Visualizzazione post con etichetta sean william scott. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sean william scott. Mostra tutti i post

martedì 20 giugno 2023

The Wrath of Becky (2023)

Lo aspettavo con trepidazione e finalmente The Wrath of Becky, diretto e co-sceneggiato dai registi Matt Angel e Suzanne Coote, è arrivato!


Trama: due anni dopo la morte del padre per mano di un gruppo di Neo-Nazisti, Becky cerca di rifarsi una vita con l'amato cane Diego. L'incontro con i suprematisti Noble Men scatenerà nuovamente la sua furia...


Nell'anno domini del Covid, tra i molti film interessanti usciti "di straforo", uno di quelli a cui mi sono affezionata di più è stato Becky. Questo perché, a differenza di altri thriller horror che spingevano forte il pedale sull'angoscia già alimentata dalla reclusione pandemica, Becky era una boccata d'aria fresca in cui una ragazzina " si limitava" a macellare un quartetto di stronzi Neo-Nazisti rei di averle rotto le palle in una situazione già non felice, e voi sapete bene quanto sia rilassante la sana ultraviolenza praticata su qualunque tipo di nazi o fascio. Questo, in realtà, era solamente l'aspetto superficiale di Becky, che privava di un vero e proprio happy ending la ragazzina protagonista, dipinta come una sociopatica pericolosa in barba a tutte le sue buone ragioni e per questo destinata a una vita poco felice; questo aspetto Matt Angel e Suzanne Coote sembrano esserselo dimenticati perché il tono di The Wrath of Becky è molto più scanzonato di quello del suo predecessore e non si percepisce alcun disagio sotteso nella messa in scena delle pur giuste vendette di Becky. Vero, sono passati due anni e la ragazzina è riuscita a rimanere fuori dal sistema e ai margini della società, eppure la sua vita è quella "allegra" di un John Wick in incognito, di una piccola Rambo pronta ad affrontare qualsiasi stronzo decida di giocarle un tiro mancino, alla faccia della PTSD. La protagonista non prova né dubbi né disagio per ciò che è stata costretta a fare in passato e anche i suoi trucidissimi sogni ad occhi aperti a base di morti ammazzati vengono presentati allo spettatore come un tocco di originalità pop, niente di cui preoccuparsi, perché tanto poi a rimetterci saranno dei mostri peggiori di Becky. In questo caso, la fastidiosa nemesi dell'adorabile biondina è un altro cancro della società attuale, un gruppo di terroristi misogini guidati da un ex militare, gente pronta a far saltare le istituzioni americane mentre vomita insulti contro le donne (incel, anyone?) in un mix spaventoso di ignoranza, fanatismo, autoindulgenza, bigottismo e ipocrisia. Fino a pochi anni fa, pensare che un gruppo di elementi simili esistesse davvero sarebbe stato più assurdo dell'esistenza della stessa Becky, purtroppo 'ste creature strisciano in mezzo a noi e meriterebbero seriamente tutte le "cure medievali" propinate loro dalla protagonista.


Dal canto suo, Lulu Wilson ormai è calatissima nel ruolo. Dimenticate l'aspetto fanciullesco della Becky di due anni fa, ancora "trasportata" dagli eventi e legata al ricordo della mamma (molto bella la scena del berrettino che la ragazza indossava nel primo film, messo temporaneamente nel cassetto) perché qui subentrano il coming of age e la consapevolezza della protagonista delle proprie identità e capacità, con conseguente trasformazione dell'adorabile attrice in una giovane donna che proprio non conviene sottovalutare né, men che meno, chiamare "dolcezza". La Wilson abbraccia in toto ogni aspetto del carattere di Becky, folle sete di sangue compresa, ed è uno spasso vederla interagire col resto del validissimo, inaspettato cast. Come già accadeva infatti con Kevin James, anche l'ex Stiffler di American Pie, Seann William Scott, è bravissimo nell'inedito ruolo di ex-Marine stronzo fino al midollo e abituato a minacciare gli altri con la sua sola presenza, ma ci sono un paio di guest appearence che rischiano di fare strillare di gioia i fan dell'horror e che non vi spoilero qui (attenti solo al solito elenco di attori a fine post se non volete rovinarvi la sorpresa). Come ho scritto sopra, Matt Angel e Suzanne Coote hanno scelto di dare a The Wrath of Becky un taglio più pop ed esagerato rispetto al precedente film (cosa che si evince fin dai bellissimi titoli di testa, in perfetto stile fumettoso), col risultato di una violenza ancora più sopra le righe e picchi di splatter davvero notevoli, intervallati da sfondamenti della terza parete, flashback e persino what if...? che concorrono a rendere ancora più movimentato il ritmo della pellicola, perfetta da "bersi" tutta d'un sorso in queste calde serate estive. La conclusione, inoltre, mi fa ben sperare per il ritorno di Becky in un terzo capitolo della serie anche se, per il momento, non ci sono news certe all'orizzonte. Per quanto mi riguarda, aspetto fiduciosa, non vedo l'ora!


Dei registi e co-sceneggiatori Matt Angel (che interpreta anche Sean) e Suzanne Coote ho già parlato QUI. Lulu Wilson (Becky), Seann William Scott (Darryl) e Kate Siegel (Agente Kate Montana) li trovate invece ai rispettivi link.


Jill Larson, che interpreta Darryl Sr., è stata l'iconica Deborah Logan di The Taking mentre Courtney Gains, che interpreta il viscido Twig, è lo storico Malachia di Grano Rosso Sangue. Ovviamente, se The Wrath of Becky vi fosse piaciuto recuperate il primo capitolo della saga, Becky (lo trovate facilmente su Prime Video) e incrociate le dita perché il terzo si faccia! ENJOY!


venerdì 23 novembre 2018

Bollalmanacco On Demand: Southland Tales - Così finisce il mondo (2006)

Torna il Bollalmanacco on Demand con una richiesta giunta direttamente da Kara Lafayette che mi ha chiesto di vedere Southland Tales - Così finisce il mondo (Southland Tales), pellicola che ha riconfermato il mio brutto rapporto con Richard Kelly, qui regista e sceneggiatore. Il prossimo film On Demand sarà Loveless. ENJOY!


Trama: in una Los Angeles "alternativa", si intrecciano le storie di Boxer Santaros, attore affetto da amnesia, del poliziotto Roland Taverner, alla ricerca del gemello perduto, di ex pornodive, ribelli ed esponenti del governo...


Correva l'anno 2001 e io andavo al cinema, un pomeriggio post università, piena di speranza a vedere Donnie Darko, solo per uscire dalla sala con un enorme punto interrogativo sulla testa. Non vi starò ovviamente a parlare del film che ha segnato una generazione di ragazzi che cominciava a scoprire internet e la possibilità di parlare di cinema al di fuori di Ciak (spero di parlarne, prima o poi, se avrò il coraggio e la voglia di affrontarlo di nuovo) ma questo piccolo non aneddoto mi serviva per introdurre il mio difficile rapporto con Richard Kelly. Si potrebbe banalmente dire che non lo capisco, forse perché non mi impegno, vinta dal fondamentale insieme di fuffa pop e deprimente che permea i suoi film, forse perché lo trovo troppo inutilmente arzigogolato, forse perché non tollero la sua fissa per le dimensioni e per i deliri del continuum spazio-temporale? O forse perché non avevo colto che Southland Tales fosse un suo film e, visto il cast, mi sarei aspettata invece una supercazzola enorme, non un delirio di storie apparentemente appiccicate a casaccio introdotte da un Justin Timberlake in guisa di narratore biblico, pronto a richiedere allo spettatore tutta l'attenzione che davanti a un film con The Rock non mi aspetto. Detto questo, lo stesso Justin Timberlake (che, per carità, non sarà una cima) ha ammesso di non aver capito che cavolo stesse interpretando e lo stesso vale, pare, per tutto il resto del cast, quindi un po' mi consolo. Per chi volesse approcciarsi a Southland Tales, in pratica trattasi di delirio post apocalittico ambientato in un universo alternativo non troppo diverso dal nostro; dopo che il Texas è stato vittima di attacchi terroristici, gli Stati Uniti vengono governati con pugno di ferro e i cittadini non hanno più di libertà, spiati 24 ore su 24 dai servizi segreti, la terza guerra mondiale incombe e un certo barone tedesco è riuscito a sfruttare il movimento perpetuo delle maree per sopperire alla crisi del carburante creando così una roba chiamata Fluid Karma che, tuttavia, rischia di alterare la struttura stessa della realtà causando la nascita di "buchi". In tutto questo, un attore vittima di amnesia si ritrova tra le mani un copione che in sostanza anticipa la realtà e finisce in mezzo alla guerra tra servizi segreti e ribelli neo-marxisti assieme ad un manipolo di altre persone di entrambi gli schieramenti, chi più consapevolmente chi meno. Insomma, un delirio bello e buono ma non è finita mica qui.


Il problema di Southland Tales è che lo spettatore rischia di far fatica a seguire quello che sta succedendo, bombardato da un quantitativo spropositato di informazioni e distratto da intermezzi fatti da spezzoni di esilaranti reality show (indubbiamente, il personaggio di Sarah Michelle Gellar si becca alcune delle perle migliori e anche il biasimo della voce narrante), pagine internet, proclami governativi e spot che sono lo specchio esatto di ciò che devono subire quotidianamente i protagonisti del film, il che a pensarci bene è geniale. Meno geniale è che, a fronte di una trama "seria", si debbano subire dialoghi che incarnano il nulla cosmico quando sono faceti e che fanno scoppiare a ridere quando sono seri, instillando il dubbio sulla natura di Southland Tales: supercazzola oppure serio film distopico/fantascientifico? Dati gli attori propenderei per la prima ma la pellicola è impregnata di così tanta "arroganza" che viene anche difficile esserne certi e poi, indubbiamente, bisogna ammettere che il film non è privo di fascino. Per esempio, ho apprezzato tantissimo quel paio di numeri musicali e allucinati che arrivano a spezzare il ritmo a un certo punto, tra ballerine bionde, drogati e triangoli sul palco, mentre alcuni personaggi li ho trovati al limite del cattivo gusto, come la tizia che a un certo punto implora di poter succhiare il ca**o di The Rock, oppure totalmente inutili, come il camionista interpretato da Christopher Lambert. E quest'ultimo è solo un esempio perché di personaggi secondari fondamentalmente inutili il film è zeppo, interpretati da attori tra lo spaesato e l'incoscientemente divertito; tra i protagonisti di questo delirio alla Terry Gilliam virato in salsa californiana, spiccano di sicuro Dwayne Johnson, Justin Timberlake e Sarah Michell Gellar, probabilmente quelli che ci credono di più (The Rock, con quel tic delle dita che lo fa sembrare un rimbambito, è adorabile), mentre Seann William Scott è più inespressivo e fuori ruolo del solito, tanto che sul finale mi sarei messa le mani nei capelli. Insomma, mi tocca chiedere scusa a Silvia per aver demolito questo film ma giuro che arrivata alla fine delle ben due ore e mezza di durata la domanda è stata: "cosa diavolo ho visto?" e, soprattutto "potrò tornare indietro nel tempo per convincere me stessa a NON guardare Southland Tales?".


Di Janeane Garofalo (Generale Teena MacArthur), Sarah Michelle Gellar (Krysta Kapowski / Krysta Now), Beth Grant (Dr. Inga Von Westphalen / Marion Card), Dwayne Johnson (Boxer Santaros / Jericho Cane), Christopher Lambert (Walter Mung), John Larroquette (Vaughn Smallhouse), Jon Lovitz (Bart Bookman), Mandy Moore (Madeline Frost Santaros), Lou Taylor Pucci (Martin Kefauver), Seann William Scott (Roland Taverner), Wallace Shawn (Barone Von Westphalen) e Kevin Smith (Simon Theory) ho parlato ai rispettivi link.

Richard Kelly è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Donnie Darko e The Box. Anche produttore, ha 43 anni.


Miranda Richardson interpreta Nana Mae Frost. Inglese, la ricordo per film come L'impero del sole, La moglie del soldato, Il mistero di Sleepy Hollow, Spider, The Hours, Il fantasma dell'Opera, Harry Potter e il calice di fuoco Harry Potter e i doni della morte - Parte I; come doppiatrice ha lavorato in Galline in fuga. Ha 60 anni.


Will Sasso interpreta Fortunio Balducci. Canadese, ha partecipato a film come Mai dire ninja, Comic Movie, Io, Dio e Bin Laden, Killing Hasselhoff e a serie quali Willy il principe di Bel Air, I viaggiatori, X-Files, Perfetti ... ma non troppo, CSI - Scena del crimine, Due uomini e mezzo, How I Met Your Mother e Grey's Anatomy; come doppiatore ha lavorato in The Cleveland Show, Robot Chicken e I Griffin. Anche sceneggiatore e produttore, ha 43 anni e tre film in uscita.


Zelda Rubinstein, che interpreta la Dottoressa Katarina Kuntzler, era la medium del film Poltergeist. La prima versione del film sarebbe dovuta durare 160 minuti ma vista la disastrosa reazione degli spettatori a Cannes è stato tagliato e rimontato col risultato che qualcosa, nei dialoghi, si è perso. Se volete capire qualcosa di più di Southland Tales, invece, sappiate che i primi tre capitoli della "saga" si trovano in forma di graphic novel col titolo di Southland Tales: The Prequel Saga. Nell'attesa che vi arrivino i volumi da internet, se Southland Tales vi è piaciuto recuperate Donnie Darko e poi spiegatemelo, grazie! ENJOY!


domenica 9 ottobre 2016

L'era glaciale - In rotta di collisione (2016)

Ogni tanto bisogna tornare a parlare di cartoni che non siano anime, Disney o Pixar e casca proprio a fagiuolo L'era glaciale - In rotta di collisione (Ice Age: Collision Course), diretto dai registi Mike Thurmeier e Galen T. Chu.


Trama: l'infinita ricerca dell'amata ghianda di Scrat porta lo scoiattolo nello spazio, dove l'animaletto finisce per cambiare la rotta di un asteroide, ora diretto sulla Terra. Toccherà a Manny e soci salvare il pianeta...


Come avevo già avuto modo di scrivere nella recensione dell'ultimo Era glaciale ci sono due modi per affrontare la più famosa saga dei Blue Sky Studios. Si può scegliere l'approccio cinefilo, magari decidendo di andare a vedere questo genere di film al cinema buttando via euro preziosi (soprattutto se non si hanno figli/nipoti da accompagnare) oppure si può prediligere l'approccio ignorante, aspettando di recuperarli in home video senza sperare in nulla più che una serata divertente. Ovviamente, ho optato per il secondo metodo, anche perché diciamocelo, tolto L'era glaciale originale gli altri film si sono praticamente cancellati dalla mia memoria senza rendermi fan della serie, quindi ho avuto modo di divertirmi parecchio. Il trucco è far finta di non capire a quali estenti siano arrivati gli sceneggiatori per allungare la broda, ignorando idee al limite dell'imbarazzante e accettando la totale follia non solo dei personaggi, ma anche delle trame. Non c'è altro modo infatti di sospendere l'incredulità davanti a una storia che mescola asteroidi in grado di eliminare un pianeta a navicelle spaziali, con l'aggiunta di un Eden terrestre dove gli abitanti rimangono sempre giovani (qualcuno ha detto Cocoon? Mah, avrò sentito male...) ed incredibili barbatrucchi che contemplano rocce magnetiche e vulcani. Gli sceneggiatori tentano anche di infilare il messaggio edificante e far "maturare" qualche personaggio, giusto per accontentare i genitori più esigenti, ma vien da dire che l'approccio Disneyano in un film come In rotta di collisione diventa quasi imbarazzante, soprattutto quando riguardano personaggi dei quali probabilmente non frega nulla a nessuno: quando in scena ci sono esseri come la nonnina di Sid e il logorroico, folle Buck, chi ha più occhi per il branco di pachidermi con problemi filial-matrimoniali? La vecchia bradipa e la donnola orba eclissano non solo personaggi già nati noiosi come Manny e famiglia, ma persino l'adorato Sid (ridotto a moscissima spalla) e l'ancor più amato (almeno da me) smilodonte Diego, per quanto continui a tifare per una bella infornata di cuccioli da parte sua e della compagna Shira.


Per il resto, abbiamo davanti la solita, vecchia pellicola "glaciale": Scrat fa casino, i protagonisti ignari devono rimediare al danno di portata cosmica, tra una gag (tante) e un momento di seria ansia (pochi, praticamente nessuno, neppure i villain mettono paura o perlomeno un vago senso di pericolo), finale a tarallucci e vino, passare alla cassa grazie. Lo sviluppo del trio di personaggi del primo film (Manny, Diego e Sid) si è, come avete potuto intuire da quello che ho scritto prima, un po' fermato e al momento i nostri aspettano soltanto un'evoluzione della loro storia sentimentale; mentre viene tolto loro dello spazio, l'attenzione degli sceneggiatori si concentra sui personaggi secondari, visti tuttavia solo come calamite viventi di gag, e temo che a lungo andare anche stelle luminose come Nonnina e Buck andranno ad offuscarsi come sta succedendo a Scrat, che dopo anni a cercare 'sta benedetta ghianda ormai ha rotto le scatole. Come la trama, anche il character design nel tempo non è cambiato affatto, i personaggi sono giusto meno spigolosi e pixelati ma più o meno l'aspetto "rozzo" e a tratti deforme che li caratterizzava dalle origini è sempre lo stesso. Per quel che riguarda invece colori, paesaggi e animazioni lo studio ha fatto parecchi passi avanti e sequenze come quella iniziale, che vede Buck prendere per il naso i dinosauri malvagi, o quella in cui viene mostrata la cristallina bellezza della valle nascosta, sono davvero molto belle. A proposito della dinamica ed esilarante introduzione di Buck, consiglierei come ultima cosa di guardare il film (ovvio, sempre se non avete piccoletti a cui farlo vedere) in lingua originale, anche perché il doppiaggio di Simon Pegg è qualcosa di superlativo e anche il resto dei personaggi è dotato di un accento e un modo di esprimersi molto particolari, che nell'edizione italiana non avevo mai colto.


Del co-regista Mike Thurmeier ho già parlato QUI. Queen Latifah (Ellie), Denis Leary (Diego), John Leguizamo (Sid), Jennifer Lopez (Shira), Simon Pegg (Buck) e Seann William Scott (Crash) li trovate invece ai rispettivi link.

Galen T. Chu è il co-regista della pellicola, probabilmente quello che ha diretto i segmenti relativi a Scrat visto che sua è la paternità del corto Cosmic Scrat-tastrophe, che di fatto ha dato origine al film. Sempre in ambito Era glaciale ha diretto il corto Surviving Sid, contenuto nel DVD di Ortone e il mondo dei Chi. Ha anche lavorato come animatore e sceneggiatore.


Neil deGrasse Tyson, che interpreta una delle voci nella mente di Buck, è un astrofisico americano piuttosto famoso, comparso anche in un episodio di The Big Bang Theory mentre la voce originale della bradipa Brooke è di Jessie J, la cantante inglese che ci aveva frantumato le gonadi con Price Tag. Altra attrice ormai titolare è la Zayday Williams di Scream Queens, alias Keke Williams, che ormai da L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva presta la voce alla mammuth Peaches. L'era glaciale - In rotta di collisione segue ovviamente L'era glaciale, L'era glaciale 2 - Il disgelo, L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri e L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva; se il film vi fosse piaciuto, intanto che aspettate un sesto, probabile capitolo, recuperateli assieme a Madagascar, A Bug's Life - Megaminimondo e Alla ricerca di Nemo. ENJOY!

lunedì 29 ottobre 2012

L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva (2012)

Mercoledì sera ho dato prova di grande amicizia a due stordite che vedo troppo poco spesso per i miei gusti e assieme siamo andate a vedere non già Cogan – Killing Them Softly (maledette!! Me la pagherete!!!) bensì L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva (Ice Age: Continental Drift), diretto da Steve Martino e Mike Thurmeier.


Trama: cercando di impossessarsi della sua amata ghianda, Scrat scatena la deriva dei continenti del titolo. Nel corso del cataclisma Manny, Diego, Sid e la nonna del bradipo si ritrovano separati dagli altri animali e bloccati su un pezzo di ghiaccio in mezzo all’oceano;  per poter tornare a casa dovranno combattere contro Capitan Sbudella e la sua ciurma di pirati…


Ci sono due modi di affrontare un film simile. Uno, come ho fatto io, è quello di andare con due dei vostri migliori amici, già predisposti ad una serata ad alto tasso di idiozia, pronti a ridere per un nonnulla e a fare gli imbecilli a rischio di farsi cacciare a pedate dall’enorme sala semideserta. Oppure, potete accingervi alla visione con animo critico e allora sugnu ‘azzi vostri. Visto con l’ottica del “degenero”, L’era glaciale 4 fa il suo porco dovere: innanzitutto, nonostante il design dei personaggi sia sempre quello un po’ goffo e rigido del primo film, la grafica al computer è semplicemente spettacolare e alcune sequenze sono mozzafiato, in particolare quella del naufragio di Manny e compagnia. Poi, vabbé, ovvio che chi va a vedere L’era glaciale lo fa soprattutto sperando nelle gag di Sid e Scrat. Lo scoiattolo, bontà sua, ci regala un’esilarante versione della fine di Atlantide mentre Sid, povero bradipo incompreso, viene quasi completamente eclissato dalla rincoglionitissima nonna, una sozza bradipa violacea senza denti e provvista persino di animaletto immaginario (forse…) che si rivolge a Diego chiamandolo “Signora”. Nelle ciurma di pirati, invece, spicca un coniglio feroce e completamente pazzo, mentre l’isolotto dove approdano i nostri eroi è pieno zeppo di dolci e paffute creaturine che potrebbero essere chipmunk, lemmings o chissà quali altre bestie dolciotte e pelose. E qui finiscono i pregi de L’era glaciale 4, in effetti.


Con tutta la buona volontà, infatti, non ci si può non rendere conto che si ride a denti stretti e troppo poco spesso per un film simile. La reiterata moraletta della famiglia che è meglio di un “branco” perché ci accetta a prescindere da quanto siamo strani e il monito a rimanere sempre e comunque sé stessi, senza cambiare per compiacere gli altri, perseguita lo spettatore per tutto il film, soprattutto attraverso la figlia di Manny, Pèsca (mi raccomando, vogliamo una dizione perfetta!), un tempo dolce batuffolotto di pelo e ora adolescente ribelle col chiulo enorme e il ciuffo piastrato, un po’ come l’80% delle ragazze che si vedono in giro. A questa camurrìa (alla fine, come ho detto, chi se ne frega degli altri personaggi? Noi vogliamo Manny, Sid, Diego e Scrat!!) si aggiunge il fatto che i personaggi nuovi non sono nulla di trascendentale, che non c’è più Leo Gullotta a doppiare Manny… e ci sono persino le canzoni!! Quella cantata da Capitan Sbudella sono riuscita ancora a sopportarla, ma quella accompagnata dal balletto nei titoli di coda è talmente imbarazzante che non avrebbe sfigurato in una puntata de Il mondo di Patty. In definitiva, ormai la serie sta perdendo mordente e si vede… L’era glaciale 4 potrebbe andare bene giusto per una serata in compagnia ma non sprecate soldi per vederlo al cinema e, soprattutto, in 3D; l'unica cosa che val la visione in sala è il delizioso corto che precede la pellicola, interamente dedicato a Maggie Simpson, dal titolo The Longest Daycare, a mio avviso molto ma molto più acuto e divertente di L'era glaciale 4!


Di Nick Frost (doppiatore originale del lamantino Flynn) Simon Pegg (che doppia Buck) Seann William Scott (Crash) e Patrick Stewart (Ariscratle) ho già parlato nei rispettivi link.

Steve Martino è coregista della pellicola. Ha già diretto Ortone e il mondo dei Chi e due corti dedicati a Scrat, inoltre ha in progetto un film sui Peanuts che dovrebbe uscire nel 2015.


Mike Thurmeier è coregista della pellicola. Canadese, ha codiretto L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri e tre corti dedicati a Scrat. Ha 47 anni.


Peter Dinklage è il doppiatore originale di Capitan Sbudella. Americano, lo ricordo per film come Elf e per la partecipazione a serie come Nip/Tuck e Il trono di spade. Anche produttore e stuntman, ha 43 anni e sei film in uscita.


Queen Latifah (vero nome Dana Elaine Owens) è la doppiatrice originale di Ellie. Americana, la ricordo per film come Sfera, Il collezionista di ossa, Al di là della vita, Chicago e Scary Movie 3 – Una risata vi seppellirà; ha doppiato personaggi di Pinocchio, L’era glaciale 2 – Il disgelo, L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri, un episodio de I fantagenitori e partecipato alla serie Willy, il principe di Bel Air. Anche produttrice, cantante e sceneggiatrice, ha 42 anni e un film in uscita.


Denis Leary è il doppiatore originale di Diego (doppiato, in italiano, da Pino Insegno). Americano, lo ricordo per film come Palle in canna, Demolition Man, Cuba Libre – La notte del giudizio, Small Soldiers e The Amazing Spider – Man; ha inoltre doppiato personaggi di A Bug’s Life – Megaminimondo, L’era glaciale, L’era glaciale 2 – Il disgelo e L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri. Anche sceneggiatore, produttore, compositore e regista, ha 55 anni.


John Leguizamo è il doppiatore originale di Sid (doppiato, in italiano, da Claudio Bisio). Colombiano, lo ricordo per film come 58 minuti per morire – Die Harder, Super Mario Bros., Carlito’s Way, A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar, The Fan – Il mito, Romeo + Giulietta, Spawn, Moulin Rouge!, La terra dei morti viventi e E venne il giorno; ha inoltre prestato la voce a personaggi dei film Il Dottor Dolittle, L’era glaciale, L’era glaciale 2 – Il disgelo e L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri e partecipato alle serie Miami Vice, E.R. - Medici in prima linea e My Name Is Earl. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 48 anni e cinque film in uscita, tra cui Kick - Ass 2.


Jennifer Lopez è la doppiatrice originale di Shira. Americana, più conosciuta come cantante dal culo più bello del mondo che come attrice, la ricordo per film come Blood and Wine, Anaconda, Out of Sight, The cell - La cellula e Jersey Girl; ha inoltre prestato la voce per "Z" la formica e partecipato alla serie How I Met Your Mother. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 44 anni e un film in uscita.


Tra gli altri doppiatori USA segnalo anche la rapper zamarrona Nicki Minaj nei panni di una delle elefantine sceme, Wanda Sykes, che doppia la nonnina di Sid, oltre ad essere una delle più grandi comiche americane aveva già catturato la mia attenzione tra i clienti di Clerks II e ovviamente non può mancare il regista Chris Wedge, storico regista del primo episodio, sempre impegnato nei versetti di Scrat. Nulla di fatto invece per Jeremy Renner, che avrebbe dovuto doppiare Capitan Sbudella ma ha abbandonato il progetto per altri impegni. Se il film vi fosse piaciuto, vi consiglio di recuperare tutti i prequel, L’era glaciale, L’era glaciale 2 – Il disgelo e L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri oltre a Madagascar e Alla ricerca di Nemo. ENJOY!!

mercoledì 3 agosto 2011

Final Destination (2000)

Alcuni film, a modo loro, nonostante non siano dei capolavori hanno comunque segnato un’epoca e generato serie pressoché infinite. Ne è un esempio Final Destination, diretto nel 2000 dal regista James Wong.



Trama: grazie ad una sorta di premonizione del giovane Alex un gruppetto di ragazzi scampa al disastro aereo in cui trovano la morte tutti i loro compagni e almeno un altro centinaio di persone. Ma la Morte non ha intenzione di lasciare andare i sopravvissuti…



Il 2000 era l’anno del Millenium Bug, durante il quale vennero fatte le peggiori congetture riguardanti la fine del mondo, la morte in massa di miliardi di persone, ecc. ecc. Non c’è da stupirsi dunque che, messo da parte l’ultimo grande “mostro” del cinema horror, ovvero il Ghostface di Scream, gli sceneggiatori si fossero impegnati a mettere in campo quello più grande ed implacabile di tutti, ovvero la morte in persona. In Final Destination, infatti, la Morte non è imparziale o “giusta”, ma è stronza, vendicativa ed infantile, in possesso di un Disegno che deve portare a termine a tutti i costi. E quando quel disegno viene intuito da un ragazzo che riesce a mettere i bastoni tra le ruote alla Signora con la Falce, va da sé che come i migliori killer del grande schermo la Morte si impegni a portarlo a termine comunque. E questo è il bello di Final Destination.



Infatti l’aspetto interessante del film, almeno all’inizio, non è tanto cercare di capire chi dei sopravvissuti veniva prima nel disegno della Morte e quindi in che ordine ci lasceranno le penne, ma i modi fantasiosi in cui ciò accade; una concatenazione di eventi all’apparenza normali ed innocui (un rubinetto che perde, un bicchiere che si crepa per colpa dello sbalzo termico…) che, uniti assieme, creano degli incidenti “domestici” da primato e che provocano ovviamente un senso di ansia e di attesa notevoli perché qualunque cosa può dare la morte, letteralmente. Anche la regia di Final Destination è molto interessante, per come anticipa subdolamente gli eventi giocando con la colonna sonora, i numeri e i simboli mostrati, per come si sofferma sui dettagli delle premonizioni, per come mescola visioni e realtà e per la grandiosità dell’incidente aereo all’inizio, che mette davvero i brividi per come è fatto bene. Per il resto, non è un film destinato ad essere rivisto più di una volta, visto che l’effetto sorpresa è il suo punto di forza, e neppure un film particolarmente memorabile per la performance degli attori, ma è comunque meglio di altri e anche più originale.



Del regista della pellicola, James Wong, ho già parlato qui, mentre di Kerr Smith, che interpreta Carter, ho parlato qua.

Devon Sawa interpreta Alex. Canadese, lo ricordo per film come il bellissimo Casper e il divertente Giovani diavoli. Ha 33 anni e tre film in uscita.



Ali Larter (vero nome Alison Elisabeth Larter) interpreta Clear. Americana, la ricordo per aver partecipato a film come Il mistero della casa sulla collina, Jay & Silent Bob… fermate Hollywood! e Final Destination 2, oltre alle serie Dawson’s Creek e, soprattutto, Heroes, dove interpretava la biondina che nel corso delle stagioni cambiava nomi, personalità e poteri. Anche produttrice, ha 35 anni.



Seann William Scott interpreta Billy. Passato alla storia come lo Stiffler di American Pie (e seguiti), lo ricordo per altri film come Road Trip, Jay & Silent Bob… fermate Hollywood! e Hazzard, oltre che per aver lavorato come doppiatore nei film L’era glaciale 2 e 3 e partecipato alla serie … e vissero infelici per sempre. Americano, anche produttore, ha 35 anni e quattro film in uscita, tra cui l’ennesimo seguito di American Pie, American Reunion, e il quarto episodio de L’era glaciale, Ice Age: Continental Drift.



Tra le guest star del film segnalo Tony Todd, famoso per il ruolo di Candyman, che qui compare nei panni di un inquietante guardiano dell’obitorio. A proposito di icone horror, probabilmente se non siete nerd come me non ci farete nemmeno caso, ma la maggior parte dei cognomi dei protagonisti deriva da quello di una star dei film di genere, come Lon Chaney, Tod Browning, Alfred Hitchcock, F.W. Murnau e Max Schrek, solo per citarne alcuni. Il risultato di un simile omaggio è quantomeno discutibile, visto che i nomi che escono fuori sono molto irreali e stonano parecchio nel contesto. Passando invece alla solita rubrica “scartati”, i ruoli di Alex e Claire erano stati pensati per Tobey Maguire e Kirsten Dunst (che poi avrebbero comunque recitato assieme nella serie dedicata a Spiderman). Final Destination ha anche un paio di finali alternativi: in uno, quello contenuto nel DVD che ho visto, Alex muore fulminato da un cavo elettrico, ma Claire (con la quale ha fatto sesso in una scena tagliata) riesce a sopravvivere, partorisce un bambino che viene chiamato come il padre, ed eredita il dono di vedere la Morte. Nell’altro Alex viene "semplicemente" decapitato dall’elica di un elicottero della polizia. E dopo tanti finali alternativi, ecco l’elenco della marea di seguiti, che vi consiglio di guardare se vi siete appassionati al capostipite: Final Destination 2, Final Destination 3, The Final Destination e Final Destination 5, che dovrebbe uscire in Italia a settembre. E pensare che il film è nato da quella che avrebbe dovuto essere la sceneggiatura di un episodio di X-Files! E ora vi lascio con il consueto trailer... ENJOY!!!

Se vuoi condividere l'articolo