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domenica 5 aprile 2020

Edison - L'uomo che illuminò il mondo (2017)

Giorni di Covid19, giorni di chiusura forzata dei cinema, giorni in cui si recupera quello che si può su Netflix o, come in questo caso, su Prime Video, dove è uscito Edison - L'uomo che illuminò il mondo (The Current War), diretto nel 2017 dal regista Alfonso Gomez-Rejon.


Trama: alla fine del XIX secolo, Thomas Edison e George Westinghouse cominciano una lotta serratissima per determinare chi riuscirà a portare la corrente elettrica nelle città americane.



Edison - L'uomo che illuminò il mondo era un film che già aveva attirato l'attenzione mia e del Bolluomo, non necessariamente in modo positivo; il trailer che passava nei cinema, infatti, complice anche l'abbondanza di attori che il film condivide col MCU o con altri cinecomic, era montato come quello di un film di supereroi e onestamente ci siamo ritrovati spesso a riderne, visto l'argomento "scientifico" trattato. In realtà, quello che pensavamo fosse un film molto serioso e tecnico, è stato davvero realizzato come un dramma all'interno del quale due personalità ambiziose si fanno la guerra (come da titolo originale) senza risparmiare colpi bassi e, benché il risultato sia ovviamente molto distante da un cinecomic, è comunque abbastanza dinamico e coinvolgente da riuscire a far passare una bella serata anche ai non addetti ai lavori, insegnando qualcosina, che male non fa. A dirla tutta, nonostante il titolo italiano sottolinei la preponderanza di Edison, lo scienziato non ne esce benissimo: dipinto come un matto geniale il cui motto è "non realizzerò mai qualcosa che possa nuocere agli esseri umani", viene comunque mostrata anche la sua volontà di ricorrere a mezzi scorretti e diffamazione per screditare la reputazione dell'avversario George Westinghouse, fautore dell'utilizzo della corrente alternata (mentre Edison utilizzava quella continua) e suo rivale nella "corsa all'elettricità". Certo, gli sceneggiatori inseriscono anche tutti gli elementi necessari per rendere più accattivante Edison rispetto a Westinghouse, per esempio mostrando il forte attaccamento alla moglie e il contributo all'arte mondiale attraverso invenzioni come il fonografo o il cinetoscopio, tuttavia è il meno conosciuto Westington a risultare il più corretto e lungimirante tra i due, benché "sminuito" da una patina di uomo d'affari vecchio stampo.


In tutto questo, viene dato anche un contentino ai fan di Tesla, la scheggia impazzita che, di fatto, si autodanneggia in virtù del suo carattere da bohemien e dei suoi problemi relazionali, contribuendo a modo suo alla guerra tra Edison e Westinghouse senza godere dei frutti economici che ne sono derivati. A voler essere pedanti, il trattamento riservato a Tesla è indice della superficialità della sceneggiatura del film, che romanza parecchio gli eventi accorsi ai protagonisti e a un certo punto si imbarca anche in una tirata anti sedia elettrica, ma come ho scritto più su per chi ignora molti degli eventi reali e vuole solo passare un'ora e mezza con qualcosa di coinvolgente ma poco impegnativo va anche bene (al limite, esistono libri sull'argomento, se poi necessitiamo di approfondire). Edison - L'uomo che illuminò il mondo è comunque ben realizzato: innanzitutto mette in campo attori di sicuro richiamo, adatti al ruolo che interpretano (anche se Cumberbatch sembrerebbe sempre un po' legato al suo Sherlock e a confermarsi più camaleontico è il bravissimo Michael Shannon) inoltre la regia di Alfonso Gomez-Rejon è ben lungi dall'essere piatta o legata a uno stile "biografico", e il regista si diverte a ricercare prospettive sghembe, ad inserire flashback dallo stile particolare, persino a citare il cinetoscopio di Edison inserendo sequenze a tema che si fondono con immagini più "moderne". Insomma, Edison - L'uomo che illuminò il mondo non è sicuramente il film più interessante sul catalogo Prime ma un'occhiata in questi tempi di Coronavirus avverso ai cinefili gliela si può anche dare, soprattutto se siete in quarantena secca e avete un sacco di tempo libero.


Del regista Alfonso Gomez-Rejon ho già parlato QUI. Benedict Cumberbatch (Thomas Edison), Katherine Waterston (Marguerite Westinghouse), Michael Shannon (George Westinghouse), Tom Holland (Samuel Insull) e Nicholas Hoult (Nikola Tesla) li trovate invece ai rispettivi link.


Jake Gyllenhaal era stato scelto per il ruolo di Westinghouse ma alla fine ha rinunciato ed è stato sostituito da Michael Shannon; nel ruolo del figlio di Edison c'è invece Louis Ashbourne Serkis, figlio di Andy Serkis. Se Edison - L'uomo che illuminò il mondo vi fosse piaciuto recuperate The Imitation Game e The Prestige. ENJOY!

mercoledì 22 aprile 2015

The Town That Dreaded Sundown (2014)

Ultimamente avevo un po' abbandonato il recupero dei Best Horror 2014 According to Lucia ma qualche sera fa ho deciso di riprendere il listone e guardare The Town That Dreaded Sundown, diretto nel 2014 dal regista Alfonso Gomez - Rejon.


Trama: Nel 1947 la cittadina di Texarkana è stata la sede di efferati omicidi compiuti da un maniaco mai catturato e durante gli anni '70 i delitti sono stati trasposti nel film The Town That Dreaded Sundown, riproposto ogni anno ad Halloween. Ai giorni nostri, il killer ricomincia a mietere vittime, cominciando proprio durante l'annuale proiezione del film...



Quando credevo che ormai lo slasher non mi potesse più sorprendere, ecco arrivare The Town That Dreaded Sundown che, con tutte le sue imperfezioni, è comunque un film che si dimostra intelligente fin dalle prime battute. Sì perché la pellicola di Alfonso Gomez - Rejon è un remake sui generis che non nasconde la sua natura di omaggio, anzi; per tutta la durata le immagini dell'originale La città che aveva paura si affiancano e si alternano a quelle degli eventi che stanno "realmente" accadendo e il film di Charles B. Pierce diventa così una parte fondamentale della trama, un protagonista al pari del killer incappucciato che torna a terrorizzare gli adolescenti infoiati di Texarkana. I personaggi si documentano sul caso non solo scartabellando archivi ma soprattutto riguardandosi ininterrottamente un filmaccio girato negli anni '70, spaventandosi o ridendo assieme agli spettatori, intervistando registi, speculando sui pensieri di una cittadina che sul nome di un serial killer ha fatto fortuna ma ha anche vissuto nel terrore, con tutte le conseguenze del caso. Tutto questo contorno metacinematografico che, a tratti, sfocia nel documentario, è ovviamente molto più interessante della parte slasher, soprattutto considerato quanto deludente e tirata per i capelli sia la scoperta dell'identità del killer ma c'è da dire che, per una volta, la protagonista non è una povera sciocchina senza cervello né spina dorsale e che la presenza di adolescenti imbecilli è ridotta all'osso, con i realizzatori che preferiscono concentrarsi sui pittoreschi "vecchi" che popolano la peculiare città di Texarkana, metà texana e metà dell’Arkansas, con due consigli comunali, due diversi corpi di polizia e conseguenti, inevitabili rivalità tra le sue due nature (e io che, scioccamente, pensavo che l'esotico nome Texarkana derivasse da chissà quale misterioso ed esoterico passato…).


Altro punto a favore di The Town That Dreaded Sundown è la sua natura indubbiamente stilosa. Il film è davvero bello e gradevole da vedere, Alfonso Gomez - Rejon mostra un gusto accattivante per la composizione delle immagini, la fotografia è nitida anche durante le sequenze notturne, i colori sono molto saturi ma non fastidiosi, il montaggio mixa sapientemente immagini vintage (tratte da La città che aveva paura ma non solo) a riprese "moderne" e il killer compare sempre in modi e luoghi inaspettati, come se avesse sempre fatto parte del paesaggio e noi ce ne accorgessimo solo quando è ormai troppo tardi. A proposito del killer, The Town That Dreaded Sundown è abbastanza gore e l'assassino particolarmente fantasioso (nonostante l'omicidio più eclettico venga ripreso praticamente identico all'originale e l'omaggio venga ribadito poco prima mostrando la stessa scena mentre uno dei personaggi guarda La città che aveva paura); le scene più sanguinose non sono molte, è vero, ma sono ben realizzate e tanto basta. Gli attori sono tutti abbastanza validi; come ho detto prima, la protagonista non è fastidiosa quanto altre sue "colleghe" anzi, a tratti ricorda la storica Sidney di Scream per il carico di sfiga che si porta appresso, ma gli elementi più pregevoli del cast sono fior di caratteristi come Anthony Anderson, Gary Cole e soprattutto il meraviglioso Denis O'Hare, professionisti in grado di prendere i loro personaggi "secondari" e renderli più tridimensionali di quelli principali. Per tutti questi motivi "tecnici" e non, ho trovato The Town That Dreaded Sunlight particolarmente piacevole. Sicuramente non è stato il film più innovativo del 2014 ma nel suo genere è comunque un piccolo gioiellino, da recuperare e vedere!


Di Veronica Cartwright (Lillian), Anthony Anderson (Lone Wolf Morales), Joshua Leonard (Agente Foster), Gary Cole (Capo Tillman), Ed Lauter (Sceriffo Underwood) e Denis O'Hare (Charles B. Pierce Jr.) ho già parlato ai rispettivi link.

Alfonso Gomez - Rejon è il regista della pellicola. Americano, ha diretto episodi di serie come Glee, Red Band Society e American Horror Story. Anche produttore, assistente alla regia e attore, ha 43 anni.


Addison Timlin interpreta Jami. Americana, ha partecipato a film come Derailed - Attrazione letale e Uomini di parola. Ha 24 anni e due film in uscita.


Edward Herrmann interpreta il reverendo Cartwright. Americano, ha partecipato a film come Ragazzi perduti, Richie Rich - Il più ricco del mondo, The Aviator, The Wolf of Wall Street e a serie come MASH, Oz, Una mamma per amica, Grey's Anatomy, 30 Rock, CSI - Scena del crimine e How I Met Your Mother; come doppiatore ha inoltre lavorato per serie come American Dad!. E' morto nel 2014, all'età di 71 anni.


Siccome The Town That Dreaded Sundown è un particolare "meta-sequel" di La città che aveva paura, se vi fosse piaciuto vi direi di recuperare il film del 1976 (che devo ancora vedere) e aggiungerei Venerdì 13 e Scream. ENJOY!

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