Approfittando di uno sconto e nonostante i pareri contrari dei più, lunedì sono andata a vedere l'horror Incarnate, diretto nel 2016 dal regista Brad Peyton.
Trama: uno scienziato riesce ad entrare nella mente delle persone possedute e ad espellere il Maligno penetrando nei loro sogni. Dopo una lunga ricerca, un giorno l'uomo si trova davanti proprio il demone che ha provocato la morte dei suoi familiari, incarnatosi in un ragazzino di undici anni...
Qualcuno, mi pare forse Mr. Ink, parlando di Incarnate mi aveva detto che come pilot per una serie TV avrebbe anche potuto essere interessante ma così è diventato un lavoro fatto a tirar via. Mi spiace prendere in prestito le parole di altri per cominciare un post ma ritrovandomi a concordare in toto con questo giudizio non posso farne a meno stavolta. Incarnate parte infatti da un concetto MOLTO intrigante, quello dell'approccio scientifico nei confronti dell'esorcismo: banditi bibbie, preti e crocefissi il protagonista del film segue più il metodo "Inception" e, tramite un intricato gioco di fili, cavetti e aggeggi medici, si collega alla mente del posseduto, imprigionato all'interno di un sogno creato dal demone che, nel frattempo, fa quello che vuole col corpo dell'ospite. Se una simile idea fosse stata spalmata all'interno di una serie di lunghezza standard, diciamo una dozzina di puntate, probabilmente avremmo avuto un prodotto intrigante, con almeno un caso a settimana, una storia a lungo termine (quella della vendetta del Dr. Ember contro il demone reo di avergli ucciso moglie e figlioletto) culminante nel confronto finale con l'Arcidiavolo di fine livello e magari un bel cliffhanger, visto che la serie probabilmente non sarebbe stata rinnovata. Avendo invece a disposizione un'ora e mezza, lo sceneggiatore Ronnie Christensen è stato costretto a condensare un mucchio di cose importanti come senso di dovere, vendetta, famiglie allo sbando, suggestioni demoniache, segretucci vaticani, preti cattivelli, diavoli ancora più cattivi, assistenti nerd, finali a "sorpresa" e quant'altro, col risultato di offrire appena un assaggio del tutto e, ancora peggio, di costringere i personaggi ad exploit di demenza rara perché "altrimenti la trama non va avanti". Un esempio senza spoiler? Per tutto il film viene fatto divieto assoluto di toccare i posseduti in quanto il demone può trasferirsi da un corpo all'altro con un semplice contatto, soprattutto quando viene messo alle strette, e ovviamente i personaggi ad un certo punto, ovvero quando è più utile ai fini della trama, dimenticano questo divieto nel giro di un paio di fotogrammi.
Ci sarebbero mille altri punti interrogativi all'interno della trama, oltre ad un'abbondanza quasi illegale di momenti paraculi, ma non vale neppure la pena di elencarli visto che, probabilmente, tra un paio di giorni avrò già dimenticato il film. L'altro problema di Incarnate, in quanto prodotto minore della Blum House, è quello infatti di essere privo di personalità e fiaccato da una regia totalmente anonima (come c'è finito, peraltro, un regista di film supercazzola/catastrofici come Brad Peyton a girare un horror?), incapace persino di valorizzare i già pochi jump scare presenti nel film. Stendiamo un velo pietoso anche sugli attori. Il povero Aaron Eckhart è anche troppo intenso per una pellicola così sciatta ma il fatto che abbia preso a modello il Di Caprio di Inception e il Tenente Dan di Forrest Gump non lo aiuta certo a dare spessore ad un personaggio abbozzato su un foglio di carta igienica; il resto delle figure che popolano il film sono delle semplici macchiette, stereotipi a due gambe, che vanno dal padre ubriacone e violento alla madre "coraggio", passando per il prete scomunicato (? Ecco, lì però vanno fatti i complimenti agli scenografi, soprattutto al coraggio di infilare un ghepardo impagliato nel garage/rifugio dell'esorcista), gli assistenti nerd e stilosetti al posto dei quali sarebbero andati bene anche due cartonati e l'inviata del Vaticano che è un incrocio tra una porno segretaria e una suora. L'unico elemento positivo di Incarnate è che gli effetti speciali sono ridotti al minimo, cosa che ha consentito di evitare l'uso estensivo di una CGI probabilmente imbarazzante. In due parole, Incarnate è un film senza infamia né lode che consiglio di bypassare in favore di prodotti più meritevoli (pensate che ci hanno messo tre anni a distribuirlo, ci sarà un motivo).
Di Aaron Eckhart (Dr. Ember) e Catalina Sandino Moreno (Camilla) ho già parlato ai rispettivi link.
Brad Peyton è il regista della pellicola. Canadese, ha diretto film come Cani & gatti - La vendetta di Kitty e San Andreas. Anche produttore, ha 38 anni e tre film in uscita.
Carice Van Houten interpreta Lindsey. Olandese, ha partecipato a film come Operazione Valchiria, Intruders e a serie quali Il trono di spade; come doppiatrice, ha lavorato per le serie I Simpson e Robot Chicken. Ha 41 anni.
Rosario Dawson era stata scelta per il ruolo di Camilla ma fortunatamente per lei impegni pregressi l'hanno tenuta lontana dal film. Se volete tentare film simili a Incarnate ce n'è una riga ma quelli che meritano sono davvero pochi, come L'esorcista, Sinister e, in tempi più recenti, Ouija - L'origine del male. ENJOY!
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mercoledì 15 febbraio 2017
mercoledì 7 dicembre 2016
Sully (2016)
Prosegue il recupero di tutti i film che avrei voluto vedere in settimana e oggi tocca a Sully, diretto da Clint Eastwood e tratto dalle memorie di Chelsey Sullenberg (riportate su carta con l'aiuto di Jeffrey Zaslow) dal titolo Highest Duty: My Search for What Really Matters.
Trama: Nel 2009, un aereo della US Airways viene colpito da uno stormo di uccelli poco dopo il decollo dall'aereoporto La Guardia e perde entrambi i motori. Nel poco tempo disponibile, il capitano Chelsey "Sully" Sullenberg prende la decisione più difficile e decide di ammarare nel fiume Hudson, salvando ben 155 persone da morte certa.
Cos'è un eroe? Da vocabolario, eroe è "una persona che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione si impone all'ammirazione di tutti" e questa è la prima definizione della parola. Il comandante Chelsey Sullenberg, classe 1951 (come il mio papà!!) e con più di trent'anni di esperienza come pilota militare prima e civile poi, nel 2009 si è ritrovato, suo malgrado, a calzare gli scomodi panni dell'eroe, un ruolo che, come sappiamo, è una brutta bestia. Per le 154 persone salvate quel maledetto 15 gennaio 2009, Sully è stato indubbiamente un Eroe, con la E maiuscola, quasi paragonabile a un "essere semidivino cui una stirpe attribuisce gesta prodigiose a proprio favore" (ultima accezione del termine, sempre da vocabolario); vedere la morte in faccia e poterlo raccontare grazie al vero e proprio miracolo compiuto da un uomo ammanta di sicuro quest'ultimo di un'aura mitologica, almeno in base alla prospettiva di chi ha affidato la vita nelle mani di costui. Non c'è spazio per le recriminazioni, per il "avrebbe potuto tornare al La Guardia, avrebbe potuto fare una deviazione, avrebbe potuto ucciderci tutti", è andata bene e tanto basta per consacrare il nome Sully ad imperitura memoria. D'altra parte, un eroe è prima di tutto una persona. E le persone, si sa, passano il tempo tormentandosi con domande scomode e dubbi terribili, a prescindere dalle ovazioni che vengono loro tributate, e Sully non è da meno: tutti gli "avrei potuto, avrei dovuto, e se fosse successo questo invece che quell'altro?" pesano come un macigno sulla psiche del comandante e non sono necessarie le fredde inchieste della National Transportation Safety Board per privarlo del sonno e torturarlo con gli incubi, ci pensa già lui da solo. L'incidente del volo 1549 poteva finire malissimo, invece passeggeri e personale di bordo si sono salvati tutti, ma la verità è che Sully ha fatto una scommessa incrociando le dita affinché la propria esperienza e il proprio intuito consentissero di rimanere in vita a quante più persone possibili. Questo, dal suo punto di vista, non lo rende un eroe bensì uno che sa fare bene il suo lavoro, un lavoro al quale il comandante ha consacrato la propria esistenza fin da giovanissimo.
"Ho volato per anni e adesso la gente mi giudica per questi pochi secondi" Nel film di Clint Eastwood il regista e lo sceneggiatore Todd Comarnicki riescono a rappresentare in un tempo relativamente breve tutta la frustrazione di un uomo ad un passo dalla pensione che rischia di perdere tutto (reputazione, stipendio, casa, moglie, famiglia) per una botta di sfiga alla quale solo il suo sangue freddo è riuscito a mettere una pezza e le cui preoccupazioni non sono quelle di un eroe, bensì quelle che potrebbero toccare ognuno di noi, umanissime e terra terra. Eroe quindi, ci dice Clint Eastwood, è colui che sa fare bene il suo lavoro, che vi si dedica con passione ed orgoglio, la quintessenza insomma dell'America "vera". Non è un caso se Sully, verso il finale, diventa parte di un ingranaggio perfetto fatto di soccorritori, polizia e guardia costiera: i passeggeri del volo 1549 hanno evitato la morte istantanea grazie alla prontezza di Sully ma chi ha consentito a tutti loro di sopravvivere alla gelida morsa del vento e dell'acqua fluviale sono tutti i "manovali" di una New York che non era stata così unita dai tempi dell'11 settembre (opportunamente e dolorosamente citato nel film). Sully, portato sullo schermo dal viso rassicurante e all-american di un Tom Hanks che quando non viene sfruttato male da Ron Howard non è neppure così bolso, diventa il simbolo di un'America pura, portatrice di valori sani e condivisibili, un potentissimo catalizzatore di unione, rispetto, forza e speranza. In tutto questo, non c'è nessuna sviolinata patriottica nel film di Eastwood il quale, pur essendo un lavoro "minore" del regista, è comunque un esempio di solido cinema girato con perizia, confezionato senza cali di ritmo (Sully funziona sia nella parte "catastrofica" che in quella più introspettiva e giuridica) e capace di emozionare nonostante la consapevolezza che sia la vicenda del volo 1549 che quella personale del comandante Sullenberg sono andate a finire per il meglio. Oh, sarò simple quanto il Jack di Tropic Thunder ma io alla fine del film a Sully sono arrivata a volere talmente bene che se lo vedessi in giro correrei ad abbracciarlo come succede nella pellicola è questo è molto indicativo per una che non si emoziona davanti a un film di Clint Eastwood dai tempi di Mystic River.
Del regista Clint Eastwood ho già parlato QUI. Tom Hanks (Chelsey "Sully" Sullenberg), Aaron Eckhart (Jeff Skiles) e Laura Linney (Lorraine Sullenberg) li trovate invece ai rispettivi link.
Mike O'Malley interpreta Charles Porter. Americano, ha partecipato a film come Dietro i candelabri, R.I.P.D. Poliziotti dall'aldilà, A Good Marriage e a serie come My Name is Earl. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 50 anni.
Ann Cusack interpreta Donna Dent. Americana, sorella di John e Joan Cusack, ha partecipato a film come Ragazze vincenti, Malice - Il sospetto, Mezzo professore tra i marines, Tank Girl, Piume di struzzo, Mi sdoppio in quattro, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, Stigmate, Ace Ventura 3, Lo sciacallo - Nightcrawler e a serie quali La signora in giallo, Ally McBeal, Streghe, Six Feet Under, Ghost Whisperer, Grey's Anatomy, Bones, Little Britain USA e Criminal Minds. Ha 55 anni e un film in uscita.
Se Sully vi fosse piaciuto recuperate Flight, American Sniper, The Walk e Everest. ENJOY!
Trama: Nel 2009, un aereo della US Airways viene colpito da uno stormo di uccelli poco dopo il decollo dall'aereoporto La Guardia e perde entrambi i motori. Nel poco tempo disponibile, il capitano Chelsey "Sully" Sullenberg prende la decisione più difficile e decide di ammarare nel fiume Hudson, salvando ben 155 persone da morte certa.
Cos'è un eroe? Da vocabolario, eroe è "una persona che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione si impone all'ammirazione di tutti" e questa è la prima definizione della parola. Il comandante Chelsey Sullenberg, classe 1951 (come il mio papà!!) e con più di trent'anni di esperienza come pilota militare prima e civile poi, nel 2009 si è ritrovato, suo malgrado, a calzare gli scomodi panni dell'eroe, un ruolo che, come sappiamo, è una brutta bestia. Per le 154 persone salvate quel maledetto 15 gennaio 2009, Sully è stato indubbiamente un Eroe, con la E maiuscola, quasi paragonabile a un "essere semidivino cui una stirpe attribuisce gesta prodigiose a proprio favore" (ultima accezione del termine, sempre da vocabolario); vedere la morte in faccia e poterlo raccontare grazie al vero e proprio miracolo compiuto da un uomo ammanta di sicuro quest'ultimo di un'aura mitologica, almeno in base alla prospettiva di chi ha affidato la vita nelle mani di costui. Non c'è spazio per le recriminazioni, per il "avrebbe potuto tornare al La Guardia, avrebbe potuto fare una deviazione, avrebbe potuto ucciderci tutti", è andata bene e tanto basta per consacrare il nome Sully ad imperitura memoria. D'altra parte, un eroe è prima di tutto una persona. E le persone, si sa, passano il tempo tormentandosi con domande scomode e dubbi terribili, a prescindere dalle ovazioni che vengono loro tributate, e Sully non è da meno: tutti gli "avrei potuto, avrei dovuto, e se fosse successo questo invece che quell'altro?" pesano come un macigno sulla psiche del comandante e non sono necessarie le fredde inchieste della National Transportation Safety Board per privarlo del sonno e torturarlo con gli incubi, ci pensa già lui da solo. L'incidente del volo 1549 poteva finire malissimo, invece passeggeri e personale di bordo si sono salvati tutti, ma la verità è che Sully ha fatto una scommessa incrociando le dita affinché la propria esperienza e il proprio intuito consentissero di rimanere in vita a quante più persone possibili. Questo, dal suo punto di vista, non lo rende un eroe bensì uno che sa fare bene il suo lavoro, un lavoro al quale il comandante ha consacrato la propria esistenza fin da giovanissimo.
"Ho volato per anni e adesso la gente mi giudica per questi pochi secondi" Nel film di Clint Eastwood il regista e lo sceneggiatore Todd Comarnicki riescono a rappresentare in un tempo relativamente breve tutta la frustrazione di un uomo ad un passo dalla pensione che rischia di perdere tutto (reputazione, stipendio, casa, moglie, famiglia) per una botta di sfiga alla quale solo il suo sangue freddo è riuscito a mettere una pezza e le cui preoccupazioni non sono quelle di un eroe, bensì quelle che potrebbero toccare ognuno di noi, umanissime e terra terra. Eroe quindi, ci dice Clint Eastwood, è colui che sa fare bene il suo lavoro, che vi si dedica con passione ed orgoglio, la quintessenza insomma dell'America "vera". Non è un caso se Sully, verso il finale, diventa parte di un ingranaggio perfetto fatto di soccorritori, polizia e guardia costiera: i passeggeri del volo 1549 hanno evitato la morte istantanea grazie alla prontezza di Sully ma chi ha consentito a tutti loro di sopravvivere alla gelida morsa del vento e dell'acqua fluviale sono tutti i "manovali" di una New York che non era stata così unita dai tempi dell'11 settembre (opportunamente e dolorosamente citato nel film). Sully, portato sullo schermo dal viso rassicurante e all-american di un Tom Hanks che quando non viene sfruttato male da Ron Howard non è neppure così bolso, diventa il simbolo di un'America pura, portatrice di valori sani e condivisibili, un potentissimo catalizzatore di unione, rispetto, forza e speranza. In tutto questo, non c'è nessuna sviolinata patriottica nel film di Eastwood il quale, pur essendo un lavoro "minore" del regista, è comunque un esempio di solido cinema girato con perizia, confezionato senza cali di ritmo (Sully funziona sia nella parte "catastrofica" che in quella più introspettiva e giuridica) e capace di emozionare nonostante la consapevolezza che sia la vicenda del volo 1549 che quella personale del comandante Sullenberg sono andate a finire per il meglio. Oh, sarò simple quanto il Jack di Tropic Thunder ma io alla fine del film a Sully sono arrivata a volere talmente bene che se lo vedessi in giro correrei ad abbracciarlo come succede nella pellicola è questo è molto indicativo per una che non si emoziona davanti a un film di Clint Eastwood dai tempi di Mystic River.
Del regista Clint Eastwood ho già parlato QUI. Tom Hanks (Chelsey "Sully" Sullenberg), Aaron Eckhart (Jeff Skiles) e Laura Linney (Lorraine Sullenberg) li trovate invece ai rispettivi link.
Mike O'Malley interpreta Charles Porter. Americano, ha partecipato a film come Dietro i candelabri, R.I.P.D. Poliziotti dall'aldilà, A Good Marriage e a serie come My Name is Earl. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 50 anni.
Ann Cusack interpreta Donna Dent. Americana, sorella di John e Joan Cusack, ha partecipato a film come Ragazze vincenti, Malice - Il sospetto, Mezzo professore tra i marines, Tank Girl, Piume di struzzo, Mi sdoppio in quattro, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, Stigmate, Ace Ventura 3, Lo sciacallo - Nightcrawler e a serie quali La signora in giallo, Ally McBeal, Streghe, Six Feet Under, Ghost Whisperer, Grey's Anatomy, Bones, Little Britain USA e Criminal Minds. Ha 55 anni e un film in uscita.
Se Sully vi fosse piaciuto recuperate Flight, American Sniper, The Walk e Everest. ENJOY!
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domenica 2 agosto 2015
Il prescelto (2006)
Esistono film leggendari nella loro bruttezza, delle schifezze talmente enormi che la loro fama passa di bocca in bocca, imperitura ed inoppugnabile. Dopo averne sentito parlare da amici, colleghi e conoscenti, era quindi arrivato anche per me il momento di guardare Il prescelto (The Wicker Man), diretto e sceneggiato da Neil LaBute nel 2006. L'orrore... l'orrore...
Trama: dopo aver assistito al terribile incidente in cui sono morte una donna e una bambina, il poliziotto Edward Malus riceve una lettera da Willow, ex fiamma che lo aveva abbandonato praticamente sull'altare e che ora gli chiede aiuto per ritrovare la figlioletta scomparsa. Edward decide quindi di indagare e parte alla volta SummersIsle, l'isola quasi interamente popolata da donne dove è nata Willow...
Il fatto è che qualche sera fa volevo guardare What We Do in the Shadows ma purtroppo il video non funzionava. Siccome erano già quasi le 23 avevo bisogno di un film abbastanza corto da evitare di addormentarmi in corso d'opera. Ovviamente, NESSUNA delle millemila pellicole a mia disposizione rispondeva ai requisiti tranne Il prescelto quindi mi sono fatta forza e ho cominciato a guardarlo, incurante del pericolo come fossi un cretino allergico alle api che decide all'improvviso di inoltrarsi in un campo zeppo di arnie. Incurante, ovviamente, anche dell'amore subitaneo provato per un cult come The Wicker Man, di cui questo scempio è l'indegno remake. E ora io mi chiedo ma come diamine fai a riprendere a grandi linee la trama di un capolavoro dell'horror, a ripetere quasi pedissequamente l'80% dei dialoghi e riuscire comunque a realizzare naMMerda? Devi essere davvero un incapace totale per trasformare un'acuta satira nei confronti della religione e del bigottismo fine a sé stesso in un trionfo di misoginia senza capo né coda, arrivando a stravolgere l'inquietante e "libero" paganesimo di The Wiker Man in una paradossale tirata femminista fatta di donne follemente malvagie che si proiettano nel mare del 2000 al grido di "ca**o subito!" (o meglio, abbondanza nel raccolto subito). Ha un bel dire Nicolas Cage a rimandare al mittente le critiche che gli sono giustamente piovute addosso da ogni dove affermando che Il prescelto è una "commedia nera surreale": a Nicola, di nero c'è soltanto il vuoto pneumatico all'interno della testa tua e di LaBute, che un cult horror venga trattato come una commedia è passabile di fucilazione istantanea e il surreale è tutto ciò che rimane allo spettatore ancora incredulo di fronte a una simile belinata! Il prescelto è idiota dall'inizio alla fine, dall'incidente che non ha modo di essere collegato al resto della vicenda fino alla scelta di Malus come vittima sacrificale (mi volete davvero dare a bere che le donne di SummersIsle in età fertile decidano di andare sulla terraferma e fare figli con uomini da tenere "in caldo" nel caso di un raccolto infruttuoso? Solo perché serve un legame di sangue? Mah...) e se ciò non bastasse è anche orrendo a vedersi.
Neil LaBute infarcisce quest'accozzaglia di WTF (perché a Cage dovrebbero rubare delle cassette con incisi quei corsi di autostima tanto amati dagli americani??) con immagini "oniriche" che dovrebbero rappresentare il progressivo disgregarsi della sanità mentale del protagonista e invece fanno solo ridere ma mai tanto quanto la delirante apertura di stanze contenenti vecchi nudi e orbi oppure donne col volto ricoperto di api. In tutto questo, Cage gira come la merda nei tubi per cercare una bambina, ammaccando figuremme' da primato (prima facendosi scherzare dalle vecchie, poi facendosi perculare dalle bambine, infine facendosi spezzare le gambe dai due uomini scionchi usati come schiavi sessuali dalle donne dell'isola, bella roba!) e dando prova di un'incredibile abilità attoriale che non riguarda solo lui bensì, come la maledizione di The Grudge, riesce a toccare ed influenzare tutti i coinvolti che, molto probabilmente, davanti ad un Nicolas sempre più iracondo e fuori di testa, avevano il loro bel daffare per non scoppiargli a ridere in faccia. Se la scena del "not the bees!", ahimé inedita sulle TV italiane, è ormai entrata di diritto nell'empireo del trash, per me la palma d'oro va comunque ai surreali dialoghi tra Cage e un'insegnante che parla di falli alle bambine o tutta quella tiritera di spiegone che Ellen Burstyn propina al protagonista ricevendo di rimando solo sguardi "minacciosi" e smorfiette cageane da antologia. Poi vabbé, molto probabilmente mi sono persa qualche altra chicca perché nonostante la brevità del film ciò che accade ne Il prescelto è talmente "coinvolgente" che sono riuscita ad addormentarmi un paio di volte nonostante i miei buoni propositi, ma nel complesso direi che la pellicola è talmente inconcludente e menosa che forse sarebbe bastato vedere solo l'inizio e la fine. Vi pungesse (ahah!) mai vaghezza di guardare Il prescelto telefonatemi che ve lo racconto, così eviterete di sprecare un'ora e mezza della vostra vita con questa immondizia!
Di Nicolas Cage (Edward Malus), Ellen Burstyn (Sorella SummersIsle), Aaron Eckhart (proprietario della stazione di servizio) e James Franco (il ragazzo che Honey abborda in un bar sul finale) ho già parlato ai rispettivi link.
Neil LaBute è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Nella società degli uomini e Possession - Una storia romantica. Anche produttore e attore, ha 52 anni e un film in uscita.
Frances Conroy interpreta la dottoressa T.H. Moss. Americana, la ricordo per film come Manhattan, Scent of a Woman - Profumo di donna, La seduzione del male, The Aviator e Broken Flowers, inoltre ha partecipato a serie come Ai confini della realtà, Six Feet Under, E.R. Medici in prima linea, Desperate Housewives, Nip/Tuck, Grey's Anatomy, How I Met Your Mother e American Horror Story. Ha 62 anni e due film in uscita.
Leelee Sobieski (vero nome Liliane Rudabet Gloria Elsveta Sobieski) interpreta Sorella Honey. Americana, la ricordo per film come Da giungla a giungla, Deep Impact, Mai stata baciata e Eyes Wide Shut. Anche produttrice, ha 32 anni e un film in uscita.
Il prescelto fa talmente schifo che Robin Hardy, sceneggiatore e regista del film originale che comunque dovrebbe vergognarsi per avere girato un seguito orrendo come The Wiker Tree, ha chiesto esplicitamente che il suo nome venisse tolto dai credits (mentre Christopher Lee si è limitato signorilmente a storcere il naso), Edward Woodward, protagonista di The Wiker Man, ha declinato l'invito a partecipare con un cameo e persino Winona Ryder, che non è proprio un cane da tartufo quando si tratta di film Urendi, ha rinunciato al ruolo che le era stato offerto. Nonostante tutto questo, non ci crederete ma de Il prescelto esiste persino una versione "unrated" che si conclude con il falò del wicker man (quindi ciao ciao alla partecipazione di Franco) e soprattutto include la già citata e trashissima scena in cui a Cage viene infilata la testa in un casco di vimini riempito di vespe . Per concludere, non posso credere che Il prescelto vi fosse piaciuto ma, nel malaugurato caso fosse così e siccome questa schifezza è il remake di The Wiker Man, vi consiglierei di recuperare la pellicola di Hardy oppure di affrontare Il prescelto con questo esilarante drinking game scovato su internet. ENJOY!
Trama: dopo aver assistito al terribile incidente in cui sono morte una donna e una bambina, il poliziotto Edward Malus riceve una lettera da Willow, ex fiamma che lo aveva abbandonato praticamente sull'altare e che ora gli chiede aiuto per ritrovare la figlioletta scomparsa. Edward decide quindi di indagare e parte alla volta SummersIsle, l'isola quasi interamente popolata da donne dove è nata Willow...
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| Bambine di m**da! Bagasse! Tutte bagasse! Sì, anche tu! |
Neil LaBute infarcisce quest'accozzaglia di WTF (perché a Cage dovrebbero rubare delle cassette con incisi quei corsi di autostima tanto amati dagli americani??) con immagini "oniriche" che dovrebbero rappresentare il progressivo disgregarsi della sanità mentale del protagonista e invece fanno solo ridere ma mai tanto quanto la delirante apertura di stanze contenenti vecchi nudi e orbi oppure donne col volto ricoperto di api. In tutto questo, Cage gira come la merda nei tubi per cercare una bambina, ammaccando figuremme' da primato (prima facendosi scherzare dalle vecchie, poi facendosi perculare dalle bambine, infine facendosi spezzare le gambe dai due uomini scionchi usati come schiavi sessuali dalle donne dell'isola, bella roba!) e dando prova di un'incredibile abilità attoriale che non riguarda solo lui bensì, come la maledizione di The Grudge, riesce a toccare ed influenzare tutti i coinvolti che, molto probabilmente, davanti ad un Nicolas sempre più iracondo e fuori di testa, avevano il loro bel daffare per non scoppiargli a ridere in faccia. Se la scena del "not the bees!", ahimé inedita sulle TV italiane, è ormai entrata di diritto nell'empireo del trash, per me la palma d'oro va comunque ai surreali dialoghi tra Cage e un'insegnante che parla di falli alle bambine o tutta quella tiritera di spiegone che Ellen Burstyn propina al protagonista ricevendo di rimando solo sguardi "minacciosi" e smorfiette cageane da antologia. Poi vabbé, molto probabilmente mi sono persa qualche altra chicca perché nonostante la brevità del film ciò che accade ne Il prescelto è talmente "coinvolgente" che sono riuscita ad addormentarmi un paio di volte nonostante i miei buoni propositi, ma nel complesso direi che la pellicola è talmente inconcludente e menosa che forse sarebbe bastato vedere solo l'inizio e la fine. Vi pungesse (ahah!) mai vaghezza di guardare Il prescelto telefonatemi che ve lo racconto, così eviterete di sprecare un'ora e mezza della vostra vita con questa immondizia!
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| Perchééééééé???? |
Neil LaBute è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Nella società degli uomini e Possession - Una storia romantica. Anche produttore e attore, ha 52 anni e un film in uscita.
Frances Conroy interpreta la dottoressa T.H. Moss. Americana, la ricordo per film come Manhattan, Scent of a Woman - Profumo di donna, La seduzione del male, The Aviator e Broken Flowers, inoltre ha partecipato a serie come Ai confini della realtà, Six Feet Under, E.R. Medici in prima linea, Desperate Housewives, Nip/Tuck, Grey's Anatomy, How I Met Your Mother e American Horror Story. Ha 62 anni e due film in uscita.
Leelee Sobieski (vero nome Liliane Rudabet Gloria Elsveta Sobieski) interpreta Sorella Honey. Americana, la ricordo per film come Da giungla a giungla, Deep Impact, Mai stata baciata e Eyes Wide Shut. Anche produttrice, ha 32 anni e un film in uscita.
Il prescelto fa talmente schifo che Robin Hardy, sceneggiatore e regista del film originale che comunque dovrebbe vergognarsi per avere girato un seguito orrendo come The Wiker Tree, ha chiesto esplicitamente che il suo nome venisse tolto dai credits (mentre Christopher Lee si è limitato signorilmente a storcere il naso), Edward Woodward, protagonista di The Wiker Man, ha declinato l'invito a partecipare con un cameo e persino Winona Ryder, che non è proprio un cane da tartufo quando si tratta di film Urendi, ha rinunciato al ruolo che le era stato offerto. Nonostante tutto questo, non ci crederete ma de Il prescelto esiste persino una versione "unrated" che si conclude con il falò del wicker man (quindi ciao ciao alla partecipazione di Franco) e soprattutto include la già citata e trashissima scena in cui a Cage viene infilata la testa in un casco di vimini riempito di vespe . Per concludere, non posso credere che Il prescelto vi fosse piaciuto ma, nel malaugurato caso fosse così e siccome questa schifezza è il remake di The Wiker Man, vi consiglierei di recuperare la pellicola di Hardy oppure di affrontare Il prescelto con questo esilarante drinking game scovato su internet. ENJOY!
lunedì 30 gennaio 2012
Il cavaliere oscuro (2008)
Ho aspettato la bellezza di quattro anni ma finalmente ho visto anche io il pluriosannato Il cavaliere oscuro (The Dark Knight), diretto nel 2008 dal regista Christopher Nolan. Ho solo una domanda da porre alla fine della visione... E quindi?!

Trama: mentre il procuratore Harvey Dent si impegna per mettere tutti i criminali in galera, il Joker decide di allearsi con le gang di Gotham City, mettendo a ferro e fuoco la città con un unico scopo: costringere Batman a togliersi la maschera, prima di ucciderlo.

Why so serious? Ovvero, perché questo film è universalmente considerato un capolavoro? Ovvio che non è al livello degli orrendi Batman Forever e Batman & Robin di Schumacher, ma Heath Ledger a parte Il cavaliere oscuro è un film moscio, noioso e insignificante come pochi. A dire il vero, non mi aveva entusiasmato neppure Batman Begins e adesso ho capito cosa c'è che mi "turba" in questi film, ovvero il fatto che sono semplicemente dei thriller con dei personaggi dei fumetti all'interno. Banalissime pellicole che, per venire girate, non necessiterebbero di essere ambientate nell'universo di Batman, perché qualsiasi altra ambientazione andrebbe bene. Forse il mio problema è che preferisco un uomo pipistrello leggermente più camp, più fantasioso, più trash o, al limite, assolutamente estremo, dark fino a sfiorare l'horror. Per me il Cavaliere Oscuro ha sempre avuto questa valenza e la perfezione in tal senso la toccava quella splendida serie a cartoni animati degli anni '90, quella la cui sigla recitava "E' l'uomo pipistrello/ è Batman / Si avvolge nel mantello / E' proprio Batman", serie che mi aveva fatta innamorare del Joker, di Harley Quinn, di Poison Ivy, di tutti quei villain apparentemente "innocui" nell'aspetto, ma folli da morire, terrificanti.

Ed effettivamente, l'unico personaggio del film che potrebbe rientrare nel mio ideale di "malvagio" è proprio il Joker di Heath Ledger, che pur deve solo leccar le scarpe alla genialità infusa da Jack Nicholson nel primo Batman di Tim Burton. Questo freak dalle guance tagliate, con i suoi schiocchi di lingua, il trucco messo alla bell'e meglio e la parlata da pazzo è infatti l'unica cosa che salva Il cavaliere oscuro dalla camurrìa assoluta e dalla mancanza di carisma di un Christian Bale assolutamente inadatto per il ruolo del protagonista. Harvey Dent non sarebbe male, soprattutto nella prima parte del film è sicuramente l'elemento più interessante, soprattutto per chi conosce la storia e si chiede quando e perché questo infallibile e ligio procuratore diventerà il malvagio Due Facce. A dire il vero, proprio la causa scatenante della sua trasformazione è l'unica sequenza della pellicola ad avermi scossa anche emotivamente, dandomi una bella svegliata dopo la prima comparsa del Joker (sì perché dopo un po' anche lui, con i suoi discorsi interminabili e inconcludenti, comincia a venire a noia...), ma alla vista del trucco del nuovo villain mi sono caduti i sentimenti. Qui lo dico e qui lo nego: era trecento volte meglio la faccia del pur imbarazzante Tommy Lee Jones di Batman Forever piuttosto che 'sto mezzo scheletro fatto al computer.

Quindi, in definitiva, non so mica se andrò a spendere dei soldi per l'imminente Il cavaliere oscuro - Il ritorno. Per carità, la maestria di Nolan si vede subito, fin dalla prima sequenza della rapina, i movimenti della macchina da presa sono sicuramente una gioia per gli occhi e rendono Il cavaliere oscuro un film tecnicamente ineccepibile, da togliersi il cappello. Voto dieci anche alle scenografie (soprattutto alla "bat caverna" sotterranea, un trionfo di neon bianchi) e a tutti gli aggeggi usati da Batman ma, se non vengo presa dalla trama e se, in particolare per questo genere di film, subentra anche la noia, non posso dare giudizio positivo. Nemmeno quando basterebbe la sola presenza del caustico e flemmatico Michael Caine nei panni di Alfred a donar luce all'intera pellicola. Decisamente, almeno per me, un film troppo sopravvalutato e buono solo per i fan "duri e puri" dell'uomo pipistrello. Gli altri, si astengano.

Del regista Christopher Nolan ho già parlato qui, mentre Michael Caine (Alfred), Maggie Gyllenhaal (Rachel), Gary Oldman (il commissario Gordon), Morgan Freeman (Lucius Fox) Cillian Murphy (lo Spaventapasseri) ed Eric Roberts (Maroni) li trovate ai rispettivi link.
Christian Bale (vero nome Christian Charles Philip Bale) interpreta Bruce Wayne/Batman. Sicuramente uno dei miei attori preferiti, quando non recita nei panni dell'Uomo Pipistrello, lo ricordo per film come L'impero del sole, Piccole donne, Ritratto di signora, il bellissimo ed introvabile L'agente segreto, Velvet Goldmine, Sogno di una notte di mezza estate, American Psycho, l'orrido Il mandolino del capitano Corelli, Equilibrium, L'uomo senza sonno, Batman Begins, The Prestige e The Fighter (per il quale ha vinto l'Oscar come migliore attore non protagonista), inoltre ha doppiato la versione USA de Il castello errante di Howl. Gallese, anche produttore, ha 38 anni e tre film in uscita.

Heath Ledger interpreta il Joker. Australiano, lo ricordo soprattutto per film da me poco apprezzati come 10 cose che odio di te, I fratelli Grimm e l'incantevole strega e I segreti di Brokeback Mountain (so che ce ne sono parecchi altri, ma non li ho visti quindi non li cito u__u), inoltre ha partecipato alla soap Home & Away. E' morto di overdose nel 2008, all'età di 28 anni e l'anno dopo ha ottenuto l'Oscar postumo come miglior attore non protagonista proprio per Il cavaliere oscuro.

Aaron Eckhart interpreta Harvey Dent. Americano, ha partecipato a film come Ogni maledetta domenica, Erin Brockovich e The Rum Diary. Anche produttore, ha 44 anni e quattro film in uscita.

Nestor Carbonell (vero nome Néstor Gastón Carbonell) interpreta il sindaco. Più conosciuto come il mascaratissimo Richard Alpert di Lost, ha partecipato a serie come Law & Order, Melrose Place, Scrubs, Dr. House, Cold Case e Ringer, oltre ad aver doppiato episodi di Kim Possible e I pinguini di Madagascar. Americano, anche sceneggiatore e produttore, ha 45 anni e tre film in uscita, tra cui Il cavaliere oscuro - Il ritorno.

Anthony Michael Hall (vero nome Michael Anthony Thomas Charles Hall) interpreta Mike Engel. Americano, lo ricordo per film come Edward mani di forbice e per serie come La signora in giallo, La zona morta e CSI: Miami. Inoltre, ha doppiato un episodio di American Dad!. Anche, ha anni e due film in uscita, tra cui l'ultimo film con Seth Green, Sexy Evil Genius.

Effettivamente, non lo ricordavo, ma in Batman Begins nel ruolo di Rachel c'era quella cretinetti di Katie Holmes, che ha rifiutato di riprendere la parte. Tra le candidate per sostituirla c'è erano pronte Sarah Michelle Gellar e Rachel McAdams, ma siccome la Gyllenhaal, tra tutti gli attori del film, è una dei più bravi, direi che la scelta è stata saggia. In compenso, non mi avrebbe fatto schifo vedere Liev Schreiber nei panni di Harvey Dent. Se Il cavaliere oscuro vi fosse piaciuto, vi consiglio di vedere Batman Begins e Batman, nell'attesa del 29 agosto, quando uscirà Il cavaliere oscuro - Il ritorno. Ah, e aspettatevi l'ennesimo reboot dell'intera saga nel 2015. Cheppalle. ENJOY!

Trama: mentre il procuratore Harvey Dent si impegna per mettere tutti i criminali in galera, il Joker decide di allearsi con le gang di Gotham City, mettendo a ferro e fuoco la città con un unico scopo: costringere Batman a togliersi la maschera, prima di ucciderlo.

Why so serious? Ovvero, perché questo film è universalmente considerato un capolavoro? Ovvio che non è al livello degli orrendi Batman Forever e Batman & Robin di Schumacher, ma Heath Ledger a parte Il cavaliere oscuro è un film moscio, noioso e insignificante come pochi. A dire il vero, non mi aveva entusiasmato neppure Batman Begins e adesso ho capito cosa c'è che mi "turba" in questi film, ovvero il fatto che sono semplicemente dei thriller con dei personaggi dei fumetti all'interno. Banalissime pellicole che, per venire girate, non necessiterebbero di essere ambientate nell'universo di Batman, perché qualsiasi altra ambientazione andrebbe bene. Forse il mio problema è che preferisco un uomo pipistrello leggermente più camp, più fantasioso, più trash o, al limite, assolutamente estremo, dark fino a sfiorare l'horror. Per me il Cavaliere Oscuro ha sempre avuto questa valenza e la perfezione in tal senso la toccava quella splendida serie a cartoni animati degli anni '90, quella la cui sigla recitava "E' l'uomo pipistrello/ è Batman / Si avvolge nel mantello / E' proprio Batman", serie che mi aveva fatta innamorare del Joker, di Harley Quinn, di Poison Ivy, di tutti quei villain apparentemente "innocui" nell'aspetto, ma folli da morire, terrificanti.

Ed effettivamente, l'unico personaggio del film che potrebbe rientrare nel mio ideale di "malvagio" è proprio il Joker di Heath Ledger, che pur deve solo leccar le scarpe alla genialità infusa da Jack Nicholson nel primo Batman di Tim Burton. Questo freak dalle guance tagliate, con i suoi schiocchi di lingua, il trucco messo alla bell'e meglio e la parlata da pazzo è infatti l'unica cosa che salva Il cavaliere oscuro dalla camurrìa assoluta e dalla mancanza di carisma di un Christian Bale assolutamente inadatto per il ruolo del protagonista. Harvey Dent non sarebbe male, soprattutto nella prima parte del film è sicuramente l'elemento più interessante, soprattutto per chi conosce la storia e si chiede quando e perché questo infallibile e ligio procuratore diventerà il malvagio Due Facce. A dire il vero, proprio la causa scatenante della sua trasformazione è l'unica sequenza della pellicola ad avermi scossa anche emotivamente, dandomi una bella svegliata dopo la prima comparsa del Joker (sì perché dopo un po' anche lui, con i suoi discorsi interminabili e inconcludenti, comincia a venire a noia...), ma alla vista del trucco del nuovo villain mi sono caduti i sentimenti. Qui lo dico e qui lo nego: era trecento volte meglio la faccia del pur imbarazzante Tommy Lee Jones di Batman Forever piuttosto che 'sto mezzo scheletro fatto al computer.

Quindi, in definitiva, non so mica se andrò a spendere dei soldi per l'imminente Il cavaliere oscuro - Il ritorno. Per carità, la maestria di Nolan si vede subito, fin dalla prima sequenza della rapina, i movimenti della macchina da presa sono sicuramente una gioia per gli occhi e rendono Il cavaliere oscuro un film tecnicamente ineccepibile, da togliersi il cappello. Voto dieci anche alle scenografie (soprattutto alla "bat caverna" sotterranea, un trionfo di neon bianchi) e a tutti gli aggeggi usati da Batman ma, se non vengo presa dalla trama e se, in particolare per questo genere di film, subentra anche la noia, non posso dare giudizio positivo. Nemmeno quando basterebbe la sola presenza del caustico e flemmatico Michael Caine nei panni di Alfred a donar luce all'intera pellicola. Decisamente, almeno per me, un film troppo sopravvalutato e buono solo per i fan "duri e puri" dell'uomo pipistrello. Gli altri, si astengano.

Del regista Christopher Nolan ho già parlato qui, mentre Michael Caine (Alfred), Maggie Gyllenhaal (Rachel), Gary Oldman (il commissario Gordon), Morgan Freeman (Lucius Fox) Cillian Murphy (lo Spaventapasseri) ed Eric Roberts (Maroni) li trovate ai rispettivi link.
Christian Bale (vero nome Christian Charles Philip Bale) interpreta Bruce Wayne/Batman. Sicuramente uno dei miei attori preferiti, quando non recita nei panni dell'Uomo Pipistrello, lo ricordo per film come L'impero del sole, Piccole donne, Ritratto di signora, il bellissimo ed introvabile L'agente segreto, Velvet Goldmine, Sogno di una notte di mezza estate, American Psycho, l'orrido Il mandolino del capitano Corelli, Equilibrium, L'uomo senza sonno, Batman Begins, The Prestige e The Fighter (per il quale ha vinto l'Oscar come migliore attore non protagonista), inoltre ha doppiato la versione USA de Il castello errante di Howl. Gallese, anche produttore, ha 38 anni e tre film in uscita.

Heath Ledger interpreta il Joker. Australiano, lo ricordo soprattutto per film da me poco apprezzati come 10 cose che odio di te, I fratelli Grimm e l'incantevole strega e I segreti di Brokeback Mountain (so che ce ne sono parecchi altri, ma non li ho visti quindi non li cito u__u), inoltre ha partecipato alla soap Home & Away. E' morto di overdose nel 2008, all'età di 28 anni e l'anno dopo ha ottenuto l'Oscar postumo come miglior attore non protagonista proprio per Il cavaliere oscuro.

Aaron Eckhart interpreta Harvey Dent. Americano, ha partecipato a film come Ogni maledetta domenica, Erin Brockovich e The Rum Diary. Anche produttore, ha 44 anni e quattro film in uscita.

Nestor Carbonell (vero nome Néstor Gastón Carbonell) interpreta il sindaco. Più conosciuto come il mascaratissimo Richard Alpert di Lost, ha partecipato a serie come Law & Order, Melrose Place, Scrubs, Dr. House, Cold Case e Ringer, oltre ad aver doppiato episodi di Kim Possible e I pinguini di Madagascar. Americano, anche sceneggiatore e produttore, ha 45 anni e tre film in uscita, tra cui Il cavaliere oscuro - Il ritorno.

Anthony Michael Hall (vero nome Michael Anthony Thomas Charles Hall) interpreta Mike Engel. Americano, lo ricordo per film come Edward mani di forbice e per serie come La signora in giallo, La zona morta e CSI: Miami. Inoltre, ha doppiato un episodio di American Dad!. Anche, ha anni e due film in uscita, tra cui l'ultimo film con Seth Green, Sexy Evil Genius.

Effettivamente, non lo ricordavo, ma in Batman Begins nel ruolo di Rachel c'era quella cretinetti di Katie Holmes, che ha rifiutato di riprendere la parte. Tra le candidate per sostituirla c'è erano pronte Sarah Michelle Gellar e Rachel McAdams, ma siccome la Gyllenhaal, tra tutti gli attori del film, è una dei più bravi, direi che la scelta è stata saggia. In compenso, non mi avrebbe fatto schifo vedere Liev Schreiber nei panni di Harvey Dent. Se Il cavaliere oscuro vi fosse piaciuto, vi consiglio di vedere Batman Begins e Batman, nell'attesa del 29 agosto, quando uscirà Il cavaliere oscuro - Il ritorno. Ah, e aspettatevi l'ennesimo reboot dell'intera saga nel 2015. Cheppalle. ENJOY!
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