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domenica 14 febbraio 2016

Zoolander (2001)

Siccome questa settimana è uscito il sequel, ho deciso di recuperare Zoolander, diretto nel 2001 dal regista Ben Stiller.


Trama: Derek Zoolander è un modello ormai in declino e un gruppo di non meglio identificati "pezzi grossi della moda" decidono di fargli il lavaggio del cervello e sfruttarlo per uccidere il primo ministro della Malesia...



All'epoca dell'uscita di Zoolander lo avevo un po' snobbato, vuoi perché ero nella fase "aulica" della mia cinefilia, vuoi perché il genere comico-demenziale non mi ha mai fatta impazzire. Negli anni (ne sono già passati ben 15!) non sono mai riuscita a guardare Zoolander per intero, sempre e solo qualche esilarante spezzone con l'aggiunta di battute ripetute tra amici e colleghi oppure ragguardevoli foto scovate su internet: effettivamente, credo non esista NESSUNO che non abbia incontrato almeno una volta l'Espressione Magnum scorrendo le bacheche Facebook degli amici. Quindi, è stato solo qualche giorno fa che mi è capitato di guardare consapevolmente Zoolander, dall'inizio alla fine e, pur non essendone rimasta entusiasta quanto mi sarei aspettata, devo ammettere di essermi fatta parecchie, grasse risate. La storia segue un canovaccio assai simile a quello di un cult come The Anchorman e di altri film interpretati da Will Ferrell (non a caso, presente anche in questa pellicola); la trama di Zoolander racconta infatti le peripezie di un divo ormai in declino, in questo caso un modello, ovviamente vanesio e decerebrato, che si ritrova a dover affrontare una situazione potenzialmente pericolosissima senza fondamentalmente capire una mazza di quello che sta accadendo. Zoolander segue lo schema di altri film simili anche nell'affiancare al protagonista almeno un personaggio dal Q.I. normale (qui c'è la giornalista del Times Matilda Jeffries, nonché moglie di Ben Stiller nella realtà) e altre "spalle" più o meno decerebrate come lui; essendo il film ambientato, in questo caso, all'interno del mondo della moda, una simile condizione viene soddisfatta facilmente ed ecco che Zoolander si ritrova affiancato dallo svanito amico/rivale Hansel, dai favolosi coinquilini Rufus, Brint e Meekus (troppo poco, ahimé), dalla tristissima famiglia di minatori e ovviamente dal "cattivissimo" Mugatu, che gli ruba la scena spesso e volentieri. La critica ad un mondo fatto di apparenza e vanità è corrosiva ma anche troppo didascalica e compiaciuta per credere che davvero quello della moda sia un universo detestato da Stiller, piuttosto si ha l'impressione che l'attore volesse "vincere facile" e, soprattutto, divertirsi ricamando sull'improvvisa fama di un personaggio inventato da lui e Drake Sather per un paio di speciali televisivi della VH1.


Detto questo, Stiller è semplicemente esilarante nei panni di Derek Zoolander, non tanto per la natura assolutamente clueless del personaggio quanto proprio per l'espressività dell'attore, con la sua duckface unita a due occhioni azzurri e spalancati (l'espressione Blue Steel, attenzione!!) e l'atavica incapacità di "girare a sinistra". A dargli manforte c'è un cast di attori e guest star che farebbe impallidire produzioni ben più blasonate. Agli amici di sempre Owen Wilson (perfetto nel ruolo del biondo Hansel), Vince Vaughn (è irriconoscibile ma è uno dei fratelli di Zoolander) e Will Ferrell (il migliore, Mugatu e i suoi vezzi da primadonna fanno piegare in due dalle risate) si aggiungono infatti attoroni del calibro di Milla Jovovich e Jon Voight ma, in generale, ogni scena del film conta l'apparizione di perlomeno UN personaggio famoso nei panni di se stesso, "gente" come David Bowie o Billy Zane pronta a prendersi in giro e a dare un'immagine assolutamente surreale del proprio modo di vivere, oppure VIP che si "limitano" semplicemente a metterci la faccia, anche non accreditati. I vivacissimi e abbondanti costumi giocano una parte importantissima nella riuscita del film, anche perché trucco e parrucco di Zoolander, Hansel, Mugatu e compagnia sono talmente improbabili e allo stesso tempo, ahimé, assurdamente plausibili che sarebbe impensabile fare senza, in una parodia del mondo della moda, ma anche la colonna sonora non è da sottovalutare: il mood della pellicola è interamente all'insegna di melodie festaiole e un po' gaye anni '80/'90 e azzardati remix che toccano pezzacci quali la fondamentale Relax, Let's Dance, Wake me Up Before You Go-Go, Call Me e molte altre hit piacione. Visto Zoolander, sono davvero curiosa di capire cosa potrebbe raccontare ancora il seguito e, onestamente, temo molto la fregnaccia fuori tempo massimo ma devo anche ammettere che l'Espressione Magnum mi ha conquistata... quindi spero in un'espressione ancora più bella, bella, bella in modo assurdo.


Di Ben Stiller, regista, co-sceneggiatore e volto di Derek Zoolander, ho già parlato QUI. Owen Wilson (Hansel), Will Ferrell (Mugatu), Milla Jovovich (Katinka), Alexander Skarsgård (Meekus), James Marsden (John Wilkes Booth) e Vince Vaughn (Luke Zoolander) li trovate invece ai rispettivi link.

Christine Taylor interpreta Matilda Jeffries. Americana, moglie di Ben Stiller, ha partecipato a film come Giovani streghe, Palle al balzo - Dodgeball, Tropic Thunder e a serie come Dallas, Bayside School, Blossom, Ellen, Friends, My Name is Earl e Hannah Montana; come doppiatrice, ha lavorato nelle serie American Dad! e Phineas e Ferb. Ha 45 anni e un film in uscita.


Jerry Stiller (vero nome Gerald Isaac Stiller) interpreta Maury Ballstein. Americano, padre di Ben Stiller,  ha partecipato a film come Airport 75, Su e giù per i Caraibi, Grasso è bello, Anchorman - La leggenda di Ron Burgundy, Hairspray: Grasso è bello e a serie come Love Boat, La signora in giallo, L'ispettore Tibbs, Hercules e Sex and the City. Anche produttore e regista, ha 89 anni e un film in uscita.


David Duchovny interpreta J.P. Prewitt. Indimenticabile agente Fox Mulder della serie X-Files, lo ricordo anche per film come Una donna in carriera, ... non dite a mamma che la babysitter è morta!, Beethoven, Charlot - Chaplin, Kalifornia, X-Files - Il film, Evolution e X-Files: Voglio crederci; inoltre, ha partecipato ad altre serie come I segreti di Twin Peaks, Millenium, Sex and the City, Californication e lavorato come doppiatore in uno storico episodio de I Simpson. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 56 anni.


Jon Voight (vero nome Jonathan Vincent Voight) interpreta Larry Zoolander. Americano, lo ricordo per film come Un uomo da marciapiede, Un tranquillo weekend di paura, Tornando a casa (che gli è valso l'Oscar come miglior attore protagonista), Heat - La sfida, Anaconda, L'uomo della pioggia, Nemico pubblico e Il mistero dei templari; inoltre, ha partecipato a serie come 24. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 78 anni e quattro film in uscita tra cui Animali fantastici e dove trovarli.



Tra le celebrità che sono riuscita a vedere e soprattutto riconoscere (tolti ovviamente i mitici David Bowie e Billy Zane, graziati da due comparsate un po' più lunghe e significative!) segnalo Donald Trump, Christian Slater, Cuba Gooding Jr., Natalie Portman, Fabio, Lenny Kravitz, Gwen Stefani, Paris Hilton, Fred Durst, Winona Ryder e Donatella Versace mentre Andy Dick è irriconoscibile nei panni della massaggiatrice Olga, piccolo cammeo che si è ritagliato per non aver potuto accettare il ruolo di Mugatu. Inoltre, assieme al padre e alla moglie di Ben Stiller ci sono anche la madre Anne Meara (la donna che colpisce Mugatu con un uovo), la sorella Amy Stiller (una degli amici nel loft di Hansel) e il fratellastro Mitch Winston (il regista di una pubblicità). Probabilmente furioso per non essere stato infilato nel novero delle guest star, quella pazza di Bret Easton Ellis ha invece deciso di citare in giudizio Stiller e compagnia perché la trama di Zoolander sarebbe molto simile a quella del suo romanzo Glamorama; la contesa è stata risolta fuori dai tribunali ed è morta lì, probabilmente con l'aiuto di una vagonata di dollari. Bah. Detto questo, se Zoolander vi fosse piaciuto andate a vedere il secondo capitolo e aggiungete Palle al balzo - Dodgeball, Anchorman - La leggenda di Ron Burgundy, Talladega Nights - The Ballad of Ricky Bobby e Starsky & Hutch. ENJOY!

mercoledì 22 gennaio 2014

The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca (2013)

Ispirata più dall'idea che lo avesse sceneggiato Danny Strong che dall'argomento del film in sé, in questi giorni ho guardato The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca (The Butler), diretto nel 2013 dal regista Lee Daniels.


Trama: il film racconta la storia di Cecil Gaines, diventato uno dei maggiordomi di colore della Casa Bianca ai tempi del mandato di Eisenhower e ritiratosi durante la presidenza di Reagan, dopo anni di soddisfazioni lavorative e dolori in seno alla famiglia...


"I'm merely a humble butler, sir." "And what do you do?" "I buttle". Così parlava il geniale Tim Curry nell'esilarante Signori, il delitto è servito. Mentre Forrest Gump diceva "La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita". Se unite queste due storiche frasi avrete la filosofia completa e definitiva dell'ambizioso The Butler, un film in cui l'odioso Forest Withaker (non posso farci niente, lo trovo mollo e privo di carisma, inoltre quell'occhio perennemente a mezz'asta fa calare la palpebra anche a me!) perlappuntamente serve i suoi padroni e racconta la sua storia come un novello Gump, inframmezzando a eventi strettamente personali degli stralci di nera storia americana, nera sia perché legata alla comunità di colore sia, soprattutto, perché vergognosa e disdicevole, segnata da segregazione, stupidità, soprusi e violenze di ogni tipo. Sulla carta, quindi, The Butler sarebbe indubbiamente interessante, considerando anche il suo essere tratto dalla vera storia di Eugene Allen, che ha lavorato alla Casa Bianca per più di trent'anni. Il problema è che condensare in due ore questi trent'anni di storia americana, le mentalità di mezza dozzina di presidenti, quattro o cinque diversi modi di combattere la segregazione razziale e il dramma di una famiglia allo sbando significa offrire allo spettatore un bignami colmo di buchi, piatto, didascalico e sbrigativo, che non lascia nemmeno il tempo di simpatizzare con le persone rappresentate. Si arriva alla fine della pellicola con un gigantesco punto interrogativo sulla testa e la consapevolezza di dover tirare fuori i vecchi libri dell'università o del liceo per riuscire ad apprezzare appieno la visione appena terminata e ciò, se da un lato è ammirevole, dall'altro rischia di condannare The Butler al dimenticatoio dopo un giorno o due.


Un po' deprimente anche lo spreco di grande potenziale attoriale. Se, come ho detto, Forest Withaker è di una mollezza rara, la sua famiglia (secondogenito a parte, un minorato mentale sotto mentite spoglie, probabilmente) e i suoi colorati colleghi offrono interpretazioni sentite e coinvolgenti mentre i grandi nomi chiamati per ruoli che dureranno sì e no dieci minuti a testa sono decisamente superflui e valgono giusto per richiamare la maggior parte del pubblico. Per chi, come me, è fan scatenata di Alan Rickman, John Cusack o Liev Schreiber è quasi una bestemmia vederli relegati in un angolo per fare spazio a Withaker e, soprattutto, quello di Cusack è un esempio di aberrante miscasting: vederlo sudato e con quel naso posticcio scatenerebbe la risata isterica a chiunque visto che la somiglianza con Nixon è praticamente inesistente. E' incredibile, quindi, come un film che aspettavo con abbastanza trepidazione si sia rivelato così una sòla o, meglio, talmente insapore da non ispirarmi nemmeno una recensione di media lunghezza; posso capire il didascalismo e la banalità della sceneggiatura, d'altronde secondo me Danny Strong deve ancora farsi le ossette, soprattutto per quel che riguarda i lungometraggi, ma visti i nomi degli altri coinvolti qualcosina in più si poteva fare. E adesso capisco anche perché The Butler è stato snobbato ai Golden Globe e non ha ricevuto nomination per l'Oscar nonostante il patriottismo che ne impregna ogni fotogramma. Comunque, se siete degli irriducibili appassionati di storia americana guardatelo perché alcune performance, soprattutto quelle di Oprah Winfrey e David Oyelowo, sono davvero notevoli.


Del regista Lee Daniels ho già parlato qui. Forest Whitaker (Cecil Gaines), Vanessa Redgrave (Annabeth Westfall), David Oyelowo (Louis Gaines), Terrence Howard (Howard), Cuba Gooding Jr. (Carter Wilson), Robin Williams (Dwight D. Eisenhower), John Cusack (Richard Nixon), James Marsden (John Fitzgerald Kennedy), Liev Schreiber (Lyndon Johnson) e Alan Rickman (Ronald Reagan) li trovate invece ai rispettivi link.

Danny Strong (vero nome Daniel William Strong) è lo sceneggiatore della pellicola e interpreta un giornalista all'interno dell'autobus durante l'attacco del KuKluxKlan. Da Buffy addicted non potevo non dedicargli un trafiletto perché il ragazzo, assieme ai compari Tom Lenk ed Adam Busch, faceva parte del trio di archenemesisses della bionda eroina conosciuto come Troika. Come attore, lo ricordo per pellicole quali L'angelo del male, Pleasantville, Shriek - Hai impegni per venerdì 17? e Seabiscuit, inoltre ha partecipato alle serie Bayside School - La nuova classe, Una famiglia del terzo tipo, Clueless, Nip/Tuck, Una mamma per amica, How I Met Your Mother e Grey's Anatomy. Americano, anche produttore, ha 39 anni.


Jane Fonda (vero nome Lady Jayne Seymour Fonda) interpreta Nancy Reagan. Americana, la ricordo per film come A piedi nudi nel parco, Tre passi nel delirio, Barbarella, Una squillo per l'ispettore Klute e Tornando a casa (queste due pellicole le sono valse l'Oscar come migliore attrice protagonista). Anche produttrice, ha 76 anni e due film in uscita.


Tra le altre guest star presenti nella pellicola troviamo inoltre un’irriconoscibile Mariah Carey (Hattie Pearl, la madre di Cecil), la conduttrice Oprah Winfrey (Gloria Gaines) e Lenny Kravitz (James Holloway). Nella "sala tagli" è invece rimasta una scena in cui Cecil avrebbe dovuto incontrare personalmente Barack Obama e quelle in cui Melissa Leo compare nei panni di Mamie Eisenhower, mentre tra gli attori che non hanno partecipato alla pellicola segnalo Matthew McConaughey e James Franco, entrambi interpellati per il ruolo di Kennedy, Mila Kunis (come Jackie Kennedy) e Liam Neeson (come Lyndon Johnson). Anche Nicole Kidman, Zac Efron e Hugh Jackman avrebbero dovuto essere presenti ma i loro ruoli sono rimasti sconosciuti. Detto questo, se The Butler vi è piaciuto recuperate anche The Help e Il colore viola. ENJOY!

venerdì 1 febbraio 2013

X-Men - Conflitto finale (2006)

E finalmente eccoci giunti alla fine della trilogia mutante che ha tenuto banco nei primi dieci anni del nuovo millennio! Nella fattispecie, oggi concludiamo con X-Men - Conflitto finale (X-Men: The Last Stand), diretto da Brett Ratner nel 2006.


Trama: le industrie Worthington hanno trovato una cura che cancellerebbe permanentemente il gene X. Tra mutanti che vorrebbero ritornare normali e altri che vedono la cura come una minaccia, ovviamente scoppia il caos... e gli X-Men si ritrovano decimati e in mezzo ai due fuochi!


Se con X-Men 2 veniva approfondito il discorso del mutante come emblema del "diverso", con questo Conflitto finale viene annullata ogni riflessione e il ruolo degli X-Men si riduce a quello di meri vigilantes ed eroi nell'accezione più ristretta del termine: Magneto e compagnia vogliono uccidere umani e distruggere la cura che renderebbe felici molti mutanti ai quali i poteri pesano particolarmente? Benissimo, mettiamoci tra i cattivi e questa fantomatica cura e speriamo che in questo modo il governo capisca quanto siamo buoni e collaborativi, così forse non la userà come arma. Mi sembra un OTTIMO piano. A questo esilissimo canovaccio, che poi è un mero pretesto per far sfilare sullo schermo tutti quei mutanti che negli altri due film non avevano trovato spazio, si aggiunge una gestione a dir poco talebana dei personaggi e delle trame lasciate in sospeso da Bryan Singer, con mutanti amatissimi che prendono decisioni inaudite (Rogue su tutti) ed altri che schiattano come se non fossero mai serviti all'economia delle storie (non faccio nomi per non spoilerare ma, per quanto mi stiano sulle balle, che diamine! ci voleva comunque un po' di coerenza). Va bene dare un piglio nuovo all'operazione, ma diciamo che hanno un po' esagerato. Nel finale, poi, si assiste ad una tristissima, incoerentissima ed assurda accettazione di tutti gli avvenimenti... salvo che per una scena aggiunta dopo i titoli di coda a mo' di ripensamento.


Quindi cosa rimane di questo Conflitto Finale? Eh beh, quello che probabilmente i realizzatori volevano che rimanesse: gran dispiego di effetti speciali e mutanti come se piovessero. Sui primi posso anche dar loro ragione, sono forse i più ben fatti tra tutti quelli visti nella trilogia e indubbiamente il make-up della Bestia supera quello orrendo visto in X-Men - L'inizio, ma l'effetto pixel sgranato che segue lo scatenarsi della forza Fenice è a dir poco imbarazzante... e nemmeno tanto potente visto che la signora scuoia vivo Wolverine strappandogli tutto tranne i pantaloni. Ma siamo matti?? Ehm, dicevo... Quanto ai nuovi mutanti introdotti, oddio. Il look degli Accoliti di Magneto è zamarro da far schifo, il Fenomeno (per quanto adori Vinnie Jones) sembra un uomo affetto da idrocefalia, con 'sto testone enorme innestato in un corpo normale e ripreso malamente in modo da sembrare più alto delle persone che lo affiancano, le aggiunte di Angelo e Bestia al roster dei buoni vanno dall'assolutamente inutile al vagamente piacevole, di sicuro non toccano le intensità raggiunte da Nightcrawler in X-Men 2. Questa volta, per la gioia dei maschietti, vincono i personaggi femminili: buona l'interpretazione di Famke Janssen nei panni di Fenice in almeno due scene madri, deliziosa la Kitty Pryde di Ellen Page, sempre validissima la pur breve presenza di Rebecca Romijn nei panni di Mystica, mentre ormai Wolverine, Xavier e Magneto sono tre povere macchiette senza nerbo alcuno... un po' come la patetica Rogue di Anna Paquin, l'unico personaggio di cui gli sceneggiatori non hanno veramente capito una mazza. In definitiva, X-Men - Conflitto finale è un film che bisognerebbe vedere solo per dovere di completezza, ma a mio avviso la serie doveva fermarsi a X-Men 2 per poi saltare direttamente all'ottimo spin-off  X-Men - L'inizio. Se non siete iper-appassionati eviterei... a meno che, certo, non vogliate a tutti i costi vedere i capelli di Tempesta finalmente realizzati in maniera umana, come viene sottolineato anche durante un dialogo.


Di Patrick Stewart (Prof. Charles Xavier), Hugh Jackman (Logan/Wolverine), Ian McKellen (Erik Lehnsherr/Magneto), Halle Berry (Ororo Munroe/Tempesta), Famke Janssen (Jean Grey), James Marsden (Scott Summers/Ciclope), Anna Paquin (Marie/Rogue), Rebecca Romijn (Raven Darkholme/Mystica), Shawn Ashmore (Bobby Drake/Uomo Ghiaccio), Olivia Williams (Moira McTaggart), Aaron Stanford (John Allerdyce/Pyro), Vinnie Jones (Cain Marko/Fenomeno), Ellen Page (Kitty Pryde/Shadowcat) e Michael Murphy (Warren Worthington II) ho già parlato ai rispettivi link.

Brett Ratner è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Rush Hour – Due mine vaganti, Colpo grosso al Drago Rosso -  Rush Hour 2, Red Dragon, Rush Hour: missione Parigi e un episodio di Prison Break. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 43 anni e un film in uscita.


Parecchi sono gli ospiti "televisivi" della pellicola: sotto il make-up della Bestia troviamo il Frasier dell'omonima serie, l'attore Kelsey Grammer; Ben Foster, ovvero l'Angelo, ha partecipato a diversi episodi di Six Feet Under e al film 30 giorni di buio, Dania Ramirez (Callisto) ha ripreso il ruolo di "mutante" in Heroes, l’uomo multiplo Eric Dane è in forza al cast di Grey’s Anatomy e Ken Leung/Kid Omega è stato invece l’odioso Miles di Lost. Daniel Cudmore e il piccolo Cameron Bright invece, che interpretano rispettivamente Colosso e Pulce, sono finiti poi a fare i vampiri nella saga di Twilight. Immancabile, ovviamente, Stan Lee, il vicino di casa dei Grey che si vede strappare di mano l'innaffiatoio... ma stavolta compare persino l'effettivo creatore dei nuovi X-Men, Chris Claremont, nei panni del vicino con la falciatrice. Halle Berry, invece, avrebbe rifiutato di riprendere il ruolo di Tempesta, sia per problemi con Bryan Singer sia per la staticità del personaggio: la fanciulla ha cambiato idea dopo l'arrivo di Ratner (l'ultima scelta dopo che erano stati chiamati registi come Darren Aronofski, Joss Whedon, Alex Proyas, Zack Snyder e Matthew Vaughn, tutti diversamente impegnati), la promessa che Tempesta avrebbe avuto un ruolo maggiore nel film e, soprattutto, dopo il giusto flop dell'orrendo Catwoman, che la vedeva protagonista. Certo, se Singer fosse rimasto avremmo avuto una gatta di marmo a recitare in meno e un film decisamente migliore, visto che la trama originale prevedeva uno scontro col Club Infernale (e una Regina Bianca interpretata nientemeno che da Sigourney Weaver!!) deciso a servirsi della Fenice e il suicidio finale di quest'ultima. Inoltre avremmo avuto anche il ritorno di Nightcrawler e la comparsa di un giovane Gambit che si sarebbe conteso con l'Uomo Ghiaccio il cuore di Rogue, insomma, una meraviglia! E invece.. ciccia! Vabbé. X-Men - Conflitto finale segue ovviamente X-Men e X-Men 2 (che vi consiglio di guardare se il film vi fosse piaciuto) mentre dalle costole della serie hanno avuto origine i due spin-off X-Men: Le origini - Wolverine e X-Men: L'inizio a cui presto seguiranno The Wolverine (in uscita in Italia a giugno 2013) e X-Men - Giorni di un futuro passato, che dovrebbe essere pronto per il 2014. ENJOY!


L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi): 

Vista l'abbondanza di mutanti (anche gente che io nei comics non ho mai visto, come il lanciatore di coltelli d'osso Spike, l'Uomo Lucertola, il megamorfo Phat e Jones, il ragazzino che accende e spegne le TV con un battito di palpebre) che compaiono in X-Men - Conflitto finale questo angolino risulta oggi più importante che mai, e allora... via con le chiose!
Henry "Bestia" McCoy: membro degli X-Men originali. Intelligentissimo, nato con piedoni e manone ma senza pelo, a furia di sperimentare su sé stesso è diventato anche peloso e blu. Prima somigliava a una scimmia, da qualche anno somiglia a un leone ma l'indole più meno è sempre la stessa. Dopo aver mandato a spigolare Ciclope durante la saga Scisma, ha deciso di diventare uno degli insegnanti della Jean Grey School per giovani dotati e milita anche nei Vendicatori. Ah, in giro c'è anche una Bestia nera, esule dell'Era di Apocalisse. Diffidate dalle imitazioni.
Cain "Fenomeno"Marko: fratellastro di Charles Xavier e nemico storico degli X-Men, era il legame col demone Cyttorak a renderlo inarrestabile. In tempi recenti il demone si è legato però a Colosso e teoricamente Marko dovrebbe essere rimasto senza poteri, ma con la Marvel non si sa mai.
Warren "Angelo" Worthington III: membro degli X-Men originali, dopo anni passati a svolazzare qua e là tirandosela da ricco playboy è finito con le ali amputate. Il malvagio Apocalisse (potentissimo mutante mai apparso nei film) gliele ha sostituite con alucce di metallo organico senziente e lo ha trasformato nel bluastro Cavaliere Morte, per un po' è stato cattivo, poi è tornato buono, etc. etc. Ultimamente questo lato oscuro, per così dire, era tornato a sopraffarlo ma ci hanno pensato i membri della nuova X-Force a farlo secco. E' risorto senza ricordi e con i poteri di un vero Angelo di Dio. La questione è ancora avvolta nel mistero e al momento il personaggio è tornato a far parte degli studenti della nuova Jean Grey School per giovani dotati.
Callisto: altro che bellona incredibile, nel fumetto è un donnino bruttarello e con la benda sull'occhio. Nel film si picchia volentieri con Tempesta in omaggio ai comics, dove le due si sono sfidate per decidere chi avrebbe guidato i Morlock, gruppo di mutanti reietti che vivevano nelle fogne. Scontata la vittoria di una Tempesta senza poteri, che poi aveva lasciato Callisto come vice-capo. Sinceramente, non ho mai capito i poteri della tizia, credo avesse solo dei supersensi o giù di lì, ma di sicuro non ha mai rintracciato mutanti come fa nel film (quel potere ce l'aveva Calibano, un altro dei Morlock).
Jamie "Uomo multiplo" Madrox: mutante dotato del potere di generare infinite copie di sé stesso (ognuna con la propria personalità ahimé!), è nato come “malvagio” e poi si è evoluto, soprattutto grazie alle sante mani di Peter David, in uno dei personaggi più complessi e meravigliosi al momento in circolazione. Attualmente è a capo della X-Factor Investigations.
Pulce: mutantino deforme e Morlock dotato del potere di annullare quelli altrui. Spesso in coppia con l'altro mostrillo Artie, al momento sono senza poteri, persi in qualche limbo narrativo.
Psylocke: nel film ha il potere di fondersi con le ombre e compare per qualche minuto tra i mutanti Omega raggruppati da Magneto. Nei fumetti parliamo di uno dei personaggi più importanti della serie, un'X-Man inglese infilata nel corpo di una telepate asiatica, mezza ninja e molto puerca.
Kid Omega: qui bisogna fare delle distinzioni. Nel film Kid Omega è il mutante dal cui corpo spuntano le spine, un potere preso paro paro da Quill, che era in forza alla nuova Accademia degli X-Men prima di venire ucciso assieme al 90% dei suoi compagni durante un attacco di Stryker. Nei comics invece, al nome Kid Omega risponde Quentin Quire, un arrogante e potentissimo ragazzetto telepate che ha dato non poco filo da torcere agli X-Men e che ora frequenta di malavoglia la Jean Grey School.
Arclight: storica nemica degli X-Men in quanto membro dei malvagissimi Marauders, è una dei pochi mutanti “minori” che nel film mantengono i loro poteri, nella fattispecie quello di generare scosse sismiche o comunque fortissime onde d’urto battendo le mani. 
Glob Herman: nel film compare brevemente assieme agli accoliti di Magneto durante l’attacco ad Alcatraz, prima di essere “curato” da un dardo. Nei comics è uno degli studenti della Jean Grey School ed è dotato di un corpo fatto di paraffina trasparente, attraverso cui si vedono le ossa e gli occhi. Una schifezza d’essere, via, e uno dei mutanti più stupidi e inutili mai creati durante l’inquietante gestione Morrison.
Umani: Tra gli umani nominati nel film segnalo il Segretario della difesa Bolivar Trask, che ha preso evidentemente il nome da colui che nei comics ha inventato i robot cacciatori di mutanti denominati Sentinelle, la genetista ed ex fidanzata di Xavier prima e Banshee poi Moira McTaggert e la dottoressa Kavita Rao, inventore della terribile cura anti-mutante e oggi alleata degli X-Men, almeno nei comics.


 

mercoledì 30 gennaio 2013

X-Men 2 (2003)

Continua l'epopea cinematografica dedicata ai mutanti Marvel! Oggi parlerò di X-Men 2 (X2), diretto nel 2003 dal regista Bryan Singer.


Trama: questa volta gli X-Men sono costretti ad allearsi con Magneto e Mystica per combattere il colonnello William Stryker, uno scienziato militare intenzionato a sterminare ogni mutante sulla faccia della Terra...


Tre anni dopo il deludente X-Men, tocca a questo X-Men 2 tirare un po' su la qualità dei film "mutanti". Se il suo predecessore, infatti, pativa la presenza di personaggi stereotipati e assolutamente incapaci di far provare allo spettatore qualsivoglia emozione, qui gli sceneggiatori si sono dati da fare per rendere sia la vicenda che i suoi protagonisti un po' più vicini allo spirito del fumetto, creando così una storia abbastanza coinvolgente che è persino riuscita a commuovermi un po' sul finale. Nel corso del film abbiamo così l'occasione di apprezzare delle sequenze molto interessanti e ben costruite, che mostrano una Tempesta combattuta tra il suo essere eroina e il naturale odio provato per chi vorrebbe la morte di tutti i mutanti, un giovane Uomo Ghiaccio costretto a fare "outing" e confessare ai genitori di essere diverso, per finire con un Charles Xavier assolutamente alla mercé dei suoi enormi e pericolosissimi poteri. A questi vecchi personaggi se ne aggiungono ovviamente di nuovi che, per una volta, arricchiscono la pellicola anziché diventare dei vuoti contentini per i fan: magistrale l'introduzione di Nightcrawler, uno degli X-Men più amati dai lettori, naturalmente disprezzato per il suo aspetto demoniaco ma dotato di grandissima carità cristiana ed incredibile gentilezza, ma anche il nuovo villain, il terribile e spietato William Stryker (che nei comics era un fanatico religioso mentre nel film è un freddo militare), dà dei punti a Magneto e alla sua Confraternita per come riesce a creare un persistente senso di tensione e di tragedia incombente. Sempre perfetto Hugh Jackman nei panni di Wolverine, che viene reso più consapevole del suo ruolo come X-Man e contemporaneamente outsider alla ricerca delle sue dolorose origini, inoltre questa volta qualche punto in più lo conquista anche Jean Grey, meno "gatta di marmo" rispetto al capitolo precedente (Ciclope no, non riesce a scrollarsi di dosso la sua fondamentale inutilità).


La storia di X-Men 2 si basa vagamente sulla graphic novel L'uomo ama, dio uccide di Chris Claremont, pietra miliare della storia mutante che introduce appunto il personaggio di William Stryker, e prosegue il discorso già cominciato in X-Men, approfondendolo: nel primo film la divisione tra mutanti buoni e malvagi era netta, nel sequel vengono rimescolate le carte in tavola e la giustificabile paura nei confronti del diverso si trasforma in cieco odio. La crociata di Magneto diventa così il "male minore" e ovviamente il sedicente Signore del Magnetismo riesce ad attirare a sé chi, come Pyro, vorrebbe reagire con violenza davanti ad un odio incomprensibile, mentre chi riesce ancora a sopportare e porgere l'altra guancia, come Nightcrawler, trova la sua ragion d'essere nell'idea di pacifica convivenza degli X-Men, un cammino che troppo spesso si rivela difficile, pericoloso e non privo di vittime "sacrificali". Per quanto riguarda gli eventi narrati, la pellicola pone le basi per quello che sarà l'ultimo capitolo della trilogia, quindi lascia in sospeso parecchi quesiti (non viene chiarito del tutto il mistero delle origini di Wolverine) e semina altrettanti indizi che all'epoca avevano fatto drizzare le orecchie ai fan che conoscevano le saghe dei mutanti Marvel (l'uccello di fuoco sul finale, per esempio), ma per il resto è abbastanza fruibile come film a sé stante, anche per i neofiti che non hanno mai letto un comic degli X-Men.


Veniamo ora alla parte tecnica. Premesso che a me, da pignola quale sono, il trucco di Nightcrawler fa a dir poco schifo (demonio blu e pelosetto ma tutto sommato un bel figliolo mi viene trasformato in un mostro liscio come un puffo e dai denti scompagnati? Ma ARGH!!), la bravura di Alan Cumming lo rende comunque guardabile e sopportabile, quasi realistico. I parrucchieri hanno capito che l'acconciatura di Tempesta era un insulto al personaggio e l'hanno leggermente migliorata e i responsabili della CG sono riusciti a conferire un tocco di naturalezza anche agli occhi bianchi della Dea Africana, impegnandosi contemporaneamente per offrire allo spettatore una spettacolare resa dei poteri di tutti i mutanti coinvolti. Le scene d'azione questa volta non sono risicate (e risibili) come in X-Men ma regalano qualche soddisfazione, soprattutto nel corso dell'assalto alla Scuola per giovani dotati, nello scontro tra Mystica e i soldati di Stryker e in quello finale tra Wolverine e la new entry, ahimé poco sfruttata, Lady Deathstrike. Molto bella anche la resa visiva di Cerebro e della sua controparte negativa, inoltre è sempre apprezzabile l'idea di incarnare la pura malvagità in un'innocente ragazzina. Insomma, questa volta i pro sono più dei contro e sicuramente X-Men 2 è un ottimo esempio di sequel che supera la pellicola originale.


Del regista Bryan Singer, Patrick Stewart (Prof. Charles Xavier), Hugh Jackman (Logan/Wolverine), Ian McKellen (Erik Lehnsherr/Magneto), Halle Berry (Ororo Munroe/Tempesta), Famke Janssen (Jean Grey), James Marsden (Scott Summers/Ciclope), Anna Paquin (Marie/Rogue), Rebecca Romijn (Raven Darkholme/Mystica), Brian Cox (William Stryker), Bruce Davison (Senatore Kelly) e Shawn Ashmore (Bobby Drake/Uomo Ghiaccio) ho già parlato nei rispettivi link.

Alan Cumming interpreta Kurt Wagner/Nightcrawler (ruolo che ha ottenuto a scapito del povero Neil Patrick Harris, che non conosceva il tedesco). Scozzese, ha partecipato a film come Goldeneye, Emma, Spice Girls – Il film, Eyes Wide Shut, Titus, Spy Kids e a serie come Mr. Bean,  Una famiglia del terzo tipo e Sex and the City. Come doppiatore, ha lavorato per le serie Leone il cane fifone, Robot Chicken e per i film Garfield: il film e I Puffi. Anche sceneggiatore, produttore, regista e compositore, ha 47 anni e tre film in uscita, tra cui I Puffi 2.


Aaron Stanford interpreta John Allerdyce/Pyro.  Americano, ha partecipato a film come La 25ma ora, Le colline hanno gli occhi, X-Men – Conflitto finale e a serie come Numb3rs e Nikita. Anche produttore, ha 36 anni.


Kelly Hu (vero nome Kelly Ann Hu) interpreta Mariko Oyama/Lady Deathstrike. Ve la ricordate, negli anni ’80, la giapponesina Kaori che parlava “pocopoco” l’italiano ma in compenso si sfondava di Philadelphia? In realtà la signorina era nata alle Hawaii e dopo queste prodezze su suolo italico ha partecipato a film come Venerdì 13 parte VIII: Incubo a Manhattan,  Il re scorpione e a serie come Genitori in blue jeans,  21 Jump Street, Raven, Melrose Place, Renegade, Sentinel, Nash Bridges, Più forte ragazzi, CSI: NY, Numb3rs e CSI: scena del crimine; come doppiatrice, ha lavorato nelle serie Robot Chicken e Phineas and Ferb. Ha 44 anni e due film in uscita.


Come avrete già avuto modo di evincere, X-Men 2 segue X-Men e precede X-Men - Conflitto finale, mentre dalle costole della serie hanno avuto origine i due spin-off X-Men: Le origini - Wolverine e X-Men: L'inizio a cui presto seguiranno The Wolverine (in uscita in Italia a giugno 2013) e X-Men - Giorni di un futuro passato, che dovrebbe essere pronto per il 2014. Nell'attesa, se il film vi fosse piaciuto consiglio la visione di Hellboy, Spiderman, Darkman e dei Batman di Tim Burton. ENJOY!


L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi): 

Nel film compaiono brevemente altri mutanti, per non parlare poi dell’elenco di nomi eccellenti presenti nei files di Stryker. Oltre a Jubilee e Shadowcat, già apparse nel film precedente seppur interpretate da altre attrici, in X-Men 2 troviamo infatti:
Piotr "Colosso" Rasputin: mutante russo in grado di trasformare la sua pelle in acciaio organico, faceva parte della seconda generazione degli X-Men assieme a Wolverine, Tempesta, Banshee, Nightcrawler e il defunto Thunderbird. Nelle storie pubblicate attualmente in Italia milita ancora negli X-Men ma è stato posseduto dal demone Cyttorak e trasformato nel nuovo Fenomeno (personaggio che comparirà nel film X-Men  - Conflitto finale), cosa che lo ha portato a lasciarsi per l'ennesima volta con l'eterna fidanzatina Shadowcat.
Theresa O’Rourke Cassidy/Syrin: Irlandese, figlia del defunto X-Man Banshee (che troviamo adolescente nel film X-Men – L'inizio), è dotata come lui di un urlo sonico che le consente di volare. Nelle storie pubblicate attualmente in Italia milita nel supergruppo investigativo X-Factor, che tra l’altro vanta una delle collane meglio scritte di tutto il panorama dei comics.
Artie: Il ragazzino che nel film mostra la lingua biforcuta, nei comics è in realtà un bambinetto color rosa confetto, leggermente deforme, muto e con l’abilità di proiettare i suoi pensieri come se fossero ologrammi. Al momento dovrebbe essere senza poteri, perso chissà dove, in attesa che qualche scrittore si ricordi di lui.

Tra le varie libertà che si sono presi gli sceneggiatori (contiene qualche SPOILER):
- William Stryker, come si è detto, non è "nato" come militare ma come fanatico religioso a capo dei Purificatori, umani convinti di dover sterminare i mutanti. Il signore non è mai stato coinvolto nel progetto Arma X che ha infuso l'adamantio nello scheletro di Wolverine, inoltre ha ucciso il proprio figlio appena scoperta la sua natura di mutante. I poteri dell'inquietante Jason, così come il suo nome, sono infattamente ispirati a Mastermind, nemico storico degli X-Men in grado di generare illusioni telepatiche.
- Lady Deathstrike, invece, è MOLTO legata a Wolverine. Giapponese, figlia dello scienziato che aveva inventato il processo per legare l'adamantio alle ossa e convinta che il buon Wolvie avesse rubato i progetti del padre, la fanciulla col tempo è diventata un cyborg artigliato con la fissa perenne di far fuori il nostro eroe.
- La (prima) morte e conseguente trasformazione di Jean Grey in Fenice - entità cosmica allo stesso tempo portatrice di rinascita e distruzione, blah blah blah -  è avvenuta nei comics dopo un rocambolesco viaggio di ritorno dallo spazio. L'intera questione è talmente camurriosa e fondamentale per la continuity Marvel che, pur essendo cominciata negli anni '70, continua a far sentire i suoi strascichi ancora ai giorni nostri. Per dire, sta alla base del recentissimo crossover Avengers vs X-Men.








martedì 29 gennaio 2013

X-Men (2000)

Su questo blog ho già parlato di X-Men: Le origini - Wolverine e X-Men: L'inizio, ma mai dei loro precursori, il primo dei quali è X-Men, diretto nel 2000 dal regista Bryan Singer. Comincerò oggi e proseguirò con l'intera trilogia, approfittando di un simpatico cofanetto di DVD.


Trama: gli X-Men sono un gruppo di mutanti, ovvero persone geneticamente dotate di poteri che li rendono diversi dagli esseri umani, che hanno giurato di proteggere un mondo che li odia e li teme. Mentre i nostri, guidati dal prof. Charles Xavier, cercano di coesistere pacificamente con il resto dell'umanità, il potentissimo Magneto, assieme alla sua Confraternita dei Mutanti, decide di rapire la giovane rubapoteri Rogue per trasformare in mutanti tutti gli abitanti della Terra...


All'epoca in cui X-Men è uscito ero quasi alla conclusione del mio primo "ciclo" di acquisti dedicati al supergruppo mutante. Troppe sottotrame, troppi soldi da sborsare e nessun lavoro a foraggiare questo vizio, assieme a troppi cambiamenti improvvisi a livello di sceneggiatori e disegnatori mi avevano portata a ridurre drasticamente il numero delle mie letture e concentrarmi sui più soddisfacenti manga. Nonostante questo, l'attesa per questa trasposizione cinematografica era ovviamente alle stelle, il desiderio di vedere portati su grande schermo dei personaggi da me adorati come Wolverine e soprattutto Sabretooth (gli altri potevano anche ammazzarsi, senza scherzi) era a livelli altissimi, conseguentemente anche le aspettative erano assai elevate. Forse è per questo che X-Men mi ha sempre lasciata totalmente indifferente, fin dalla prima visione. Non è stata una delusione totale, questo no... semplicemente, è stato come se avessero preso l'intero cast di validissimi, profondissimi e umanissimi personaggi che seguivo da anni e li avessero rinchiusi all'interno di un gruppo di statue fredde ed impersonali, creando un gruppo di mutanti privi di quel guizzo che ha sempre reso così vive le loro versioni cartacee. Certo, un paio di eccezioni ci sono, perché gli sceneggiatori si sono concentrati parecchio su Wolverine e Rogue che, nonostante alcune modifiche accettabili, sono assai vicini alle loro controparti dei comics, e anche Xavier e Magneto (superbamente interpretati da due mostri sacri!) incarnano degnamente gli ideali che hanno sempre caratterizzato  i due personaggi, ma il resto mi ha sempre delusa molto.


Come trama generale X-Men sarebbe anche un film valido. Gli sceneggiatori sono riusciti a creare una pellicola fruibile da tutti, mettendo pochissima carne al fuoco e concentrandosi su due aspetti fondamentali dei comics: il disagio provato da chi è "diverso" e impossibilitato a controllare dei poteri spesso pericolosi (aspetto che si focalizza sul personaggio di Rogue) e la lotta tra le tre diverse fazioni rappresentate dal "mutantofobo" umano Kelly, dal pacifista Xavier e dal bellicoso Magneto che vorrebbe evitare con ogni mezzo che i mutanti finissero nei campi di concentramento come già era successo a lui e ai suoi genitori al tempo della seconda guerra mondiale. Come nei comics, anche nel film Wolverine funge da misterioso personaggio "jolly", che si ritrova coinvolto suo malgrado nella lotta tra queste fazioni e deve decidere da che parte stare, cercando contemporaneamente di scoprire i mille segreti che si celano nel proprio passato. E' attraverso i suoi occhi diffidenti che gli spettatori scoprono chi sono gli X-Men e cosa fanno, che arrivano a sondare le profondità della follia di Magneto e la disperazione che alberga nel cuore di chi scopre di essere un pericoloso mutante quando vorrebbe soltanto vivere una normale esistenza da adolescente. Tutto questo, assieme all'incredibile make-up di Rebecca Romijn nei panni della mutaforma Mystica e ad un paio di scontri corpo a corpo tra lei e Wolverine sul finale, consente al film di elevarsi dalla media, ma i tempi di The Avengers di Joss Whedon sono ancora molto lontani.


Infatti, il modo assolutamente piatto con cui vengono resi i pochissimi personaggi presenti nella pellicola ha dell'imbarazzante. Per carità, l'inespressività di Ciclope ed il suo essere precisino della fungia sono due elementi mantenuti alla perfezione, così come il fatto che Jean Grey sia una p*ttansuora della peggior specie, la Madonna dell'incoronéta che non perderebbe occasione di farsi Wolverine anche se fidanzata col monocolo (tolto il fatto che nel film Jean è una MILF e Scott poco più che un ragazzino...), ma arrivare a presentare l'inarrivabile DEA e REGINA africana Tempesta come uno gnomo spaesato appena uscito dal ghetto e con un'impresentabile parrucchetta bianca che nemmeno nei peggiori cosplay no, per favore. Questo, per quel che riguarda i buoni, ora passiamo ai cattivi. X-Men - Le origini: Wolverine sarà anche stato un film di bratta (a detta dei più, a me è piaciuto) ma, se non altro, trattava il povero Sabretooth in maniera degna, non lo presentava come un decerebrato a cui manca solo il guinzaglio per essere il cane di Magneto in tutto e per tutto. E poi, gesùmmaria, il make-up di Toad, con quella pelle giallastra come il peggiore degli imitatori dei Simpson, non si può guardare. Il fatto che i protagonisti siano stati privati del loro carisma naturale viene tra l'altro ulteriormente accentuato dalle anonime uniformi che inguainano gli X-Men (ho capito, c'è la battutina sullo spandex giallo, ma non è che le divise pseudofighette grige siano meglio, eh...) e dai costumi zingaracci e baracconeschi dei villain, tra cui si salvano solo Magneto, ingrigito pure lui, e la nuda Mystica. Insomma, il primo X-Men risulta davvero poco soddisfacente e non regge né il tempo che passa né il confronto con i film "di supereroi" che sono venuti dopo, a parte forse I Fantastici 4. Se non ricordo male il secondo capitolo della saga era migliore, speriamo sia davvero così.


Di Hugh Jackman (Logan/Wolverine), Patrick Stewart (Prof. Charles Xavier), Ian McKellen (Erik Lehnsherr/Magneto), Halle Berry (Ororo Munroe/Tempesta), Anna Paquin (Rogue/Marie, ruolo rifiutato da Natalie Portman), Tyler Mane (Sabretooth) e Shawn Ashmore (Bobby Drake/Uomo ghiaccio) ho già parlato nei rispettivi link.

Bryan Singer è il regista e cosceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come I soliti sospetti, L'allievo, X-Men 2 e Superman Returns, oltre ad un episodio di Dr. House. Anche produttore e attore, ha 47 anni e due film in uscita, Jack il cacciatore di giganti e X-Men: giorni di un futuro passato.


Famke Janssen interpreta Jean Grey (al posto di Peta Wilson, che era impegnata a girare la serie Nikita). Olandese, la ricordo per film come Goldeneye, Deep Rising - Presenze dal profondo, The Faculty, Il mistero della casa sulla collina, X-Men 2, Nascosto nel buio, X-Men - Conflitto finale, inoltre ha partecipato alle serie Melrose Place e Nip/Tuck. Anche regista, sceneggiatrice e produttrice, ha 48 anni e due film in uscita, Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe e The Wolverine.


James Marsden interpreta Scott Summers/Ciclope (al posto di Jim Caviezel, che aveva dovuto rinunciare al ruolo per impegni pregressi). Americano, lo ricordo per film come Generazione perfetta, Zoolander, X-Men 2, X-Men - Conflitto finale, Superman Returns e Come d'incanto, inoltre ha partecipato alle serie La tata, Blossom, Party of Five, Oltre i limiti, Ally McBeal e doppiato un episodio di Robot Chicken. Ha 39 anni e nove film in uscita, tra cui The Butler, X-Men: giorni di un futuro passato ed Enchanted 2.


Rebecca Romijn interpreta Mystica. Americana, la ricordo per film come Femme Fatale, S1m0ne, X-Men 2, Godsend e X-Men - Conflitto finale, inoltre ha partecipato alle serie Friends, Ugly Betty ed Eastwick. Anche produttrice, ha 40 anni.


Bruce Davison interpreta il senatore Kelly. Americano, ha partecipato a film come America oggi, La seduzione del male, Paulie - Il pappagallo che parlava troppo, L'allievo, X-Men 2,  e a serie come Visitors, Alfred Hitchcock presenta, La signora in giallo, Hunter, Racconti di mezzanotte, Oltre i limiti, Kingdom Hospital, Numb3rs, CSI: Miami, Criminal Minds, Ghost Whisperer, Lost e CSI: Scena del crimine. Anche regista e produttore, ha 66 anni e sei film in uscita, tra cui, udite udite, l'imminente Lords of Salem di Rob Zombie e Return of the Killer Shrews!! Holy socks!


Tra gli altri interpreti, segnalo nei panni di Toad l'attore Ray Park, allora famosissimo per i suoi stunts acrobatici e per il ruolo di Darth Maul in Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma e, ovviamente, l'immancabile Stan Lee nel ruolo di un venditore di hot dog. Quanto al personaggio chiave dell'intera vicenda, Wolverine, la prima scelta di Singer sarebbe stata Russell Crowe, che ha rifiutato perché il compenso era troppo basso (choosy!!), mentre gli studios puntavano su Keanu Reeves e Gary Sinise... per fortuna alla fine nessuno di questi è stato scelto, ma poteva andare peggio visto che nella rosa di candidati c'era anche Jean - Claude Van Damme! Altro grande escluso dal film è stato poi nientemeno che Joss Whedon, il cui script originale è stato rifiutato perché troppo pieno di battute e riferimenti alla cultura pop; indubbiamente ne sarebbe venuto fuori un X-Men migliore, peccato... e non oso immaginare qual meraviglia avrebbero creato Robert Rodriguez o Tim Burton, che erano state le prime scelte per dirigere il film! X-Men ha generato due seguiti ufficiali, i già citati X-Men 2 e X-Men - Conflitto finale e i due spin-off X-Men: Le origini - Wolverine e X-Men: L'inizio a cui presto seguiranno The Wolverine (in uscita in Italia a giugno 2013) e X-Men - Giorni di un futuro passato, che dovrebbe essere pronto per il 2014. Nell'attesa, se il film vi fosse piaciuto consiglio la visione di Spider-Man, Spider-Man 2, Hellboy, La leggenda degli uomini straordinari, Gli incredibili e Darkman. ENJOY!




L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi): 

Siccome adoro gli X-Men e ormai, dopo anni, posso dire di conoscere abbastanza il loro universo e i personaggi che lo popolano, ecco un elenco degli altri mutanti che compaiono "ufficialmente" nella pellicola, unito ad un piccolo "cosa fanno davvero nell'Universo Marvel".
Kitty "Shadowcat" Pryde: dotata del potere di diventare intangibile e prima teenager ad entrare ufficialmente nel gruppo negli anni '80, nel film compare brevemente come studentessa, mentre nell'edizione italiana dei comics al momento è la vicepreside della Jean Grey School for Higher Learning fondata da Wolverine.
Jubilation "Jubilee" Lee: nel film compare brevemente come studentessa. Comparsa negli anni '90 come pupilla di Wolverine, un tempo emetteva plasmoidi di luce esplosivi, più o meno dei fuochi artificiali. Dopo l'M-Day è rimasta senza poteri e, in seguito, è diventata vampira. Al momento milita negli X-Men, che cercano di tenerne a bada la sete di sangue.
John "Pyro" Allerdice: in questo film compare brevemente come studente, nei sequel il suo ruolo verrà ampliato. Nell'universo Marvel, Pyro è un mutante in grado di plasmare il fuoco secondo la sua volontà, storico nemico degli X-Men e membro originale della Confraternita dei Mutanti Malvagi rimessa in piedi da Mystica. Dopo aver contratto il virus Legacy ed essersi redento, come spesso accade ai personaggi meno importanti, è morto.. ma ultimamente, se non vado errata, è stato anche resuscitato per la saga Necrosha.







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