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martedì 17 giugno 2025

Bolla Loves Bruno: The Jackal (1997)

Rirendiamo un po' le fila del discorso anche con la rubrica Bolla Loves Bruno, dopo ben quattro mesi. Oggi tocca a The Jackal, diretto nel 1997 dal regista Michael Caton-Jones.


Trama: dopo la morte del fratello per mano di agenti dell'FBI e di un maggiore russo, un potente boss della mala decide di ingaggiare il misterioso killer The Jackal per vendicarsi. L'FBI chiede così l'aiuto di Declan Mulqueen, ex membro dell'IRA recluso in un carcere americano, nonché l'unica persona al mondo a conoscere il volto dello "sciacallo"...


Dopo l'insuccesso commerciale di Ancora vivo, Bruno ha azzeccato uno dei ruoli migliori della sua carriera grazie al Korben Dallas de Il quinto elemento e si è dato a qualche doppiaggio, prima di comparire in un episodio di Innamorati pazzi nei panni di se stesso. The Jackal arriva nel 1997 sotto i peggiori auspici, perché è il remake del Il giorno dello sciacallo, ed è talmente distante dalla trama fantapolitica imbastita dallo scrittore Frederick Forsyth che quest'ultimo chiede e ottiene di non venire mai citato nei credits. The Jackal, dunque, si dichiara "ispirato", non tratto, dal film Il giorno dello sciacallo (perché nemmeno i realizzatori di quella pellicola erano felici di essere stati tirati in ballo!) e sposta l'azione dalla Francia post seconda guerra mondiale a un'America post guerra fredda in cui FBI ed esercito russo collaborano in apparente serenità. Durante un'operazione congiunta tra le due agenzie, ci rimette la pelle il fratello di un boss della mala russo, il quale si vendica commissionando all'inafferrabile killer The Jackal l'omicidio del capo dell'FBI. Una volta capito che la minaccia è reale, l'FBI e l'esercito russo tirano fuori dal carcere Declan Mulqueen, ex membro dell'IRA che, per motivi legati al suo violento passato, conosce sia il volto che il modus operandi di The Jackal e, soprattutto, ha un conto in sospeso con lui. The Jackal è il tipico "thriller" a base di spie e assassini, che porta lo spettatore a fare il giro del mondo mettendo in campo un killer internazionale che preferisce confondere le acque fino all'estremo, piuttosto che andare da punto A a punto B. La sensazione di stare seduti sulle montagne russe deriva non solo dal continuo cambio di setting ma, soprattutto, dal fatto che Bruce Willis, nei panni di The Jackal, utilizza almeno una ventina di travestimenti diversi, a seconda delle persone con le quali deve interagire e di ciò che è meglio per il compimento della sua missione. La sovrabbondanza di versioni di Bruce Willis, per inciso, era uno dei motivi per cui avevo guardato The Jackal almeno tre volte, all'epoca, approfittando di una videocassetta acquistata assieme a Panorama.


Riguardando The Jackal oggi, ci si rende conto che quei travestimenti sono un po' cheesy e si affidano anche troppo alla natura idiota delle persone che interagiscono con l'assassino (un esempio su tutti: quando, poco prima del finale, The Jackal si traveste da poliziotto durante un evento di massima sicurezza e si permette di farsi i cazzi propri seduto su una panchina, come uno spettatore qualsiasi, e nessuno passa a dirgli di alzare il culo e tornare a lavorare!). Da un punto di vista strettamente attoriale, invece, è una soddisfazione vedere Bruce Willis mantenere un'aura di freddezza glaciale anche sotto i travestimenti più innocui e "compagnoni", così che The Jackal spicchi sempre per carisma rispetto a chi lo circonda, anche quando indossa una camicia di flanella. Lo stesso non si può dire, purtroppo, per Richard Gere, impegnato nell'ennesimo ruolo di piacione dal triste passato. Se, talvolta, il film risulta noioso, è proprio perché il personaggio di Mulqueen non ha la ruvidezza di un terrorista dell'IRA che è stato rinchiuso in un carcere di massima sicurezza per decenni ma sembra, piuttosto, un poliziotto mancato, buonino come Lupo de Lupis. Aggiungo, inoltre, che il doppiaggio italiano (all'epoca ancora meritevole di essere annoverato tra i migliori del mondo) ha messo una pezza all'atroce accento OIRISH in cui si profonde Richard Gere, più fasullo dei travestimenti di Willis. Fa invece sorridere, sempre parlando di attori, vedere un giovanissimo Jack Black nel ruolo di nerd irritante, un J.K. Simmons non ancora famoso usato come un qualsiasi, anonimo attore da infilare nel ruolo di agente dell'FBI, e Daniel Dae Kim come semplice comparsa. Il cast femminile sarebbe anche interessante, purtroppo The Jackal è un film di uomini in cui anche le donne forti, di riffa o di raffa, vengono ridotte al rango di donzelle da difendere, sedotte dal fascino mariuolo di Mulqueen, quindi sia Valentina che Isabella sono degli archetipi, più che dei personaggi con una profondità. In sostanza, The Jackal è il tipico film fine anni '90, con tante belle facce più o meno famose ma privo di stile o guizzi particolari; non è brutto, perché si guarda con piacere, ma è anonimo e sempre a un passo dall'essere mediocre, più che "medio". Per fortuna, c'è tantissimo Bruce Willis in tutte le salse, quindi non potrò mai volergli male. 


Di Bruce Willis (The Jackal), Richard Gere (Declan Mulqueen), J.K. Simmons (Witherspoon), Jack Black (Lamont), Sophie Okonedo (Ragazza giamaicana) e Daniel Dae Kim (Akashi) ho parlato ai rispettivi link.

Michael Caton-Jones è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Doc Hollywood - Dottore in carriera, Rob Roy e Basic Instinct 2. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 68 anni. 


Sidney Poitier
interpreta Preston. Americano, lo ricordo per film come La parete di fango, I gigli del campo, La più grande storia mai raccontata, La calda notte dell'ispettore Tibbs, Indovina chi viene a cena?, Omicidio al neon per l'Ispettore Tibbs, 'L'organizzazione' sfida l'ispettore Tibbs, Nikita spie senza volto e I signori della truffa. Anche regista, produttore e sceneggiatore, è morto nel 2022.


Il ruolo di The Jackal era stato offerto inizialmente a Richard Gere, che ha rifiutato perché preferiva interpretare l'eroe (per il ruolo di Declan erano in lizza Richard Dean Anderson, Alec Baldwin, Jeff Bridges, Gary Busey, Kevin Costner, Harrison Ford, Mel Gibson, Tommy Lee Jones, Michael Keaton, Liam Neeson, Ron Perlman, Dennis Quaid, Arnold Schwarzenegger, Steven Seagal, Sylvester Stallone e Patrick Swayze); non è la prima volta che Richard Gere era stato chiamato per un ruolo andato poi a Bruce Willis, a cominciare dal John McClane di Trappola di cristallo. Rimanendo in tema attori, The Jackal è stato l'ultimo film distribuito in sala in cui ha lavorato Sidney Poitier, prima di dedicarsi a film TV e documentari. Come ho scritto nella recensione, The Jackal è ispirato a Il giorno dello sciacallo, che vi consiglio di vedere se vi interessa l'argomento, per poi provare la serie The Day of The Jackal, uscita qualche anno fa. ENJOY! 



domenica 17 dicembre 2017

The Mothman Prophecies - Voci dall'ombra (2002)

Agli inizi di agosto ho recuperato con Mirco The Mothman Prophecies - Voci dall'ombra (The Mothman Prophecies), diretto nel 2002 dal regista Mark Pellington e tratto dal libro omonimo di John Keel.


Trama: dopo un incidente stradale, la vita del giornalista John Klein viene stravolta. Passati due anni, a causa di circostanze misteriose l'uomo si ritrova nella cittadina di Point Pleasant, dove comincia ad essere perseguitato da un'inquietante presenza palesatasi anche ad altri abitanti del luogo...



Da un paio d'anni abbiamo preso l'abitudine di andare alla Sagra del Raviolo di Merana (a proposito, andateci perché le signore del luogo fanno dei ravioli spettacolari!! La sagra di solito si tiene gli ultimi due weekend di giugno) con Mirco e una coppia di amici, concludendo la serata con un giro per i campi dei dintorni. Durante queste scampagnate serali, è capitato che l'uomo dell'altra coppia palesasse terrore all'idea che potesse comparire all'improvviso l'Uomo Falena, malefica creatura nominata spesso da Giacobbo in Voyager (così pare, che mi vanto di non averne vista nemmeno una puntata) e conosciuta persino dal Bolluomo; presa da questi "misteri giacobbi", all'improvviso mi è tornata alla mente l'esistenza di The Mothman Prophecies, film che avevo visto al suo primo passaggio televisivo e di cui non ricordavo molto a parte la presenza di Richard Gere e dell'Uomo Falena del titolo. In un attimo ho proposto a Mirco di guardarlo e, una volta conclusa la visione, ho finalmente capito perché la pellicola di Mark Pellington era scivolata via dalla mia memoria come acqua. The Mothman Prophecies è purtroppo uno di quei thriller sovrannaturali che andavano di moda a inizio millennio, pellicole volte ad un pubblico di persone magari un po' più agée che disdegnavano l'horror tout court ma apprezzavano qualche brivido sporadico, magari condito da grandi nomi alla regia o tra gli attori; mi vengono in mente per esempio il fiacco Le verità nascoste, Gothika oppure il più riuscito The Gift, anche se probabilmente il massimo esponente del genere è il bellissimo The Others. Non che questo genere di film mi dispiaccia, per carità, tuttavia nel caso di The Mothman Prophecies si avverte la palese volontà di dare in pasto al pubblico un film cervellotico ed inutilmente complicato, quasi si volesse rassicurare gli spettatori di NON stare guardando un horror per ragazzini bensì l'elaborazione del lutto di un uomo maturo ma coinvolto suo malgrado in una vicenda sovrannaturale senza soluzione. Alla base di tutto sta la leggenda "vera" dell'Uomo Falena, creatura avvistata negli anni '60 da parecchi abitanti di Point Pleasant proprio a ridosso del crollo di un ponte sul fiume Ohio e ritenuta conseguentemente "responsabile" dell'incidente; la natura di questo mito all-American non viene mai specificata nel corso del film e allo spettatore viene lasciato il compito di decidere se il Mothman (o Indrid Cold che dir si voglia) è buono, malvagio o semplicemente menefreghista, un essere che decide di giocare con la mente del protagonista "perché sì". Sempre che John Klein non sia invece semplicemente matto e tutto ciò che accade attorno a lui non siano semplici coincidenze, ovvio.


Il difetto più grande di The Mothman Prophecies è che la vicenda principale, che di per sé sarebbe anche interessante, viene trascinata per un tempo che pare infinito e privata d'intensità da una marea di divagazioni, telefonate misteriose, ricordi lacrimevoli, momenti morti durante i quali Richard Gere pare non sapere bene che pesci prendere e collegamenti tra passato, presente e futuro poco comprensibili e spesso forzati. La sceneggiatura farraginosa arriva così a penalizzare una regia splendida ed elegante, fatta di simmetrie ricercate, dettagli importanti, figure che vengono messe a fuoco con la coda dell'occhio, sinistre ombre dal significato ben preciso e immagini oniriche che rimangono più impresse persino della devastante sequenza finale, durante la quale molti nodi vengono al pettine e che non sfigurerebbe in un disaster movie; personalmente, ho apprezzato molto anche la scelta di non mostrare mai chiaramente l'Uomo Falena, preferendo ricorrere a sagome, disegni oppure immagini molto sfocate, cosa che riesce ad alimentare la fantasia dello spettatore costretto a basarsi sui racconti dei personaggi invece di venire imboccato da una banale quanto farlocca CGI. Altro aspetto positivo della pellicola è la bella colonna sonora del duo newyorkese Tomandandy (da me già molto apprezzati in Sinister 2 e già collaboratori di Mark Pellington in occasione della realizzazione di Arlington Road), uno score in grado di sottolineare ed enfatizzare la natura misteriosa ma allo stesso tempo malinconica del film, compenetrandosi naturalmente con le belle immagini girate dal regista. In sostanza, se The Mothman Prophecies fosse stato un film muto, o magari un thriller sovrannaturale meno ambizioso ed inutilmente complicato per quel che riguarda la trama (preferibilmente con altri attori, visto che a parte Will Patton qui non c'è nessuno di particolarmente memorabile in quanto ad interpretazioni) sarebbe probabilmente venuto fuori un capolavoro ma così non è stato e sinceramente temo che tra qualche mese sarò tornata dimenticarmi dell'Uomo Falena e del suo simpaticissimo modo di portare una jattura incredibile.


Di Richard Gere, che interpreta John Klein, ho già parlato QUI mentre Laura Linney (Connie Mills) e Will Patton (Gordon Smallwood) li trovate ai rispettivi link.

Mark Pellington è il regista della pellicola, inoltre compare nei panni di un barista ed è la voce originale Indrid Cold. Americano, ha diretto film come Arlington Road - L'inganno ed episodi della serie Cold Case. Anche produttore, sceneggiatore e attore, ha 55 anni e tre film in uscita.


Debra Messing interpreta Mary Klein. Americana, adorata Grace della serie Will & Grace (a settembre il ritorno!!!), ha partecipato a film come Il profumo del mosto selvatico, ... e alla fine arriva Polly e ad altre serie come NYPD. Anche produttrice, ha 49 anni.


Esiste un altro film imperniato sulla figura dell'Uomo Falena, il televisivo Mothman, oppure un documentario del 2011 intitolato Eyes of the Mothman; non avendoli mai visti non posso consigliarli ma se The Mothman Prophecies vi fosse piaciuto potreste sempre recuperare Echi mortali, Le verità nascoste, The Gift e magari anche il primo Final Destination. ENJOY!

Per ulteriori approfondimenti sull'Uomo Falena vi rimando all'interessante articolo sul blog Nocturnia, QUI.

mercoledì 11 settembre 2013

Comic Movie (2013)

Spinta da non so  nemmeno io quale follia cosmica ho deciso di recuperare, nonostante non fosse uscito dalle mie parti, Comic Movie (Movie 43), film a episodi diretto nel 2013 da una ridda di registi che troverete nominati in fondo al post. "Bolla, come sei raffazzonata oggi!", direte voi. Beh è quel che si merita questo capolavoro...


Trama (versione internazionale*): due ragazzi decidono di giocare all'insopportabile e saccente fratellino haker un tiro mancino. Per fargli abbandonare l'inseparabile portatile e zepparglielo di virus lo attirano fuori da camera sua con la richiesta di cercare un film assolutamente introvabile e proibito (nonché inventato sul momento), ovvero Movie 43. Dopo vari tentativi, che portano alla visione di filmati al limite dell'indecenza, salta fuori che la pellicola esiste davvero... e potrebbe scatenare la fine del mondo!
*La trama riportata si riferisce alla versione internazionale del film. Negli USA la cornice è leggermente più sensata e vede un regista (Dennis Quaid) completamente folle cercare di vendere Movie 43 a un produttore (Greg Kinnear) presentandogli man mano tutti gli spezzoni che lo compongono e conta, tra le guest star, anche Seth MacFarlane. Nel DVD di Comic Movie, inoltre, è stato inserito anche Find Our Daughter, episodio che ha per protagonisti Julianne Moore e Tony Shalhoub.


Partiamo dal titolo, vah. Comic Movie è l'ovvio tentativo italiano di attirare quei poveri gonzi che vanno al cinema solo per vedere quei tristissimi film/parodia che scimmiottano le mode del momento come Superhero Movie, Epic Movie, Scary Movie, etc. etc. Poveri gonzi, diffidate dagli infingardi distributori perché nonostante l'umorismo di bassa lega sia più o meno simile Comic Movie è una raccolta di cortometraggi tenuti malamente assieme da una cornice "narrativa" che li lega l'uno all'altro, non c'eentrano nulla né i fumetti né la comicità. A quelli che invece, come me, sapevano a cosa sarebbero andati incontro, dico solo che i gran nomi di richiamo presenti nella pellicola pregheranno i loro dei perché i fan si dimentichino del loro coinvolgimento in quello che, a conti fatti, è uno dei film meno divertenti, più noiosi, patetici e disgustosi del globo terracqueo. Una roba che, al confronto, F is for Fart è un serio e nobile capolavoro dell'avanguardismo giapponese. Detto questo, cercate di seguirmi in questo excursus delle storie presenti in Comic Movie (seguono alcuni SPOILER ma chissenefrega, insomma. Se non volete leggerli saltate al sesto paragrafo).


Comic Movie mi ha fatto ridere all'inizio. Non posso dire di no, sarei falsa come Giuda se negassi l'evidenza. Ammetto anche che la storia di contorno mi ha incuriosita perché volevo davvero sapere dove sarebbero andati a parare con la questione del Movie 43. Quindi, andiamo con ordine. Il cortometraggio con Hugh Jackman e Kate Winslet è quello che, cronologicamente, è stato girato per primo ed è servito da esca per distributori e attori famosi nel corso dei dieci anni di gestazione di questa mmmmerda. Indubbiamente, fa stramazzare al suolo dalle risate soprattutto per le facce che fa la Winslet davanti ad un Jackman sempre bellissimo ma con un difetto fisico a dir poco imbarazzante e funziona perché basato su uno sketch vecchio come il cucco: nessuno si accorge di tale difetto o comunque tutti scelgono di ignorarlo tranne la protagonista, che si ritrova sempre più in difficoltà. Segue l'altrettanto simpatico Homeschooled, con Naomi Watts e quel gran figo di Liev Schreiber che decidono di educare il figlio adolescente a casa, fungendo non solo da insegnanti ma anche da bulli, primi amori e quant'altro. Una roba surreale che mi ha strappato altre grasse risate, così come ha fatto la prima sequenza di The Proposal... almeno finché la proposta della svampita Anna Faris (Will you poop on me?) non viene messa in atto. E' un mio limite, lo so, ma l'umorismo scatologico a base di scoregge e cacca (non merda, c'è differenza!!) non mi fa affatto ridere. Così come mi intristisce vedere Richard Gere e Uma Thurman nei ruoli più sputtananti della loro carriera, il primo nei panni del manager che si ritrova a dover combattere contro la stupidità degli adolescenti che vorrebbero scoparsi il primo IPod fatto come una donna vera e la seconda in quelli di un'imbarazzante Lois Lane stalkerata da Superman in quella che potrebbe essere la peggiore presa in giro di sempre del rapporto tra Batman e Robin. Per fortuna arrivano le meravigliose accoppiate Kieran Culkin/Emma Stone e Chloe Moretz/Christopher Mintz-Plasse a risollevare l'atmosfera con due simpatici sketch abbastanza piacevoli e originali... se non fosse che a dare il carico a coppe e affossare definitivamente Comic Movie ci pensano gli ultimi quattro cortometraggi, che meritano per questo un paragrafo a parte.


Happy Birthday vede il bellissimo Gerard Butler nei panni di un lepricauno. La cosa non fa ridere, il corto è di una deficienza rara e scommetto quel che volete che il doppiaggio italiano non riuscirà a riprodurre l'unico elemento piacevole, ovvero l'accento "oirish" del nanetto. Il finale poi è l'equivalente di una di quelle barzellette sporche e idiote che raccontano gli ultimi derelitti del pianeta quando al bar la conversazione langue, sul serio. Segue Truth or Dare, con un'imbarazzante Halle Berry alla quale dovrebbero venire frantumati i denti con l'immeritato Oscar vinto ormai troppi anni fa. L'apice del becerume viene toccato quando, nel corso delle sfide (di una deficienza incredibile su una scala da 0 a Zach Galifianakis in Una notte da leoni) tra lei e il tizio con cui ha un appuntamento al buio, la signora Berry prepara il guacamole con la tetta destra o decide di trasformarlo in un cinese. Mamma mia, le matte risate, guarda. Mel Brooks, prendi esempio e vergognati. Non bastasse questo capolavoro di umorismo, ecco arrivare l'insignificante Victory's Glory, che vorrebbe parodiare quei film dove la squadra composta da outsider vince la partita dopo un edificante discorso del coach e lo fa mettendo in bocca a quest'ultimo parolacce, banalità e incitazioni a percuotere col fallo gli avversari (sic). Ancora non vi basta? Credete davvero che nulla possa superare il cattivo gusto di vedere esplodere un uomo investito e poi immerso nelle sue feci? O, ingenue creature! Dopo i titoli di coda vi aspetta Beezel, un simpatico gatto animato gay e in odore di Troma che si sodomizza da solo con uno spolverino mentre guarda il suo padrone fare sesso con la fidanzata! Dov'è Fritz il gatto? Vatti a nascondere, cartonetto per educande!! E potrei continuare per ore, ma anche no.


Madonna quanto ho scritto. E ciò è male perché mi si dice che un bravo critico, cosa che effettivamente non sono, è in grado di condensare le sue opinioni in poche righe. Ok. Questo film è Lammerda©. Buono solo per lo spezzone con la Winslet e Jackman e per i due finti spot dal gusto assurdo che richiama molto quello de I Griffin, il resto non ha ragione di essere. Come ho detto, non fa ridere. E un film comico che non fa ridere, giusto per mettersi allo stesso livello di Comic Movie, è utile come un chiulo senza buco.

Ecco la fine che merita Comic Movie...
Di Griffin Dunne, regista del segmento “Veronica”, ho già parlato QUI, Elizabeth Banks, regista di Middleschool Date e co-protagonista dell'episodio Beezel nei panni di Amy, la trovate QUA e Brett Ratner, regista di Happy Birthday, è già stato nominato in questo post. Beezel invece è stato girato da James Gunn. Hugh Jackman (David), Kate Winslet (Beth), Liev Schreiber (Robert), Naomi Watts (Samantha), Kieran Culkin (Neil), Emma Stone (Veronica), Justin Long (finto Robin), Jason Sudeikis (falso Batman), Leslie Bibb (falsa Wonder Woman), Christopher Mintz-Plasse (Mikey), Chloe Grace Moretz (Amanda), Gerard Butler (i due lepricani), Sean William Scott (Brian), Halle Berry (Emily) e Terrence Howard (Coach Jackson) li trovate invece ai rispettivi link.

Peter Farrelly è il regista della “cornice” originale del film e degli episodi The Catch e Truth or Dare. Americano, ha diretto pellicole come Scemo & più scemo, Tutti pazzi per Mary, Io, me & Irene, Osmosis Jones e Amore a prima svista. Anche produttore, sceneggiatore e attore, ha 57 anni e in progetto il film Dumb and Dumber To, al momento in fase di pre-produzione.


Steven Brill è il regista della “cornice” del film e dell’episodio IBabe. Americano, ha diretto pellicole come Little Nicky – Un diavolo a Manhattan e Without a Paddle – Un tranquillo weekend di vacanza. Anche attore, sceneggiatore e produttore, ha 51 anni e un film in uscita.  


Steve Carr è il regista dell’episodio The Proposition. Americano, ha diretto film come Il dottor Dolittle 2 e L’asilo dei papà. Anche produttore, ha 51 anni e un film in uscita.


Anna Faris interpreta Vanessa. Americana, la ricordo per film come Scary Movie, Scary Movie 2, Lost in Translation, Scary Movie 3, I segreti di Brokeback Mountain, Scary Movie 4 e My Super Ex-Girlfriend, inoltre ha partecipato alla serie Friends. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 37 anni e un film in uscita.


Chris Pratt interpreta Jason. Americano, ha partecipato a film come Wanted - Scegli il tuo destino, Jennifer's Body, Zero Dark Thirty e alla serie The O.C. Ha 34 anni e quattro film in uscita tra cui Lego - The Movie e Guardians of the Galaxy.


Richard Gere (vero nome Richard Tiffany Gere) interpreta il capo nell'episodio IBabe. Americano, ex sex symbol degli anni '80/'90, lo ricordo per film come American Gigolo, Ufficiale e gentiluomo, Pretty Woman, Sommersby, Il primo cavaliere, The Jackal, Se scappi ti sposo, Autumn in New York, Il Dottor T & le donne, The Mothman Prophecies - Voci dall'ombra, Chicago Hachiko - Il tuo migliore amico. Anche produttore e regista, ha 64 anni e un film in uscita.


Uma Thurman (vero nome Uma Karuna Thurman) interpreta la finta Lois Lane. Qui parliamo di una delle muse di Tarantino nonché una delle mie attrici preferite, che ricordo per film come Le relazioni pericolose, Pulp Fiction, Batman & Robin, Gattaca - La porta dell'universo, I miserabili, The Avengers - Agenti speciali, Vatel, Kill Bill, Be Cool My Super Ex-Girlfriend. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 43 anni e quattro film in uscita tra cui Nynphomaniac, ma quello che stiamo aspettando tutti con ansia è Kill Bill 3, annunciato ma sempre rimandato!!


Will Graham e Rusty Cundieff sono altri due registi impelagati nel progetto di cui tuttavia non ho mai sentito parlare mentre James Duffy, regista di SuperHero Speed Dating, ha all’attivo solo il corto che lo ha ispirato, Robin’s Big Date. Un altro segmento tratto da un corto già esistente (Machine Child) è l’interessante Machine Kids, usato come una sorta di “pubblicità progresso” e diretto da Jonathan Van Tulleken, regista di alcuni episodi della serie Misfits. Passiamo ora agli altri attori più o meno famosi coinvolti nel progetto: nel corso del film troviamo Jack McBrayer, lo stagista della serie 30 Rock, la Veronica Mars Kristen Bell, la voce originale del griffiniano Joe, Patrick Warburton, la star della serie Jackass Johnny Knoxville, il comico inglese Stephen Merchant, quella vajassa di Snookie e il protagonista dei tre Transformer Josh Duhamel. Ci hanno invece visto lungo e hanno mandato al diavolo il progetto George Clooney (che avrebbe dovuto recitare nei panni di sé stesso), Colin Farrell (interpellato per il ruolo del leprecauno) e persino i campioni del cattivo gusto Ray Parker e Matt Stone, creatori di South Park, che avrebbero dovuto dirigere uno degli episodi. Ringraziate inoltre, per una volta, l’audience americana che ha bocciato durante un test screening l’episodio dove Anton Yelchin interpretava un necrofilo perché non voglio nemmeno sapere dove sarebbero andati a parare! Detto questo, non saprei cosa consigliarvi se vi fosse piaciuto Comic Movie. Forse un buon psichiatra? ENJOY!!

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