venerdì 1 settembre 2023
Bad Things (2023)
mercoledì 30 agosto 2023
Oppenheimer (2023)
martedì 29 agosto 2023
Cobweb (2023)
Altro horror agostano che avevo sul radar da prima ancora che ne parlasse Lucia è questo Cobweb, diretto dal regista Samuel Bodin.
Trama: il piccolo Peter, ragazzino schivo e solitario, comincia a sentire una voce di notte, che gli apre a poco a poco gli occhi su una terribile realtà...
Il post su Cobweb sarà assai breve, in quanto il film trova il suo punto di forza in una trama ambigua che intorta lo spettatore un po' come vuole, lasciandolo spiazzato anche nel momento in cui, se un po' più scafato della media, si convince di aver capito proprio tutto, com'è successo a me. In soldoni, Cobweb è una deliziosa, cattivissima fiaba nera di Halloween, avente per protagonista Peter, un bimbetto solitario che a scuola viene bullizzato e a casa viene riempito di affetto da genitori iperprotettivi. Una notte, il piccolo Peter comincia a sentire una voce provenire dai muri della sua camera e da quel giorno la sua vita cambia... in che modo, ovviamente, non vi sto a dire. Sulla trama non posso ricamare troppo, anche se a un certo punto ho pensato che lo sceneggiatore (tra l'altro lo stesso di quella schifezza dell'ultimo Non aprite quella porta) si sia letto con attenzione il racconto breve da cui era stato tratto Antlers per trarne ispirazione, soprattutto per quanto riguarda Miss Devine, la maestra che prende a cuore Peter, ma vi assicuro che vi affezionerete al giovanissimo protagonista e odierete molti altri personaggi, facendovi contagiare dal veleno contaminante della solitudine e della tristezza.
Posso invece dire qualcosina di più relativamente alla realizzazione e agli attori. Se non avete mai visto la serie Netflix Marianne, purtroppo interrotta stupidamente alla fine della prima stagione, vi consiglio di farlo perché Samuel Bodin ci si è fatto le ossa per bene ed arrivato pronto al salto verso il mondo dei lungometraggi: Cobweb ha infatti un'ottima gestione non solo degli ambienti, del buio e dei jump scare ma soprattutto di quei momenti in cui è il confronto tra personaggi a generare inquietudine, quell'intersecarsi di parole, sguardi e piccoli dettagli che la cinepresa coglie e riporta allo spettatore, alimentandone l'ansia senza ricorrere ad immagini scioccanti. A tal proposito, Cobweb non è comunque timido per quanto riguarda le scene più horror e ha, inoltre, l'indubbio pregio di non ricorrere a una CGI invasiva nei momenti "rivelatori", ma ciò in cui eccelle e l'atmosfera inquietante e claustrofobica generata dalle scenografie, tra campi di zucche, cupe magioni, luoghi bui e stretti e arredi vetusti. Una luce generalmente malata e giallognola fotografa gli ambienti e i volti di attori bravissimi: la Caplan e Starr sono ormai due garanzie quando si tratta di interpretare un certo tipo di personaggi (e Starr è imponente anche senza i capelli biondi e il fisico statuario di Homelander) ma è il quattordicenne Woody Norman a reggere buona parte del peso del film, risultando molto più piccolo e fragile della sua età anagrafica, il che concorre ad alimentare l'empatia dello spettatore verso uno dei rari bimbi non odiosi presenti all'interno di un horror. Purtroppo, non posso aggiungere altro, tranne che Cobweb è uno degli horror che ho preferito quest'anno e che spero di vederlo presto distribuito in Italia, magari per Halloween. Considerata la presenza di Evan Goldberg e Seth Rogen tra i produttori, magari finirà dritto su Prime, anche se mi piacerebbe tantissimo vederlo al cinema!
Di Lizzy Caplan, che interpreta Carol, ho già parlato QUI.
Samuel Bodin è il regista della pellicola. Francese, ha diretto la serie Marianne, che potete vedere su Netflix. E' anche sceneggiatore, attore e produttore.
Antony Starr interpreta Mark. Diventato giustamente famoso per il ruolo di Homelander/Patriota nella serie The Boys, ha partecipato a film come Without a Paddle, The Covenant e alla serie Xena principessa guerriera. Neozelandese, ha 48 anni.
Cleopatra Coleman, che interpreta Miss Devine, era la moglie del protagonista James Foster in Infinity Pool. Se Cobweb vi fosse piaciuto, recuperate Somnia e Antlers - Spirito insaziabile. ENJOY!
venerdì 25 agosto 2023
La casa dei fantasmi (2023)
mercoledì 23 agosto 2023
Marry My Dead Body (2022)
Era un titolo che puntavo già dal Far East Film Festival, che purtroppo quest'anno ho perso anche nella versione online, quindi quando è arrivato su Netflix l'ho recuperato abbastanza velocemente per i miei standard. Sto parlando di Marry My Dead Body (關於我和鬼變成家人的那件事), diretto e co-sceneggiato nel 2022 dal regista Cheng Wei-hao.
Trama: un poliziotto raccoglie per caso una busta rossa da terra e si ritrova sposato con un ragazzo gay, morto per un incidente stradale. La strana coppia si ritroverà a dovere sopportare una convivenza forzata e ad indagare non solo sull'incidente ma anche su un boss della droga.
Non scrivo da due settimane, anche se dalla programmazione non si direbbe, e ho qualche problemino di schiena/spalle, quindi non so cosa uscirà da questo post su Marry My Dead Body, perdonatemi se sarò più raffazzonata del solito. Il film è una simpatica commedia con sfumature poliziesche e sentimentali, solo vagamente horror, che racconta, come da titolo originale, di come il poliziotto omofobo Wu Ming-han riesca a creare una sorta di famiglia col fantasma del giovane Mao Mao, ragazzo omosessuale morto investito da una macchina. I due sono particolarmente incompatibili, non solo perché uno è vivo e l'altro è morto, ma soprattutto perché Wu Ming-han è un lupo solitario che pensa solo alla carriera e ha atteggiamenti improponibili sia nei confronti del collega gay che della collega donna, mentre Mao Mao è un ragazzino che, comprensibilmente, non vede più in là della sua situazione sfortunata ed è condizionato da tutti i pregiudizi di cui era oggetto in vita. Il rapporto tra i due si evolverà nel corso di una storia che intreccia molteplici stili e punti di vista, sfruttando una sottotrama a base di imprendibili narcotrafficanti e corruzione per consegnare allo spettatore un messaggio di tolleranza e dialogo; nei momenti più commoventi (sul finale consiglio di armarsi di fazzoletti) Marry My Dead Body parla del coraggio necessario per abbattere non solo le barriere tra persone completamente diverse, ma anche quelle che ci creiamo da soli per infantile egoismo oppure, paradossalmente, per tenere lontani gli altri a causa del troppo amore che proviamo per loro.
Come molti film asiatici, Marry My Dead Body unisce momenti di stupidera esilarante a situazioni di una tristezza inenarrabile, quindi a livello di trama non mi è dispiaciuto, anche se forse è un po' troppo lungo e a rischio di qualche tempo morto che, a mio avviso, si poteva evitare. Quello in cui il film è un po' carente è invece l'aspetto realizzativo. L'ingerenza della computer graphic si avverte fortissima non solo in qualche sfondo troppo finto e colorato per essere vero, ma soprattutto durante un paio di inseguimenti in macchina che feriscono gli occhi per quanto sembrano usciti da un (brutto) videogame, inoltre l'utilizzo di effetti digitali non giova ai pochi momenti "horror", che sarebbero stati migliori ricorrendo a qualcosa di più artigianale. Mi ha lasciata abbastanza freddina anche l'attore Greg Hsu, che interpreta Wu Ming-han e che ho trovato spesso totalmente inespressivo o fuori parte; i momenti davvero drammatici li regge bene, forse meglio del pur tenerissimo Austin Lin, ma quando servirebbe qualcosa di più giocoso o "duro", l'impressione è quella di avere davanti un pupazzo. Un'altra cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è la caratterizzazione degli omosessuali presenti nel film. Taiwan ha reso legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso già nel 2019, quindi mi sarei aspettata un po' più di cura nella rappresentazione di Mao Mao, invece troppo spesso il co-protagonista è connotato come una checca isterica dalle reazioni esageratissime e caricaturali. Ciò non inficia il mio generale giudizio positivo sul simpatico e poco impegnativo Marry My Dead Body ma, a mio parere, è uno scivolone che si poteva evitare.
Wei-Hao Cheng è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Taiwanese, ha diretto un altro film presente su Netflix, The Soul. Ha 39 anni.