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venerdì 27 giugno 2025

2025 Horror Challenge: Il signore del male (1987)

La challenge horror questa settimana chiedeva di guardare un film su un supporto fisico, e io ho colto l'occasione per usare il Blu Ray de Il signore del male (Prince of Darkness), diretto e sceneggiato nel 1987 dal regista John Carpenter.


Trama: un prete chiede l'auto di uno studioso di fisica e dei suoi studenti per capire e contenere un inquietante liquido rinvenuto nei sotterranei di una chiesa, probabilmente un'emanazione fisica di Satana stesso...


Il signore del male
è uno di quei film che devo avere visto almeno due o tre volte nel corso della vita, e ogni volta ho provato sensazioni diverse alla fine della visione. Ammetto di non averlo sempre apprezzato, anche per colpa di un adattamento italiano non particolarmente valido, ma in qualche modo mi ha sempre affascinata e, sicuramente, inquietata come pochi altri film. Anche la scorsa sera, sola in casa e con un caldo che rischiavo di liquefarmi, ho avuto difficoltà a fare il giro delle luci e delle persiane dopo la visione, e il mio sguardo ha accuratamente evitato gli specchi, almeno per una buona mezz'ora. Potere de Il signore del male, e della qualità onirica ed imperfetta della sua sceneggiatura, dotata di quelle stesse caratteristiche che ho nominato proprio poco tempo fa, all'interno del post su Rabid Grannies. Ora, non sto cercando di paragonare i due film, i quali non giocano nemmeno nello stesso campionato, ma anche Il signore del male è zeppo di quei "buchi" logici, di quella cattiveria ineluttabile, di quegli eventi gratuiti che mi mettono sempre angoscia, a prescindere dalla qualità della pellicola, e che spesso si trovano nelle oscure produzioni italiane anni '70-'80 o, salendo parecchi gradini più su, nella trilogia della morte di Fulci. Ecco, nonostante le inquadrature e le melodie de Il signore del male siano tipicamente carpenteriane, il film ha comunque un che di fulciano che mi si insinua sotto pelle e me la fa accapponare, anche se il richiamo più immediato è ovviamente Lovecraft, al quale Carpenter (sceneggiatore accreditato con lo pseudonimo Martin Quatermass) si è ispirato per realizzare il secondo capitolo della sua ideale trilogia dell'Apocalisse. Ma di cosa parla, in definitiva, Il signore del male? Questa volta, il titolo italiano è stato piuttosto azzeccato, perché al centro della trama c'è l'avvento di un Male fisico, di una sostanza misteriosa e senziente che desidera incarnarsi per riportare sulla terra il regno di suo padre, l'Anti-Dio. Un Principe delle Tenebre in forma liquida, di un verde malato, che la Chiesa ha nascosto per secoli affidando il segreto ad una confraternita; quando l'ultimo membro della stessa muore, un prete si ritrova la patata bollente tra le mani e decide di farsi aiutare non già dai suoi pari ma da un gruppo di scienziati, così da provare anche agli scettici la natura di un male che comincia già ad estendere la sua influenza a livello subatomico, e sulle creature più deboli mentalmente e fisicamente. 


Il connubio scienza e religione è molto interessante, e Carpenter mostra di avere più in simpatia la prima, nonostante possa fare ben poco contro l'orrore che compare nel film. Infatti, la Chiesa non ne esce benissimo, tra confraternite che preferiscono mantenere segreti invece di correre ai ripari, e un prete pavido che, sul finale, fa il gallo sulla monnezza dopo aver lasciato che altri si sacrificassero per la causa. A prescindere da dove vadano le simpatie di Carpenter, Il signore del male è comunque molto pessimista, come del resto anche La cosa e Il seme della follia; davanti a esseri che arrivano dallo spazio o da altre dimensioni, la cui caratteristica principale è quella di sfruttare i sensi umani per confonderli e trascinarli nell'abisso, alterando la loro percezione della realtà e persino la loro mente, uomini e donne possono fare ben poco, giusto forse mettere una pezza temporanea per poter almeno provare a vivere tranquilli. Anche così, c'è comunque la consapevolezza che il male esiste, cammina accanto a noi, invisibile agli occhi, e ci osserva aspettando di compiere la sua mossa. L'orrore cosmico de Il signore del male, per quanto ineluttabile ed affascinante, non ha però la complessità matura di un film come Il seme della follia, e "si limita" a tenere in assedio un manipolo di persone, come accadeva già ne La cosa. L'azione della pellicola si svolge interamente all'interno degli ambienti asettici e molto anni '80 (leggi: marroni) di una chiesa, il che concorre a rendere il luogo un labirinto dove può nascondersi qualunque cosa; a peggiorare il tutto, si aggiungono una cripta illuminata solo da candele e dal verde insano del cilindro contenente Satana, e un ambiente esterno che ricorda quasi un fossato, circondato da scale, alte pareti o cancelli dalle punte acuminate, che rende ancora più difficile la fuga ai poveri scienziati protagonisti.


Pochi mezzi dunque, per il buon Carpenter, ma molto ingegno e tantissima espressività. Il make-up di Satana è genuinamente terrificante, un paio di effetti speciali sono disgustosi, e il modo in cui il liquido verde sfida ogni legge della fisica è reso ancora oggi in maniera eccellente, così come la pericolosità dello specchio nel climax del film e nell'agghiacciante finale. A livello tecnico, una delle cose che, ancora oggi, mi terrorizzano sono i messaggi dal futuro (peraltro dei semplici video ripresi mentre venivano riprodotti su uno schermo), probabilmente per la loro incompiutezza reiterata e perché spezzano il ritmo del film aggiungendo ulteriori stranezze ad un film che ne è già pieno, ma il vero "signore del male" è Alice Cooper. L'ho visto in tanti altri horror, non mi ha mai detto nulla, né come uomo né come attore, ma ne Il signore del male mi fa venire voglia di spegnere la TV dal primo momento in cui compare e nascondermi sotto le coperte, perché ha proprio l'espressione vuota di chi potrebbe farti qualunque cosa senza battere ciglio ed è un perfetto araldo della follia demoniaco/possessiva che segue la sua comparsa. E' raro che venga fatto il nome de Il signore del male quando si parla di Carpenter, ed è un peccato, perché è un gioiellino che meriterebbe di essere riscoperto, nonché uno dei pochi horror capaci di farmi davvero paura e di privarmi del sonno per qualche ora. Se non lo avete mai guardato, è il momento migliore per recuperarlo; se lo conoscete, spero di avervi fatto venire voglia di rispolverarlo!


Del regista e sceneggiatore John Carpenter ho già parlato QUI. Donald Pleasence (Prete), Peter Jason (Dr. Paul Leahy) e Alice Cooper (il barbone pazzo) li trovate invece ai rispettivi link.

Victor Wong interpreta il Prof. Howard Birack. Americano, lo ricordo per film come L'anno del dragone, Grosso guaio a Chinatown, Shanghai Surprise, Il bambino d'oro, L'ultimo imperatore e Tremors. E' morto nel 2001.


Jameson Parker
, che interpreta Brian March, era uno dei due Simon del telefilm Simon & Simon; Dennis Dun, che interpreta Walter, era il co-protagonista di un altro film di John Carpenter, Grosso guaio a Chinatown. Se Il signore del male vi fosse piaciuto, recuperate gli altri due film della Trilogia dell'Apocalisse, ovvero La cosa e Il seme della follia. ENJOY!

martedì 4 luglio 2023

Notte Horror 2023: Nightmare 6 - La fine (1991)

Si comincia!! Quest'anno cade il decimo anniversario della Notte Horror Blogger Edition, l'evento estivo nato per commemorare quei begli horror un po' camp ma tanto affascinanti che ci facevano compagnia nelle notti televisive dello scorso millennio, e l'onore di aprire le danze è toccato a Cassidy de la Bara Volante e me. Quello di oggi sarà un inedito #teamTalalay, in quanto Cassidy ha già parlato, alle 21, del film Killer Machine, mentre io affronterò Nightmare 6 - La fine (Freddy's Dead: The Final Nightmare), entrambi diretti dalla regista Rachel Talalay. A fine post troverete il ghiotto programma estivo che vi aspetta nelle prossime settimane ma intanto... ENJOY!


Trama: l'ultimo superstite della mattanza di Freddy Krueger cerca aiuto per sconfiggere definitivamente il temibile assassino, sempre cercando di non addormentarsi...


Probabilmente l'ho già scritto in qualche altro post ma sono passati anni prima che mi venisse il coraggio di guardare un film della serie Nightmare. Questo perché "Naitmer" (mai chiamato Freddy Krueger in vita mia, se non per darmi un tono coi cinèfili) era l'equivalente del babau, evocato dai ragazzi più grandi che, dopo avere visto i film, pensavano bene di raccontarli a noi bambini enfatizzando i dettagli più raccapriccianti ed aggiornandoli agli spauracchi dell'epoca. Quindi "Naitmer" era quello che andava in giro con le siringhe al posto delle dita ad attaccarti l'AIDS, che ti faceva mangiare fino a scoppiare, che usciva dalla pancia delle donne incarnato in un bambino mostruoso ma, soprattutto, era quello con la faccia sfigurata che ti avrebbe aspettato nel buio come un novello Manacerace e, nel caso fortuito non fosse riuscito ad acchiapparti nelle ombre del parco dopo una corsa forsennata per tornare a casa, poteva sempre comparirti in sogno e ucciderti lì. Terrorizzata com'ero, ho aspettato di affrontare "Naitmer" finché non è approdato in prima TV, durante una delle tante puntate di Notte Horror, proprio questo Nightmare 6 - La fine. Facendo due calcoli, il mio primo incontro con Freddy risale dunque a quando avevo 13 anni o giù di lì, quindi vi prego di non stupirvi se parlerò di Nightmare 6 - La fine con tutto l'affetto del caso; all'epoca la visione mi aveva spaventata parecchio e non ci avevo dormito per notti intere, soprattutto a colpirmi fu l'infausto destino del povero Carlos, costretto a vagare, sordo, nell'oscurità dell'iconica zona caldaie tipica della serie, prima che Freddy gli facesse esplodere la testa per mezzo di un supplizio ironicamente crudele. 


A tal proposito, anche a 13 anni qualcosa non mi tornava, e avevo già capito che Nightmare 6 - La fine, per quanto spaventevole, era molto ironico... anche troppo! L'ho riguardato parecchie volte da allora e, nel tempo, sono arrivata a considerare il film della Talalay come una commedia horror zeppa di tocchi weird e allegramente a braccetto col camp ma, a differenza dei puristi, per uno strano cortocircuito mentale ritengo quello del sesto episodio "il mio" Freddy: un Freddy cazzone, loquace, spesso mostrato in forma umana (sì, ho sempre avuto un debole per Robert Englund, che considero un uomo molto affascinante) e, soprattutto, preso fisicamente a botte da due donne con le palle che fanno fare agli uomini una ben magra figura. Che poi Nightmare 6 - La fine sia anche un pasticciaccio brutto zeppo di problemi logici e di continuity è purtroppo vero, ma capita quando vengono scartate un paio di sceneggiature e si chiama Michael De Luca ad aggiustare in corsa l'ultima ritenuta più o meno valida. I problemi cominciano già dai titoli di testa, che collocano gli eventi del film "dieci anni nel futuro", qualunque cosa voglia dire, ed introducono il misterioso John Doe, un ragazzo che rimarrà senza nome fino alla fine del film e che dovrebbe essere l'unico sopravvissuto degli omicidi di Krueger. Il fanciullo, oltre ad avere grossi problemi di amnesia dovuti alla mancanza di sonno, non c'è molto con la testa visto che, per nessun motivo valido, si convince di essere nientemeno che il figlio di Freddy Krueger, e 'sta somma vaccata è l'elemento portante della trama per almeno metà film: John avrà al massimo 20 anni, siamo nel 1991, Freddy è morto nel 1968, anche dando per buono che si parli di Jacob (come doveva accadere in una delle sceneggiature scartate che avevano per protagonista il figlio di Alice) il bambino dovrebbe avere 10 anni, quindi "el calculo non torna". Oltre a questo, sembra che la Talalay e compagnia avessero un'idea assai fantasiosa dei poteri di Freddy e del destino delle sue vittime, tanto che a un certo punto Krueger ha addirittura la facoltà di cancellare il loro ricordo dalla mente delle persone e, per quanto venga detto più volte che fuori dal mondo dei sogni Freddy è solo un essere umano, ad oggi non mi è mai successo di riuscire a cambiare aspetto o arrampicarmi sui muri. My bad.


Certo, queste imperfezioni fanno parte del fascino perverso di Nightmare 6 - La fine. Se pensate che la cosa più trash che si potesse fare fosse introdurre gli occhialini 3D come mezzo per sconfiggere Krueger (al cinema, quando Maggie li indossava, dava una sorta di "segnale" agli spettatori che dovevano fare la stessa cosa e gli ultimi 10 minuti di film sono zeppi di effetti visivi realizzati apposta per enfatizzare l'effetto 3D che, ahimé, rendono ben poco nelle versioni televisive e home video) non avete idea di quanta roba tipicamente anni '90, e conseguentemente invecchiata abbastanza male, sia stata inserita: la passione per il kung fu, il solito ragazzino sballone interpretato dal sempre adorabile Breckin Meyer, gli spezzoni animati come un videogame, i riferimenti alla Nintendo, sono tutti elementi che fanno il paio col terrificante cameo di Johnny Depp, protagonista di uno spot contro la droga e, di conseguenza, una roba talmente ipocrita (non ironica) da fare il giro. Per contro, invece, le sequenze debitrici della follia grottesca di Twin Peaks sono ancora le migliori e dipingono Springwood come una città fantasma popolata da inquietantissimi vecchi ormai rincoglioniti dal dolore (per quanto mi riguarda la fiera semi-deserta è l'apice del film), oppure raccontano un passato oscuro fatto di violenze immotivate e bambini nati folli e crudeli, con un tasso di disagio talmente alto che, probabilmente, all'epoca è stato superato giusto da I gusti del terrore. E poi c'è questa scelta, geniale nella sua follia sconsiderata, di rendere Krueger il personaggio di un cartoon horror. In Nightmare 6 - La fine, Freddy esordisce come la strega cattiva de Il mago di Oz, percula le sue vittime saltellando e facendo le faccette, prepara trappole sfondando la quarta parete nemmeno fosse Wile E. Coyote, si mette in poltrona con joystick e videogame, diventa protagonista di un videoclip allucinogeno accompagnato da In-a-gadda-da-vida e, in due parole, si fa volere bene al punto che verrebbe quasi voglia di vedere soccombere tutte le sue vittime, interpretate da attori mai così poco carismatici (si salvano giusto Breckin Meyer per questioni di aMMore e Yaphet Kotto per rispetto, mentre persino la protagonista Lisa Zane, sorella dell'adorato Billy, è una cagna maledetta). Mi rendo conto di essere in minoranza e di passare anche per folle ma le Notti Horror hanno creato spesso mostri come me, innamorati senza vergogna alcuna delle trashate, quindi non posso fare altro che concludere il post invitandovi a dare una chance a tutti i film di cui parleremo. Probabilmente ci prenderete per matti ma non si sa mai... d'altronde giuravano che Nightmare 6 - La fine sarebbe stato l'ultimo film della saga, e sappiamo tutti com'è andata a finire!!


Di Robert Englund (Freddy Krueger), Breckin Meyer (Spencer), Yaphet Kotto (Doc), Tom Arnold (uomo senza figli), Johnny Depp (presentatore) e Alice Cooper (padre di Freddy) ho già parlato ai rispettivi link.

Rachel Talalay è la regista e co-sceneggiatrice del film. Americana, ha diretto film come Killer Machine, Tank Girl ed episodi di serie quali Ally McBeal, Senza traccia, Cold Case, Supernatural, La zona morta, Sherlock Iron Fist, Le terrificanti avventure di Sabrina, American Gods e Doctor Who. Anche produttrice e attrice, ha 65 anni.


Tra le mille guest star, nel ruolo di donna senza figli e segnata nei credits come Mrs. Tom Arnold, compare Roseanne Barr, mentre Robert Shaye, fratello di Lin Shaye e produttore del film, è l'inquietante bigliettaio delle sequenze iniziali (per la cronaca, compare in piccoli ruoli in tutti i film della saga tranne il terzo e il quinto). Come ho scritto nel post, la sceneggiatura è stata rimaneggiata e riscritta più volte e la prima bozza, scritta nientemeno che da Peter Jackson, prevedeva un Freddy costretto ad invecchiare e a diventare il debole punchball di ragazzini che si sballavano apposta per addormentarsi e andarlo a picchiare; un'altra versione, invece, si basava sul ritorno di Alice e del figlio sedicenne Jacob (con quest'ultimo destinato a diventare protagonista dopo la sorprendente dipartita della madre a metà film), oltre che dei Taryn, Joey e Kincaid di Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, insigniti del ruolo di "Polizia dei sogni" e del compito di inseguire un Freddy fuggito da Springwood dopo avere trascinato l'intera città e i suoi abitanti all'interno della dimensione onirica. A me un po' dispiace che queste idee siano state scartate ma, se di Freddy non ne avete abbastanza, recuperate Nightmare - Dal profondo della notte, Nightmare 2 - La rivincita, Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, Nightmare 4 - Il non risveglio, Nightmare 5 - Il mito, Nightmare - Nuovo incubo e Freddy vs Jason.

Se volete continuare la Notte Horror nelle prossime settimane, di seguito trovate i link ai post di chi ha partecipato prima di me e il Bannerone col resto degli appuntamenti!

La Bara Volante - Killer Machine



domenica 16 dicembre 2018

Fusi di testa (1992)

Siccome guardando Bohemian Rhapsody mi è tornato in mente Fusi di testa (Wayne's World) ho deciso di riguardare col Bolluomo questo film del 1992, diretto dalla regista Penelope Spheeris.


Trama: Wayne e Garth sono due scappati di casa che conducono un programma via cavo, Wayne's World. Un giorno un produttore televisivo decide sfruttare il programma per ottenere i soldi di uno sponsor e assieme alla notorietà arriveranno i guai per Wayne e Garth...



Siccome sono nata quando internet non esisteva ancora, in un paese dove ancora grazie se le antenne riuscivano a captare i programmi RAI e Mediaset, non ho avuto mai modo di conoscere il Saturday Night Live e gli sketch dei comici portati al successo da questa storica trasmissione. Per me Wayne Campbell e Garth Algara sono solo quelli che si vedono in Fusi di testa quindi non ho idea di quali fossero i punti di forza dei personaggi nello show, anche se forse per sopperire alla mancanza basterebbe sfruttare Youtube; da quello che ho capito leggendo qui e là, comunque, trattavasi di sketch nei quali Wayne e Garth parlavano di band metal e ragazze, spingevano eventuali ospiti dello show a dire volgarità assortite oppure immaginavano cose dando vita a scenette oniriche con varie guest star. Quindi, tutto ciò che caratterizzava i due personaggi è stato preso, riversato in un film e, per allungare il brodo, cucito attorno a uno scampolo di trama che, come spesso accade all'interno delle commedie USA, ruota attorno all'inaspettato successo dei due gonzi protagonisti con successiva fregatura di chi li ha apparentemente contattati perché entusiasta del loro programma girato nello scantinato di casa. Tra una battuta e l'altra, Fusi di testa segue le regole auree di questo tipo di film, che vedono i protagonisti passare dalle stelle alle stalle e poi di nuovo alle stelle, con l'amicizia fraterna nonché l'amore tra i personaggi che si spezzano per poi ricomporsi più saldi di prima... o forse no, visto che Fusi di testa ha ben TRE finali e fondamentalmente potete scegliere quello che vi piace di più (il primo, quello Apocalittico, by the way. Ma anche quello alla Scooby-Doo non è male).


Ovvio, un film simile deve piacere e l'umorismo di base è sempre quello USA legato a fisime, pubblicità, luoghi, personaggi che a un pubblico italiano rischiano di dire ben poco ed è questo il motivo per cui ho scelto, perlomeno, di riguardare Fusi di testa in italiano onde consentire al Bolluomo di non doversi sbattere anche cogliendo riferimenti che gli adattatori nostrani hanno pietosamente cambiato, lasciandomi talvolta spiazzata, talvolta perplessa, talvolta deliziata, a seconda dei momenti. Capita infatti di ridere moltissimo guardando Fusi di testa, soprattutto durante le gag più "fisiche" ed infantili, imperniate sulla fondamentale demenza di Wayne e socio, mentre i dialoghi lasciano spesso perplessi e causano giusto il sorriso; niente a che vedere, per intenderci, con Austin Powers, che per inciso mutua parecchi sketch da questo Fusi di testa e prevede comunque un personaggio sfigato dotato di parecchio mojo, tanto da riuscire a portarsi a letto Tia Carrere alla faccia del belloccio Rob Lowe. La cosa più carina di Fusi di testa è comunque sicuramente il continuo riferimento a gruppi più o meno metal, la venerazione dei due protagonisti per gli strumenti musicali e la partecipazione speciale di guest star come Alice Cooper, impegnato in un inaspettato ed esilarante monologo; non male anche la colonna sonora, dove Tia Carrere ci mette davvero la voce benché le sue performance siano interamente proposte in playback, e non male anche i riferimenti cinefili a Terminator 2, che si concretizzano sul prefinale in un momento davvero divertentissimo. Ma, non stiamo nemmeno a parlarne: Fusi di testa merita anche solo per l'omaggio gigantesco a Bohemian Rhapsody, talmente memorabile che è valso a Mike Myers la partecipazione all'omonimo film di Singer. Quindi guardatelo senza paura e immergetevi negli anni di gloria del Saturday Night Live e in quelli, meno gloriosi, dell'orrida moda anni '90 americana!


Di Mike Myers, sceneggiatore e interprete di Wayne Campbell, ho già parlato QUI. Dana Carvey (Garth Algar), Rob Lowe (Benjamin Oliver), Lara Flynn Boyle (Stacy), Kurt Fuller (Russell), Colleen Camp (Mrs. Vanderhoff) e Alice Cooper (se stesso) li trovate invece ai rispettivi link.

Penelope Spheeris è la regista del film. Americana, ha diretto film come Piccole canaglie. Anche produttrice, sceneggiatrice e attrice, ha 73 anni.


Tia Carrere interpreta Cassandra. Hawaiiana, ha partecipato a film come Harley Davidson e Marlboro Man, Fusi di testa 2 - Waynestock, True Lies e a serie quali A-Team, General Hospital, MacGyver, Relic Hunter, The O.C., Nip/Tuck e CSI: Miami; come doppiatrice, ha lavorato in Lilo & Stitch, Johnny Bravo, Uncle Grandpa e I Griffin. Anche produttrice, ha 51 anni.


Brian Doyle-Murray interpreta Noah Vanderhoff. Americano, fratello di Bill Murray, ha partecipato a film come Palle d'acciaio, S.O.S. Fantasmi, Ghostbusters II, JFK - Un caso ancora aperto, Ricomincio da capo, Mi sdoppio in quattro, Qualcosa è cambiato, Stuart Little - Un topolino in gamba e a serie quali Ellen; come doppiatore ha lavorato ne Il dottor Dolittle, Angry Beavers, I Griffin, American Dad! e SpongeBob Squarepants. Anche sceneggiatore e produttore, ha 73 anni.


Frederick Coffin interpreta l'agente Koharski. Americano, ha partecipato a film come Nel buio da soli, Identità e a serie quali Il tenente Kojak, Moonlighting, Ai confini della realtà, Dallas, Hunter, MacGyver, X-Files, Walker Texas Ranger e La signora in giallo. E' morto nel 2003 all'età di 60 anni.


Tra le guest star che sono riuscita a riconoscere ci sono Chris Farley (il logorroico membro della security) e Meat Loaf (Tiny), Robert Patrick (il poliziotto cattivo) mentre Donna Dixon, alias la "donna dei sogni di Garth", è la moglie di Dan Aykroyd. Un plauso va alla genialità degli adattatori italiani, che hanno tolto il riferimento alla pubblicità della Mostarda Grey Poupon (parodiata nel momento in cui Wayne e soci si fermano accanto alla Mercedes parcheggiata) inserendo quello, più comprensibile per il pubblico italiano, allo spot dei Ferrero Rocher . Detto questo, sappiate che esiste un sequel dal titolo Fusi di testa 2 - Waynestock; a me non era piaciuto quanto l'originale ma magari recuperatelo per completezza! ENJOY!


domenica 8 febbraio 2015

Suck (2009)

Nonostante quasi tutta la blogosfera stia parlando del Neozelandese What We Do in the Shadows io, che come sempre rimango indietro a mo' di gambero, mi sono invece finalmente decisa a recuperare la commedia vampirica Suck, diretta e sceneggiata nel 2009 dal regista Rob Stefaniuk.


Trama: i Winners, nonostante il nome, sono una band in declino che cerca in tutti i modi di sfondare, inutilmente. La loro fortuna cambia quando la bassista diventa una splendida vampira ma la strada verso il successo non sarà comunque tutta rose e fiori...


Come sapete, nonostante non sia una grande appassionata di musica (anzi, diciamo pure che sono un'ignorante totale) adoro comunque i musical, soprattutto se di stampo horror. Suck non è proprio un musical, in realtà ripercorre un po' la via tracciata ai tempi da supercazzole cult come Fusi di testa con qualche canzone originale calata in un contesto "realistico" e parecchie guest star a tema, tuttavia è lo stesso dannatamente divertente e piacevole. Il film racconta la storia dei Winners e del loro frontman Joey, uno scalcinato gruppo di musicisti ormai troppo vecchi per poter ancora sfondare e ridotti ad arrabattarsi alla bell'e meglio con concerti a cui non va praticamente nessuno. Alla frustrazione per essere, fondamentalmente, dei musicisti mediocri, si aggiunge il fatto che il manager è uno stronzo profittatore e la bassista una fattona zeppa di problemi che, una sera, si fa irretire da un vampiro ed entra a far parte delle schiere dei non morti; come aveva già scoperto Lestat in quel film maffo che risponde al nome di La regina dei dannati, rock e vampirismo vanno a braccetto e i Winners, superato lo stupore iniziale, capiscono che avere un succhiasangue sul palco rende i concerti automaticamente superlativi e che il successo non è mai stato così facile. Anche troppo facile, a dire il vero. Arrivato ad un letterale crocevia della sua esistenza Joey dovrà decidere se continuare a faticare e sputar sangue nell'attesa dell'inarrestabile declino fisico ed artistico oppure cominciare a succhiarlo approfittando della fondamentale stupidità delle masse, che sempre più spesso guardano all'aspetto e allo stile prima ancora che all'effettiva bravura (i Winners rimangono comunque musicisti banali e mediocri con o senza vampiri sul palco ma basta un po' di vento tra i capelli e il pallore micidiale della bassista a mandare in delirio il pubblico) e lo stesso vale per i manager senza scrupoli.


Questo canovaccio esile ma simpatico viene messo in scena con una goliardia godibilissima che mescola gag ricorrenti e comprensibili da buona parte del pubblico più o meno avvezzo all'horror ad altre un pochino più sottili e dedicate agli spettatori più scafati in campo musicale (in questo senso, io ho riso tantissimo solo davanti alla performance di un'inedito Moby in versione metallozza ma il resto delle citazioni le ho un po' perse per strada...). La regia di Rob Stefaniuk è surreale e demenziale, priva di qualsiasi pretesa di realismo e gli effetti speciali sono stati realizzati di conseguenza, rendendo Suck più un cartone animato con esseri umani che un horror tout court; la scena della cannuccia o le bellissime sequenze in stop motion dove la macchina dei protagonisti percorre una cartina del Canada e degli Usa sempre più insanguinata sono solo degli esempi sia dello spirito con cui è stato realizzato Suck sia, comunque, della cura messa nel tentativo. Gli attori non sono particolarmente eccezionali e persino Malcom McDowell nei panni del cacciatore di vampiri è leggermente sottotono rispetto al solito ma tutti compensano in abbondanza con la simpatia, soprattutto Paul Anthony con quella faccetta da schiaffi e il mitico Hugo interpretato da Chris Ratz, una sorta di Renfield dall'accento francese sfigato da morire e schiavizzato da umani e vampiri. Le comparsate di Alice Cooper nei panni del "traviatore" (affascinante e sballato come non mai) e di un Iggy Pop stranamente saggio e ripulito completano l'opera e catapultano automaticamente Suck nell'olimpo degli instant cult che probabilmente riguarderò fino ad arrivare a conoscerli a memoria. Se non lo avete mai visto dategli una chance e divertitevi!


Di Alice Cooper (il barista) e Malcom McDowell (Eddie Van Helsing) ho già parlato ai rispettivi link.

Rob Stefaniuk è il regista e sceneggiatore della pellicola, inoltre interpreta Joey. Canadese, ha diretto film come Phil The Alien. Anche compositore e produttore, ha un film in uscita.


Jessica Paré interpreta Jennifer. Canadese, ha partecipato a film come L'altra metà dell'amore, Un tuffo nel passato e ha doppiato un episodio di Robot Chicken. Ha 32 anni.


Paul Anthony interpreta Tyler. Canadese, ha partecipato a film come Blade: Trinity, American Mary e a serie come Dark Angel, La zona morta, Masters of Horror e The Flash. Ha 39 anni e tre film in uscita.


Henry Rollins (vero nome Henry Rogers Garfield) interpreta Rockin' Roger. Americano, membro di band come i Black Flag, ha partecipato a film come Johnny Mnemonic, Heat - La sfida, Strade perdute e a serie come Sons of Anarchy; come doppiatore, ha lavorato per le serie American Dad! e Adventure Time. Anche produttore e sceneggiatore, ha 54 anni e un film in uscita.


Dave Foley interpreta Jeff.  Canadese, ha partecipato a film come Tre scapoli e un bebé, Mordimi e a serie come Will & Grace, Scrubs, Desperate Housewives, How I Met Your Mother e Dads; come doppiatore, ha lavorato per film come Bug's Life - Megaminimondo, South Park - Il film: Più grosso, più lungo e tutto intero, Toy Story 2, Cars - Motori ruggenti, Monsters University e serie come Robot Chicken. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 51 anni e un film in uscita.


Oltre ad Alice Cooper (che recita assieme alla figlia Calico Cooper nel ruolo di barista) nel film compaiono il veganissimo Moby nei panni del carnivoro metallozzo Beef, Iggy Pop in quelli di Victor e altri musicisti a me totalmente sconosciuti come Dimitri Coats in quelli del vampiro Queeny, il chitarrista Alex Lifeson in quelli della guardia al confine e Carole Pope in quelli della buttafuori. Per chi poi, come me, si fosse chiesto come abbiano fatto a far recitare un Malcom McDowell così giovane, sappiate che le scene in questione sono state prese dal musical O Lucky Man! del 1973 e poi modificate per adattarle a Suck; se il film vi fosse piaciuto magari recuperatelo (io penso proprio che lo farò visto che ora sono curiosa!) e aggiungete Ragazzi perduti e Ammazzavampiri. ENJOY!

martedì 28 ottobre 2014

Il Bollalmanacco On Demand: Monster Dog - Il signore dei cani (1984)

Ormai ne sono certa, Obsidian mi odia. Perché altrimenti mi avrebbe chiesto la recensione di Monster Dog - Il signore dei cani (Leviatán), diretto e sceneggiato nel 1984 da Claudio Fragasso, per la rubrica On Demand? La prossima volta toccherà a The Cloth, quindi sarà dalla padella alla brace...



Trama: il cantante Vincent Raven torna al paese natale assieme alla band per girare un nuovo video. Lì si troverà alle prese con un'antica maledizione e cani mostruosi...



Monster Dog - Il signore dei cani è talmente noioso che non ci potrete credere. Uno spera di cogliere l'essenza del trash quando partono le immagini di un video dove Alice Cooper, preda di una terribile Identity Crisis, afferma di essere "sometimes James Bond, sometimes Billy the Kid, sometimes Sherlock Holmes", invece tutto finisce lì e lo spettatore voglioso di trashate rimane a bocca asciutta. Vero è che il vecchio Alice per quasi tutto il film rimane un po' incerto sulla sua vera identità dal momento che se ne va in giro per la campagna inglese (spagnola? Italiana?) con degli abiti da paninaro anni '80 assieme a un paio di sfitinzie e il resto della compagnia dei galli, per poi "ravvedersi" ed indarkettonirsi nel corso di un altro trashissimo video mortalmente vintaggio, ma per il resto si ha davvero tutto il tempo di addormentarsi davanti allo schermo. Moster Dog parte come "film con animali malvagi" per poi diventare bruscamente una noiosissima e pretestuosa pellicola sulla licantropia, un cambio di direzione causato dall'irreparabile guasto dell'animatronic canino presente sul set durante i primi giorni di riprese (addio quindi al Monster Dog del titolo, all'anima della sfiga!!) che ha portato Fragasso a riaggiustare la trama in fieri con salti mortali degni del circo Barnum. In assenza dell'animatronic e per non lasciare che gli attori si girassero i pollici sono quindi stati introdotti un vecchio maniaco menagramo, una cucciolata di teneri cagnussi e, soprattutto, un branco di villici cacciatori di lupi mannari che, già che ci sono, decidono di fare trentuno e picchiare/uccidere anche gli amici del presunto mannaro invece di dedicarsi solo a lui, col risultato che per metà film Cooper e compagnia si chiedono chi sia il licantropo mentre l'altra metà è un blando home invasion dove la gente muore e risorge un po' in base a come le fa comodo. Vi chiedete perché mai la gente del paese accetti tranquillamente la presenza di cani assassini oppure perché mai una delle sfitinzie a un certo punto esca dalla casa per farsi un giretto nella brughiera nonostante ci siano orde di creature fameliche pronte a masticarla? Nah, non lo fate.


Come avrete capito tutte le mie speranze erano racchiuse in Alice Cooper, e invece: sciatto, spaesato, perennemente triste e scoglionato, occupato a leggere libri o ad accarezzare cagnolini, il povero Alice si abbassa al livello del resto del cast, un'accozzaglia di tristi figuri e tristissime figure (di tolla) uno più brutto dell'altro. Come già succedeva in Paganini Horror l'infima regia e l'ancor più infima fotografia portano lo spettatore a pensare che la vicenda si svolga SEMPRE di notte, in realtà è buio solo nella magione di Vincent mentre fuori, nonostante la nebbia, è pieno giorno, quindi evidentemente la villa è protetta da un'enorme cupola in stile The Dome, non vedo altra spiegazione. Il bassissimo budget, oltre alla costruzione di un animatronic che, come si dice dalle mie parti, è durato da Natale a S. Stefano, ha portato anche alla meravigliosa trasformazione licantropica sul finale (non vi dico ovviamente chi sia il lupo mannaro per non "rovinarvi la sorpresa" ma sappiate solo che Joe Dante e John Landis hanno riso proprio tanto quando hanno visto quella sorta di Michael Jackson vomitante trasformarsi in quel modo...) e all'utilizzo di pupazzetti di gommapiuma che gli attori si scuotono violentemente davanti alla faccia per simulare l'attacco di cani rabbiosi. Sul finale, poi, Fragasso e compagnia non avranno più saputo come allungare la broda visto che viene riproposto lo stesso video musicale dell'inizio con l'aggiunta di alcune scene tratte dal film, come una sorta di crudele riassunto di tutta la camurrìa a cui lo spettatore ha dovuto assistere fino a quel momento. Se non è cattiveria questa io non so come chiamarla: ciò vale per Fragasso e anche per Obsidian, ovviamente, che ringrazio tanto ma proprio tanto, 'sta schifezza mi mancava ed è giusto averla recuperata ('tacci tua!)!!!

Claudio Fragasso firma regia e sceneggiatura con lo pseudonimo di Clyde Anderson. Originario di Roma, ha diretto film come Zombie 3, After Death (Oltre la morte), La casa 5, Non aprite quella porta 3, Troll 2 e Palermo Milano solo andata. Anche attore, ha 63 anni.


Alice Cooper (vero nome Vincent Damon Furnier) interpreta Vincent Raven. Ovviamente più famoso come cantante che come attore, ha comunque partecipato a film come Il signore del male, Nightmare 6 - La fine, Horror in the Attic e Dark Shadows. Ha 66 anni.


Pare che la versione giapponese di questo capolavoro sia un po' più lunga, con qualche secondo di gore in più durante l'attacco dei pupazz... ehm, dei cani; tutti in Giappone dunque a cercarla, ma se non avete i soldi per il viaggio e avete amato Monster Dog recuperate tranquillamente Rats - Notte di terrore o qualche altra fragassata a piacere! ENJOY!

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