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venerdì 28 ottobre 2022

Halloween Ends (2022)

"Finalmente" è finita! L'ultimo capitolo della saga cominciata nel lontano 1978, Halloween Ends, diretto e co-sceneggiato dal regista David Gordon Green, è arrivato e... com'è? Cercherò di esprimere un'opinione, senza fare SPOILER.


Trama: quattro anni dopo gli eventi accorsi in Halloween Kills, di Michael Myers non c'è più traccia e Laurie ed Allyson cercano di superare i traumi dell'incontro col killer, finché gli abitanti di Haddonfield cominciano di nuovo a morire...


C'è un dialogo, in Scuola di mostri, in cui si dice più o meno così: "Se lo facessero a pezzi, li buttassero in un frullatore e poi li spedissero su Marte, lui risorgerebbe di nuovo!". La battuta era riferita a Venerdì 13, quindi a Jason Voorhees, ma credo che la stessa cosa si possa dire di Michael Myers e, in effetti, Halloween Kills era un omaggio a questa iconica e verissima teoria, che veniva in qualche modo "spiegata" e resa tangibile. Quattro anni sono passati per i personaggi, uno per gli spettatori, e in Halloween Ends (e voglio proprio vedere se "enda" davvero...) le teorie esplicate nella pellicola precedente prendono una direzione ancora diversa, benché rimangano sempre legate alla riflessione sul "male" e la sua natura; Michael Myers, dopo la mattanza descritta in Halloween Kills, è scomparso, lasciando le persone rimaste in vita ad attendere terrorizzate il suo ritorno per la Notte di Ognissanti o a cercare, in qualche modo, di andare avanti senza soccombere all'idea del male e senza nutrirlo ulteriormente. Purtroppo, dimenticare ad Haddonfield non è facile, non solo per Laurie e la nipote Allyson, la prima additata come "causa" della follia di Myers e la seconda come sopravvissuta da proteggere e compatire, ma anche per il giovane Corey, accusato ingiustamente di omicidio e per questo considerato un paria da buona parte della comunità. Partendo da questi tre personaggi, gli sceneggiatori di Halloween Ends tentano di nuovo la carta della metafora, utilizzando Michael Myers come "spettro, ombra", una forma definita solo dall'immaginazione altrui, costretto ad incarnarsi nel male che alberga nelle persone e a dargli sfogo, nel bene e nel male, un qualcosa che si nutre di emozioni negative e dolore, riversandole a fiumi in una città incapace, di conseguenza, di guarire davvero (così come non ne sono in grado né Laurie né Allyson, nonostante lo vogliano con tutte le loro forze). Un po' Freddy Krueger nel secondo Nightmare, un po' Pennywise, un po' old man Myers, questo Michael si fa ancora più simbolico di quello di Halloween Kills e prende una strada tutta sua, potenzialmente molto interessante e sicuramente originale... il problema è che la trama, spesso e volentieri, dà l'idea che i quattro sceneggiatori si siano picchiati in fase di scrittura.


Halloween Ends, infatti, può essere tranquillamente definito come due film in uno, a volte anche tre, e non solo perché il confronto finale tra Laurie e Michael sembra attaccato con lo sputo ad una trama che, fino a quel momento, ha praticamente parlato di tutt'altro salvo per il sottile fil rouge "maligno" a cui ho accennato sopra, ma perché i personaggi sembrano fare cose senza un motivo plausibile, in primis Allyson. Io capisco l'attrazione verso chi viene considerato un paria, capisco il sentimento di identificazione, ma costruire parte della trama come uno di quei thriller "shady" che andavano di moda negli anni '90 dove tutto urla "scema, che minchia fai???" e la protagonista, nescia come un tacco, si tappa le orecchie come una bambina piccola, per quanto mi riguarda ha privato di potenza proprio la parte più interessante ed innovativa del film. Film che, a un certo punto, per non scontentare i fan manda al diavolo tutto e torna sui vecchi binari, quasi un ripensamento nel caso si fosse andati troppo oltre con l'originalità, mettendo da parte frettolosamente tutto ciò che era accaduto prima e lasciando lo spettatore un po' "appeso". L'impressione che ho avuto di Halloween Ends è quella di un film incredibilmente ambizioso, di scrittori e registi pieni di idee ed entusiasmo, che però non hanno avuto il polso o, forse, la pazienza di ragionare un po' sul discorso che volevano portare avanti e che, a un certo punto, hanno perso il controllo della loro bizzarra creatura. Nessuna critica sulla regia, la ricostruzione filologica, lo stile dei titoli di testa e, ovviamente, sulla bravura di Jamie Lee Curtis, che conferirebbe personalità e carisma persino a un palo della luce, e non posso nemmeno dire di avere odiato Halloween Ends, perché è riuscito ad incuriosirmi e persino a stupirmi in un paio di occasioni, ma ammetto che mi sarei aspettata molto di più e, in definitiva, per me la conclusione di una delle saghe horror più amate di sempre ha un po' il sapore di un anticlimax. Peccato, davvero, ci avevo creduto molto!


Del regista e co-sceneggiatore David Gordon Green ho già parlato QUI. Jamie Lee Curtis (Laurie), Andi Matichak (Allyson), Will Patton (Frank) e Kyle Richards (Lindsey) li trovate invece ai rispettivi link.


Il film è sequel diretto di Halloween e Halloween Kills ma, ovviamente, per avere un quadro completo della saga dovete sicuramente recuperare Halloween - La notte delle streghe e Halloween - Il signore della morte, e se non siete ancora stanchi di Michael Myers aggiungete Halloween III - Il signore della notte, Halloween 4 - Il ritorno di Michael Myers, Halloween 5 - La vendetta di Michael Myers, Halloween 6 - La maledizione di Michael Myers, Halloween - 20 anni dopo, Halloween - La resurrezione... e magari aggiungete anche Christine - La macchina infernale, che male non fa. ENJOY! 

venerdì 29 ottobre 2021

Halloween Kills (2021)

Sul filo del rasoio, al suo ultimo giorno di programmazione, sono corsa a recuperare Halloween Kills, diretto e co-sceneggiato dal regista David Gordon Green. Colgo ovviamente l'occasione per augurare Buon Halloween a tutti voi!!!


Trama: mentre figlia e nipote accompagnano Laurie all'ospedale dopo l'ultima, sanguinosa battaglia contro Michael Myers, quest'ultimo, sopravvissuto a un incendio, ricomincia a seminare terrore per la città di Haddonfield...


Halloween Kills
, il film che ha spaccato l'internetto tra chi lo ha amato alla follia e chi ha vomitato guardandolo, ha un solo enorme difetto, se chiedete a me: presuppone che lo spettatore abbia mandato a memoria non solo l'Halloween del 2018 ma anche e soprattutto Halloween - La notte delle streghe e Halloween - Il signore della morte. Io, che faccio fatica a ricordare cosa ho mangiato a pranzo e che non ho tempo di guardare nemmeno Midnight Mass (sono ferma alla terza puntata da un mese) figuriamoci recuperare INTERI film, Grisù non voglia, ho guardato i primi venti minuti di Halloween Kills sudando e anelando disperatamente a un intervallo che mi consentisse di buttarmi su Wikipedia e capire "chiccazzoèstagentechecicciafuoriacaso???" (pensiero ricorrente e brutto brutto che mi ha fatta un po' distrarre nel corso di detti venti minuti, lo ammetto). Scusatemi, par brutto da dire, ma non sono mai stata grande fan degli Halloween, e se il primo posso averlo visto un paio di volte con l'aggiunta di reboot e remake che a grandi linee mi rinverdiscono tutte le volte la storia dell'originale, il secondo penso di averlo guardato solo una volta alle superiori e da allora sono passati almeno 20 anni. Ricordavo vagamente Jamie Lee Curtis in ospedale e il Dr. Loomis a caccia, ma onestamente non mi è rimasto in mente nemmeno un nome e quando David Gordon Green ha cominciato a parlare di bulletti vessati da altri bulletti nel passato, poliziotti sfigati colti da crisi di coscienza, vecchi che rimembrano i tempi in cui hanno rischiato di venire uccisi da Michael Myers ecc. mi è venuto da piangere. Questo dunque non sarà il post nostalgico scritto da chi si è esaltato per ogni riferimento, omaggio e strizzata d'occhio (quello arriverà, assieme probabilmente a copiosi improperi, col post di Ghostbusters Legacy), o il post rancoroso di chi vorrebbe Gordon Green morto per vilipendio a Carpenter, bensì il post distaccato di una povera minchia di mare a cui piace guardare gli horror e non si perde una nuova uscita, se esce al cinema a Savona. 


Questa minchia di mare, per inciso, non va nemmeno matta per lo slasher (se Lucia dovesse passare di qui si tappi gli occhi e continui a volermi bene lo stesso, per cortesia), e onestamente un film dove un killer vaga per la città ad ammazzare gente, per quanto in modi fantasiosi, dopo un po' mi viene a noia. Capirete dunque la mia gioia quando, dopo un'inizio fatto di flashback, cuciture con la pellicola precedente, un'esaltante scena di mattanza generale e un paio di omicidi al cardiopalma, ho visto Halloween Kills svoltare e distaccarsi dal solito canovaccio del killer vagante che segue gli sparuti protagonisti pronti a ucciderlo solo verso la fine. Michael Myers è universalmente riconosciuto come il babau che ha scelto di rovinare la vita di Laurie Strode, soprattutto nel "Greeniverse", e sarebbe stato normale aspettarsi una sceneggiatura concentrata sulla caccia a Laurie, Karen e Allyson, le ultime sopravvissute della famiglia Strode, invece il regista e gli sceneggiatori hanno scelto di coinvolgere l'intera cittadinanza di Haddonfield, una popolazione ormai stufa di dover vivere costantemente con lo spauracchio di Myers sulla schiena, pronta a far finire una maledizione che dura da sessant'anni e che perseguita non solo chi ha avuto direttamente a che fare con l'assassino, tra familiari morti e fughe miracolose, ma anche chi è costretto ad avere paura ogni giorno e ogni notte, soprattutto ad Halloween. La natura di Michael Myers si "evolve", dunque, trascende l'umanità e si fa puro Male incarnato abbracciando scientemente il sovrannaturale, è il Male che uccide, ovviamente, ma è anche e soprattutto quello che priva le persone del senno rendendole a loro volta malvagie per paura, per desiderio di difendersi, per vendicare i loro cari. E, come Male, Michael è impossibile da uccidere fisicamente. 


Non so come gli sceneggiatori gestiranno in Halloween Ends la presa di consapevolezza, la dichiarazione nero su bianco, finalmente, che Michael è molto più di un uomo. Laurie e l'agente Hawkins sembrano averlo capito, ma come si può eliminare il Male, quando esso è parte di noi, è qualcosa di naturale quanto il Bene? Non è dato saperlo, ma, per l'intanto, ci si può godere un horror slasher con tutti i crismi, zeppo di momenti dove la tensione si taglia col coltello e durante i quali Michael dà il meglio di sé, sia nei "corpo a corpo" impari con vittime dabbene, che ancora non hanno imparato quanto converrebbe portare via il belino da casa nel momento esatto in cui dovessero sentire dei rumori (soprattutto se vivi ad Haddonfield...) e nemmeno quanto sia idiota pretendere di affrontare Michael in solitaria, sia, soprattutto, in quei momenti in cui tutte le regole della logica vengono rispettate ma lo stesso il vecchio Myers si fa una grassa, sanguinosissima risata. E lì sono i momenti in cui a me s'è slogata la mascella e ho concluso la visione con un "not fair" degno di Gage Creed. Altra gioia, come al solito, è l'interpretazione di Jamie Lee Curtis, capace di mettere i brividi e anche un po' di far commuovere persino chi non è fan della saga come me, nonostante ahimé lo scarso metraggio che le hanno tributato stavolta e, in generale, una volta capito il gioco delle citazioni ho sorriso in un paio di occasioni e proseguito la visione senza preoccuparmi troppo di cogliere ogni dettaglio riservato ai fan. Quindi sì, mi sento tranquillamente di consigliare la visione di quello che sicuramente non sarà l'horror dell'anno e nemmeno della vita, però è dotato di caratteristiche molto interessanti che lo elevano da una potenziale, stantia banalità.


Del regista e co-sceneggiatore David Gordon Green ho già parlato QUI. Jamie Lee Curtis (Laurie Strode), Judy Greer (Karen), Will Patton (Agente Hawkins), Robert Longstreet (Lonnie Elam), Anthony Michael Hall (Tommy Doyle), Charles Cyphers (Leigh Brackett) e Kyle Richards (Lindsey) li trovate invece ai rispettivi link. 

Andi Matichak interpreta Allyson. Americana, ha partecipato a film come Halloween, Son e a serie quali 666 Park Avenue. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 27 anni. 


Thomas Mann
interpreta l'agente Hawkins da giovane. Americano, ha partecipato a film come Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe e Amityville: Il risveglio. Anche produttore, ha 30 anni e due film in uscita. 


Tra gli attori ripescati dai film originali segnalo Nancy Stevens, che torna nei panni dell'infermiera Marion. Paul Rudd, che interpretava Tommy Doyle in Halloween 6 - La maledizione di Michael Myers, ha invece rinunciato a tornare perché impegnato nelle riprese di Ghostbusters Legacy. Il film è sequel diretto di Halloween e la trilogia si concluderà l'anno prossimo con Halloween Ends, dopo un time skip, ma per capirci qualcosa dovreste guardare anche Halloween - La notte delle streghe e Halloween - Il signore della morte, gli unici due film della saga tenuti in considerazione da Gordon Green e soci. ENJOY!

martedì 26 dicembre 2017

Gli occhi del parco (1980)

Alé, si ricomincia. Dopo la scimmia estiva per le scimmie il buon proposito per il 2018 sarà recuperare quanti più assurdi film Disney possibile cercando di ritrovare quello in cui "due bambini con gli occhi bianchi stanno fermi davanti a un cancello". Film che, per la cronaca, non era questo Gli occhi del parco (The Watcher in the Woods), diretto nel 1980 dal regista John Hough e tratto dal romanzo omonimo di Florence Engel Randall.


Trama: una famiglia si trasferisce in un maniero inglese e le due figlie cominciano a venire perseguitate da una presenza sconosciuta, legata ad un terribile evento accorso decenni prima...



Gli occhi del parco è universalmente conosciuto come il primo (e forse unico, se non contiamo Qualcosa di sinistro sta per accadere e Nel fantastico mondo di Oz, quest'ultimo sì più terrificante di qualsiasi Nightmare) horror Disney, scritto e diretto proprio per offrire qualche brivido ai ragazzini dell'epoca. Sinceramente, di tutti i film Disney visti negli anni '80 e '90, questo, nonostante fossi convinta del contrario, non credo di averlo mai guardato prima di oggi e se l'ho fatto non ne ricordavo comunque un singolo fotogramma, a dimostrazione che la pellicola in questione è ben poca roba. Nonostante un nome interessante come quello di John Hough, non proprio avulso al genere, e altre due presenze intriganti come Bette Davis e Caroll Baker, Gli occhi del parco è infatti uno degli "horror" più mosci che mi siano capitati di vedere, altro che "Esorcista in salsa Disney" e la verità è che la pellicola aveva schifato parecchio persino il pubblico dell'epoca, ottenendo poi un inaspettato successo sul mercato dell'home video a causa di finali rimaneggiati, presunte scene tagliate ed introduzioni scomparse. In soldoni, abbiamo un gotico all'inglese dove una famiglia composta da padre, madre e due figlie cambia casa e si ritrova ad avere a che fare con un'eccentrica Lady la cui figlia è scomparsa anni prima. Grazie allo sguardo penetrante di Bette Davis e agli hagsploitation che l'hanno vista protagonista nel corso degli anni, Mrs. Aylwood risulta subito una presenza inquietante agli occhi dello spettatore ma la faccenda peggiora quando una delle ragazze, Jan, comincia a vedere "cose" negli specchi e nella foresta mentre la piccola Ellie rischia di fare la fine di Reagan McNeil, solo con meno vomito e makeup. Poste le basi di un'interessante trama in bilico tra ghost story e possessione demoniaca, il film prosegue però moscio seguendo le indagini sempre più frenetiche di Jan, convinta di essere perseguitata dalla figlia di Mrs. Aylwood, scomparsa in circostanze mai chiarite, e pronta ad aiutare la fanciulla nonostante qualcosa cerchi di farla fuori in maniera neppure troppo sottile (e, aggiungo, senza mai suscitare un briciolo di inquietudine o paura). L'incaponimento di Jan, motivato probabilmente dalla noia e da un vago senso di ribellione giovanile, è il motore di una vicenda che inizia in maniera sensata ma si fa sempre più confusa, con una sceneggiatura incapace di gestire i pochi personaggi presenti e 'sto guardiano del bosco che, alla fine, non è altro che un'occasione sprecata a causa probabilmente dell'impossibilità di usare effetti speciali decenti.


I limiti di budget, al di là del finale rigirato a causa del risultato esilarante degli effetti speciali più seri, si percepiscono tutti così come è chiaro il desiderio della produzione di "trattenersi" puntando più sul parlato che sul visto, chissà se per tutelare i giovani spettatori o perché metteva male realizzare qualche sequenza horror in più. Il problema principale del film è però la tremenda interpretazione dell'attrice principale, tale Lynn-Holly Johnson, pattinatrice professionista che aveva debuttato un paio d'anni prima nel dramma sportivo Castelli di ghiaccio e che sarebbe ricomparsa l'anno dopo nel bondiano Solo per i tuoi occhi prima di sparire praticamente dalle scene; immagino che l'allora pregevole doppiaggio italiano ci avesse messo una pezza ma santo cielo guardare in lingua originale il film equivale a farsi trapanare per due ore le orecchie dalla voce di questa finta mocciosa che non smette per un istante di parlare a volume altissimo, persino quando non sarebbe necessario. Jan strilla, strilla di lungo, perennemente preoccupata per qualcosa, convince non si sa come le tre persone presenti il giorno della scomparsa di Karen a rimediare pur ottenendo da parte loro sguardi vacui e risposte scazzate perché, siamo seri, anche il resto del cast non brilla. Tolte le già citate Bette Davis e Carroll Baker, alle quali va aggiunta anche la piccola Kyle Richards, gli altri attori vanno dal poco carismatico (David McCallum oppure il moccioso che va dietro a Jan) al tremebondo, con menzione speciale per lo scozzese Ian Bannen, il quale aggiunge nuovi significati alla locuzione "cane imbarazzante". Quanto al finale della pellicola... vabbé, sarò più specifica nel paragrafo dedicato alle curiosità ma è bellissimo come la vicenda finisca lasciando lo spettatore con un bellissimo "AH" stampato in fronte, variamente interpretabile come "Ah, tutto qui?" oppure anche come "Ah, bellammerda" ma anche come "Ah, sticazzi". Insomma, mi spiace parlare male dell'unico horror Disney ma davvero ho rischiato di addormentarmi in più di un'occasione e se non fosse stato per la speranza di vedere due bambini con gli occhi bianchi davanti a un cancello (SPOILER: non ci sono) e il dispiacere di mancare di rispetto a Bette Davis probabilmente avrei abbandonato il film più o meno a metà.


Di Bette Davis, che interpreta Mrs. Aylwood, ho già parlato QUI mentre Kyle Richards, che interpreta Ellie Curtis, la trovate QUA.

John Hough è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Le figlie di Dracula, L'isola del tesoro, Dopo la vita, Zozza Mary, pazzo Gary ed episodi di serie quali Agente speciale. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 76 anni.


Carroll Baker (vero nome Karolina Piekarski) interpreta Helen Curtis. Americana, ha partecipato a film come Il gigante, Babydoll - La bambola viva, La più grande storia mai raccontata, Il dolce corpo di Deborah, Orgasmo, Così dolce... così perversa, Paranoia, Baba Yaga, Un poliziotto alle elementari, The Game - Nessuna regola e a serie quali I racconti della cripta, La signora in giallo e Roswell. Ha 86 anni.


David McCallum, che interpreta Paul Curtis, era famoso negli anni '60 per il ruolo di Illya Kuriakin nella serie Operazione U.N.C.L.E. Nella versione televisiva di The Watcher in the Woods uscita negli USA qualche mese fa sul canale Lifetime (all'interno della quale Mrs. Aylwood viene interpretata da Anjelica Huston) è tornato uno dei protagonisti de Gli occhi del parco, l'attore Benedict Taylor (il giovane Mike Fleming), stavolta col ruolo di John Keller; a proposito del personaggio, gli esterni del maniero in cui lo si vede abitare sono gli stessi utilizzati per la "Hill House" de Gli invasati, ovvero l'odierno Ettington Park Hotel nel Warwickshire. Due parole ora sulle traversie legate al famigerato finale del film (e al prologo)! La versione originale proiettata nei cinema nel 1980 cominciava con una scena in cui l'Osservatore spaventava una bambina ed inceneriva con un lampo blu la sua bambola, scena eliminata nelle edizioni successive. Per quel che riguarda il finale, quello originale mostrava Jan sparire all'improvviso per poi ricomparire con una Karen mai invecchiata, senza fornire troppe spiegazioni al pubblico; davanti alle reazioni negative, nel tentativo di dare un senso agli avvenimenti si era deciso per le versioni successive di aggiungere delle scene in cui un demoniaco Osservatore prendeva Jan e la portava nell'"altra dimensione", una navicella spaziale in cui Karen era stata messa in animazione sospesa ma a causa degli effetti speciali orribili il risultato era stato avere un audience piegata in due dalle risate e dei critici impietosi. Il finale definitivo, ovvero quello visibile ancora oggi, è stato quindi affidato al non accreditato regista Vincent McEveety (lo stesso di Herbie al Rally di Montecarlo e Herbie sbarca in Messico) in quanto John Hough non era più disponibile. Insomma, un bel casino! A parte tutto, se Gli occhi del parco vi fosse piaciuto potreste dare un'occhiata al già citato The Watcher in the Woods con Anjelica Huston e recuperare Nel fantastico mondo di Oz, Qualcosa di sinistro sta per accadere, Ballata macabra, Scarlatti - Il thriller Gli invasati, tenendo però presente che gli ultimi tre sarebbe meglio non farli vedere a dei bambini! ENJOY!

mercoledì 31 ottobre 2012

Halloween: la notte delle streghe (1978)

Felice Halloween a tutti! Posso finalmente smettere di vergognarmi per il fatto di non avere mai visto uno dei capisaldi del cinema horror e vi scodellerò la recensione proprio in occasione della festività a cui è dedicato. Sto ovviamente parlando di Halloween: La notte delle streghe (Halloween), diretto nel 1978 dal grandissimo John Carpenter.


Trama: il piccolo Michael Myers uccide la sorella maggiore la notte di Halloween e viene rinchiuso in un manicomio. Molti anni dopo il killer, ormai adulto, evade e torna nella sua città natale a seminare morte…


Cosa si può dire davanti ad una pietra miliare del cinema horror? Beh, innanzitutto è meglio affrontarlo mettendosi nei panni di chi, all’epoca, si è ritrovato davanti la pellicola e cancellare per un momento tutto quello che è venuto dopo, in primis il bel remake di Rob Zombie perché, se è vero che le atmosfere permangono inquietanti oggi come allora, Halloween risente comunque di alcune ingenuità che ormai sono state codificate come veri e propri cliché del genere e strappano inevitabilmente il sorriso. Però torniamo indietro nel tempo, agli anni in cui la pellicola compariva sugli schermi americani: io non oso immaginare la reazione degli spettatori che alla fine della prima, magistrale sequenza interamente girata in soggettiva, scoprivano che il killer della ragazza era nientemeno che il suo fratellino vestito da pagliaccio. E qui mi crolla miseramente l’assunto del remake di Zombie perché Carpenter non ci mostra nessuna famiglia disastrata, nessun episodio di bullismo minorile, bensì una semplice famiglia medio borghese americana e una sorella “rea” di aver passato la notte col fidanzato invece di accompagnare il fratello a fare “dolcetto o scherzetto”. La banalità del male o, meglio, l’incredibilità di un “boogeyman” divenuto reale, di un animo talmente nero ed insondabile che persino lo scafato psichiatra Loomis ne è terrorizzato: al Michael Myers di Carpenter non servono motivazioni né un passato di abusi e violenza perché il ragazzone è male allo stato puro, un’inarrestabile, fredda, silenziosa e spietata macchina di morte che si abbatte senza un perché sui giovani abitanti di Haddonfield.


Carpenter, dopo lo scioccante inizio del film, gioca con i nervi dello spettatore fino agli ultimi, “risolutivi” 15 minuti di pellicola. Ci introduce nel mondo di Laurie, riservata e studiosa teenager circondata da amiche oche e presa dal solito lavoretto serale di babysitter, mostrandoci attraverso la storica colonna sonora e immagini ad hoc come qualcosa strida nel suo mondo perfetto, una figura spettrale ed inquietante che viene catturata con la coda dell’occhio, che compare e scompare, che non attacca subito le sue vittime ma le spia, quasi pregustando il momento in cui le priverà della vita. La genialità di Halloween è che il killer e la sua maschera ci vengono mostrati col contagocce, sempre nella penombra, e il momento “clou” viene rimandato all’infinito in un crescendo di tensione, tanto che quando Michael colpisce arriviamo a sentirci quasi delusi perché, come insegnano i grandi maestri del thriller come Hitchcock, non è l’elemento gore a rendere efficace un film come questo, bensì l’attesa, la suspance. Certo, un paio di omicidi mettono i brividi, ma si vede benissimo che non sono questi ultimi ad interessare Carpenter, bensì tutto ciò che c’è intorno.


A dimostrazione di quanto detto sopra, la parte che ho apprezzato meno di Halloween è il baracconesco prefinale, che racchiude in sé tutta la stupidità congenita del genere horror, con la povera, devastata Jamie Lee Curtis che non imbrocca UN’azione che sia una e che, in fiducia, da sempre le spalle al killer lasciando cadere a terra il coltello quando pensa che sia morto. A peerla, ma non lo sai che a gente come Michael non bastano coltellate o stilettate negli occhi e nel collo per morire? Ben diverso, invece,  il finale, con la definitiva consacrazione del killer a boogeyman quasi sovrannaturale, un “signore della morte” (per parafrasare il titolo del famoso seguito di Halloween) in grado di trascendere i limiti della carne e permeare con la sua presenza e il suo respiro soffocato dalla maschera le mura di una casa all’improvviso molto meno sicura… e di farci venire gli incubi per gli anni a venire. Insomma, ragazzi, se non avete mai visto questa pietra miliare dell’horror è giunto il momento di fare come la sottoscritta: recuperatelo, fatevi catturare dalla sua atmosfera vintage e dall’inquietante colonna sonora e passatevi una terrificante festa di Ognissanti!


Del regista e cosceneggiatore John Carpenter ho già parlato qui, mentre Jamie Lee Curtis (Laurie Strode), P.J. Soles (Lynda) e Kyle Richards (la piccola Lindsey) le trovate ai rispettivi link.

Donald Pleasence interpreta il Dr. Sam Loomis. Inglese, lo ricordo per film come Agente 007 – Si vive solo due volte, … Altrimenti ci arrabbiamo!, Dracula, 1997 – Fuga da New York, Il signore della morte (Halloween II), Phenomena, Il signore del male, Nosferatu a Venezia, Halloween 4: Il ritorno di Michael Myers, Paganini Horror, Halloween 5 e Halloween 6: La maledizione di Michael Myers. Ha anche partecipato alle serie Ai confini della realtà e Colombo. Anche sceneggiatore, è morto nel 1995, all’età di 75 anni.


Nancy Kyes interpreta Annie. Americana, ha partecipato ad altri film come Distretto 13: le brigate della morte, Fog, Il Signore della Morte (Halloween II), Halloween III: Il signore della notte e ad un episodio della serie Ai confini della realtà. Ha 63 anni.


Charles Cyphers interpreta lo sceriffo Brackett. Americano, ha partecipato a film come Distretto 13: le brigate della morte, Fog, 1997 – Fuga da New York, Il Signore della Morte (Halloween II), Palle in canna, L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz e a episodi delle serie La donna bionica, Charlie’s Angels, Wonder Woman, Starsky & Hutch, Hazzard, Dallas, Freddy’s Nightmares, La signora in giallo, E.R. – Medici in prima linea e Buffy L’ammazzavampiri. Ha 73 anni. 


Carpenter aveva proposto il ruolo di Loomis sia a Peter Cushing che a Christopher Lee, ma entrambi hanno rifiutato (Lee in seguito si pentì moltissimo del rifiuto!). Il film ha generato una marea di seguiti, tutti arrivati anche in Italia e al 90% inguardabili, tranne il secondo capitolo della saga, l’unico ancora diretto da Carpenter: Il signore della morte (Halloween II), Halloween III: Il signore della notte, Halloween 4: il ritorno di Michael Myers, Halloween 5, Halloween 6: La maledizione di Michael Myers, Halloween: 20 anni dopo e Halloween – La resurrezione. Ovviamente, poi, c’è anche il remake di Rob Zombie con il seguito, che vi consiglierei di guardare assieme a Trick’r Treat, Nightmare – Dal profondo della notte, Carrie, Psyco o Venerdì 13 per completare una degna serata horror/halloweena! ENJOY! 

sabato 17 febbraio 2007

Quel Motel Vicino alla Palude (1977)

Ieri sera ho avuto l'onore di vedere un classico dell'Horror  USA anni '70, ovvero Eaten Alive di Tobe Hooper. Il titolo del film non deve confonderci con il Mangiati Vivi di Lenzi... qui non si tratta infatti di cannibali nascosti nelle foreste, ma del secondo film di Hooper, che si può affiancare tranquillamente al filone di realissimi bifolchi assetati di sangue che costellavano la provincia americana negli horror di fine anni '70, come in Non Aprite quella Porta, sempre di Hooper, e in Le Colline Hanno Occhi e   L'Ultima Casa a Sinistra di Craven.



Devo dire che in questo campo il migliore rimane Hooper, visto che entrambi i film di Craven, forse anche a causa delle forbici della censura, risultano noiosi e antidiluviani, mentre sia Eaten Alive che Non Aprite Quella Porta risultano grotteschi ed inquietanti anche a distanza di anni....

La trama ridotta all'osso pressapoco è questa: In un paesotto della provincia americana apparentemente composto solo da un bordello, una stazione di polizia, un pub e il Motel con annessa palude del titolo, si intrecciano le vicende di una ragazza troppo innocente per far la prostituta, dei suoi familiari che la stanno cercando, di una famiglia allo sfacelo, e di un buzzurro il cui solo pensiero è scopare... Inutile dire che le misere vite di questi poveri derelitti saranno ampiamente accorciate dal folle proprietario del motel e dalla sua dolce e verdognola bestiola...

Al di là della trama scontata e della prevedibile sequela di omicidi alla base di tutto il ifilm, la pellicola risulta a tutt'oggi fresca e godibile per un paio di motivi: innanzitutto il tasso di cattiveria e gore, pur se inferiore all'atrocità che si può ritrovare in produzioni contemporanee, è comunque molto elevato (la povera bambina torturata psicologicamente dal gestore del motel stringe il cuore e alcune scene, grazie anche alla presenza della falce, sono molto splatter!) . Inoltre c'è tutta una sottile vena grottesca che caratterizza tutto il film (la prima vittima è splendida, coi vestitini verdi e i ricci alla Shirley Temple), così come un pessimismo di fondo non da poco. I personaggi, a parte la bambina, sono tutti oscuri e malsani: al di là del gestore del motel, nazistoide patriottico, anche il padre della povera bimba non è completamente nel chilo, e per quanto riguarda la padrona del bordello stendiamo un velo pietoso...

La fotografia del film è molto particolare: sgranata e virata nei colori base rosso (per l'esterno e la palude) e verde/blu (per gli interni, i vestiti ecc..) contribuisce ad aumentare l'atmosfera malsana presente nel film.  La morte della scimmietta, virata in rosso, quasi in stop motion, è un intermezzo quasi gratutito ma da brividi.

Anche la musica e il sonoro raschiante sono punti importanti della pellicola: le musiche composte da Tobe Hooper per il film sono orrende, quasi una connessione ad internet impazzita, il resto è musica country che ben sotolinea l'ambiente bifolco. Un crescendo di delirio la lunghissima scena in cui si sovrappongono le urla della bimba che invoca la madre, i rumori che quest'ultima fa cercando di liberarsi e la radio di Judd che spara a manetta musica country per impedire a Budd di capire che nell'hotel qualcosa non quadra!

E ora parliamo di regista ed interpreti:

Tobe Hooper, classe 1943, dopo promettenti inizi, si è impantanato, negli anni 90, in produzioni horror che definire deprimenti è dir poco... Tra i film che hanno segnato positivamente la mia carriera di fan, ricordo Non Aprite Quella Porta, Poltergeist, The Mangler. Al limite dell'indecenza l'orrido Toobe Hooper's Night Terrors, anche conosciuto come Le Notti Proibite del Marchese De Sade. Se lo trovate, gettatelo, bruciatelo ma non guardatelo. Ha recitato anche in un cameo per un film di cui parlerò visto che mi è molto caro: I Sonnambuli, tratto da un racconto di Stephen King. Atturalmente Hooper è molto attivo come produttore, e come regista di serie TV.













Neville Brand, ovvero il folle gestore Judd, è morto di enfisema nel 1992 e ha una filmografia sterminata , soprattutto televisiva, che va dagli anni '40. Ha partecipato ad episodi di Ai Confini della Realtà, Fantasylandia e Bonanza 



Robert Englund qui in uno dei suoi primi ruoli, interpreta Buck... e qui cito una simaptica curiosità. Le parole di esordio del Buck di Eaten Alive sono le stesse pronunciate dal famigerato Buck di Kill Bill: "Name's BUCK... And i'm here to FUCK". Geniale Tarantino, come sempre!!! Ma andiamo avanti.... Il geniale Robert, oggi sessantenne, è stato ovviamente icona horror di tutti i tempi per aver prestato il volto al mitico Freddy Krueger, ma ha una sterminata filmografia, quasi tutta di genere, cinematografica e televisiva, non tutta eccelsa... Personalmente lo ricordo volenteri in Visitors (buono, per una volta...) The Mangler,Wishmaster, Urban Legend e in un episodio di Streghe... Non voglio nemmeno ricordare di avergli visto fare il protagonista del già citato Night Terrors, e citerei invece la sua presenza nel nostrano Il Ritorno di Cagliostro di Ciprì e Maresco... (tra l'altro vorrei aggiungere un mio modesto parere... struccato è davvero un bell'uomo, sena scherzi....)














Marylin Burns interpreta Faye, la mamma della piccola bimba traumatizzata. La ritroviamo nel film d'esordio di Hooper, Non Aprite quella Porta, nei panni di Sally. Oggi ha 50 anni e lavora per lo più a teatro.



Carolyn Jones, morta nel 1983, interpreta la rincoglionitissima padrona del bordello ed è irriconoscibile... pensate che è stata nientemeno che Morticia Addams ne La Famiglia Addams in bianco e nero...



Kyle richards interpretava invece Angie, la povera piccina traumatizzata... traumatizzata ma cresciuta bene, beata lei... Oltre ad aver interpretato Halloween, è finita nel cast di ER per una stagione e di (ugh!) Settimo cielo... Inoltre ha la sfortuna poveraccia di essere zia della fin troppo citata Paris Hilton... forse era meglio  il coccodrillo....



Eccola qui.. la mora al centro....  poverina.. circondata da oche.... che hooper la salvi dandole una morte sanguinosa ma onorevoleeee!!!!!



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