martedì 26 settembre 2023
I mercen4ri - Expendables (2023)
sabato 3 dicembre 2022
Samaritan (2022)
martedì 17 agosto 2021
The Suicide Squad - Missione suicida (2021)
Quale modo migliore per festeggiare la riapertura del multisala di Savona se non andando a vedere The Suicide Squad - Missione suicida (The Suicide Squad), diretto e sceneggiato dal regista James Gunn?
Trama: il governo americano riunisce la squadra di antieroi nota come Suicide Squad per recuperare una pericolosissima arma da un piccolo paese del Sud America...
Ci sarebbero poi da scrivere righe intere sullo stile di Gunn, ovviamente, sul profumo di B-Movie che la patina glamour dei grandi nomi e dei bellissimi effetti speciali non riesce a nascondere del tutto, ma anche sulla raffinatezza con cui, per esempio, uno dei confronti più importanti del film viene mostrato riflesso su un lucidissimo elmo (abbandonato per un motivo ben preciso) invece che inquadrato direttamente. Eredi diretti dei b-movie sono in primis Starro, colorato ed esageratissimo eppure lo stesso capace di fare rabbrividire per il terribile destino riservato alle sue vittime, ma in generale tutto lo stuolo di "cattivi" lo è, popolato com'è di personaggi che non avrebbero affatto sfigurato in un action anni '80 fatto di militari spietati, ribelli sudaticci e Paesi dai nomi inventati; l'intera sequenza in cui Bloodsport e soci si addentrano nella giungla mentre lui e Peacemaker si sfidano con omicidi sempre più elaborati avrebbe fatto invidia sì a Schwarzenegger e Stallone ma soprattutto ai più trash Norris, Seagal e Van Damme, mentre il presidente belloccio "col mostro tra le gambe" è l'ennesimo sbeffeggiamento a quel genere di boss finali che nei vecchi film di cassetta avrebbe messo in scacco i nostri eroi nell'ultimo confronto prima di venire brutalmente sconfitto. E non vogliamo parlare dei membri della Suicide Squad? Uno più esilarante e interessante dell'altro, tutti in grado di non sfigurare davanti all'ormai "solita" Harley Queen, con Idris Elba che calcioruota fino allo spazio siderale quel mollusco di Will Smith e Polka-Dot Man che, assieme alla sua mamma, diventa il personaggio più adorabile di tutto il film, degnamente accompagnati dai "soliti" caratteristi che ormai Gunn si porta giustamente dietro ovunque e da un paio di new entries deliziose, tra le quali la carinissima Ratcatcher 2, lenta a rapire il cuore dello spettatore ma capacissima di non lasciarlo più andare. Voto dieci allo splatter esagerato e alla bella colonna sonora (la vittoria spetta alla nenia à la Rosemary's Baby che accompagna la visita all'acquario del meraviglioso King Shark e che, onestamente, avrei detto appartenere a qualche horror anni '70 mentre invece è stata composta per il film) mentre se dovessi per forza trovare un difetto segnerei un paio di forzatissimi e ridicoli dialoghi a base di volgarità assortite e poi SPOILER macheccazzovipareilcasodifaremorirecosìMichaelRookerlWeaselBoomermaddaiporcoddue! FINESPOILER Molto poco per non richiedere a gran voce James Gunn dietro ad ogni singolo film DC da ora e per sempre.
Del regista e sceneggiatore James Gunn ho già parlato QUI. Michael Rooker (Savant), Viola Davis (Amanda Waller), Nathan Fillion (T.D.K.), Sean Gunn (Weasel/Calendar Man), Margot Robbie (Harley Quinn), Idris Elba (Bloodsport), David Dastmalchian (Polka-Dot Man), Sylvester Stallone (voce originale di King Shark), Alice Braga (Sol Soria), Peter Capaldi (Thinker) e Taika Waititi (Ratcatcher) li trovate invece ai rispettivi link.
Joel Kinnaman interpreta Rick Flag. Svedese, ha partecipato a film come Millenium - Uomini che odiano le donne e Suicide Squad. Ha 42 anni.
mercoledì 3 maggio 2017
Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)
PENSIERINO PRE-POST 2: Invece di sottotitolare i titoli di testa, che è una cosa inguardabile, preoccupatevi di mettere in bocca a Stallone un congiuntivo, altrimenti il povero Amendola mi si rivolta nella tomba. Vergogna al quadrato.
Sono fuori allenamento e ancora un po' preda dei fumi del sake nipponico quindi non so come uscirà fuori questo post su Guardiani della Galassia Vol. 2 (Guardians of the Galaxy Vol. 2), diretto e co-sceneggiato dal regista James Gunn e visto appena tornata dalla vacanza giapponese, dopo un bel merendino del primo maggio. Sopportate qualunque delirio, please.
Trama: Peter Quill, alias Star-Lord, incontra il suo vero padre proprio quando i Guardiani della Galassia sono in guerra con i Sovereign, decisi a uccidere Peter e compagnia a causa di un furto compiuto dal procione Rocket...
Può non piacere lo stile demenziale ma è indubbio che Guardiani della Galassia, arrivato al secondo capitolo, sia probabilmente l'unica "serie" all'interno del MCU capace di imprimersi nella memoria degli spettatori per alcune caratteristiche che lo differenziano dai suoi fratellini cinematografici e non sarà facile per Anthony e Joe Russo, né soprattutto per gli sceneggiatori di Avengers: Infinity War, ritagliare all'interno del film uno spazietto riconoscibile per Star-Lord e compagnia. Meno frenato rispetto al primo capitolo, James Gunn in questo vol. 2 del suo Awesome Mix è riuscito a spingere ancor più l'acceleratore del camp e del trash, sia visivamente che per quel che riguarda dialoghi e sceneggiatura, senza dimenticare però di regalare allo spettatore un degnissimo film di avventura e, soprattutto, inserendolo elegantemente nella continuity del MCU con una serie di rimandi, scene post credits e dettagli che probabilmente saranno stati colti nella loro interezza solo da un Marvel fan all'ultimo stadio o da un espertone come il Dottor Manhattan. Il che, intendiamoci, non è garanzia di un film interamente riuscito, eh. Diciamo anzi che Guardiani della galassia vol. 2 ha tanti difetti quante sono le stelle in cielo (o i pianeti nella Galassia), soprattutto nel primo tempo, durante il quale ho pensato troppo spesso alle ormai storiche recensioni di Leo Ortolani. La prima parte del Vol. 2 è infatti un lungo film comico-demenziale, niente di più, niente di meno. Divertente, fatto di dialoghi brillanti, tempi comici perfetti, momenti esilaranti durante i quali Drax e Baby Groot diventano gran mattatori, soprattutto quando il primo interagisce con Star-Lord o Mantix, ma purtroppo anche zeppo di sequenze in cui il momento che dovrebbe essere serio diventa una cialtronata, un po' come se durante La scelta di Sophie entrasse di corsa Boldi a scoreggiare, lasciando lo spettatore come minimo perplesso. Mi sono ritrovata spesso a sorridere indulgente più che a spaccarmi di risate, pensando "sì, haha, però adesso vogliamo tirar fuori un po' di ciccia?" e anche se il mio cervellino di scimmia è stato blandito dalla presenza di Hasselhoff, Howard il papero e una colonna sonora bellissima (ah, l'adorata Brandy, ah, l'adoratissima My Sweet Lord) ammetto che alla fine del primo tempo avevo sulla testa un punto interrogativo grosso come una casa.
Per fortuna, nel secondo tempo Gunn riesce a cambiare un po' registro, puntando su alcuni confronti emozionanti (quello tra Gamora e Nebula ma soprattutto quello tra Rocket e Yondu), su interessanti ragionamenti legati al termine "famiglia" e su un paio di momenti realmente commoventi, ingredienti necessari a conferire sostanza al film e soprattutto a personaggi che rischiavano di non cambiare di una virgola rispetto al primo capitolo. In questo modo, sono riuscita a godere come si deve degli omaggi ai videogame, alle serie televisive e alla fantascienza anni '80, delle comparsate d'eccezione e anche dello scontro finale col malvagio della pellicola, villain che è risultato lo stesso un po' deboluccio ma non totalmente disprezzabile. In tal senso, Kurt Russell è stata una scelta di casting azzeccata (nonostante il ringiovanimento iniziale al computer mi abbia devastata dalle risate) ma chi esce davvero a testa alta da tutta l'operazione, a differenza della povera Mantis trasformata in bimbo asiatica scema come un tacco e tolto Stallone a cui basta la sola presenza scenica per farmi pregare Gunn di dedicare un intero film al suo personaggio (oltre ad una pellicola tutta per Howard il papero, ça va sans dire), è un grandissimo Michael Rooker che, assieme a Rocket e Baby Groot, conquista le scene più memorabili dell'intera pellicola e si riconferma uno dei migliori caratteristi viventi. Detto questo, non vorrei che pensiate che il film non mi sia piaciuto, anzi. Torno a confermare ciò che ho scritto all'inizio, e cioè che Guardiani della Galassia Vol. 2 è un film che merita di essere visto innanzitutto per passare una serata divertentissima con tutta la famiglia (il film è adatto ai bambini, li farà impazzire) e poi perché stavolta la sfacciataggine di Gunn non ha limiti e tocca le corde degli amanti del trash in un modo che rende impossibile non volergli bene. Con buona pace di chi, come me, vorrebbe i film Marvel più simili a quel trionfo di Logan, un po' meno brigittebardòbardò e un po' più "siam peccatori ma figli tuoi, o santa Vergine prega per noi". Ma diciamo che quei cazzoni dei Guardiani non li vedrei bene a deprimersi assieme al canadese artigliato e ai suoi umanissimi problemi.
Del regista e co-sceneggiatore James Gunn ho già parlato QUI. Chris Pratt (Peter Quill/Star-Lord), Zoe Saldana (Gamora), Dave Bautista (Drax), Vin Diesel (voce di Baby Groot), Bradley Cooper (voce di Rocket), Michael Rooker (Yondu), Karen Gillan (Nebula), Sylvester Stallone (Stakar Ogord), Kurt Russell (Ego), Elizabeth Debicki (Ayesha), Rob Zombie (uno dei Ravager), Seth Green (voce originale di Howard il papero), Ving Rhames (Charlie-22), Michael Rosenbaum (Martinex), Michelle Yeoh (Aleta Ogord), Jeff Goldblum (Grandmaster) e David Hasselhoff (Zardu Hasslefrau) li trovate invece ai rispettivi link.
Chris Sullivan interpreta Taserface. Americano, ha partecipato a film come Chi è senza colpa, Morgan e a serie come Stranger Things. Anche produttore e sceneggiatore, ha 37 anni e due film in uscita.
Sean Gunn interpreta Kraglin ed è l'attore che "sostituisce" Rocket sul set. Americano, fratello di James Gunn, ha partecipato a film come Tromeo & Juliet, Guardiani della galassia e a serie quali Angel, Una famiglia del terzo tipo, Una mamma per amica, Glee, Bones e Una mamma per amica: di nuovo insieme. Anche sceneggiatore e produttore, ha 43 anni e un film in uscita, Avengers: Infinity War.
La canadese Pom Clementieff, che interpreta Mantis, tornerà assieme al resto del cast nel già citato Avengers: Infinity War mentre tra le guest star della pellicola figurano nientemeno che Miley Cyrus come voce di Mainframe e ovviamente Stan Lee in quelli dell'astronauta. Tra gli attori rimasti fuori dal film figurano invece Gary Oldman, Viggo Mortensen, Christoph Waltz, Christopher Plummer, Max von Sydow e Liam Neeson, tutti papabili per il ruolo di Ego, rifiutato con certezza solo da Matthew McConaughey. Parliamo un attimo di continuity: Guardians of the Galaxy vol. 3 arriverà dopo Avengers: Infinity War e dovrebbe ragionevolmente coinvolgere il personaggio di Warlock, intravisto in una delle scene post credits del vol. 2 mentre pare che gli eventi di questo secondo capitolo della saga siano da collocare quattro anni prima di Infinity War e un anno prima di Age of Ultron. Per non saper né leggere né scrivere, prima della visione di Guardiani della Galassia vol. 2 consiglio quindi il recupero non solo di Guardiani della galassia ma anche di Iron Man, Iron Man 2, Thor, Captain America - Il primo vendicatore, The Avengers, Iron Man 3, Thor: The Dark World, Captain America: The Winter Soldier, Avengers: Age of Ultron , Ant-Man, Captain America: Civil War e Doctor Strange. ENJOY!
mercoledì 27 gennaio 2016
Creed - Nato per combattere (2015)
Trama: Adonis Johnson non è altri che il figlio del famosissimo pugile Apollo Creed e, come il padre, ha la boxe nel sangue. Deciso a farsi valere sul ring, il ragazzo va a Philadelphia alla ricerca del più grande avversario del padre, un Rocky Balboa ormai "in pensione"; il vecchio campione, dapprima titubante, decide di allenarlo ed aiutarlo a trovare la sua strada verso la gloria...
Io sono una dei pochi figli degli anni '80 a non essere cresciuta nel mito di Rocky. Per carità, i primi quattro li ho guardati come tutti i bambini/ragazzini dell'epoca (poche balle, noi si guardava quello che voleva papà e camminare!! Altro che pianti e strepiti isterici...) e come molti conosco a grandi linee il mito di Balboa, "Adriana, Adriana!!", "Io ti spiezzo in due", il tattattaratattaratattaratà che accompagnava i momenti topici della saga, le storiche nemesi Ivan Drago e soprattuttamente Apollo Creed ma a parte questo le vicissitudini del pugile italoamericano non sono mai diventate parte fondante della mia vita di cinefila. Ho quindi affrontato Creed senza un ripasso dei film precedenti, non ce l'avrei fatta né come tempo né come voglia, e soltanto in virtù della candidatura all'Oscar di Stallone, incuriosita dalla marea di recensioni positive arrivate non solo per la sua prova d'attore ma anche per la pellicola di Ryan Coogler. Che dire, non me ne sono affatto pentita; anzi, posso dire che, visto il mio background, Creed è un film enorme, perché riesce a coinvolgere emotivamente anche gli spettatori che non sono cresciuti a pane e Rocky. Estrapolata dal contesto (per quanto esso sia indispensabile), quella di Creed è la tipica ed esaltante storia di un talento grezzo che arriva a risplendere giustamente nell'Olimpo dei grandi in virtù della sua ferrea volontà e del desiderio di emergere non grazie alla scomoda eredità di un cognome, bensì come individuo unico ed insostituibile. Non solo: Creed è una grande storia di amicizia e rispetto, di uno scontro generazionale "onesto", di un rapporto assai simile a quello tra un padre e un figlio più che tra mentore e tutorato e la mente dello spettatore un minimo sensibile non può non correre automaticamente alla triste vicenda di Sage Stallone, morto a soli trentasei anni per arresto cardiaco lasciando il povero Sly devastato dal dolore.
A chi lo ha sempre definito "blocco di tufo" (affettuosamente l'ho fatto anche io) Stallone da uno schiaffo morale tornando a vestire i panni del suo personaggio più vero, un Rocky segnato dalla vita e dalla vecchiaia ma ancora indomito, fiero del suo passato e innamorato di quella Philadelphia che è praticamente uno dei personaggi fondamentali del film più che un mero sfondo. Stallone non si sottrae all'età che avanza, anzi, accetta di mostrarsi debole e malato senza patetismi ma con una commovente dignità (come direbbero I 400 calci: mannaggia a te, Sly, m'hai fatto sudare gli occhi!!) e duetta col protagonista del titolo mangiandogli spesso la scena. Adonis Johnson deve trovare la fama ed il successo senza rimanere all'ombra del famosissimo padre e il suo percorso è molto emozionante ma il cuore dello spettatore batte inevitabilmente per Rocky e il suo modo tra il burbero e il goffo di approcciarsi al figlio della sua nemesi e portarlo ai vertici della scena pugilistica; Michael B. Jordan ha il phisique du role e non è uno di quegli odiosi niggaH tamarri che spopolano al cinema ma il giovane non può ancora competere con un mostro come Stallone. D'altro canto però il combattimento finale tra Johnson e Ricky Conlan è mozzafiato e non si può non tifare per il bistrattato Johnson (alla fine tremavo, ve lo giuro!), così come non ci si può non commuovere davanti allo spettacolare ed intimo piano sequenza col quale è stato realizzato il primo combattimento in cui il protagonista viene accompagnato da Rocky in qualità di allenatore. Ryan Coogler ci sa fare moltissimo dietro la macchina da presa e questi virtuosismi, a differenza di quelli ben più blasonati e sicuramente più raffinati di registi come Iñarritu (cinefili, non chiedetemi quale film ho preferito tra Creed e Revenant, la risposta non vi piacerebbe!), superano la barriera degli occhi per arrivare dritti al cuore. Quindi bravo Coogler, bravo Michael B.Jordan, bravo Aaron Covington ma soprattutto bravo, bravissimo Stallone: se quest'anno non ti danno l'Oscar mandiamo tutti gli Expendables in spedizione punitiva a Los Angeles, tranquillo!
Di Sylvester Stallone, che interpreta Rocky Balboa ed è candidato all'Oscar come migliore attore non protagonista, ho già parlato QUI, mentre Graham McTavish, che interpreta Tommy Holiday, lo trovate QUA.
Ryan Coogler (vero nome Ryan Kyle Coogler) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Prossima fermata Fruitvale Station. Anche attore e produttore, ha 30 anni e dovrebbe essere il regista al quale verrà affidato il film su Pantera Nera nel 2018.
Michael B. Jordan (vero nome Michael Bakari Jordan) interpreta Adonis Johnson. Americano, ha partecipato a film come Chronicle, Prossima fermata Fruitvale Station, Fantastic 4 - I fantastici quattro e a serie come I Soprano, CSI - Scena del crimine, Cold Case, Bones e Dr. House. Anche produttore, ha 29 anni.
Tessa Thompson (vero nome Tessa Lynn Thompson) interpreta Bianca. Americana, ha partecipato a film come Chiamata da uno sconosciuto, Selma - La strada per la libertà e a serie come Cold Case, Veronica Mars, Grey's Anatomy, Heroes e 666 Park Avenue. Anche sceneggiatrice e produttrice, ha 33 anni e tre film in uscita.
Per la serie "Dove ho già visto questa faccia" Phylicia Rashad, che interpreta Mary Anne Creed, è stata per anni la Claire de I Robinson mentre Ritchie Coster, alias Pete Sporino, era l'abietto sindaco Chessani della seconda stagione di True Detective. Detto questo, se Creed vi fosse piaciuto recuperate in sequenza Rocky, Rocky II, Rocky III, Rocky IV, Rocky V e Rocky Balboa, aggiungendo magari anche Whiplash. ENJOY!
lunedì 11 gennaio 2016
Golden Globes 2016
Miglior film - Drammatico
The Revenant (USA, 2015)
Dispiace molto per Mad Max - Fury Road ma sono straconvinta che The Revenant sarà una meraviglia, quindi attendo il 16 gennaio per confermare o meno le mie impressioni. Vittoria telefonatissima, ma ci sta.
Miglior film - Musical o commedia
The Martian (USA/UK, 2015)
Purtroppo all'uscita cinematografica l'ho snobbato, ora urge recupero, anche solo per curiosità. Gli altri candidati, tolto La grande scommessa che ho adorato e di cui parlerò in settimana, non credo li guarderei neppure per sbaglio...
Miglior attore protagonista in un film drammatico
Leonardo Di Caprio in The Revenant
Altra vittoria telefonatissima. Che dire Leo, aspettiamo la solita disfatta dell'Oscar, ormai sei una barzelletta!
Miglior attrice protagonista in un film drammatico
Brie Larson in Room
Ci credete che non ho MAI sentito neppure nominare questa ragazza? Credo di aver visto solo Don Jon con lei e francamente non mi è rimasta impressa, eppure è riuscita a scalzare dal podio grandissimi nomi. Il film Room, che uscirà in Italia il 3 marzo, racconta del rapporto tra una madre e un figlio che non ha mai visto il mondo esterno. Dicono sia bellissimo, aspettiamolo con gioia dunque!
Miglior attore protagonista in un film musicale o commedia
Matt Damon in The Martian
Non vado matta per Damon e sinceramente avrei sperato in una vittoria di Steve Carell, meraviglioso ne La grande scommessa. Non si può aver tutto dalla vita purtroppo...
Miglior attrice protagonista in un film musicale o commedia
Jennifer Lawrence in Joy
Maronna se ha rotto le balle questa! Altro Globe telefonatissimo sul quale però non posso sindacare, non avendo visto le interpretazioni delle altre candidate.
Miglior attore non protagonista
Sylvester Stallone in Creed
Ma che, daVero? Muoio dal ridere ma sono anche contenta, via, evidentemente il vecchissimo Rocky colpisce ancora. Peccato però per Mark Rylance, che ne Il ponte delle spie è tantissima roba!
Miglior attrice non protagonista
Kate Winslet in Steve Jobs
Premesso che in un film biografico se vince l'attrice non protagonista significa che la biografia non ha raggiunto l'obiettivo prefissatosi, dichiaro che OGNI PREMIO NON ANDATO A THE HATEFUL EIGHT E' UN PREMIO SPRECATO. Ergo, cacca sulla Winslet e carezzine a Jennifer Jason Leigh.
Miglior regista
Alejandro Gonzáles Iñárritu
Altro Globe scontato ma permettetemi di piangere per Miller che, in virtù della sua età e del trionfo che ha girato, meritava il premio più di chiunque.
Miglior sceneggiatura
Aaron Sorkin per Steve Jobs
In virtù di ciò che ho detto sopra (vittoria della Winslet, cacca sulla stessa), Golden RUBATO a Quentin. Vergogna.
Miglior canzone originale
Writing's on the Wall di Sam Smith e James Napier, per il film Spectre
Non credo di averla mai sentita ma credo che tutto sia meglio di lovmilaiciudulovmilovmilaiciudu.
Miglior colonna sonora originale
The Hateful Eight di Ennio Morricone
No, dico, avevate dubbi?????
Come se l'avesse vinto lui <3 |
Inside Out (USA 2015)
Idem come sopra. Avevate dubbi? Anche se il film dei Peanuts era molto carino anche!
Miglior film straniero
Il figlio di Saul (Saul Fia, Ungheria 2015)
Come al solito, davanti al film straniero rimango in silenzio perché non ne conosco neppure uno. Il figlio di Saul però dovrebbe uscire il 21 gennaio anche da noi quindi potrei andarlo a vedere se mai decidessero di distribuirlo qui...
Due righe anche sulle serie TV, sulle quali come al solito non posso pronunciarmi visto che ne seguo pochissime. Mr. Robot, la serie sulla bocca di tutti, si conferma come da vedere e diventerà il mio prossimo recupero, anche in virtù della vittoria di Christian Slater. A sorpresa Lady Gaga vince come miglior attrice per American Horror Story Hotel (che non vince come miglior miniserie, ahimé, e cacca anche sulla mancata vittoria di Jamie Lee Curtis per Scream Queens!) e, per quanto le voglia bene, devo dire che il personaggio è stato creato apposta per il suo fisico ed il suo stile quindi avrei aspettato di vederla impegnata in un ruolo davvero difficile prima di premiarla con qualcosa di ambito come un Golden Globe. E con questo è tutto... ci si risente per gli Oscar! ENJOY!
mercoledì 10 settembre 2014
I mercenari 3 (2014)
Trama: Barney e i suoi Expendables devono combattere contro un nemico proveniente direttamente dal loro passato...
Dopo quella meraviglia de I mercenari 2 era difficile che si potesse fare di meglio per quel che riguarda un film di questo genere e infatti I mercenari 3 è, brutto da dirsi, il peggiore della serie dedicata agli Expendables. I motivi sono molteplici, non ultimo l'inevitabile perdita di freschezza di un franchise che nasceva già vecchio in quanto celebrazione delle glorie action degli anni '80, ma a questo bisogna aggiungere anche un piglio più "serio" (sconsigliatissimo!!), un cocciuto desiderio di infilare mille guest star senza sfruttarne al meglio neanche una e, peggio, di strizzare l'occhio alle nuove generazioni creando un nuovo gruppetto di giovani Expendables dotati del carisma di un sacco di patate novelle. Il risultato è un film troppo lungo dove i giovani prendono in giro i vecchi (battuta chiave: "non siamo più negli anni '80" - purtroppo, aggiungerei -), i vecchi si palleggiano battutine da caserma quando va bene o da pseudofidanzati quando va male, ci sono un sacco e mezzo di botti e ben poche botte, i livelli di tamarreide non vengono alimentati da quella goliardia che animava i primi due capitoli e, in generale, sembra davvero di vedere la libera uscita degli ospiti di Villa Arzilla, magari un po' più pompati. Cioé, mettetevi nei miei panni, fa male al cuore scrivere delle cose simili ma devo essere sincera: a fronte di una trama che OVVIAMENTE dev'essere una belinata incredibile, mi sono divertita MOLTO di più guardando le mercenarie della Asylum. Ne I mercenari 3 i momenti di vera tristezza sono troppi, troppe le volte in cui Stallone si ritaglia un orrendo primo piano in cui fissa il vuoto sconsolato, troppe le sequenze in cui i Mercenari cazzeggiano tristi rimpiangendo i bei vecchi tempi, troppo poche quelle in cui Lundgren fa il belinone e ancor meno quelle epiche dove, per dire, Van Damme calcia un coltello in petto al nemico o Chuck Norris sbaraglia un intero plotone. E tutto, fondamentalmente, perché? Perché Stallone mi ha gestito male il casting e il tempo dedicato ai singoli personaggi.
Dei giovani, inutili Expendables non voglio nemmeno parlare, mezz'ora persa a reclutare 'sti imberbi pupazzetti uno più insignificante e inutile dell'altro (c'è la biondina per le quote rosa, il fuciliere che non spara un colpo, il wannabe Uomo Ragno hacker che rimane appeso come un'oloturia nella tromba di un ascensore per TUTTA la battaglia finale, il cretinetti che scorazza sulla moto rigorosamente COL CASCO) quando si poteva almeno far tirare un calcetto al povero, bistrattato Jet Li e rendere molto ma molto più badass uno Schwarzenegger ormai più largo che lungo. Le new entries tra i vecchi non sarebbero neanche male, a dir la verità. Mel Gibson ormai è perfetto nel ruolo del villain, è palesemente l'unico assieme a Banderas a saper recitare e, soprattutto, è anche il solo ad essere rimasto un figo vero, con un fisico della Madonna; il già citato Banderas è simpatico ma ormai non mi ingrifa più nemmeno quando usa la mitraglietta con una mano sola gigioneggiando come se non ci fosse un domani, visto che 'sti maledetti me lo conciano come un vecchio pastore sardo e lo rendono talmente scemo che gli manca solo la gallina RRRRrrosita per concludere degnamente l'operazione; per finire, Harrison Ford ormai non è più Han Solo ma Han Vecchio, sembra il nonno brutto di Sean Connery e mi chiedo come diamine sia possibile visto che Giancarlo Giannini ha la sua stessa età e al confronto sembra un giovincello (mi spiace ma sostituire Willis con Ford non è stata una mossa né furba né elegante, Sly. Sallo.). Ah, stavo per dimenticarmi Wesley Snipes, inqualificabile per bruttezza e stupidità del personaggio sotto ogni punto di vista, tanto che sarebbe stato meglio lasciarlo in quella prigione dove ha giaciuto negli ultimi anni. Cosa salvo dunque di questi Mercenari 3? Beh, ovviamente tutto il cucuzzaro di tamarraggine, la piacioneria disarmante di Banderas, l'infantilità di Lundgren, il sigaro di Schwarznegger, Come With Me Now dei Kongos, l'apparizione di Robert Davi e soprattutto la battuta "Io sono L'Aia", l'unica in grado di spingermi all'applauso. Il resto sta rischiando di diventare noia. E non ho detto gioia. Sly, ti prego, vai in pensione prima di spezzarmi il cuore e costringermi a scrivere una recensione veramente negativa.
Di Sylvester Stallone (anche sceneggiatore oltre che interprete di Barney Ross), Jason Statham (Christmas), Harrison Ford (Drummer), Arnold Schwarzenegger (Trench), Mel Gibson (Stonebanks), Dolph Lundgren (Gunner Jensen), Terry Crews (Caesar), Antonio Banderas (Galgo) e Jet Li (Yin Yang) ho già parlato nei rispettivi link.
Patrick Hughes è il regista della pellicola. Australiano, ha diretto il film Red Hill. Anche sceneggiatore e produttore, ha 36 anni e un film in uscita.
Wesley Snipes interpreta Doc. Americano, lo ricordo per film come Mo' Better Blues, Jungle Fever, Chi non salta bianco è, Demolition Man, A Wong Foo grazie di tutto! Julie Newmar, The Fan - Il mito, Blade, Blade II e Blade: Trinity; inoltre, ha partecipato a serie come Miami Vice e The Bernie Mac Show. Anche produttore e stuntman, ha 52 anni e un film in uscita.
Kelsey Grammer (vero nome Allen Kelsey Grammer) interpreta Bonaparte. Americano, lo ricordo per film come Giù le mani dal mio periscopio, 15 minuti - Follia omicida a New York, X-Men - Conflitto finale, X-Men - Giorni di un futuro passato e soprattutto per serie come Cin cin, Frasier, Medium e 30 Rock. Ha lavorato anche come doppiatore nei film Anastasia, Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa e presta la voce a Telespalla Bob ne I Simpson. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 59 anni e quattro film in uscita.
Kellan Lutz interpreta Smilee. Americano, ha partecipato a tutti i film della serie Twilight nei panni di Emmett Cullen, ad altre pellicole come Che la fine abbia inizio e Nightmare e a serie come Beautiful, CSI: NY, Six Feet Under, CSI - Scena del crimine, Heroes, 90210 e 30 Rock. Anche produttore e stuntman, ha 29 anni e un film in uscita.
Robert Davi interpreta Goran Vata. Americano, lo ricordo per film come I Goonies, Trappola di cristallo, Maniac Cop - Il poliziotto maniaco, Predator 2 e Il figlio della Pantera Rosa, inoltre ha partecipato a serie come Charlie's Angels, L'incredibile Hulk, Dinasty, A-Team, Hunter, Jarod il camaleonte, Nip/Tuck, Criminal Minds e CSI - Scena del crimine. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 63 anni e undici film in uscita.
Parliamo un po' dei giovinastri che infestano il film e del motivo per cui Stallone li ha convocati. A parte il più famoso Kellan Lutz abbiamo nell'ordine Glen Powell (Thorn) che è l'unica vera incognita, nel senso che lui e l'action sembrano vivere su due mondi paralleli, il campione di boxe Victor Ortiz (Mars) messo chissà perché a fare il fuciliere senza lasciargli menare nemmeno un pugno e la bionda Ronda Rousey (Luna) che, da sola, credo potrebbe prendere a calcinculo tutti gli Expendables in quanto campionessa olimpionica di judo ed esperta di arti marziali miste. Scelte di casting abbastanza loffie, se mi è concesso, un po' come loffia è stata la scelta di Bruce Willis di non partecipare, cosa che lo ha portato a beccarsi una botta di "pigro e avido" su Twitter nonché insulti sparsi qua e là nel film. Giusto rifiuto è stato invece quello di Mel Gibson, a cui era stata offerta la possibilità di dirigere il film, non solo di parteciparvi; picche anche da parte di Steven Seagal, Mickey Rourke, Jackie Chan (che giustamente non aveva voglia di fare la figura barbina di Jet Li per cinque minuti scarsi) e Nicolas Cage, sostituito da Kelsey Grammer, mentre Wesley Snipes avrebbe dovuto interpretare Caesar già nel primo Expendables ma era stato costretto a rifiutare per i suoi problemi con la giustizia fiscale USA (problemi tra l'altro citati in un dialogo de I mercenari 3). Detto questo, preparatevi perché The Expendables 4, salvo morti improvvise, dovrebbe farsi e molto probabilmente stavolta Jackie Chan e Pierce Brosnan saranno della partita. Io ho già paura, e voi? Nell'attesa, se I mercenari 3 vi fosse piaciuto recuperate, neanche a dirlo, I mercenari, I mercenari 2 e Mercenaries. ENJOY!!