre ha partecipato a serie come Charlie's Angels, L'incredibile Hulk, Dinasty, A-Team, Hunter, Jarod il camaleonte, Nip/Tuck, Criminal Minds e CSI - Scena del crimine. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 63 anni e undici film in uscita.


Parliamo un po' dei giovinastri che infestano il film e del motivo per cui Stallone li ha convocati. A parte il più famoso Kellan Lutz abbiamo nell'ordine Glen Powell (Thorn) che è l'unica vera incognita, nel senso che lui e l'action sembrano vivere su due mondi paralleli, il campione di boxe Victor Ortiz (Mars) messo chissà perché a fare il fuciliere senza lasciargli menare nemmeno un pugno e la bionda Ronda Rousey (Luna) che, da sola, credo potrebbe prendere a calcinculo tutti gli Expendables in quanto campionessa olimpionica di judo ed esperta di arti marziali miste. Scelte di casting abbastanza loffie, se mi è concesso, un po' come loffia è stata la scelta di Bruce Willis di non partecipare, cosa che lo ha portato a beccarsi una botta di "pigro e avido" su Twitter nonché insulti sparsi qua e là nel film. Giusto rifiuto è stato invece quello di Mel Gibson, a cui era stata offerta la possibilità di dirigere il film, non solo di parteciparvi; picche anche da parte di Steven Seagal, Mickey Rourke, Jackie Chan (che giustamente non aveva voglia di fare la figura barbina di Jet Li per cinque minuti scarsi) e Nicolas Cage, sostituito da Kelsey Grammer, mentre Wesley Snipes avrebbe dovuto interpretare Caesar già nel primo Expendables ma era stato costretto a rifiutare per i suoi problemi con la giustizia fiscale USA (problemi tra l'altro citati in un dialogo de I mercenari 3). Detto questo, preparatevi perché The Expendables 4, salvo morti improvvise, dovrebbe farsi e molto probabilmente stavolta Jackie Chan e Pierce Brosnan saranno della partita. Io ho già paura, e voi? Nell'attesa, se I mercenari 3 vi fosse piaciuto recuperate, neanche a dirlo, I mercenari, I mercenari 2 e Mercenaries. ENJOY!!

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