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lunedì 16 marzo 2026

Oscar 2026


Buon lunedì a tutti! Stanotte a un certo punto mi sono svegliata e sono riuscita a guardare l'ultima ora della cerimonia degli Oscar, che mi è sembrata abbastanza sobria ed "educata", visti i tempi che corrono (unica pennellata di colore, un Bardem che probabilmente non lavorerà mai più ad Hollywood). Lo stesso si può dire dei premi, tutti abbastanza prevedibili, all'insegna del "sì, sono contenta, però...". Ma vediamo più nel dettaglio. ENJOY!

Vince giustamente il premio per il Miglior Film Una battaglia dopo l'altra, e mi sarei meravigliata del contrario. Alla sua terza nomination, un emozionatissimo Paul Thomas Anderson ha finalmente portato a casa l'ambita statuetta di Miglior Regista, altro premio doveroso quest'anno. Il film aveva ben 13 candidature e ha rispettato quasi tutti i pronostici, vincendo anche i premi per Miglior Casting, Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior Montaggio e Miglior Attore Non Protagonista. A tal proposito, non me ne voglia Sean Penn ma gli avrei preferito Benicio del Toro, per il quale tifavo, con una lacrima spesa, ovviamente, per l'adorato Stellan Skarsgård. E questo è il primo dei mille "sì, sono contenta, però...".

Nella categoria rientra anche il premio come Miglior Film Straniero. Ho amato tantissimo Sentimental Value, ma premiarlo preferendogli opere importanti come Un semplice incidente o La voce di Hind Rajab (che molti non definiscono cinema, mi rendo conto) è la conferma di come Hollywood "protesti" col culo degli altri, possibilmente seduto in una calda poltrona di design, struggendosi più per drammi altoborghesi che per situazioni realmente scomode.

Un'emozione simile ma diversa mi ha colta di fronte al Miglior Attore Protagonista. Ora, io e la mia sistaH Alessandra ci siamo scritte per celebrare alle 3.30 con un sentitissimo "Chalamet SOOCAH" e, per quanto mi riguarda, ogni premio dato a Sinners in particolare e all'horror in generale (poi ci torniamo) è fonte di gioia. Però, a Michael B. Jordan, benché bravissimo, avrei preferito Leonardo di Caprio. Ma forse è giunto il momento di riguardare Sinners in lingua originale, per apprezzare meglio la scelta. La felicità è comunque tantissima! Sinners vince molti meno premi del previsto, ma che premi! Miglior fotografia, Miglior Colonna Sonora Originale e, soprattutto, Miglior Sceneggiatura Originale!

Jessie Buckley vince l'Oscar come Miglior Attrice Protagonista e che le vuoi dire, salvo che il suo abito era abbastanza bruttino? La sua interpretazione in Hamnet era tra le più belle ed intense dell'anno, e "mi dispiace per le altre", che non avevano neppure una chance di vittoria.

La statuetta come Miglior Attrice Non Protagonista è andata invece ad Amy Madigan per la sua terrificante Zia Gladys, una delle cose migliori del bellissimo Weapons. Come ho scritto prima, ogni Oscar per un horror è ben dato, ma allora avrei preferito la magnetica, elegante Wunmi Mosaku, che in Sinners risplende. Il mio cuore però era tutto per Inga Ibsdotter Lilleaas, lo sapete. Una cosa che mi da gioia, comunque, è il pensiero che il premio ad Amy Madigan possa accelerare le produzione di un prequel di Weapons, tutto incentrato sul suo personaggio sopra le righe. 

Abbastanza prevedibilmente, visto il successo planetario, K-Pop Demon Hunters è stato proclamato Miglior Lungometraggio Animato e ha vinto anche l'Oscar per la miglior canzone, Golden. Se l'ultimo premio mi trova concorde, avrei preferito che il primo lo vincesse La piccola Amélie, superiore come opera animata sotto moltissimi aspetti.

Per concludere, riassumo i premi "tecnici" andati ad altri film. Frankenstein ha fatto man bassa di questi premi, vincendo gli Oscar per la Migliore Scenografia, Migliori Costumi e Miglior Make-Up; F1 porta a casa un Miglior Sonoro che avrei preferito fosse andato a Sirat; Avatar: Fuoco e cenere, che devo ancora guardare, vince il premio per i Migliori Effetti Speciali.  Aggiungo, come ogni anno, quelle categorie di cui non ho assolutamente conoscenza: Mr. Nobody Against Putin vince come Miglior documentario, The Girl Who Cried Pearls come Miglior corto animato, The Singers come miglior corto live action e All the Empty Rooms come Miglior corto documentario. E anche questi Oscar se li semo levati dalle... : vi saluto con l'ennesimo "Chalamet SOOCAH!" e vi rimando ai prossimi giorni, in cui pubblicherò i post ancora inediti sulle opere viste durante la Oscar Death Race. ENJOY!

venerdì 16 gennaio 2026

KPop Demon Hunters (2025)


Spinta dai due Golden Globe ricevuti, uno per il miglior film d'animazione e l'altro per la miglior canzone, ho finalmente recuperato KPop Demon Hunters, diretto dai registi Chris Appelhans e Maggie Kang (anche co-sceneggiatrice), disponibile su Netflix.

Trama

Rumi, Mira e Zoey sono le tre componenti del gruppo di idol Huntrix. La loro è però un'attività di facciata, che cela il loro vero compito, quello di impedire che i demoni invadano la nostra dimensione. Il loro successo sembra scontato, almeno finché non compare sulla scena la boyband Saja Boys...

RECENSIONE

Un sacco di persone che conosco e di cui mi fido avevano speso parole di elogio per questo KPop Demon Hunters, ma lo avevo messo un po' da parte, presa da altre priorità. Ora posso dire di essere felicissima di averlo recuperato, perché il film di Chris Appelhans e Maggie Kang è davvero bellissimo e divertente, fruibile anche da chi, come me, di KPop non sa nulla. Siccome sono intrisa di cultura nipponica e sono totalmente ignorante in materia Corea, sarò costretta ad usare analogie a me familiari, cercate di non odiarmi. Rumi, Mira e Zoey, ovvero il gruppo di idol Huntrix, hanno una doppia vita come ogni majokko che si rispetti; vivono nel mondo scintillante della musica e della moda, ma lo fanno perché, attraverso la loro voce (soprattutto quella di Rumi) riescono a scaldare e unire i cuori degli esseri umani, creando l'energia che da vita a una barriera per tenere a bada i demoni ed impedir loro di invadere la Terra. Oltre a fungere da scudo, le ragazze sono anche delle guerriere, delle cacciatrici, e tra una canzone e l'altra non ci mettono molto a uccidere i demoni che tentano di attaccarle. Soprattutto, però, Rumi, Mira e Zoey sono giovani ragazze come tante. Hanno i loro segreti, i loro problemi, le loro paure, imperfezioni che nel mondo dorato degli Idol non devono esistere, perché i fan esigono che i loro idoli, appunto, siano emblemi di eccellenza ideale; questa stessa eccellenza, inoltre, vale anche per la loro attività di cacciatrici e guardiane della barriera. Il lato oscuro dell'industria dello spettacolo coreana (condiviso, in generale, da tutto l'Oriente) è lo spunto da cui si dipana la trama di KPop Demon Hunters, consentendogli di veicolare un necessario messaggio positivo. Più che ricercare una solitaria perfezione, odiando, senza capirlo, tutto ciò che ci fa paura o risulta "strano", l'invito è quello di aprirsi a chi abbiamo vicino, guardare oltre le apparenze, trasformare i difetti in una forza travolgente in grado di aprirci gli occhi sul mondo. Questo messaggio viene trasmesso senza pedanteria né sdolcinatezza, sfruttando in maniera assai divertente i cliché dei KDrama e dell'universo KPop e concedendo spazio anche a momenti più seri e drammatici, nel corso dei quali la protagonista Rumi diventa qualcosa di più di un bel faccino dotato di una voce angelica. 

Il punto di forza di KPop Demon Hunters, assieme alla trama interessante e al messaggio potente che rivolge agli spettatori, è il mix tra una visione moderna della Corea e le leggende che ne caratterizzano la cultura. Il character design dei Saja Boys è un'esilarante mix dei cliché di ogni boyband mai esistita al mondo, e va a braccetto con la bellezza di ciò che si nasconde dietro gli apparenti ragazzi, ovvero degli splendidi messaggeri di morte che seguono l'iconografia moderna dei Jeoseung Saja, con quel loro tipico cappellaccio nero. Non parliamo poi di quanto siano meravigliose la gazza con tre occhi e la tigrotta azzurra, due spiriti complementari usciti dritti dai dipinti della tradizione coreana e pronti ad entrare nel novero delle mascotte animate più amate di sempre. Anzi, per quanto mi riguarda, i personaggi secondari o gli antagonisti sono anche più belli delle Huntrix, le cui animazioni mi hanno ricordato anche troppo lo stile delle Totally Spies, serie di cui non ho mai apprezzato l'inserimento di espressioni comiche e deformed vicine allo stile degli anime, che ho sempre trovato forzato in quello stile di disegno. Nulla da dire, però, sulla regia e l'animazione delle scene di combattimento o dei numeri musicali, coinvolgenti le prime e tremendamente accattivanti i secondi. Accattivante è anche l'unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere brani che ti costringono a muoverti a tempo al primo ascolto, o ti catturano grazie alla bellissima voce della cantante Arden Cho, la doppiatrice originale di Rumi; il brano Golden ha giustamente vinto un meritato Golden Globe, ma le canzoni sono tutte belle e, soprattutto, perfette per i temi e le atmosfere del film. L'unico vero difetto di KPop Demon Hunters, almeno per me, è la mancanza di approfondimento delle due compagne di Rumi, la burbera Mira e l'entusiasta Zoey, ma so che sarebbe stato impossibile dare a tutte le ragazze lo stesso spazio. Per questo, spero nell'uscita di un sequel, dove magari si accenni al passato delle cacciatrici e si approfondisca di più il legame con la loro mentore, Celine, altro personaggio potenzialmente interessante ma mal utilizzato. Aspetto fiduciosa, nel frattempo credo che ascolterò in loop la colonna sonora del film!

CAST

Di Ken Jeong (voce originale di Bobby), Lee Byung-hun (Gwi-ma) e Daniel Dae Kim (dottor Han) ho già parlato ai rispettivi link.

  • Chris Appelhans è il co-regista della pellicola. Americano, ha diretto Il drago dei desideri. Anche animatore, sceneggiatore e produttore, ha 46 anni.


CURIOSITà

Ji-young Yoo, che doppia Zoey, era nel cast di Until Dawn - Fino all'albaKPop Demon Hunters vede anche la reunion di due amatissimi interpreti di Lost, che nella serie interpretavano marito e moglie, ovvero il già citato Daniel Dae Kim Yunjin Kim, qui doppiatrice di Celine. Nell'attesa che esca un sequel già annunciato, se KPop Demon Hunters vi fosse piaciuto recuperate Over the Moon - Il fantastico mondo di Lunaria, Belle, Red, Kubo e la spada magica e Nimona. ENJOY!

lunedì 12 gennaio 2026

Golden Globes 2026

Ieri sono stati assegnati i Golden Globe, quindi oggi comincia, almeno per me, la tanto odiata/amata Award Season, con conseguente mega-recupero di opere in vista delle nomination agli Oscar del 22 gennaio. Sopportate la mia consueta ignoranza con questo mini-riassunto dei premiati ai Golden Globe 2026! ENJOY!


Miglior film drammatico
Hamnet (UK/USA, 2025)

Pur non avendo mai visto un trailer, questo film mi ha ispirata fin dalla locandina. Considerato che si parla di Shakespeare, Amleto e arte che nasce dal dolore, e che la regia e sceneggiatura sono affidate alle mani di Chloé Zhao, mi aspetto un'opera bellissima. Mi spiace, però, per Frankenstein e I peccatori, i quali ovviamente non avevano speranza alcuna di vincere, non in questa categoria. Hamnet - Nel nome del figlio, uscirà in Italia il 5 febbraio, comodo comodo per gli Oscar.


Miglior regista
Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l'altra

E che gli vuoi dire a Paul Thomas Anderson? La regia del suo ultimo film è un trionfo e gli auguro la strada spianata verso il suo primo Oscar. Sarebbe anche l'ora. 


Miglior film - Musical o commedia
Una battaglia dopo l'altra 
(USA, 2025)

A me l'inserimento nella categoria "commedia" di film come Una battaglia dopo l'altra, Bugonia o No Other Choice fa sempre un po' ridere, ma temo che questa classificazione valga per tutti i film difficili da etichettare. Forse avrei preferito la vittoria di No Other Choice, ma sono ugualmente contenta.


Miglior attore protagonista in un film drammatico
Wagner Moura in L'agente segreto

Il film uscirà in Italia a fine mese, non so assolutamente di cosa parli, non ho mai visto un trailer e non conosco Wagner Moura perché non ho mai guardato Narcos. Insomma, brancolo nel buio più totale per questa vittoria, ma d'altronde lo stesso vale per l'intera categoria; le uniche due interpretazioni che conoscevo, quelle di Oscar Isaac e Michael B. Jordan, per quanto intensissime, non mi sembravano materiale da Golden Globe


Miglior attore non protagonista
Stellan Skarsgård in Sentimental Value

Per quanto ami Skarsgård e per quanto sia sicurissima che la sua interpretazione sia favolosa, il mio cuore quest'anno andava al sensei di Benicio del Toro. Il 22 gennaio, comunque, correrò a vedere Sentimental Value a prescindere, visto che adoro Joachim Trier


Miglior attrice protagonista in un film drammatico
Jessie Buckley in Hamnet

Quest'anno non ho visto nemmeno una delle performance candidate, quindi una vale l'altra, almeno per me. La Buckley mi era piaciuta molto in La figlia oscura e Women Talking, per cui ho grande fiducia.


Miglior attore protagonista in un film musicale o commedia
Timothée Chalamet in Marty Supreme

Ommamma. Non so se reggerò la combo Chalamet/Safdie, temo mi verrà una pellagra che solo la presenza di Fran Drescher potrà mitigare, ma lo saprò soltanto il 22 gennaio, quando Marty Supreme uscirà in Italia. Nell'attesa, mi dispiaccio per Di Caprio, Lee Byung-Hun e Jesse Plemons, attori che apprezzo infinitamente più di quel twink ormai cresciuto. 


Miglior attrice protagonista in un film musicale o commedia
Rose Byrne in If I Had Legs I'd Kick You

If I Had Legs I'd Kick You non ha ancora una data di uscita italiana e, ovviamente, di questo film non sapevo nulla. Dovrebbe essere una tragicommedia di stampo psicologico, quindi qualcosa che potrebbe piacermi, mentre Rose Byrne, finora, mi era rimasta vagamente impressa solo per i franchise di Insidious e X-Men, quindi sono curiosa di capire come possa avere asfaltato Chase Infiniti ed Emma Stone.


Miglior attrice non protagonista
Teyana Taylor in Una battaglia dopo l'altra

Mi dispiace enormemente per Amy Madigan e la sua zia Gladys, ma in effetti la Taylor è un mostro vero, la cui interpretazione eclissa persino quella di due signori attori come Sean Penn e Leonardo di Caprio


Miglior sceneggiatura
Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l'altra

Anche in questo caso, non posso fare altro che essere felice, sebbene mi dispiaccia per I peccatori, che a mio avviso meritava qualcosina in più. 


Miglior canzone originale
"Golden" di Joong Gyu-kwak, 
24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Teddy Park, EJAE e Mark Sonnenblick per KPop Demon Hunters

Ringrazio ogni divinità per la mancata vittoria delle due menate di balle firmate Wicked: For Good e aspetto di vedere KPop Demon Hunters per giudicare la canzone in questione.


Miglior colonna sonora originale
I peccatori di Ludwig Göransson

E vorrei ben vedere. Cito il mio stesso post: "il mix di jazz, blues, canzoni originali, ballate folk, ritmi forsennati di basso e chitarre elettriche che sembrano volere squarciare il velo della realtà, è perfetto per l'atmosfera de I peccatori ed è una delle poche colonne sonore che ho avuto voglia di riascoltare appena uscita dal cinema". Vittoria meritatissima!!


Miglior cartone animato
KPop Demon Hunters 
(USA/Canada, 2025)

Mi dispiace per La piccola Amélie, perché per me è un capolavoro, ma siccome finora ho snobbato KPop Demon Hunters, sospendo il giudizio e lo recupererò a breve. 


Miglior film straniero
L'agente segreto
 (Brasile/Francia/Paesi Bassi/Germania, 2025)

Sono contenta che non abbia vinto Un semplice incidente (non per chissà quale motivo, semplicemente perché non sono riuscita ad andarlo a vedere causa influenze ed impegni nonostante lo abbiano tenuto un paio di settimane a Savona!) ma mi spiace per No Other Choice e La voce di Hind Rajab, visti ed apprezzati. Il valore de L'agente segreto sale sempre di più, speriamo lo programmino presto al cinema d'essai! 


Cinematic and Box Office Achievement
I peccatori 
(USA, 2025)

Mi sembra un po' una cafonata questo contentino a un'opera splendida come I peccatori, ma tant'è. Noi amanti dell'horror dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco ed essere felici per il fatto che molti film di genere, quest'anno, rientrassero nel novero di nomination importanti.


Come al solito, le serie TV sono per me motivo di vergogna. Miracolosamente, quest'anno ho guardato una delle miniserie più premiate, Adolescence, che si è giustamente portata a casa i Golden Globe per la miglior miniserie o film per la televisione, per la miglior attrice non protagonista, per il migliore attore protagonista di miniserie o film per la televisione e per il miglior attore non protagonista. La vittoria del mio amato Seth Rogen come miglior attore in una commedia mi spinge invece a recuperare una serie che ho nei radar da parecchio, The Studio, per il resto mi trincero nella mia solita ignoranza e vi do appuntamento agli Oscar, il 16 marzo!


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