Visualizzazione post con etichetta ella purnell. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ella purnell. Mostra tutti i post

venerdì 11 giugno 2021

Army of the Dead (2021)

Pensavate che mi fossi dimenticata di Army of the Dead, diretto, co-sceneggiato, fotografato, prodotto e quant'altro dal regista Zack Snyder, nevvero? E invece...


Trama: un gruppo di ex soldati (con l'aggiunta di altri elementi assortiti) viene assunto da un magnate giapponese per recuperare gli incassi di un casinò di Las Vegas, diventata nel frattempo terra di nessuno infestata da zombie. Per poter entrare a Las Vegas, il capo del gruppo contatta la figlia che non vedeva da anni e lì cominciano i guai...


Ammettiamo la scomoda verità. Army of the Dead era un film che aspettavo, perché la combine zombie, horror, Snyder e abbonamento Netflix già pagato mi sconfinferava parecchio. Poi hanno cominciato ad arrivare le prime recensioni disastrose e perculanti, alle quali si è aggiunta la consapevolezza di un minutaggio per me elefantiaco, vista l'atavica mancanza di tempo (ho visto il film in due giorni), e ho pensato che forse sarebbe stato meglio evitare e dedicarsi a film migliori; il problema è che poi è sopraggiunta Silvia con l'immagine di Bautista che piange al ralenti, probabilmente la cosa più esilarante vista nel corso dell'anno (ma doveva ancora arrivare la morte di un personaggio in Crudelia...), e ho dovuto soccombere al desiderio di testimoniare a mia volta una simile chicca trash. Ho fatto bene, ovviamente: al momento della stesura del post è il 4 giugno, all'orizzonte non c'è alcun nuovo Sharknado, è estate e nulla potrà mai soddisfare la mia sete di zamarrate trash come questo Army of the Dead, nulla. Snyder, seppur involontariamente, ha piazzato l'asticella del ridicolo troppo in alto e quest'anno credo che neppure la Asylum potrà competere con quest'adorabile accozzaglia di roba alternativamente sbagliata e facilona, costruita interamente attorno a buchi di trama e momenti WTF, "inspessita" (e non nel senso buono) da "lacrime strappastorie" durante le quali Bautista cerca di riconquistare la figlia scema come un tacco elencandole tutti i peggiori junk food che gli piacerebbe preparare una volta recuperati i soldi per aprirsi un ristorante tutto suo. Voi ora penserete che io sia arrabbiata con Snyder per le quasi tre ore perse ma vi sbagliate: ho passato infatti tre ore a ridere col Bolluomo, e mi rendo conto che questa non fosse sicuramente l'intenzione del regista ma come posso non sbellicarmi davanti alla ex suora Encarnacíon che dal nulla, a un certo punto, si profonde in un siparietto rosa e smielatissimo con un Bautista clueless come non mai? 


Ma mettiamo un attimo da parte i personaggi sbagliati oppure semplicemente abbozzati e messi lì per far numero con una targhetta sul petto simile a quella che portava Oz nella puntata di Halloween di Buffy (abbiamo "la messicana", "la gnocca bionda", "la lesbica", "il traditore", "la gnocca mora", "lo youtuber", "il nerd", "Bautista", "figlia", "lo gnocco di colore" e se pensate che siano più tratteggiati di così vi sbagliate di grosso), e parliamo di 'sti zombie, santo cielo. Io non ho mai visto Z Nation, mi si dice che sia un capolavoro e che la maggior parte delle idee particolari del film vengano da lì, ma nella mia bieca ignoranza posso dire di aver apprezzato giusto gli zombie organizzati in due ceppi differenti, gli Alfa più intelligenti e quelli che a un bel momento si ibernano di notte, e basta. Il resto è da facepalm oppure buttato alle ortiche. Del primo insieme fanno parte la regina zombie e il suo momento di tenerezza con lo zombie boss ma anche l'orribile tigre zombie posticcia che a un certo punto con una zampata fa volare una delle sue vittime contro una colonna NONOSTANTE detta vittima non sia stata minimamente sfiorata dalla zampa (sì la CGI del film fa schifo quanto la scelta di sfocare lo sfocabile, soprattutto il faccione di Bautista), del secondo gruppo fanno invece parte gli zombie robot che si intravvedono di tanto in tanto grazie ai loro occhi blu come Paul Newman e gli zombie secchi che aspettano la pioggia per rianimarsi (perché diamine non piove mai, allora? Ma su, che spreco. E 'sti robot perché? Chi li ha costruiti?). Certo, parlando di cose buttate alle ortiche e buchi di sceneggiatura il personaggio di Ella Purnell diventa il deus ex machina di ogni cazzata e vi sfido ad arrivare a fine film senza volere almeno un finale alternativo in cui Kate diventi la protagonista di un Hostel con zombie, ma non starei tanto a parlare di finali, sequel e simili quando il film si conclude con un "cliffhanger" scemo che ignora in toto le regole base della radioattività (e non solo quelle, vabbé). E quindi? E quindi aspettiamo, per l'appunto, che Snyder si impelaghi in uno zombieverse che probabilmente i fan stanno già chiedendo a gran voce, così anche io avrò il mio bel filmetto trash annuale estivo. Non tratterrò il fiato nell'attesa, ci mancherebbe, al limite aspetterò al varco il momento glorioso in cui Bautista realizzerà il suo desiderio di interpretare Hemingway.


Del regista e co-sceneggiatore Zack Snyder ho già parlato QUI. Dave Bautista (Scott Ward), Ella Purnell (Kate Ward), Hiroyuki Sanada (Bly Tanaka) e Garret Dillahunt (Martin) li trovate invece ai rispettivi link.

Omari Hardwick interpreta Vanderohe. Americano, ha partecipato a film come Kick-Ass, A-Team, La fratellanza e a serie quali CSI: Miami. Anche produttore e sceneggiatore, ha 47 anni e un film in uscita. 


Ana de la Reguera
interpreta Maria Cruz. Messicana, ha partecipato a film come Nacho Libre, Cowboys & Aliens, Oscure presenze e a serie quali Dal tramonto all'alba - La serie, Twin Peaks - Il ritorno; come doppiatrice ha lavorato ne Il libro della vita. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 44 anni e due film in uscita, tra cui La notte del giudizio per sempre


Theo Rossi, che interpreta il "simpaticissimo" agente Burt Cummings, era altrettanto "simpatico" nei panni dello Shades di Luke Cage. Se Army of the Dead vi fosse piaciuto recuperate l'altro film di zombi targato Snyder, ovvero L'alba dei morti viventi (lo trovate sempre su Netflix). ENJOY! 

martedì 20 dicembre 2016

Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali (2016)

Nonostante il boicottaggio del multisala sono riuscita comunque a vedere Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali (Miss Peregrine's Home for Peculiar Children), l'ultimo film di Tim Burton tratto dall'omonima serie di libri scritta da Ransom Riggs. Forse era meglio rispettare il boicottaggio...


Trama: il giovane Jake è cresciuto ascoltando le fantasiose storie del nonno, popolate da bambini dotati di abilità peculiari, riuniti in una scuola gestita da Miss Peregrine, in grado di trasformarsi in falco. Col tempo Jake ha smesso di credere alle storie ma alla morte del nonno intraprende un viaggio per andare a cercare Miss Peregrine e i suoi protetti, minacciati da terribili nemici.


Qualcuno ha ordinato un gran bollito? Occhio a quello che fate perché il cameriere potrebbe portarvi la testa di Tim Burton su un piatto e non necessariamente un piatto d'argento, piuttosto d'ottone, che sappiamo tutti con cosa fa rima. Io ci avevo sperato in un redenzione di Burton, in un allontanamento dalle barracconate degli ultimi anni, da quei cinecomic inutilmente patinati e zeppi di effetti speciali (perché, si sa, lui è "visionario"), in un riavvicinamento a pellicole magari meno grandiose ma un po' più personali come l'ingiustamente disprezzato Big Eyes. E invece. Gli esperimenti a laGGente non piacciono, quindi Burton è tornato alla deliranza aliciana e il risultato è stato un capitolo della saga X-Men ambientato negli anni '40, con la splendida Eva Green nei panni di una Xavier gnocca e capelluta (persino piumata) e un ragazzino che scopre di essere un mutante (no, scusate: "speciale") e incontra tanti piccoli mutant... speciali come lui. Per carità, dai libri di Ransom Riggs non si poteva tirare fuori un capolavoro, sono godibili ma derivativi e durano una settimana nella mente di un lettore, però trarne un mattone da due ore talmente piatto che mi sono addormentata durante la visione perdendomi la comparsata di Rupert Everett era una cosa che avrei detto impossibile. La colpa non è solo di Burton, per carità. Lui fa il regista e pertanto i problemi di sceneggiatura sono imputabili alla solitamente brava Jane Goldman, che stavolta è riuscita nella non facile impresa di privare di fascino un gruppo di bambini peculiari costretti a vivere in un loop temporale, a fare del tormentato e dubbioso Jake un banalissimo eroe pienamente consapevole del suo ruolo in un mondo sconosciuto dopo neppure mezz'ora di pellicola (alla faccia del racconto di formazione...), ad incasinare personaggi che non erano scritti male modificandone personalità e poteri senza apportare migliorie alla trama (davvero, mi spiegate perché Emma e Olive si sono scambiate nomi e poteri? Una ragazza fiammeggiante non sarebbe andata bene come fidanzata del protagonista? A Burton piaceva l'idea di rimettere una bionda accanto all'eroe, come ai tempi di Edward mani di forbice? Sarò limitata ma non capisco, giuro.) per poi aggiungerne altri per il semplice gusto di dare una parte sostanziosa ad attori del calibro di Samuel L. Jackson, a riempire la storia di buchi logico-temporali e a privare i romanzi di Riggs della loro cattiveria inusitata togliendo peraltro anche momenti commoventi (il fratello di Bronwyn schiatta definitivamente e lei non fa una piega? Vabbé.). Complimenti, non avrei potuto far di meglio, davvero. Con una storiella così derivativa, semplificata, freddina e zeppa di WTF cosa poteva fare Burton per salvare la baracca?


Assolutamente niente, ovvio. Come qualsiasi mestierante, Burton si è messo dietro la macchina da presa concentrandosi principalmente sull'effetto spettacolare fine a sé stesso e non dico che la resa dei poteri dei peculiar children non sia ben fatta, soprattutto quando Jake arriva per la prima volta nel rifugio di Miss Peregrine trovandosi davanti un mondo incantato, ma è uno sfoggio di tecnica fredda che mi aspetto da altri registi, non certo da Tim. L'unico momento di palpitazione è stato quando il regista ha scelto di tornare ad utilizzare la stop motion e lì ho cominciato (sbagliando) a nutrire aspettative per il personaggio di Enoch: con un ragazzo capace di infondere vita nelle creature inanimate più assurde e costringerle a battersi in modi crudeli speravo nel compimento di quel weird che già aveva caratterizzato il buon Baffino di Frankenweenie. E invece, again. Dieci minuti di omaggio a Harryhausen con la colonna sonora più sbagliata di sempre, una roba che neppure Uwe Boll probabilmente avrebbe utilizzato in una delle sue ciofeche, e neanche una sequenza memorabile al di fuori di quelle già mostrate nel trailer. Sugli attori, poi, stendiamo un velo pietoso. Eva Green non è criticabile, ovviamente, per carità. Non è colpa sua se Miss Peregrine non fa una cippa tanto nel film quanto nel libro, limitandosi a trattare i pargoli come la sorella mistress di Mary Poppins, quindi la bella Eva si limita semplicemente ad essere gnocca e a godere degli splendidi costumi di Colleen Atwood rendendoci tutti felici. Samuel L. Jackson merita invece schiaffi fortissimi e financo il trattamento riservato al figlio di Bruce Dern in The Hateful Eight perché non esiste che quest'uomo accetti ruoli al limite del demente solo per scopi alimentari: Samuel, la prossima volta che ti becco con gli occhi bianchi e i denti da squalo a fare il malvagio simpaticone nell'ennesimo film per ragazzini sono volétili per diabetici, te lo giuro. Stamp, Butterfield e tutti gli altri coinvolti portano invece a casa il compito dignitosamente, poverelli. Come per la Green, non è colpa loro se i personaggi sono delle macchiette monodimensionali e perlomeno Terence Stamp ci mette tutta la dignità del mondo, riuscendo a conferire al malinconico nonno Abe quel minimo di profondità capace di renderlo simpatico (anche lì, la sceneggiatura sbaglia tempi e modi nel riportare l'invidia di Mr. Portman verso il figlio e l'ovvio risentimento verso un padre che ha preferito cercare le sue chimere invece che vivere in un mondo "reale", struggendosi di dolore per un amore impossibile che qui diventa il peggiore dei teen romance); non a caso, le sequenze più belle del film sono quelle in cui duettano Jake e il nonno, per il resto proprio tanta aria fritta e l'ultimo film di Burton risulta sì "speciale", però nell'accezione utilizzata quando si parla di quei poveri bimbi che a scuola vengono seguiti da un insegnante di sostegno.

L'unica reazione possibile al film...

Del regista Tim Burton (che compare in un cameo al luna park) ho già parlato QUI. Eva Green (Miss Peregrine), Asa Butterfield (Jake), Samuel L. Jackson (Barron), Judi Dench (Miss Avocet), Allison Janney (Dr. Golan), Chris O'Dowd (Franklin Portman) e Terence Stamp (Abraham "Abe" Portman) li trovate invece ai rispettivi link.

Rupert Everett interpreta l'ornitologo. Inglese, lo ricordo per film come Dellamorte Dellamore, La pazzia di re Giorgio, Il matrimonio del mio migliore amico, Shakespeare in Love, Sogno di una notte di mezza estate, Inspector Gadget, Sai che c'è di nuovo?, L'importanza di chiamarsi Ernest, Stardust, inoltre ha partecipato a serie come Black Mirror; come doppiatore ha invece lavorato in Shrek 2, La cronache di Narnia - Il leone, la strega e l'armadio e Shrek terzo. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 57 anni e tre film in uscita.


Ella Purnell interpreta Emma Bloom. Inglese, ha partecipato a film come Non lasciarmi, Intruders, Kick - Ass 2, Maleficent e The Legend of Tarzan. Ha 20 anni e due film in uscita.


La madre di Jake è interpretata da Kim Dickens, ovvero la Madison della serie Fear the Walking Dead. Detto questo, se Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali vi fosse piaciuto, recuperate Alice in Wonderland, Animali fantastici e dove trovarli, Stardust e Il grande e potente Oz. ENJOY!

Se vuoi condividere l'articolo