lunedì 7 febbraio 2022
Il Bollodromo #89: Lupin III - Parte 6 (Episodi 17- 18)
venerdì 4 febbraio 2022
La fiera delle illusioni - Nightmare Alley (2021)
mercoledì 2 febbraio 2022
tick, tick... Boom! (2021)
martedì 1 febbraio 2022
Monaco: sull'orlo della guerra (2021)
Per questioni "familiari", di tutti i film del catalogo Netflix sono finita a guardare Monaco: sull'orlo della guerra (Munich: The Edge of War), diretto nel 2021 dal regista Christian Schwochow e tratto dal romanzo Monaco di Robert Harris.
Trama: all'alba della Seconda Guerra Mondiale, un diplomatico tedesco e uno inglese, entrambi ex oxfordiani, devono adoperarsi per far arrivare dei documenti compromettenti al primo ministro Chamberlain e mettere così un freno al folle espansionismo di Hitler...
Prima di iniziare il post, apro una parentesi Casavianellesca. Voi dovete capire che il Bolluomo ha mille e uno pregi, nonché infinita pazienza, ma purtroppo è carente su due aspetti: non ama particolarmente il cinema, soprattutto horror, e probabilmente in questi quasi 8 anni gli ho inflitto tanta di quella sofferenza da bastargli per una vita (lo dimostra il fatto che, come la mia gatta si nasconde sotto il tavolo al momento di metterle l'antipulci, Mirco cerca di procrastinare la visione serale almeno fino alle 22/2230, quando sa che mi arrenderò per sopraggiunto sonno da vecchia 40enne) e non conosce abbastanza l'inglese da sopportare due ore di film in lingua con i sottotitoli (giustamente, poverello, si scogliona a leggere quelli italiani e con quelli inglesi non ci prova nemmeno). Trovare film da guardare assieme, considerato che io punto quasi sempre horror in lingua mai arrivati in Italia, è una fatica abbastanza improba e si traduce in botte di pietà fantozziana da parte mia, che spesso rinuncio a guardare i film in lingua nonostante mi si spezzi il cuore e, soprattutto, cerco qualcosa che possa interessarlo. Da qui, la scelta di Monaco: sull'orlo della guerra, uno degli ultimi arrivi Netflix, legato a doppio filo alla Storia reale, argomento che a Mirco piace assai; io mi sono fatta convincere più che altro dalla presenza di George MacKay, giovane attore che ho sempre reputato molto bravo, e anche dall'aura un po' da spy story che traspariva dal trailer, invero molto più movimentato del film in sé. Ovviamente, la serata (pur cominciata, miracolosamente, alle 21) si è conclusa con svariati assopimenti da parte mia e con un sospirone all'idea di aver visto una pellicola abbastanza dimenticabile nel complesso, priva di verve nonostante le premesse ottime, quando mannaggiarca**o potevo guardare uno dei 300 horror che aspettano, tristi e mogi, una visione. Cosa non si fa per amore!
Eh sì, Monaco: sull'orlo della guerra non mi ha appassionata granché. L'idea di creare una sceneggiatura di "fantapolitica" basata sul tentativo di far avere a Chamberlain dei documenti segreti riportanti, nero su bianco, le reali mire espansioniste di Hitler, sulla carta è molto buona e interessante, così come l'alleanza riluttante tra due ex allievi di Oxford, l'uno inglese l'altro tedesco, per ricamare un po' sui motivi che hanno spinto buona parte degli abitanti della Germania a dare totale fiducia al Fuhrer, il problema è che il film non approfondisce granché (nonostante le ormai solite due ore e fischia di durata standard), né suscita particolare tensione. Davanti a una situazione in cui il protagonista tedesco rischia di venire trucidato ad ogni passo, il suo comportamento è di una faciloneria imbarazzante; Monaco: sull'orlo della guerra non è un film di agenti segreti sgamati, è vero, ma scambiarsi i documenti allo stesso tavolo dei membri delle SS oppure farsi vedere parlare, gesticolare e ammiccare durante un incontro diplomatico ufficiale, sono schiaffi alla suspension of disbelief e fanno passare la voglia di stare in ansia per i due protagonisti, visto che l'aspetto inquietante della vicenda è affidato principalmente alla faccia di mer**a di un caratterista come August Diehl (il quale, di base, riprende il suo personaggio di Bastardi senza gloria). Per il resto, la sceneggiatura pare volersi concentrare di più a sottolineare la dabbenaggine di Chamberlain come Primo Ministro oppure sugli scontri verbali tra i due protagonisti, talmente "testardi" nelle loro posizioni che ci si chiede come possano mai essere stati amici, mentre anche la questione "ebraica" viene relegata a una scioccante postilla a margine, che spiega prevedibilmente come mai un fanatico di Hitler sia diventato un uomo pronto a ucciderlo. Nonostante regia e fotografia siano molto belle e curate, a risentire di questo script non proprio esaltante è in primis George MacKay, che per buona parte del tempo rimane lì come un barbagianni, a fissare gente con sguardo alternativamente perplesso oppure agitato, sia quando deve salvarsi la vita sia quando deve confrontarsi con la tipica moglie che non capisce l'importanza del suo lavoro in tempo di guerra in quanto donna, quindi isterica, irragionevole ed egoista per definizione. E su questo chiudo, sperando che il prossimo film condiviso con Mirco (al quale peraltro la pellicola è piaciuta e c'è rimasto male per la mia bassa opinione) non sarà senza infamia e senza lode come Monaco: sull'orlo della guerra.
Di George MacKay (Hugh Legat) e Jeremy Irons (Neville Chamberlain) ho già parlato ai rispettivi link
Christian Schwochow è il regista della pellicola. Tedesco, ha diretto film che non ho mai visto, come Cracks in the Shell. Anche sceneggiatore e attore, ha 44 anni.
Se Monaco: sull'orlo della guerra vi fosse piaciuto recuperate Il ponte delle spie e magari anche L'ora più buia. ENJOY!
lunedì 31 gennaio 2022
Il Bollodromo #88: Lupin III - Parte 6 - Episodio 16
venerdì 28 gennaio 2022
The King's Man - Le origini (2021)
martedì 25 gennaio 2022
La casa in fondo al lago (2021)
Dalle mie parti si erano guardati bene dal farlo uscire ma fortunatamente lo streaming legale viene in soccorso di chi abita in postacci brutti e finalmente sono riuscita a guardare anche io La casa in fondo al lago (The Deep House) diretto e sceneggiato dai registi Alexandre Bustillo e Julien Maury.
Trama: una coppia di fidanzati appassionati di case abbandonate si reca in Francia per andare a esplorare una casa in fondo a un lago, ancora intatta. All'interno, però, non troveranno quello che si aspettano...
La sfigaccia nera di non aver potuto godere di un grande schermo per La casa in fondo al lago non la sto nemmeno a descrivere, so solo che ho percepito distintamente il PECCATO come nemmeno Mariottide, perché la cosa più bella e originale del film di Bustillo e Maury sono le impeccabili, angoscianti riprese subacquee. Ma partiamo dall'inizio, prima di cominciare a bestemmiare forte contro la distribuzione maledetta. La casa in fondo al lago è il "tipico" horror a base di case infestate e poveri cristi che si mettono in testa di esplorarle pensando siano solo abbandonate ed innocue (ne conosco uno così. Lo saluto, nel caso legga il post: Ciao, Ale!), nella fattispecie abbiamo quel gran pezzo di figliuolo di Jagger Jr. nei panni di un wannabe youtuber che venderebbe la mamma per i like e una gran pezza di biondona franzosa che se ne starebbe tranquilla in vacanza, per una volta, ché il fidanzato con sta smania delle visualizzazioni ha anche un po' rotto le balle. Comunque, i due vengono "omaggiati" da un franzoso locale di una visita in un punto assai isolato di un lago artificiale, là dove, lontano da turisti e chiasso, c'è la possibilità di visitare una casa abbandonata perfettamente intonsa nonostante sia sott'acqua da una trentina d'anni. I due non se lo fanno ripetere due volte e, armati di indispensabile drone, pratiche gopro e fondamentali bombole, si immergono consapevoli di avere solo un'ora di tempo prima di finire l'ossigeno ma, tanto, cosa potrà mai succedere in quella casa?? (Di tutto. Ossignore, di tutto.)
Come vedete, la trama di La casa in fondo al lago è molto semplice, quasi banale, nulla che non si sia già stravisto in altri film. La bellezza, come ho scritto più su, e se di bellezza si può parlare quando ogni dieci minuti si ricorre al telecomando per interrompere un attimo la visione, così da non sputare i polmoni avvizziti dall'ansia, è che l'ambientazione non lascia scampo. Non che si possa sopravvivere quando la casa è in mezzo al bosco, alla steppa o persino in un condominio giapponese/spagnolo, ma in questo caso all'ansia da claustrofobia data dalla minacciosa combine "casa maledetta + infauste presenze" si aggiunge anche l'orrore della progressiva perdita di ossigeno, come se non bastasse già il fatto di non vedere una mazza, tra il buio del fondale, l'acqua torbida, il drone che all'improvviso smette di fare luce e tanti altri "simpatici" imprevisti che non vi spoilero. Il tutto, tra l'altro, ripreso davvero sott'acqua all'interno di un set costruito alla bisogna, con attori e stuntman in immersione, cosa che rende il tutto molto più realistico e "pressante" per chi, come me, pur essendo nata in Liguria ama rimanere all'asciutto e teme il mare come la più infingarda delle Divinità, figuriamoci poi il lago, dove, da sempre, ho schifo ad immergermi a causa dei suoi fondali putridi e leppeghini, che possono nascondere chissà cosa. Ecco, il "chissà cosa" vi ha trovati e, se deciderete di dare una chance al gagliardo La casa in fondo al lago, avrete anche l'occasione di guardarlo negli occhi e piangere pregandolo di risparmiarvi!
Dei registi e sceneggiatori Alexandre Bustillo e Julien Maury ho già parlato ai rispettivi link.
James Jagger, che interpreta Ben, è figlio di Mick Jagger. ENJOY!