giovedì 16 febbraio 2012

Millenium - Uomini che odiano le donne (2011)

San Valentino alternativo, il mio. Perché andare a vedere smielati polpettoni romantici o stupide commediole a tema quando esistono film come Millenium - Uomini che odiano le donne (The Girl With the Dragon Tattoo), diretto nel 2011 da David Fincher?


Trama: il giornalista Mikael Blomkvist viene ingaggiato da un magnate dell’industria per scoprire cosa sia successo alla nipote Harriet, scomparsa e presumibilmente assassinata quarant’anni prima. Ad aiutarlo nelle indagini c’è la giovane e disadattata hacker Lisbeth.


Tratto dal primo dei tre romanzi scritti da Stieg Larsson, questo adattamento/remake USA si mantiene fedelissimo allo spirito del libro e si distacca dal piattume del suo predecessore svedese, dimostrandoci come, grazie ad un sapiente montaggio e ad un’ottima colonna sonora, anche delle lunghe indagini possano risultare interessanti per il pubblico. Infatti, anche se la sostanza non cambia poi molto, questo Millenium – Uomini che odiano le donne è nettamente superiore al film del 2009, che in definitiva andrebbe ricordato “solo” per la stupenda performance di Noomi Rapace nei panni di Lisbeth Salander, un personaggio difficilissimo che sfido qualsiasi attrice belloccia ma priva di talento ad interpretare. A partire dagli stupendi titoli di testa, dove corpi, catrame, cavi elettrici e fiori si fondono in un caleidoscopio infinito, David Fincher e Rooney Mara riescono a catturare lo spettatore, trascinandolo dal gelido e stupendo paesaggio svedese a sordide camere dove laidi assistenti sociali seviziano senza pietà donne che ritengono indifese, dall’inquietudine di un appartamento fatto quasi interamente di superfici trasparenti, vetri e finestre, al disordinato e quasi malsano appartamento di una povera reietta. Reietta che, ovviamente, è il cuore stesso del film.


Rooney Mara, con quegli occhioni da cerbiatto e quelle mise punk, si annulla completamente nel personaggio di Lisbeth, riempendosi il corpo di tatuaggi e veri piercing, prestandosi ad una delle scene di stupro più truci e disturbanti della storia del cinema (pare che Yorick Van Wageningen, l’interprete di Bjurman, abbia passato un’intera giornata a piangere chiuso nella sua stanza d’albergo alla fine delle riprese e che molti dei lividi che la Mara ha nella scena dopo siano veri), rinunciando alla sua bellezza tipicamente americana per diventare altro, un androgino spirito inquieto. Nel giro di poche inquadrature, l’attrice riesce a passare imprevedibilmente da vittima a carnefice, da misantropa dallo sguardo tagliente a ragazzina entusiasta e quasi innocente, nella sua impazienza di godersi il piacere di portarsi a letto il buon Daniel Craig. Daniel che, dal canto suo, conferisce al personaggio di Michael Blomkvist quell’aplomb e quell’ironia tipicamente british che la sua controparte svedese non aveva, ritrovandosi nel ruolo di colui che, come Jerry Calà, “piace” ma senza dover alzare un dito e, anzi, provando quasi noia nel vedere tutte ‘ste donne che gli vogliono saltare addosso.


Parlando invece della trama del film, l’ho trovata molto scorrevole e comprensibile anche per chi non avesse letto il libro. L’elemento thriller è ben presente, le indagini sulla scomparsa di Harriet sono coinvolgenti e mantengono costante l’interesse dello spettatore, infine il presunto killer offre un’interpretazione assai valida, risultando inquietante senza essere caricaturale. L’unica cosa che mi ha fatto un po’ storcere il naso è la decisione di mescolare l’ambientazione svedese ad una preponderanza anglofona, mi spiego: pare strano che, nell’archivio di un’azienda svedese, il 90% dei documenti e dei ritagli di giornale che ne testimoniano la storia siano scritti in inglese, ed è abbastanza assurdo, anche, che il tatuaggio sul panzone dello stupratore reciti “I am a rapist pig” piuttosto che l’equivalente svedese. Oh beh, dettagli, così come è un dettaglio anche l’aver deciso di cambiare un po’ il destino di Harriett. L’importante è che Millenium – Uomini che odiano le donne rientri nella categoria dei rarissimi remake validi. Speriamo che la trilogia continui (il prossimo film è previsto per il 2013 ma non si sa ancora nulla in merito) e che lo faccia sempre seguendo questa strada.


Di Daniel Craig (Michael Blomkvist), Rooney Mara (Lisbeth Salander), Stellan Skarsgård (Martin Vanger), Robin Wright (Erika Berger), Joely Richardson (Anita Vanger) e David Dencik (l’ispettore Morell da giovane) ho già parlato nei rispettivi link.

David Fincher (vero nome David Andrew Leo Fincher) è il regista della pellicola. Uno dei più famosi registi americani, lo ricordo per film come Alien3, Seven, The Game – Nessuna regola, Fight Club, Panic Room, Zodiac, Il curioso caso di Benjamin Button e The Social Network. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 50 anni e due film in uscita, tra cui un adattamento di 20.000 leghe sotto i mari.


Christopher Plummer (vero nome Arthur Christopher Orme Plummer) interpreta Henrick Vanger. Famosissimo attore canadese, lo ricordo per film come Tutti insieme appassionatamente, La Pantera Rosa colpisce ancora, Nosferatu a Venezia, Malcom X, Wolf - la belva è fuori, L’ultima eclissi, L’esercito delle 12 scimmie, Il mistero dei templari e Syriana; ha inoltre partecipato alle serie Uccelli di rovo, I Robinson, doppiato il narratore dello storico cartone David Gnomo amico mio e anche uno dei personaggi di Fievel sbarca in America. Anche produttore, ha 83 anni e un film in uscita.


Steven Berkoff (vero nome Leslie Steven Berks) interpreta Dirch Frode. Inglese, ha partecipato a capisaldi come Arancia meccanica, Barry Lyndon, Professione: Reporter e film come Rambo II: la vendetta. Anche sceneggiatore e regista, ha 75 anni e tre film in uscita, tra cui una cosa trashissima e imperdibile dal titolo Strippers vs Werewolves, che conta nel cast anche Robert Englund!!


Geraldine James interpreta Cecilia Vanger. Inglese, ha partecipato a film come Gandhi, Moll Flanders, Calendar Girls, Sherlock Holmes, Alice in Wonderland e Sherlock Holmes – Gioco di ombre, oltre ad episodi di Little Britain e Little Britain USA. Ha 62 anni.


Goran Visnjic interpreta Dragan Armanski. Attore croato famoso per aver interpretato il bellissimo dottor Kovac di E.R. – Medici in prima linea, ha partecipato a film come The Peacemaker, Amori & incantesimi e doppiato uno dei personaggi de L’era glaciale. Anche produttore, ha 40 anni e due film in uscita.


Embeth Davidtz compare brevissimamente nei panni di Annika, la sorella di Michael. La cito, cosa che normalmente non farei vista la parte infinitesimale che le hanno dato, per la sua partecipazione a film come L’armata delle tenebre, Schindler’s List, Alcatraz – l’isola dell’ingiustizia, Matilda 6 mitica, Il tocco del male, L’uomo bicentenario, The Hole e I 13 spettri. Inoltre, ha partecipato a episodi di Scrubs e Grey’s Anatomy. Ha 47 anni e un film in uscita, The Amazing Spider – Man, dove interpreterà Mary Parker.


Il film si è beccato cinque nomination all’Oscar, tra cui spicca quella per Rooney Mara come miglior attrice protagonista. La competizione si fa davvero dura, ma dubito riuscirà a strappare la statuetta alla “solita” Meryl Streep, anche se spero davvero che lei o Viola Davis possano farcela. Le altre nomination sono per fotografia, montaggio e sonoro (snobbata la bella colonna sonora del validissimo Trent Reznor, peccato). Rooney Mara tra l’altro è riuscita ad ottenere la parte surclassando attrici del calibro di Natalie Portman e Scarlett Johansson, mentre Noomi Rapace non ha voluto riprendere il ruolo di Lisbeth Salander dopo averla interpretata per tre anni, nonostante la parte le fosse stata riofferta. Per il ruolo di Michael Blomkvist erano invece in lizza Johnny Depp, George Clooney, Viggo Mortensen e Brad Pitt. Nulla di fatto anche per Max Von Sydow, svedese purosangue, che ha declinato il ruolo di Henrick Vanger in favore di Christopher Plummer. Comunque, se il film vi fosse piaciuto, più che consigliarvi di vedere i film svedesi propendo per dirvi di leggere i libri, scritti benissimo e molto coinvolgenti. ENJOY!!

martedì 14 febbraio 2012

Bolla's Top 5: Love Love Movies!

San Valentino! Da buona giapponese nell’animo, oggi per me non è la festa degli innamorati, ma quella del cioccolato, più semplicemente. Il resto delle smancerie le lascio a chi ci crede o a chi ha un fidanzato/marito da stressare con queste camurrìe commerciali, ma siccome la festa, ahimé, esiste, ecco spuntare un post ad hoc con la classifica dei miei cinque film “d’amore” preferiti. Metto la definizione tra virgolette, visto che alcuni sono un po’ poco convenzionali. Ma chi se ne frega, sono quelli che mi piacciono davvero! ENJOY!

5 - Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany's, 1961)

Nonostante non l'avessi mai visto fino all'anno scorso, non posso non metterlo in classifica. Perché come storia d'aMMore quella tra Holly e Paul è una delle più complicate, irritanti (in senso positivo) e scanzonate che si siano mai viste. Forse perché lei ha così tanti spasimanti e lui una pazienza infinita, chissà. O forse perché alla fine il più amato in tutto il film è un gatto, anzi Gatto. E poi, l'eleganza della Hepburn vale da sola tutto il film.



4 - Moulin Rouge! (Moulin Rouge!, 2001)

Perché nonostante Baz Luhrmann avesse filmato, solo qualche anno prima, LA storia d'amore per eccellenza di tutti i tempi, Romeo e Giulietta, per me Moulin Rouge! lo supera in tutto. Per la storia, per le musiche, per gli attori, per le scenografie e i costumi. Sentire Ewan McGregor cantare a squarciagola Your Song mette i brividi come la splendida cover di Roxanne, versione tango. E sfido chiunque a non piangere quando il destino della storia tra Satine e Christian diventa dolorosamente chiaro. Altro che "lovmilovmiseidetiulovmi". Le vere storie d'amore sono tragiche ma non per mocciosette infoiate.



3 - Il favoloso mondo di Amélie (Le fabuleux destin d'Amélie Poulin, 2001)

Che non è un vero e proprio film d'amore. Ma non ditemi, donne, che non avete mai sognato di poter conquistare un uomo dolce e, soprattutto, intelligente ed arguto come Nino. L'unica persona al mondo in grado di sopportare, con una pazienza infinita, le stranezze di Amélie e seguire la complicatissima caccia al tesoro che lo porterà fino alla soglia del suo appartamento. Dove lei lo ricoprirà di baci. Aggiungo anche che la colonna sonora è una delle più belle ed evocative che siano mai state scritte. E poi, insomma, Il favoloso mondo di Amélie è uno dei pochi film esistenti al mondo ad essere una vera e propria fuga dalla realtà in grado di lasciare col sorriso sulle labbra per giorni.


2 - Una vita al massimo (True Romance, 1993)

Altro film ben lungi dall'essere una storia d'amore. Ma è quel che più si avvicina al mio ideale: niente pippe mentali, niente dubbi né incertezze, solo la salda convinzione che il legame sarà eterno, alla faccia di tutto e tutti, anche delle palesi differenze tra i partner (in questo caso: una zoccoletta svampita e un nerd fanatico di Elvis). Questo è il True Romance del titolo originale, che non guasta se è speziato anche dal magico tocco tarantiniano. Ovvio, chi cerca un film sentimentale farà meglio a tenersi lontano dei kilometri da questa pellicola!



1 - Eternal Sunshine of the Spotless Mind (Eternal Sunshine of the Spotless Mind, 2004)

Titolo italiano non pervenuto, ovviamente. L'unico film d'amore che sottolinea l'importanza della perdita per consentire al sentimento di rinascere. E lo fa in un modo totalmente imprevedibile, cancellando dalla mente degli innamorati ogni loro ricordo della relazione. Ma l'amore, come si sa, non ha freni e torna a mordere quando si abbassa la guardia! Splendida sceneggiatura, splendidi interpreti e meravigliose tinte di capelli per la bravissima Kate Winslet, che ha mandato del tutto a quel paese Titanic (film che non merita di rientrare nella mia top five per la melensaggine e la pochezza della storiella tra Jack & Rose. Bleah.).



Fuori classifica: parlando di giapponesi, cioccolato e San Valentino, non può mancare la menzione speciale al trashissimo Vampire Girl vs Frankenstein Girl. Il vero aMMore tra mostri, altro che Twilight!! ENJOY!

lunedì 13 febbraio 2012

Per favore, non mordermi sul collo (1967)

E’ venuto il momento di recensire qualcosa di vintage e leggermente atipico. Nella fattispecie, oggi si parlerà di Per favore, non mordermi sul collo (The Fearless Vampire Killers, or: Pardon me, But Your Teeth Are in My Neck), diretto nel 1967 dal regista Roman Polanski.


Trama: un eminente studioso e il suo aiutante raggiungono un villaggio transilvano per cercare le prove dell’esistenza di vampiri. Purtroppo, saranno questi ultimi a trovare loro…


Come ho detto, Per favore, non mordermi sul collo è un film atipico. È una parodia degli horror della Hammer, di quei bei filmoni in costume con l’affascinante quanto decadente vampiro, ma non è come quelle “alla Mel Brooks”, per intenderci. Si ride un po’ a denti stretti per delle gag abbastanza naif e tutte (o quasi) giocate sul rapporto tra il professore, vecchio e rincoglionito, e il suo assistente, giovine e di buon cuore ma assolutamente incapace a fare alcunché; si ride a tratti per le azioni da vecchio satiro (per non dire porco) del laido Shagall e per la strada che gli fa fare a calci il gobbo Koukol, o per l’approccio del figlio del conte, che cerca di concupire in vestaglia il povero Alfred. Personalmente, però, non ho mai ricordato Per favore, non mordermi sul collo per le sue gag, quanto per la bellezza della messinscena, per la particolare fotografia e per i colori.


Quel che salta subito all’occhio è quel meraviglioso rosso dei capelli di Sharon Tate, un colore che neppure il tempo può appannare e che verrà ripreso nel sontuoso abito indossato durante le splendide e ricchissime riprese del ballo finale. Un colore che ricorda il sangue, il peccato e l’amore, quello tenero e disperato del povero Alfred che, da piccolo e goffo aiutante, cercherà di trasformarsi in prode cavaliere per la bella Sarah, pagandone le conseguenze in un finale decisamente cinico e beffardo (anche se mai quanto la realtà dell’orribile destino toccato alla vera love story tra l’attrice e il regista, di cui parlerò nel solito post scriptum finale). La seconda cosa che rimane impressa del film è l’abbondanza di dettagli che arricchiscono le scenografie, dal castello del Conte con l’immensa biblioteca e i suoi labirintici passaggi segreti alla pur piccola locanda di Shagal, senza dimenticare le riprese esterne, dove il bianco abbacinante della neve la fa da padrone, a prescindere che sia notte o giorno. La terza cosa è la particolarissima colonna sonora, che rimane in testa a lungo con i suoi toni macabri e lamentosi a scandire la vicenda fin dai titoli di testa, dove il leone della MGM si trasforma in un vampiro stilizzato e una solitaria goccia di sangue si insinua tra i macabri credits. Ed è forse questa cura autoriale nella realizzazione del film la cosa più ironica di tutte, quella che più colpisce, quando ci accorgiamo che lo sfigatello (e un po’ rattiforme!) Alfred altri non è se non quel Roman Polanski destinato a diventare uno dei più grandi autori del nostro tempo. E questa, forse, è la gag più riuscita di un film da vedere e riscoprire.


Di Roman Polanski, qui nel triplo ruolo di regista, sceneggiatore ed interprete del goffo Alfred, ho già parlato qua.

Jack MacGowran (vero nome John Joseph McGowran) interpreta il Professor Abronsius. Caratterista irlandese che aveva già collaborato con Polanski l’anno prima in Cul – de - sac, ha partecipato a film come il mitico Darby O’Gill e il re dei folletti e L’esorcista. E’ morto di influenza nel 1973, all’età di 54 anni.


Ferdy Mayne (vero nome Ferdinand Philip Mayer – Horckel) interpreta il Conte von Krolock. Attore tedesco dalla filmografia sterminata, collaborerà di nuovo con Polanski nel 1986 per il film Pirati. Ha partecipato anche a Ben – Hur, Il nostro agente all’Avana, Barry Lyndon, La vendetta della pantera rosa, Conan il distruttore, Howling II – l’ululato e persino a un episodio della serie Dynasty. Afflitto dal morbo di Parkinson, è morto nel 1998 all’età di 81 anni.


Come ho già avuto modo di accennare, l’amore tra Roman Polanski e l’attrice Sharon Tate, che interpreta Sarah, è nato proprio con questo film. I due si sono sposati l’anno successivo all’uscita di Per favore non mordermi sul collo, ma nel 1969 l’attrice è stata travolta da un’orrenda realtà che ha superato di gran lunga la più becera delle fantasie, finendo vittima della follia omicida di alcuni membri della “famiglia” Manson, assieme al figlio che portava in grembo e ad altri amici che hanno avuto la sfortuna di trovarsi con lei in quel momento. Polanski, per la cronaca, si è salvato solo perché era in Inghilterra a concludere le riprese di un film che parlava proprio di sette sataniche, lo splendido Rosemary’s Baby. Per scrollarsi di dosso il pensiero di una simile bruttura, se vi fosse piaciuto Per favore non mordermi sul collo vi consiglio la visione di La piccola bottega degli orrori e Il clan del terrore. ENJOY!

sabato 11 febbraio 2012

Hugo Cabret (2011)

E così giovedì sono riuscita ad andare a vedere almeno uno dei tre film che mi ero proposta, lo Hugo Cabret (Hugo) di Martin Scorsese, tratto dal libro La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, pubblicato nel 2007 dallo scrittore e illustratore americano Brian Selznick. Ho dato la precedenza a questo perché tra i tre era quello che assolutamente non volevo perdere, ma mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.


Trama: Hugo Cabret è un orfano che vive nei tunnel della Gare Montparnasse, facendo di nascosto manutenzione agli orologi della stazione. Un giorno conosce Isabelle, nipote del giocattolaio Papa Georges, e grazie ad una chiave che la ragazzina porta al collo, scopre un mistero sepolto da molti anni…


Doverosa premessa: nonostante mi abbia lasciato l’amaro in bocca, Hugo Cabret è un film visivamente stupendo, nonché un inno di puro amore per il Cinema e la magia che ne è essenza. La sala sarebbe dovuta crollare in testa alle due indegne creature che si sono alzate andandosene annoiate a metà film, di questo sono convinta. Perché anche se il 3D, dopo un inizio spettacolare in cui sembrava di essere immersi nella nevicata parigina, si è rivelato inutile come per tutti gli altri film che ho visto girati con questa tecnica, il film nel suo insieme è un’opera d’arte, curata fin nei minimi dettagli e colma di momenti assolutamente affascinanti ed interessanti, soprattutto per i cinefili. Scorsese ama quello che fa, e il suo amore si percepisce in ogni fotogramma, il rispetto per i nomi illustri che lo hanno preceduto si può quasi toccare in ogni scena, lo spettatore non può fare altro che rimanere a bocca aperta quando davanti ai suoi occhi scorrono spezzoni di film che solo i più fortunati sono riusciti a vedere su uno schermo cinematografico, oppure quando viene ricostruita la realizzazione di quegli stessi film, grandiosi spettacoli di magia creati da un appassionato artigiano che voleva regalare sogni ed emozioni, cercando di portare le persone fuori dalla fredda realtà. Queste sono le parti più belle del film, quelle legate al mistero di Méliès, allo splendido automa che sembra uscito dritto da Metropolis, ai disegni dipinti a mano che prendono vita, agli scheletri, draghi e tritoni che danzano sullo schermo, agli incubi di un bambino che si immagina di diventare lui stesso un automa meccanico, come un ingranaggio all’interno di un ordinato universo, oppure di diventare vittima di uno dei più famosi e grandiosi incidenti ferroviari, realmente avvenuto nel 1895.


E se Hugo Cabret vivesse solo di questo amore puro, se fosse stato un insieme di emozionanti sequenze legate da un filo conduttore come The Tree of Life , credo sarebbe stato il film perfetto. Ma la debolezza dell'ultima fatica di Scorsese, paradossalmente, è proprio il racconto che sta alla base, che non intriga, non emoziona, non commuove. La Gare Montparnasse viene mostrata come un microcosmo assai simile a quello de Il favoloso mondo di Amélie, con personaggi schivi, desiderosi di rapportarsi l'uno all'altro eppure goffi, impossibilitati ad esternare le proprie emozioni, pur essendo dotati di peculiarità a dir poco uniche. Però i siparietti tra questi personaggi sono solo dei riempitivi, qualcosa di messo lì per dare colore; si ride a denti stretti e solo grazie al personaggio dell'ispettore ferroviario, interpretato magistralmente da un Sacha Baron Coen che, assieme a Ben Kingsley, si mangia tutto il resto degli attori, Chloë Moretz in primis, perché la signorina mi aveva abituata a ben altre performance. Anche il piccolo Hugo Cabret è moscerello, incapace di coinvolgere lo spettatore e farlo emozionare per la sua triste storia di orfano, di reietto, di essere umano desideroso di trovare il suo posto nel mondo perché "tutti devono avere uno scopo". Bambin, tu hai ragione, e in questo caso il mio scopo è raccontare la verità: Hugo Cabret, e mi uccide ammetterlo, è una bellissima, cinefila mezza delusione. Da vedere assolutamente, questo è ovvio, ma tenendo a mente che saranno solo gli occhi (e le orecchie, perché la colonna sonora è a dir poco splendida) ad essere coinvolti da questo spettacolo, non il cuore.


Del regista Martin Scorsese (che interpreta anche il fotografo che immortala Méliès e la moglie davanti al loro studio) ho già parlato qui. Ben Kingsley (Papa Georges), Sacha Baron Coen (l’ispettore ferroviario), Chloë Grace Moretz (Isabelle), Emily Mortimer (Lisette), Christopher Lee (Monsieur Labisse), Jude Law (il padre di Hugo) li trovate tutti seguendo i rispettivi link.

Asa Butterfield interpreta Hugo Cabret. Inglese, ha partecipato a film come Il bambino con il pigiama a righe e Wolfman. Ha 15 anni e un film in uscita.


Ray Winstone (vero nome Raymond Andrew Winstone) interpreta lo zio Claude. Inglese, ha partecipato a film come Il gioco di Ripley, Ritorno a Cold Mountain, Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio, The Departed, La leggenda di Beowulf e Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. Anche produttore, ha 55 anni e quattro film in uscita, tra cui l’imminente Biancaneve e il cacciatore.


Helen McCrory interpreta Mama Jeanne. Inglese, meglio conosciuta come la fortunatissima Narcissa Malfoy della saga cinematografica di Harry Potter, ha partecipato anche a Intervista col vampiro e a un episodio della serie Doctor Who. Ha 44 anni e due film in uscita.


Frances de la Tour interpreta Madame Emilie. Inglese, ha partecipato alla saga cinematografica di Harry Potter nei panni della mezza gigante direttrice di Beauxbatons, Madame Maxime e ad Alice in Wonderland. Ha 67 anni e un film in uscita.


Richard Griffiths interpreta Monsieur Frick. Anche lui inglese, anche lui apparso nella saga di Harry Potter come zio Vernon, lo ricordo per altri film come Superman II, Gandhi, Greystoke la leggenda di Tarzan il signore delle scimmie, Shangai Surprise, Una pallottola spuntata 2 1/2: l'odore della paura, Il mistero di Sleepy Hollow, Vatel, Ballet Shoes e Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare. Ha 65 anni e un film in uscita.


Tenete inoltre d’occhio il ragazzino che interpreta Tabard da giovane, ovvero Gulliver McGrath, perché lo ritroveremo nell’imminente Dark Shadows di Tim Burton e in Lincoln di Steven Spielberg. Hugo Cabret ha ottenuto ben 11 nomination agli Oscar di quest'anno: migliore scenografia (sarebbe meritatissimo, perché l'arte di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo è insuperabile), migliore fotografia, migliori costumi, miglior regia (altro Oscar strameritatissimo), miglior montaggio, miglior colonna sonora originale (altro premio che il film dovrebbe vincere), miglior montaggio sonoro, miglior sonoro, migliori effetti speciali, miglior film (mi spiace ma questo dovrebbe invece andare a The Help) e miglior sceneggiatura non originale (idem come prima). Nell'attesa di conoscere i risultati... ENJOY!

venerdì 10 febbraio 2012

WE, Bolla! del 10/02/2012

Questa settimana è bigia sia per il multisala di zona che per le uscite USA. La rubrica Get Babol infatti si ferma per mancanza di consigli, mentre dalle mie parti, se non fosse che devo ancora andare a vedere Millenium: uomini che odiano le donne, nel cinema potrebbero rimanere solo quei buffi cespugli rotolanti del deserto. Vediamo un po' e... ENJOY!!


Star Wars - Episodio I – 3D
Reazione a caldo: molto caldo. Bisognerebbe dare fuoco alle bobine.
Bolla, rifletti!: Non sono mai stata una fan di Guerre Stellari. Ho visto i primi tre film, mi sono piaciuti molto, soprattutto i primi due, ma poi è finita lì. Non li ho in DVD, non li ho rivisti, non ci tengo particolarmente a rivederli, basta una volta. Ma questi prequel li ho vissuti come un affronto, una cretinata commerciale da cui stare maledettamente alla larga. E adesso mi si ripropongono, come la peperonata alle 4 di notte, in 3D??? La tecnologia più inutile che mente umana abbia mai creato??? Spero vivamente che nessuno abbocchi e che l'operazione sia un flop colossale. Ma chi voglio prendere in giro, non succederà mai, la gente è matta.


Com'è bello far l'amore
Reazione a caldo: almeno hanno avuto il buon senso di non programmarlo in 3D.
Bolla, rifletti!: Di questo film ho già parlato qui. Per carità, sono sicura che sarà divertente, come ho detto De Luigi, la Gerini e il Mago Forest mi piacciono molto. Ma pagare otto euro per guardarlo? Manco morta!


Mentre invece dal cinemino d'élite arriva la solita stilettata al cuore, visto che per l'ennesima volta mi propongono un film che vorrei assolutamente vedere... e che alla fine non vedrò, vista l'ubicazione e la natura del cinema in questione.


Albert Nobbs
Reazione a caldo: eccheccavolo, ma i film migliori sempre altrove li danno?
Bolla, rifletti!: Il film mi aveva intrigato fin da quando ne avevo letto per parlarne qui. Glenn Close come attrice mi piace molto e tra l'altro per Albert Nobbs è anche candidata all'Oscar, quindi spero davvero di riuscire a vederlo prima della fatidica Notte, anche se non al cinema, dannazione!!


mercoledì 8 febbraio 2012

La storia fantastica (1987)

Altro post dedicato ad un altro mito della mia infanzia. A dire il vero meno “mitico” di altri, poiché ho avuto meno occasioni di vederlo, ma pur sempre bello. Sto parlando del film La storia fantastica (The Princess Bride), diretto nel 1987 dal regista Rob Reiner e tratto dal romanzo La principessa sposa di William Goldman.


Trama: il nonno di un bambino costretto a letto da un’influenza decide di leggergli la storia della principessa Bottondoro e del suo amato Westley, legati da un vincolo di vero amore che rischia di spezzarsi quando quest’ultimo scompare in mare e Bottondoro viene chiesta in sposa dal viscido principe Humperdink…


La storia fantastica può essere visto come il giusto precursore di quel genere che poi sarebbe ritornato a spopolare in tempi recenti grazie all’orco Shrek. E’ una fiaba, è vero. Ci sono giganti, spadaccini, principesse (qualche bacio, con buona pace del piccolo costretto a letto), incantesimi e pirati, ma il tutto è riletto in chiave decisamente ironica, prendendo in giro i cliché del genere e mostrandolo allo spettatore attraverso il racconto di un nonno, spesso interrotto dalle rimostranze o dai dubbi di un nipotino “moderno”, smaliziato e assuefatto ai videogiochi che, suo malgrado, verrà alla fine catturato dalla storia di Westley e Bottondoro. Vista la simpatia e la particolarità dei personaggi coinvolti, lo spettatore non può che venire catturato a sua volta, e non c’è da stupirsi se chi, come me, lo ha visto in televisione per anni, ricorda ancora i nomi dei protagonisti e le loro battute.


Al di là di Bottondoro che, come tutte le principesse, aspetta solo di essere salvata (anche se è un bel peperino e anche un po’ stronzetta), è impossibile dimenticarsi del loquace Westley e, soprattutto, dei personaggi di “contorno”, a partire dal trio formato da Vizzini, Inigo e Fezzik: il primo, uno scaltro e malvagio siciliano (doppiato con doveroso ed esilarante accento nella versione italiana), il secondo, uno spadaccino di origini spagnole che ricerca ossessivamente la vendetta per il padre ucciso vent’anni prima e infine il terzo, un gigante buono amante delle rime. I continui battibecchi tra i tre personaggi e le successive scene dove Westley deve affrontarli sono le più riuscite ed esilaranti del film, ma anche il vanesio Humperdink, il torturatore albino e il vecchietto dei miracoli non scherzano. Purtroppo, bisogna ammettere che La storia fantastica risente un po’ dell’usura del tempo; per fortuna, però, è costruito in modo che il suo “cuore” possa comunque resistere inalterato, nonostante la parte avventurosa della pellicola sia effettivamente datata (un esempio su tutti: l’imbarazzante ratto della palude palesemente interpretato da un mimo, quasi quasi peggiore delle bestie presenti in The Killer Shrews!). Per gli amanti dell’horror, risulta inoltre decisamente simpatico vedere Cary Elwes legato e torturato in una meravigliosa segreta à la Saw, come gli succederà poi in tempi più recenti. Postilla nerd a parte, La storia fantastica è un film che merita molto, anche per le musiche di Mark Knopfler. Quindi, se non lo avete visto a suo tempo, rimediate!


Del regista Rob Reiner ho già parlato qui. Tra gli attori già citati sul Bollalmanacco segnalo invece Chris Sarandon (il principe Humperdink) e Wallace Shawn (Vizzini).

Cary Elwes (vero nome Ivan Simon Cary Elwes) interpreta Westley. Per me, questo attore inglese rimarrà per sempre Robin Hood – Un uomo in calzamaglia, ma ha partecipato ad altri film come Hot Shots!, Dracula di Bram Stocker, Mowgli – Il libro della giungla, Bugiardo bugiardo, L’ombra del vampiro, Saw – L’enigmista e a serie come Hercules, Oltre i limiti, X – Files e Law & Order. Attivo anche come doppiatore, ha prestato la voce per un episodio di Pinky and the Brain e ha doppiato il Pilota in Le avventure di Tin Tin: il segreto dell’unicorno. Anche produttore, ha 49 anni e nove film in uscita.


Mandy Patinkin (vero nome Mandel Bruce Patinkin) interpreta Inigo Montoya. Assurto al ruolo di “idolo australiano” dopo aver visto le pubblicità di Criminal Minds nella terra dei canguri, ha partecipato al film Dick Tracy, a un episodio della serie Hercules e ne ha doppiato uno de I Simpson. Ha 59 anni.


Robin Wright (vero nome Robin Virginia Gayle Wright) interpreta Bottondoro. Americana, ex moglie di Sean Penn, la ricordo per film come Forrest Gump, Toys – Giocattoli, Tre giorni per la verità, She’s so lovely – Così carina, Bugie baci bambole e bastardi, Unbreakable – Il predestinato e l’orrendo Beowulf, oltre che per la soap opera Santa Barbara. Anche produttrice, ha 44 anni e tre film in uscita, tra cui l’imminente Millenium: uomini che odiano le donne, dove interpreterà la giornalista Erika Berger.


Peter Falk intepreta il nonno. Famosissimo per il suo ruolo di Tenente Colombo nell’omonima serie, ha partecipato anche a film come Angeli con la pistola (che gli è valso la sua seconda nomination all’Oscar come migliore attore non protagonista, mentre la prima era arrivata l’anno precedente con Sindacato assassini) e Invito a cena con delitto, oltre a serie come Alfred Hitchcock presenta e Ai confini della realtà. Anche produttore, regista e sceneggiatore, è morto per colpa dell’Alzheimer proprio l'anno scorso, all’età di 83 anni.


Carol Kane (vero nome Carolyn Laurie Kane) interpreta la vecchia Valerie. Americana, ha partecipato a film come Quel pomeriggio di un giorno da cani, Io & Annie, il geniale S.O.S. Fantasmi, La famiglia Addams 2, Mosche da bar e Amiche cattive, oltre a serie come Two and a Half Men e Ugly Betty. Ha anche doppiato il corto Kung Fu Panda: Secrets of the Furious Five ed episodi delle serie Tiny Toon Adventures, Aladdin e I Griffin. Ha 59 anni e due film in uscita.


Billy Crystal (vero nome William Jacob Crystal) interpreta il vecchio e miracoloso Max. Uno dei più famosi comici americani, lo ricordo per film come Getta la mamma dal treno, Harry, ti presento Sally, Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, Hamlet, Harry a pezzi, I perfetti innamorati; ha inoltre prestato la voce per i film Monsters & Co., Il castello errante di Howl, Cars – Motori ruggenti e partecipato alle serie Love Boat e Friends. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 63 anni e quattro film in uscita, tra cui I Muppet e il prequel di Monsters & Co., Monsters University.


André The Giant, che interpreta Fezzik, è stato un grandissimo campione di wrestling e ha rivaleggiato nientemeno che con il mitico Hulk Hogan, mentre il piccolo Fred Savage lo potete ritrovare in Austin Powers in Goldmember nei panni dell’agente segnato dall’infame… booozzo!!! A proposito di André the Giant, pare che il suo ruolo fosse stato “concupito” da un esordiente e allora sconosciuto Arnold Schwarznegger, che se ne era incapricciato dopo aver letto il romanzo di William Goldman, da cui è stato appunto tratto il film. Peccato che, nel momento in cui la realizzazione della pellicola si era concretizzata, Schwartzy era diventato troppo famoso e la produzione non poteva più permettersi di pagare il suo cachet, quindi si è ripiegato sul gigante scandinavo. Per finire, se La storia fantastica vi fosse piaciuto, consiglio la visione (e la lettura) dei bellissimi Stardust e Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi. ENJOY!

lunedì 6 febbraio 2012

Get Babol #10

Settimana ricca questa, sia per le uscite italiane che per quelle USA. Considerato che GetGlue mi ha consigliato anche il bellissimo The Innkeepers proprio in questi giorni, sono curiosa di capire come siano i titoli che sono comparsi assieme al film di Ti West. ENJOY!!

The Woman in Black
Di James Watkins
Con Daniel Radcliffe, Janet McTeer e Ciarán Hinds

Trama (da Imdb): un giovane avvocato arriva in un villaggio remoto, dove il vendicativo spirito di una donna tradita sta terrorizzando i locali...

Getglue me lo consiglia perché mi sono piaciuti The Orphanage, Two Sisters, Echi mortali, The Others e Il sesto senso. A prescindere dai consigli, volevo già andarlo a vedere, perché l'idea di assistere ad uno scary potter mi intriga e il fatto che il regista sia lo stesso di My Little Eye e del bellissimo Eden Lake mi ispira. E' vero, Radcliffe non mi è mai piaciuto come attore, ma adoro gli horror gotici in costume. Speriamo non sia troppo una boiata. In Italia uscirà il 2 marzo.



Chronicle
Di Josh Trank
Con Michael B. Jordan, Michael Kelly e Alex Russell

Trama (da Imdb): Tre liceali ottengono dei superpoteri dopo aver fatto un'incredibile scoperta. Tuttavia, presto perdono il controllo delle proprie vite e anche il loro legame viene messo alla prova, quando cominciano ad abbracciare il proprio lato oscuro...

Getglue me lo consiglia perché mi sono piaciuti Cabin Fever, The Blair Witch Project, Final Destination e Saw. Da quel che ho capito questo Chronicle è un altro mockumentary che prende spunto da tutti gli "sguardi" alternativi che negli ultimi tempi cinema e comics stanno dando al mondo dei supereroi. Dal trailer sembra parecchio interessante, perché anche se ormai questo genere di film mi ha stufato l'argomento continua ad intrigarmi. In Italia uscirà a maggio.



Perfect Sense
Di David MacKenzie
Con Ewan McGregor, Eva Green, Ewen Bremner

Trama (da Imdb): Uno chef e una scienziata si innamorano mentre un virus priva le persone dei loro sensi...

Getglue me lo consiglia perché mi sono piaciuti Il ladro di orchidee, The Eternal Sunshine of the Spotless Mind e Lost in Translation. Questi sono tutti film che, effettivamente, adoro, per la loro capacità di raccontare storie d'amore (che in genere detesto) in modo assolutamente non banale e per la capacità di appassionare lo spettatore. Ora, la trama mi sembra assai particolare, ma è anche vero che Eva Green mi sta un po' lì e che Ewan McGregor si è ammosciato parecchio negli ultimi tempi. Però il trailer è davvero inquietante e l'idea che a poco a poco i personaggi e chi li circonda perderanno i cinque sensi... mmh. Potrei anche dargli una chance, sperando che non sia uno di quegli struggentissimi film che mi lasciano abbattuta per giorni.



Kill List
Di Ben Wheatley
Con Neil Maskell, MyAnna Buring e Harry Simpson

Trama (da Imdb): Quasi un anno dopo un lavoro finito male, un killer ne accetta un altro con la promessa di una grande ricompensa per tre omicidi. Quello che comincia come un lavoro facile, presto fa piombare il killer nella più completa oscurità...

Getglue me lo consiglia perché mi è piaciuto Shining. Non riesco nemmeno ad immaginare un film che si avvicini anche solo lontanamente al capolavoro di Kubrick, quindi ignoriamo il suggerimento e andiamo a vedere il trailer di questo Kill List. Innanzitutto, già è un horror/thriller inglese e non americano, quindi questo gli fa guadagnare sicuramente dei punti. Seconda cosa, il trailer è veramente inquietante. Senza troppi effetti o musiche, abbastanza scarno ma molto intrigante. In Italia non uscirà mai, quasi sicuramente, ma magari riesco a procurarmelo in DVD, chissà.

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