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mercoledì 6 novembre 2019

La famiglia Addams 2 (1993)

Finalmente. Finalmente sono riuscita a riguardare La famiglia Addams 2 (Addams Family Values), uno dei miei film preferiti di sempre, diretto nel 1993 dal regista Barry Sonnenfeld.


Trama: la famiglia Addams si ingrandisce grazie all'arrivo del piccolo Pubert. A causa dell'odio dei due fratelli, Mercoledì e Pugsley, i genitori decidono di procurarsi una babysitter e la scelta ricade su Debbie, affascinante bionda che tuttavia mira al patrimonio dello zio Fester...


Esiste un film di cui conosco le battute a memoria? Sì, ragazzi, ed è La famiglia Addams 2. Che poteva essere una copia carbone del primo film e in parte lo è anche (il ballo, splendido, di Morticia e Gomez, la discesa nella disperazione di quest'ultimo per colpa del fratello Fester, le sequenze dedicate alle performance di Mano) ma, in realtà, racchiude due anime meravigliose che lo portano a svettare anni luce sopra l'originale. E' brutto dire che il piccolo Pubert, il nuovo nato degli Addams, è tanto carino quanto inutile, un mero escamotage per costringere gli Addams ad avere bisogno di una babysitter, ma è la verità: le cose che più contano all'interno de La famiglia Addams 2 sono il Campo Chippewa e, soprattutto, la stupefacente Debbie, esempio di come i personaggi secondari siano talmente ben scritti e caratterizzati da non temere il confronto con i titolari storici, partoriti dalla fantasia di Charles Addams. Partiamo dal campo Chippewa e lasciamo il meglio come dessert. Il campo Chippewa, con i suoi partecipanti tutti biondissimi e wasp, è l'estensione perfetta di quella recita da incubo mostrata nel primo La famiglia Addams, e rende di fatto la caustica Mercoledì una dei protagonisti più interessanti della pellicola, soprattutto quando la ragazzina è costretta a sfoderare tutte le sue arti oscure, la sua intelligenza e la perfidia per contrastare lo strapotere degli esilaranti, stupidissimi "Grangers" e dell'odiosa Amanda, reginetta del campo e futura attrice. Lo stile deliziosamente eccentrico della Famiglia Addams cozza contro l'accozzaglia di luoghi comuni e l'ipocrisia di chi è buono e bravo solo a parole ma in realtà arriva a ghettizzare chi non risponde ai canoni di perfezione imposti da un campo per ricconi, per non parlare poi della farsa tragicomica dello spettacolo a tema "Ringraziamento", pieno di inesattezze storiche e parole offensive mascherate da termini urbani, e l'applauso durante le sequenze di ribellione scatta in automatico.


E mentre Mercoledì e Pugsley hanno il loro bel da fare a riportare coi piedi per terra Gary Granger e i suoi adepti, tentando di sopravvivere al terribile "capanno dell'amicizia", lo zio Fester si innamora della folle Debbie, bionda gold digger (non a caso disseppellisce l'anello di fidanzamento di mammà) e psicopatica all'ultimo stadio. La cosa buffa è che Debbie, come direbbe Mercoledì, è solo maldestra, altrimenti sarebbe un perfetto membro della famiglia Addams, pazza e criminale com'è. Purtroppo per Fester, Debbie ha la stessa mentalità egoista ed elitaria dei partecipanti al campo Chippewa e ciò che vede degli Addams è solo un branco di mostri assurdi, NONOSTANTE l'incredibile tenerezza di un Fester che sbocconcella il pane per condividerlo con lei o si infila lunghissime carote nel naso, durante uno degli appuntamenti più belli della storia del cinema; da par suo, il povero Fester si trasforma in uno zerbino imparruccato color pastello, tra un "biscottino" e gli esilaranti tentativi della novella moglie di ucciderlo, a rischio di condannare l'intera famiglia all'annichilimento. Se dovessero puntarmi una pistola alla testa e chiedermi quale sia il ruolo migliore di Joan Cusack, da cinèfila dovrei dire Cheryl Lang (ma non vedo lo splendido Arlington Road da più di dieci anni, quindi...) ma il mio cuore palpita per Debbie, nemmeno fossi lo Zio Fester. Le smorfiette dell'attrice, i flash di rozzissima follia (ah, ma lei era una Barbie ballerina. Piena di grazia!), l'atteggiamento da first lady presidenziale e la danza al ritmo di Macho Man sono semplicemente meravigliosi e io non posso non amarla. E sì, questo alla fine non era un post normale ma solo un modo per mettere finalmente nero su bianco la mia adorazione perenne per La famiglia Addams 2, alla faccia della sciatteria degli anni '90!


Del regista Barry Sonnenfeld, che interpreta anche Mr.Glicker, ho già parlato QUI. Di Anjelica Huston (Morticia Addams), Raul Julia (Gomez Addams),  Christopher Lloyd (Zio Fester), Joan Cusack (Debbie Jellinsky), Christina Ricci (Mercoledì Addams), Carol Kane (Nonna), Carel Struycken (Lurch), David Krumholtz (Joel Glicker), Dana Ivey (Margaret Addams), Peter MacNicol (Gary Granger), Christine Baranski (Becky Martin-Granger), Mercedes McNab (Amanda), Nathan Lane (poliziotto) e Cynthia Nixon (Heather) ho parlato ai rispettivi link.


Se il film vi fosse piaciuto, ovviamente, recuperate La famiglia Addams. ENJOY!


mercoledì 12 settembre 2018

Mamma Mia! Ci risiamo (2018)

Approfittando di una cena alla quale "non siamo state invitate" (true story), io e la mia amica Izzy abbiamo deciso di concederci una serata tra carampane a base di aperitivo e Mamma Mia! Ci risiamo (Mamma Mia! Here We Go Again), diretto e co-sceneggiato dal regista Ol Parker.


Trama: Sophie decide di onorare il desiderio della madre e di rinnovare e riaprire l'Hotel Bella Donna. Frustrata dalle difficoltà che precedono il giorno dell'inaugurazione, Sophie ripensa al passato della madre, Donna, e alle strane circostanze del suo concepimento.


E' troppo facile parlare male di Mamma Mia! Ci risiamo. Si potrebbe tranquillamente dire che è una commercialata, che è una banale scusa per infilare in un film tutte le canzoni che erano rimaste fuori da Mamma Mia!, che ha una trama basata sul nulla, che ha un doppiaggio italiano fastidiosissimo, che Andy Garcia sembra uscito dritto dalla pubblicità dell'Amaro Averna perché in fondo per gli americani (e anche per gli svedesi), Italia, Grecia e Spagna si somigliano tutte, che Meryl Streep ci avrà anche visto lungo ma comunque dalla cassa è passata lo stesso e che Dominic Cooper senza barba e in versione sentimentale non si può guardare né sentire, non dopo essersi sparati tre stagioni dell'adorabile Preacher. Si possono dire tutte queste cose e anche di più, è vero, e quasi sicuramente la mia ottima predisposizione d'animo sarà stata alimentata dai due bicchieri di Traminer scolati poco prima della visione del film, ma non mi vergogno a dire che Mamma Mia! Ci risiamo è la pellicola più genuinamente divertente, sfacciatamente trash ed entusiasmante vista quest'anno. E sì, agli autori è piaciuto vincere facilissimo, ché non ci vuole davvero nulla a conquistare il pubblico già predisposto piazzando a tradimento la riproposta di canzoni come Mamma Mia!, Dancing Queen e Super Trouper, aggiungendo roba "nuova" come Waterloo, I Have a Dream e un altro brano che non vi sto a spoilerare perché, per me, lì si è toccato decisamente l'apice del tripudio ma, diciamoci la verità: in quanti, dopo Mamma Mia!, si sono comunque affezionati a Donna, Sophie e a tutta la brigata di amiche, amanti e mariti? Per carità, non era il mio desiderio impellente conoscere il destino dei protagonisti di un film basato sulle canzoni degli ABBA, ma rivederli tutti sullo schermo mi ha fatto un immenso piacere. Non tanto per Sophie, in effetti. Anzi, il "litigio" tra Sophie e Sky è uno degli elementi più deboli del film, a me interessava rivedere la splendida Tanya, la tenera Rosie, i meravigliosi Harry e Bill, insomma tornare a divertirmi con quei personaggi secondari in grado di rubare la scena ai protagonisti, e non sono stata delusa in questo... anche perché, a un certo punto, arriva Cher. E lì non ce n'è più per nessuno.


Ai vecchi protagonisti tanto amati si affiancano le loro versioni più giovani, anche perché buona parte del film viene girato come un flashback che intervalla la narrazione del presente con scampoli di passato remoto. Il pubblico arriva quindi a scoprire come mai Donna fosse così incerta sulla paternità di Sophie e anche a capire come mai, tra tutti, alla fine Donna avesse scelto proprio Sam, oggetto di un intenso quanto improbabile amore... durato una settimana. C'è da dire che con gli altri due c'è stata una botta e via, quindi obiettivamente le probabilità che fosse Sam il vero padre di Sophie sono alte ma, insomma, non si sa mai. Il tuffo nel passato di Mamma Mia! Ci risiamo riserva ovviamente un paio di altre sorprese divertenti per i fan del musical e si amalgama senza troppi problemi con quello che veniva raccontato nel film precedente ma c'è comunque un piccolo problemino, ovvero gli attori. Se, infatti, Lily James è carinissima e dotata del carisma necessario per farsi carico dei vari numeri musicali, i tre baldi giovani scelti per interpretare Sam, Harry e Bill sembrano tutti uguali salvo il colore dei capelli e tutti dotati dell'espressività di tre bietoloni, per quanto sul fisico nulla da dire. Nonostante questo, tra i quattro si viene a creare un ottimo affiatamento che rende i numeri musicali assai gradevoli, benché magari non tutti all'altezza di quelli di Mamma Mia!, che ricordo più scatenati e "complessi", in qualche modo, soprattutto nelle coreografie. C'è di che gioire comunque anche in questo Mamma Mia! Ci risiamo, soprattutto verso il finale, e in generale mi è sembrato che tutti i coinvolti si siano divertiti molto, cosa che sicuramente giova all'umore dello spettatore che non può che rimanere travolto da tanta allegria ed entusiasmo. Sarà che in questo periodo avevo bisogno di divertirmi ma non posso che consigliarvi di recuperare questo film e prepararvi a cantare a squarciagola anche quando tornerete a casa!


Di Amanda Seyfried (Sophie), Andy Garcia (Señor Cienfuegos), Lily James (Donna da giovane), Dominic Cooper (Sky), Julie Walters (Rosie), Christine Baranski (Tanya), Pierce Brosnan (Sam), Colin Firth (Harry), Stellan Skarsgård (Bill/Kurt), Cher (Ruby Sheridan) e Meryl Streep (Donna) ho già parlato ai rispettivi link.

Ol Parker (vero nome, Oliver Parker) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Inglese, ha diretto film come Imagine Me & You. Anche produttore, ha 49 anni.


Björn Ulvaeus e Benny Andersson, ex membri degli ABBA, compaiono rispettivamente come professore del college (quando cantano When I Kissed the Teacher) e pianista durante la canzone Waterloo. Per concludere, Cher aveva rifiutato il ruolo di Tanya nel primo film e ha scelto personalmente Andy Garcia per il ruolo di Cienfuegos. Se Mamma Mia! Ci risiamo vi fosse piaciuto consiglio il recupero del "capostipite", Mamma Mia!. ENJOY!

venerdì 10 aprile 2015

Into the Woods (2014)

Dopo aver rotto ben ben le palle al povero Toto e nonostante le critiche pessime lette sui vari blog amici, mercoledì sera sono riuscita a guardare Into the Woods, diretto nel 2014 dal regista Rob Marshall e tratto dall'omonimo musical scritto da James Lapine e musicato da Stephen Sondheim.


 Trama: un fornaio e sua moglie, impossibilitati ad avere figli, scoprono che le loro difficoltà nascono dalla maledizione di una strega. Per annullare il maleficio la strega li incarica di recuperare quattro oggetti appartenenti ad altrettanti personaggi da fiaba: Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Jack e Rapunzel.


Quando ho cominciato a guardare Into the Woods mi sono chiesta se tutti i blogger che stimo e a cui voglio bene non avessero per caso perso il senso dell'umorismo. La prima ora di film è infatti una gigantesca supercazzola canterina, il tripudio del kitsch e del ridicolo apparentemente volontario, una bestia stranissima davanti alla quale non ho potuto fare altro che ridere ed applaudire come una bambina per ogni trovata imbecille; la strega che compare come se nulla fosse asserendo di essere "la vicina di casa", Cappuccetto Rosso che si sfonda di cibo, la gente che non riesce ad usare la treccia di Rapunzel come corda, due principi che cantano a squarciagola "Agony" strappandosi le vesti di dosso e lanciando gli addominali scolpiti in pasto alle spettatrici, una Cenerentola che scappa a gambe levate davanti a siffatto principe, preferendo tornare ad accudire due sorellastre e una matrigna che più vajasse non si può, un lupo palesemente pedofilo e il cacciatore più ridicolo del creato solo solo alcuni tra i mille eventi weird di cui è costellata la prima parte di Into the Woods, una gioia per gli occhi e le orecchie di chi, come me, ama il genere musical e non disdegna l'inevitabile pacchianeria che spesso lo accompagna. Pur non meritando affatto la nomination agli Oscar di quest'anno, Meryl Streep nei panni della strega è esilarante e molto in parte, così come sono validissimi tutti gli altri attori, eclissati da una Christine Baranski che si vede poco ma incarna una matrigna superiore persino a quella dell'algida e bellissima Cate Blanchett; i costumi di Colleen Atwood sono strepitosi come le scenografie, cupe e dark e costruite in studio quindi prive di quell'aspetto di fastidioso "fintume" tipico degli ambienti ricreati con la computer graphic e le canzoni sono orecchiabili e piacevoli, soprattutto il prologo e la già citata, parodistica Agony. Insomma, tutto andava bene fino al "midmovie finale", l'unico al mondo che finalmente conclude la storia di Cenerentola così come viene scritto nella fiaba, mandando al diavolo il finto buonismo Disney... e poi, a un certo punto, è successo l'irreparabile.


Arrivati a metà film con le vicende apparentemente concluse, nel bene o nel male, io e Toto effettivamente ci siamo chiesti con cosa avrebbero riempito la seconda metà e, purtroppo, la risposta è stata "con della camurrìa". Into the Woods infatti continua dopo quel "e vissero felici e contenti" che, evidentemente, ai realizzatori sembrava troppo banale, e diventa una robaccia tediosissima, cupa, moralista fino all'inverosimile, pedante e ripetitiva. Concetti come "nessuno è solo", "il bosco rappresenta quella vita che è imprevedibile, non sempre bella, fatta di momenti da custodire", "bisogna avere coraggio e affrontare ogni dura prova", ecc. ecc. vengono ribaditi almeno settecento volte all'interno di canzoni sempre più infantili, zeppe di rime baciate e soprattutto discontinue, come se la natura di musical venisse a un certo punto meno, preferendo lasciare gli attori liberi di dialogare tra loro e allungare la broda all'infinito. Persino il registro visivo di Into the Woods cambia, con una fotografia innaturalmente cupa e zeppa di toni bluastri che ammorba ancor più lo spettatore già provato da due ore e fischia di banalità assortite ed intollerabili. Gli attori, poverini, continuano a fare del loro meglio ma è ben difficile quando i personaggi più carismatici vengono tolti dalla scacchiera senza una ragione plausibile (la scomparsa della Strega mi ha lasciata perplessa, sarò limitata ma è così), lasciando in scena le peggiori pittime della pellicola alle prese con una "trappola" talmente mal girata, mal fotografata e mal montata da risultare quasi incomprensibile. E qui ho finalmente capito perché tutta la blogosfera si sia unita per condannare all'onta perpetua questo Into the Woods che, davvero, aveva tutte le carte in regola per essere la gioia e la delizia di chi adora i musical e le storie gotiche ed irriverenti ma si è rivelato un "guazzabuglio medievale" che si candida di diritto ad essere uno dei film più brutti del 2015. Al confronto, persino un disastro come Maleficent diventa quasi un capolavoro! Evitate di sottoporvi a questa lunghissima serie di mattonate sui marroni soprattutto in sala, perché lì sarete costretti a subire l'ancor più fastidiosa tortura di un adattamento che mescola dialoghi in italiano e canzoni in inglese, con l'inevitabile divario tra voci doppiate e originali: fidatevi, Into the Woods è già pesante in una lingua, figuriamoci in due!


 Del regista Rob Marshall ho già parlato QUI. Anna Kendrick (Cenerentola), Christine Baranski (la matrigna), Meryl Streep (la strega), Johnny Depp (il lupo), Chris Pine (il principe di Cenerentola) e Frances de la Tour (la gigantessa) li trovate invece ai rispettivi link.

James Corden interpreta il fornaio. Inglese, ha partecipato a film come I fantastici viaggi di Gulliver, I tre moschettieri e a serie come Little Britain e Doctor Who. Anche sceneggiatore e produttore, ha 37 anni e due film in uscita.


Emily Blunt interpreta la moglie del fornaio. Inglese, ha partecipato a film come Il diavolo veste Prada, Wolfman, I fantastici viaggi di Gulliver, I guardiani del destino, I Muppet, Looper - In fuga dal passato, Edge of Tomorrow e a serie come Little Britain e Doctor Who; come doppiatrice ha inoltre lavorato per serie come I Simpson e per la versione inglese di Si alza il vento. Ha 32 anni e quattro film in uscita.


Tracey Ullman (vero nome Trace Ullman) interpreta la madre di Jack. Inglese, ha partecipato a film come Jumpin'Jack Flash, Ti amerò... fino ad ammazzarti, Robin Hood un uomo in calzamaglia e a serie come Ally McBeal, Will & Grace e How I Met Your Mother; come doppiatrice ha inoltre lavorato per serie come I Simpson e per film come La sposa cadavere. Anche sceneggiatrice, produttrice e regista, ha 56 anni e un film in uscita.

Il piccolo Daniel Huttlestone, che interpreta Jack, era già stato Gavroche in Les Misérables mentre il principe di Raperonzolo Billy Magnussen interpretava l'esilarante Thor, il ragazzo incapace di distinguere i colori, in Damsels in Distress. Nel musical originale, leggermente rimaneggiato dalla Disney per quanto riguarda temi e morti per non turbare la sensibilità dei piccoli spettatori (per esempio, la madre di Jack viene colpita a morte con un bastone, non spinta, mentre Rapunzel muore schiacciata dal gigante), ci sono due personaggi che sono stati eliminati dal film, uno è il Mistery Man (confluito in parte nella Strega) e uno è il Narratore, che è stato sostituito dalla voce narrante del Fornaio; prima di arrivare a questa decisione si era però pensato di affidare il ruolo del Narratore ad attori del calibro di Jeremy Irons, Christopher Plummer, Geoffrey Rush, John Cleese, Michael Caine, Michael Gambon, Alan Rickman e persino Julie Andrews o Angela Lansbury. Rimaniamo in tema cambiamenti: Chris Pine era stato scelto per il ruolo di principe di Rapunzel, con Jake Gyllenhaal ad affiancarlo come principe di Cenerentola. Quando Gyllenhaal ha dato forfait, Pine ha preso il suo posto e assieme a Rapunzel c'è finito Billy Magnussen. Non ce l'hanno fatta invece Emma Stone, che ha rifiutato il ruolo di Cenerentola perché convinta di non avere la voce adatta, e neppure Kathy Bates ed Allison Janney, in lizza per il ruolo della madre di Jack. E per chi ha odiato fermamente Into the Woods, ecco qualcosa che ve lo farà odiare ancora di più e che mi sta uccidendo dal dispiacere: Jim Henson nel 1995 aveva chiesto il permesso per realizzare un film con i suoi pupazzi al posto degli animali e dallo script erano usciti ben due progetti; il cast del primo prevedeva Martin Short come Fornaio, Neil Patrick Harris come Jack e Daryl Hannah come Rapunzel, mentre il secondo progetto sfiorava la perfezione perché prevedeva Robin Williams come Fornaio, Goldie Hawn sua moglie, Cher come Strega, Carrie Fisher come Lucinda, Kyle MacLachlan e Brendan Fraser come i due principi, Elijah Wood come Jack, Roseanne Barr sua madre, Steve Martin come lupo e Danny DeVito come gigante. Datemi una fottuta macchina del tempo e fatemi convincere i maledetti studios a produrre questa meraviglia! Nell'attesa che qualcuno la costruisca, se Into the Woods vi è piaciuto recuperate Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street. ENJOY!

domenica 27 novembre 2011

I predatori del Bollalmanacco perduto: Mamma mia! (2008)

E recuperiamo oggi... Mamma Mia! Con tanto di foto e video, guarda un po'... errori od Orrori di grammatica/sintassi/ortografia/distrazione compresi! Vi faccio notare anche come la povera Amanda Seyfried, che nel film interpreta la figlia di Meryl Streep, non venisse neppure nominata... ma d'altronde, all'epoca, era praticamente all'inizio della carriera e non la conoscevo! Un paio di post su di lei comunque li trovate qui.


Anche se il tempo è poco, mi ritroverò a scrivere sul mio santo Bollalmanacco, perché alla fine ho promesso a IlRanocchio che lo avrei fatto.. e poiché almeno qui sono padrona di mettere quello che voglio, ecco che mi ritroverò a parlare del Musical dell’anno: Mamma Mia! di Phyllida Lloyd, tratto dall’omonimo show di Broadway basato sulle canzoni degli ABBA.


Chi frequenta da tempo il Bollalmanacco secondo me storcerà il naso, scioccato, ma credetemi, gente, poche cose sono più trash e divertenti di questo film, e diciamo che il trash e il ridicolo (volontari o meno) sono un po’ il fil rouge di questo blog. La trama è semplice: In un’isoletta greca si sta per festeggiare il matrimonio di Sophie, una ragazza che vive sola con la madre Donna, la quale gestisce un albergo sull’orlo del fallimento. E il padre, vi chiederete? Il padre non c’è, o meglio potrebbero essercene tre, quindi la futura sposa decide di invitare segretamente tutti e tre gli ex della mamma per scoprire, finalmente, la verità. Con tutte le conseguenze del caso.


Allora, un avvertimento: il film inizia malissimo, come uno di quegli orrendi DVD di Barbie. La ragazzina canterina sul balcone spedisce le tre lettere in un trionfo di glitter e melensaggine. Quando si incontra con le due amichette, sembra di assistere all’incontro tra Barbie, Skipper e Theresa alle Hawaii: urletti, mossette, filastrocche e nomignoli. Se resisterete alla tentazione di alzarvi e andarvene inveendo contro il mondo intero, allora vi troverete davanti un Musical fatto di splendide canzoni, cantanti bravissimi, momenti esilaranti e commoventi, attori strepitosi e un finale che è la gioia di ogni cultore del Trash. Imperdibili soprattutto Dancing Queen e Does Your Mother Know?, oltre che la splendida The Winner Takes It All, che mostra tutta la bravura della vecchia Meryl.


La Streep è streepitosa e anche un po’ streeppona, canta da dio ed è assolutamente perfetta per il personaggio di Donna. L’altra sorpresa del film è Pierce Brosnan che, nonostante l’evidente sforzo che lo porta ad accartocciarsi ad ogni canzone, sfoggia uno charme e una voce alla David Bowie veramente inaspettati. I costumi sono un trionfo, i numeri musicali ovviamente strepitosi e ben coreografati, anche grazie al cast di supporto che è decisamente azzeccato. L’unica cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso è l’utilizzo degli autoctoni greci come una sorta di “Coro” antico composto da macchiette, emblema del maledetto senso di superiorità Americano. Prima il Capitano Corelli e il suo dannato mandolino, ora questo.. almeno non utilizzano più gli italiani, noi siamo stati eletti a “raffinati” e stilosi mafiosi. Mah.

Phyllida Lloyd è alla seconda opera cinematografica, ed è una delle più apprezzate registe teatrali inglesi. Ha 51 anni.


Meryl Streep, che interpreta Donna, è uno dei mostri sacri del cinema americano, impegnato ma anche frivolo, tendenza che ha dimostrato di apprezzare soprattutto negli ultimi anni. Tra i suoi film più belli ricordo il cacciatore, Manhattan, Kramer contro Kramer, La scelta di Sophie ( per questi due film ha vinto l’Oscar), She Devil – Lei, il diavolo, La morte ti fa bella, La casa degli spiriti, The Hours, Angels in America (forse la più bella miniserie televisiva che sia mai stata concepita), Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi, Radio America, Il Diavolo veste Prada. Ha persino dato la voce alla figlia del Reverendo Lovejoy in un episodio dei Simpson. Ha 59 anni e tre film in uscita.


Pierce Brosnan interpreta Sam, uno dei tre presunti padri. Famoso per aver interpretato il personaggio di James Bond dal 1995 con Goldeneye, fino al 2002 con Die Another Day e aver raccolto per primo l’eredità di Sean Connery. Ha partecipato, tra gli altri, a Il Tagliaerbe, Mrs. Doubtfire, Mars Attaks!, Dante’s Peak. Ha 55 anni e 3 film in uscita.


Colin Firth interpreta il secondo presunto papà. L’attore inglese ha interpretato film come il paziente inglese, Shakespeare in Love e un horror intitolato Genova. Perché lo nomino? Innanzitutto per il titolo, anche se non l’ho mai visto.. e poi perché due mie grandissime amiche hanno recitato come comparse, in mezzo a una marea di altri studenti, proprio in questo film! Ha 48 anni e 3 film in uscita.


Julie Walters interpreta Rosie, una delle vecchie amiche di Donna, il Lupo Solitario del gruppo. L’attrice inglese è famosa per aver interpretato l’insegnante di ballo di Billy Eliott e soprattutto la Signora Weasley nella serie Harry Potter e ha partecipato anche all’esilarante Calendar Girls. Ha 58 anni e due film in uscita.


Christine Baranski interpreta Tanya, la fatalona reduce da mille matrimoni e altrettanti lifting. L’attrice newyorchese ha partecipato a film come Nove settimane e mezzo, La Famiglia Addams 2 (interpreta la maledettissima Becky Martin-Granger ), Piume di struzzo, Cruel Intentions, Il Grinch. Ha partecipato anche a Una famiglia del terzo tipo, serie che mi manca tantissimo, e come doppiatrice a un episodio di American Dad! Ha 56 anni.


Stellan Skarsgard interpreta Bill, il terzo papà, il più avventuroso. L’attore svedese ha partecipato a The Kingdom II, Ronin, Dancer in The Dark, L’Esorcista – La genesi ed è stato il padre di Orlando Bloom nella serie Pirati dei Caraibi. Ha 57 anni e 3 film in uscita.


E per finire all'insegna del trash... Dancing Queen cantata dagli ABBA in abiti ottocenteschi!!! Enjoy!!!

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