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martedì 25 marzo 2025

Biancaneve (2025)

Lo so. Avrei dovuto correre a vedere La scimmia, cosa che invece, se tutto va bene, succederà domani. Giovedì scorso, invece, sono andata al cinema per Biancaneve (Snow White), diretto dal regista Marc Webb.


Trama: alla morte del padre, la principessa Biancaneve rimane sola nel castello, al servizio della perfida Regina cattiva. Quando quest'ultima, invidiosa della sua bellezza, decide di farla uccidere, Biancaneve fuggirà nel bosco, dove incontrerà sette nani minatori e un gruppo di ribelli...


Forse voi non ve ne rendete conto, ma sono quattro, dico QUATTRO anni che ce la fanno a fette con questo Biancaneve. Non se lo sarebbe filato nessuno, se non fosse per un'incredibile combinazione di marketing mal gestito, attrici prive evidentemente di uffici stampa che gettavano benzina sul fuoco, fomentando genitori inorriditi all'idea che fosse un film "femminista" (avrebbe dovuto co-sceneggiarlo Greta Gerwig, per fortuna sua non se n'è fatto più nulla) in cui la protagonista "si salva da sola senza l'aiuto del Principe", nani (anzi, persone affette da acondroplasia) che lamentavano di non essere stati consultati, foto di scena prima ripudiate poi tristemente confermate da una Disney che deve aver cambiato la trama in corsa tante di quelle volte da arrivare, alla fine, al risultato più banale possibile. Tranquilli, Biancaneve è sempre la solita solfa. Stavolta, sì, la principessa ambisce all'essere impavida, come erano i suoi genitori, e il suo obiettivo principale è riprendersi il regno, popolato da persone le cui coscienze sono state addormentate da una regina amante del lusso, ma da qui a salvarsi da sola ci passa un abisso. Biancaneve è sempre la solita minchia di mare, e il principe che principe non è, a meno di non intenderlo in senso RobinHoodiano (ci torniamo su sta cosa), le para il culo non una, bensì due volte, nonostante sia poco meno cretino di lei, ci tengo ad aggiungere. Per quanto riguarda i nani, non arriviamo all'orrore che era Biancaneve e il cacciatore, con le facce di attori di altezza "comune" appiccicate su corpi non loro, perché sono stati realizzati aggiungendo un po' di CGI ad un film dove l'unica cosa non creata al computer sono i costumi (forse), ma sono comunque bruttarelli. Cucciolo, in particolare, sembra la versione semovente del ragazzino di Mad Magazine, e la cosa che mi ha sconvolta dalle risate, in tutto questo, è vedere George Appleby messo lì a mo' di contentino, di Ottavo Nano guzzantiano, all'interno del gruppo dei Merry Men ribelli della foresta (che sembrano i protagonisti delle vecchie pubblicità di Oliviero Toscani per la Benetton, ma più straccioni). La storia d'amore, per completisti e nemici del "woke", c'è sempre ed è sempre basata sul nulla, su un paio di canzoncine aggiunte alla bisogna all'interno di una colonna sonora che contiene una marea di inediti di pura derivazione Frozeniana (scritte dagli stessi autori che hanno vinto un Oscar per City of Stars, santo cielo!!) più le canzoni iconiche del Biancaneve del 1937; il risultato è che un film apparentemente leggero diventa una lagna di rara pesantezza, salvato giusto dal numero musicale dedicato alla Regina cattiva e da Impara a fischiettar


Le mille idee trapelate nel corso di quattro anni, in primis quella che voleva i compagni di Biancaneve come creature mitologiche del bosco, sono state spazzate via e ridotte a favore di un'opera che probabilmente annoierà i bambini e che, agli occhi un adulto, sembra incredibilmente puerile. La stessa ribellione di Biancaneve è posticcia, perché la principessa non scappa dal castello spinta dal desiderio di cambiare le cose, ma per il terrore di venire uccisa dalla Regina. Quest'ultima, poveraccia, è scritta su un foglio di carta velina; a parte il fatto di aver messo la figliastra a lavare pavimenti e vietato le sagre paesane, il film non si impegna neppure a fornire un'espressione "visiva" dell'orrore in cui è piombato il villaggio sotto il suo regno. Certo, i paesani vestono coi toni del grigio, ma considerato che nel comparto costumi e props si è andati talmente al risparmio che le pietre preziose e i gioielli sembrano di plastica quanto quelli usati in Descendants, non credo sia una cosa così brutta. E rimanendo in tema di regia, scenografia, ecc. L'unica scelta felice di Marc Webb è un'omaggio iniziale a La casa di Raimi (anche se non si capisce perché gli alberi si vogliano mangiare Biancaneve mentre soldati e ribelli camminano nel bosco come se niente fosse), il resto è un trionfo di leziosità assortite appiccicate a un green screen, sulle quali spiccano i terrificanti animaletti sorridenti che seguono Biancaneve neanche fosse San Francesco, i fiori posticci che cicciano nel bosco e quel trionfo di mal di testa che è la miniera dei nani, finta come una moneta da 3 euro. Passando invece a parlare di attori, almeno di quelli in carne e ossa, Rachel Zegler e Gal Gadot ci credono, si divertono e si vede, gli altri sembrano passare lì per caso. In particolare, il povero Andrew Burnap nei panni del non-principe Jonathan perde il confronto impietoso non solo col Robin Hood di Kevin Costner ma persino con quello di Cary Elwes in Robin Hood un uomo in calzamaglia, film evidentemente presi a modello da Marc Webb ed Erin Cressida Wilson, come dimostrano la fuga dal carcere e il fatto che, durante le scene nel bosco, mi aspettavo di sentire cantare "We are men, we are men in tights!". Per farla breve, Biancaneve non è un film brutto perché woke, inclusivo, irrispettoso, buonista: è un film mediocre perché dà un colpo al cerchio e uno alla botte per quanto riguarda la sceneggiatura, e perché, a livello di regia, fotografia ed effetti speciali, si assesta sui bassi livelli qualitativi tipici delle recenti produzioni Disney (il doppiaggio italiano, per esempio, ci regala un favoloso "affinché lo specchio RISPONDEVA". Ditemi che ho avuto un'allucinazione uditiva). Se penso che, a sei anni, il mio primo film visto al cinema è stato Biancaneve e i sette nani e i seienni di oggi devono accontentarsi di questa robetta, mi viene pena per loro.


Di Gal Gadot, che interpreta la Regina cattiva, ho già parlato QUI mentre Martin Klebba, che doppia Brontolo, lo trovate QUA.

Marc Webb è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come The Amazing Spider-Man e The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro. Anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 51 anni. 


Rachel Zegler
interpreta Biancaneve. Americana, la ricordo per film come West Side Story, Hunger Games: La ballata dell'usignolo e del serpente e Y2K. Ha 24 anni. 


Se Biancaneve vi fosse piaciuto recuperate Biancaneve e i sette nani e il Biancaneve di Tarsem. ENJOY!

lunedì 10 gennaio 2022

Golden Globes 2022

Alla faccia di quel famoso medico dei VIP che diceva di no, il Coviddo è tornato a mordere, e ciò, assieme a mille (probabilmente giuste) polemiche ha fatto sì che i Golden Globe di quest'anno fossero particolarmente sottotono, senza cerimonia neppure a distanza, senza nulla. Per la solita pignoleria, anche se ho visto davvero pochissimi dei candidati, facciamo un breve recap, anche per capire cosa recuperare in vista degli Oscar, che si terranno il 27 marzo. ENJOY!



Miglior film drammatico
Il potere del cane  (Inghilterra/Canada/Australia/Nuova Zelanda 2021)

Non cominciamo proprio benissimo, diciamo. Il tanto atteso ultimo film di Jane Campion l'ho trovato bellissimo a livello di regia e fotografia, ottimi gli attori, ma mi è mancato il trasporto emotivo necessario per apprezzarlo in pieno. Purtroppo, oltre a Dune, che immaginavo non avrebbe visto un globe nemmeno da lontano in quanto, oRore!, film di fantascienza, non ho avuto modo di recuperare nessun altro candidato, quindi non saprei fare paragoni. 


Miglior film - Musical o commedia
West side Story (USA, 2021)

Vittoria facile per l'ultimo film di Spielberg, che infatti ha portato a casa un sacco di premi. Anche in questo caso, però, mi è mancato qualcosa, forse perché non avevo mai avuto modo di guardare West Side Story, in nessuna delle sue versioni, e, mi perdonino i fan, ho trovato la trama un po'... ingenua (grazie, Bolla, è un musical con un po' di anni sulla schiena...)? Non so se è l'aggettivo giusto, comunque nulla da dire sulla messinscena, strepitosa, e le coreografie, ovviamente. Mentirei, però, se non dicessi che avrei preferito Don't Look Up, più nelle mie corde.  



Miglior attore protagonista in un film drammatico
Will Smith in King Richard

Lo so, sono una brutta persona, ma a me Will Smith sa sulle balle da sempre, quindi non mi fionderò al cinema a vedere King Richard e lo recupererò giusto se sarà tra i candidati all'Oscar, con calma. Per quanto riguarda gli altri candidati, ho avuto modo solo di apprezzare l'intensa interpretazione di Cumberbatch, quindi, anche in questo caso, non posso fare confronti.


Miglior attrice protagonista in un film drammatico
Nicole Kidman in Being the Ricardos

Adoro i film biografici su celebrità a me sconosciute, e Being the Ricardos, disponibile su Prime, era già da settimane sul mio radar. Ora, ovviamente, non posso fare altro che metterlo in cima alla lista dei recuperi, sperando mi piaccia visto che le recensioni lette sono parecchio tiepide. Per il resto, sono molto felice di un mancato premio a Lady Gaga, con tutto il bene che le voglio, e aspetto trepidante di poter vedere Kristen Stewart nei panni di Diana, anche se, ahimé, l'uscita italiana di Spencer è stata rimandata a data da destinarsi.

Miglior attore protagonista in un film musicale o commedia
Andrew Garfield in Tick, Tick... Boom!

Altro film biografico, altro musical, però questo non mi ha attirato fin dal principio. Dovrò dargli una chance, anche perché è da settimane disponibile su Netflix. Peccato per Di Caprio, la cui interpretazione tragicomica di uno scienziato costretto a diventare VIP per essere creduto in una situazione da fine del mondo è decisamente calzante.


Miglior attrice protagonista in un film musicale o commedia
Rachel Zegler in West Side Story

Bravissima cantante, perfetto musino innocente e acqua e sapone, ma posso dire che a me 'sta Maria spueia mi ha detto davvero poco? Certo, forse è andata comunque bene così: quello in Don't Look Up non è uno dei ruoli più memorabili di Jennifer Lawrence, ed Emma Stone in Crudelia è strepitosa, ma forse non degna di un Globe. 



Miglior attore non protagonista
Kodi Smit-McPhee in Il potere del cane

Da una parte ho avuto fortuna, perché perlomeno ho avuto modo di guardare la performance del vincitore, dall'altra mi mancano tutte le altre interpretazioni. Mi viene da dire che al buon Kodi è stato riservato un ruolo assai difficile, un personaggio ermetico con il quale non è semplice empatizzare, e la sua recitazione mi è parsa assai buona, quindi posso ritenermi soddisfatta.



Miglior attrice non protagonista
Ariana DeBose in West Side Story

Al momento, questo è l'unico premio che mi convince davvero, perché la passionale Anita risplende come una stella all'interno di West Side Story ed è il personaggio che mi ha coinvolta di più, sia nei momenti faceti che in quelli drammatici. Se la ragazza portasse a casa un Oscar non mi dispiacerebbe affatto!



Miglior regista
Jane Campion per Il potere del cane

Nulla da dire, davvero, il premio per la miglior regia è ovviamente meritato. Ma sarebbe stato meritatissimo anche (forse di più) quello a Villeneuve per Dune.

Miglior sceneggiatura
Kenneth Branagh per Belfast

Il film biografico di Branagh è uno di quelli che aspetto di più, peccato che fino a Marzo noi italiani ci stra-attacchiamo al *bip*. Peccato per Adam McKay, ma obiettivamente la sceneggiatura di Don't Look Up! è leggermente derivativa, per quanto l'abbia apprezzata molto, mentre chi ha letto Il potere del cane mi dice che il romanzo è molto più emozionante del freddo adattamento, quindi nessun vilipendio alla Campion, in questo caso.


Miglior canzone originale
No Time to Die di Billie Eillish e Finneas O'Connel, per il film No Time to Die

Ammetto di non conoscere nessuna delle canzoni tranne Dos oruguitas di Encanto, che mi era piaciuta molto, quindi mi adeguo. 

Miglior colonna sonora originale
Dune di Hans Zimmer

Mi cito: "E per mesi, probabilmente, ascolterò la colonna sonora di Hans Zimmer, talmente evocativa ed esotica da risultare quasi ipnotica, uno score emozionante come non mi capitava di sentire da tempo in un "blockbuster", per quanto d'autore" Direi che stavolta ci ho visto giusto, ma mi sono piaciute molto anche le colonne sonore di The French Dispatch ed Encanto.



Miglior cartone animato
Encanto (USA 2021)

Per questione di orgoglio ligure avrei preferito la vittoria di Luca. E, pur non avendo visto gli altri film candidati e pur avendo apprezzato molto Encanto, non si tratta di uno dei prodotti migliori o più indimenticabili della Casa del Topo, quindi temo si sia trattato di un Globe leggermente paraculo, per venire incontro a questioni di minoranze ecc.


Miglior film straniero
Drive My Car (Giappone, 2021)

Ne avevo già sentito parlare come di uno dei film più belli dell'anno scorso, è arrivato il momento di metterlo in cima alla lista dei recuperi. Con tutto il rispetto per E' stata la mano di Dio, che mi ha convinta poco.

Quest'anno con le serie TV va malissimo. Tra quelle nominate ho visto solo Wanda/Vision e Squid Game e l'unico vincitore che conosco è, per l'appunto, Oh Yeung-su, l'adorabile, commovente vecchino della serie Netflix coreana. Al momento, le uniche che potrei recuperare sono Hacks, Dopesick, La ferrovia sotterranea e Omicidio a Easttown che constano di una sola stagione, il resto per me è pura utopia, non ci provo neppure! E con questo è tutto... ci si risente per gli Oscar! ENJOY!

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