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lunedì 7 gennaio 2013

Nicolas Cage Day - Con Air (1997)


Mondo, uniamoci e festeggiamo, perché oggi è… Il Nicolas Cage Day. Figuriamoci, direte voi! Miscredenti, prendetevela con il folle Frank Manila, blogger illuminato che ha unito sotto un’unica, tamarra ed inespressiva egida altri blogger non meno folli per una celebrazione del nostro “musO” proprio in occasione del compleanno di Nic Cage. Avrei voluto fare come quelli de I 400 calci e buttare giù una sorta di “memoria del pesce rosso” prendendo a oggetto l’angosciante e angoscioso Stress da vampiro, ma la verità è che di suddetto film non ricordo davvero una mazza. Non avendo tempo  di recuperarlo, ho deciso quindi di rendere omaggio a Cage con il mio film preferito, tra tutti quelli da lui “interpretati”,  facendo risorgere per l’occasione un post andato perso nel passaggio tra piattaforme. Allacciate le cinture, rispolverate i vinili degli impronunciabili  Lynyrd Skynyrd, intamarritevi e leggetevi la recensione di Con Air, diretto nel 1997 dal regista Simon West. E ancora, buon Nicolas Cage Day a tutti!!!!



Trama: Cameron Poe è un ex ranger, rinchiuso in carcere per avere ucciso un balordo che aveva minacciato lui e la moglie. Ottenuta la libertà vigilata, viene trasferito però su un aereo pieno di carcerati tra i peggiori esistenti al mondo, che viene dirottato dal loro capo, Cyrus Grissom. Ovviamente toccherà a Cameron risolvere la situazione…


Parrà strano, ma Con Air l’ho visto talmente tante volte da riuscire a riconoscere i suoni di sottofondo, le voci e la colonna sonora se i miei lo guardano e io sono in un’altra stanza. Lo ammetto, e non me ne vergogno, perché è davvero uno dei miei film preferiti. Al di là della trama, una tamarrata infarcita di dialoghi che a volerli definire imbarazzanti si fa loro un complimento, ha dalla sua che è ironico, ben diretto e popolato da attori della madonna che, a ben pensarci, non avevano alcun motivo di accettare di presenziare ad un simile film. MA per fortuna invece lo hanno fatto.


Infatti il punto di forza di Con Air (o almeno quello che io ho più apprezzato) sta nel fatto che ogni singolo personaggio è ben caratterizzato e a suo modo indimenticabile, per quanto, sicuramente, il protagonista sia un compendio di ogni cliché del genere action (bifolco, praticamente invincibile, duro ma dal cuore tenero, stronzetto con una morale, desideroso di arrivare da moglie e figlia che lo aspettano a casa ma “hey, hummingbird”, prima debbo salvare gli amici!). Per questo il buon Nicolas Cage, nella sua inespressiva ottusità, è perfetto per il ruolo di Cameron Poe e non sfigura davanti alla “colta” follia che John Malkovich regala a Cyrus o all’allucinata calma dell’inquietante Garland di Steve Buscemi, solo per citare i personaggi che saltano più all’occhio. Ma ogni convitto è dotato di una caratteristica che lo fa spiccare sugli altri, persino quelli senza nome, e anche gli sbirri (che, quasi quasi, verrebbe voglia di vederli sconfitti per una volta) sono ben caratterizzati, soprattutto lo Sceriffo Larkin di John Cusack, topo di biblioteca costretto suo malgrado a diventare eroe “per caso”.


Ovviamente, in un film simile non possono mancare le scene d’azione. Strepitoso e chiassosissimo il finale, con l’aereo che cerca di non schiantarsi sopra un’affollata Las Vegas, da manuale l’agguato teso ai soldati dell’esercito che cercano di catturare i detenuti, molto belle le scene iniziali, dove sapienti primi piani e un montaggio serratissimo mostrano come Cyrus e compagnia progettano di dirottare l’aereo. Indispensabile, tra l’altro, la colonna sonora: lo score originale è particolare e sufficientemente “ansiogeno”, ma il picco di genialità lo si tocca nella canzone che Buscemi canta con una piccola e sozza pargoletta che potrebbe diventare la sua prossima vittima e, soprattutto, ascoltando la storica Sweet Home Alabama che, come sottolinea sempre il personaggio di Buscemi, è stata portata al successo da un gruppo i cui componenti sono morti in un incidente aereo. Bel modo di portarsi sfiga, complimenti! Dimenticate invece l’insipida e melensa ballata finale, anche se si è beccata una candidatura all’Oscar come miglior canzone originale (senza vincerlo, per fortuna). Insomma, Con Air non sarà sicuramente il film del secolo, ma come action è uno dei migliori. Guardatelo senza pericolo e, come sempre, con spirito lieto e tamarro, senza prenderlo troppo sul serio.. e soprattutto, se riuscite, in lingua originale, perché l’accento bifolco di Nicolas Cage è da voto 10!

E ora, seguendo lo spirito del Nicolas Cage Day, che lo vede assoluto protagonista, non sto a mettervi il solito elenco di attori che hanno partecipato a Con Air, bensì un piccolo compendio dei film "Cageani" che potete trovare sul Bollalmanacco, in ordine cronologico:

Il ladro di  orchidee (2002), dove Nicolas Cage da prova di ricordarsi, ogni tanto, di essere attore. Ruolo impegnativo per film della madonna, consigliatissimo.


Ghost Rider (2007), dove Nicolas Cage riesce ad essere più inespressivo della sua fiammeggiante controparte in CG. Una ciofeca per palati fortissimi.


Kick Ass (2010), dove Nicolas Cage si imbaffetta per l'occasione e, grazie ad un doppiaggio italiano pessimo, passa da essere personaggio tragico a padre pederasta. In compenso il film è un trionfo.


L'ultimo dei templari (2011), dove Nicolas Cage rifà Cameron Poe ai tempi delle Crociate. Un guazzabuglio medievale, senza capo né coda, per un Cage più inespressivo e bolso che mai!



Se ancora non vi bastasse, vi rimando ai post degli altri blogger che hanno aderito all'iniziativa, per un Nicolas Cage Day infinito! ENJOY e... all'anno prossimo!!

e CriticissimaMente


giovedì 23 agosto 2012

I mercenari 2 (2012)

Grazie al povero Toto che ha accettato di immolarsi per preservare la mia fragile psiche da un ennesimo trauma, qualche sera fa sono riuscita ad andare a vedere I mercenari 2 (The Expendables 2), seguito di quella geniale, sfacciata ed esilarante tamarreide che era The Expendables – I Mercenari.


Trama: questa volta la zamarrissima squadra di mercenari capitanata da Stallone deve recuperare la mappa di una miniera di plutonio. Saranno accompagnati nell’impresa da una gentile (ma non troppo) donzella.


Squadra che vince non si cambia, infatti la formula de I mercenari 2 rimane invariata e regala allo spettatore così intelligente (o pazzo?) da accettarla con ironia quasi due ore di puro divertimento trash, innocente e citazionista. Io sono folle e non faccio testo ma, credetemi, chi è venuto con me è una persona che detesta gli action e si in****a come una biscia davanti alla violenza fine a sé stessa… eppure l’ho sentito ridere, più di una volta, e a fine serata non ha cercato di uccidermi per farmi espiare la camurrìa a cui l’ho sottoposto. Questo perché, come sempre, la chiave vincente de I mercenari è la palese auto presa in giro, la consapevolezza di attori che sono passati alla storia per determinati ruoli e non si tirano indietro nel fare il verso a sé stessi, prendendosi in giro a vicenda e prendendo in giro i cliché dei film che li hanno resi famosi: fantomatici luoghi situati nelle zone più impervie del pianeta, esplosioni come se piovessero, pallottole che non si limitano ad uccidere ma fanno esplodere i nemici, momenti introspettivi a base di luoghi comuni e assolutamente incomprensibili o  ininfluenti ai fini della storia (questa volta l’Oscar va a Liam Hemsworth “Ho scelto di stare coi Mercenari perché ero stufo di vedere gente uccisa e per rendere omaggio al povero cane randagio che i soldati mi hanno trucidato”… sì, vabbé, eh!!), l’atavica incapacità di tenere testa alle donne che, a scelta, possono essere o zamarre e letali come loro, o delle ambigue zoccolotte oppure delle mogli fedeli che pensano solo alla casa e ai figli. E siccome, fondamentalmente, la mia recensione del film potrebbe ricalcare esattamente quella del capitolo precedente, vediamo cosa cambia questa volta o, meglio… CHI cambia!!


Sì perché poi, alla fine, la gente (e mi ci metto di mezzo anch’io) va a vedere I mercenari 2 perché rammenta bene che nel primo film mancava qualcuno. Steven Seagal è ancora disperso nelle nebbie dell’intermundia o ancora sequestrato da Rodriguez, non mi è ben chiara la cosa. In compenso Jean - Claude Van Damme, che, ricordiamolo pure, aveva rifiutato di comparire nel primo film perché il ruolo che gli era stato proposto non era alla sua altezza, questa volta interpreta con gusto il villain (Vilen, appunto) della pellicola, un essere immondo con una capra tatuata sul collo, innamorato della propria (vuota) retorica, spietato fino all’inverosimile e, soprattutto, mascarato e liftato come nemmeno Moira Orfei potrebbe essere. Vedere ‘sta fighetta di plastica che ogni tanto torna a usare i suoi famosi calci volanti è in effetti una cosa abbastanza sconvolgente e già trash di per sé, ma non stiamo a cacciarci balle: alla fine quello che tutti noi volevamo vedere era il Walker Texas Ranger per eccellenza, Chuck Norris. Che appena compare nel film fa la sua straporca figura di lupo solitario in grado di uccidere ventordici killer E abbattere un carro armato (applauso a scena aperta, true story), concludendo la sequenza raccontando da solo e con invidiabile nonchalance una delle tante barzellette Norrisiane che girano in rete (altro applauso a scena aperta nella sala gremita).

Eccolo. E automaticamente il mio blog è diventato intoccabile!
Il film, dunque, varrebbe il prezzo del biglietto solo per queste due fondamentali presenze ma ci sono mille altri motivi validi per gioire, o amanti del trash spudorato e dell'action tout court! C'è Lundgren che fa il piacione, Stallone che tira fuori una penna talmente zamarra che persino Corona si è cavato gli occhi per la disperazione, c'è (per le donzelle) un Jason Statham apparentemene inutile ma quando tira fuori i coltelli è una gioia per gli occhi, ci sono Schwarzy e Bruce che duettano con la grazia e la faccia tosta di due comici consumati citando a vicenda i rispettivi film, ci sono battute da macho e giochi di parole da bimbi delle elementari che, alternativamente, abbattono e commuovono, c'è uno Scott Adkins che non conoscevo ma che ho molto apprezzato, tanto che cercherò di guardarmi un po' tutti i suoi film, c'è una coltellata con calcio da manuale, c'è un confronto finale che è praticamente uno scontro tra titani... NON c'è Jet Li, o meglio c'è poco, e forse questo è l'unico difetto serio che posso trovare a I mercenari 2, visto anche che hanno aggiunto un Liam Hemswort funzionalissimo per la trama ma assolutamente privo dell'aura quasi mitica degli altri protagonisti. Per il resto, basta staccare il cervello, accettare l'incredibile fatto che l'unico attore espressivo del cast sia un ex wrestler dall'orecchio mozzo e godersi il film per quello che è. Io, personalmente, non mi vergogno a consigliarlo e ad aggiungere.... tantaRRRRobba!


Di Sylvester Stallone (anche sceneggiatore oltre che interprete di Barney Ross), Jason Statham (Christmas), Jet Li (Yin Yang), Dolph Lundgren (Gunner Jensen), Jean – Claude Van Damme (Vilen), Bruce Willis (Church), Arnold Schwarzenegger (Trench) e Charisma Carpenter (Lacy) ho già parlato nei rispettivi link.

Simon West è il regista della pellicola. Inglese, ha girato film come Con Air, La figlia del generale, Lara Croft: Tomb Raider e Chiamata da uno sconosciuto. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 51 anni e due film in uscita.

  
Terry Crews (vero nome Terrence Alan Crews) interpreta Hale Caesar. Americano, ha partecipato a film come Il 6° giorno, Starsky & Hutch, Cambia la tua vita con un click, Terminator Salvation, I mercenari e a serie come CSI: Miami e Tutto in famiglia; inoltre, ha doppiato un episodio di American Dad!. Ha 44 anni e due film in uscita.


Chuck Norris (vero nome Carlos Ray Norris) interpreta Booker. Esperto di arti marziali, consacrato di meme di internet come uomo più forte dell'universo, lo ricordo per film come L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente, Rombo di tuono, Rombo di tuono 2, Delta Force, Pugno d'acciaio ed Hellbound - all'inferno e ritorno, inoltre ha partecipato alle serie Più forte ragazzi e, soprattutto, Walker Texas Ranger. Anche produttore, sceneggiatore e stuntman, ha 72 anni (!!!) e un film in uscita.


Liam Hemsworth interpreta Bill The Kid. Australiano e fratellino del più famoso (per adesso!) Chris Hemsworth, ha partecipato a film come Segnali dal futuro, Hunger Games e a serie come Home & Away, McLeod's Daughters e Neighbours. Ha 22 anni e sei film in uscita, tra cui, ovviamente, Hunger Games: La ragazza di fuoco, dove tornerà ad interpretare il ruolo di Gale.


Scott Adkins interpreta Hector. Inglese, ha partecipato a film come Danny the Dog, The Pink Panther - La pantera rosa, The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo, X - Men le origini - Wolverine e El gringo. Anche stuntman e produttore, ha 36 anni e quattro film in uscita, tra cui un Mortal Kombat previsto per il 2013 (o credici, è la stessa!).


Per il ruolo di Bill the Kid era stato preso in considerazione anche Taylor Lautner, il Jacob di Twilight (una scelta simile mi avrebbe reso inviso il film a prescindere, sono cattiva, lo so!), ma siccome Liam Hemsworth avrebbe già dovuto essere presente nel primo film si è preferito tenere lui, per fortuna. Inutile dirlo, se il film vi fosse piaciuto vi consiglio di recuperare innanzitutto I mercenari, poi fossi in voi mi butterei sulla quadrilogia di Die Hard, di cui peraltro sta per uscire il quinto capitolo, Die Hard - Nulla è come appare... e aspettatevi anche un The Expendables 3, alla traditora, quando più sarete impreparati. ENJOY!



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