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venerdì 23 dicembre 2022

Violent Night (2022)

Lo aspettavo... beh, lo aspettavo come si aspetta il Natale, ma mi ha fatto penare questo introvabile Violent Night (no, il titolo italiano non esiste), diretto dal regista Tommy Wirkola. Con l'occasione, faccio tantissimi auguri di Natale ai pochi che ancora hanno voglia di seguire questo blog azzoppato come una renna anziana! Ci sentiamo tra qualche giorno con le classifiche di fine anno! 


Trama: la notte di Natale, una facoltosa famiglia viene presa in ostaggio da un gruppo di criminali e tocca proprio a un riluttante Babbo Natale risolvere la situazione...


La settimana prossima la programmazione del blog sarà ridotta per ovvi motivi festaioli e anche perché mi dedicherò alle consuete classifiche di "chiusura" , quindi quella di Violent Night sarà l'ultima recensione del 2022 e, vi avviso, non sarà oggettiva. Rilassata come non mai, felice come una bambina che per la prima volta in vita sua vede un film di Tommy Wirkola in sala e, soprattutto, consapevole di stare per guardare un'epica pu**anata graziata dalla presenza di quel gran figo di David Harbour, non avete idea di quanto mi sia goduta Violent Night alla faccia di tutte le (giuste, per carità, ma qui non ci sarà spazio per il disfattismo) critiche piovute sul film. Anche perché, siamo onesti, chi è andato al cinema per aspettarsi qualcosa di non derivativo o arguto partiva svantaggiato in partenza, ché qui gli sceneggiatori non vanno tanto per il sottile e confezionano il più classico, trito dei film natalizi con tanto di morale e messaggio consolatorio annesso, passando però attraverso il cinismo bolso e ubriacone di un Babbo Natale ex guerriero vichingo costretto a salvare i membri della peggiore delle famiglie (le cui personalità sono state scritte sul retro di uno scontrino) da un commando di delinquenti assortiti (le cui personalità sono state scritte sul retro di un biglietto della metro). I "sentimenti" positivi sono cheap quanto quelli negativi, tanto che non c'è nemmeno il tempo di commuoversi come accadeva davanti ai dialoghi tra uno spaventato Bruce Willis e l'amico a distanza Reginald VelJohnson in Trappola di cristallo (nume tutelare, assieme a 58 minuti per morire, dell'intera operazione) e persino le tenere bambine in difficoltà sono delle iene di rara perfidia, nonostante il loro nome figuri nell'elenco dei buoni. La particolarità di Violent Night è dunque quella di non essere particolare affatto, eppure i realizzatori sono riusciti a dosare ogni singolo cliché e omaggio in modo che il risultato finale fosse divertente, dissacrante e, soprattutto, interessante dall'inizio alla fine.


L'aspetto più gradevole di Violent Night, per quanto mi riguarda, è stato proprio quello di "stravolgere" le tradizioni dei classici film di Natale e di estremizzare quelli che lo sono diventati col tempo (vedi la parentesi "realistica" su Mamma ho perso l'aereo) tingendoli delle pennellate sanguinolente del "solito" Tommy Wirkola, colui che della tamarreide ha fatto un'arte al punto da rendere piacevole anche roba come Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe; se, alla fine di quella trashata piaciuta solo a me e ad altre tre persone, mi ero augurata di vedere presto un seguito, il medesimo pensiero ha fatto capolino anche alla fine di Violent Night, perché io amerei molto godermi di nuovo il Babbo Natale di David Harbour e conoscere anche i suoi elfi e la Signora Natale (!). Ciò detto, rimanendo in tema David Harbour, lo sceriffo Hopper non potrà MAI scalzare l'adorato Bruno dal mio podio personale di figoni del cinema action, ma non posso nemmeno negare che un pezzetto del mio cuore sia già suo da tempi non sospetti, e vedere il suo corpicione (cit) ignudo coperto di tatuaggi mi ha fatto fare la stessa esclamazione eccitata di Amy in The Big Bang Theory; David ha il phisique du role perfetto per interpretare un Babbo Natale ubriaco e sfatto, ma è anche pregevolissimo come riluttante eroe "di menare", soprattutto quando viene armato con dolorosissimi oggetti contundenti. Voto dieci anche a Leguizamo, che finalmente è riuscito a riprendersi il ruolo di malvagio natalizio che gli spettava già dal 1990 e che, circondato da un codazzo di henchmen uno più esilarante dell'altro, migliora ulteriormente la qualità dell'operazione. Personalmente, ritengo che il periodo festivo non potesse cominciare meglio e non vedo l'ora di riguardare Violent Night fino a farlo diventare uno dei miei classici natalizii! 


Del regista Tommy Wirkola ho già parlato QUI. David Harbour (Babbo Natale), John Leguizamo (Scrooge), Beverly D'Angelo (Gertrude), Cam Gigandet (Morgan Steel), Brendan Fletcher (Krampus) li trovate invece ai rispettivi link.


André Eriksen, che interpreta Gingerbread, aveva già lavorato con Wirkola in The Trip. Ciò detto, se Violent Night vi fosse piaciuto recuperate Trappola di cristallo e Babbo bastardo. ENJOY!



mercoledì 24 novembre 2021

The Trip (2021)

Se non fosse stato per Lucia, che a differenza mia è sempre sul pezzo, non mi sarei nemmeno accorta che su Netflix era uscito l'ultimo film diretto e co-sceneggiato da Tommy Wirkola, The Trip (I onde dager).


Trama: marito e moglie vanno in una baita isolata per un weekend, ognuno intenzionato a fare la pelle all'altro. Destino vuole, nella baita si nascondono tre evasi che scombineranno non poco i loro piani omicidi...


All'interno di una camera da letto dai colori sgargianti, un uomo e una donna sanciscono la fine del loro matrimonio con un plot twist degno di una telenovela. Ohibò, ma E' una telenovela, la versione norvegese de gli Occhi del cuore e Lars, protagonista di The Trip, è il René Ferretti della situazione, un regista fallito sia come artista sia come uomo il quale, in maniera assai goffa, con chiunque abbia la compiacenza di starlo ad ascoltare si prepara un alibi per l'imminente omicidio della moglie Lisa. L'idea è quella di andare nella baita dell'anziano padre e, con la scusa di una gita in montagna finita male, far fuori la donna, non fosse che, Shyamalan twist... anche Lisa ha accettato la proposta di un weekend in baita solo per fare fuori Lars! Insomma, i due si odiano e non c'è da stupirsi: quella che era nata come una storia d'amore tra artisti (Lisa è un'attrice fallita quanto Lars) è diventata una palude di risentimento, resa ancora più infida e profonda da debiti, tradimenti, bugie, e chi più ne ha più ne metta. Wirkola si diverte ad esplorare questo matrimonio in rovina mettendo in scena, almeno all'inizio, un confronto più psicologico che fisico, che serve a delineare le personalità dei due coniugi dirottando tutta la nostra simpatia di spettatori verso Lisa, donna combattiva e senza troppi fronzoli che si è ritrovata un'ameba per marito, uno che non si occuperebbe nemmeno delle parti più cruente di un eventuale omicidio, lasciandole ad altri perché disgustato dalla vista del sangue. La situazione di "stallo" si risolve nel momento esatto in cui Lars e Lisa scoprono che la baita è diventata il rifugio di tre evasi e lì, ovviamente, le dinamiche si complicano e Wirkola si butta su quello che sa fare meglio: sbragare.


The Trip
viene definita dai più "commedia horror". In realtà, se andiamo a vedere, è vero che ci sono alcuni momenti in cui persino io, a fronte del periodo abbastanza negativo che sto passando, ho riso di cuore (il padre di Lars è già personaggio dell'anno, senza discussioni), ma il veleno che corrode Lars e Lisa offre il gancio a momenti in cui, onestamente, ho provato abbastanza angoscia. In particolare, è Lars il personaggio più incommentabile, spesso anche più dei tre evasi, giustamente molto caricati, e soprattutto in una particolare, difficilmente sopportabile sequenza centrale, dà prova di essere una merda patentata, un'ameba disgustosa che non esiterebbe a rimanere fermo a braccia incrociate a guardare mentre Lisa subisce le peggio cose. E' una fortuna e una liberazione che, dopo un'inizio "tranquillo" e una parte centrale che non stonerebbe in un film molto più serio, Wirkola dia il via libera a una splatterata violentissima e sopra le righe, che accompagna una sorta di "rinascita" di Lars e offre a Noomi Rapace la possibilità di profondersi in un'interpretazione fisica e godereccia, ché fa sempre bene al cuore vedere dei nazi (tra gli altri) venire massacrati da donne inferocite con le armi contundenti più improprie che possiate pensare. Certo, The Trip è un film che consiglio o a chi già conosce Wirkola e lo apprezza, oppure a chi ama quel tipo di film un po' supercazzola e un po' violenti che riversano sullo spettatore secchiate di sangue (per dire, sempre su Netflix c'è il meno raffinato All My Friends Are Dead, che come stile non si discosta molto), mentre converrebbe che gli altri si tengano distanti. Se apprezzate il genere, vi aspettano due ore di divertimento puro che non rimpiangerete assolutamente! 


Del regista e co-sceneggiatore Tommy Wirkola ho già parlato QUI mentre Noomi Rapace, che interpreta Lisa, la trovate QUA.

Christian Rubeck interpreta Dave. Norvegese, ha partecipato a film come Hansel & Gretel - Cacciatori di stregheDead Snow 2 - Red vs. DeadAutobahn - Fuori controllo, Seven Sisters e a serie come Doctor Who. Ha 41 anni.


Se The Trip vi fosse piaciuto perché non riguardare La guerra dei Roses e il già citato All My Friends Are Dead? ENJOY!


domenica 10 dicembre 2017

Seven Sisters (2017)

Con un ritardo devastante arrivo finalmente a parlare anch'io di Seven Sisters (What Happened to Monday), diretto dal regista Tommy Wirkola. NO SPOILER, anche se probabilmente il film l'avrete già visto tutti.


Trama: A causa della sovrappopolazione, nel futuro alle famiglie viene consentito di avere un solo figlio mentre gli altri eventuali bambini vengono messi in stasi criogenica. In qualche modo, sette sorelle sono riuscite a sottrarsi a questo destino creandosi una comune identità fittizia ma un giorno la prima sorella, Monday, scompare e cominciano i guai...


Mi avevano detto che Seven Sisters era molto bello ma tra una cosa e l'altra ne ho rimandato la visione finché non è uscito al cinema in Italia. Onestamente, parliamoci chiaro: non so quante persone siano andate a vederlo in sala visto che il film è stato reso disponibile già mesi fa sulla versione USA della piattaforma Netflix (con ovvie conseguenze di cui non starei a parlare, tanto ci siamo capiti) e non so nemmeno perché la distribuzione italiana prenda queste cantonate a ridosso del Natale, con un sacco di film "importanti" che rischiano di eclissarlo (infatti a Savona non è uscito) e, soprattutto, a rischio di appiattire la pellicola con un doppiaggio/adattamento indecenti (Lucia dixit e io mi fido). Sta di fatto che è un peccato perché Seven Sisters è davvero un bellissimo esempio di action distopico e meriterebbe di venire visto da quante più persone possibili soprattutto perché, sì, sullo schermo gigante di un cinema la vicenda delle sorelle Settman dovrebbe essere una botta di adrenalina mica da ridere. D'altronde, a Tommy Wirkola ho voluto bene sin dai tempi di Dead Snow, il regista ha il gusto del sangue (tanto sangue ma anche occhi, dita mozzate, morti particolarmente violente e "gratuite") e dell'azione, non è pacchiano né confuso nemmeno quando gli mettono per le mani una potenziale ciofeca come Hansel e Gretel cacciatori di streghe, che inaspettatamente all'epoca mi era parecchio piaciuto: gli basta prendere degli attori dal forte piglio badass, mettere in piedi delle convincenti scene d'azione dove, a scelta, ci si spara o ci si pesta pesantemente e ritagliare dello spazio sia per un po' di sana inquietudine sia per qualche siparietto divertente. Va detto inoltre che nel corso di Seven Sisters ho pianto senza ritegno e che la rivelazione sul pre-finale mi ha messo un'angoscia indicibile in quanto buttata in faccia allo spettatore senza troppi giri di parole, il che ha reso la pellicola qualcosa di più di un semplice action violento, arrivando a toccare anche delle corde emotive, cosa che non mi sarei mai aspettata. E più non dimandate, perché parlare della trama di Seven Sisters vorrebbe dire inciampare in spoiler continui, non mi sembra il caso.


Parlerò quindi un po' di Noomi Rapace, che nel film interpreta ben sette sorelle, uguali ma ognuna ben distinta dalle altre per quel che riguarda non solo le scelte di stile ma anche per il carattere. Ora, la Rapace non è proprio una signora attriciona e la versione originale del film ne mette in risalto anche la dizione non proprio perfetta, sporcata dall'accento svedese (ma chissene, il film è una co-produzione europea ed è palesemente ambientato in una non meglio specificata "confederazione" dove la moneta è l'euro), però è comunque una gioia per gli occhi vederla interpretare a volte l'eroina determinata, altre il pulcino terrorizzato, altre ancora la fatalona fredda come il ghiaccio, prestandosi ad una sceneggiatura di una cattiveria talvolta incredibile. La Rapace è dotata di un perfetto mix di fascino, fragilità e fisico talmente palestrato che durante determinate inquadrature mi veniva da piangere pensando alle mie forme da budino Elah, ricorda un po' le eroine "maschie" di alcuni film anni '80/'90 con una buona dose di sentimento in più quindi secondo me è perfetta per il ruolo delle sorelle Settman. Buono anche il cast di supporto, con un Willem Dafoe stranamente paterno (almeno finché... no, niente, lo ha fatto a fin di bene, dai) e probabilmente pagato a cottimo da Netflix visto che spunta in ogni loro produzione, e una Glenn Close particolarmente detestabile (nobile proposito il suo, eh, però anche un po' baffangulo!). Molto caruccia anche la bimbetta presa per incarnare la versione infantile delle Settman, anche lì una sola attrice visto che probabilmente sette tutte uguali sarebbero state un po' difficili da recuperare. Mi rendo conto che questo è un post un po' più stringato del solito ma ho deciso di fermarmi qui visto che, come ho detto sopra, ogni parola in più rischierebbe di compromettere la visione di Seven Sisters. Aggiungo solo che la pellicola di Wirkola è una delle più interessanti ed "esaltanti" uscite quest'anno quindi sarebbe davvero un peccato perdersela!


Del regista Tommy Wirkola ho già parlato QUI. Noomi Rapace (le sorelle Settman), Glenn Close (Nicolette Cayman) e Willem Dafoe (Terrence Settman) li trovate invece ai rispettivi link.

Marwan Kenzari interpreta Adrian Knowles. Olandese, ha partecipato a film come Autobahn - Fuori controllo, La mummia e Assassinio sull'Orient Express. Ha 34 anni e due film in uscita tra cui il live action di Aladdin, dove interpreterà Jafar!


Christian Rubeck, che interpreta Joe, è un aficionado di Wirkola in quanto ha partecipato sia a Dead Snow 2 che a Hansel e Gretel - Cacciatori di streghe. Se Seven Sisters vi fosse piaciuto potrebbe essere giunto il momento di recuperare gli altri film del regista!



martedì 21 luglio 2015

Dead Snow 2 (2014)

Siccome a me piacciono le cose fatte bene, dopo avere recuperato Dead Snow non potevo lasciare a prendere la polvere Dead Snow 2 (Død Snø 2), sempre diretto e co-sceneggiato nel 2014 dal regista Tommy Wirkola!


Trama: nonostante abbiano recuperato il loro tesoro, gli zombi nazisti capitanati dal feroce colonnello Herzog decidono di concludere la loro vecchia missione e mettere a ferro e fuoco la cittadina di Talvik. Ad affrontarli ci sarà una vecchia conoscenza, assieme a una squadra di cacciatori di zombi americani... e i non-morti dell'esercito russo!


Uno pensa che un film già di per sé demenziale non possa diventarlo ancora di più o che gli omaggi a Raimi e alla trilogia de La casa prima o poi verranno a noia. Poi arriva Tommy Wirkola, la demenza perde ogni freno inibitore senza lasciare per strada la simpatia e ogni riferimento a La casa 2 e L'armata delle tenebre diventa non solo gradito ma anche necessario. In questo secondo capitolo della saga nazi-zombi (che potrebbe anche arrivare al terzo, eh. Dico solo potrebbe, perché al momento Wirkola e soci sono impegnati nella realizzazione del distopico What Happened to Monday? quindi per ora ciccia) l'azione viene infatti spostata da un piccolo casotto di montagna ai paesini che stanno al di là della zona "maledetta", con conseguente trasformazione del protagonista da ignorante sopravvissuto a riluttante ma indispensabile "salvatore del Mondo" o perlomeno della Norvegia; a Martin manca l'umorismo strafottente di Ash ma di sicuro non il coraggio o un certo savoir faire con le donne (!!) né, soprattutto, un braccio modificato in grado di assurgere al rango di protagonista quasi assoluto del film nonché veicolo di tutte le gag e le mattanze migliori. Wirkola introduce anche altri personaggi fondamentali e molto meglio caratterizzati (o sarebbe meglio dire "caricaturali"?) rispetto a quelli del primo film oltre ad un paio di spalle comiche ad alto tasso di genialità come il tenerissimo sidekick zombi, i tre nerd "cacciatori" e quei meravigliosi sbirri ai quali i morti viventi probabilmente non mangerebbero nemmeno il cervello, tanto ne sono privi. Il tutto, per fortuna, inserito all'interno di una trama godibile che, al di là di tutte le citazioni e le supercazzole, non perde mai di vista il suo obiettivo e vanta un inizio, una continuazione e una fine coerenti, cosa che non si può dire di molte pellicole horror recenti. Insomma, per quel che riguarda la trama il primo Dead Snow era un po' una belinata derivativa, nonostante gli abbia voluto molto bene, questo Dead Snow 2 invece è più "ragionato" ma non meno divertente o cattivo e soprattutto ha una sua identità in grado di renderlo indimenticabile.


Passando poi agli aspetti "teNNici" Dead Snow 2 non perde in qualità rispetto al suo predecessore, anzi. Il budget è palesemente aumentato ma Wirkola ha deciso di non sprecarlo in pacchiani effetti speciali CG: un bel carro armato, Derek Mears a capitanare un gruppo di zombi russi dal make-up artigianale come quello delle loro controparti nazi, sangue a secchiate, comparse come se piovessero ed ecco sfruttati al meglio i soldini in più, per la soddisfazione di chi, come me, ai pixel preferisce ancora l'artigianalità. Tra le sequenze meglio riuscite, neanche a dirlo, c'è quella dello scontro tra Nazi e Russi, epico nella sua violenza, assieme ad altre ricche d'inventiva (come quelle che vedono protagonista un improbabile medico da campo impegnato a rattoppare i suoi "soldaten" con mezzi di fortuna), di umorismo classico (esilarante la spesa dei tre nerd) o cattiveria spietata ed inattesa (la scena del bambino defenestrato e tutto quello che segue fa spanciare dal ridere nella sua immoralità) ma ovviamente vince a mani basse un finale tra il tenerissimo e il disgustoso che sfrutta al meglio una canzone come Total Eclipse of the Heart. E, a proposito di colonna sonora, non posso non elevare Dead Snow 2 al rango di instant-cult anche solo per avere ricordato al mondo intero l'esistenza del "pleasure man" per eccellenza, il teutonico e baffuto Gunther con il suo "oooh you touched my trallallà... my ding ding dong" (e per chi non conoscesse la Ding Dong Song innanzitutto dico vergogna e poi cliccate subiterrimo QUI) che effettivamente in un horror sta un po' come i cavoli a merenda ma fa tanto Pacey che ascolta "annouannauei" in Urban Legend. Ok, mi accorgo solo ora che il post su Dead Snow 2 è diventato più supercazzola del film quindi la pianto e vi lascio semplicemente alla visione di questo freschissimo filmozzo per superare il caldo canicolare... se vi è piaciuto il primo film vedrete che il seguito vi soddisferà anche di più!!


Del regista e co-sceneggiatore Tommy Wirkola ho già parlato QUI mentre Derek Mears, che interpreta Stavarin, lo trovate QUA.

Vegar Hoel (vero nome Geir Vegar Hoel) interpreta Martin. Norvegese, ha partecipato a film come Dead Snow e Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe. Anche regista e sceneggiatore, ha 42 anni e un film in uscita.


Martin Starr interpreta Daniel. Americano, ha partecipato a film come Molto incinta, L'incredibile Hulk, Facciamola finita e a serie come Roswell e How I Met your Mother. Anche sceneggiatore, ha 33 anni e film in uscita.


Stig Frode Henriksen è il co-sceneggiatore della pellicola ed interpreta Glenn Kenneth. Norvegese, ha partecipato a film come Dead Snow e Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe. Anche produttore, ha 40 anni e un film in uscita.


Se Dead Snow 2 vi fosse piaciuto recuperate ovviamente Dead Snow e aggiungete Tucker and Dale vs Evil, Housebound e Splatters - Gli schizzacervelli. ENJOY!


domenica 19 luglio 2015

Dead Snow (2009)

Siccome fa caldo, siccome credo di essere stata l'unica a non averlo ancora visto, in queste sere ho deciso di spararmi la visione di Dead Snow (Død snø) diretto e co-sceneggiato nel 2009 dal regista Tommy Wirkola.


Trama: durante un fine settimana in montagna, alcuni ragazzi vengono attaccati dagli zombi dei nazisti che avevano seminato il terrore tra gli abitanti della zona durante la seconda guerra mondiale..


Sono pazzi questi Norvegesi. Neve, montagne, sangue e zombi: cosa volete di più dalla vita, un Lucano? Ecco cosa deve avere pensato Tommy Wirkola, che ha preso la leggenda norrena del draugr (creature non morte che solitamente fanno la guardia a dei tesori), l'ha mescolata a cliché più vicini alla nostra concezione di zombi e in quattro e quattr'otto ha messo in piedi uno degli horror più divertenti e simpatici di sempre. Una simpatia, va detto, che esplode nella seconda metà del film, più vicina ai vari Splatters o Tagli al personale rispetto alla prima, che si prende invece il tempo di gettare le basi per la seguente mattanza mettendo in campo misteriose figure assassine, esperti di storia locale e adolescenti (?) avvinazzati e in fregola. Wirkola non si inventa nulla di nuovo ma rinfresca (è il caso di dirlo!) il genere con allegra e cinefila simpatia, omaggiando capisaldi come La casa di Raimi, che prevedono la presenza di vittime "cazzute" e possibilmente ironiche, non molluschi strillanti incapaci di difendersi dal mostro di turno o sgnoccolone svampite che sanno solo morire male e non dimentica, soprattutto, che anche lo zombi in una supercazzola DEVE avere una personalità o non avrebbe senso di esistere. I nazisti di Dead Snow non sono solo delle macchine semi-immortali assetate di sangue ma anche dei poveri sfigati che fanno le peggio fini, macellati da mezzucci più o meno ortodossi, con quella faccia un po' così del cattivo che fondamentalmente stava meglio sepolto nella neve (tutti a parte Herzog, ché lui è veramente malvagio e si vede!!) piuttosto che trovarsi davanti dei "giovanotti indisponenti" che osano persino affrontarli incrociando la falce e il martello, signora mia!!


Nonostante l'incipit cazzaro del post, non crediate però che Dead Snow sia un film per tutti. Wirkola ci da giù pesante col gore e nonostante i suoi zombi non abbiano il potere di infettare gli esseri umani, la loro fame è rimasta identica a quella dei cuginetti romeriani. La pellicola abbonda quindi di intestini al vento, sangue che sgorga copioso, banchetti poco ortodossi (peraltro ripresi dal punto di vista della vittima che viene mangiata, ergo auguri ai deboli di stomaco!), gente che viene aperta in due dalle gentili mani degli zombi ecc. ecc. Alcune mattanze, soprattutto sul finale, sono volutamente ironiche e surreali ma non stiamo parlando di effetti "pop" in stile giapponese, bensì di Tarantiniani e fin troppo realistici laghi di sangue. I protagonisti, poi, ispirano così tanta simpatia che non è facile assistere alle loro fantasiose e violente dipartite, soprattutto quando ci si ritrova inevitabilmente a fare il tifo per quelli che parrebbero più intelligenti e scafati degli altri, anche perché, nonostante il divertimento, Wirkola e Stig Frode Henriksen (l'attore che interpreta l'arrapato Roy) sono due sceneggiatori abbastanza cattivi e spietati. A rendere ancora più gradevole la visione, infine, c'è un'intrigante colonna sonora composta da canzoni punkabbestia svedesi assolutamente perfette per l'atmosfera sanguinosa, fracassona e poco impegnata della pellicola. Detto questo, cospargo il capo di cenere per avere aspettato tanto a vedere Dead Snow e corro immantinente a vedere Dead Snow 2... anche perché spero dia una degna continuazione al finale "cliffhangeroso"!


Del regista e co-sceneggiatore Tommy Wirkola, che compare non accreditato anche come zombie, ho già parlato QUI.

Siccome vorrei evitare SPOILER non vi dirò mai quali sono gli attori che torneranno anche nel seguito di Dead Snow, Dead Snow 2, due riprendendo il loro vecchi personaggi e uno con un ruolo diverso: guardatelo assieme a me e aggiungete anche Re-Animator, Tucker and Dale vs. Evil e Splatters - Gli schizzacervelli! ENJOY!

martedì 18 febbraio 2014

Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe (2013)

Qualche sera fa mi sono messa a guardare, senza troppa convinzione, Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe (Hansel and Gretel: Witch Hunters), diretto nel 2013 dal regista Tommy Wirkola. Well, suprise, surprise...


Trama: dopo essere stati abbandonati nel bosco e avere ucciso la strega che abitava nella storica casetta di marzapane, Hansel e Gretel crescono per diventare veri e propri cacciatori di streghe. Un giorno, la loro caccia li conduce ad un villaggio dove i bambini scompaiono misteriosamente...


Sto impazzendo, mi sa. Mi preparavo a stroncare un'epica belinata e invece questo Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe, pur con tutti i suoi difetti, mi ha divertita un sacco e ho dovuto anche chinare il capo davanti a un paio di trovate gustosamente sanguinose! La cosa che lo ha salvato da eventuali critiche troppo impietose è che, innanzitutto, la regia non è fracassona e baracconesca come mi sarei aspettata (una "roba" tipo I Tre Moschettieri di Anderson o, peggio, tipo La leggenda del cacciatore di vampiri) ma tiene il ritmo del racconto ed asseconda le tamarreidi dei personaggi senza spaccare in due il cranio del povero spettatore o fargli scoppiare gli occhi come due acini d'uva. Un'altra cosa che mi ha spiazzata e che ho molto apprezzato è la natura ambigua del film. Superficialmente è una supercazzola più vicina all'action fantasy che all'horror e, indubbiamente, strappa grasse risate e non mette paura o inquietudine nemmeno per un secondo... tuttavia spesso e volentieri le scene vengono contaminate da dosi di gore perlomeno inusuali per il genere, il tasso di violenza è altissimo e un paio di sequenze lasciano intendere antefatti o conseguenze particolarmente spiacevoli, decisamente inadatte all'atmosfera che caratterizza il resto della pellicola. Questo guazzabuglio, assieme alla trama sicuramente banale ma comunque frizzante, contribuisce a divertire lo spettatore poco esigente o desideroso di un po' di sano e semplice entertainment per tutta la durata del film.


Per quel che riguarda la caratterizzazione dei due fratellini cacciatori, è simpatica l'idea di presentare una Gretel bellissima ma gretta e mascolina al punto da riuscire a trovarsi solo con un troll e un Hansel burbero, impacciato... e diabetico! La cosa sembra stupida ma mi ha fatto riflettere su come il folle Tommy Wirkola abbia trasformato la favola originale di Hansel e Gretel in qualcosa di totalmente non convenzionale ma anche, in qualche modo, coerente e neppure troppo campato in aria. Certo, le banalità non mancano  e nemmeno i personaggi tagliati con l'accetta (nel senso metaforico del termine ma non solo...), le streghe e lo sceriffo in primis, ma considerata la natura di prodotto di intrattenimento sono difetti accettabili e sui quali è facile sorvolare col cervello staccato. Gli attori portano a casa la pagnotta senza metterci troppo impegno e senza distaccarsi dai cliché in cui si sono impantanati nel corso degli anni (Famke Janssen è la solita fatalona pericolosa mentre Peter Stormare il solito villain dalla morale infima) ma anche loro hanno l'aria di essersi divertiti parecchio, quindi sembra quasi di respirare un'aria di totale relax. Il trucco delle streghe non è particolarmente esaltante, sembra più adatto ad una serie televisiva che ad un film e, sinceramente, non ho idea di come le armi di Hansel e Gretel o le varie scene d'azione siano state rese col 3D cinematografico, ma per quel che riguarda gli effetti speciali non mi è sembrato che la CG fosse invadente come spesso accade. Insomma, Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe non è nulla di trascendentale ma funziona, stranamente. Un'occhiata disimpegnata gliela darei!


Di Jeremy Renner (Hansel), Famke Janssen (Muriel), Derek Mears (Edward) e Peter Stormare (Sceriffo Berringer) ho già parlato ai rispettivi link.

Tommy Wirkola è il regista e sceneggiatore della pellicola. Norvegese, ha diretto film come Dead Snow e il suo seguito. Anche attore e produttore, ha 34 anni e un film in uscita.


Gemma Arterton interpreta Gretel. Inglese, ha partecipato a film come Rocknrolla, Quantum of Solace, I Love Radio Rock, Scontro fra Titani, Prince of Persia – Le sabbie del tempo e Byzantium. Ha 27 anni e tre film in uscita.


La stunt tarantiniana Zoe Bell compare durante il sabba come una delle streghe mentre il regista Tommy Wirkola fa una comparsata come uno degli assistenti dello sceriffo. Tra le “scartate” per il ruolo di Gretel figurano invece attrici del calibro di Diane Kruger, Eva Green e Noomi Rapace. Come si evince dal finale aperto, Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe ha da qualche tempo il sequel in produzione ma, per ora, non si conoscono né il regista né gli eventuali interpreti. Nell’attesa, sappiate che potete recuperare un’extended version della pellicola un bel po’ più esplicita e sanguinolenta e, se Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe vi fosse piaciuto, potete sempre guardare I fratelli Grimm e l’incantevole strega e magari, perché no, L’armata delle tenebre. ENJOY!

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